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Il Dipartimento Regionale della Protezione Civile, ha diramato l’avviso per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico n. 19304, con un livello di allerta gialla, secondo il dipartimento le precipitazioni saranno sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Sicilia centro-occidentale, con quantitativi cumulati moderati; da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, sul resto della Sicilia, con quantitativi cumulati da deboli a localmente moderati.

Approfittando dell’assenza dei proprietari, ieri sera, ignoti hanno fatto irruzione in un abitazione in via Falesio. Secondo indiscrezioni i topi d’appartamento sono riusciti ad entrare nell’abitazione posto al piano terra dello stabile, mettendolo a soqquadro e facendo razzia di quanto avesse un valore.  I malviventi ultimata la razzia, hanno tentato un secondo colpo, al piano superiore, dove sono stati distolti dal impianto di video sorveglianza e dall’allarme sonoro, che era entrato in funzione.

Ad accorgersi dell’accaduto i proprietari, che tornati a casa in serata hanno avuto l’amara sorpresa.

A distanza ravvicinata è stato perpetrato un furto con scasso ai danni di due villette in viale delle Dune.

I ladri sono entrati in entrambe le villette forzando un infisso, arraffando tutto quello che potevano – oro, denaro contante, gioielli e argenteria.

Ad accorgersi di quanto accaduto, anche in questo caso, sono stati gli stessi proprietari.

In 24 ore ad Agrigento si sono registrati quattro furti in appartamento di cui due nella zona balneare e gli altri in città. Questo indice, se pur limitato nel tempo, è un segnale significativo in costante aumento. La maggiore causa dei furti in appartamento va incentrata in una crisi economica dilagante.

Gli agenti di Polizia, nella stessa giornata hanno identificato due soggetti, madre (59anni) e figlio (34anni), originari di Grotte ma residenti altrove, in possesso di attrezzi da scasso senza un giustificato motivo.

Non è un elogio, né una celebrazione alla grandezza di colui che fu il “più tenore al mondo“, dopo Caruso. Anche perché non sarebbe stato necessario. La grandezza dell’artista parla ancora dalle opere che ha cantato, dai dischi che ha inciso, dalle immagini di repertorio.

Il documentario “Pavarotti” realizzato e diretto da Ron Howard è un racconto capace di arrivare alle masse, anche a chi conosce il personaggio e poco l’opera. Perché la cosa bella che vien fuori da questo lavoro – che è stato nelle sale dal 28 al 30 di ottobre – è la capacità del grande tenore di riuscire a divenire un ponte; quella capacità di unire, di spalancare le braccia verso il mondo, per poi richiuderle tenendo insieme l’arte e le emozioni che produce quando è eccelsa.

Un Pavarotti dal sorriso disarmante, il “Re del Do di petto“, il tenore acclamato in tutto il mondo, l’uomo pieno di fascino, di carisma, che su suggerimento della sua mamma che si emozionava sentendolo cantare, decide di intraprendere quella carriera, la stessa che non era riuscita a suo padre, grande tenore anch’egli ma che per il resto della vita restò un artigiano.

Un uomo il cui rapporto con le donne ha costituito il fulcro della sua spiccata personalità. La prima moglie, sposata giovanissima dalla quale ebbe 3 figlie femmine nate nel giro di 4 anni, la sua assistente con la quale ebbe un rapporto di amore/odio, le sue figlie, quel rapporto speciale con lady Diana e poi l’amore per Nicoletta Mantovani, 34 anni più giovane di lui e dalla quale ebbe Alice, sopravvissuta al suo gemello morto subito dopo il parto.

Tutte le sue donne, hanno accettato di raccontare Pavarotti, si sono lasciate intervistare e durante quella intervista si sono messe a nudo, si sono commosse e hanno regalato al pubblico aneddoti, ricordi, momenti di vita struggenti e passionali che hanno disegnato la tempra dell’uomo, e non solo dell’artista. il ricordo di una delle sue figlie che da piccina si era convinta che suo padre di mestiere facesse il ladro, perché lavorava di notte, era sempre via e si truccava il volto.

Ron Howard ha messo in evidenza la grandezza di un italiano di talento che conquista l’America, che va ospite nei talk-show, che in video cucina la pasta, che è sempre simpatico, ammiccante ma mai divo. L’italiano che ha scelto di cantare anche fuori dai teatri perché convinto che l’opera dovesse divenire popolare, che non dovesse essere una musica d’élite, che fosse fruibile alle masse. E poi la beneficenza, la sua capacità di emozionarsi, di commuoversi, di avere paura.

