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“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l’unica cosa che è sempre accaduta”. Il Capo delegazione Fai Agrigento, Giuseppe Taibi, richiama le parole dell’antropologa statunitense Margaret Mead, a margine del suo intervento in occasione della cerimonia di scopertura della targa “Maddalusa Luogo del Cuore” del FAI, tenutasi domenica scorsa alle porte dell’importante sito ambientale agrigentino.

L’apposizione della targa dopo lo straordinario risultato che ha visto l’area naturale, che sorge lungo la costa agrigentina tra San Leone e Porto Empedocle,   posizionarsi, con 3102 voti, al 131° posto del X° censimento nazionale “ I Luoghi del Cuore” promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano.

All’evento hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè ed il Comandante Provinciale Carabinieri, Colonnello Vittorio Stingo.

Nell’ultimo censimento “I Luoghi del Cuore”, ben sei siti in provincia di Agrigento hanno ottenuto oltre 2000 voti. Per questo motivo, hanno diritto a collocare la targa del FAI a ricordo del risultato, come ha, poi, ricordato il Capo Delegazione: “Dopo aver apposto la targa alla Scala dei Turchi e all’Officina delle Tradizioni Popolari – ha detto Taibi – oggi è il momento di Maddalusa. In Sicilia, inoltre,  per 3 luoghi sta per essere scritta una nuova pagina grazie ai progetti di restauro e valorizzazione che si potranno realizzare con 60 mila euro messi a disposizione per il censimento 2020 dal Fondo Ambiente Italiano.  Agrigento – ha sottolineato il Capo delegazione –  è l’esempio concreto della nuova mission del FAI, per il suo intreccio di storia e natura.  Ci rivolgiamo, per questo motivo, ai giovani perché loro sono il futuro; il 26 e 27 novembre organizziamo le Giornate FAI per la Scuola  per parlare di ambiente con le nuove generazioni. Nella città di Empedocle, dove il sapere umanistico si  incrocia con quello scientifico, non sono  mancati i traguardi raggiunti. Ricordo nel 2017  il Premio Paesaggio italiano, il riconoscimento nato in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, vinto dalla Valle dei Templi ed il Premio del Consiglio d’Europa sullo sviluppo sostenibile ed integrazione sociale. Quest’anno un prestigioso 47° posto nella classifica di Città sostenibile per il suo ecosistema urbano e  prima per qualità dell’aria. Insistiamo su questi temi per far tornare i giovani ad Agrigento. Ringrazio, infine, le Istituzioni e le Associazioni per la loro presenza. Sono loro la chiave di volta per lo sviluppo del territorio”.

Nel corso della manifestazione hanno, inoltre, preso la parola Alessandro Tedesco, presidente del comitato Pro Maddalusa, Ruben Russo, responsabile FAI Giovani, Bartolomeo Scibetta, dirigente del servizio 9 per il Territorio della Regione Siciliana ed Adriana Iacono, responsabile ambiente FAI che ha sottolineato il valore ambientale, storico e culturale dell’area: “Un piccolo angolo di paradiso da salvaguardare in cui fare magnifiche passeggiate circondati dalle fioriture primaverili e dal profumo della ginestra o confortati dall’ombra degli alberi e dalla brezza marina estiva. In inverno e in autunno si può godere della maestosità del silenzio e della imperturbata tranquillità del luogo, mentre in tutte le stagioni si possono ammirare magnifici tramonti sulla Vigata di Camilleri e sulle scogliere argillose del Kaos di Pirandello. Strappiamo il boschetto, la spiaggia, la foce del fiume e tutta la flora e la fauna che compongono questo microcosmo mediterraneo, all’incuria per restituirlo allo splendore a cui appartiene”.

