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Nei giorni scorsi si è conclusa la campagna di sicurezza stradale durata tre giorni e dedicata in modo particolare all’efficienza dei pneumatici. Le 9 pattuglie della Polizia Stradale di Agrigento e Distaccamenti di Canicattì e Sciacca hanno contestato 34 sanzioni amministrative su 79 veicoli controllati. Nello specifico 28 sanzioni sono state contestate per battistrada inferiore a quello prescritto mentre 6 sanzioni per tagli o incisioni al battistrada. È importante controllare periodicamente lo stato e la pressione delle gomme e cioè verificare che le stesse siano prive di lesioni, che la pressione di gonfiaggio (compresa della ruota di scorta) sia pari a quella indicata dal costruttore nel libretto di uso e manutenzione del veicolo e che sul veicolo siano montati pneumatici con le caratteristiche indicate nella carta di circolazione (pneumatici di serie). L’efficienza delle gomme non è da sottovalutare, in quanto il cedimento delle stesse è causa di gravi incidenti stradali.

Si è conclusa altresì l’attività di potenziamento dei controlli di legalità nel settore del trasporto di sostanze alimentari effettuata dalla Polizia Stradale.

Sono state impegnate pattuglie della Sezione capoluogo, dei Distaccamenti di Canicattì e Sciacca, in modo da controllare questo delicato settore, che richiede delle precise competenze tecniche al momento dell’accertamento. I controlli in materia riguardano le merci trasportate e sono volti a salvaguardare la salute e la sicurezza dei consumatori per quanto riguarda il settore alimentare, poiché da questi dipende la corretta conservazione del cibo che consumiamo sulle nostre tavole.

Gli agenti operanti, anche con l’ausilio di medici dell’ASP prontamente chiamati ad intervenire, hanno accertato numerose violazioni, con svariate mancanze relative alla tracciabilità relativa al trasporto di 6kg di polpi da scoglio, con sequestro amministrativo ai fini della distruzione perché non più idonei al consumo umano, alla mancanza di documentazione relativa al trasporto di prodotti freschi da banco (merendine da frigo), all’irregolarità documentale del sistema di refrigerazione relativo al trasporto di surgelati, ai veicoli non revisionati.

In totale sono state accertate 12 violazioni, per un totale di circa 5200 euro di sanzioni.

“Le dimissioni di un assessore alla salute che falsifica e fa “spalmare” i dati sul Covid non vanno chieste dall’opposizione: vanno pretese dal presidente della Regione. Stamattina. Come primo atto di decenza morale. Quanto a Musumeci, se davvero non sapeva, l’inettitudine di un Presidente incapace di controllare la gestione dell’emergenza è colpa grave e imperdonabile.
Una colpa che non gli permetteremo di nascondere lanciando la palla in tribuna, come è uso fare da tre anni a questa parte”
Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione Antimafia regionale siciliana Claudio Fava in riferimento all’inchiesta sulla falsificazione dei dati Covid-19 condotta dalla Procura di Trapani.

“La Sicilia è scossa dalle notizie che arrivano dalla Procura di Trapani che ha avviato una indagine sui dati relativi all’andamento del contagio da Covid – 19, che la Regione inviava all’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo quanto sostengono gli inquirenti, i vertici dell’Assessorato alla Sanità avrebbero alterato questi numeri, diminuendo il numero di positivi e alzando quello dei tamponi, condizionando così i provvedimenti che arrivavano da Roma nella definizione delle fasce e delle conseguenti restrizioni.

Le intercettazioni che, in queste ore, stanno trapelando sono inquietanti e preoccupanti e vedono protagonista anche l’Assessore alla Sanità Ruggero Razza, che risulta fra gli indagati.

Aspettiamo l’evoluzione di questa inchiesta giudiziaria e, mi auguro, che si faccia al più presto chiarezza. Tutto questo, se confermato, sarebbe di una gravità inaudita. Auspico l’arrivo di soluzioni drastiche e si valuti anche l’immediato commissariamento della sanità in Sicilia”, così in una nota la deputata catanese Maria Laura Paxia (Misto – L’Alternativa c’è).

