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Nella relazione pubblicata dal distretto di Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Matteo Frasca, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, una parte è riservata alla provincia agrigentina. E si legge: “Nel territorio della provincia di Agrigento oramai da almeno sei anni si è verificata una serie di fatti di reato quali omicidi e tentati omicidi, nonché rinvenimento di veri e propri arsenali di armi, anche del tipo da guerra tra kalashnikov, esplosivi e altro, da cui desumere la progressiva recrudescenza di fatti criminosi di sangue nel territorio, dopo un periodo di sostanziale silenzio da parte delle organizzazioni mafiose. Peraltro è emerso il ritorno ad agire sul territorio di una frangia criminale-mafiosa, quella della Stidda, condannata da tempo all’estinzione, adesso in una competizione allo stato pacifica con Cosa Nostra specie sul lucrosissimo, e dunque strategico, settore delle mediazioni nel mercato ortofrutticolo, uno dei pochi settori produttivi nella provincia di Agrigento. Dalle indagini è inoltre emerso che Cosa Nostra e Stidda hanno sancito un accordo di pace tuttora vigente”.

Nell’ambito della relazione del presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, una parte è riservata a Matteo Messina Denaro. E si legge: “In provincia di Trapani le indagini hanno registrato ancora il potere mafioso saldamente nelle mani della famiglia Messina Denaro. L’azione investigativa ha prodotto nell’anno alcuni arresti, anche vicinissimi al contesto relazionale del latitante. Alcune indagini poi hanno svelato intrecci e cointeressenze tra il mondo imprenditoriale più vicino a Cosa
nostra trapanese e il mondo della politica, con diverse inchieste durante le quali sono state elevate imputazioni nei confronti di ex deputati regionali e nazionali, esponenti politici locali e canditati nelle diverse competizioni elettorali. Certamente grave e inquietante, anche al di là della rilevanza penale delle singole condotte, è la riservata interlocuzione, registrata nel corso di diverse indagini preliminari, tra esponenti mafiosi e amministratori locali

Scatta da oggi la zona arancione anche in Sicilia. Un sistema, quello delle colorazioni delle Regioni, che è diverso rispetto al passato soprattutto per chi è in possesso del super Green Pass. Discorso diverso, invece, per chi non lo ha con restrizioni che entrano in vigore a partire da oggi.

