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Il sindaco di Castellammare del Golfo in provincia di Trapani, Nicola Rizzo ha ricevuto un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di una indagine della Dda di Palermo. Rizzo è stato sentito dai pm.
Alla domanda se avesse mai conosciuto il capomafia Francesco Domingo, arrestato ieri Rizzo ha risposto: “lo conosco di vista, è noto alle cronache giudiziarie ma non si è mai presentato in Comune”. Il sindaco non ha voluto rivelare quali fatti gli contesti la Procura, ha solo detto che si tratta di episodi del settembre 2019 e che non sono relativi ad appalti o ad atti del Comune. “Parliamo di una cosa marginale – ha spiegato il suo avvocato – Quando sarà possibile saremo più chiari”.

A Lampedusa 12 migranti, tra cui 3 donne, sono sbarcati autonomamente eludendo i controlli in mare. Gli extracomunitari, verosimilmente tunisini, sono approdati a Cala Pisana. Adesso sono ospiti del locale centro d’accoglienza, in contrada Imbriacola, vuoto da alcuni giorni.

Nelle ultime ore Lampedusa, sempre sotto assedio da parte dei migranti, giunti su altri quattro barchini soccorsi .

Uno è riuscito ad arrivare fino a Cala Pisana, un altro è stato agganciato e trainato fino a molo Favarolo e gli ultimi due sono stati lasciati alla deriva dopo che i militari della Guardia costiera e della Guardia di finanza hanno effettuato il trasbordo. Quattro i “barchini” carichi di tunisini che, nel giro di poche ore: da stamattina, o sono arrivati o sono stati soccorsi. Nell’ultimo, c’è anche un piccino – e la sua mamma – di neanche 2 anni. Sono salite, dunque, a 53 le persone sbarcate, da stamattina, a Lampedusa. In mattinata, 12 migranti, fra cui tre donne, sono sbarcati in maniera autonoma a Cala Pisana a Lampedusa. L’imbarcazione che hanno utilizzato gli extracomunitari, verosimilmente, tunisini non è stata avvistata ed è riuscita ad arrivare fino a riva. Il gruppetto è stato già portato all’hotspot di contrada Imbriacola che era vuoto da giorni. Poche ore dopo, una motovedetta della Guardia di finanza ha agganciato, a poche centinaia di metri dalla costa, un barchino con a bordo 13 tunisini. L’imbarcazione di 5 metri, con motore fuoribordo, è stata trainata fino al molo Favarolo.

Alle 14,53 sono giunti, sempre a molo Favarolo, altri 11 tunisini, tutti maggiorenni. Il gruppo è stato rintracciato nelle acque antistanti la più grande delle isole Pelagie, da una motovedetta della Guardia costiera che ha effettuato il trasbordo. Pare inoltre che – “complice” il mare calmo e l’assenza di vento – siano stati avvistati, ma s’attende conferma, altre tre barchini che stanno facendo rotta proprio verso Lampedusa. Le motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza stanno controllando tutto lo specchio di mare. Alle 15,54 è arrivato sul molo Favarolo il quarto gruppo di tunisini, composto da 17 persone fra cui un bambino e la mamma. Nel gruppo, appunto, c’è pure un piccino di neanche due anni. L’imbarcazione sulla quale viaggiavano è stata avvista dai militari della Guardia di finanza che, nelle acque antistanti Lampedusa, hanno effettuato il trasbordo sul pattugliatore. Grande stupore, apprensione e commozione – anche fra gli stessi soccorritori e le forze dell’ordine che sono su molo Favarolo – per il piccino che è sceso in braccio ad un finanziere.

Nove giovani di Sciacca e Ribera sono stati denunciati per la rissa avvenuta nella notte fra il 30 e il 31 maggio. I Carabinieri sono riusciti ad identificare i protagonisti della scazzottata, anche a colpi di casco da moto, prima allo Stazzone e poi al viale delle Terme a Sciacca. Quattro dei rissanti sono stati costretti a ricorrere alle cure ospedaliere, con pochi giorni di prognosi. I Carabinieri hanno esaminato i filmati dei sistemi di video sorveglianza dei locali pubblici dello Stazzone, location della movida, e hanno acquisito più testimonianze.