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, è intervenuto così nel merito dell’inchiesta sui dati covid che coinvolge anche l’assessore Razza: “Ho letto le agenzie, inutile dire che in questi casi si resta sorpresi. Noi le zone rosse le abbiamo anticipate non nascoste: è storia. Ma bisogna avere rispetto per la magistratura, ho fiducia nell’assessore Ruggero Razza, se fosse responsabile da solo adotterebbe le decisioni consequenziali. Bisogna essere sereni e fiduciosi, sono convinto che la verità emergerà prestissimo.

“Leggo dichiarazioni di rappresentanti politici che fanno accapponare la pelle – dichiara Musumeci su La 7 -, questa è una terra di giustizialisti: è una vergogna. Abbiamo visto quanti indagati poi sono usciti dalle inchieste. Quindi, calma calma… calma”.

 

 

“Se confermate le notizie sulla bufera che ha investito i vertici dell’assessorato alla Salute, assessore Razza compreso, sarebbero di una gravità inaudita. L’eventuale falsificazione dei dati sui contagiati dal Covid per non fare scattare la zona rossa, come ipotizzato dalla magistratura, potrebbe aver avuto conseguenze nefaste sui cittadini, è ciò, ovviamente, sarebbe intollerabile. La notizia riportata dalla stampa dell’intercettazione dell’assessore alla Sanità, che parlerebbe con una sua dirigente della spalmatura su più giorni dei dati sui morti, se confermata, sarebbe gravissima: Razza si dimetta, è inevitabile”.

Lo affermano il capogruppo M5S all’Ars Giovani Di Caro e l’intero gruppo parlamentare 5 stelle a palazzo dei Normanni.

“Sulla corrispondenza dei dati sui contagi rilevati con quelli reali, come sui posti letto attivati per le terapie intensive – affermano i deputati – abbiamo sempre sollevato dubbi e chiesto dettagliate notizie, che non ci sono mai state comunicate”.

Inchiesta della Procura di Trapani su presunti dati falsi su contagi e tamponi trasmessi all’Istituto superiore della Sanità. Tre arresti ai domiciliari. Indagato anche l’assessore Razza.

In Sicilia sarebbero stati alterati alcuni dati sulla pandemia coronavirus, cancellando dalle statistiche i nuovi positivi, aumentando il numero dei tamponi processati, e “diluendo” (tra virgolette) i morti in più giorni. Gli atti falsi sarebbero stati poi destinati all’Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus nell’isola. I Carabinieri del Nas (il Nucleo antisofisticazioni) di Palermo e del Comando provinciale di Trapani hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari a carico di alcuni appartenenti al Dasoe, ovvero il Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, dell’Assessorato regionale alla Salute. Le contestazioni di reato sono falso materiale ed ideologico. Ai domiciliari sono stati ristretti la dirigente generale dello stesso Dasoe, Maria Letizia Di Liberti, il funzionario della Regione Salvatore Cusimano, e il dipendente di una società che si occupa della gestione informatica dei dati dell’assessorato, Emilio Madonia. L’inchiesta è stata avviato a seguito della scoperta che in un laboratorio di Alcamo, in provincia di Trapani (ecco perché è competente la Procura di Trapani), sono stati forniti dati falsati su decine di tamponi. In particolare, sono stati inviati gli esiti di 200 test, tutti negativi, quando invece sarebbero stati positivi. La Procura ha disposto accertamenti che hanno poi coinvolto l’assessorato regionale. Diverse intercettazioni confermerebbero l’alterazione dei dati trasmessi all’Istituto superiore della Sanità. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trapani, nell’accogliere la proposta delle misure cautelari, non ha esitato a definire quanto sarebbe accaduto come “un disegno politico scellerato”. Tra gli altri sette indagati vi sono anche l’assessore Ruggero Razza, il vice capo di gabinetto dell’assessore Razza, Ferdinando Croce, e Mario Palermo, direttore del Servizio 4 del Dasoe. All’assessore Razza è stato notificato un invito a comparire con avviso di garanzia. E gli sono stati sequestrati dei telefoni. Secondo i militari del Nas “sebbene non risulti ancora un compendio investigativo grave, è emerso il parziale coinvolgimento di Razza nelle attività delittuose del Dasoe”.