In zona arancione sono sempre consentiti gli spostamenti dentro il proprio comune, mentre gli spostamenti verso altri comuni della stessa regione e verso altre regioni sono permessi a chi non ha il Green Pass solo per ragioni di necessità, da motivare con autocertificazione. Chi possiede il Green Pass ‘base’ e quello rafforzato, invece, può muoversi liberamente dentro e fuori dalla regione. Fa eccezione la regola sugli spostamenti da comuni di massimo 5mila abitanti verso altri comuni entro 30km, eccetto i capoluoghi di provincia: in questo caso lo spostamento è consentito per tutti. Il servizio di scuolabus è garantito a tutti.
In zona arancione possono accedere ai negozi che vendono beni o servizi alla persona tutti i cittadini, a prescindere se abbiano o meno il Green Pass o il Super Green Pass. Anche l”accesso agli uffici pubblici per usufruire dei servizi è sempre consentito. L’accesso ai centri commerciali, invece, è consentito a tutti nei giorni feriali, mentre nei giorni festivi è consentito solo a chi ha il Super Green Pass. In zona arancione, i bar e ristoranti sono aperti solo per chi ha il Super Green Pass: sia per consumazione al banco che per quella al tavolo, all’aperto o al chiuso. Dunque, chi non possiede il Super Green Pass non può bere un caffè al bar.
L’attività sportiva all’aperto, anche in aree attrezzate e parchi pubblici, è consentita a tutti, mentre al chiuso è consentita solo a vaccinati o guariti, quindi a chi è in possesso del Super Green Pass. Anche l’attività sportive all’aperto, ma in piscine e centri natatori, è permessa a chi ha il Super Green Pass. Aperta a tutti l’attività riabilitativa e terapeutica, così come gli sport di squadra e attività in centri e circoli sportivi all’aperto. L’accesso agli spogliatoi, così come gli sport di squadra in centri e circoli sportivi al chiuso, sono consentiti solo a chi ha il Super Green Pass. Gli sport di contatto, sia all’aperto che al chiuso, sono consentiti solo a chi ha la certificazione verde rafforzata. In zona arancione per l’attività sciistica può accedere agli impianti di risalita solo chi ha il Super Green Pass.
Il Green pass ‘base’ è obbligatorio per accedere ai luoghi di lavoro, mentre chi non è in possesso di certificazione verde ottenuta attraverso vaccino o tampone non potrà accedere. Tutti i cittadini possono accedere alle scuole di ogni ordine e grado, senza distinzioni. Per quanto riguarda l’Università, chi non ha il Green Pass non può accedervi, mentre è possibile entrare in aula se muniti di Green Pass base o “Super”.
Negli alberghi e nelle strutture ricettive (bar e ristoranti) ospitate al loro interno, possono entrare solo coloro in possesso di Super Green Pass. L’ingresso a cinema, teatri, sale da concerto, locali di intrattenimento e musica dal vivo al chiuso è consentito solo a chi ha il Super Green Pass, così come quello a mostre e musei, mentre per biblioteche e archivi è previsto anche per chi ha la certificazione ‘base’. Solo chi ha il Super Green Pass può entrare in discoteche e sale da ballo.
Per centri benessere e termali, sia all’aperto che al chiuso, chi non ha il Super Green Pass, a meno che non ci si rechi in questi luoghi per motivi di salute, non può fare ingresso. Anche per i parchi tematici e di divertimento è autorizzato l’accesso solo con Super Green Pass, stessa cosa vale per centri culturali, sociali e ricreativi, al chiuso o all’aperto, sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Per partecipare a concorsi pubblici in presenza in zona arancione, serve almeno il Green Pass ‘base’, che si può avere anche con tampone.

L’inaugurazione dell’anno giudiziario a Palermo e l’intervento del presidente della Corte d’Appello: “La mafia è forte perché svolge ancora una funzione sociale”.

L’inaugurazione dell’anno giudiziario in ambito nazionale a Roma in Cassazione è stata occasione e teatro dell’ultima partecipazione istituzionale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il voto per il successore è in calendario già oggi, lunedì 24 gennaio. E allo stesso modo, in ogni regione, è stato tagliato il nastro annuale dell’amministrazione della Giustizia in nome del popolo italiano, anche in Sicilia, dove ha relazionato il presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca. Il giudice, tra il tanto altro, si è soffermato sulla stato di salute della mafia, e ha sintetizzato così: “L’associazione mafiosa Cosa Nostra continua a esercitare il suo diffuso, penetrante e violento controllo sulle attività economiche, imprenditoriali e sociali del territorio”. E dunque il presidente Frasca ha approfondito il come e il perché la mafia e la mafiosità siano ancora ben radicate nel tessuto sociale. La risposta è che ciò deriva dalla funzione sociale dei boss. E Frasca ha spiegato: “La mafia, secondo tradizione e malgrado la pressione investigativa, continua ad avere una presenza sociale nel territorio dove esercita funzioni di giustizia spicciola. Gli uomini di Cosa Nostra, secondo quanto emerge dalle indagini della magistratura, impongono la loro mediazione per risolvere questioni di ogni tipo: dalle liti tra famiglie per motivi sentimentali all’occupazione di case popolari, dal pagamento degli affitti all’avvio di attività economiche in concorrenza con altri soggetti. La mafia offre anche un servizio per la riscossione di debiti e il recupero di beni rubati.
La presenza mafiosa nella vita sociale del territorio è dimostrata anche da alcune inchieste sulle feste di quartiere. Sono uomini vicini a Cosa Nostra a occuparsi dell’ingaggio dei cantanti neomelodici, delle spese dell’organizzazione e, in alcuni casi, del sostegno delle famiglie bisognose. Un’indagine ha accertato che la mafia assicurava a gruppi familiari beni di prima necessità. In generale la mafia ha rafforzato la sua presenza con la funzione sociale, al fine di mantenere il controllo del territorio e allargare la base del consenso, necessario, al pari della forza di intimidazione, per la sopravvivenza dell’associazione” – ha concluso Frasca. Prima di lui, e tanti anni addietro, la funzione sociale dei boss è stata così tanto presente e praticata che lo scrittore italo americano Mario Puzo ne ha scritto un romanzo, “Il Padrino”, da cui poi Francis Ford Coppola ha tratto un film, il leggendario “Il Padrino”. E la pellicola inizia proprio con un “omaggio” (tra virgolette) alla funzione sociale dei boss, allorchè un uomo prega il “Padrino”, don Vito Corleone, Marlon Brando, di vendicare con la morte i due che hanno violentato sua figlia…
Poi il presidente della Corte d’Appello di Palermo veste i panni dell’ottimismo annunciando nella sua relazione dei segnali positivi provenienti dal territorio e testimoniati dall’incremento delle denuncie presentate dalle vittime di estorsione che esprimono così la volontà di collaborare senza riserve con la giustizia. La ribellione al pizzo si manifesta però a macchia di leopardo. E Matteo Frasca ha citato un esempio a Palermo: “Mentre nel mandamento di Porta Nuova ben 15 imprenditori, soprattutto del settore edile, hanno indicato compiutamente gli uomini del racket, nel mandamento di Ciaculli-Brancaccio non una sola vittima di estorsione si è fatta avanti”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Una delle ultime assurdità di questo governo è stato limitare l’accesso agli uffici postali e bancari ai soli possessori di green pass, una scelta che sta mettendo in oggettiva difficoltà gli anziani – afferma il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano – sono tante, infatti, le persone di una certa età che si recano mensilmente presso gli sportelli per ritirare la propria pensione, magari perché non in grado di utilizzare, eventualmente, i servizi di home-banking, o perché risiedono in piccoli centri sprovvisti di bancomat.

