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Nell’ambito della rassegna estiva al Kaos del Pirandello Stable Festival, di Mario Gaziano, domenica prossima, 28 giugno, in occasione dell’anniversario della nascita di Luigi Pirandello, alle ore 3 del mattino si svolgerà la quarta edizione dell’evento “Caddi come una lucciola”, organizzata dallo stesso Pirandello Stable Festival, insieme al Cepasa di Paolo Cilona, al Parco Letterario Pirandello di Dino Barone, la società Dante Alighieri di Enza Ierna, ed il Circolo culturale Empedocle, presieduto da Giuseppe Adamo. In scaletta vi saranno recitazioni, canti e danze all’insegna di Pirandello, con Liliana Arrigo, Stella Camilieri, Enzo Argento, Daniela Ilardi, Giovanni Licata, Rosa Maria Maglio, Maria Grazia Castellana, Maria Fantauzzo, Rosa La Franca, Elina Dispensa, Giuseppe Gramaglia, Angelo Cinque, Gaia Magro, Alfonso Marchica, Massimo Agozzino, Lillo D’Aleo ed Enzo Minaldi. Partecipano i ballerini Caterina e Nicola Barberi. Organizzazione Gianfranco Circo. Regia e conduzione Mario Gaziano. Filmaker Diego Romeo.

Nell’ambito delle inchieste antimafia con risvolti massonici, cosiddette Halycon e Assedio, che hanno imperversato a Licata, e per le quali la Procura antimafia di Palermo ha chiesto venti rinvii a giudizio, l’ex consigliere comunale di Licata Giuseppe Scozzari, dipendente dell’Azienda sanitaria di Agrigento, imputato di concorso esterno all’associazione mafiosa, ha scelto di essere giudicato in abbreviato, ovvero solo sulla base degli atti attualmente in possesso dei magistrati inquirenti, e beneficiando dell’eventuale sconto di pena di un terzo. La posizione di Scozzari è stata pertanto stralciata dalle altre. L’udienza preliminare proseguirà il prossimo 30 settembre.

Il senatore della Lega, Stefano Candiani, commissario regionale del partito, ha nominato l’europarlamentare agrigentina della Lega, Annalisa Tardino, commissaria del partito di Agrigento. La stessa Annalisa Tardino commenta: “Ringrazio il segretario regionale per la Lega in Sicilia, senatore Stefano Candiani, per avermi nominato Commissario per la città di Agrigento e responsabile per la campagna elettorale di Agrigento e degli altri Comuni della provincia che andranno al voto alle prossime elezioni amministrative di ottobre. Si tratta, oltre ad Agrigento, di Camastra, Cammarata, Casteltermini, Raffadali, Realmonte, Ribera, San Biagio Platani e Siculiana. La nomina è un attestato di fiducia nei miei confronti da parte dei vertici regionali e nazionali del partito, che intendo onorare con impegno e senso di responsabilità per radicare ancora di più il nostro partito sul territorio. Lavorerò in modo sinergico con tutti gli amministratori, i militanti, i giovani e i tanti che si vogliono unire al nostro partito, al fine di portare avanti il progetto Lega, ampliando il lavoro di Massimiliano Rosselli, Commissario provinciale, cui va la mia stima. Ci aspettano mesi importanti, in cui mi occuperò della formazione delle liste, della costruzione delle alleanze e soprattutto della definizione delle politiche e dei programmi che servono per risolvere i problemi dei territori”. Ove possibile, esprimeremo candidati sindaci della Lega, e con piacere apriremo a personalità della società civile, riconducibili alla nostra area socio-politica, e mireremo ad ottenere ruoli amministrativi, e di vertice grazie al consenso dei cittadini, cui continueremo a dedicare costante ascolto”.

