Home / 2021 / Novembre (Pagina 36)

Ai nastri di partenza l’edizione 2021 della “passeggiata della salute”, organizzata dall’Unità operativa educazione alla salute aziendale dell’ASP di Agrigento in collaborazione con il Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi. Inserito nell’ambito delle iniziative del piano  aziendale per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili, l’evento sportivo-educativo coinvolgerà anche quest’anno giovani e meno giovani in un corteo festoso che si è snoderà lungo il percorso della via sacra. La marcia scatterà alle dieci di giovedì prossimo, 18 novembre, dinanzi al tempio di Giunone e, in linea con le indicazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, mira a sensibilizzare la collettività sull’importanza di una sana attività fisica nel prevenire e contrastare le patologie croniche. Lungo il percorso, un presidio sanitario distribuirà materiale informativo sulla prevenzione del diabete e sul benessere della persona e chi lo vorrà potrà anche sottoporsi allo screening per la glicemia. I partecipanti, per entrare nell’area del Parco, dovranno essere muniti di certificazione green pass.

I siciliani emigrati all’estero al giorno d’oggi sono molti e ciò non è più un tabù. Sapere che i giovani emigrano all’estero poiché non sono soddisfatti della propria vita nell’Isola è alquanto raccapricciante. Tuttavia, secondo una ricerca effettuata dalla Fondazione Migrantes su “Italiani nel mondo”, è emerso che, nell’ultimo anno 10.400 siciliani hanno lasciato la regione. Infatti, nonostante l’anno di pandemia da Covid-19 sono partiti con un biglietto di solo andata e si sono iscritti all’anagrafe dei residenti all’estero.

Sicilia prima regione in Italia per fughe all’estero

La Sicilia, è la regione con il più alto numero di residenti all’estero: oltre 798mila partenze. Negli ultimi 10 anni sono circa 220 mila i siciliani che si sono trasferiti all’estero cambiando residenza. Le regioni che seguono la Sicilia sono: la Lombardia con 561mila, la Campania con 531mila, il Lazio con 489mila e il Veneto con 479 mila. La Sicilia, vede i suoi cittadini sparsi in tutto il mondo.

In più di 30 anni, il capoluogo della Sicilia, Palermo, ha perso 63mila cittadini che hanno preferito emigrare all’estero. Infatti, negli anni 80 la città contava 700 mila abitanti e negli ultimi 20 anni ne ha persi quasi 100mila. Secondo i dati Istat, il capoluogo è al primo posto in Sicilia per numero di residenti all’estero con quota 35.700, segue Catania con 22.800 e al terzo posto si piazza il comune di Licata, che conta un totale di 35mila abitanti tra cui 17.200mila residenti all’estero. Le città dove si punta di più a trasferirsi, sono le città del Nord Europa come Germania, Francia, Belgio e anche Argentina.

Le categorie che emigrano

Tuttavia, secondo la Fondazione Migrantes, nel 2019 sono partiti 12mila sicliani, ovvero 1600 in meno rispetto al 2020 ma a cambiare è solo l’identikit: infatti, prima del Covid partivano anche interi nuclei familiari e anziani si ricongiungevano con le famiglie. Adesso, invece, il target si è spostato verso gli uomini di fascia di età tra i 18 e i 35 anni e in alcuni casi anche giovani coppie.

Le pensioni pagate all’estero

Nel corso del 2020 l’Inps ha pagato 13.816.971 pensioni e quelle all’estero ammontano a 330.472, ovvero il 2,4% del totale. Si tratta di una somma abbastanza consistente nonostante la percentuale sia solo del 2,4 percento poiché si è consapevoli che è un fenomeno in continua espansione.

Secondo il report di Migrantes, questo trend genererà nuove pensioni da liquidare in regime di totalizzazione internazionale e da erogare non solo per chi torna in Italia dopo l’esperienza maturata altrove, ma anche a favore di chi decide di rimanere nel paese estero che l’ha ospitato. Non si tratta di una previsione a lungo termine: molti degli attuali emigrati, infatti, rientrano nella fascia d’età 40-50 e 50-60 anni. Solo l’anno scorso gli emigrati tra i 35 e i 64 anni di età hanno rappresentato, secondo quando riferito dal RIM 2020, il 35% del totale, con un incremento del 24% negli ultimi 5 anni. Ciò vuol dire che il numero delle pensioni interessate dalla totalizzazione internazionale è destinato ad aumentare in maniera considerevole.

