Home / 2021 / Agosto (Pagina 14)

A Porto Empedocle accade che una famiglia è senz’acqua, alimenti, e manca anche il latte per una neonata. Dal 20 agosto scorso sono positivi al covid. Il capo famiglia, un empedoclino di 52 anni, non può uscire da casa per i lavoretti saltuari che è abituato a svolgere per sbarcare il lunario e sostenere la moglie di 38 anni e i figli di 15, 17 e 18 anni, nonché l’ultima nata di 3 mesi e mezzo. Sono tutti contagiati dal coronavirus, compresa la piccola. Ebbene, ad aiutare la famiglia sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Porto Empedocle. La moglie e madre, Maria, afferma: “Ho chiamato il sindaco, gli assistenti sociali, perfino l’Azienda sanitaria e i pompieri, ma hanno fatto tutti orecchie da mercante. Avevo chiesto dei buoni spesa. Non abbiamo parenti che possano aiutarci e da tre giorni siamo senza acqua da bere e per i servizi igienici, visto che la cisterna si è svuotata. Perfino la piccina non aveva nulla da mangiare. Così, non sapendo a quale altra porta bussare, ho chiamato i Carabinieri di Agrigento. Avevo visto in passato, attraverso gli organi di informazione, che si erano dimostrati sensibili e disponibili a tendere una mano d’aiuto. Il maresciallo, a sue spese, mi ha portato il latte, i pannolini per la bambina, ma anche della carne e dei generi alimentari freschi e a lunga conservazione, e delle cassette d’acqua”.

Ancora un cambio di sede per alcune prestazioni specialistiche già prenotate presso il Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Agrigento. Dopo lo spostamento delle vaccinazioni anticovid-19 dalla struttura di via Giovanni XXIII verso il poliambulatorio di Porto Empedocle, è adesso la volta delle prestazioni ambulatoriali di oculistica e di radiologia. Le prime vengono dirottate verso l’Unità Operativa Complessa di Oculistica del presidio ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Agrigento mentre le seconde saranno erogate presso il PTA di Favara. Il provvedimento di cambio sede, reso necessario dall’esecuzione di interventi indifferibili di manutenzione straordinaria presso il PTA di Agrigento e valido fino a cessata esigenza, ha carattere temporaneo e mira a garantire la continuità delle prestazioni sanitarie. Giorni ed orari del calendario delle prenotazioni non subiranno variazioni.

“A fronte di più di 80 miliardi di euro destinati al mezzogiorno d’Italia, nel Recovery Plan non è previsto alcun stanziamento per le disastrate infrastrutture della nostra provincia.

Il Governo Draghi ha infatti inspiegabilmente estromesso il nostro territorio dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sostanzialmente escludendolo da quei finanziamenti indispensabili per ammodernare la rete infrastrutturale e rilanciare la ripresa economica.

Ciò determinerà un ulteriore aumento del gap socio-economico già esistente con il resto d’Italia, ed il tutto, occorre dirlo, nel silenzio complice dei parlamentari nazionali agrigentini che sull’argomento non hanno profferito parola e che restano passivi di fronte ad una maggioranza di governo che, evidentemente, ritiene che gli agrigentini siano italiani di serie b”.

di Bruno Cassaro

Nella serata di ieri si è registrato il quarto incidente stradale in provincia, questa volta a scontrarsi è stata una autovettura e una moto, il sinistro si è registrato lungo la via Cavaleri Magazzeni a San Leone.

Come da copione ad avere la peggio è stato il centauro, ex assessore comunale di Agrigento – R.C. di 49 anni.

Sul posto sono occorsi i sanitari del 118, che hanno trasferito il centauro al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di contrada consolida. Le sue condizioni non  risulterebbero gravi, solo ferite da escoriazione e tanta paura.

Ad effettuare i rilievi e la prima ricostruzione sono stati gli Agenti della Polizia di Stato di Agrigento.Secondo una prima dinamica, il 49enne era appena uscito da una struttura sportiva della zona per poi rimanere coinvolto nel sinistro.