Con ricorso in appello il sig. S.G., titolare di una ditta individuale, impugnava innanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, la sentenza del TAR Sicilia Palermo che aveva respinto il ricorso di prime cure volto all’annullamento del provvedimento dell’Assessorato Regionale delle risorse agricole recante l’inserimento dell’istanza di contributo inoltrata dal ricorrente – a valere sulla misura 121 del PSR 2007/2013 – nell’elenco delle domande non ricevibili. Provvedimento questo adottato in ragione dell’informativa antimafia atipica resa dalla Prefettura U.T.G. di Palermo, parimenti impugnata a mezzo del ridetto gravame.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, accoglieva il ricorso in appello proposto dal sig. S.G. ritenendo fondate le doglianze mosse avverso il provvedimento interdittivo e disponendo l’annullamento dei provvedimenti con cui il ricorrente, in ragione della ridetta informativa, era stato escluso dalla graduatoria delle richieste di contributo dichiarate ammissibili. In particolare, il CGA ha annullato l’informativa in questione rilevando come il mero rapporto parentale con un soggetto controindicato, in assenza ( come nel caso in esame) di altri elementi in grado di comprovare una condizionamento mafioso nei confronti della ditta, sia insufficiente a giustificare l’adozione di un provvedimento così pregiudizievole quale è l’informativa antimafia.
Come è evidente, l’ottemperanza all’ordine di esecuzione della sentenza in questione avrebbe dovuto determinare la riammissione dell’istanza di contributo presentata dal sig. S.G nell’elenco delle istanze ammissibili e la conseguente concessione del beneficio richiesto. Nondimeno l’assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari non provvedeva a dare esecuzione al giudicato nascente dalla sentenza in commento.
Pertanto il titolare dell’omonima ditta individuale, sempre con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, adiva nuovamente il CGA per l’esecuzione della predetta sentenza, rilevando come la P.A., al fine di riparare, nei confronti di parte ricorrente, gli effetti dei propri atti illegittimi avrebbe dovuto, in esecuzione della sentenza di che trattasi, adottare tutti gli atti strumentali all’erogazione in favore del ricorrente del contributo dallo stesso richiesto, che il ricorrente avrebbe conseguito nel caso in cui non fosse stato adottato il provvedimento prefettizio di interdittiva atipica successivamente annullato.
Ebbene il CGA, condividendo le argomentazioni difensive svolte dall’Avv. Rubino, ha accolto il ricorso per ottemperanza e per l’effetto ha dichiarato l’obbligo dell’Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari – Dipartimento regionale interventi strutturali per l’agricoltura-, di conformarsi integralmente al giudicato di cui in epigrafe, provvedendo ad inserire l’istanza inoltrata dal ricorrente nell’elenco di quelle ammissibili – a valere sulla misura 121 del PSR 2007/2013 e per l’effetto a concedere al ricorrente il contributo richiesto nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza.
Inoltre le amministrazioni sono state condannate in solido al pagamento in favore del ricorrente delle spese legali, oltre al rimborso del contributo unificato di entrambi i gradi di giudizio.
Per effetto della superiore pronuncia, dunque, la ditta otterrà finalmente il contributo richiesto.

Proseguono incessanti i flussi clandestini di migranti verso Lampedusa. Sull’isola agrigentina sono approdati, uno dopo l’altro, quattro barchini. Sul primo 11 tunisini, 10 nel secondo, 36 nel terzo e 14 nel quarto. Tutti sono stati condotti nel centro d’accoglienza in contrada Imbriacola, vuoto da giorni. Dopo il caso dei 28 migranti risultati positivi al coronavirus a bordo della nave-quarantena Moby Zaza, l’arrivo incontrollato di persone dall’Africa sul suolo siciliano preoccupa parte della comunità locale.

La situazione, tendente al peggioramento, necessita di interventi urgenti da parte del Governo centrale prima che possa precipitare un fatto già gravissimo.

È come se le mancasse qualcosa: un braccio, un respiro corale, un pezzo di vita. La Capitale non è tornata quella che fu prima della pandemia, non ancora.
È come un 45 giri che però di giri ne fa 33, come se avesse il freno a mano tirato, come quando il sole sorge solo per metà, come un’eclissi che mette in luce solo uno spicchio e il resto c’è, sai che c’è ma è in ombra e allora puoi solo immaginarlo.

Sai che ci vorrà ancora del tempo, che per ripartire ci vogliono soldi, energie e tanta pazienza perché se molli la presa e ti arrendi, cala il sipario sui sacrifici di una vita, sui progetti che avevi sognato e sui conti che restano da pagare.

Tutte le città sembrano ancora in quella fase di mezzo, perché tutto è ancora in divenire ma Roma ha come un velo che stenta a cadere. Lei, la città eterna che sembra come in un fermo immagine, sotto gli occhi di chi incredulo si domanda dove siano finite le forme e il vociare dei turisti, che si davano solo il cambio, seduti a Trinità di Monti, alla caffetteria famosa a Piazza del Popolo, o mentre comprano cappellini per il sole alle bancarelle fuori dal Vaticano; tutto da gennaio a dicembre perché a Roma le stagioni non esistono, esiste Roma, la sua austerità che diventa autenticità, dentro le mura.

Servirebbero delle comparse ad ore, come nei film con grandi budget, mentre la scenografia cambia solo con il mutare della luce che dall’alba al tramonto piega via via le ombre di dettagli statici che sanno di eternità.
La città vive ma sottovoce.
Si lavora, ma si conta cosa manca.
Manca il traffico, che è moderato, e in alcune zone assente.
Mancano i turisti, gli autobus turistici, le macchine fotografiche, le piantine della città, i cappuccini che accompagnano le lasagne, i taxisti che urlano “taxi, signori?”

