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Verdure e ortaggi affogati, piante di agrumi abbattute e la raccolta delle olive ormai mature, interrotta. L’ondata di maltempo che ha investito Sicilia e Calabria ha avuto effetti devastanti sull’agricoltura, con danni incalcolabili per le aziende. In appena tre giorni di maltempo si sono abbattute sulle due regioni del Sud ben venti bombe d’acqua, secondo un bilancio della Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (ESWD).

La più duramente colpita è la Sicilia dove si è concentrata la quasi totalità dei nubifragi per un totale di 17 eventi estremi che hanno interessato le province di, Catania, Ragusa, Siracusa e Trapani.

“Gli eventi più devastanti – precisa la Coldiretti – si sono verificati a Linguaglossa in provincia di Catania dove domenica sono caduti 320 millimetri per una durata di 18,5 ore, mentre lunedì a Catania le precipitazioni sono durate 8 ore con la caduta di 127 millimetri di acqua e martedì sono caduti 98 millimetri con una durata della pioggia di ben 7 ore”.

“I fatti di Catania dimostrano che siamo dinanzi a una fase nuova e del tutto inesplorata degli effetti dei cambiamenti climatici – sottolinea Stefano Masini responsabile ambiente Coldiretti – e devono indurre le istituzioni a un cambio di passo e di mentalità per garantire la messa in sicurezza dei territori e delle attività produttive Dobbiamo dunque approfittare delle opportunità del Pnrr per introdurre nuove tecniche capaci di affrontare situazioni di emergenza e di straordinarietà. Situazioni che la legislazione attuale, pensata per il controllo di eventi ordinari, non è più in grado di governare”.

In Sicilia, spiega l’associazione, il 92,3% dei comuni ha parte del proprio territorio a rischio frane e/o alluvioni con i terreni che non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento provocando allagamenti e smottamenti.

Siamo di fronte, conclude la Coldiretti, “alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione”. Quest’anno i danni alle coltivazioni nei campi, secondo una stima dell’associazione, hanno già superato i due miliardi.

Le elezioni Amministrative, appena concluse, e le Regionali dell’autunno 2022. L’intervento dell’assessore Ruggero Razza, del movimento “Diventerà Bellissima”.

L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, sveste una volta tanto i panni sanitari, tra pandemia, vaccini, ospedali, zone e restrizioni, e si concede una disamina politica, con legittimo diritto essendo lui un esponente innanzitutto politico, militante in “Diventerà Bellissima”, lo stesso movimento fondato e capitanato dal presidente della Regione, Nello Musumeci.

E a fronte dei commenti trionfali dell’opposizione in riferimento agli esiti delle elezioni Amministrative, Ruggero Razza replica: “Ci vuole molto coraggio a dire che l’opposizione abbia trionfato alle elezioni. E’ smentito dai numeri che vedono quasi ovunque le liste di riferimento dell’area del centrodestra del governo regionale superare o lambire il 60%. Poi, come talvolta accade, noi ci mettiamo del nostro: qualche divisione per antipatie locali o, peggio, qualche candidato scelto all’ultimo momento. Ma i numeri sono numeri, anche se la sinistra gioca a interpretarli a proprio favore, piuttosto che a sommare le cifre. Inoltre, me lo lasci dire: ogni elezione fa storia a sè e nei territori emerge sempre una specificità legata a situazioni molto locali”.

Poi l’assessore alla Salute interviene sullo stato di salute del suo movimento, e rilancia: “Abbiamo eletto sindaci e decine di consiglieri. ‘Diventerà Bellissima’ ha superato il 10 per cento in grandi centri come a Favara, Pachino e Vittoria. E superare lo sbarramento persino a Lentini ci ha consentito di sfatare il mito che Siracusa per noi sia una provincia difficile. Questi risultati arrivano a pochi mesi da quelli analoghi di Barcellona, Milazzo e Ribera. Anche in questo turno abbiamo i consiglieri più votati in tanti di Comuni dell’Isola. Chi pensava che il nostro fosse un movimento che esiste solo per le regionali è rimasto smentito dai fatti. Oggi siamo una forza politica con decine di sindaci e centinaia di consiglieri comunali. Quindi una risorsa per la buona politica”.