La Brexit e i rientri in Italia

Il notevole aumento del numero di cittadini italiani residenti sul suolo britannico, segnato anche dal picco di registrazioni a partire da giugno 2016 (data del referendum sulla Brexit), è il risultato di due fattori. Da un lato, riflette il tentativo da parte dei connazionali di salvaguardare il proprio diritto di rimanere nel Regno Unito dopo la Brexit: molte persone si sono iscritte nell’errata convinzione che la registrazione all’AIRE coincidesse con una regolarizzazione anche con le autorità britanniche.

Parallelamente, l’assunzione di nuovo personale presso i Consolati italiani nel Regno Unito ha permesso lo smaltimento delle pratiche che si erano accumulate nel corso dei mesi, aumentando ulteriormente il dato reale dei flussi migratori.Dall’altro lato, l’incremento del numero di italiani nel Regno Unito riflette la costante crescita dell’emigrazione italiana nell’ultimo decennio.

La recente emigrazione italiana ha mostrato un carattere complesso che coinvolge cittadini di tutte le età e titolo di istruzione. Ai lavoratori altamente qualificati che puntano all’estero per le prospettive di carriera e di guadagno, si aggiungono coloro che si spostano alla ricerca di lavoro o in occupazioni a tempo determinato e spesso non qualificati, in settori che vanno dalla ristorazione alle costruzioni, dal manifatturiero alle strutture di ricezione. Questo fenomeno è in gran parte effetto della crisi economica e sociale dell’Italia del 2007- 2012 e l’incremento annuale aumenta sensibilmente a partire dal 2011, quando la crisi del debito sovrano colpì l’Italia, che ha negato a molti lavoro e diritti e li ha spinti a cercare fortuna altrove.

Tuttavia, secondo la ricerca, la metà dei residenti in Inghilterra desidererebbe ritornare in Italia a causa della Brexit e la pandemia sta dando un’accelerazione ai piani. Fra le cause dell’impossibilità di ritornare in Italia, quasi tutte sono imputabili al mondo del lavoro: maggiore difficoltà a fare carriera e mancanza di meritocrazia (58,2%), un mercato del lavoro poco dinamico (49,6%), remunerazione più bassa (43,6%) e mancanza di un ambiente di lavoro stimolante o internazionale (47,6%).

Tuttavia, dalla sua introduzione ufficiale il 31 gennaio 2021, la Brexit sta causando un forte spopolamento di popolazione che emigrava in Gran Bretagna. La transizione è stata particolarmente traumatica perché è avvenuta nel pieno della seconda ondata di Covid-19, in un momento cioè in cui la certezza della tutela dei diritti di mobilità internazionale e di cittadinanza e l’omogeneità del quadro normativo internazionale sarebbero stati più importanti che mai. Con la Brexit i cittadini italiani (ed europei) si sono dovuti confrontare con ostacoli burocratici al pieno godimento dei diritti di cittadinanza e un regime migratorio disegnato per sfavorire l’immigrazione economica.

LiveUniCt

 

 Il personale utilizzato per i servizi di vigilanza e sicurezza all’interno dei Parchi archeologici regionali, dei Musei e delle strutture culturali della Regione, riceverà quanto dovuto per le prestazioni accessorie eseguite durante i giorni festivi del 2021.
Il Parlamento regionale ha appena approvato, infatti, l’emendamento presentato dal Governo regionale su proposta dell’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, 
Alberto Samonà con l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, che ha autorizzato per l’esercizio finanziario 2021 l’importo di poco più di un milione di euro per le attività lavorative svolte dal personale di custodia finalizzate a garantire la regolare fruizione degli istituti culturali della Regione.
Lo rende noto l’assessore dei Beni culturali
 Alberto Samonà che esprime al Parlamento regionale “sincero apprezzamento per il senso di responsabilità mostrato nell’approvazione di una disposizione che ci consente di fornire una risposta al personale che ha continuato a garantire la copertura dei servizi di sorveglianza e custodia dei luoghi della cultura della Regione Siciliana, senza interruzioni e nell’interesse di tutti. I beni culturali – continua l’assessore Samonà – sono il vero oro nero della Sicilia e il personale che ne garantisce la custodia è essenziale alla fruizione di questo immenso patrimonio”.

