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In occasione delle festività di Pasqua, nella provincia agrigentina sono state rispettate in ampia parte le prescrizioni anticovid. Ciò è testimoniato dal consuntivo delle attività ad opera delle forze dell’ordine che hanno per l’occasione intensificato i controlli lungo strade e luoghi di maggiore aggregazione. Sono sei le persone multate, con 400 euro ciascuno, perché sorprese in giro senza motivazione alcuna. Due sono stati i locali chiusi, tra un bar ad Agrigento con i clienti seduti al tavolo, ed un altro a Cattolica Eraclea per la stessa causa.

Dopo il voto alla finanziaria regionale che ha lacerato il centrodestra: Lega e Udc invocano al più presto un vertice di maggioranza. I dettagli.

Ancora strascichi e polemiche dopo il voto sulla finanziaria regionale che ha provocato crepe nella maggioranza di centrodestra. I capigruppo della stessa maggioranza hanno appena difeso il proprio operato, rilanciando il merito dell’approvazione della manovra contabile. Tuttavia, adesso, a sangue freddo, la Lega e l’Udc invocano un vertice di maggioranza per sanare le divergenze. Più nel dettaglio, il segretario regionale del partito del Carroccio, Nino Minardo, afferma: “Sono convinto che il centrodestra, come elettorato, in Sicilia sia assolutamente maggioranza. Nella classe dirigente c’è un po’ di confusione da un punto di vista politico. Le tensioni e le frizioni sono più che legittime. Occorre però una svolta, una strategia, perché finora è mancato un raccordo tra i partiti, non c’è stata una visione chiara, e non si può solo gestire l’ordinario per tirare a campare. Da quando sono alla guida della Lega ho sempre avuto un atteggiamento critico ma costruttivo. Avevamo proposto il ritiro degli emendamenti alla manovra con l’obiettivo di varare un testo che desse risposte alle persone e alle imprese che soffrono per la crisi provocata dalla pandemia. E invece abbiamo prodotto una finanziaria che non crea entusiasmo, frastagliata. Anche con quelle poche risorse disponibili, la manovra poteva essere l’occasione per dare un segnale di ristoro e per lanciare un segnale di tipo politico. Ma non do la colpa al governo Musumeci o alla maggioranza che sta in Parlamento. La responsabilità è dei partiti. Siccome parliamo di governo di coalizione, i partiti devono fare il proprio mestiere. E invece è mancato un raccordo” – ripete e conclude Minardo. Ed il segretario regionale dello Scudo crociato, Decio Terrana, rilancia così: “Se la maggioranza ha dimostrato qualche piccola crepa la risolva al più presto. Musumeci organizzi un vertice di maggioranza già in questa settimana per esaminare quanto accaduto e superare l’inconveniente. Forse le spaccature sono spiegabili dai troppi cambi di casacca che alla lunga portano scollamento di idee e di programmi. Più sono i ‘salti’ da un partito all’altro e più aumentano gli ‘scontenti’. Invito tutti alla riflessione, dobbiamo sempre portare avanti un progetto politico concreto. Noi lavoriamo per costruire, non per distruggere, e proprio per questo abbiamo ormai definito la nuova piattaforma di centro che sarà la casa di tutti i moderati” – conclude Terrana.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Mario Turrisi, avvocato 45enne originrio di Tusa, cittadina in provincia di Messina, è stato ricoverato d’urgenza al policlinico di Messina per una emorragia cerebrale.

L’uomo si era vaccinato due settimane fa contro il covid con un vaccino AstraZeneca, insieme ad altri avvocati, prima che le vaccinazioni al comparto giustizia venissero sospese.

Pochi giorni dalla somministrazione, Turrisi – avvocato nel settore lavoro e assicurativo – ha accusato forti mal di testa, a Pasqua poi le sue condizioni si sono aggravate e dopo le prime analisi è stata evidenziata una trombosi.

Immediata la segnalazione della Procura di Patti all’Aifa per gli opportuni accertamenti.