La terza domenica di novembre ricorre la Giornata mondiale Onu in ricordo delle vittime della strada, promossa dalla Fevr, la Federazione europea delle vittime della strada. Anche ad Agrigento saranno ricordate le vittime della strada domenica 21 novembre, a Villa Bonfiglio, dove, alle ore 10, sarà posta una corona di fiori alla Pietra Monumentale a loro dedicata. Poi alle ore 11:30 si svolgerà una celebrazione eucaristica nella Chiesa di San Gregorio, in via Cavaleri Magazzeni, in presenza delle Autorità civili e delle Forze dell’Ordine. E poi la sera, l’Amministrazione comunale ha permesso l’accensione del Monumento delle case troglodite, che saranno illuminate di rosso a simboleggiare tutto il sangue versato sulle strade.

A Lampedusa, i Carabinieri della locale Stazione, impegnati in mirate attività a repressione dell’abusivismo edilizio, hanno sequestrato in contrada Imbriacola un edificio in corso di costruzione con l’utilizzo di blocchi di cemento, da adibire a fabbricato per abitazione. I sigilli sono scattati perché non è stata riscontrata alcuna autorizzazione e concessione edilizia. Il costruttore, un pescatore lampedusano di 46 anni, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per abusivismo edilizio. L’area, di circa 71 metri quadrati, e il fabbricato grezzo, sono stati posti sotto sequestro.

Vi è anche il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi fra gli 8 magistrati che si sono candidati al vertice della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. E poi, fra i papabili alla successione di Cafiero de Raho, vi sono il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, e il procuratore di Messina Maurizio De Lucia. Lo Voi è attualmente ancora in ballo per la nomina a procuratore generale di Roma: aveva vinto un ricorso contro la designazione di Prestipino nella capitale, e, in attesa della decisione del Consiglio superiore della magistratura, ha revocato la propria candidatura a procuratore generale di Palermo.

Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno ragionato, oggi nel tardo pomeriggio nel corso di un incontro nel capoluogo siciliano, su un possibile percorso comune alle amministrative di Palermo.

Un asse che potrebbe replicare le esperienze vincenti di San Cataldo, Caltagirone, Favara, Lentini che si aggiungono a quella di Termini Imerese di un anno fa.

Durante l’incontro sono state messe sul tavolo posizioni politiche e temi per la città. Questo primo incontro è servito per aprire una interlocuzione formale a Palermo con lo scopo comune di costruire un solido percorso progressista, politico e civico.

“Questo primo incontro è servito per aprire una interlocuzione formale a Palermo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle con lo scopo comune  – secondo PD e Movimento 5 Stelle    – di costruire un solido percorso progressista, politico e civico, che possa servire la città per i prossimi 10 anni. Siamo consapevoli delle difficoltà politiche da affrontare, legate alla diversa posizione che le nostre forze hanno rispetto all’Amministrazione uscente ma vorremmo trasformare questa criticità in un valore aggiunto che spinga verso l’alto l’asticella di un nuovo progetto in questa diversa fase storica che metta al centro la città e che ne attivi le migliori energie”.

 

E’ in fase di calendarizzazione, l’incontro tra il Ministro della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi e SGB Scuola. Al tavolo ministeriale, SGB discuterà dei seguenti punti:  l’assenza nella bozza nella Legge di Bilancio della proroga dei contratti Covid 19 per il personale ATA, l’ internalizzazione  degli ex LSU  rimasti fuori dalla graduatoria, il fondo per la valorizzazione della professionalità dei docenti, le classi pollaio, si parlerà inoltre dei docenti della scuola Secondaria di I e II grado assunti dalle graduatorie di merito del concorso straordinario 2018, per i quali si applica l’articolo 13 comma 3 del D.lgs 59/2017, come modificato dalla Legge n. 145/2018 dove si stabilisce che “il docente è tenuto a rimanere nella predetta istituzione scolastica, nel medesimo tipo di posto e classe di concorso, per almeno altri quattro anni, e tante altre criticità legate al mondo della scuola.

