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555 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento a fronte di 1860 tamponi processati. Si registra una nuova vittima a Palma di Montechiaro. Sale a 422 il numero degli agrigentini deceduti a causa del covid da inizio emergenza sanitaria. I nuovi ricoveri sono 7 mentre i guariti sono 138.

57 le persone ricoverate: 29 all’ospedale di Ribera e 28 al San Giovanni di Dio di Agrigento. Sette, invece, le persone ricoverate in terapia intensiva: 3 a Ribera e 4 ad Agrigento. Quattro persone si trovano ricoverate presso struttura lowcare: 1 fuori provincia e 2 allo Sciacca Hotel Covid e 1 Ribera Hotel Covid.

Questa la situazione Comune per Comune: Agrigento 2290 ; Alessandria della Rocca 117; Aragona 237; Bivona 88; Burgio 31; Calamonaci 39; Caltabellotta 112; Camastra 90; Cammarata 333 ; Campobello di Licata 394; Canicattì 1.737; Casteltermini 348; Castrofilippo 144;  Cattolica Eraclea 59; Cianciana 169; Comitini 48; Favara 1.832; Grotte 248; Joppolo Giancaxio52; Licata 1.121; Lucca Sicula 24; Menfi 316; Montallegro 34; Montevago 32; Naro 224; Palma di Montechiaro 1.401; Porto Empedocle 730; Racalmuto 308; Raffadali 518;  Ravanusa 323; Realmonte 232; Ribera 348; Sambuca di Sicilia 100; San Biagio Platani 38; San Giovanni Gemini 379; Sant’Angelo Muxaro 25; Santa Elisabetta 41; Santa Margherita Belice 229; Santo Stefano Quisquina 217; Sciacca 1331; Siculiana 265; Villafranca Sicula 21. Nave accoglienza migranti 31.

Non ce l’ha fatta Concetta Vaianella, la 78enne agrigentina rimasta coinvolta in un incidente stradale qualche giorno fa avvenuto in contrada Fondacazzo. La pensionata era stata dapprima portata all’ospedale di Agrigento San Giovanni di Dio dove i sanitari si erano riservati la prognosi sulla vita. Viste le condizioni la donna era stata successivamente trasferita all’ospeddale Sant’Elia di Caltanissetta dove, però, non è riuscita a sopravvivere.

Ancora incerte le cause dell’incidente visto che la donna ha avuto un incidente autonomo. Mentre percorreva la strada è andata a schiantarsi contro il guard-rail. Avrà avuto un malore prima, avrà perso il controllo della propria autovettura?

Sull’incidente stanno indagando i carabinieri.

Ieri, la Giunta regionale ha deciso di inserire la casa di Canicattì del giudice Rosario Livatino nella “Rete delle case museo” per valorizzare l’immobile dove il magistrato, assassinato dalla mafia nel 1990 e proclamato Beato il 9 maggio dello scorso anno, ha trascorso la propria vita: qui, è, infatti, possibile rinvenire e apprezzare importanti testimonianze del vissuto quotidiano di questo integerrimo servitore dello Stato e della Fede Cristiana che ha sempre connotato il suo agire, fino all’estremo sacrificio. Con la delibera della giunta regionale si è dato mandato al dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana di compiere gli atti necessari e al dipartimento regionale tecnico di determinare il valore dell’immobile per l’acquisto.
L’iniziativa riceve il plauso dell’associazione “Amici del giudice Livatino onlus” che si dice disponibile a collaborare per future attività in ricordo del magistrato ucciso dalla mafia nel 1990. A opporsi, invece, è l’associazione “Casa giudice Livatino”, custode dell’abitazione. “La Regione siciliana – dice Gabriele Vigneri, socio dell’associazione e figlio dell’attuale proprietario – probabilmente non è a conoscenza che l’immobile in questione è stato espressamente donato dal papà del giudice all’attuale proprietario Giuseppina Rosita che se ne prende amorevole cura da decenni per onorare la famiglia Livatino ed è stata da sempre aperta alla fruibilità dei terzi gratuitamente per mantenere viva la memoria del magistrato martire. La casa non è in vendita.