 

Sono 909 i nuovi positivi al Covid19 in Sicilia su 7.561 tamponi processati, con una incidenza di positivi del 12%. La regione e’ sesta per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 20 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 4.717. Il numero degli attuali positivi e’ di 23.705 con 853 casi in piu’ rispetto a ieri; i guariti sono 36. Negli ospedali i ricoverati sono 1.183, 56 in piu’ rispetto a ieri, quelli nelle terapie intensive sono 158, 5 in piu’ rispetto sempre a ieri.

i nuovi casi per province:

Palermo 597, Catania 60, Messina 33, Siracusa 26, Trapani 78, Ragusa 34, Caltanissetta 53, Agrigento 28, zero a Enna

“A Olesya farò alcune domande per ricostruire la sua infanzia. Insieme ai risultati scientifici che avremo, le risposte della giovane ci aiuteranno a capire se si tratta di Denise o meno”

“Al momento non abbiamo ancora avuto la possibilità di un contatto diretto con la giovane – spiega l’avvocato Frazzitta – e martedì sarà la prima volta che questo avverrà, in concomitanza con i risultati del gruppo sanguigno. A Olesya chiederò se ricorda i momenti antecedenti all’ingresso in orfanotrofio e, quindi, capire se le persone che l’hanno tenuta segregata fossero dei rom”.

Determinante in questa vicenda, che ha riacceso i riflettori sul caso di Denise Pipitone, sarà comunque la compatibilità del gruppo sanguigno di Olesya Rostova con quella di Denise. “Soltanto dopo, in caso si accerti la compatibilità, si procederà con il Dna”, dice ancora l’avvocato.

Somiglianze e coincidenze arricchiscono questa ulteriore speranza di trovare Denise. Alcune foto mostrano tratti somatici simili tra Olesya, Piera Maggio e Piero Pulizzi, padre naturale della bimba scomparsa il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo. Numerose anche le coincidenze, a partire dall’età (4 anni) quando le due bambine sono state rapite. “Abbiamo fatto uno studio sul nome Olesya – aggiunge l’avvocato Frazzitta – e nella letteratura ucraina-russa è la protagonista di un romanzo che narra la storia di una giovane nipote che vive con la nonna ed è perseguita dalla comunità rurale fino a quando scompare. È un fatto curioso ma è solo un elemento suggestivo”.

Finanziaria, Zambuto: «Rinnovamento e attenzione per la pubblica amministrazione»

Trenta milioni di euro per assumere 300 laureati e 52 milioni di euro per l’aggiornamento del contratto dei dipendenti regionali. Sono alcune delle norme proposte dal governo Musumeci e approvate nella Legge di stabilità per quanto riguarda l’area della Funzione pubblica e delle Autonomie locali.

Nel dettaglio, l’assunzione di 300 laureati con contratto triennale avrà l’obiettivo di aiutare i Comuni e l’amministrazione regionale nella programmazione delle risorse comunitarie e nazionali e nella progettazione delle opere. La copertura di 30 milioni necessaria arriverà da fondi Poc.

Per quanto riguarda i dipendenti regionali, oltre allo stanziamento di 52 milioni di euro per l’aggiornamento del contratto (2019-2021), è prevista la possibilità di aderire a “quota 100” e di andare in pensione in anticipo grazie a uno stanziamento di 9 milioni di euro.

Altri 101 milioni di euro sono stati stanziati a favore degli enti locali per i prossimi due anni. I fondi serviranno a garantire il funzionamento di Comuni, Liberi consorzi e Città metropolitane.

«Con queste norme, il Governo Musumeci ha voluto imprimere un cambio di passo importante verso un’ amministrazione regionale che, allo stesso tempo, riesce a risanare i conti e ad aprirsi a una prospettiva di rinnovamento, con l’assunzione di 300 giovani, confermando la propria attenzione nei confronti del comparto dei dipendenti» ha dichiarato l’assessore regionale alle Autonomie locali e alla funzione pubblica, Marco Zambuto.

Sono alcune delle norme proposte dal governo Musumeci e approvate nella Legge di stabilità per quanto riguarda l’area della Funzione pubblica e delle Autonomie locali.

E’ scoppiata la polemica sui social per una foto e un video su piazza Duomo con i componenti  del  comitato di Pasqua e sindaco con fascia tricolore. E’ accaduto alla fine della solenne celebrazione della Santa Messa. In piazza Duomo c’erano i componenti del Comitato dei festeggiamenti di Pasque. Sono stati fatti esplodere dei giochi d’artificio con la musica di Pasqua trasmessa da un altoparlante, senza banda.

Ribera è zona rossa “rafforzata” e con un numero di contagiati molto elevato (171). Il sindaco ha emesso ordinanza evidenziando tutte le ristrettezze. Ad esempio, è vietato recarsi nelle seconde case.

In tutte le città e paesi oggi si è celebrata la Santa Messa di Pasqua, ma senza andare oltre la stretta celebrazione religiosa.

