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Nel regolamento approvato dal Consiglio comunale di Agrigento, sono previste misure agevolative sulla Tari fino al 100 per cento per l’anno 2021 per tutte le attività commerciali che hanno subito o la chiusura o ingenti perdite, a seguito delle misure restrittive dovute al covid. Il Sindaco Miccichè, al quale va il nostro plauso, ha messo a disposizione 4 milioni di euro  per ridurre in modo netto nel 2021 le imposte comunali Tari, Imu, e canone patrimoniale A beneficiare delle agevolazioni, saranno le aziende che hanno dovuto chiudere a seguito delle restrizioni, ed anche le categorie produttive che hanno subito perdite minori. Rimane un altro grande nodo da sciogliere; le inadempienze contrattuali del raggruppamento temporaneo d’imprese capofila ISEDA, relativamente al servizio di spazzamento, raccolta dei rifiuti. Un servizio che lascia trapelare la totale disorganizzazione delle RTI. Bisogna ridiscutere gli appalti milionari a RTI capogruppo ISEDA e controllarne il loro operato. Sono sotto gli occhi di tutti gli agrigentini le  strade sporche, le vie piene di cumuli di immondizia. Abbiamo l’obbligo sociale di capire cosa sta accadendo ad Agrigento e lo faremo insieme al Sindaco Miccichè.

Lo dichiara Aldo Mucci, del sindacato Sgb.

Un successo straordinario in termini di numeri, in un periodo dell’anno che non offriva certezze alla ripresa del turismo. Eppure in questa seconda estate post covid, la Valle dei Templi di Agrigento conquista uno dei primi posti tra i siti della cultura più visitati in Italia ed in Europa, e di sicuro il primo in Sicilia, la regione italiana che ha accolto in assoluto più turisti italiani e stranieri.

E questo grazie a un’ampia offerta tra visite guidate, percorsi con degustazione, il marchio Diodoros, legato ai prodotti  che nascono nella Valle; e ancora musica, teatro, cinema e arti performative, oltre alla mostra di arte contemporanea dedicata alle sculture monumentali dell’Uomo quantico di Gianfranco Meggiato, che entrano in colloquio con il sito archeologico.  Un bel successo in termini di gestione ed organizzazione, uno staff consolidato che ha saputo gestire flussi importanti di visitatori, anche alla luce delle nuove norme di ingresso nei siti culturali.

Ma di certo, questa sarà l’estate da ricordare anche per le ormai famose “albe teatralizzate”, veri e propri percorsi di scoperta in cui il teatro riesce ad entrare in simbiosi con le visite guidate dagli archeologi.

Un successo straordinario, come interesse e numeri: e di certo saranno in tanti a cercare di accaparrarsi un posto per gli ultimi tre appuntamenti, da non perdere per nessuna ragione. Si parte l’Iliade interpretata da Sebastiano Lo Monaco che ritorna sotto il Tempio della Concordia (domani e sabato, alle 5 del mattino) con il suo Quartetto Aretuseo. Tutta l’epopea omerica condensata in poco più di un’ora, senza perdere alcun quadro, alcuna scena, alcun personaggio, ma offrendo una visione di insieme attenta ai caratteri, l’antico che dialoga con il presente. L’originalità dello spettacolo sta nella complessità drammaturgica e nel ruolo dell’attore. Il montaggio testuale della grecista Monica Centanni, ricapitola la storia della spedizione achea contro la rocca di Priamo dall’inizio alla fine: gli amori di Elena e Paride, l’inganno del cavallo, la conquista e l’incendio della città, la spartizione delle donne dei vinti, le principesse troiane schiave dai vincitori. Storie di eroi – Achille, Ettore, Ulisse – che nell’impresa mettono alla prova il limite umano. Storie di dei – Atena, Poseidone, Ares, Afrodite – che si schierano in battaglia…

Infine – domenica prossima, 29 agosto  – il finale ad effetto affidato a Gaetano Aronica che con la compagnia della Fondazione Teatro Pirandello ha preparato un’operazione di grande respiro, una rappresentazione itinerante tra i templi dell’età classica, le installazioni di arte contemporanea ed il percorso paleocristiano. Più stili e più culture, un vero viaggio nel Mediterraneo dei popoli e delle leggende, guidati dagli operatori di CoopCulture che non mancheranno di approfondire la storia del sito archeologico, uno dei più grandi del Mare Nostrum. Una risposta all’Europa, questo spettacolo di Aronica intitolato “E non temere il domani”, che invita a nuovi modelli di fruizione del bene culturale ed un progetto di gran coinvolgimento. Aronica, Presidente della Fondazione Teatro Pirandello, vanta una lunga esperienza nel cinema e nelle fiction, fino a The Barbarians per Netflix che lo ha fatto debuttare sulla ribalta europea e per il quale riceverà a settembre il Premio internazionale a Taormina Naxos Legge.

