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La legge n.117 esiste dal 2018, ma non è mai entrata in vigore. Solo dopo l’ennesimo caso di cronaca registrato il 19 ottobre scorso arriva il decreto attuativo che la sbocca, ed entro Ottobre scatterà l’obbligo per le famiglie con figli minori entro i 4 anni dei seggiolini con il dispositivo anti abbandono o salva bebè.

La legge salva bebè, ha avuto un percorso spedito, se pur mancante del decreto attuativo, riscritto solamente il 21 gennaio scorso, ed inoltrato alla Commissione Europea per ricevere il benestare. Benestare arrivato solamente il 22 luglio a seguito di una richiesta di correzione del testo da parte della Commissione.

Ma prima dell’entrata in vigore, un nuovo quesito è da risolvere, come ha evidenziato il Consiglio di Stato, nel suo parere che ha evidenziato la carenza della relazione che affronta l’impatto economico sugli operatori economici e sui consumatori, e poi ancora i Giudici evidenziano nel parere: “il comma 1 dell’articolo 172 del nuovo Codice della Strada impone di assicurare con i seggiolini i bambini di statura inferiore a m 1,50 e cioè, ‘“secondo comune esperienza di età fino a 10 anni ed oltre”, mentre il comma 1 bis della legge sui seggiolini antiabbandono prevede l‘obbligo solo per i bambini di età inferiore a 4 anni”.

I nuovi seggiolini, saranno dotati di un sensore capaci di rilevare la presenza di un bambino. All’arresto dell’autovettura con la  chiusura a chiave delle portiere il sistema salva bebè, rileverà nuovamente la presenza del bambino, e se è il caso lancerà un allarme allo smartphone del genitore.

Proprio pochi minuti fa è avvenuto un altro crollo dei cornicioni nel palazzo Liberty.

Con questo ennesimo crollo è stata evitata un’altra ipotetica tragedia in quanto il cornicione sud caduto ha letteralmente diverto e raso al suolo la struttura esterna di vetro del Bar pasticceria Sajeva.

Un forte boato è stato sentito dai vicini e ha spaventato le persone che si trovavano nei paraggi.

Si spera nel tempestivo ripristino di questa situazione in quanto ormai quasi ogni giorno sembra farsi sempre più grave.

 

E’ stato interrogato in carcere, al “Di Lorenzo” di Agrigento, Carmelo Rubino, l’agricoltore di 68 anni di Canicattì già reo confesso innanzi alla sostituto procuratore di Agrigento, Paola Vetro, dell’omicidio di un altro agricoltore di Canicattì, Vincenzo Sciascia Cannizzaro, 69 anni, ucciso a colpi d’arma da fuoco venerdì scorso 27 settembre in contrada Calici a Canicattì. Carmelo Rubino, innanzi alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Luisa Turco, ha ribadito: “Sono stato io, mi è venuto incontro in maniera violenta e ho sparato. Sono distrutto per quello che ho fatto, non ricordo bene”. Carmelo Rubino è difeso dagli avvocati Diego Guadagnino e Marcella Bonsangue.

Il coordinatore del movimento Mani Libere di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, segnala e documenta con fotografie che la piazzola di sosta soprastante il Parco dell’Addolorata o Icori, destinata a isola ecologica, “è – a suo avviso – ridotta ad una discarica con tanto di tracce e odore nauseabondo di percolato. Il tutto, peraltro, in una zona con il più elevato rischio di crolli e frane che vi è ad Agrigento. E nessuno se ne preoccupa” – conclude Di Rosa.

Ancora sbarchi sulle coste italiane. Nelle ultime 48 ore sono giunti oltre 200 migranti: 33 tunisini soccorsi a largo di Pantelleria, una quarantina di algerini con barchini di 5 metri sulle coste del sud della Sardegna e oltre 150 a Lampedusa, con 7 barchini. Si tratta di mini – sbarchi a conferma di un fenomeno che gli esperti hanno segnalato da mesi, ovvero il traffico con le ‘navi madre’, i grossi pescherecci partiti da Libia e Tunisia carichi di migranti che a poche miglia dalle acque territoriali italiane trasbordano le persone sui barchini diretti poi verso costa. Dei 7 arrivati a Lampedusa, il più grande è un guscio di legno di 8 metri: è impossibile che siano partiti in modo autonomo dalle coste africane.

A Racalmuto è stata collocata dall’associazione “Strada degli Scrittori”, su una delle pareti della casa di Largo Monte a Racalmuto in cui Leonardo Sciascia visse per diversi anni, una targa che ricorda il “Maestro di Regalpetra”. L’affissione è stata compiuta in presenza di Felice Cavallaro, direttore della “Strada degli scrittori”, e di Pippo Di Falco, l’intellettuale che ha recentemente acquistato la “casa delle zie” di Sciascia per renderla una Casa museo. La targa riporta una frase di Sciascia che rievoca l’importanza per la sua formazione di tale luogo, inserito nel 2014 tra i luoghi della Memoria e dell’Identità siciliana della Regione Siciliana. Le interviste a Cavallaro e a Di Falco sono in onda oggi al Videogiornale di Teleacras.

