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La Guardia di Finanza di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di quattro persone indagate per la bancarotta della ‘Tecnis Spa’, una delle principali aziende italiane di costruzioni, e di una serie di società controllate, dichiarata fallita dal tribunale di Catania nel giugno del 2017. Le Fiamme Gialle hanno compiuto anche un sequestro di beni per un valore complessivo di 94 milioni di euro. Tra gli arrestati vi sono gli imprenditori Mimmo Costanzo e Concetto Bosco, volti noti di ConfIndustria. I quattro rispondono, in concorso, di bancarotta fraudolenta per distrazione.

Palermo la Polizia ha arrestato 11 persone che sarebbero responsabili di un raid punitivo a sfondo razziale. Sono ristretti agli arresti domiciliari per rapina e lesioni, aggravate dall’odio razziale. Le indagini della Squadra Mobile hanno svelato un episodio avvenuto pochi mesi addietro, quando una banda di giovani, armati di mazze da baseball, irruppe in un market etnico e aggredì il titolare e alcuni suoi connazionali del Bangladesh. Le vittime furono picchiate con calci e pugni e una di loro, trascinata nel retrobottega del negozio, fu anche rapinata dell’anello al dito. Le indagini hanno accertato che la spedizione punitiva sarebbe scattata contro un cittadino bengalese, colto per strada in un atteggiamento ritenuto “inopportuno” e che tale motivo sarebbe stato pesantemente redarguito. L’uomo fu aggredito con calci e pugni, conditi da espressioni ed epiteti razziali. La violenza si estese poi anche al gestore e agli avventori del market, anche loro bengalesi, dove la vittima si rifugiò.

Animata testimonianza di Ilda Boccassini a Caltanissetta al processo sul depistaggio strage Via D’Amelio. “Si doveva capire subito che Scarantino non era credibile”.

Ilda Boccassini

A Caltanissetta, al palazzo di giustizia, al processo a carico dei poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, imputati di concorso in calunnia, aggravata dall’avere favorito Cosa Nostra, nell’ambito dell’inchiesta sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio tramite il falso pentito Vincenzo Scarantino, ha deposto come testimone la magistrato Ilda Boccassini, ex procuratore aggiunto in pensione da due mesi, e all’epoca parte del pool che indagò sulla strage. Tra l’altro, Ilda Boccassini ha dichiarato: “Io arrivai nell’ottobre del ’92 e rimasi fino al 1994. Ricordo con affetto, quando arrivai alla Procura di Caltanissetta, una frase dell’allora Procuratore capo Giovanni Tinebra, che io non conoscevo, e mi disse: ‘Cocca mia, qua ci sono le carte, arrangiati, vedi cosa devi fare’. Questo fu il primo impatto. Il pentito Scarantino? Si doveva capire subito che era inattendibile. Quando io sono arrivata alla Procura di Caltanissetta, anche parlando con i colleghi che già c’erano, con il capo dell’ufficio Tinebra e lo stesso dottor Arnaldo La Barbera, i dubbi su Scarantino già c’erano: dubbi su una persona che non era di spessore, anzi che non era per niente di spessore. Il suo quid, se così possiamo chiamarlo, era una parentela importante in Cosa nostra, però sin dall’inizio io avevo delle perplessità. Forse all’inizio avevo meno perplessità perché non ero ancora entrata nelle carte, nella mentalità. Io ero lì in attesa, ma tutti erano con i piedi di piombo su questa cosa. Era l’inizio ancora e bisognava andare avanti per vedere se l’indagine portava a qualcosa di più sostanzioso. Si doveva capire subito che era inattendibile. I magistrati che davano credito a Scarantino erano i pm Annamaria Palma e Carmelo Petralia. Quando tornai dalle ferie di agosto del 1994, ed ebbi modo di vedere il contenuto degli interrogatori di Vincenzo Scarantino, lessi che diceva sciocchezze e che bisognava fare in modo di fermarlo per evitare che dicesse altre sciocchezze. Io ero disponibile persino a un trasferimento d’ufficio da Milano alla Procura di Caltanissetta, ero disposta a restare anche per la tutela delle indagini. Ma l’allora Procuratore Tinebra disse ‘assolutamente no’, cioè non mi volevano… Sì, sono stata così imbecille da essere disposta a trasferirmi a Caltanissetta. Non vedevano l’ora che io abbandonassi Caltanissetta. Se avessero seguito le mie indicazioni, sia i magistrati che gli avvocati avrebbero avuto il tempo, la professionalità, per capire che Scarantino non era credibile. La relazione che io e il collega Roberto Saieva facemmo sulla non credibilità di Vincenzo Scarantino era sparita da Caltanissetta ma io ne avevo diverse copie. Fino alla fine dissi ai colleghi che bisognava cambiare metodo, che Scarantino andava preso con le molle. Vedendo che c’era questa voglia che io andassi via da Caltanissetta scrissi la seconda relazione. Soltanto con il pentimento di Gaspare Spatuzza, nel 2008, ricevetti una telefonata dall’allora Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, Tinebra, che mi chiese se era vero che io avevo scritto delle relazioni con Roberto Saieva. Erano sparite. Io e Saieva, dopo averne parlato con Giancarlo Caselli, mandammo le relazioni direttamente a Palermo. Se non avessi fatto queste relazioni, oggi avrei avuto tutte le colpe di questo mondo. Ma con queste relazioni è più complesso… Prima degli interrogatori il Procuratore Tinebra si chiudeva in una stanza, solo, con Vincenzo Scarantino. Non so il tempo preciso ma per un bel po’. Poi Tinebra apriva le porte e si entrava a fare l’interrogatorio”.

