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Mirko e Valerio, due giovani violinisti di Agrigento, con i loro 14 anni e tanti sogni nel cassetto, passano a suonare dal salone della loro casa di Porto Empedocle agli studi della Warner Music a Los Angeles.

Era marzo 2020 quando in casa, durante il lockdown, i gemelli – allora dodicenni – avevano deciso di pubblicare sui social la loro esecuzione di alcuni brani celebri, tra cui anche la famosa “Viva La Vida” dei Coldplay, corredata del messaggio:

“Abbiamo pensato di passare un po’ di tempo con voi tutti, da nord a sud, per noi la musica è la nostra valvola di sfogo, speriamo la possiate utilizzare anche voi, “Viva La Vida” dei Coldplay ci è sembrato un brano perfetto per questa domenica di sole e speranza”.

Piccoli concerti fatti in casa, quindi, per trasmettere un po’ spensieratezza. Concerti che non sono passati inosservati, tanto che addirittura i Coldplay avevano voluto ringraziare i due giovani artisti con un messaggio su Twitter.
E due mesi dopo, il frontman della band, Chris Martin, li aveva invitati a suonare insieme a distanza: lui, dalla sua casa di Los Angeles e loro da Agrigento.

I consiglieri comunali di “Liberi e solidali” di Agrigento, Nello Hamel e Alessia Bongiovì, rilevano alcune criticità nell’ambito delle incombenze sanitarie ad Agrigento legate alla pandemia covid. E affermano: “Sono tanti i disagi per la gestione della pandemia da parte dell’USCA: con un numero verde sempre inesistente, perché dall’altra parte del telefono non risponde mai nessuno, poi code di auto e lunghe attese al drive-in nonostante le prenotazioni con orario, poi attesa da 24 a 34 ore per ricevere l’esito del tampone molecolare, e poi, non da meno, la confusione al drive-in della zona industriale, con persone che si sono accodate in lunghe file, scoprendo solo alla fine che si trattava di un centro analisi privato e non del drive-in dell’Azienda sanitaria. Infine, ci ritroviamo del personale sanitario che ti consiglia di andare in un centro analisi privato per l’esito del tampone di fine isolamento, al fine di velocizzare i tempi di attesa per uscire prima da casa. E allora è spontaneo che sorga un dubbio: ma si stanno favorendo questi centri privati? Ovviamente ci auspichiamo che le segnalazioni ricevute siano soltanto delle casualità”.

Livia Sassoli commossa e vestita di azzurro e compostezza, dote che apparteneva anche a suo papà David, legge durante il funerale di Stato  il contenuto di un messaggio, uno degli ultimi del Presidente del Parlamento Europeo

 

Abbiamo costruito una nuova solidarietà perché nessuno è al sicuro da solo. 
Abbiamo visto nuovi muri e i nostri confini in alcuni casi sono diventati confini tra morale e immorale, tra umanità e disumanità, muri eretti contro persone che chiedono riparo dal freddo, dalla fame, dalla guerra, dalla povertà.  Abbiamo lottato accanto a chi chiede più democrazia, più libertà, accanto alle donne che chiedono diritti e tutele. A chi chiede di proteggere il proprio pensiero, accanto a coloro che continuano a chiedere un’informazione libera e indipendente. Abbiamo finalmente realizzato, dopo anni di crudele egoismo, che la disuguaglianza non è più né tollerabile, né accettabile e che vivere nella precarietà non è umano e che la povertà è una realtà che non va nascosta ma che deve essere combattuta e sconfitta. Il dovere delle istituzioni europee di proteggere il più debole e di abbandonare l’indifferenza, è la nostra sfida, quella dei un mondo nuovo che rispetta le persone, la natura e crede in una nuova economia basata non solo sul profitto di pochi ,a sul benessere di tutti.

Il periodo del Natale è il periodo della nascita della speranza e la speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini, quando combattiamo ogni forma di ingiustizia.

Auguri a noi e auguri alla nostra speranza. Grazie papà, buona strada. 

