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“Il collegamento ferroviario fra Palermo e Catania con i treni “Frecciabianca” è la conferma di una gravissima disattenzione di Trenitalia e del Governo nazionale per il trasporto in Sicilia. Vecchi treni ridipinti e riadattati mandati in Sicilia dalle regioni del nord, tempi di percorrenza addirittura peggiori dei già lunghissimi tempi precedenti (una media di 65 km orari, 65!!), costi aumentati a carico dei pendolari e a carico di tutti i contribuenti siciliani. Insomma un’operazione che non ha alcuna giustificazione pratica, né tantomeno amministrativa. Se non forse quella di permettere a Trenitalia di “smaltire” qualche carretta senza pagare costi di demolizione.

Non posso che chiedere al Governo regionale e in particolare all’Assessore Falcone di riferire immediatamente in Aula su questa operazione, se ci siano ed eventualmente a quanto ammontino i costi per le deboli casse regionali, e soprattutto, se non ritenga di dover ricordare al Governo nazionale che la Sicilia è ancora parte dell’Italia e non la discarica di Trenitalia”.

Lo ha dichiarato Marianna Caronia, dopo l’avvio dei collegamenti ferroviari fra Palermo e Catania con i “nuovi” treni denominati Frecciabianca.

Relativamente alla situazione “Discarica su Viale Sicilia”, dopo le numerose istanze inviate già da mesi agli uffici competenti, finalmente riceviamo riscontro dall’Assessore Trupia il quale ci ha confermato che la pulizia della strada sarà eseguita entro questa settimana. Lo stesso tratto di strada è stato ripulito più volte, ma il penoso fenomeno persiste a causa di molta gente incivile che resta ancora impunita.

Crediamo che queste discariche a cielo aperto vadano al più presto risanate, prevedendo contestualmente alla pulizia del luogo, anche l’attuazione di misure adeguate a prevenire e reprimere un fenomeno che, oltre a costituire un rischio per la salute pubblica, mette a repentaglio la sicurezza stradale.

Auspichiamo inoltre che, senza ulteriori ritardi, l’Amministrazione Comunale intraprenda tutte le azioni necessarie alla rimozione e alla bonifica dell’area adibita a “ex Isola Ecologica” allocata a poche decine di metri dalla scuola del quartiere, luogo frequentato da centinaia di bambini e ragazzi, una zona che continua a essere deturpata da soggetti aventi poco senso civico, che continuano ad abbandonare anche rifiuti ingombranti di vario genere. A favorire queste barbare azioni è sicuramente la situazione di completo abbandono in cui si trova quest’area e la sua facile vulnerabilità, data dalla condizione d’indifferenza che persiste ormai da molto tempo.

È chiaro che i cittadini che compiono questi vili gesti non aiutano la nostra comunità, e per evitare che l’inciviltà di pochi vanifichi lo sforzo di tanti, è doveroso ripristinare al più presto il decoro e la legalità.

L’ANCI Sicilia, in una nota inviata stamattina, chiede un incontro all’assessore regionale alle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, Marco Zambuto, per affrontare la problematica relativa alla paventata riduzione delle risorse in favore dei Comuni siciliani, già in stato di gravissima crisi finanziaria ed organizzativa.

Il  D.D.G. n. 63/serv.4 del 26/10/2021 contenente l’“Impegno e liquidazione delle somme a titolo di terza trimestralità in favore dei comuni dell’Isola dei trasferimenti di parte corrente per l’anno 2021 in attuazione del Decreto assessoriale n. 190 del 1° luglio 2021” conterrebbe, infatti, una previsione di riduzione delle risorse in favore dei Comuni, pari a € 16.774.930,24. “Una scelta che interviene quasi a fine anno – si legge nella nota – che, ove fosse confermata, rischierebbe di determinare un grave pregiudizio per i Comuni siciliani”.

442 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.272 tamponi processati. L’incidenza sale al 3,3%. L’isola è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 9.432, i guariti sono 84 mentre si registrano 3 vittime, che portano il totale dei decessi a 7.093. Sul fronte ospedaliero sono adesso 384 ricoverati, in terapia intensiva sono 46.

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 54 casi, Catania 101, Messina 135, Siracusa 23, Ragusa 20, Trapani 37, Caltanissetta 5, Agrigento 61, Enna, 6.

Anche l’Ufficio Esami di Stato dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Agrigento guidato dalla Dirigente dott.ssa Fiorella Palumbo è già a lavoro per gli Esami di Stato 2022.

“Rispetto agli anni passati c’è una novità che riguarda i candidati esterni”, ci sottolinea il responsabile del procedimento Luigi Arnone, raggiunto da noi telefonicamente.

Per i candidati esterni è stata introdotta la procedura informatizzata di trasmissione delle domande. Dovranno presentare istanza di ammissione all’esame di Stato, nei termini previsti (dal 16 novembre 2021 al 6 dicembre 2021) all’Ufficio scolastico regionale territorialmente competente, attraverso la procedura informatizzata, disponibile nell’area dedicata al servizio, predisposta nel portale del Ministero dell’istruzione, corredandola, ove richiesto delle apposite dichiarazioni sostitutive, rese ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (autocertificazione).

L’accesso alla predetta procedura informatizzata e l’abilitazione al servizio avviene, a partire dal 16 novembre 2021, tramite utenza SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)/CIE (Carta di identità elettronica)/eIDAS (electronic IDentification Authentication and Signature).

Nel caso in cui il candidato sia minorenne, l’accesso alla procedura è effettuato dal genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale.