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Massimiliano Conteddu, si è spento oggi dopo un lungo periodo di malattia.
Oggi sui social, oltre 50 mila follower lo piangono, lo ricordano, gli dedicano un pensiero.
Ha lasciato tutti sgomenti la notizia della sua morte, mentre attendavano sue notizie da quell’ultimo post dell’8 febbraio scorso che recitava: ” tenete in tasca un po’ di sole. Ne avrete bisogno quando sarà buio nella vostra vita”. Eppure lui quel buio maledetto nel quale il tumore ha provato a rinchiuderlo lo ha combattuto fino alla fine.

Lui, Max che ha insegnato a tutti dalle sue pagine social, l’amore per la vita, ha insegnato ad essere tenaci, forti, ha insegnato a non mollare, malgrado tutto.Ha raccontato con coraggio e dignità il suo male, che lo aveva profondamente cambiato nel corpo, ma non nel cuore. Un cuore colmo di amore e lui di quell’amore si è servito per lottare, fino alla fine, nonostante tutto.

Oggi l’hashtag #ciaoMax riempie le timeline. Ognuno lo ricorda a proprio modo, in molti hanno cambiato la loro foto di profilo con una immagine nera assoluta: “Max oggi siamo in lutto” – scrivono in tanti, ed in tanti lo hanno amato, lo hanno considerato come un amico di sempre, perché lui non si è mai nascosto, non si è mai negato, è rimasto, con a fianco i suoi cari, la sua fidanzata con cui spesso, ultimamente faceva selfie a testimonianza di come l’amore potesse essere la migliore medicina possibile.

Negli ospedali ci vorrebbe il reparto Amore” – scriveva Massimiliano verso la fine di gennaio, quando era stato costretto a ricoverarsi nuovamente per una sopraggiunta complicazione respiratoria.  E da quel letto di ospedale incoraggiava tutti. “fate, dite, scrivete cose belle. Ne abbiamo tutti bisogno”.

3o.768 tweet, che Max ha dispensato senza essere mai divo: “la pace non la trovi dietro l’angolo; devi scavare a mani nude“. Lucido, lucidissimo Massimiliano che sembrava un supereroe per tutti quelli che ogni giorno per mesi si sono affacciati ai suoi profili per sapere come stesse, sperando, tutti insieme che potesse vincere lui.
Doveva vincere lui.
Doveva.
Ma quel male è stato più forte, è stato invincibile. Ma di Max rimarranno gli insegnamenti, la forza che trasmigrava da lui al resto del mondo, come se fosse capace davvero di convincerti che: “Se ti abbatti al primo ostacolo, se non hai la forza per resistere ai pugni che la vita ti da, se non avete le palle, ma dove vuoi andare? ho imparato sulla mia pelle, per andare avanti bisogna resistere“. Diceva questo in un video del 2018 quando ancora era al massimo del suo splendore il giovane sardo, che oggi lascia un vuoto nella vita di molti.

