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Un uomo di 40 anni, Riccardo Rallo, è morto nottetempo a Marsala, vittima di un incidente lungo la strada statale 115, nel tratto tra Marsala a Mazara del Vallo, nei pressi di Terrenove Bambina. Per cause in corso di accertamento, a Rallo è sfuggito il controllo della sua automobile, ed è precipitato in un canale. Si ipotizza il malore o il colpo di sonno. Vi è sgomento nella comunità trapanese: il 40enne era noto perché da anni lavorava come barman in tanti locali della movida.

Maxi operazione in tutta Italia. Coinvolta anche Palermo. In un canale Telegram, utilizzato da No Vax, istigazioni contro Draghi, medici, scienziati e giornalisti. I dettagli.

Il rischio terrorismo “No vax” emerge da una maxi operazione condotta dalla Polizia di Torino oggi in tutta Italia. E tra le città coinvolte vi è anche Palermo, dove sono state eseguite delle perquisizioni. Si tratta di 17 provvedimenti di perquisizione nei confronti dei più radicali affiliati al canale Telegram, la cui titolazione è già un programma: “Basta dittatura“. A loro carico sono ipotizzati, a vario titolo, i reati di istigazione a delinquere con l’aggravante del ricorso a strumenti telematici, e di istigazione a disobbedire le leggi. Lo stesso canale Telegram è già stato oggetto di un provvedimento giudiziario di sequestro nonché della decisione di chiusura da parte della stessa società, in considerazione della gravità dei contenuti pubblicati. Le indagini della Polizia sono coordinate dal gruppo “Terrorismo ed eversione” della Procura di Torino. Nello stesso canale, i partecipanti hanno istigato sistematicamente all’utilizzo delle armi e a compiere gravi atti illeciti contro le più alte cariche istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio Mario Draghi. Nel mirino anche le forze dell’ordine, i medici, gli scienziati, i giornalisti e altri personaggi pubblici accusati di “asservimento” e di “collaborazionismo” con la “dittatura”. Frequenti sono i riferimenti espliciti a “impiccagioni”, “fucilazioni”, “gambizzazioni”. Nei messaggi si allude anche a una nuova “marcia su Roma”. Bersaglio di pesanti insulti è anche tutta quella parte di popolazione che, vaccinandosi e osservando le regole di protezione personale, ha accettato di rendersi “schiava” dello Stato. Tra gli indagati vi sono pregiudicati e incensurati.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A Lampedusa, nuovo sbarco. Un barchino con 20 persone, tra cui 10 donne e 2 minori, provenienti da Gambia, Costa d’Avorio e Senegal è stato intercettato dagli uomini della Guardia di finanza a circa 22 miglia dalle coste dell’isola.

I migranti sono stati trasbordati e l’imbarcazione lasciata alla deriva. Dopo i primi controlli sanitari sul molo Favaloro sono stati trasferiti nell’hotspot di contrada Imbriacola. Salgono così a 272 i migranti giunti ieri sull’Isola.

Mimmo Licata è il nuovo presidente del consiglio comunale di Canicattì. L’elezione è avvenuta nella prima seduta. Licata, risultato il consigliere più votato, ha ottenuto 17 voti (tre in più rispetto all’attuale maggioranza di cui fa parte). Eletti anche i vice presidenti: si tratta di Giuseppe Alaimo, di Forza Italia, e Federica Manna, candidata con la lista “Corbo Sindaco”.

Un ritorno, quello di Licata, alla guida del consiglio comunale che aveva presieduto sempre con Corbo sindaco salvo poi essere sfiduciato.

A Palma di Montechiaro, la notte tra sabato e domenica, in via Primo Maggio, è accaduto che un’automobile, un’utilitaria, si è ribaltata, danneggiando una tubatura del gas. Il conducente, verosimilmente insieme ad altri passeggeri, ha rigirato l’automobile e poi si è dileguato. Molto probabilmente il conducente è stato ubriaco o drogato, e ha così scongiurato, al sopraggiungere delle forze dell’ordine, il test che avrebbe provocato denuncia penale e ritiro patente. I poliziotti del locale Commissariato hanno subito effettuato degli accertamenti ai Pronto soccorso degli ospedali di Agrigento e Licata, ma nessun ferito è stato riscontrato. Ovviamente, tramite la targa, si risale al proprietario. Dopodiché si verifica se corrisponde al conducente del mezzo o ad un congiunto, o se l’auto è stata rubata.

La scorsa notte i Carabinieri della Stazione di Menfi e di Santa Margherita di Belice hanno arrestato un soggetto di 42 anni di origini calabresi, residente a Mazara del Vallo, disoccupato con precedenti di polizia e denunciato in stato di libertà il complice, un ragazzo di 27 anni, anch’egli residente a Mazara del Vallo, disoccupato. I due sono ritenuti responsabili in concorso tra loro di tentato furto ai danni del Bar Royal  di Menfi.