I funzionari ADM di Palermo, nell’ambito di una complessa attività di controllo volta a verificare la corretta costituzione del plafond e il relativo utilizzo negli acquisti di
merce in sospensione di imposta, hanno accertato un’evasione di IVA, per oltre 130.000 euro, compiuta da una società, esercente il commercio all’ingrosso di bevande, che emetteva false dichiarazioni di intento inoltrandole ai fornitori per ricevere le merci senza dover assolvere il pagamento dell’IVA.
I riscontri ottenuti mediante l’accesso effettuato presso la sede dell’esercizio commerciale e l’analisi dei dati presenti nei sistemi informativi in uso ad ADM, hanno permesso di accertare che la società non possedeva i requisiti di legge necessari per poter essere considerata esportatrice abituale e quindi di avvalersi del beneficio dell’esenzione dal pagamento dell’IVA.
L’autore dell’illecito è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Franco Valenti, sindaco di Santa Margherita del Belice, si lascia andare ad un ironico sfogo collegato alle decisione che è tenuto a prendere in presenza di previsioni meteo avverse.  La riflessione, ironica, del sindaco Valenti è sulle responsabilità che hanno i primi cittadini. Nel suo lungo post mette in evidenza come un sindaco debba prendere una decisione, per il bene dell’incolumità pubblica basata su di un bollettino meteo “che potrebbe non pienamente vero”.
“Sindaco con sfera di cristallo cerca collegamento con entità soprannaturali per capire se chiudere o non chiudere le scuole dopo avere ricevuto il bollettino meteo: rischio “Arancione”. Chiudere o non chiudere le scuole? Questo è il primo dilemma, mentre impazza la chat delle mamme.
Abbiamo visto in questi ultimi giorni, come a parità di allerta meteo arancione, un giorno succede il finimondo e l’altro spunta il sole. Se non chiudi le scuole e accade il finimondo: sbagli e ti criticano.
Se chiudi e spunta una giornata soleggiata, come questa mattina: sbagli e ti criticano. “Qualunque cosa fai, dovunque tu andrai sempre pietre in faccia prenderai” cantava ad un Sanremo di tantissimi anni fa il buon Antoine.
È questo purtroppo il triste destino dei Sindaci. In Italia oggi c’è una sola certezza. Responsabile unico di qualsiasi cosa accada è quel signore poco accorto che ha deciso di servire la propria comunità ricoprendo la carica di Sindaco.
Non vi sembra care altre autorità preposte che sia un vostro precipuo compito dare delle direttive esatte e puntuali su cosa fare e non fare? Atteso che si presume dovreste avere gli strumenti, i mezzi e le conoscenze adeguate per assumere decisioni ponderate e uniformi. 
No. Che c’entra. Agli altri spetta solo controllare e giudicare.  Troppo bello, troppo facile. Troppo ingiusto! Della serie: “Anche i sindaci nel loro piccolo s’incazzano”.”

491 i nuovi casi di Covid19 registrati in Sicilia a fronte di 26.376 tamponi processati. Ieri i nuovi positivi erano 472. L’incidenza sale all’1,9% ieri era al 1,3% . L’isola è all’ottavo posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 9.613, i guariti sono 407 mentre si registrano 7 vittime, che porta il totale dei decessi a 7.116. Sul fronte ospedaliero sono adesso 394 ricoverati,  in terapia intensiva sono 43, quattro ricoverati in meno rispetto a ieri.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 69 casi, Catania 139, Messina 93, Siracusa 49, Ragusa 22, Trapani 37, Caltanissetta 28, Agrigento 52, Enna, 2.

L’indagine coinvolse anche l’imprenditore Giancarlo Buggea e la compagna Angela Porcello, avvocato, che a seguito dell’inchiesta, e’ stata cancellata dall’Ordine. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzato, alle estorsioni, sino alla pianificazione di due omicidi che non si verificarono per l’intervento delle forze dell’ordine. Gli investigatori, coordinati dalla Dda, accertarono tra l’altro che “cosa nostra” e la “stidda” si spartivano gli affari illeciti. Per due anni, secondo gli inquirenti, nell’ufficio della penalista si sarebbero tenuti summit tra i vertici delle cosche agrigentine. Rassicurati dall’avvocato, i capi dei mandamenti di Canicatti’, della famiglia di Ravanusa, Favara e Licata, Simone Castello e il nuovo capo della Stidda, l’ergastolano Antonio Gallea, killer del giudice Rosario Livatino, a cui i magistrati avevano concesso la semiliberta’ , si sono ritrovati nello studio della Porcello per discutere di affari e vicende legate a Cosa nostra.