Intercettati, Ruggero Razza e Maria Letizia Di Liberti conversano così: “Letizia è inutile che facciamo stare in piedi sacchi vuoti… c’è stata una gravissima sottovalutazione e il dato finale di questa sottovalutazione, di questa gravissima sottovalutazione, è scritto in quegli indicatori. Poi secondo me sono sbagliati perchè mettono sullo stesso piano indicazioni diverse, però come avrai visto ci sono dei dati dove noi comunichiamo zero! … E chissa’ da quanto! “. E lei, la Di Liberti, chiede: “I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?” “Ma sono veri?”, risponde Razza. E lei: “Si, solo che sono di 3 giorni fa”. E lui: “Spalmiamoli un poco”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Al via il progetto i-waveNet, da oggi le coste siciliane si doteranno di un sistema integrato di monitoraggio del moto ondoso e delle correnti marine, finanziato dal programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Malta, che vede l’Università di Palermo capofila, coinvolge un partnariato formato da Cnr, Ingv, Ispra, UniCT, Università di Malta, Transport Malta e Ogs (Trieste).
Il progetto della durata di 30 mesi ha come “obiettivo principale lo sviluppo di un’azione di sistema finalizzata alla mitigazione degli effetti del cambiamento climatico (allagamenti da mareggiate, erosione costiera) nelle aree marinocostiere tra la Sicilia e Malta”, affermano i promotori dell’iniziativa.

E spiegano: “in particolare, sarà implementata una rete di monitoraggio innovativa basata sull’integrazione di diverse tecnologie di misura, come antenne radar HF, sensori micro-sismici, sensori di livello del mare, stazioni meteo costiere e boe ondametriche. La Rete Ondametrica Nazionale (Ron) Italiana, in esercizio sin dal 1987, è stata dismessa a dicembre del 2014 a causa di problemi di manutenzione delle boe collocate a mare. Da allora l’Italia è stata sprovvista di misure sistematiche del moto ondoso”. Prodotto finale ed operativo del progetto sarà un sistema di supporto alle decisioni che consentirà, “attraverso la sovrapposizione di più strati informativi, di fornire i dati necessari alla gestione delle emergenze connesse al cambiamento climatico legate ai rischi provenienti dal mare”.
Uno dei primi contributi del progetto è il ripristino, a cura di Ispra, della boa ondametrica di Mazara del Vallo che sarà varata martedì 30 marzo, al largo della costa Mazarese su un fondale di circa 100 m e consentirà di fornire informazioni in near-real time sul moto ondoso del mare non solo alla comunità tecnico-scientifica, ma anche a pescatori e altri stakeholders.

La Procura di Gela, a conclusione delle indagini preliminari, ha proposto il rinvio a giudizio per dieci persone che durante la notte dell’8 ottobre 2020 avrebbero partecipato ad una violenta rissa con tanto di sparatoria all’interno di una stazione di servizio lungo la strada statale 115. A scatenare lo scontro sarebbero stati gli apprezzamenti che un giovane di Licata, Salvatore Giuseppe Cavaleri, avrebbe rivolto ad una ragazza di Gela. Così tra due gruppi è divampata prima una discussione animata e poi la rissa. Quando Carabinieri e Polizia hanno sedato la scazzottata, sul posto è giunto Paolo Quinto Di Giacomo, che, incurante della presenza delle forze dell’ordine, dei sanitari del 118 e dei clienti della stazione di servizio, si sarebbe avvicinato a Cavaleri sparandogli numerosi colpi a brevissima distanza, con una pistola munita di silenziatore, ferendo gravemente lui e anche un infermiere intervenuto. Solo grazie all’intervento di un Carabiniere che è riuscito a disarmarlo si è scongiurato il peggio. La Procura di Gela ha chiesto il rinvio a giudizio per tentato omicidio nei confronti di Paolo Quinto Di Giacomo, mentre alle altre nove persone si contesta l’accusa di rissa e lesioni personali.

Il primo aprile chiude a Lentini la più capiente discarica in Sicilia. La Regione a lavoro per delle soluzioni tampone a contenimento della crisi.

