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“L’attacco alla sede della Cgil di Roma da parte di violenti e neofascisti, in occasione delle manifestazioni di ieri, è un attacco a tutto il mondo sindacale e dei lavoratori. La Cisal esprime solidarietà alla Cgil e ribadisce la ferma condanna nei confronti di ogni violenza”.

Lo dicono le segreterie generali Cisal Sicilia e Cisal Palermo che oggi hanno preso parte al sit-in di solidarietà in piazza Meli a Palermo presso la sede della Camera del Lavoro.

Un uomo di 45 anni, Giovanni Pagliaro, 45 anni, di Ficarazzi, ha perso la vita in un incidente avvenuto all’alba a Palermo e che sarebbe stato provocato da un pirata della strada che si è dato alla fuga.

Secondo una prima ricostruzione Giovanni Pagliaro, a bordo della sua moto,sarebbe stato investito da un’auto attorno alle 5 del mattino alla Cala, nei pressi del mercato Ittico

Poco prima dell’accaduto, nella zona dell’incidente c’era stata una rissa ed era stato chiamato il 118 per soccorrere qualcuno rimasto ferito nell’aggressione, ma arrivati sul luogo, i sanitari si sono accorti del motociclista deceduto e lasciato sull’asfalto.

E’ fissata per il prossimo 10 novembre, al tribunale fallimentare di Palermo, l’udienza dei creditori delle società Girgenti Acque e Hydortecne per l’esame dello stato passivo. Il giudice delegato in quella sede deve decidere su ciascuna domanda, nei limiti delle conclusioni formulate ed avuto riguardo alle eccezioni del curatore, a quelle rilevabili d’ufficio ed a quelle formulate dagli altri interessati. Si tratta del primo passaggio tecnico dopo la dichiarazione dello stato di fallimento avvenuta lo scorso mese di giugno per le società che erano state colpite entrambe da interdittiva antimafia nel 2018.

I tre curatori fallimentari nominati dal tribunale hanno fin qui lavorato e lavoreranno ancora per predisporre il piano di liquidazione, la formazione del progetto di stato passivo, le comunicazioni ai creditori ed ai titolari di diritti sui beni del fallito. Una prima udienza, poi differita, era stata programmata lo scorso 8 settembre. Sono state calendarizzate anche le udienze di verifica, programmate per il 22 dicembre 2021 e il 9 febbraio 2022. Previste anche le tre date per la prosecuzione della verifica delle domande tempestive, il 23 marzo, il 4 maggio e il 22 giugno.

“Ad oggi – ci riferisce uno dei tre curatori fallimentari Vittorio Viviani (gli altri due sono Giovanni Battista Coa e Filippo Lo Franco) – i creditori che hanno presentato domanda con cui si chiede di ammettere il proprio credito al passivo, sono 415 per Girgenti Acque e 198 per Hydortecne. Dal 10 novembre cominceremo l’esame dello stato passivo attraverso un programma di 50 creditori alla volta”. Il debito complessivo non è al momento esattamente quantificabile: “Lo sapremo con esattezza dopo le verifiche – aggiunge Viviani – le indicazioni secondo i bilanci com’è ormai noto superano comunque i 100 milioni di euro”.

Il legale che fa parte del gruppo dei tre curatori fallimentari ci conferma ciò che ieri abbiamo scritto in un precedente articolo in relazione agli utenti del servizio idrico che hanno ricevuto bollette a credito nell’ultimo conteggio della gestione commissariale prima dell’insediamento dell’Azienda Idrica Comuni Agrigentini. I tantissimi piccoli creditori (con la restituzioni del deposito cauzionale tante famiglie si sono visti recapitare una bolletta con importo a credito che in gran parte è di poche decine di euro) finiranno nel corposo elenco dei creditori. Per richiedere i rimborsi dovranno presentare anche loro domanda di ammissione al passivo. Purtroppo molti dovranno dire addio a quanto loro dovuto: le domande di ammissione al passivo in una procedura di fallimento si deve fare con ricorso da depositare presso la cancelleria del Tribunale competente almeno 30 giorni prima dell’udienza fissata per l’esame dello stato passivo. Ciò vuol dire che si deve fare entro l’11 ottobre, cioè domani, tempi dunque impossibili da rispettare.