Da Porto Empedocle ieri sera non è salpato il traghetto “Sansovino” verso Lampedusa e Linosa. Un componente dell’equipaggio è risultato positivo al tampone covid. L’uomo contagiato è stato trasferito in un’apposita struttura e posto in isolamento. Gli altri membri dell’equipaggio sono in quarantena sulla motonave. Ovviamente non hanno viaggiato tanti turisti, e anche agrigentini, in attesa di imbarcarsi. Per raffreddare alcuni momenti di tensione sono intervenuti i poliziotti. E’ stato anche annullato il trasferimento di 110 migranti ospiti del Centro d’accoglienza di Lampedusa, dove attualmente vi sono 691 persone a fronte di una capienza massima di 250 posti.

Una infermiera di 50 anni, positiva al covid, è stata ricoverata all’Ospedale “Giovanni Paolo secondo” di Ragusa. E’ intubata nel reparto di Rianimazione. Sono in corso accertamenti per riscontrare se la donna, addetta al controllo delle cartelle cliniche all’ospedale Maggiore di Modica, avesse comunicato alla Direzione sanitaria provinciale da cui dipende l’eventuale scelta di non vaccinarsi. L’Azienda sanitaria di Ragusa è stata tra le prime in Sicilia a decidere di sospendere medici e infermieri che si sono rifiutati di sottoporsi al vaccino. La legge, infatti, obbliga la vaccinazione al fine di “mantenere le condizioni di sicurezza nella cura e nell’assistenza poichè la vaccinazione costituisce un requisito essenziale all’esercizio della professione”.

Si susseguono gli interventi a difesa o contro il giudice che ha subito scarcerato l’assassino di Vanessa Zappalà ad Aci Trezza. I dettagli.