Gli alunni interni dovranno invece rivolgersi direttamente alla segreteria della scuola frequentata.

Occorre versare anche una tassa di euro 12,09 (sono previsti degli esoneri per merito, per isee e per disabilità grave).

“La Regione deve rivedere le assurde procedure per l’assegnazione dei risarcimenti agli agricoltori in difficoltà a causa del maltempo. Mentre gli imprenditori aspettano ancora i fondi del 2018, si ritrovano nuovamente in ginocchio dopo la recente alluvione che ha colpito in particolare il territorio di Lentini, nel Siracusano. Raccolgo quotidianamente il grido di disperazione di chi, dopo ripetuti danni alle produzioni e senza fondi per ripartire, potrebbe vedersi costretto ad abbandonare l’attività”.

Lo dice il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giorgio Pasqua, che evidenzia come “il maltempo di questi giorni ha determinato la perdita di quasi tutto il raccolto che nei prossimi mesi sarebbe dovuto arrivare nelle tavole delle case del Nord Italia. Le piante di agrumi sono destinate a perdere tutti i frutti e a morire per attacchi di funghi e marcatura della base, perché le radici sono sommerse d’acqua”.

“L’identica cosa – ricorda Pasqua – era successa nell’ottobre del 2018 e gli alberi furono estirpati e sostituiti da piante giovani, che avrebbero dato frutto solo dal terzo o quarto anno successivo. Nei primi mesi del 2019 furono stanziate delle somme da parte del Governo nazionale per dare a questi agrumicoltori un minimo di aiuto e sostegno per ripartire. Somme affidate alla Regione e alla Protezione civile regionale, che predispose i criteri per la ripartizione. Dopo le richieste degli imprenditori, corredate da perizie asseverate degli agronomi, a febbraio del 2021 (due anni e 4 mesi dall’evento) viene pubblicato l’elenco delle istanze ammesse, e si scoprono le incongruenze. Quella più eclatante riguarda la decisione di concedere agli agrumicoltori che avevano stipulato polizza assicurativa, per la copertura da danni da alluvione, il 100% del contributo e di concedere a quelli che non avevano stipulato polizza soltanto il 50%: una logica insensata, da parte di uffici che applicano esattamente al contrario i criteri che avevano stabilito. Su questo controsenso e su altri problemi, lo scorso 20 ottobre ho interrogato l’assessore all’Agricoltura Toni Scilla. Ad oggi nessuna risposta. Forse ha preferito dedicarsi alla kermesse politica del proprio partito anziché ai drammi che vivono gli agrumicoltori? Inoltre: dobbiamo prepararci a ripetere la stessa storia con i prossimi risarcimenti? Le imprese non possono subire una doppia alluvione, quella della pioggia e quella della burocrazia regionale”, conclude Pasqua.

Federazione Nazionale dei Maestri del lavoro d’Italia, ovvero Lavoratori dipendenti insigniti dal Presidente della Repubblica con la stella al Merito sul Lavoro, hanno rinnovato le cariche per il quadriennio 2022/2025. Nel corso di una partecipata assemblea è stato eletto il nuovo Consiglio Provinciale composto dai Maestri del lavoro Giuseppe Migliore, Salvatore Albano, Agostino Galluzzo, Franco Messina e Salvatore Russello. Il neo consiglio, con successiva votazione unanime, ha nominato, riconfermandolo, il Maestro del Lavoro Giuseppe Migliore alla carica di Console Provinciale. Il riconfermato Migliore, intervenendo, ha tracciato le iniziative da sviluppare privilegiando i giovani, la scuola, la formazione, la lotta al bullismo, la solidarietà ai bisognosi, la tutela dell’ambiente, la lotta alla corruzione e all’illegalità, anche al fianco e come sostegno alle Istituzioni.

Coronavirus, solo 9 i nuovi casi registrati quattro i ricoveri in ospedale di cui 2 in terapia intensiva. Sono questi i dati odierni diffusi dall’Azienda sanitaria provinciale per quanto riguarda la diffusione del Covid.

Al momento risultano ricoverate 8 persone in degenza ordinaria, 6 si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 2 in un ospedale fuori provincia. Sono, invece, 4 i pazienti in terapia intensiva all’ospedale riberese “Fratelli Parlapiano”.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento: 33 (+1, 2 sono ospiti della struttura per immigrati); Aragona: 5 (+1); Burgio: 7 (stabile); Cammarata: 4 (stabile); Campobello di Licata: 5 (stabile); Camastra: 2 (stabile); Canicattì: 37 (stabile); Casteltermini: 3 (stabile); Cattolica Eraclea: 7 (stabile); Favara: 8 (+1); Grotte: 4 (stabile); Licata: 66 (-1); Montevago: 1 (stabile); Menfi: 6 (stabile); Naro: 20 (-1); Palma di Montechiaro: 5 (stabile); Porto Empedocle: 16 (stabile); Raffadali: 35 (stabile); Ravanusa: 2 (stabile); Realmonte: 4 (stabile); Ribera: 5 (stabile); Sambuca di Sicilia: 18 (stabile); San Giovanni Gemini: 3 (stabile); Santa Margherita di Belice: 2 (stabile); Sant’Angelo Muxaro: 4 (stabile); Sciacca: 24 (stabile).

Sono “Covid free”: Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Caltabellotta, Castrofilippo, Cianciana, Comitini, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Montallegro, Racalmuto, San Biagio Platani, Santo Stefano Quisquina, Santa Elisabetta, Siculiana e Villafranca Sicula.

Sono 10 i migranti attualmente in quarantena sulle navi di accoglienza in rada dell’Agrigentino.