 

E poi la moglie di Sassoli, Alessandra Vittorini, anch’essa commossa nel silenzio che regnava, ha parlato al suo adorato marito, conosciuto sui banchi di scuola, con il quale aveva costruito una famiglia. E poi racconta di come abbiano sempre dovuto dividerlo con il lavoro, con la politica, e con le tue passioni. “Ma sapevi che eravamo sempre con te” – dice.
C’erano ancora tanti progetti, che avrebbero voluto realizzare insieme, e lui è andato via troppo presto.
Ma poi aggiunge: ” c’è sempre stato tanto amore e l’amore non si divide, ma si moltiplica”.  

Ad Agrigento i Vigili urbani sono a lavoro per rintracciare l’automobilista coinvolto, più o meno direttamente, nella morte di un uomo di 62 anni di Agrigento, R L sono le iniziali del nome, deceduto a Fontanelle, in piazza Alessio Di Giovanni. Secondo una prima ricostruzione investigativa, le automobili dei due sono entrate in collisione. Nulla di grave: solo un banale incidente stradale. Tuttavia è insorta una vivace discussione tra i due. Uno se ne è andato, ed è il ricercato. L’altro invece, il 62enne, è stato colto da un improvviso malore, ed è morto nell’abitacolo di un’altra automobile il cui conducente si è fermato per prestare soccorso.

“La riapertura delle scuole, come sempre, ha innescato un grande casino. Gli attori del grande palcoscenico della scuola questa volta sono tanti. Cominciamo dalla task force regionale, la quale aveva deciso per il rientro a scuola, dal momento che la sospensione era possibile solo in zona rossa e zona arancione .

L’associazione nazionale dei presidi, si è schierata per il ritorno a scuola senza se e senza ma. L’assemblea dell’Anci organizzata dopo la decisione del governo regionale di riaprire le scuole domani in seguito alla riunione della task force. Una nota in polemica con l’assessore regionale all’Istruzione, l’Anci Sicilia aveva evidenziato “di aver denunciato la mancanza di dati certi e della mancanza di mascherine Ffp2 ormai divenute obbligatorie per legge e di servizi di tracciamento inadeguate, e di aver apertamente chiesto il rinvio dell’apertura delle scuole. Prima di tutto la tutela della salute pubblica e dell’intera comunità scolastica, urlano dai più alti scranni. Ed ancora : abbiamo rappresentato le condizioni drammatiche in cui vertono le scuole, le forti criticità soprattutto a livello organizzativo e il fatto inequivocabile che i dati pandemici sono destinati ad aumentare.

La decisione deriva dal principale obiettivo di garantire il rientro a scuola in presenza e in condizioni di adeguata sicurezza. Ed ancora : l’ASP non ci ha fornito dati precisi, circa i numeri dei contagi. Ed ancora: sulla DAD decidano i Presidi. Alla decisione dell’ANCI gli fa eco il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Stefano Suraniti, il quale ha sottolineato che la Sicilia ha comunque dati pandemici più bassi rispetto alla media nazionale. Non ci sono le condizioni giuridiche per un ulteriore rinvio ribadiscono dal Governo. Al grande palcoscenico della scuola, si è aggiunto un gruppo di genitori di cui fanno parte numerosi avvocati, giuristi, professori universitari e magistrati ha annunciato che impugnerà davanti all’autorità giudiziaria tutte le eventuali ordinanze sindacali che dovessero disporre la chiusura delle scuole dell’isola in quanto ritengono che i provvedimenti sono illegittimi visto che la legge autorizza lo stop alle lezioni solo nelle cosiddette rosse e dietro parere dell’Asp. Mentre va in onda l’ennesimo talk show sulla scuola, tutto il resto, dai cinema ai teatri, dai ristoranti alle palestre, è aperto e fruibile secondo le misure anti contagio obbligatorie previste dal Governo”

Lo dichiara Aldo Mucci del Sindacato Generale di Base.

È stata pubblicata, per il tramite della centrale di committenza – c/o Consorzio Tirreno Ecosviluppo 2000, la procedura di gara, aperta e telematica, con applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa,  per l’affidamento dei servizi tecnici di ingegneria e architettura relativi alla progettazione, definitiva ed esecutiva, dei lavori di ampliamento del porticciolo turistico di San Leone.