E poi, in riferimento alle scosse di assestamento politico che si susseguiranno lungo il percorso verso le elezioni Regionali dell’autunno del 2022, l’assessore Razza boccia l’intenzione di Forza Italia di importare in Sicilia il “modello Draghi”, ovvero un’ampia alleanza politica, amministrativa e trasversale alle due coalizioni tagliando da una parte e dall’altra gli estremi. E riflette: “Sono convinto che Forza Italia voglia essere federatore del centrodestra, che condivida la compattezza della coalizione, che la smetta di evocare un impossibile ‘modello Draghi’ in Sicilia, con un certo ostracismo verso ‘Fratelli d’Italia’. Perché ‘modello Draghi” questo vuol dire: fuori la Destra dalla coalizione. In Sicilia abbiamo, invece, il dovere di stare tutti assieme ed accanto ai tre principali partiti nazionali. Ogni tanto si dimentica che esiste con l’Udc una componente centrista di grande tradizione, ed esistono le specificità autonomiste, civiche e di ispirazione popolare”.

E poi, in conclusione, nel merito della ricandidatura di Nello Musumeci, tra favorevoli e contrari, Razza ribatte: “Che alcuni siano, non da alcuni mesi ma da prima del 2017, contrari a un modello di governo che privilegia l’amministrazione mi era ed è molto chiaro. Ed era ed è chiaro ai siciliani. Ma i matrimoni, notoriamente, si fanno per amore o per interesse. Quello del 2017 con Musumeci per qualcuno fu d’amore, per qualcun’altro fu l’occasione migliore per vincere insieme. Non mi scandalizzo. Oggi c’è un governo in cui tutte le forze politiche della coalizione sono rappresentate, e che sta a giudizio di tutti lavorando con impegno, tenuto conto delle difficoltà di governare una Regione così complessa e depauperata di risorse umane di valore. La partita della ricandidatura non è mai stata politica, ma è una partita tra buonsenso e rancore. Alla fine penso che prevarrà il buonsenso, perché non si improvvisa a pochi mesi dalle elezioni, magari per ripicca e mentre si consolida un accordo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle che, in Sicilia, non è proprio una novità, ma può valere il 40% e, quindi, impone unità”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

In seguito all’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile, la circolazione ferroviaria sarà sospesa, in via precauzionale, nella giornata di domani 29 ottobre sulla linea Catania – Siracusa – Ragusa dalla mezzanotte alle ore 09:00 e sulla linea Ragusa – Canicattì dalla mezzanotte alle ore 13:00.

Seguiranno aggiornamenti in base alle evoluzioni meteo.

Le squadre di tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), sono al lavoro da questa notte per presidiare le linee interessate dall’interruzione.

Scuole chiuse a Canicattì, nel capoluogo restano aperte ma salta il mercato del venerdì in piazza Ugo La Malfa. I sindaci Vincenzo Corbo e Francesco Miccichè hanno emesso due provvedimenti per tentare di prevenire i rischi connessi all’allerta arancione diramata dalla Protezione civile per la giornata di domani.

Interdette, inoltre, nei due Comuni, tutte le aree pubbliche a potenziale rischio: ville, giardini pubblici, parchi gioco, impianti sportivi all’aperto; l’uso di tutti i locali interrati e seminterrati; il transito pedonale e veicolare nei pressi di aree a rischio allagamenti e  l’attraversamento dei fiumi e dei valloni; la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche e private, le attività commerciali all’aperto insistenti su aree pubbliche e/o su strade anche se precedentemente autorizzate.

