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Si è inventato di aver subito un tentativo di rapina per nascondere di essersi ferito ai genitali mentre scavalcava una cancellata, per questo la Polizia di Stato ha denunciato per simulazione di reato un uomo di 35 anni, di Trapani.
È il 16 febbraio scorso quando, nel primo pomeriggio, l’uomo viene soccorso in Via Virgilio da alcuni amici e portato in ospedale. Ha una grave ferita da punta e taglio allo scroto, viene immediatamente suturato dai medici del Pronto Soccorso e, il giorno dopo, è sottoposto a intervento chirurgico.

Agli uomini della Volante il 35enne racconta di essere stato aggredito a calci e pugni da quattro cittadini extracomunitari, che volevano impossessarsi del suo portafoglio.

L’aggressione sarebbe avvenuta in Via Virgilio, mentre comprava una bottiglia di acqua in un distributore automatico.

Caduto a terra, si sarebbe difeso dai colpi degli aggressori, sino a quando uno dei quattro avrebbe estratto un coltello e lo avrebbe ferito.
Il racconto, però, non ha convinto gli investigatori della Squadra Mobile che hanno analizzato i filmati di diverse telecamere, sentito gli amici del ferito e raccolto alcune tracce, scoprendo che l’uomo mentiva.

A questo punto è stato lo stesso 35enne, sottoposto a interrogatorio in ospedale, a raccontare la verità. L’uomo stava andando a giocare a calcio sul campo della scuola media “Rosina Salvo” e si era ferito mentre stava scavalcando il cancello.
Proprio sul cancello della scuola gli agenti della Sezione Reati contro il patrimonio Squadra Mobile avevano rinvenuto diverse tracce di sangue.
L’uomo è stato denunciato per simulazione di reato.

SiciliaOnPress

La 25° edizione della manifestazione Inycon, brillante iniziativa che ormai spopola sul tutto il territorio nazionale per la promozione dei vini del territorio belicino e che viene promossa dalle Cantine Settesoli, si avvarrà (per una singolare coincidenza) quest’anno di uno spettacolo che tutto il mondo ci invidia: l’esibizione delle Frecce  Tricolori dell’Aero Club d’Italia e con la relativa concessione dell’Aeronautica Militare.

Dunque, mai come questo anno, la già entusiasmante manifestazione Inycon verrà ulteriormente arricchita da una esibizione, già programmata da tempo, che, lo ribadiamo, per un caso assolutamente fortuito, andrà a coincidere con la esibizione delle Frecce Tricolori nel consueto Air Show della pluripremiata Pattuglia Acrobatica Nazionale. Infatti, la prevista performance, è stata pubblicata sul calendario delle esibizioni delle Frecce lo scorso 18 febbraio.

I promotori delle Cantine Settesoli si avvarranno della organizzazione dell’Aero Club Palermo.

Grandissima (ed inevitabile) la soddisfazione espressa dal sindaco del Comune di Menfi Marilena Mauceri appena appresa la singolare coincidenza. Il sindaco ha dichiarato: “Per un caso fortuito, durante una già nostra grande manifestazione che è l’Inycon , ci ritroveremo sui cieli di Menfi le acrobazie e lo spettacolo che solo le Frecce Tricolori italiane possono esibire. Mi sento orgogliosa di questa opportunità, che è il caso di dirlo….caduta dal cielo, che rende onore ad una intera comunità, ad una intera regione ed anche ad una intera Nazione. Uno spettacolo nello spettacolo – ha concluso Marilena Mauceri – senza precedenti e che certamente attira spettatori da ogni parte d’Italia”.

1 marzo si svolgerà la 17esima edizione della Mezza Maratona della Concordia Città di Agrigento. La partenza è in programma alle ore 9:30 a San Leone dal lungomare Falcone Borsellino, verso viale dei Pini, via Nettuno, poi ancora lungomare e salita ai Templi lungo viale Viareggio, via Luca Crescente, Porta Aurea, la via Sacra e poi nuovamente a San Leone sino al traguardo al lungomare. L’intero percorso sarà vietato al traffico dalle ore 9 alle 12:30 con divieto di sosta e rimozione delle auto. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare. La manifestazione sportiva è la più partecipata del meridione d’Italia con oltre 1500 atleti previsti.