Ed eccoci allo spettacolo: che parte da un “detonatore”, cioè la convinzione che veleni sono dappertutto, l’uomo ne ha distribuiti in quantità in tutto il pianeta:  possono aiutare gli uomini e vengono talvolta impiegati per scopi terapeutici, per curare virus e malattie.  Se usati in modo eccessivo o irrazionale, sono capaci di distruggere l’umanità intera. Gli antichi attribuivano questo potere mortale ad un disequilibrio degli elementi della natura, che venivano considerati come collegati alle quattro stagioni dell’anno, le quattro età dell’uomo, i quattro temperamenti etc.  Le streghe però non solo non credono che questo potere dei veleni sia indipendente dalla natura dell’uomo, ma sostengono che l’uomo conosce i veleni perché li custodisce dentro di sé, e dal loro uso dipendono molte conseguenze per l’umanità. Non sono gli stessi sentimenti dei potenti veleni? La loro dose può scatenare le passioni più violente.

Lo scorso 16 agosto, ad Agrigento, lungo la strada statale 640, nei pressi del bivio per contrada “Maddalusa”, lo scontro tra due scooter, che ha coinvolto anche due automobili in transito, ha provocato la morte di Michele Terrasi, 50 anni, di Agrigento. Ebbene, adesso il conducente di uno dei due scooter, un uomo di 40 anni, anche lui agrigentino, è stato denunciato dai Carabinieri alla Procura di Agrigento per guida in stato di ebbrezza, omicidio stradale e lesioni personali gravi, allorchè sono stati accertati a suo carico 1,44 grammi di alcol per litro di sangue al momento dell’incidente.

I Carabinieri della Tenenza di Ribera, coordinati dal Comando Compagnia di Sciacca, hanno sgominato una rete di spaccio di droga gestita da extracomunitari che, a tal fine, avrebbero trasformato un quartiere della città delle arance come mercato di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Il blitz dei Militari dell’Arma è avvenuto questa notte. Il Tribunale di Sciacca, a fronte delle proposte cautelari della Procura, ha disposto 6 arresti e 5 misure restrittive.

 

«Credo che prima o poi il tema dell’obbligo vaccinale, soprattutto per alcune categorie a rischio, sarà da mettere all’ordine del giorno. Sono papà di un bambino di 4 mesi, al sessantesimo giorno ho portato mio figlio a fare i vaccini obbligatori; non capisco perché delle minoranze inconsapevoli dovrebbero condizionare la vita della stragrande maggioranza dei cittadini. È un problema che il governo nazionale dovrà assumere come prioritario». Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, intervenendo stamattina alla trasmissione Agorà su RaiTre.
«La circolazione del virus sta colpendo soprattutto le aree più affollate, a maggiore flusso turistico, in Sicilia abbiamo avuto un luglio e un agosto da record, superando del 7-8% gli arrivi del 2019 che fu un anno straordinario. Ma pesa tantissimo un’adesione alla campagna vaccinale che vede la Sicilia indietro rispetto alle altre regioni italiane – ha aggiunto Razza – Non c’è stata in una parte della popolazione una presa di consapevolezza chiara. Abbiamo raggiunto ieri il 70% di prime vaccinazioni con un ritardo rispetto al resto del Paese. La Regione ha messo in campo di tutto: 200 punti vaccinali, i medici di medicina generale, le farmacie, le campagne di vaccinazione di prossimità; ma c’è una quota di cittadini che forse si sta svegliando soltanto adesso. Ci troviamo in una regione in cui una minoranza – forse perché inconsapevole e faremo di tutto per renderla consapevole – non si è ancora vaccinata, ma che non può condizionare la vita sociale della maggior parte dei cittadini che invece si è vaccinata, che vuole ritornare alla normalità, e soprattutto non può condizionare la vita economica e sociale di un territorio».

La situazione nella regione Sicilia, pur avendo registrato un lieve calo,  mostra ancora una situazione preoccupante sul fronte contagi, dato riportato nel bollettino del 26 agosto.