Maxi sospensione dell’esercizio della professione forense per Giuseppe Arnone. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Agrigento ha comunicato il prolungamento del “divieto di toga” dal 30 ottobre 2021 al 6 gennaio 2027. Una sorta di cumulo dei provvedimenti, ben nove, divenuti definitivi, del Consiglio distrettuale di disciplina di Palermo e del Consiglio nazionale forense.

Attualmente Arnone risulta indagato, fra le altre cose, per minaccia a corpo giudiziario, diffamazione e oltraggio a magistrato in udienza, da parte della procura di Caltanissetta che ha riunito una serie di procedimenti aperti a partire dal 2016, in seguito alla presentazione di numerose querele soprattutto da parte di magistrati, e che ha chiesto il rinvio a giudizio.

Gran parte dei procedimenti disciplinari sono connessi alle vicende giudiziarie, per lo più di diffamazione e calunnia, in cui è stato coinvolto. Il provvedimento sarà in vigore dal giorno successivo alla scadenza delle precedenti sospensioni.

Da sparse a diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Sicilia orientale, con quantitativi cumulati da moderati ad elevati, con fenomeni più persistenti ed intensi sui settori costieri ionici; sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulle restanti zone, con quantitativi cumulati generalmente moderato.

Lo comunica il dipartimento regionale della Protezione Civile.

Sono 86 i Comuni siciliani inseriti nella dichiarazione di stato d’emergenza varata ieri dal governo della Regione a seguito dell’ondata di maltempo che ha causato tre morti e ingenti danni.

Di questi, 11 sono in provincia di Agrigento; Per gli eventi atmosferici del 5 e del 13 e 14 ottobre il provvedimento interessa Alessandria della Rocca, Bivona, Calamonaci, Casteltermini, Cinciana, Lucca Sicula, Sambuca di Sicilia, Santo Stefano Quisquina e Sciacca; Per le precipitazioni che si sono invece verificate dal 22 al 26 ottobre i Comuni interessati sono Canicattì e San Biagio Platani.

“Da una prima valutazione, sono gia’ stati quantificati circa 10 milioni di euro per interventi di somma urgenza e indifferibili e circa 100 milioni per interventi strutturali di riduzione del rischioAbbiamo dichiarato lo stato di emergenza regionale e richiesto a Roma la dichiarazione dello stato di calamità in seguito ai gravi eventi meteorologici che hanno colpito la Sicilia nel mese di ottobre e al permanente rischio per i prossimi giorni nella parte orientale dell’Isola”, afferma il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ieri ha riunito in seduta straordinaria il governo al Palaregione di Catania. Il provvedimento, disposto sulla base della relazione del capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina, in applicazione della legge regionale 13 del 2020, interessa i territori di 51 Comuni colpiti dal maltempo del 5, 13 e 14 ottobre, e ulteriori 35 messi in ginocchio dalle forti precipitazioni dei giorni che vanno dal 22 al 26 ottobre.

La successione e l’eccezionale intensità di vento e piogge – sottolinea Musumeci – hanno messo a dura prova la nostra Isola, causando vittime e ingentissimi danni. Apprezziamo l’attenzione dimostrata dal capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio e al governo centrale chiediamo di avviare al più presto tutti i meccanismi per lo stanziamento delle risorse necessarie a ripristinare le infrastrutture pubbliche e ristorare chi ha subito danni. Bruxelles, invece, convochi meno tavoli sul cambiamento climatico e agisca con immediatezza con un’iniziativa strategica che coinvolga tutti gli Stati membri: la Sicilia è minacciata da troppi rischi, naturali e antropici e ha bisogno di interventi concreti. Servirebbe una legge speciale con una risorsa di almeno 3 miliardi di euro per mettere in sicurezza il territorio siciliano, abbandonato e devastato da oltre mezzo secolo. Negli ultimi quattro anni abbiamo già investito oltre 400 milioni di euro di fondi europei per contrastare il dissesto idrogeologico e l’erosione costiera – conclude il governatore – e circa 80 milioni per la pulitura di fiumi e torrenti. Interventi mai fatti prima, ma si tratta di una goccia nel mare delle azioni necessarie a rendere sicuro il nostro territorio di fronte a fenomeni con cui ormai dovremo fare i conti sempre più spesso e per i quali dobbiamo farci trovare preparati. Serve un nuovo approccio nella progettazione urbanistica del territorio e delle città”.