Le centinaia di ore di intercettazione disposte hanno consentito agli inquirenti di far luce sugli assetti dei clan, sulle dinamiche interne, di coglierne in diretta, dalla viva voce di mafiosi di tutta la Sicilia, storie ed evoluzioni. Difensore del boss ergastolano Giuseppe Falsone la Porcello si era fatta nominare legale di fiducia di altri due boss al 41 bis, il trapanese Pietro Virga e il gelese Alessandro Emmanuello, riuscendo a fare da tramite tra i tre, tutti detenuti nel carcere di Novara. Dall’indagine e’ emerso anche che un agente di polizia penitenziaria, durante un colloquio telefonico tra Falsone e la Porcello avrebbe consentito alla legale di portare in carcere lo smartphone e di usarlo rispondendo alle telefonate ricevute nel corso dell’incontro con il boss che sarebbe inoltre riuscito a inviare messaggi all’esterno.
(ANSA)

I cittadini sanno che il progetto “Concordia” è stato frutto di una concertazione con i residenti, i commercianti e gli artigiani di Villaseta e Monserrato.  Sanno come lo abbiamo concepito e portato a finanziamento.

È un progetto che prevede più spazi di vivibilità e di socializzazione per i cittadini, per i bambini, per gli anziani e per le famiglie. Una rivitalizzazione fatta di attività artigianali e servizi, come la biblioteca sociale.  È mancata in questo ultimo anno  la prospettiva  di una città più sostenibile, più vivibile.  Il rischio oggi è concreto.
 Un esempio lo abbiamo gia’ visto  con gli interventi su largo Taglialavoro e via Cesare Battisti, via Pirandello, via Atenea e piazza Purgatorio: era un progetto complessivo con la creazione di più aree pedonali e l’eliminazione dei parcheggi, dissuasori di accesso e di parcheggio, come nei centri storici di tutte le città italiane e europee. Invece è stato ridotto solo agli interventi infrastrutturali e la parte più importante è stata cancellata. Largo Taglialavoro è rimasto un parcheggio, in via Atenea i sanpietrini vanno in rovina per il passaggio continuo di automezzi, la via Pirandello continua ad essere attraversata da auto a tutte le ore anche con botteghe e ristoranti aperti. Per non parlare di piazza Pirandello ridotta a mero parcheggio.
Noi abbiamo  lavorato con un impegno differente, che guardava più all’interesse collettivo, alle nuove generazioni, all’economia di una città turistica.  Ora si è tornati indietro di 30 anni. Chi oggi coglie i frutti del nostro lavoro voglia almeno non snaturarne la finalità:cioè  la realizzazione di un’area di botteghe artigianali e prodotti tipici a Villaseta quale porta d’accesso all’area sud del Parco con il parcheggio di Cugno Vela, anche questo finanziato. Un modo per fare uscire dalla marginalità il quartiere, attribuendo a esso un ruolo di primo piano nei servizi al turista.

A Villaseta tanto lavoro è stato fatto  dalla nostra  amministrazione per l’apertura degli impianti sportivi, che erano chiusi e abbandonati. Con i cittadini abbiamo concertato il progetto di piazza Concordia per la riqualificazione dell’area servizi di Villaseta, già finanziato con 2 milioni e che era pronto a partire alla fine del mio mandato e pensato anche per creare un indotto turistico. Nel programma complessivo di riqualificazione del quartiere c’era pure il  progetto di piazza Madonna della Catena già consegnato dalla mia amministrazione. Quando la nostra  Giunta di insedio  nel 2015 non c’era un  solo progetto sulla mitigazione del dissesto idrogeologico a Monserrato, nessuna iniziativa sugli impianti sportivi di cui il quartiere di Villaseta ora è dotato.  Siamo partiti da zero per cercare i fondi e per sviluppare idee progettuali. Tra gli interventi  ci sono anche  i 4 milioni e 200 mila euro finanziati per il dissesto idrogeologico del costone di via Favignana.  Abbiamo consegnato ai quartieri di Villaseta e Monserrato progetti in avvio con finanziamenti già ottenuti, per oltre 6,5 milioni di euro. Oggi finalmente piazza Concordia . Bando vinto tre anni fa e ufficializzato dall’allora  sottosegretaria a lla Presidenza del Consiglio ,Boschi, nel corso di una cerimonia a Brescia.