Un tenore è colui che si traveste, che si trucca, che diventa altro e che mente fin quando non sale in scena, dopo di che, diventa altro da sé e in quella dimensione Pavarotti spesso si divertiva.

Molto bello il lavoro fatto da Howard nell’accostare le giuste opere alle interviste, come se ci fosse un filo conduttore capace di portare lo spettatore, con empatia, direttamente dentro il senso di quel documentario, ossia dentro l’album dei ricordi, non nella vita di una superstar. Voleva essere ricordato come un bravo tenore e come colui che aveva fatto conoscere l’opera a molti e non solo agli appassionati e poi come un buon padre e un buon marito. La prima moglie, racconta con dedizione la vita trascorsa con il grande artista e poi consegna anche la forma del perdono verso ciò che fu. La sua seconda moglie, che l’ha amato e l’ha vissuto fino alla fine,  lo racconta come un uomo che ha vissuto ogni istante, fino alla fine, che era grato a Dio per il dono che aveva ricevuto con quella voce. Vi è nel documentario un climax fatto di emozioni, ricordi e risate.

Tutti coloro che lo conobbero – manager, collaboratori, artisti – lo raccontano come un uomo generoso e testardo; non mollava mai la presa, come quando costrinse Bono Vox degli U2  a scrivere “Miss Sarajevo” e a partecipare a “Pavarotti & friends” a Modena, insieme a Sting, Lucio Dalla. Aveva intuito che la lirica andava contaminata con il Pop e la beneficenza fu il motore trainante dell’iniziativa.

Nel documentario vi sono immagini inedite, video mai visti della carriera del grande tenore, ma anche i momenti più controversi, come le polemiche scaturite da quell’amore verso la sua giovanissima assistente, che poi fu sua moglie, ma che non lo scalfirono mai più di tanto.

Un grande artista, capace di influenzare positivamente tutti coloro che ebbero la fortuna di condividere con lui pezzi di vita e di carriera, oltre che l’essere il simbolo di una italianità di prestigio, che ancora oggi Pavarotti rappresenta a distanza di 12 anni dalla sua morte.

 

Simona Stammelluti

Nuove giornate di disagi per il servizio di raccolta differenziata ad Agrigento. Questo pomeriggio, l’Iseda rti ha informato gli uffici di competenza del Comune di quanto si sta verificando nelle ultime ore e che avrà ripercussioni sul regolare svolgimento del servizio.

La ditta Seap,  gestore della stazione di trasferenza di Lercara, infatti, nel corso della giornata odierna, ha autorizzato allo scarico solo  di 5 autocompattatori sui complessivi 11 impiegati, comunicando peraltro che, in occasione della giornata festiva di domani, l’impianto rimarrà chiuso e non potrà dunque accettare alcun conferimento e che, nella giornata di sabato, autorizzerà lo scarico di soli 3 autocompattatori. Ciò significa che 3 mezzi rimasti oggi ancora carichi potranno effettuare le operazioni di conferimento non prima di lunedì 4 novembre.

Considerato infine che anche la Ecoface di Ravanusa rimarrà chiusa per festività, domani 1 novembre, il servizio di raccolta verrà sospeso e riprenderà nella giornata di sabato, secondo quanto previsto da calendario (organico e vetro), non essendo necessario l’impiego di autocompattatori. Tale procedura consentirà di ripristinare la piena operatività della struttura di trasporto in tempo utile per poter garantire salvo ulteriori intoppi nei conferimenti, il regolare svolgimento della raccolta della plastica previsto per martedì 5 novembre.  Intanto, oltre ai problemi legati al conferimento negli impianti di trattamento dei rifiuti differenziati della Ecoface e alle strade chiuse per lavori senza un preavviso alle ditte, questa mattina gli operai hanno documentato e fotografato altri episodi che rendono difficile il servizio. In via Platone, come mostrano anche le immagini allegate e diffuse agli uffici competenti, agli operatori ecologici sono stati fatti trovare ogni genere di rifiuti accatastati sul marciapiede comprese sedie a sdraio e sacchi neri contenenti rifiuti che andrebbero differenziati nei giorni stabiliti. “Quello che riscontriamo – spiegano dalla Rti –  è un’ostinazione sempre più diffusa a non fare una corretta differenziata e ad aspettare il giovedì, giorno del secco residuo o indifferenziato, per buttare tutto. Questo non è ammissibile o accettabile. Inoltre, stamattina, i nostri operai che hanno parlato con alcuni dei residenti di via Platone provando a spiegare a perchè non possono ritirare questi rifiuti non conformi, sono stati minacciati”.