In particolare i Carabinieri intervenivano presso l’esercizio commerciale a seguito dell’attivazione dell’allarme antifurto che scattava verso le ore 02.30. Giunti immediatamente sul posto, unitamente a personale di vigilanza dell’istituto Metronotte d’Italia di Agrigento, i militari dell’Arma sorprendevano all’interno del bar i due soggetti intenti a rovistare tra la merce esposta. I due alla vista degli operanti si davano a precipitosa fuga a piedi. Il 42enne veniva bloccato immediatamente mentre il ragazzo riusciva temporaneamente ad allontanarsi ma veniva rintracciato alle prime ore dell’alba mentre percorreva a piedi la S.S. 115 in direzione di Castelvetrano. I due soggetti non riuscivano ad sportare nulla e provocavano danni quantificati in circa 500,00 euro per aver forzato la porta d’ingresso del bar. L’arrestato, su disposizione della Procura della Repubblica di Sciacca, veniva sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa dell’udienza di convalida.

Si è schiantato contro un’auto, vicino lo svincolo di Buonfornello. A perdere la vita è stato un ventinovenne, Giovanni Ribaudo, dipendente della Aenne Press, azienda che distribuisce giornali e riviste. L’incidente è avvenuto sulla Palermo-Catania, il secondo nel giro di due settimane.

Da una prima ricostruzione,  nello scontro, avvenuto in direzione Catania, sono rimaste coinvolte la moto di Ribaudo e un’auto, rispettivamente una Yamaha R6 e una Fiat Panda. I due mezzi sono entrati in contatto provocando una violenta carambola nella quale ha perso la vita il motociclista, residente nella zona di Brancaccio.

di Filippo Cardinale

Il direttore generale dell’AICA, Fiorella Scalia, ha trovato la soluzione per la gestione della società consortile pubblica che avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi e che avrebbe dovuto rappresentare un fulgido esempio per tutte le altre gestioni: disponibilità di risorse finanziarie a fondo perduto da parte della Regione, oppure la disponibilità della Regione ad appaltare (e finanziare) i lavori, anche con procedure di protezione civile.

Ma il direttore generale sa che la normativa comunitaria vieta ad una società pubblica di ricevere risorse a fondo perduto, sia cash che con una interposizione fittizia per lo svolgimento di compiti che sono della società? Se non lo sa ci sembra grave, ma se invece lo sa allora è ancora peggio, perché suggerisce soluzioni illegittime.

Ma quando appena tre mesi fa si è levato il coro dei Sindaci (che si complimentavano con sé stessi per quanto erano stati bravi) per la brillante e veloce operazione di costituzione dell’AICA e l’ATI, in mano ad un altro sindaco, procedeva speditamente (e festante anche lui) a passare la gestione, ed i sindacati festeggiavano per l’altra soluzione molto dubbia, dal punto di vista normativo, del transito del personale che di colpo diventava pubblico in violazione della norma costituzionale della selezione pubblica, noi avevamo già scritto che quella era la cronaca di una morte annunciata.

Ed abbiamo continuato a contestare le ipotesi del prestito a debito dei Comuni, perché la mancanza di un piano industriale dal quale si sarebbe dovuta rilevare la capacità dell’impresa sia sul piano gestionale che dei costi/ricavi avrebbe aumentato i rischi di una riduzione dei trasferimenti regionali, che quel prestito garantivano, in un contesto di finanza locale asfittica e sull’orlo del dissesto economico.

La previsione in realtà era abbastanza facile. Oggi la proposta è quella di tornare ad un nuovo EAS, giocare a fare gli imprenditori con i soldi di mamma Regione. Ed in più i soliti noti (Sindaci, deputati, sindacalisti, ecc.) si oppongono al disegno di legge regionale che prevede l’istituzione di un unico Ambito territoriale comprendente l’intero territorio regionale.

In realtà l’ambito unico regionale garantirebbe criteri di efficienza ed un razionale utilizzo della risorsa idrica accentrando il sistema di gestione e sviluppando sinergie tra i territori. Peraltro la Corte costituzionale si è espressa nel senso che la proposta di legge è stata adottata per stabilire a chi compete la regia della gestione idrica in Sicilia.

 

Cuore e grinta, difesa solida e contropiede vincente, sono questi gli ingredienti di una vittoria importante, la quarta di fila, che arriva ai danni della Defres Avellino con il punteggio di 72-56. La Fortitudo Agrigento trova subito lo sprint vincente ed aggressivo in casa, ottime le prestazioni di Peterson, autore di 13 punti, dei soliti Grande e Chiarastella, rispettivamente con 15 e 14 punti e Giuseppe Cuffaro, autore di 11 punti. Anche i giovani hanno mostrato grande carattere e determinazione. Il primo parziale si chiude con il punteggio di 20-14 ma nel secondo quarto i biancoazzurri mettono le cose in chiaro con un parziale di 25-12 ed il match è tutto in discesa. Molto soddisfatto coach Catalani: “Era importante vincere, non era facile affrontare una squadra che ha cambiato da poco allenatore e questo ci ha dato pochi riferimenti ma abbiamo lavorato molto sull’intensità e questa aggressività dev’essere il nostro biglietto da visita, oggi hanno giocato bene tutti, stiamo facendo un buon lavoro ma il cammino è ancora lungo”.