Le persone alla fermata del tram sono poche e concentrate su se stesse; nella metro nessuno si sente più schiacciato contro qualcosa o qualcun altro, ognuno pensa per sé, non ci si guarda neanche più. Un odore composto di umanità che si mischia a quello dei disinfettanti che annientano anche i pensieri.
Niente calca, tutti a distanza, come dicono le insegne e i cartelli e gli adesivi attaccati ovunque, affinché non ci si dimentichi cosa è stato.

Il brulicare di anime in perenne corsa ha lasciato spazio al poco che resta … distanziato, si intende.
Parlo con il tassista che fuori a Termini mi dice che spesso iniziano e finiscono il turno consumando pacchetti di sigarette, non le ruote delle macchine.
Nel mio bar preferito i cornetti smerciati non sono più mille (o giù di lì) ma solo “2 infornate” – mi dice Luca.
A Cinzia le stanze del B&B sono ancora tutte vuote.
Quando mai in questo periodo!” – mi dice.
Vedrai che arrivano” – replico io, raccontando che molte iniziative culturali sulla capitale stanno riprendendo e che questo inevitabilmente porterà il forestiero in città.
Il mio amico pachistano conta le bottigliette dell’acqua e mi dice che carica il frigo una volta la settimana. “Quante volte lo caricavi, prima?”- gli chiedo. “Due volte all’ora” – mi risponde e abbassa lo sguardo.
Tornerà tutto come prima, non ci sono dubbi.
Ma per adesso vedere “Campo de’ fiori” vuoto fa un certo effetto, è surreale; così come passare davanti a Fontana di Trevi e scoprirne dettagli perché mai prima di adesso, hai la visuale libera da teste che come te, cercano di rubare tanta bellezza nella speranza di farvi ritorno.
Torneranno.

“Torneranno i vecchi tempi
Con le loro camicie fiammanti
Sfideranno le correnti
Fino a perdere il nome dei giorni
Spesi male per contare solo quelli finiti bene”

Simona Stammelluti

 

 

 

 

Ad Agrigento si è svolto l’incidente probatorio, finalizzato a “cristallizzare la prova”, in termini tecnici, relativo all’inchiesta a carico di un agente di polizia che, come testimoniato da un video, ha obbligato due migranti ospiti del centro d’accoglienza “La casa dei gabbiani”, in contrada Ciavolotta, a schiaffeggiarsi reciprocamente come punizione perchè sarebbero fuggiti dal centro nonostante fossero sottoposti alla quarantena. La sostituto procuratore, Cecilia Baravelli, ipotizza a carico del poliziotto il reato di abuso dei mezzi di correzione. Uno dei due migranti, minorenne, innanzi alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, ha confermato le accuse.

Finalmente la Corte Costituzionale ha ritenuto che un assegno mensile di soli 285,66 euro sia inadeguato a garantire a persone totalmente inabili i mezzi necessari per vivere. Questo violerebbe il diritto riconosciuto dall’articolo 38 della Costituzione, secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”. Lo sostiene il Presidente regionale della Confasi Sicilia, Davide Lercara,  il quale ribadisce “la necessità aumentare il ridicolo importo  erogato dallo Stato in favore di persone invalide al 100%.”.

Siamo sicuri– conlude Lercara-  che tutte le sedi INPS presenti sul territorio siciliano daranno immediatamente seguito alle domande di ricostituzione delle pensioni di invalidità aumentando le pensioni ai 516,46 euro mensili.”

La collina del Caos ad Agrigento sta venendo giù, per colpa dell’azione combinata del mare che erode la base e per colpa dell’evidente dissesto idrogeologico a monte.
Facendo un sopralluogo abbiamo notato una vistosa fuoriuscita di liquami da un canale di drenaggio che, oltre essere causa di crolli, arriva nel mare inquinandolo!
Sono già partite le indagini per scoprire la provenienza di queste acque.

Netturbini in sciopero da 5 giorni è città invasa da rifiuti. Succede a Favara, dove gli operatori ecologici sono in agitazione per la mancata erogazione degli stipendi, in ritardo da due mesi.
La questione è stata  sollevata oggi all’Ars, in coda alla seduta di oggi a sala d’Ercole,  dal deputato Giovanni Di Caro, che ha chiesto l’intervento del governo regionale.
“Il governo – ha detto il deputato – deve mettere fine a un circolo vizioso che alla fine finiscono per pagare i dipendenti, e, in ultima analisi, i cittadini che si trovano le strade invase dai rifiuti. Succede infatti che i Comuni non possono o non  vogliono pagare le ditte che svolgono il servizio di raccolta, queste a loro volta loro non pagano gli operatori ecologici e questi entrano in sciopero con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti”.