Ritirare la pensione è e deve essere considerato a tutti gli effetti un servizio essenziale, perché è con essa che vivono milioni di anziani, ed è inaccettabile il solo pensiero che la povera vecchietta di turno venga respinta perché sprovvista del certificato verde.

Il governo elimini questa misura cervellotica e senza senso che, come i numeri della pandemia peraltro confermano, ed oggi peggiori rispetto a quelli di un anno fa, certamente non limita l’espandersi della pandemia, ma comprime soltanto i diritti individuali delle persone, nella fattispecie quelli di una categoria debole come quella delle persone anziane e certifica il fallimento del Ministro della Salute Roberto Speranza”.

Il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, e la sua amministrazione hanno ricordato il dodicesimo anniversario della tragica morte delle piccole Chiara e Marianna.

“Sono trascorsi 12 anni – parlare è il sindaco di Favara  – da una mattina che il nostro paese non ha dimenticato e non può dimenticare. Il 23 gennaio del 2010 morivano in un crollo le sorelline Chiara e Marianna Bellavia, una tragedia che rese ancora più evidente come l’abbandono dei centri storici è un’emergenza innanzitutto in termini di sicurezza pubblica.”

L’Amministrazione comunale ha oggi deposto due corone di fiori in memoria delle giovani vittime, a nome della collettività favarese. Antonio Palumbo ha intenzione di dedicare alle bambine una via cittadina.

“Stiamo valutando – ci dice – la possibilità di intitolare alle due sorelline un luogo della nostra città, per quanto riteniamo che il miglior modo per ricordarlea, tuttavia, sarà l’impegno profuso per verificare che i lavori di recupero dell’area del crollo si concretizzino nel più breve tempo possibile e per fare si che tragedie così strazianti non debbano mai più ripetersi”