Le bollette sono arrivate pochi giorni fa e chissà chi avrà la voglia di impegnarsi in questa corsa contro il tempo. E non finisce qui: “Anche gli utenti che faranno domanda saranno sottoposti a verifica – ci dice ancora l’avvocato Viviani – dobbiamo accertare se non ci sono morosi”.

 “Il mio plauso all’assessore regionale del Turismo, Manlio Messina, e al capo della segreteria particolare, Raoul Russo che, con il loro operato, hanno dimostrato come la correttezza sia un elemento imprescindibile della politica di Fratelli d’Italia”.

Così Rossana Cannata, deputata regionale di Fratelli d’Italia, che aggiunge: “Da vicepresidente della commissione Antimafia e anticorruzione, inoltre, sostengo appieno la scelta di denunciare perché, nella politica come in qualsiasi altro ambito, il coraggio e la schiena dritta sono la bussola del giusto modo di agire”.

“È questa la Sicilia che ci piace. È questa la classe politica che vogliamo. Coerente, determinata, coraggiosa, onesta. Dopo anni in cui tangenti e corruzione sono state al centro della cronaca – aggiunge la parlamentare – oggi è la denuncia del malaffare a essere notizia. E non possiamo che essere fieri ed orgogliosi dell’assessore di Fratelli d’Italia che, con il suo gesto, ha lanciato un monito inequivocabile: non si torna indietro, non c’è più spazio per equivoci, non è più tempo di lusinghe. È il momento di lavorare per la Sicilia – conclude l’on. Rossana Cannata – e per i siciliani, come ha dimostrato con i fatti l’assessore Messina”.

“Pieno sostegno alla Cgil e al suo segretario regionale, Alfio Mannino, per l’assalto avvenuto ieri alla sede di Roma”. Lo afferma il presidente di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese, che aggiunge: “I sindacati sono un presidio di democrazia, di libertà e di tutela dei diritti dei lavoratori. Quanto accaduto non è tollerabile. Il diritto a manifestare le proprie idee non può mai degenerare in atti di violenza che rappresentano l’esatta antitesi del dialogo democratico”.

Alle ore 09.00 puntuale ad Agrigento come in tutte le 120 sedi provinciali della C.G.I.L. si sono aperte le porte della Camera del Lavoro in risposta all’attacco squadrista e fascista della sede nazionale del sindacato. Oltre al gruppo dirigente, un centinaio di lavoratori e cittadini presenti al presidio. Hanno partecipato numerose associazioni e fatto pervenire messaggi di solidarietà e sostegno  all’iniziativa della Cgil che lotta contro ogni forma di violenza e attacco alla democrazia ed al mondo del lavoro.

Dopo il presidio il gruppo dirigente riunitosi per discutere delle iniziative a sostegno della lotta e per organizzare la manifestazione di sabato prossimo a Roma è stato letto il messaggio di solidarietà di Sua Eccellenza il Prefetto Maria Rita Cocciufa.

Presenti o inviato messaggi il Presidente dell’Anpi, il Segretario della Lega delle Cooperative, la coordinatrice della Rete degli studenti medi, del presidente regionale dell’Associazione degli Assistenti sociali, del Cartello Sociale (Ufficio di Pastorale e sociale del lavoro, Cisl e Uil), il sindaco del comune di  Sciacca e del comune di Aragona, il Segretario provinciale del Partito Democratico. A chiudere la manifestazione il    segretario geneale Alfonso Buscemi che ha ribadito l’importanza di una grande risposta democratica e unitaria del tessuto sano del nostro paese delle tante associazioni e del Sindacato Confederale. Questo dimostra – ha chiuso Buscemi che non c’è spazio per frange fasciste che vogliono portare le lancette indietro di quasi un secolo. Ora come allora siamo pronti a difendere i valori della  democrazia       dei diritti del mondo del lavoro e di cittadinanza del nostro paese.

Un particolare ringraziamento a tutte le forze dell’ordine   impegnate fattivamente a vigilare sulle nostre sedi facendoci sentire la loro vicinanza.

Confartigianato Imprese Sicilia esprime la sua solidarietà alla Cgil, vittima ieri a Roma di un attacco violento nel corso di una manifestazione contro l’obbligo del Green Pass.

Nel corso del corteo non autorizzato, la sede del sindacato è finita del mirino dei più violenti. Migliaia di persone si sono accalcate sotto le finestre della sede del sindacato, tra cori e striscioni.