Passa, pertanto, nella fase esecutiva un’opera strategica per il porticciolo di Agrigento, attesa e auspicata da anni, ampliare il porticciolo turistico di San Leone pensato e voluto dall’amministrazione Miccichè per aumentare il potere attrattivo e lo sfruttamento turistico-ricettivo della zona balneare, nel pieno rispetto dell’ambiente e del contesto paesaggistico, considerando che a due passi c’è la valle dei templi.

«Oggi il porticciolo turistico di San Leone – spiega l’assessore Gerlando Principato –presenta problemi di insabbiamento derivanti dall’apertura della bocca del porto ai venti di est e di sud est. A causa di ciò, in occasione di mareggiate il moto ondoso all’interno della struttura portuale crea il fenomeno della risacca che danneggia creando un forte stress sia ai sistemi di ancoraggio dei pontili galleggianti sia alla sicurezza degli ormeggi delle imbarcazioni. La creazione di un nuovo braccio di levante – prosegue Principato – eliminerà questi seri inconvenienti consentendo ai diportisti l’ormeggio in sicurezza per tutto l’arco dell’anno. Soprattutto in caso di condizioni meteo-marine avverse, pertanto, l’opera, risulterà di fondamentale importanza, poiché migliorerà significativamente le condizioni di sicurezza delle barche che, al momento, nel versante di ponente da ottobre fino a maggio, devono essere rimosse».

«Il tempo e i fatti ci hanno dato ragione- commenta il sindaco di Agrigento Francesco Miccichè. Finalmente, possiamo dare vita ad una delle opere più importanti e strategiche per il rilancio del porto turistico di Agrigento, che terrà conto anche del water-front del lungomare Falcone Borsellino, dei parcheggi, della viabilità e dei trasporti, di car sharing, pista ciclabile e bike sharing. Appare evidente come, il porticciolo di Agrigento, goda di una posizione strategica sia in relazione alla costa siciliana, rispetto alla quale occupa una posizione baricentrica, sia in relazione all’intero bacino del Mediterraneo, pertanto l’ampliamento ed il suo adeguamento lo porrebbe come un importante hub della portualità diportistica anche per le imbarcazioni di dimensioni superiori ai 18m»

L’importo complessivo a base d’asta, (676.753,67 euro oltre IVA) prevede la progettazione definitiva ed esecutiva, il coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione, la relazione geologica di tutte le opere e le forniture necessarie al progetto. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 gennaio 2022.

Dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, la seconda Corte d’Appello di Palermo ribalta il verdetto: no a 667mila di risarcimento a Bruno Contrada.

Il 6 aprile del 2020 la Corte d’Appello di Palermo ha accolto la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione presentata da Bruno Contrada, ex numero due del Sisde e già capo della Squadra Mobile di Palermo, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. A Contrada sono stati liquidati 667mila euro.

La condanna dell’ex poliziotto è stata ritenuta illegittima dalla Cedu, la Corte europea dei diritti dell’uomo, e dalla Cassazione allorchè, all’epoca delle presunte condotte criminose di Contrada, ovvero tra 1979 e 1988, il reato di concorso esterno alla mafia non era stato ancora previsto dal codice penale italiano. E dunque sarebbe stato da applicare il principio “nulla poena sine lege”, ovvero non è possibile alcuna condanna per un reato non previsto dalla legge. Contro il risarcimento a Contrada accordato dalla Corte d’Appello di Palermo hanno presentato ricorso in Cassazione la Procura Generale di Palermo e l’Avvocatura dello Stato nell’interesse del ministero dell’Economia.