La Corte di appello di Palermo, accogliendo le richieste degli Avv.ti Maria Lina Faraci e Basilio Milio, in riforma della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Agrigento, ha assolto la Danile Giuseppina (di anni 50 oggi direttrice ACI), dai reati di tentata truffa e sostituzione di persona, per non aver commesso il fatto, con conseguente revoca del pagamento di € 5.000,00, precedentemente disposto dal giudice di primo grado, in favore della Puma Stefania parte civile costituita a mezzo dell’Avv. Francesca Picone.

Nel giudizio di primo grado la Danile era accusata di aver tentato di richiedere un finanziamento di € 15.000,00 a nome della Puma Stefania con indicazione del proprio Iban dove ricevere l’accredito.

Accusa che scaturiva da una denuncia contro ignoti presentata dalla Puma Stefania nel marzo del 2014, per essersi vista recapitare una richiesta di finanziamento avanzata all’Agos Ducato mediante compilazione di un modulo on line, a proprio nome con allegata la patente di guida della Puma e indicato il numero del conto corrente della Danile ove il finanziamento sarebbe dovuto confluire.

La Giuseppina Danile all’epoca dei fatti era impiegata del Pra (Pubblico registro automobilistico) medesimo ufficio ove lavorava e lavora tutt’ora anche la Puma Stefania

La Danile nonostante avesse respinto le accuse, provando di non essere lei l’autore della richiesta di finanziamento nonostante fosse stato indicato il conto corrente della stessa, ma di essere anch’essa vittima di actio criminis da parte di ignoti, era stata condannata dal giudice monocratico-Dott. Giuseppe Sciarrotta- alla pena cinque mesi di reclusione oltre che al pagamento in favore della Puma Stefania, che si era costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Francesca Picone, al pagamento di euro cinquemila.

Contestando ogni accusa la Danile aveva proposto Appello a mezzo dei difensori Avv.ti Maria Lina Faraci e Basilio Milio. La Corte di Appello di Palermo ribaltando la decisione del Tribunale di Agrigento, ha ritenuto la totale estraneità, della Danile, ai contestati fatti, sia nella compilazione del modulo sia nella richiesta del finanziamento, pronunciando, in tal senso, sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto.

Oggi in IV Commissione abbiamo affrontato in audizione con gli amministratori locali dei Comuni più colpiti, il direttivo regionale della Protezione civile, i dirigenti dell’Autorità di bacino e il soggetto attuatore del dissesto idrogeologico le gravi criticità legate ai recenti nubifragi che hanno interessato il territorio regionale.
In queste ultime ore stiamo registrando molte segnalazioni, con un bollettino che continua a incrementarsi. Fiumi di fango, violenti acquazzoni, alberi divelti, prepotenti raffiche di vento e trombe d’aria hanno messo in ginocchio e isolato molti territori.
Pensiamo a Menfi, Licata, Ribera, Santo Stefano, Sciacca e Canicattì nella Provincia di Agrigento, ma anche Selinunte nel trapanese, Caltanissetta e il vallone, Catania e Scordia, Augusta nel siracusano, Modica e Comiso nel ragusano.
Anche i corsi d’acqua destano qualche preoccupazione, nonostante gli interventi del Governo Musumeci in oltre 100 fiumi, tanti sono da monitorare per rischio esondazione, tra gli altri il Selinum, il Mandrarossa e il Mortellaro.
Abbiamo avuto modo di confrontarci con l’ing. Salvatore Cocina, pur se impegnato in diretta sul fronte dell’emergenza climatica a Comiso e con il dott. Maurizio Croce, soggetto attuatore per l’espletamento delle procedure relative alla realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione siciliana. La Sicilia è la regione che più ha speso in Italia sul tema, circa 500 milioni di euro.
Prosegue la programmazione degli interventi alcuni dei quali in corso e altri in itinere.
Continueremo a seguire concretamente la situazione assieme agli uffici regionali della Protezione civile e all’Autorità di bacino, anche coinvolgendo in una prossima seduta i geni civili, così da mettere tutti i soggetti competenti attorno a un tavolo, come abbiamo fatto in questi anni, e programmare gli interventi più a lungo termine relativi alla regimentazione delle acque e alla gestione e mitigazione del dissesto idrogeologico.