Come gestori e custodi siamo onorati che la Regione Sicilia abbia posato lo sguardo su Casa Livatino, volendola inserire nella rete delle case museo della regione, ma ci aspettiamo che contribuisca alla nostra opera per far ancor più conoscere la figura del Magistrato Martire e per diffondere la sua eredità morale radicata su principi di fede e giustizia. Siamo disponibili a dialogare con la Regione Sicilia che invitiamo a venirci a trovare per conoscere la nostra realtà, ma ci opporremo al trasferimento di proprietà affinché sia rispettata la volontà di chi è stato privato del suo unico figlio, e noi come associazione intendiamo diffondere la conoscenza del Beato preservando la dimora che lo ha accolto per tutta la sua vita e pertanto intrisa della sua essenza”.

Porto Empedocle, via Empedocle nei pressi dell’autostazione. Ormai da un mese nessuno si accorge che quel centro cittadino è invaso dalla immondizia che la fa da padrone e fa anche da sfondo per chi vuole ammirare un tramonto nel mare empedoclino.

Incredibile ed inverosimile che nessuno si accorge di queste sporcizio dove regna il degrado in pienissimo centro cittadino.

Guardate le foto. Il resto è tutto superfluo.

Eliminazione della previsione delle riserva per il personale interno all’amministrazione regionale e proroga del termine per la presentazione delle istanze (la scadenza era fissata al 31 gennaio) sono le modifiche apportate dal governo Musumeci ai bandi dei concorsi per 1.170 posti e pubblicati il 29 dicembre scorso nella Gazzetta ufficiale.

 A spingere la giunta a intervenire, su proposta dell’assessore alla Funzione pubblica, Marco Zambuto, è stata la segnalazione del sindacato Cobas/Codir che quattro giorni fa aveva messo in guardia la Regione perché nei bandi veniva citato il comma 1-bis dell’art.52 del decreto legislativo 30 marzo del 2021 per la riserve dei posti al personale interno, norma in realtà abrogata dall’art.3 del decreto legge 80/2021.

Per correre ai ripari dopo aver preso atto dell’errore, e per evitare eventuali ricorsi che potrebbero mandare in fumo i concorsi, il governo ha tolto dunque la riserve per gli interni e ha deciso di prorogare la scadenza dei termini della presentazione delle domande, si parla di circa 200 mila istanze presentate.
Ma il Cobas/Codir annuncia battaglia, anche perché sarebbero tanti i dipendenti della Regione che avrebbero già presentato la domanda per i concorsi pagando le spese previste per la partecipazione. Adesso, nel caso in cui il governo non avviasse in parallelo ai bandi anche le procedure per i dipendenti, che ambiscono agli avanzamenti di carriera, il sindacato dei regionali annuncia “azioni legali e la mobilitazione dei lavoratori contro quello che sarebbe uno scippo perpetrato nei confronti dei lavoratori”.

“Era abbastanza prevedibile che, restando a sonnecchiare per mesi e mesi davanti a tanti campanelli d’allarme, prima o poi il disastro sarebbe arrivato. E così è stato: la Sicilia in zona arancione è l’ennesima, amarissima conferma che la coppia perdente Musumeci-Razza non ha mai pensato seriamente a fronteggiare l’emergenza Covid”. Lo dichiarano i deputati regionali del Movimento 5 Stelle e componenti della commissione Sanità all’Ars, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Antonio De Luca e Salvo Siragusa.

“Niente potenziamento delle terapie intensive – aggiungono – e niente nuove strutture sanitarie, screening e tracciamento andati rapidamente in tilt. E potremmo continuare, ma i siciliani purtroppo vedono ogni giorno con i loro occhi cosa significa avere un presidente della Regione che guarda esclusivamente al proprio futuro politico (e cambia idea ogni giorno) e un assessore della Salute che nel suo ambito di competenza non è stato in grado di programmare nulla, figuriamoci prevenire”.