Mercoledì prossimo, primo aprile, stop alla discarica di Lentini, la più capiente nell’isola, la pattumiera di 150 Comuni siciliani. In Sicilia le altre discariche sono sature, la regione è priva di nuovi impianti e, soprattutto, almeno di un termovalorizzatore, capace di bruciare il residuo secco, limitando, e di tanto, il conferimento in discarica. L’imminente crisi legata al semaforo rosso a Lentini preoccupa i dirigenti dell’assessorato regionale ai Servizi primari, che hanno appena redatto e firmato un documento inviato al presidente della Regione, Musumeci, ed alle 18 Ssr, le società di regolamentazione rifiuti che hanno sostituito i 27 ex Ato rifiuti. I dirigenti hanno indicato le criticità del sistema ed al tempo stesso hanno proposto delle soluzioni tampone. Più nel dettaglio, i dirigenti Calogero Foti, già capo della Protezione civile siciliana, e Rosalba Consiglio, scrivono: “La situazione degli impianti pubblici e privati in esercizio in Sicilia, siano essi discariche che impianti di compostaggio, allo stato, per vari motivi legati anche a interruzioni, sequestri, mala gestione, incendi e altro, è insufficiente al fabbisogno regionale, tanto è che molti Comuni siciliani sono stati costretti a trasferire la frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata fuori regione, con costi elevati, anche a causa di affidamenti effettuati tramite intermediari”. Poi i dirigenti rammentano: “Già con diverse ordinanze emesse dal presidente della Regione è stato prospettato il trasferimento fuori Regione di un quantitativo almeno del 30% del rifiuto prodotto, con il chiaro intento di promuovere la raccolta differenziata per ridurre il sovraccarico sugli impianti di trattamento e di discarica”. E poi aggiungono: “I trasferimenti fuori Regione erano stati bloccati richiedendo, in alternativa, a tutti i Comuni che non raggiungevano il 30% di raccolta differenziata, e tra questi le tre province di Palermo, Catania e Messina, un crono-programma con cui arrivare alla percentuale minima di raccolta differenziata richiesta, ovvero il 30%”. Poi, in riferimento alle proposte per superare o quanto meno contenere la crisi imminente, gli stessi dirigenti, tra impianti o rifiuti all’estero, prospettano: “Individuare i siti idonei nelle more della definizione della dotazione, a regime, dell’impiantistica regionale. Ed in alternativa alla mancata individuazione di impianti idonei nel territorio regionale, avviare le procedure atte all’individuazione di uno o più operatori economici che provvedano ad inviare i rifiuti fuori dalla Regione per il loro smaltimento o recupero”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Un percorso musicale emozionante fra le più belle colonne sonore di Ennio Morricone per una visione intensa e profonda dell’arte del grande Maestro italiano, come un’opera classica ormai nella storia. Questo e molto altro è il Concerto “Omaggio A Ennio Morricone” tenuto da Leandro Piccioni e il Quartetto Pessoa. Il concerto tenutosi in occasione della serata inaugurale del festival del Cinema italiano di Madrid 2020, e realizzato presso il Forum Music Village di Roma il 26 Novembre 2020, è ora disponibile suddiviso in cinque video che saranno pubblicati sul canale ufficiale YouTube del Quartetto Pessoa & Leandro Piccioni a partire dal 2 aprile e fino al 4 giugno.

Questo il calendario delle uscite:

2 Aprile – Mission

23 Aprile – C’era Una Volta In America

7 Maggio – Nuovo Cinema Paradiso

21 Maggio – C’era Una Volta Il West

4 Giugno – Estasi Dell’oro

Video di apertura (2 aprile) è “Mission” dalla celebre colonna sonora di Ennio Morricone per il film di Roland Joffè. Il brano è arrangiato da Leandro Piccioni in modo fedele alla partitura, ma con senso di libertà strutturale che ne evidenzia le qualitàespressive. Il quintetto composto da pianoforte e quartetto d’archi ne esalta la suggestione melodica ed espressiva senza tralasciare l’intensità e la forza ritmica del grande e poderoso finale. Seguirà il 23 aprile – C’era Una Volta In America, il 7 maggio Nuovo Cinema Paradiso, il 21 maggio C’era Una Volta Il West, e il 4 giugno Estasi Dell’oro.