Sulla base dei nuovi dati del monitoraggio Iss, il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato due nuove ordinanze che entreranno in vigore a partire da martedì 6 aprile.

La prima ordinanza conferma per ulteriori 15 giorni la permanenza in zona rossa per le Regioni Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta. La seconda ordinanza dispone il passaggio in area arancione per le Regioni Marche, Veneto e Provincia Autonoma di Trento. I provvedimenti fanno salve eventuali misure più restrittive già adottate sui territori.

Inoltre, per effetto del decreto legge 1 aprile 2021, alle Regioni in zona gialla si applicano fino al 30 aprile le stesse misure della zona arancione. Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome, rispetto alle misure di contenimento, a partire dal 6 aprile 2021 è la seguente:

zona arancione: Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano e Provincia autonoma di Trento;

zona rossa: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Val d’Aosta.

(Virgilio.it)

Il pranzo di Pasqua con la famiglia è stato fatale a Giuseppe Calvaruso, ritenuto capo del mandamento mafioso palermitano di Pagliarelli che da tempo si era trasferito in Brasile e che era tornato a Palermo per i giorni di festa per poi partire per l’America. I carabinieri del comando provinciale, nel corso dell’operazione Brevis, lo hanno fermato mentre era con la sua famiglia per festeggiare la Pasqua.

Con lui sono finiti in manette Giovanni Caruso, 50 anni, Silvestre Maniscalco, 41 anni, Francesco Paolo Bagnasco, 44 anni, Giovanni Spanò, 59 anni, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, lesioni personali, sequestro di persona, fittizia intestazione di beni, tutti reati aggravati dal metodo e dalle modalità mafiose.

Per i carabinieri, Calvaruso sarebbe diventato il reggente del “mandamento” mafioso di Pagliarelli dopo l’arresto del boss Settimo Mineo, finito in cella due anni fa. Calvaruso da qualche tempo si era trasferito in Brasile delegando ai suoi fedelissimi la gestione gli affari delle “famiglie” a lui subordinate. Il suo diretto referente, durante la permanenza in Brasile, sarebbe stato Giovanni Caruso.

Prima di lasciare l’Italia, il capomafia avrebbe mantenuto, attraverso riunioni e incontri anche in luoghi riservati, un costante collegamento con i vertici dei mandamenti mafiosi di Porta Nuova, Noce, Villabate, Belmonte Mezzagno per la trattazione di affari. Nel ruolo di capo avrebbe risolto le controversie fra gli “affiliati”, assicurato “l’ordine pubblico” sul territorio, ad esempio prendendo parte a un violento pestaggio agli autori di alcune rapine non autorizzate da Cosa nostra. Come emerso in un dialogo intercettato con Caruso, Calvaruso avrebbe assicurato il mantenimento in carcere dei detenuti appartenenti alle famiglie mafiose del mandamento e gestito, grazie a prestanomi, il controllo di attività economiche dentro e fuori il territorio di sua competenza.

Commercianti e imprenditori si rivolgevano a Cosa nostra per ottenere autorizzazioni per l’apertura di attività commerciali o per risolvere liti e controversie: l’organizzazione mafiosa, secondo gli investigatori, avrebbe assunto, secondo una consolidata tradizione, una patologica funzione supplente rispetto alle istituzioni dello Stato. Emerge dall’inchiesta della dda di Palermo che oggi ha portato al fermo di boss e gregari della famiglia mafiosa di Pagliarelli. Al clan sarebbe stato chiesto di individuare e punire gli autori di rapine commesse senza il benestare del clan, trovare e restituire ai proprietari un’auto rubata, autorizzare l’apertura di nuovi esercizi commerciali.

Calvaruso avrebbe accumulato ingenti capitali che avrebbe reinvestito nel settore edile e della ristorazione. Per evitare il sequestro dei beni avrebbe creato una fitta rete di prestanomi a lui fedeli per cercare di tutelare il suo patrimonio. I militari parlano di “notevole abitudine imprenditoriale del capo mandamento” che andava a caccia di flussi di capitali provenienti da investitori esteri. In particolare Calvaruso avrebbe fatto affari con un cittadino di Singapore interessato a investire grossi capitali nel settore edile e turistico-alberghiero in Sicilia. L’inchiesta ha svelato anche una serie di estorsioni finalizzate a costringere i proprietari di immobili in ristrutturazione a rivolgersi per i lavori alle ditte edili di fatto di proprietà di Calvaruso.

(ANSA)