In una nota trasmessa alla  Prefettura di Caltanissetta, al Comune di San Cataldo, alla Ditta Maik New Food srl  di Salemi, all’ ANAC Autorità Nazionale Anticorruzione ed alla  Commissione Garanzia Sciopero, SGB ha indetto la proclamazione dello stato di agitazione degli addetti alle mense scolastiche del Comune di San Cataldo (CL)  dipendenti della ditta Maik New Food srl.  L’amministrazione comunale di San Cataldo,in attesa di formulare un nuovo bando relativo al servizio della mensa scolastica, ha concesso alla Ditta Maik New Food srl, in scadenza contrattuale, la proroga di un mese fino a gennaio 2022.

Le motivazioni alla base dello Stato di agitazione sono: i ritardi nel pagamento degli stipendi, il mancato rispetto degli orari di lavoro con carichi spesso eccessivi, le violazioni di diritti individuali acquisiti dalle maestranze, in particolare per quanto attiene al contenuto dei contratti individuali e quindi al rispetto delle condizioni economico-normative individuali, peggioramento generale delle condizioni di lavoro.

La disorganizzazione alla base con dipendenti che vengono convocate o spostate all’ultimo minuto e altre lasciate a casa. Inoltre le dipendenti continuano a sostenere che con le ore assegnate non si riescano a pulire come si dovrebbe le cucine comunali. A questo proposito,in relazione al diffondersi dell’epidemia di SARS CoV-2 e all’esigenza di garantire nei locali mensa il rispetto delle indicazioni sanitarie, è necessario affiancare le consuete pratiche previste con misure straordinarie, quali: utilizzo, per tutti gli addetti alla distribuzione e somministrazione degli alimenti di guanti e mascherine; disponibilità, per gli addetti che manipolano direttamente gli alimenti (es. addetti alla distribuzione), di distributori di spray/gel disinfettanti per le mani e di quantitativi adeguati di guanti idonei al contatto con alimenti e di mascherine onde consentire un loro cambio frequente.  SGB  preavvisa che in caso di non accoglimento di quanto sopra e di esito negativo del tentativo di conciliazione, porrà in essere ulteriori forme di mobilitazione, ricorrendo anche allo sciopero di tutto il personale delle mense scolastiche.

Dall’insorgere della pandemia, il frequente ricorso alla didattica a distanza ha, purtroppo penalizzato la crescita culturale e sociale degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Per ridurre il rischio contagi negli istituti scolastici, secondo diversi studi scientifici, supportati anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità, migliorare il riciclo dell’aria dei locali renderebbe le classi più sicure.

“La maggior parte delle strutture scolastiche siciliane – dichiara il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle Giovanni Di Caro –  non ha un ricambio d’aria sufficiente per garantire la salubrità  degli ambienti”.
Lo stesso parlamentare agrigentino, è primo firmatario di una mozione che impegna il governo regionale a implementare i sistemi di ventilazione meccanica controllata nelle scuole siciliane. Il deputato regionale, unitamente ai collegi del gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle nella mozione cita un esempio virtuoso che è stato già adottato in Italia.

“La regione Marche – indica Di Caro –  ha già finanziato i sistemi di ventilazione meccanica negli ambienti scolastici ottenendo ottimi risultati. Per l’OMS – aggiunge –  il Modello Marche è tra le misure più efficaci per combattere il virus Covid-19. “La Regione – conclude Di Caro – doti le strutture scolastiche di questi efficaci sistemi di ventilazione controllata reperendo i fondi necessari per la riqualificazione dell’edilizia scolastica”.

“All’Arnas Civico di Palermo è in atto un depauperamento dell’organico infermieristico dell’area di emergenza e della rianimazione”. A dirlo il segretario aziendale della Cisl Fp Palermo Trapani, Alessandro Magno, che lancia l’allarme sulle conseguenze di questa scelta aziendale. “Attingere personale da questi due reparti – aggiunge – è la soluzione meno idonea, perché risulta già carente quello in servizio, a causa dei contagi che si registrano fra i sanitari. Sottrarre altri infermieri per destinarli ad altri servizi, significa aggravare ulteriormente l’attuale stato di estrema criticità”. La Cisl Fp chiede al management ospedaliero di trovare subito soluzioni che non aggravino le difficoltà ormai divenute inaccettabili. “Non si può ridurre al lumicino il personale in punti nevralgici – afferma Magno – semmai occorre riorganizzare tutta la macchina operativa del nosocomio”.