Sorrideva Massimiliano, anche da sotto la mascherina che lo aiutava a respirare: “sorriso dopo sorriso si costruisce il coraggio“.

Quasi non volevamo crederci oggi, quando abbiamo appreso la notizia.
Abbiamo fatto il tifo per te; era bello leggerti, era bello essere tuoi amici e da oggi ci mancherai.

Ciao Max,
non ti dimenticherò.

 

Simona Stammelluti 

 

“Continua a crescere la percentuale di raccolta differenziata di rifiuti a Montevago: nel 2019 abbiamo  raggiunto il 73,46% segnando un più 3,2% rispetto al 2018. Un ringraziamento per la preziosa collaborazione va a tutti i cittadini che continuano a mostrarsi particolarmente attenti al rispetto dell’ambiente e agli operatori ecologici e ai dipendenti comunali del settore per l’impegno mostrato nell’espletamento del servizio”.

Così il sindaco Margherita La Rocca Ruvolo commenta i dati della raccolta differenziata relativi al 2019. Anche il prossimo anno, dunque, così com’è avvenuto per il 2017 e per il 2018, il Comune di Montevago dovrebbe ricevere il contributo regionale per aver superato il 65% di raccolta differenziata previsto dalla legge.

Anche il Comune di Racalmuto, nella persona del Sindaco Vincenzo Maniglia, sottoscrive il protocollo di intesa con Palma di Montechiaro. La candidatura di Palma di Montechiaro a Capitale della cultura italiana 2021, diventa sempre di più una candidatura di territorio, condivisa da Comuni che operano nello spirito di collaborazione e sinergia per avviare pratiche di valorizzazione e sviluppo. Le parti concordano di avviare attività di progettazione e forme di sperimentazione , manifestazioni culturali che siano legate alle caratteristiche peculiari di ciascun territorio. In particolare il legame è tracciato dall’intendimento di dare onore e la giusta valorizzazione a un patrimonio storico/letterario e alle figure che hanno contribuito a dare lustro in questo senso alle realtà dell’interland, in particolare Giuseppe Tomasi per Palma di Montechiaro, Leonardo Sciascia per Racalmuto, Luigi Pirandello per Porto Empedocle/ Agrigento. Il Sindaco di Palma di Montechiaro Stefano Castellino si dice felice del sostegno ricevuto dai colleghi dei comuni vicinori per la candidatura della propria città.

“Il percorso avviato con Racalmuto e con le altre città – dice il sindaco palmese Stefano Castellino – sarà mantenuto negli anni, sostenuto con i fatti, promosso e intensificato, perchè un progetto condiviso è un progetto più facilmente realizzabile e che offre maggiori possibilità di guardare insieme verso un glorioso futuro”.

E’ fissato per lunedì prossimo 24 febbraio 2020, l’inizio del nuovo servizio di raccolta differenziata a Favara.

Il raggruppamento temporaneo di imprese, composto da Iseda (capofila), Ecoin, Icos, Sea e Seap, ha infatti annunciato che il nuovo porta a porta, sarà effettivo a partire da lunedì prossimo dopo avere effettuato la consegna dei mastelli e di tutto il materiale informativo per guidare i cittadini di Favara verso la raccolta differenziata.

Il nuovo calendario di conferimento delle utenze domestiche prevede infatti il lunedì, la raccolta di organico, pannolini e pannoloni, il martedì, plastica e metalli e il vetro. Il mercoledì sarà la volta del secco residuo, pannolini e pannoloni, il giovedì l’organico e la carta e cartone, il venerdì plastica e metalli e indumenti usati che dovranno essere depositati negli appositi contenitori ogni 15 giorni, e infine il sabato organico, pannolini e pannoloni.