La faida a cavallo tra Favara e Belgio: la Procura antimafia di Palermo ha concluso la requisitoria. Invocati tre ergastoli e quattro condanne. I dettagli.

A Palermo, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero della Procura antimafia, Alessia Sinatra, ha concluso la requisitoria nell’ambito del processo frutto dell’inchiesta, sostenuta dalla Squadra Mobile di Agrigento, cosiddetta “Mosaico”, ruotante intorno a diversi episodi delittuosi commessi tra Favara e il Belgio.

I sette imputati, arrestati il 15 settembre del 2020, giorno del blitz “Mosaico”, sono giudicati in abbreviato innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Claudia Rosini. Ai sette si contestano, a vario titolo, tre omicidi e due tentati omicidio e un traffico di armi e droga risalenti al periodo tra il 2016 e il 2018. Ebbene, la condanna all’ergastolo è stata proposta a carico di Antonio Bellavia, 50 anni, e Calogero Bellavia, 32 anni, entrambi di Favara, e poi di Calogero Gastoni, 40 anni, di Agrigento. E poi 16 anni di reclusione per i favaresi Gerlando Russotto, 32 anni, 14 anni per Calogero Ferraro, 44 anni, 8 anni per Carmelo Nicotra, 40 anni, e 4 anni e 4 mesi per Vincenzo Vitello, 65 anni. Un altro imputato, Carmelo Vardaro, 44 anni, di Favara, ha scelto di essere giudicato in ordinario innanzi alla Corte d’Assise di Agrigento presieduta da Alfonso Malato. E’ stata invece stralciata la posizione di Maurizio Distefano, 47 anni, di Favara.

Gli omicidi sotto giudizio sono quello di Mario Jakelich, il 14 settembre del 2016 in Belgio, contestato ad Antonio e Calogero Bellavia ed a Vardaro, poi quello di Carmelo Ciffa, ucciso a Favara il 26 ottobre del 2016, contestato ai due Antonio e Calogero Bellavia, e poi quello di Emanuele Ferraro, ucciso a Favara l’8 marzo del 2018, contestato a Calogero Gastoni. Lo stesso Maurizio Di Stefano sarebbe stato vittima di due tentati omicidio: il primo in occasione dell’omicidio di Jakelich, e il secondo, il 23 maggio del 2017, a Favara, nel magazzino di Carmelo Nicotra, dove lui, e non Nicotra, sarebbe stato la vittima designata. A scatenare la sanguinosa faida sarebbe stato l’omicidio, il 26 gennaio del 2015, dell’imprenditore di Favara, Carmelo Bellavia, 51 anni.

Il collaboratore della Giustizia di Favara, Giuseppe Quaranta, in riferimento a tale omicidio ha dichiarato: “Originariamente Nicotra, Distefano e Bellavia erano tutti assieme, poi si sono divisi in due e dalla parte dei Distefano c’era andato il Nicotra. So che Ciffa era vicino al gruppo dei Distefano. Mi fu detto che Ciffa venne ucciso perché aveva sparato a Carmelo Bellavia, inteso Melu Carnazza”. Giuseppe Quaranta aggiunge di avere appreso ciò perché gli è stato confidato da Emanuele Ferraro e da Carmelo Vardaro. E nell’ordinanza di custodia cautelare “Mosaico”, in base alle dichiarazioni di Quaranta, il giudice per le indagini preliminari, Guglielmo Nicastro, che ha firmato i mandati di cattura, scrive: “Il gruppo inizialmente è coeso, impegnato soprattutto nel traffico di sostanze stupefacenti sull’asse Belgio-Favara. Poi si è scisso dando vita a due sottogruppi contrapposti. Nell’autunno del 2014, Maurizio Distefano ha prestato un’ingente somma di denaro a Carmelo Bellavia, con cui era legato nel traffico di droga, per consentirgli di iniziare l’attività di commercializzazione di bibite. I due, Distefano e Bellavia, sono entrati in contrasto per la restituzione del prestito e per il pagamento di una partita di droga che Distefano aveva inviato allo stesso Bellavia. I due litigarono violentemente mentre si trovavano in Romania. Tali circostanze determinavano in Maurizio Distefano la decisione di uccidere Carmelo Bellavia, poi materialmente assassinato da Maurizio Distefano e Carmelo Ciffa”.