Ebbene, lo scorso 21 gennaio la Cassazione ha annullato con rinvio la stessa ordinanza della Corte d’Appello di Palermo che ha riconosciuto a Bruno Contrada la riparazione per ingiusta detenzione, quantificandola in 667mila euro. Dunque: annullamento con rinvio per il riesame ad un’altra Corte d’Appello di Palermo, la cui terza sezione adesso, al contrario della prima volta nell’aprile del 2020, ha risposto no e ha rigettato l’istanza di risarcimento del danno per ingiusta detenzione firmata dal difensore di Contrada, l’avvocato Stefano Giordano, che annuncia ricorso in Cassazione e commenta: “Apprendiamo senza stupore il verdetto della Corte a seguito di un procedimento svoltosi in maniera assai poco serena, e alle cui conclusioni mi sono rifiutato di prendere parte. Formuleremo tutte le nostre deduzioni in ordine al malgoverno della legge penale e degli strumenti internazionali nel ricorso alla Cassazione che sarà depositato ritualmente nei prossimi giorni. Da subito posso dire che l’ordinanza della Corte d’Appello palermitana viola per ben due volte il giudicato della Corte Europea, su cui il giudice italiano non ha alcun margine di discrezionalità per quanto riguarda la sua esecuzione. Quindi, in base all’articolo 46 della stessa Corte europea dei diritti dell’uomo, il giudice italiano si è sottratto all’obbligo di esecuzione delle sentenze europee che hanno dichiarato l’illegittimità del processo celebrato a carico di Bruno Contrada, riscontrando anche trattamenti inumani e degradanti nella illegittima detenzione del mio assistito. Insieme al ricorso alla Cassazione depositeremo nei giorni a seguire un dossier articolato al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa perché, per l’ennesima volta, non solo lo Stato Italiano commette delle gravissime violazioni a danno dei suoi cittadini, ma reitera le stesse violazioni rifiutandosi di eseguire il giudicato europeo, causando gravi problemi di incompatibilità tra la giurisprudenza italiana e la normativa europea. Valuteremo nei prossimi giorni le ulteriori iniziative da intraprendere a seguito di questa ennesima sconfitta della giustizia”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

L’imprenditrice Sonia Giordano si dimette dalla carica di presidente dell’Akragas e lascia la Società biancazzurra per urgenti e inderogabili impegni familiari e professionali.
Ecco la lettera di dimissioni dal Consiglio di Amministrazione della Società Akragas 2018 S.r.l.
“Io Sottoscritta Giordano Sonia, nata a Oggiona Con Santo Stefano il 30 marzo 1966 e residente a Cassano Magnago  Provincia (VA), considerato che in atto svolge la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione;
Urgenti e inderogabili impegni familiari e professionali non mi permettono di stare vicino alla società e alla squadra;
Come risaputo la mia residenza dista migliaia di chilometri dalla città di Agrigento;
Il mio avvicinamento alla squadra è stato dettato dalla mia passione verso la città tutta di cui sono innamorata;
Per la mia coscienza,  non sarebbe onesto rimanere nella carica senza potere soffrire, gioire, vivere, seguire le sorti della squadra direttamente e personalmente, come sino adesso fatto;
NEL RINGRAZIARE
Tutti i tifosi, in particolare gli ultras, i quali mi sono stati sempre vicini e mi hanno supportato anche nei momenti difficili della squadra, i calciatori della passata e della presente stagione, i collaboratori che ricoprono ruoli all’interno dello stadio, la famiglia Veneziano nostro primo sponsor, il ruolo tecnico, gli attuali soci della società, e principalmente due formidabili nuovi amici che mi hanno sostenuto in questi mesi e che mi hanno più volte dato la carica per ben ricoprire il ruolo di Presidente di una gloriosa società quale “L’Akragas”, mi riferisco a Giuseppe Deni e Carmelo Callari ai quali va un ringraziamento particolare, ed infine alla città che mi ha accolta con simpatia, stupore e curiosità per questa donna del nord Italia che sacrificava il proprio tempo per volare ad Agrigento e tifare Akragas, senza dimenticare gli amici agrigentini con i quali ho condiviso i momenti liberi;
PERTANTO
mi corre l’obbligo e il dovere morale rassegnare le mie dimissioni dalla Carica di Presidente e dal Consiglio di Amministrazione, con effetto immediato.
Col cuore in gola ringrazio tutti”.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Francesco Provenzano, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato quattro imputati di detenzione di sostanze stupefacenti, tra cocaina e hashish, a fine di spaccio a Favara. Sono stati inflitti 6 anni di reclusione a Calogero Salvaggio, 53 anni, 7 anni a Salvatore Papia, 50 anni, 8 anni al fratello Giuseppe Papia, 63 anni, e 8 anni a Rosario Saieva, 60 anni. Le indagini sono state sostenute dai Carabinieri coordinati dalla Procura di Agrigento.