Ennio Morricone conosceva bene il quintetto composto da Leandro Piccioni e il Quartetto Pessoa ed ebbe occasione di ascoltarne le interpretazioni della sua musica con suo apprezzamento e approvazione. Il 3 Maggio 2018 a Cinecittà per l’evento di presentazione “Fare Cinema” promosso dal Ministero degli Esteri Italiano, dove il Maestro era prestigioso ospite da poco tempo insignito del suo secondo Oscar, li ascoltò dal vivo.

Leandro Piccioni ha collaborato con Ennio Morricone fin dal 2001 e dal 2015 è stato il suo pianista solista ufficiale. Con il Maestro ha suonato in tutto il mondo con orchestre internazionali, fra le quali l’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, la Filarmonica della Scala, l’orchestra della Radio di Madrid, l’orchestra della Rai di Torino, l’orchestra Sinfonica di Praga, l’orchestra Roma Sinfonietta, solo per citarne alcune, svolgendo centinaia di concerti in tutto il mondo e superando i 500.000 spettatori solo dal 2015 al 2016. Recentemente Leandro Piccioni ha suonato come solista nei due concerti autunnali dedicati al Maestro con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia diretti dal Maestro Antonio Pappano. Leandro Piccioni ha vinto il Premio David di Donatello 2020 come “Miglior Musicista” con l’Orchestra di Piazza Vittorio. La colonna sonora premiata con le musiche originali di Piccioni è stata realizzata in collaborazione con il Quartetto Pessoa

“La mia ammirazione per la musica di Ennio Morricone e il mio affetto umano per lui – afferma Leandro Piccioni – mi hanno indotto a realizzare arrangiamenti per pianoforte e quartetto d’archi e ciò grazie anche alla collaborazione che ho da anni con il Quartetto Pessoa”.

Come nasce la collaborazione tra Leandro Piccioni e il Quartetto Pessoa?

È la storia di un incontro. Un incontro di esperienze e competenze musicali diverse, che porta alla nascita di un quintetto. Nel 2002 Leandro Piccioni, scrive alcuni arrangiamenti per il cd “Poco mossi gli altri bacini” degli Avion Travel e alcuni sono realizzati per quartetto d’archi. Nasce così la collaborazione con il Quartetto Pessoa.

Il Quartetto Pessoa, nato nel 1998, composto da Marco Quaranta e Rita Gucci ai violini, Achille Taddeo alla viola e la violoncellista coreana Kyung Mi Lee (primo violoncello dell’Orchestra Roma Sinfonietta) svolge attività concertistica con accostamenti tra genere classico, jazz, rock, tango e contemporaneo.

Nel 2006, nasce l’idea di suonare insieme a Leandro Piccioni, con il proposito di eseguire il quintetto più rappresentativo della storia della musica: l’opera 34 di Brahms. L’idea è di unire le esperienze musicali, partendo da un repertorio classico per arrivare alla musica moderna e da film mentre nel frattempo Leandro Piccioni compone la musica per la fiction “Assunta Spina” e la colonna sonora de “Il Posto dell’Anima” di Riccardo Milani e per le registrazioni si affida al primo violino Marco Quaranta e al suo quartetto come prime parti dell’orchestra. Collaborazione che si ripete anche per il film “Lascia perdere Johnny” di Fabrizio Bentivoglio, candidato ai David di Donatello nel 2008.

La colonna sonora di “Assunta Spina” entusiasma i musicisti e li ispira a intraprendere una più stabile e continuativa collaborazione artistica.

Nel luglio del 2006 il quintetto debutta con l’opera 34 di Brahms, “le Stagioni” di Piazzolla e, per la prima volta in concerto, alcuni temi da film di Piccioni appositamente trascritti per questa formazione. Attraverso questa nuova rilettura la musica di Piccioni assume dei caratteri espressivi completamente diversi rispetto alle originali orchestrazioni e si rinnova in una forma più classica e da concerto.

L’esperienza di “Omaggio a Ennio Morricone” è la consacrazione della ormai collaudata collaborazione tra Leandro Piccioni & il Quartetto Pessoa.

Questo il link del canale YouTube

https://www.youtube.com/channel/UCUddNhpv9WpjCPXvRZ9jcsQ