“Grazie alle nostre sollecitazioni l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ha preso l’impegno di sospendere la chiusura dell’ospedale di Ribera. Abbiamo condotto una battaglia di civiltà che ha dato voce ai cittadini, ai sindaci e alle istituzioni non solo per scongiurare la chiusura dell’ospedale di Ribera ma soprattutto per potenziarlo facendolo diventare un centro COVID. Siamo felicissimi del risultato, ma adesso vigileremo sugli impegni dell’assessore sino a quando il termine di chiusura del pronto soccorso, così come stabilito dalla rete ospedaliera vigente, non verrà sospeso o addirittura cancellato del tutto”. A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro che con i sindaci i cittadini e i comitati, ha incalzato l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza a scongiurare la chiusura del pronto soccorso dell’Ospedale Fratelli Parlapiano e ad attivare il reparto COVID utile per tutto il territorio agrigentino. “Il dato macroscopico e più assurdo – spiega Giovanni Di Caro – è che sino ad oggi il reparto malattie infettive non fosse mai stato operativo in provincia di Agrigento. Dopo 15 anni finalmente la Unità Operativa Complessa viene attivata e sarà avviata proprio a Ribera dentro un sistema che lo renderebbe polo di riferimento per le malattie infettive in generale”- conclude Di Caro.

“Sicilia: your happy Island”, un nuovo logo a colori per rilanciare l’isola nel panorama turistico internazionale e per attrarre i visitatori nel segno dei colori che sono simbolici di tutto il territorio. Il logo ha i colori del giallo come il sole che scalda la Sicilia, blu come le sue acque profonde, arancione (due toni, uno più scuro e l’altro più chiaro) che richiamano i suoi agrumi più famosi ed apprezzati, verde come le chiome dei suoi alberi carichi di leggenda, azzurra come il cielo terso che la incorona, rossa come il magma che ne rispecchia la potenza ancestrale. Lettere colorate, per scrivere Sicilia, congiunte graficamente per non interrompere il flusso di sensazioni e restare unite in eterno, innamorate del loro risultato. Ma anche un video per rilanciare le immagini più suggestive della Trinacria. Sono stati presentati stamani nel Villino Florio all’Olivuzza, dall’assessore regionale del Turismo Manlio Messina, alla presenza dell’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana Alberto Samonà. Il logo è stato realizzato da “World 2.0 Srl” di Catania, mentre le immagini del video sono di Paolo Barone. “La Sicilia è stata fortemente penalizzata dal lockdown di tre mesi che se da un lato hanno cambiato il mondo dall’altro hanno azzerato la nostra economia che da sempre vive di turismo e dell’indotto ad esso legato – ha detto l’assessore Manlio Messina -. Gli imprenditori siciliani e tutta la filiera del turismo, alberghi, tour operators e agenzie di viaggio, guide turistiche, ristoratori, artigiani sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto da quando è scoppiata la pandemia Covid-19. Oggi, come governo Musumeci, vogliamo dire al mondo – ha aggiunto- che la Sicilia è un’isola felice e che desideriamo condividerla, perché abbiamo imparato a condividerla, con orgoglio e piacere, che sono poi i tratti caratteristici della nostra accoglienza”.

“Se un provvedimento nasce nell’ottica di aiutare chi costituisce il tessuto economico della città e ha patito la chiusura forzata, deve essere un aiuto effettivo e non l’ennesimo sbuffo della macchina del fumo”.

Lo dichiara il consigliere comunale dei 5Stelle Marcella Carlisi che continua: “L’atto di posposizione delle rate delle tasse comunali, proposto tardivamente dagli uffici, quando già molti comuni avevano deliberato da tempo, è arrivato in Consiglio comunale il giorno prima della scadenza, quando tanti cittadini avevano già pagato.

La ristrettezza e la conseguente poca efficacia del provvedimento non era frutto di un ragionamento conseguente all’elaborazione dei dati, che gli uffici hanno dichiarato di non possedere, ma di una stima a naso.

Per questo, il Consigliere Vullo, appartenente all’opposizione, di cui io faccio parte dall’inizio della consiliatura,  ha proposto un emendamento per spostare di 2 mesi anche il pagamento dell’IMU, per chi sta cercando di rialzarsi mentre rischia di piombare in povertà.