Secondo il nuovo regolamento, i mastelli dovranno essere esposti all’esterno delle abitazioni, a partire dalle 20 della sera prima ed entro le 6 del giorno indicato per la raccolta.

Le  A disposizione degli utenti, è stato inoltre messo a disposizione un numero verde, 800.550064 a cui potersi rivolgere dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18 dal lunedì al venerdì ed il sabato dalle 9 alle 13. Per eventuali richieste o segnalazioni, sono in corso di realizzazione due siti internet: www.differenziata-ato4agrigento.it e favara.differenziata-ato4agrigento.it ai quali i cittadini potranno scrivere per rivolgere domande o chiedere consigli.

Domani, 21 gennaio 2020 alle ore 9.30 avrà inizio il primo importante convegno sull’orientamento e analisi delle politiche e dei servizi territoriali, che possano contribuire alla crescita economica sociale e culturale del nostro paese.

Tema interessante ed articolato organizzato dall’Associazione Nazionale Studio e Lavoro in partnership con dall’università degli Studi di Palermo, dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione.

I lavori verranno introdotti dal dott. Leonardo Caramazza, presidente di ANSTUL ed aprirà il dibattito il prof. Francesco Pace, docente di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, dell’UNIPA .

Il prestigioso convegno vedrà la partecipazione di esperti nell’ambito dell’orientamento del nostro sistema territoriale dibattendolo da diverse posizioni e punti di vista, come :

la prof.ssa Paola Mangano, università Kore di Enna;

Tommasa Cicero, Vice Presidente dell’Ass. Italiana Orientatori;

la dott.ssa Anna Maria Sermenghi, Dirigente Liceo Empedocle di Agrigento;

il dott. Umberto Rumolo, esperto FSE e A.G.O;

la dott.ssa Luana Landolina, Confcommercio Giovani.

Obiettivo del convegno e quello di stimolare un analisi critica sullo stato attuale del sistema di orientamento territoriale, valutandone criticità e possibilità di sviluppo, promuovendo un confronto costruttivo tra i diversi soggetti pubblici e privati per una maggiore condivisione di best pratice, nonché la creazione di reti formali ed informali per servizi di orientamento.

Porteranno i saluti istituzionali il prof. Lucio Melazzo, presidente del Polo Territoriale dell’università di Agrigento; il dott. Giovanni Di maida, Presidente del Consorzio Universitario Empedocle di Agrigento e l’Assessore Regionale all’istruzione ed alla Formazione, prof. Roberto Lagalla.

Le associazioni a difesa dei cittadini utenti e consumatori, Unione nazionale Consumatori e Cittadinanza Attiva, coordinate nell’Agrigentino da Manlio Cardella e da Pippo Spataro, hanno incontrato l’assessore all’Ecologia al Comune di Agrigento, Nello Hamel, nel merito della gestione del servizio della nettezza urbana e del piano di raccolta dei rifiuti differenziati. In proposito, le interviste a Spataro e a Cardella

In occasione dei festeggiamenti del Carnevale e della rilevante affluenza di persone nei luoghi di maggiore attrazione, su disposizione del Questore di Agrigento, Maria Rosa Iraci, le Volanti hanno potenziato le attività di prevenzione e controllo del territorio, intensificando i servizi di vigilanza e sicurezza a protezione degli obiettivi a rischio, e aumentando la visibilità della Polizia di Stato. Ecco numeri ed esiti: 430 posti di controllo, durante i quali sono state identificate 1846 persone e sono stati controllati 14568 veicoli. Sono stati contestati agli utenti 74 violazioni al codice strada. 32 veicoli ed 1 autobus di linea extraurbana sequestrati per la mancanza della copertura amministrativa, 16 mezzi sospesi dalla circolazione per la mancata revisione, 10 patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza, 15 rimozioni di auto parcheggiate per aver occupato i posti per i disabili ed infine sono stati decurtati ai trasgressori 140 punti dalla patente di guida. Tale attività preventiva e repressiva è stata svolta con il prezioso ausilio del sistema “Mercurio”, ovvero la telecamera esterna per la video sorveglianza in mobilità e per il servizio di lettura automatica delle targhe, che consente di contestare immediatamente la mancanza della copertura assicurativa.