308 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in in Sicilia a fronte di 13.409 tamponi processati. Ieri i nuovi positivi erano 282. L’incidenza sale al 2,3% ieri era al 2,2% . L’isola è al settimo posto per contagi in Italia. Gli attuali positivi sono 7.044 con un aumento di 65 casi. I guariti sono 234 mentre si registrano altre 9 vittime, che portano il totale dei decessi a 7.009. Sul fronte ospedaliero sono adesso 324 ricoverati, mentre in terapia intensiva sono 38.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo con 96 casi, Catania 45, Messina 40, Siracusa 51, Ragusa 10, Trapani 14, Caltanissetta 18, Agrigento 25, Enna, 9.

Il TAR di Catania (sezione terza, presidente dott. Daniele Burzighelli) ha accolto in via cautelare il ricorso presentato da ” Aerolinee siciliane s.p.a.” in data 14 settembre 2021 e ha ordinato alla SAC di Catania di indicare, entro 7 giorni, l’ area tecnico-operativa per la compagnia aerea siciliana low cost all’interno del sedime dell’aeroporto Fontanarossa.
Si allontana, in questo modo, la possibilità che ” Aerolinee siciliane s.p.a.” possa insediarsi all’interno del sedime aeroportuale del ” Pio La Torre ” di Comiso, nonostante la enorme disponibilità di terreno e a causa del traccheggio dell’amministrazione comunale comisana, che da anni rifiuta la concessione dell’area e, di conseguenza, la creazione di hangar manutentivi con la possibilità di posti di lavoro per i cittadini comisani. Per di più ” Aerolinee siciliane s.p,a.” chiede al Comune di Comiso un risarcimento danni, per la non concessione, di circa 800.000 euro, su cui le autorità competenti dovrebbero pronunciarsi a presto. Naturalmente l’opposizione consiliare a Comiso non vede, non sente e non parla.
Pubblichiamo uno stralcio della sentenza, emessa poco fa, dal TAR di Catania:
” …occorre, quindi, disporre che la S.A.C. S.p.A. definisca il procedimento avviato dalla ricorrente nel termine di sette giorni, con decorrenza dalla comunicazione in via amministrativa della presente decisione, ovvero dalla sua notifica su istanza di parte se anteriore, argomentando in modo puntuale in ordine all’eventuale indisponibilità di aree e chiarendo in particolare: – in cosa consista esattamente il “progetto di riqualificazione di alcune aree destinate ad uffici operativi e magazzini all’interno del sedime aeroportuale air side”, con specifico riferimento alle aree aeroportuali che risulterebbero interessate e indicando quali atti siano già stati adottati al riguardo; – come si concili l’affermazione secondo cui le subconcessioni sono rilasciate solo “in favore di società che abbiano già le autorizzazioni necessarie ad operare in ambito aeroportuale” con quanto riferito dalla ricorrente in ordine al diniego dell’autorizzazione da parte dell’ENAC in quanto risulterebbe, invece, propedeutica l’assegnazione di un’area aeroportuale ove operare. La camera di consiglio per la decisione collegiale sull’istanza cautelare viene fissata per la data del 17 novembre 2021. P.Q.M. 1) accoglie l’istanza di misure cautelari monocratiche e ordina alla S.A.C. S.p.A. di definire il procedimento avviato dall’interessata con nota in data 14 settembre 2021 secondo quanto indicato nella parte motiva della presente decisione”