Il presidente dell’Ufficio del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Nunzio Sarpietro, ha appena difeso l’operato del collega Gip che, nonostante la Procura di Catania ne avesse chiesto la conferma dell’arresto ai domiciliari, ha subito scarcerato Antonino Sciuto, l’assassino, poi suicida, di Vanessa Zappalà, imponendogli solo il divieto di avvicinamento a lei entro i 200 metri. Il giudice Sarpietro, in sintesi, ha replicato che anche se fosse stato ai domiciliari avrebbe potuto evadere e commettere il delitto, che per le carcerazioni occorrono elementi gravi e il giudice ha agito secondo legge, e che comunque si tratta di avvenimenti imponderabili. Sarpietro ha rilanciato l’uso del braccialetto elettronico e anche di un dispositivo alla vittima dello stalking che segnali quando lo stalker viola il divieto di avvicinamento. Il Procuratore di Catania, Carmelo Zaccaro, ha invece rilevato la necessità di allestire dei Centri di riabilitazione degli stalker. A fronte di ciò, il padre di Vanessa, Carmelo Zappalà, ha controbattuto: “Con le leggi giuste si sarebbe potuto evitare l’omicidio di mia figlia, quelli che ci sono stati e quelli che verranno dopo, perché ancora ce ne saranno. Per queste persone ci deve essere una struttura dove chiuderli per curarli. Li devono recuperare perché hanno dei problemi. E se non ci riescono a curarli li tolgano dal giro, perché fanno solo danno. Il suo suicidio? Si è tolto dai piedi, e non può fare più danni. Anche se stanno per anni in carcere, se non li recuperi poi fanno quello che devono fare lo stesso. Ha tolto la vita a una ragazza di 26 anni, era una persona che non stava bene. E’ successo e purtroppo succederà sempre. La legge aveva già fatto il suo corso, ma forse non hanno capito le cose come stavano. Dopo il suo arresto non l’abbiamo visto e pensavamo fosse finita. Evidentemente nei due mesi successivi ha maturato la decisione di uccidere mia figlia e di uccidersi. Non mi piaceva tanto, ma all’inizio andava d’accordo con lei. Hanno convissuto per circa 8 mesi a casa mia e qualche problema c’è stato. Poi è finita ed è andato via dall’abitazione. Dopo botte e parolacce mia figlia a dicembre lo ha mollato. Lui tornava e piangeva perché voleva ritornare con lei: ma era un attore. Le cose sono progressivamente peggiorate. Stava sempre davanti casa nostra, mia figlia era ‘prigioniera’. La seguiva anche al panificio dove lei lavorava. Siamo andati anche a casa dei suoi genitori per chiarire delle cose, suo padre è una persona squisita e gli diceva che se la storia era finita doveva smetterla. Lui aveva le chiavi di casa, se ne era fatto una copia. Saliva nel sottotetto e ascoltava tutto quello che ci dicevamo e quello che diceva mia figlia. Una volta lo abbiamo scoperto là dentro assieme a un vicino di casa. E lui mi ha accusato di ‘coprire’ mia figlia. Sciuto per anni ha lavorato in un’impresa che si occupava di telefonia e potrebbe avere utilizzato la sua esperienza, con il Gps, per sapere sempre dove la sua ex si trovasse. Oppure, più semplicemente, la pedinava costantemente. Adesso devo solo rassegnarmi alla perdita di Vanessa”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Nello e Costantin sono ancora lì, in via Imera, dentro una vecchia auto abbandonata, trasformata nella loro “casa”. I due ci vivono ormai da parecchi mesi, 24 ore su 24, sotto il sole cocente del giorno e il fresco della notte. Sono lì, silenziosi, senza battere ciglio. Due invisibili, ma non per noi Volontari di Strada che ci siamo presi a cuore la drammatica situazione dei due. Come ormai da diversi lustri facciamo in questa nostra martoriata terra, senza guardare al colore della pelle, alla loro provenienza, senza conoscere addirittura le loro storie. Come avvenuto qualche anno fa con Franz, un senzatetto tedesco che viveva sul ciglio di una strada nei pressi di Villaseta e che dopo tanta insistenza abbiamo convinto a ricoverarsi in Ospedale. Purtroppo, Franz, alle prese con una malattia, morì l’indomani del ricovero. Di lui conserviamo la sua bici, ma soprattutto il bellissimo sorriso che poco prima di spirare regalò ai nostri operatori in ospedale. Fu il suo personale modo di ringraziarci per quello che avevamo fatto.
Da alcune settimane i nostri volontari garantiscono, quotidianamente, un pasto caldo a Nello e Costantin. Ma non solo: ci stiamo attivando per cercare una sistemazione più dignitosa dell’attuale, in via provvisoria, considerato lo stato di salute precario di entrambi. Lunedì prossimo accompagneremo i due ad effettuare, grazie all’intervento personale del  sindaco, delle analisi cliniche presso un laboratorio cittadino.
Purtroppo, ci imbattiamo contro il muro di gomma della burocrazia, le cui procedure, seppur necessarie, sono lunghe e a volte irte di ostacoli. Ma non molliamo.
“Aiutare i senzatetto, gli sconfitti della vita” ebbe a dire un paio di anni fa Papa Francesco. Appello che facciamo nostro e che lanciamo con forza nei confronti degli agrigentini perché diano un aiuto concreto, come già fatto in passato per altre drammatiche e analoghe situazioni.
Abbiamo attivato una raccolta di fondi con questa dicitura: “Ciao, ti chiedo gentilmente di fare una donazione o di condividere questa raccolta fondi GoFundMe: Aiutiamo i senzatetto Nello e Costantin.  Inoltra questo messaggio ai tuoi contatti per aiutare questa raccolta fondi a raggiungere il suo obiettivo!”.
Per chi volesse donare attraverso bonifico bancario, queste le coordinate:
IT22Y0200816600000102808340
Questo messaggio vuole smuovere le coscienze perché si dia la possibilità a due esseri umani di potere vivere dignitosamente. Sappiamo che Nello e Costantin non sono le uniche persone a vivere, sul nostro territorio, senza un tetto. Purtroppo, il fenomeno è sempre più in crescita tra l’indifferenza sempre più generale.
“Faccio ancora una volta appello al gran cuore degli agrigentini – sottolinea la presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino – perché con il loro aiuto, pur minimo, si possa risolvere questa drammatica situazione e restituire a Nello e a Costantin, ma anche ad altre tante persone che vivono lo stesso problema, un minimo di dignità. Noi, nel nostro piccolo, stiamo facendo tanto andando anche al di là di quelle che sono le nostre possibilità reali. Ma lo facciamo come sempre col sorriso e col cuore in mano, spinti dal desiderio di regalare un minimo di serenità a quanti soffrono”.