La cosa che più preoccupa sono i 1.097 i nuovi casi di covid-19  nelle ultime ventiquattro ore su un totale di 17.082 tamponi processati.

E’ del 6,42% l’indice di positività, i guariti 478, i decessi nell’ultimo giorno 15 (+6), Gli attuali positivi, nella regione sono 26.110, +604 così suddivisi: Palermo + 254, Catania + 231,  Siracusa + 139, Trapani + 131, Enna + 115, Caltanissetta + 96, Agrigento + 84,  Messina + 35, Ragusa + 12.

L’attuale tendenze in ascesa è stata prevista anche dal  GIBE che nel  monitoraggio della settimana 18-24 agosto,  ha registrato un incremento percentuale dei casi totali di contagio da SARS-CoV-2 del 3,7%.

Con il dato di oggi si registra il “primato” della Sicilia per numero di positivi dell’intera nazione.

 

 

 

La Sicilia si avvia verso la zona gialla, con regole, restrizioni e misure anti covid più rigide. Il cambio di colore, che potrebbe scattare dal 30 agosto, dovrebbe essere sancito domani dalla cabina di regia dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute. Anche la Sardegna rischia di lasciare la zona bianca, avendo oltrepassato la soglia massima di riempimento dei reparti di terapia intensiva, ma in questo caso appare meno scontato che il cambio di colore venga deciso già domani.

Meno dubbi, invece, per quanto riguarda la Sicilia. L’isola, che aveva rischiato il giallo già la settimana scorsa, ora sembra avere poche chance. Secondo i dati dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas), la regione sale di un punto percentuale e raggiunge quota 20% sull’occupazione dei posti letto in area non critica, mentre resta per il secondo giorno all’11% di occupazione delle terapie intensive. Entrambi i dati sforano le soglie massime del 15% per i ricoveri ordinari e del 10% per le intensive. La Sicilia resta la regione in Italia con l’incremento giornaliero più alto di nuovi casi covid, ben 1.409 secondo il bollettino di ieri che registra anche 9 morti. I ricoverati con sintomi sono 751, mentre si trovano in terapia intensiva 102 pazienti. Per quanto riguarda le province, le più colpite sono Palermo (374 nuovi casi) e Catania (314).

Numeri che ieri hanno spinto il presidente Nello Musumeci a rivolgere un nuovo appello alla popolazione. “Appelli, iniziative speciali, open day, testimonianze di esperti, di chi di Covid è malato o di chi è guarito. Tutte le strade abbiamo percorso in questi mesi per far sì che i siciliani si vaccinassero”, ha detto il governatore siciliano. “Rinnovo l’appello a tutti i siciliani e mi attendo molto dalla esecuzione della ordinanza che è diventata operativa”, ha aggiunto riferendosi al provvedimento con cui sono state introdotte restrizioni ad hoc e zone arancioni per alcuni comuni. “Noi continueremo a fare di tutto, ma anche i cittadini facciano la loro parte. La maggioranza dei siciliani lo ha dimostrato ed è tempo che ciascuno prenda coscienza del dovere civico di proteggersi”, ha aggiunto Musumeci.

(AdnKronos)

La dirigenza scolastica nell’emergenza covid”. È questo il tema del seminario propedeutico all’avvio dell’anno scolastico organizzato dalla Flc Cgil Sicilia, che si è tenuto ad Enna mercoledì 25 e giovedì 26 agosto.

Al centro dei lavori la tavola rotonda sulle problematiche relative al ritorno a scuola.

 Per Adriano Rizza, segretario Flc Cgil Sicilia, “sono ancora tante le perplessità manifestate dai nostri dirigenti scolastici alla luce del fatto che mancano delle indicazioni chiare e definite da parte del governo rispetto alle procedure da adottare nelle scuole”. 

“Al di là della polemica legata al vaccino e al green pass – aggiunge – riteniamo altrettanto importante il tema delle risposte economiche. Poche quest’anno quelle messe in campo, soprattutto risorse che non garantiscono l’organico covid per tutto l’anno scolastico e non fino al 31 dicembre 2021. Perchè con quell’organico i dirigenti scolastici possono sdoppiare classi numerose, che sono tantissime quest’anno in Sicilia, e quindi ridurre il numero degli alunni per classe e garantire quel distanziamento che è fondamentale per fronteggiare l’emergenza pandemica che non sappiamo quanto durerà ancora”.