Carabinieri della Compagnia di Alcamo hanno arrestato ai domiciliari per corruzione l’imprenditore edile Francesco Isca e l’ispettore della polizia municipale Salvatore Craparotta in servizio fino a dicembre 2019 a Calatafimi Segesta.
Contestualmente sono stati notificati cinque avvisi di garanzia ad altrettanti indagati. I reati contestati, a vario titolo, sono favoreggiamento, abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e falsità materiale ed ideologica in atti pubblici. Le indagini dei Carabinieri hanno accertato l’esistenza di un patto corruttivo tra l’imprenditore Isca e l’ispettore della polizia municipale Craparotta. Sfruttando il suo ruolo, Craparotta avrebbe agevolato l’attività economica e favorito l’aumento degli incassi della società, riconducibile a Isca, che gestisce l’area adibita a parcheggio del Parco Archeologico di Segesta, multando gli automobilisti che parcheggiavano le loro auto fuori dall’area a pagamento lungo la strada che conduce al tempio.

Il boss palermitano Gaetano Scotto, appena arrestato per associazione mafiosa dalla Direzione investigativa antimafia, percepisce il reddito di cittadinanza. Lo ha dichiarato lui stesso nel corso dell’interrogatorio di garanzia innanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale. Insieme a Scotto sono stati arrestati altri sette presunti affiliati al clan dell’Arenella, che sarebbe capeggiato dallo stesso Scotto, già coinvolto nell’indagine sulla strage di Via D’Amelio e scarcerato nel 2016. Inoltre, a Gaetano Scotto e a Nino Madonia è stato appena notificato un avviso di conclusione indagini per l’omicidio del poliziotto Antonino Agostino, 28 anni, e della moglie Ida Castelluccio, 20 anni, incinta di due mesi.

L’Assemblea Regionale ha dunque approvato il rinvio delle elezioni Provinciali dal 19 aprile prossimo ad una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre, anche per consentire a tanti Comuni di allinearsi, nel frattempo e con il voto amministrativo, al numero di consiglieri comunali imposto dalla nuova normativa. Nella stessa legge di rinvio delle elezioni Provinciali è stato approvato un emendamento a firma del capogruppo del Partito Democratico, Giuseppe Lupo, che, per garantire maggiore democraticità nelle Province, prevede di insediare entro aprile le Assemblee dei sindaci di ciascuna Provincia, assicurando collegialità e partecipazione e migliorando l’attività delle ex province già prima delle elezioni di secondo livello.

Ormai, purtroppo, i malviventi agiscono in piena autonomia anche di giorno e continuano a prendere di mira il popoloso quartiere del Villaggio Mosè.

Ieri mattina, ignoti delinquenti, approfittando dell’assenza della proprietaria di una casa, una quarantenne agrigentina, sono entrati dentro indisturbati ed hanno razziato quello che hanno potuto.

Di certo hanno portato via una ingente somma di denaro, ancora da quantificare, ed alcuni oggetti d’oro che erano custoditi in una busta.

La donna, appena accortasi del furto, ha subito chiamato i Carabinieri che sono prontamente intervenuti.

Da sottolineare come l’Arma dei Carabinieri, a seguito delle numerose denunce di furto acquisite negli ultimi tempi, continua incessantemente i loro controlli attraverso una azione capillare del territorio e non si esclude che presto la banda di malviventi che da tempo “opera” al Villaggio Mosè potrà essere smascherata.

Ad Agrigento, domani, venerdì 21 febbraio, al Circolo Empedocleo, nell’ambito della rassegna del Teatro da Camera, organizzata dal Pirandello Stable Festival di Mario Gaziano e dallo stesso Circolo Empedocleo presieduto da Giuseppe Adamo, alle ore 18:15 sarà in scena, ad ingresso gratuito, “La signora Collins”, di Tennessee Williams, con protagonista l’attrice Maria Grazia Castellana, con Massimo Agozzino, Maurizio Bognanni, Elina Dispensa, Alfonso Marchica, Angelo Provenzano, e gli interventi musicali del sassofonista Federico Orefice.