I firettiani, vecchi e nuovi, hanno avvelenato la discussione dicendo che stavamo strumentalizzando la gestione della povertà che, tra l’altro, questa amministrazione si vanta di aver seguito magistralmente durante l’emergenza COVID19 ma il risultato sul territorio, dopo anni di porte chiuse e orecchie da mercante, è pessimo.

L’emendamento è stato bocciato da una maggioranza che diventa opposizione alla vita e all’economia cittadina.

Qualche “killer” – conclude Carlisi – continua ad avvelenare i pozzi con insinuazioni, pettegolezzi, bugie e perfino stalking, cercando in modo squallido voti per una campagna elettorale che mostra sui social miserie umane e mancanza di scrupoli”.

“Ieri come gruppo abbiamo partecipato come già attivamente fatto in sede di predisposizione nella competente commissione alla approvazione della norma sulla semplificazione amministrativa in Sicilia detta anche “sburocratizzazione”.

Ad affermarlo sono i deputati del gruppo Autonomisti l’On. Pullara Carmelo, l’On. Di Mauro Roberto e l’On. Compagnone Giuseppe.

“Certo una buona norma piena di contenuti,-  spiegano i 3 parlamentari-  che potrà dare nuova linfa ed impulso in questo particolare momento di avvio dopo il lockdown determinato dal Coronavirus. Non possiamo però negare che l’approvazione dell’emendamento voluto dal governo, a nostro avviso di dubbia costituzionalità, in ordine alle deroghe di norma in caso di emergenza cui il Presidente della Regione può applicare ha in noi fatto nascere più di una perplessità. Abbiamo ciò non di meno lealmente come sempre dato il nostro supporto a questa volontà del governo onestamente non concordata preventivamente con la coalizione ma fatta planare direttamente nell’agone parlamentare. Il buon senso e lo spirito di coalizione ci ha fatto determinare per un atteggiamento ancora un volta disponibile, ma come parlamentari ma anche come alleati non possiamo pensare sempre di abdicare con generosità e per spirito di lealtà.

Conseguentemente ci aspettiamo,- concludono i deputati – ma forse non solo noi, un maggiore coinvolgimento della coalizione nelle scelte strategiche di indirizzo politico a partire dalla norma da noi presentata sull’identità siciliana, quella sulla riforma sui rifiuti e/o quella sull’urbanistica ed altre senza fare mancare lo sguardo a quella sui beni culturali in questi giorni in discussione nella competente commissione ma che vede il governo assente”.

La cagnetta Husky, barbaramente uccisa ieri in contrada Buagimi al confine tra i territori di Raffadali e Agrig ento, ha destato parecchia commozione e ha fatto levare un coro unanime di indignazione e rabbia.

Molti si interrogano sui motivi che abbiano spinto e armato la mano di una persona dal cuore così arido, tanto da prendersela con una cagnetta indifesa.

Il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro, si è fatto interprete dei sentimenti dei suoi concittadini e ha lanciato un appello: “Chiunque abbia visto o sentito qualcosa – afferma Cuffaro – lo riferisca, anche in forma anonima, così da poter sanzionare in maniera esemplare chi si è macchiato di un simile misfatto. Il gesto esecrabile non può avere giustificazioni, qualcuno pensa che la cagnetta stesse cercando del cibo e abbia spaventato animali da cortile e per questo sia stata punita. Voglio ricordare – ha aggiunto il sindaco – che chiunque subisca dei danni da parte di randagi può rivolgersi al comune e provvederemo noi, tramite alcune associazioni di volontariato, a risarcirlo; farsi giustizia da soli (e poi in questa maniera) non è consentito e non è tollerabile e lo sdegno che questo episodio ha provocato, ci induce a essere quanto mai risoluti. Abbiamo infatti già deciso di costituirci parte civile, contro ignoti, per tutelare l’immagine del nostro comune e della nostra comunità. Anche se – precisa Cuffaro – devo dire che non era un randagio ma si trattava di una cane di razza, appartenente sicuramente a qualcuno, e che non era mai stato visto in giro a Raffadali, non era microchippato, ed è stato rinvenuto nelle campagne al confine col territorio di Agrigento, ben lontano dal centro cittadino e dalla statale 118. Quello del randagismo è un tema molto dibattuto e anche la Regione lo ha attenzionato, ma a due anni dalla promessa di contributi per risolvere il problema, non abbiamo ancora visto nulla. Con le risorse interne, in questi anni, grazie alla collaborazione con l’Unione dei comuni abbiamo catturato diversi esemplari che dopo la sterilizzazione e la microchippatura sono stati reintrodotti nel loro territorio. Io stesso, a mio nome, ho in carico diverse decine di randagi, ma bisogna lavorare sul ricovero e sull’adozione. A tale proposito – conclude il sindaco di Raffadali – ricordo che a breve partirà la costruzione dell’ospedale veterinario con annessi rifugio sanitario e rifugio ricovero. L’opera che sorgerà nel Comune di Raffadali è stata interamente finanziata dall’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali). Si tratta di una struttura avveniristica, unica in tutto il meridione, i cui lavori partiranno a breve e che sono stati rallentati dall’emergenza pandemica.