A tali dichiarazioni di Quaranta, ritenuto attendibile, non è seguito alcun provvedimento giudiziario perché mancano riscontri certi a quanto da lui dichiarato.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Salvo Iacono, neo eletto Presidente del consiglio comunale empedoclino , ringrazia tutti per il risultato ottenuto, ed è già a lavoro per risolvere le annose problematiche politiche-amministrative e sociali che attanagliano il paese marinaro.

“La mia elezione alla carica di Presidente del consiglio, con i 9 voti e per questo ringrazio i colleghi che mi hanno dato fiducia, rappresenta una ulteriore responsabilità nella mia attività politico e istituzionale.

Voglio sottolineare a tutti gli inquilini del consiglio che mi farò latore e garante del buon funzionamento dell’organo di indirizzo e di controllo che già da subito si troverà ad esitare importanti scelte sul cammino del risanamento economico-finanziario dell’ente comunale che è il punto di svolta per riportare un certo equilibrio nella vita pubblica.

Ritengo e sono fiducioso che ci sarà un sussulto democratico e di impegno trasversale per dare una sterzata ai servizi pubblici essenziali e al processo di stabilizzazione del personale precario e alla rivisitazione della dotazione organica e di nuovi concorsi che sono ormai indifferibili per rimpinguare settori comunali sguarniti.”

Mediaset metterà in onda a breve una fiction televisiva in 8 episodi, prodotta dalla società Taodue, dal titolo “Lady Corleone”. La serie è ovviamente incentrata sulla mafia.

“L’inutile e forzato accostamento di una storia mafiosa al nome di un comune siciliano evidenzia un pregiudizio che danneggia l’immagine e offende l’intera Sicilia relegandola a uno sciocco clichè stereotipato che appare persino un po’ razzista. Gli amministratori comunali hanno giustamente già protestato diffidando Mediaset e Taodue dall’utilizzare il nome del loro paese anche ricordando la costante attività antimafia nella quale la cittadina è da anni impegnata per superare una pagina buia della propria storia”.

“La Sicilia che ha visto negli anni una rilevante presenza mafiosa ha anche conosciuto una straordinaria presenza anti mafiosa con decine e decine di martiri ed eroi civili caduti combattendo contro la mafia. La Sicilia di Falcone e Borsellino, di Padre Puglisi, del beato Livatino viene insultata e offesa dallo sciocco e strumentale utilizzo del nome di un comune siciliano da parte della fiction televisiva”.

“I movimenti Attiva Sicilia e Unione dei Siciliani chiedono a Mediaset e alla società Taodue di ritirare la fiction modificando il titolo e il nome della protagonista. In caso contrario invitano tutti i cittadini dell’isola a boicottare la fiction televisiva “Lady Corleone” fin dal momento della sua messa in onda. Nessun televisore siciliano sia sintonizzato quel giorno sul canale Mediaset che la trasmetterà”.

I due movimenti presenteranno, tramite i parlamentari regionali aderenti, una mozione all’Assemblea Regionale Siciliana per chiedere al Governo della Regione di avanzare una formale protesta nei confronti dell’emittente e della società produttrice.

Un nuovo fronte instabile raggiunge le regioni del sud e si associa ad un vortice mediterraneo in risalita lungo lo Ionio. In avvio di settimana pertanto è atteso un peggioramento delle condizioni meteo. In Sicilia locale instabilità e le condizioni meteo diverranno più instabili invece in settimana a causa di un nuovo sistema frontale in formazione sul Mediterraneo occidentale.