Home / 2020 / Giugno (Pagina 32)

Transparency International Italia pubblica il nuovo aggiornamento di soldiepolitica.it, la piattaforma lanciata lo scorso ottobre che mostra le donazioni alla politica e gli interessi di parlamentari e membri del Governo nelle aziende private.
I nuovi dati pubblicati oggi permettono di accedere non solo alle informazioni sui contributi ricevuti negli ultimi due anni da partiti e movimenti politici, ma anche ai contributi ricevuti da tutti quei soggetti a cui la legge c.d. “Spazzacorrotti” ha esteso gli obblighi di trasparenza sulle donazioni, ovvero fondazioni, associazioni e comitati.

Tuttavia, sono solo 16 i soggetti che rientrano in questa categoria dichiarando chi sono i donatori e in che misura hanno contribuito alle loro attività. Nonostante ciò l’ammontare dichiarato è tutt’altro che irrilevante: ben 10 milioni di euro nel solo 2019.

Va evidenziato che il 90% sono stati ricevuti da comitati e associazioni satellite del Movimento 5 Stelle, tra cui figurano, oltre all’Associazione Rousseau, il Comitato per le rendicontazioni e i rimborsi del movimento e altri comitati, per un totale di quasi 9 milioni, a cui segue, a distanza, Italia Viva, che attraverso il Comitato di azione civile nazionale ha incassato oltre 600.000 euro.

La maggior parte dei finanziamenti alla politica continuano ad arrivare dai parlamentari (87,73%), con 8.744.000 euro. Una sorta di “rimessa” o di autotassazione che consente ai partiti di sopravvivere nonostante i tagli di tutti i finanziamenti pubblici a partire dal 2018.

“Purtroppo il numero di soggetti che dichiarano le informazioni come previsto dalla normativa è ancora molto basso, nonostante gli obblighi normativi siano in vigore da più di un anno. Eppure dai loro conti correnti passano davvero molti soldi – dichiara Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia – e in questo periodo abbiamo assistito a rimpasti nei ruoli apicali delle associazioni e fondazioni collegate alla politica pur di sfuggire agli obblighi di trasparenza della legge. Una legge che purtroppo risulta nei fatti ancora troppo debole perché non in grado di identificare in maniera precisa e monitorare adeguatamente i destinatari di tali flussi finanziari. Non dimentichiamo, come ha più volte sottolineato l’ex presidente di ANAC Raffaele Cantone, che quello dei finanziamenti opachi alla politica rimane uno dei maggiori problemi di integrità del nostro Paese”

Tra i nuovi dati pubblicati oggi da Transparency International Italia, emerge in particolar modo, che dal 2018 ad oggi sono stati oltre 50 milioni i contributi arrivati alla politica tramite donazioni di individui o aziende private, per un totale di 14.201 donazioni.

La Lega è il partito che ha incassato di più con 13.776.479,36 euro di contributi nel biennio 2018-2019, quasi un terzo di tutte le donazioni ricevute (27,25% del totale), incassati sia direttamente che tramite i propri parlamentari o associazioni collegate. Seguono il Partito Democratico (9.605.054,14 euro), e il Movimento 5 Stelle (8.946.555,56 euro). Questi primi tre partiti insieme ricevono il 63,94% dei finanziamenti totali.

Tra le altre forze politiche, si segnala la capacità di Italia Viva di Matteo Renzi e di Cambiamo! di Giovanni Toti di richiamare i cosiddetti “big donor”, cioè soggetti disposti a elargire donazioni particolarmente generose. I soli imprenditori Daniele Ferrero, Lupo Rattazzi e Davide Serra hanno contribuito ad Italia Viva con 290.000 euro, mentre in soccorso di Toti sono intervenute la Moby e la Black Oils spa rispettivamente con 100.000 e 50.000 euro di donazioni.

Tra i membri del Governo spicca la capacità di attrarre donatori della Ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, che ha ricevuto ben 34.500 euro da diversi soggetti privati, tra cui Bluenergy Assistance srl, Bipower Service e Associazione Energie Libere, oltre che dalla Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana.

Infine, per quanto riguarda i legami tra politici e aziende private, risultano essere 135 i Parlamentari o membri del Governo che hanno un qualche interesse nel settore privato, in un totale di 240 aziende. Tra i settori principali maggiormente interessati troviamo l’immobiliare (14,58%), turismo e ristorazione (9,58%) ed il settore finanziario (9,58%).

La Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale l’applicazione della misura preventiva della sorveglianza speciale, per due anni, a carico di un medico agrigentino di 65 anni, appena rinviato a giudizio allorchè avrebbe costretto la moglie, di 30 anni più giovane di lui, ad intrattenere rapporti sessuali durante il Ramadan, a spregio del suo credo religioso. Il medico, inoltre, avrebbe maltrattato la donna, aggredendola fisicamente e verbalmente, umiliandola e impedendole di professare liberamente il suo credo religioso. Il medico è difeso dall’avvocato Fabio Inglima Modica, e risponde di violenza sessuale, lesioni aggravate, porto ingiustificato di arma fuori dalla propria abitazione e maltrattamenti con l’aggravante dell’odio razziale.

Il consigliere comunale di Agrigento, Salvatore Borsellino, a seguito di tante segnalazioni ricevute dai residenti, e dopo un sopralluogo a riscontro, invita l’amministrazione comunale a disporre subito, a tutela della pubblica incolumità, un intervento di bonifica ambientale a Monserrato. Borsellino, che allega delle foto testimonianza, afferma: “I marciapiedi di Monserrato versano in totale stato di abbandono e degrado. Sono tane per zecche e pulci. Il tutto rappresenta un rischio per gli abitanti della zona. Chiediamo di rendere quanto meno i marciapiedi praticabili e messi in sicurezza”.