I vertici di Confartigianato Sicilia, Giuseppe Pezzati e Andrea Di Vincenzo esprimono piena solidarietà per quanto accaduto: “Nel respingere con forza qualsiasi forma di violenza e di non dialogo – dicono presidente e segretario – ribadiamo con convincimento che il sindacato rappresenta per tutti, oggi più che mai, un presidio assoluto di democrazia e di civiltà”.

250 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia a fronte di 10.068 tamponi effettuati. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 3 decessi che portano il totale delle vittime in Sicilia a 6.892. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute. Il numero degli attuali positivi nell’Isola è di 10.748 mentre le persone ricoverate con sintomi sono 335, di cui 43 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 10.370 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 284.018.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 22, Catania 86, Messina 64, Siracusa 35, Ragusa 14, Trapani 0, Caltanissetta 8, Agrigento 19 e Enna 2.

Non si tratta di protestare, di dire la propria.
Qui stiamo parlando di assalto squadrista alla sede nazionale della CGIL di Roma.
I dubbi sono pochi, considerato che i due leader di Forza Nuova, Giuliano Castellino e Roberto Fiore (rispettivamente leader romano e nazionale) che sono stati arrestati, erano finiti nelle immagini delle telecamere.
Insieme a loro altre 12 persone finite in manette con l‘accusa gravissima per reati di danneggiamento aggravato devastazione e saccheggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, e tutti in flagranza di reato. 

Questi arresti sono solo il primo passo.
Forza Nuova va resa illegale, perché il fascismo NON È un’opinione ma un reato.

Violenza e disordini.
Parole che poco hanno a che fare con una protesta che è sancita nello stato democratico, ma che deve essere pacifica.
Nella storia ce ne sono state tante, con milioni di persone, ma senza lo schifo di ieri sera.
E i fatti di ieri a Roma, tutto sono stati fuorché pacifici.

La violenza cieca ed inaudita, che si è verificata era contaminata dagli estremisti.
Manifestazione autorizzata, con partecipanti che hanno  lanciato oggetti contro le forze di polizia.
Una guerriglia urbana, che le forze dell’ordine hanno cercato di fronteggiare, mentre la sede della Cgil è stata assediata da soggetti violenti fino al midollo. E oramai è chiaro – visto gli arresti – che dietro questi no-vax si celavano gruppi neofascisti. 
Non è un problema da sottovalutare, ogni scusa sarà buona per attuare violenza meschina come quella di ieri a Roma.
Oggi il no ai vaccini, domani sarà per qualcos’altro. 
Lo stato deve dare la caccia e sciogliere ogni organizzazione neofascita, perché sono alla stregua dei mafiosi e dei terroristi.
Lo stato deve applicare la disposizione costituzionale secondo la quale “è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista”. 

Tutto questo è una ferita democratica” – come ha detto Maurizio Landini segretario generale della Cgil.
E l’ennesimo tentativo di Salvini e Meloni di spostare l’attenzione altrove, anziché sulle violenze fasciste, non meraviglia più.
Loro non sanno, non conoscono la matrice – dicono.
Mai però che dalla loro bocca escono le tre semplici parole: “IO SONO ANTIFASCISTA”.

E per chi sta inneggiando, ancora, alla “marcia su Roma”, sarebbe il caso di rispondere che erano solo “marci, su Roma”.
Solidarietà dalla Cgil, perché un attacco ad una sede sindacale è un attacco alla libertà e alla democrazia.

Aggiornamento sull’affluenza alle urne nella prima giornata di voto nei sei comuni della provincia di Agrigento. Il dato fa riferimento alle ore 12 del 10 ottobre.

A Canicattì ha votato il 9,23% pari a 3.027 elettori. Rispetto alle scorse elezioni si registra un calo del 7,65%.

A Favara – alle ore 12 – sono stati 3.287 cittadini a recarsi alle urne pari al 10,74%. Anche in questo caso, rispetto alle passate elezioni, si registra un –4,45%.

A Montallegro sono state 280 le persone che hanno già votato pari al 7,65% (-6,46% rispetto alla scorsa tornata).

A Montevago si registra il 12,66% (dato più alto in provincia) con 388 elettori che si sono recati alle urne (-6,22% rispetto alle passate elezioni).

A Porto Empedocle hanno votato 1.976 persone pari al 12,01% (-3,79%).