Si inaugura venerdì 27 agosto 2021 alle 17.30 al Teatro Luigi Pirandello, nel monumentale Atrio di Palazzo dei Giganti, la seconda edizione del “Trofeo Luigi Pirandello”, un evento di Arte contemporanea ideato e voluto dal Maestro Francesco Anastasi, un artista che rappresenta a livello, non solo nazionale, la Sicilia e il mondo mediterraneo. Saranno presenti alla cerimonia di inaugurazione il Sindaco di Agrigento, dott. Francesco Miccichè, l’Assessore alla Cultura, dott. Costantino Ciulla, l’assessore al Turismo, dott. Francesco Picarella, il Direttore Artistico Francesco Anastasi, autorità e rappresentanti delle Istituzioni.

Le opere che sono state selezionate per il Trofeo rimarranno esposte fino a giovedì 9 settembre; gli artisti partecipanti sono: professor Luigi Prado, Carmen Casale, Tiziana Di Mauro, Fiorenza D’Orazi, Gina Fortunato, Paola Fucina, Gianni Giannettino, Emanuela Lo Presti, Francesco Mangiameli, Laura Marra, Roberta Martinoli, Concetta Antonia Pagano, professoressa Patrizia Prado, Valentina Preda, Salvatore Ribaudo, professoressa Margherita Rinaldi, Valentina Scrocco, Raffaele Silvestri, Giuseppina Taddei.

Il Sindaco Francesco Miccichè ha dichiarato: “Finalmente un trofeo dedicato all’arte nel nome di Luigi Pirandello: il Comune di Agrigento ha accolto con entusiasmo la proposta del Maestro Francesco Anastasi di rinnovare l’importante evento culturale che nella passata edizione aveva già visto una nutrita partecipazione. Da parte del Comune il sostegno a iniziative di respiro e livello nazionale come il Trofeo Pirandello ha una duplice valenza: aprire nuovamente la nostra città agli scambi culturali che per tre millenni sono stati testimoni del suo ruolo di primo piano nell’evolversi della società del Mediterraneo e riconoscere l’indiscutibile valore dell’apporto che le capacità del singolo, come il Maestro Francesco Anastasi, possono dare all’intera comunità. Essere Amministrazione, infatti, nel senso più alto e nobile della parola significa sostenere, promuovere e disporre della cosa pubblica nell’interesse collettivo. Ma, e non mi stancherò mai di sottolinearlo, la forza e la volontà, la tenacia e la capacità individuale sono l’unico e vero elemento capace di azionare il volano della società. Di questo non possiamo che ringraziare l’Artista che con i suoi colori pieni di vita, con i mercati palermitani e la bellezza classica delle sue figure senza tempo sta per la seconda volta risvegliando Agrigento attraverso la cultura e il rinnovato senso del bello”.

Questo invece è il commento dell’Assessore alla cultura, Costantino Ciulla: “L’idea del Trofeo è del maestro Francesco Anastasi ma per l’Amministrazione è fondamentale anche e soprattutto la sua direzione artistica, perché nella sua lunga e prolifica attività di pittore ha saputo mostrare una grande attenzione a temi importanti per la collettività: è un artista orgoglioso delle proprie radici, che affronta senza ipocrisia i problemi dello sbandamento e dell’impoverimento culturale, capace di attenzione verso le fragilità e molto impegnato a promuovere il rispetto verso il mondo femminile, a contrastare la violenza e il degrado, a cercare equilibrio e bellezza”.

“La scomparsa dell’ On Calogero Lo Giudice ci rattrista, è stato un punto di riferimento per la famiglia dei democratici cristiani, un uomo impegnato in politica e nel mondo accademico che ha saputo tradurre nei diversi ruoli svolti i valori democratici cristiani con coerenza, impegno e dedizione, esprimiamo il più sentito cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che con lui hanno condiviso il percorso politico. Il suo esempio di vita e la sua attività politica devono rappresentare per le nuove generazioni un punto di riferimento ideale e di profondo attaccamento alle istituzioni, che con grande competenza e spirito di servizio ha rappresentato”.
Lo rendono noto congiuntamente il Segretario Nazionale dell’ Udc Lorenzo Cesa e il Segretario Regionale Decio Terrana.