 “Stiamo cercando di supportare le scuole – spiega Stefano Suraniti, dirigente Ufficio scolastico regionale Sicilia – in questo avvio che è complesso. Rispetto allo scorso anno partiamo da una base importante: abbiamo l’88 % del personale scolastico che ha ricevuto la prima dose e quindi già sicuramente questo dato rafforza di più le condizioni di sicurezza sia per gli alunni che per il personale scolastico”.

“Il Ministero dell’istruzione – prosegue – ha stanziato proprio ieri circa 23 milioni di euro per quanto riguarda l’edilizia scolastica, affitti e noleggi, che andranno a risolvere alcune criticità nell’ambito degli spazi aggiuntivi necessari per il distanziamento. Nei prossimi giorni faremo una conferenza di servizi con i dirigenti scolastici per dare indicazioni e ascoltare le riflessioni e le osservazioni al fine di dare risposte che possano garantire a tutto il rientro a scuola in sicurezza”.

 Chiede chiarezza Alfio Mannino, segretario Cgil Sicilia, “su tutti i temi che riguardano la sicurezza. Perchè il fatto che ad oggi non si capisca bene il ruolo e la funzione che si voglia dare al green pass per noi è un fatto grave ed alimenta solo confusione negli istituti scolastici”.

“Servono quegli investimenti strutturali che noi abbiamo sempre rivendicato – aggiunge – affinchè davvero si possano dare quelle risposte sui temi dell’edilizia scolastica, della digitalizzazione. Pensavamo, e questo era il nostro auspicio, che l’insegnamento della pandemia determinasse davvero quel cambio politico soprattutto per quanto riguarda la scuola e la formazione che poteva davvero determinare un nuovo modello dell’istruzione. Purtroppo così non è stato, la pandemia la si sta affrontando solo nell’emergenza, senza provare a dare risposta in termini strutturali”. 

“Credo che ci sia la necessità di un cambio di passo – conclude – e noi chiediamo al governo nazionale e regionale quelle scelte necessarie per rilanciare l’istruzione”.

 Anche il vice segretario del Partito democratico, Giuseppe Provenzano, chiede chiarezza sul green pass e attacca il governo regionale sulle vaccinazioni.

“La priorità per l’Italia e per il Mezzogiorno in particolare è tornare a scuola in presenza, perchè l’anno scorso la didattica a distanza ha allargato le disuguaglianze sociali e territoriali. Ecco perchè è essenziale in questi giorni chiarire tutti gli aspetti applicativi legati all’introduzione dell’obbligo di green pass che è ciò che ci consente di ripartire e riaprire in sicurezza”.

“C’è un gravissimo elemento di preoccupazione per la Sicilia. Una regione che è all’ultimo posto in Italia per numero di vaccinazioni e questo è il frutto dell’inadeguatezza e della responsabilità della giunta regionale che stanno creando un danno economico alla Sicilia per quanto riguarda la stagione turistica, ma soprattutto rischiano di mettere a repentaglio la ripartenza e la riapertura in sicurezza delle nostre scuole, con un danno gravissimo per i nostri bambini e questo è davvero inaccettabile”.

Sono 93 i nuovi casi di coronavirus registrati in provincia di Agrigento nella giornata di ieri 541 tamponi eseguiti. Non ci sono morti. Ci sono però altri 5 ricoveri in ospedale. I guariti sono 86.

56 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere: 26 si trovano all’ospedale di Agrigento mentre 26 in quello di Ribera.

Questa la situazione nei Comuni agrigentini: Agrigento 157 (2 migranti), Alessandria della Rocca 7; Aragona 12; Bivona 1 ; Burgio 4; Calamonaci 1; Caltabellotta 11; Camastra 6; Cammarata 22; Campobello di Licata 60; Canicattì 294; Casteltermini 25; Castrofilippo 22; Cattolica Eraclea 1; Cianciana 2; Comitini 0; Favara 327; Grotte 7; Joppolo Giancaxio 1; Licata 200; Lucca Sicula 5; Menfi 48; Montallegro 2; Montevago 4; Naro 28; Palma di Montechiaro 64; Porto Empedocle 87; Racalmuto 34; Raffadali 39; Ravanusa 57; Realmonte 36; Ribera 70; Sambuca di Sicilia 6; San Biagio Platani 10; San Giovanni Gemini 37; Sant’Angelo Muxaro 2; Santa Elisabetta 5; Santa Margherita di Belìce 35; Santo Stefano Quisquina 2; Sciacca 45; Siculiana 58 (27 migranti a Villa Sikania); Villafranca Sicula 4; Navi accoglienza 157.