A Catania un giovane è morto sul colpo vittima dello scoppio di un ordigno che è stato intento a piazzare, insieme ad un complice, innanzi ad un distributore di sigarette. Teatro di quanto accaduto, intorno alle ore 4 di oggi, è stato il civico 5 lungo il viale Castagnola nel quartiere di Librino. Il giovane aveva il volto coperto con un passamontagna. A seguito della deflagrazione sono state danneggiate alcune automobili. Indagano i Carabinieri della compagnia di Fontanarossa. I due, si ipotizza, avrebbero voluto forzare il distributore con un ordigno rudimentale, e rubare le sigarette e i soldi all’interno.

Conclusa a Caltanissetta la requisitoria al processo sul cosiddetto sistema “Saguto”. Proposte severe condanne. Adesso sarà la volta delle arringhe difensive.


A Caltanissetta, al palazzo di giustizia, i pubblici ministeri Maurizio Bonaccorso e Claudia Pasciuti sono stati impegnati nella requisitoria al processo a carico, tra gli altri, di Silvana Saguto, ex presidente della Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. E hanno definito il sistema “Saguto” come “perverso e tentacolare, un ‘cerchio magico’ di nomine e incarichi di favore, che ha creato un danno irreparabile e incalcolabile all’immagine della magistratura perché la sezione Misure di prevenzione era stata trasformata in un ufficio di collocamento”.

E in occasione dell’udienza conclusiva della reprimenda della Procura nissena si è presentato personalmente il procuratore capo, Amedeo Bertone, e ha proposto al Tribunale la condanna di Silvana Saguto a 15 anni e 10 mesi di reclusione, per associazione a delinquere, abuso d’ufficio e corruzione, e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. E poi 12 anni e 3 mesi per l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, presunto primo privilegiato tra gli amministratori giudiziari, 9 anni e 10 mesi per l’ingegner Lorenzo Caramma, marito di Silvana Saguto, 11 anni e 10 mesi per il professor Carmelo Provenzano, 6 anni per l’ex prefetto Francesca Cannizzo, 2 anni e 6 mesi per l’ex giudice della sezione misure di prevenzione Lorenzo Chiaramonte, 10 anni e 11 mesi per l’amministratore giudiziario Roberto Nicola Santangelo, 2 anni per l’amministratore giudiziario Walter Virga, 6 mesi per Emanuele Caramma, figlio della Saguto, 4 anni e 4 mesi per il docente universitario Roberto Di Maria, 5 anni per Maria Ingrao, moglie del professor Provenzano, 4 anni e 6 mesi per Calogera Manta, cognata di Provenzano, e 8 anni e 1 mese per il colonnello della Dia Rosolino Nasca.

Infine sono state chieste due assoluzioni: per Vittorio Pietro Saguto, padre della Saguto, e per l’amministratore giudiziario Gabriele Aulo Gigante. Prima della conclusione della requisitoria, i pubblici ministri hanno chiesto la trasmissione degli atti per il reato di falsa testimonianza nei confronti di 14 testimoni che hanno deposto nel corso del dibattimento, tra un prefetto, magistrati, avvocati, commercialisti e docenti.

Lo scorso 29 ottobre le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione hanno definitivamente rimosso dall’ordine giudiziario Silvana Saguto, travolta dallo scandalo sulla gestione dei beni sequestrati alla mafia esploso nel 2015, perché avrebbe usato la sua posizione di magistrato per conseguire vantaggi ingiusti. Lo scorso 13 gennaio, prima dell’inizio della requisitoria, Silvana Saguto ha reso dichiarazioni spontanee, anticipando la linea difensiva che adesso sarà proposta nelle arringhe della difesa, e ha affermato: “Io ho dato tutto quello che ho potuto e ho gestito con il massimo della diligenza possibile. Gli errori sono sempre possibili. I provvedimenti giudiziari si fanno in tre. Non avevo degli sprovveduti accanto. Quello che noi guardavamo era il buon andamento generale e comunque nel massimo della trasparenza. I miei provvedimenti sono tutti motivati”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)