Una donna e un uomo, lei 59enne e lui 34enne, rispettivamente madre e figlio, originari di Grotte, sono stati denunciati dagli agenti della polizia per porto ingiustificato di arnesi da scasso.
I due sono stato oggetto, da parte del Questore del foglio di via obbligatorio dalla città del templi.
Gli agenti della questura sono intervenuti, dopo aver ricevuto una telefonata che segnalava la presenza di un uomo che litigava con una donna – la 59enne. Dopo aver riportata la calma, gli agenti hanno proceduto al riconoscimento dei coinvolti ed a effettuare una perquisizione, dove si è rinvenuta l’attrezzatura da scasso, ai quali la 59enne è il 34enne non sono riusciti a dare una spiegazione plausibile.

Ad Agrigento oggi, giovedì 31 ottobre, in via Atenea, nel salone della chiesa di San Giuseppe con accesso dal palazzo Filippini, la sezione agrigentina di Italia Nostra, presieduta dall’avvocato Adele Falcetta, ha organizzato dalle ore 18 in poi un incontro intitolato “Lo zucchero e la zucca – Riscoperta delle nostre tradizioni nell’era di Halloween”. A conversare ed a spiegare come la Commemorazione dei Defunti sia diventata in Sicilia “La festa dei morti” saranno lo storico Settimio Biondi e don Mimmo Zambito, già parroco di Lampedusa e giudice presso il Tribunale Ecclesiastico diocesano. Lettura di brani a tema di Giusi Carreca.

L’Amministrazione comunale di Porto Empedocle ha recepito un progetto di parco giochi inclusivo, dunque anche per disabili, redatto dall’Ufficio tecnico comunale. Se il progetto sarà finanziato sorgerà un’area attrezzata in piazza Alcide De Gasperi, nel quartiere dei Grandi Lavori. La sindaca Ida Carmina afferma: “Sono felice perché, nonostante i termini di scadenza fossero risicati, i nostri tecnici guidati dall’ingegnere Sferlazza sono riusciti a realizzare il progetto, a cui l’Amministrazione ha aderito deliberando in giunta. Il bando potrebbe offrire uno spazio per lo svago e il divertimento anche ai diversamente abili in tenera età. E’ un’iniziativa che mira inoltre a valorizzare le aree periferiche della città. Il finanziamento richiesto dal Comune è di circa 49mila euro”.

A Realmonte, nei locali del Madison, si è svolta la cerimonia del “passaggio della campana” del Soroptimist club di Agrigento. A Jaana Simpanen è subentrata Olga Milano, psicologa dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, che sarà al timone del club fino al 2021. Alla cerimonia sono intervenute autorità civili e militari, presidenti di club service ed di associazioni del territorio con cui il Soroptimist ha condiviso e continuerà a condividere iniziative e progetti. La presidente uscente, Jaana Simpanen, nel suo intervento ha illustrato tappe e obiettivi raggiunti durante la sua presidenza. La presidente entrante, Olga Milano, ha tracciato le linee programmatiche che, in armonia
con le indicazioni nazionali, avranno come finalità il miglioramento della società attraverso il miglioramento della condizione della donna. Si avvia così per il Soroptimist club di Agrigento un nuovo biennio ricco di impegno nel territorio e di nuove sfide educative da raggiungere.

In Sicilia sono disponibili 60 milioni di euro per interventi di manutenzione programmata della pavimentazione delle autostrade e delle strade statali di proprietà di Anas. Gli esiti delle 12 gare d’appalto, con procedura di Accordo quadro della durata di 4 anni, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Gli appalti sono parte di una tranche del piano cosiddetto “Basta buche”, composta da 76 bandi che interessano l’intero territorio nazionale per un ammontare complessivo di 380 milioni di euro. I bandi per Sicilia sono 12, uno per ogni centro di manutenzione, del valore di 5 milioni di euro ciascuno, per le strade statali della Sicilia orientale, per la tangenziale ovest di Catania, l’autostrada Catania-Siracusa e la strada statale 114 Orientale Sicula.

A Catania gli immigrati dal Gambia, Mali e Senegal hanno “sfrattato” gli spacciatori di droga catanesi conquistando il monopolio dello spaccio di hashish e marijuana nelle piazze principali. La Polizia ha arrestato o sottoposto ad altro genere di misure cautelari 13 pusher africani, soliti a nascondere la droga nelle crepe dei muri e nei tubi delle transenne o dei pali dei cartelli stradali, così da averla subito a disposizione per venderla. Ecco perché l’inchiesta è stata intitolata “The wall”, il muro. Nel corso dell’indagine è stata anche sequestrata della sostanza stupefacente. Le prove raccolte dalla Polizia, anche con strumenti tecnici, hanno riscontrato che i “clienti” sono stati di ogni età ed estrazione sociale.