Ecco, nella foto, come si presenta la facciata posteriore della palazzina di cinque piani teatro dell’incendio che si è scatenato la notte tra lunedì e martedì scorso in un magazzino a piano terra adibito a deposito di imballaggi alimentari.

I Vigili del Fuoco di Agrigento, coadiuvati da una squadra giunta appositamente da Palermo, stanno ancora lavorando nell’edificio per comprendere l’entità causata dalle fiamme che sicuramente non sarà di poco conto.

Si ricorda che il palazzo è stato immediatamente fatto sgomberare e il sindaco di Agrigento Calogero Firetto, si è prontamente attivato per trovare una sistemazione temporanea in alberghi a buona a parte delle 18 famiglie che non possono trasferirsi tra parenti e amici.

Le operazioni di smassamento e raffreddamento da parte dei Vigili del Fuoco stanno procedendo senza sosta; presenti, 24 ore su 24, anche pattuglie dei Carabinieri pronti ad intervenire in caso di atti di sciacallaggio.

Tutte ancora da chiarire le cause che hanno provocato l’incendio, nè tantomeno si possono quantificare i danni subiti. Nodi, questi, che verranno sciolti quando verranno ultimate le operazioni di sicurezza.

Oggi è in calendario l’autopsia disposta dalla Procura di Caltanissetta sui corpi dei fratelli Filippo e Calogero La Monaca, di 74 e 76 anni, originari di Canicattì, imprenditori agricoli entrambi incensurati, scoperti cadaveri domenica scorsa, 14 giugno, a Delia, nelle campagne, in contrada Deliella. I titolari dell’inchiesta sono i sostituti procuratori Nadia Caruso e Stefano Strino. Calogero La Monaca è stato trovato con la testa fracassata all’interno del cascinale di loro proprietà, ed il corpo del fratello Filippo, invece, semi-carbonizzato accanto al loro fuoristrada che è stato incendiato. Poco distante è stata rinvenuta una pietra con tracce di sangue. La Procura si avvale delle indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale e del Reparto Operativo di Caltanissetta.

La giunta comunale di Catania, presieduta dal sindaco, Salvo Pogliese, ha approvato il rendiconto del 2018 e la relazione sulla gestione del Comune dell’anno 2018, e ciò per la trasmissione all’esame del consiglio comunale. Il documento predisposto dagli uffici della ragioneria generale, e firmato anche dal vicesindaco e assessore alle Finanze Roberto Bonaccorsi, fotografa la situazione economico – finanziaria dell’Ente al 31 dicembre del 2018, anno in cui è stato deliberato il dissesto finanziario, a seguito delle due sentenze di primo e secondo grado della Corte dei Conti che hanno certificato la situazione di squilibrio strutturale del Comune di Catania. Il risultato della gestione per l’anno 2018 segnala un disavanzo di meno 941 milioni di euro, con un netto peggioramento rispetto al 2016 e al 2107.

La sezione fallimentare del Tribunale di Bari ha dichiarato il fallimento delle società Mediterranea ed Edisud, rispettivamente proprietaria ed editrice della testata Gazzetta del Mezzogiorno. Sciogliendo la riserva sull’istanza presentata dalla Procura, i giudici hanno concesso a entrambe le società l’esercizio provvisorio, così come chiesto dalla Procura che coordina l’inchiesta sulle società. Dagli accertamenti della Procura di Bari, Mediterranea ed Edisud avrebbero accumulato complessivamente debiti per circa 50 milioni di euro.

A Palermo la Guardia di Finanza e la Procura antimafia hanno sequestrato preventivamente, e con carattere d’urgenza, una società palermitana che gestisce due centri scommesse nel centro di Milano. Si tratta della prosecuzione dell’operazione cosiddetta “All In” che lo scorso 8 giugno ha provocato l’arresto di otto persone indagate, a vario titolo, di partecipazione o concorso esterno all’associazione mafiosa, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori, aggravati dall’avere favorito la mafia. Con lo stesso provvedimento il Tribunale di Palermo ha disposto il sequestro preventivo di otto imprese, con sede in Sicilia, Lombardia, Lazio e Campania. L’inchiesta ruota intorno al business dei centri scommesse gestiti da Cosa Nostra.

A Licata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 40 anni sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di 16 piante di marijuana, di circa 90 centimetri, già fiorite, coltivate nella mansarda della propria abitazione. La serra artigianale è stata attrezzata con luci artificiali e materiale vario per favorire la crescita e le infiorescenze delle piante. Il tutto è stato posto sotto sequestro in attesa della convalida dell’arresto da parte dell’Autorità giudiziaria.

L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il disegno di legge sulla semplificazione amministrativa, finalizzato ad accelerare i procedimenti amministrativi e favorire il compimento di infrastrutturali urgenti. Tra l’altro, il disegno di legge introduce la regola del “silenzio assenso” per tutta una serie di richieste di autorizzazione presentate da imprese e cittadini, dal fotovoltaico agli impianti di rifiuti. Semaforo verde anche alla proposta del Governo che conferisce i pieni poteri al governatore in caso di emergenze, e non si tratta solo di terremoti e pandemie, ma anche nelle eventualità di problemi infrastrutturali, economici e ambientali. Il presidente della Regione potrà nominare dei commissari speciali che a loro volta potranno derogare anche alle norme sugli appalti e sulla tutela paesaggistica, prevedendo il dimezzamento dei tempi autorizzativi.