Forse non tutti sanno che la scuola non è un ufficio pubblico e non è un’azienda, non è organizzata secondo un modello gerarchico e non potrebbe esserlo. La scuola è una “comunità” che ingloba tutto il territorio. I delicati  equilibri coinvolgono tutta la comunità e i servizi locali. Questa comunità per funzionare deve realizzare in maniera autonoma, libera e spontanea l’attività didattica pur all’interno del quadro fornito dalla legge. Dal 3 marzo 2020, la Scuola ha recepito, interpretato e messo in atto quanto previsto e disciplinato da una lista interminabile di DPCM, Decreti Legge, Decreti, Ordinanze e Circolari Ministeriali, Linee Guida e Protocolli di sicurezza, con una tempestività, una flessibilità e una capacità di soluzione dei problemi (infiniti) che difficilmente trova confronti in altri settori produttivi o “improduttivi”. Tra queste “carte” ministeriali, si affacciano mestamente le figure degli ATA,i “vecchi” Bidelli.  Un ruolo “molestato” da sempre. Un ruolo che ha retto e regge il peso della pandemia,  pagando  anch’essa il prezzo di vite umane e di contagiati. Le scuole, e gli apparati amministrativi, non si sono mai fermati, anzi, hanno assicurato e stanno assicurando, tutto il carico di lavoro, accresciuto ancor più con la pandemia e con tutti i fastidi burocratici conseguenti. Eppure sono li,sempre pronti e disponibili nonostante la loro figura,all’interno della P.A. sia la più sottopagata.

Rispetto ai tanti dipendenti pubblici che ancora lavorano da casa, gli ATA sono a scuola e si ammalano. Il DL del ministro Brunetta parla di alte professionalità, meritocrazia, PNRR nella pubblica amministrazione, con misure per la valorizzazione  del personale e per il riconoscimento del merito. Se questo governo parte dall’assunto di voler privilegiare la “meritocrazia” si inizi dalla scuola, che di meriti in questi anni ne ha. A partire dai lavoratori ATA , i quali nella  “comunità” scolastica occupano un ruolo importante. Ai quali vengono scaricati sulle loro spalle tutti gli adempimenti previsti dai protocolli sanitari contro l’emergenza COVID. SGB, in una nota inviata al Ministero della Pubblica Istruzione, chiede rispetto, riconoscimento e impegno per questi lavoratori della scuola. La scuola è una grande ed importante “comunità” che deve rappresentare il “volano” per la rinascita del Paese.

Ho espresso la mia gratitudine e la mia ammirazione e desidero esprimere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in questi giorni a Palermo, gratitudine e ammirazione a nome della città e di tutti i Comuni siciliani. Il Presidente Mattarella ha dedicato al nostro paese il suo straordinario impegno, la sua tensione etica e la sua sensibilità politica in rigorosa coerenza alla Carta Costituzionale. Nella vita e nella storia di italiane e italiani è stato ed è esempio di buona politica e al tempo stesso un modello di testimonianza di fede e di valori, di laicità e di imparzialità. La città di Palermo e tutti i Comuni siciliani sono grati a Sergio Mattarella per la sua attenzione ai nostri territori e ai loro bisogni, alle loro esigenze, ai loro meriti e alle loro eccellenze”.

Si dichiara un movimento spontaneo di popolo composto da liberi cittadini sesza orientamenti politici quello che domani mattina alle 10 si riunirà in Piazza Marconi ad Agrigento in un sit-in per il ripristino della legalità; una delegazione consegnerà al Prefetto una richiesta di immediata disapplicazione delle norme e regole incostituzionali.  In ottobre si era svolto simbolicamente un corteo funebre in commemorazione della defunta Costituzione, con consegna della stessa davanti alla Prefettura. Il malcontento, i disagi morali ed economici derivanti dalle ultime normative non sempre in linea con la nostra Costituzione , l’evidente sgretolamento della coesione sociale , che è un’ovvia minaccia per l’ordine pubblico, sembrano non tangere minimamente le istituzioni. I cittadini che percepiscono l’insostenibilità dell’attuale situazione

5.394 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia a fronte di 34.922 tamponi effettuati, su un totale di 9.457.622 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 24 decessi che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 8.181. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 212.178 mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1.426, di cui 164 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 210.588 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 351.356 (+1.007).

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 1.020, Catania 1414, Messina 547, Siracusa 579, Trapani344, Ragusa 711, Agrigento 364, Caltanissetta 362 e Enna 53.