Nel gennaio 2019, su istanza della Società ICOS SRL, il Tribunale di Agrigento ingiungeva al Comune di Casteltermini il pagamento di oltre € 90.000,00, più spese, per asserite fatture non pagate, relative ai compensi per l’esecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti.
Avverso il detto decreto ingiuntivo proponeva opposizione il Comune di Casteltermini, assistito dall’Avvocato Girolamo Rubino, il quale deduceva una serie di eccezioni di rito e di merito, opponendosi alla richiesta avversaria di declaratoria della provvisoria esecutività del decreto monitorio.
In particolare, l’Avv. Rubino eccepiva innanzitutto il difetto di giurisdizione, dovendo proporsi la controversia dinanzi al TAR e non dinanzi al Giudice civile, nonché il difetto di legittimazione attiva, in quanto l’azione avrebbe dovuto essere proposta dall’ATI e non dalle singole imprese che la compongono.
L’Avv. Rubino eccepiva poi che in ogni caso una parte dei compensi era già stata corrisposta, e che pertanto le somme richieste della ICOS srl avrebbero dovuto essere decurtate degli importi già corrisposti.
Infine, ed è questo il vero tema del contendere, il Comune, difeso dall’Avv. Rubino, eccepiva il fatto che il servizio era stato svolto in maniera del tutto carente, e che pertanto l’impresa era inadempiente rispetto agli standard del servizio definiti nel disciplinare di gara.
Il Giudice sollevava dubbi sulla competenza del Tribunale di Agrigento in favore della competenza del Tribunale di Palermo, sezione Specializzata delle Imprese, in ragione della materia trattata (appalti).
Sulle deduzioni scritte dalle parti e la trattazione del procedimento in forma scritta in ragione del blocco delle udienze per l’emergenza Covid19, la causa veniva posta in decisione.
Con sentenza del 16.06.2020, il Tribunale di Agrigento, definitivamente pronunciando, dichiarava la propria incompetenza, essendo competente il Tribunale di Palermo, sezione Specializzata delle Imprese, e per l’effetto dichiarava la nullità del decreto ingiuntivo opposto che conseguentemente revocava, fissando il termine di mesi tre dalla pubblicazione della sentenza per la eventuale riassunzione del giudizio, compensando le spese di lite.
Sicchè, per effetto della sentenza del Tribunale di Agrigento, il decreto ingiuntivo emesso contro il Comune di Casteltermini è stato dichiarato nullo e pertanto revocato.

Ad Agrigento sarà presentata domani, giovedì 18 giugno, alle ore 11, in piazza Marconi o Stazione ad Agrigento, la prima palina intelligente installata dalla Tua, l’azienda che gestisce i trasporti pubblici urbani in città. Al temine della presentazione inizierà la sperimentazione di tale nuovo pannello elettronico al servizio dei passeggeri. Parteciperanno all’incontro il sindaco Lillo Firetto, l’assessore comunale alla Mobilità, Gabriella Battaglia, e il presidente della TUA e amministratore delegato di SAIS Trasporti, Samuela Scelfo.