Ad Agrigento all’Hotel della Valle l’associazione Giovani Farmacisti di Agrigento, presieduta da Silvia Nocera, e FederFarma di Agrigento, presieduta da Claudio Miceli, hanno organizzato un corso Bls-d, ovvero un corso di rianimazione con defibrillatore, rivolto ad operatori laici, quindi non sanitari. Si sono svolte anche delle prove su manichini e a termine è stato consegnato un attestato che riconoscerà la qualifica di operatore. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras sono in onda le interviste a Silvia Nocera, poi Pietro Amorelli, vice presidente FederFarma Agrigento, e poi Diego Vitello, istruttore Bls-d.

Voglio fare l’influencer“. E’ questo il nuovo trend.

Influencerè una delle parole più pericolose del nostro tempo.
Influenzare le masse sul nulla, omologare, rendere gregge e soprattutto privare di giudizio critico. 
I giovani non sono più in grado di costruire un pensiero di senso compiuto, non hanno un’opinione, non sanno cosa significhi astenersi, avere un proprio gusto e magari una personalissima passione.

La passione comune delle teenagers del terzo millennio è Giulia De Lellis. Confesso che son dovuta andare a googlare quel nome perché per me era – e resta – un’emerita sconosciuta. Come molte prima di lei, è divenuta famosa (a mio modesto avviso destinata ad essere dimenticata anch’essa tra qualche tempo) come molte prima di lei, grazie a mamma Maria (De Filippi) e alla trasmissione (con zero contenuti) “Uomini e donne”. Sì, perché ormai si aspira a divenire famosi, ma non per un proprio talento artistico, ma perché ci si siede sul trono di velluto rosso degli studi Mediaset, mostrando il nulla e esprimendosi con frasi come: “Le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza!

E’ questo il titolo del libro che la famosa influencer ha scritto (?) sembrerebbe a 4 mani con una certa Stella Pupo (come se servissero 4 mani per scrivere un manuale trash sulle corna)  e che ha venduto in pochi giorni – udite udite – 53.674 copie, copia più copia meno. Cosa ci sarà scritto in realtà in queste pagine, oltre al titolo, non saprei e (non saprò) dirvi. Quello che so è che davanti alla Mondadori a Roma (Mondadori è anche la casa editrice di questo libro, si intende) c’erano più di 500 persone che osannavano letteralmente la De Lellis come se fosse l’imperatrice di Spagna.

Le frasi urlate alla “scrittrice” sono state: “Sei bellissima!“, “Tu per me sei tutto!” ma soprattutto “il libro è stupendo!” – detto da chi ancora non lo aveva ancora neanche tra le mani.

Non ridete, ve ne prego, questa è realtà.

Sembrerebbe che qualcuno abbia anche ringraziato la De Lellis per aver avvicinato la “gente” alla lettura. Ah già … dalla regia mi dicono che non è un qualcuno qualsiasi quello che ha esternato questa riflessione, bensì Stefano Peccatori, dg Mondadori Electa, che si è detto fiero del successo del libro di Giulia: “E’ un prodotto che ha avvicinato anche tanti non lettori al nostro mondo. Un viaggio nelle emozioni di una giovane donna“.

Qui ci sta un “No comment”, amici miei. Perché sennò in pieno stile Stammelluti dovrei dire “non ho più parole, solo parolacce”.

I rivali della De Lellis dunque sono più d’uno ad oggi.
Gli scrittori Fabio Volo, Gramellini per esempio (non ridete, tanto è) e poi Francesco Totti, con il quale ci sarebbe un testa a testa di followers e poi la regina delle influencer, quella che ha insegnato alle adepte come si farebbe quel fruttuoso mestiere, la divina Chiara Ferragni, reduce da un docu-film anch’esso degno dei nostri giorni.

Lo so che avete voglia di sorridere in questi tempi così difficili, socialmente parlando, e allora prima dell’ultima riflessione che so per certo apprezzerete perché chi legge un quotidiano non è mai privo di giudizio critico, vi dico – per farvi abbozzare l’ultimo sorriso – che la dichiarazione  della novella scrittrice è stata: ” Staccherò dal social, possa stare senza Instagram anche per un mese. Io stacco quando voglio“. Anche noi cara De Lellis facciamo quel che vogliamo, eh, sia chiaro e saremo in tanti a non leggere il suo manuale sulle corna e affini.

Sa, il problema non è il suo libro in sé, che potremmo utilizzare nelle modalità più disparate, ma il fatto che le adolescenti la considerino un’idolo. Alla nostra età – sì certo parlo da quasi cinquantenne – noi come idoli avevamo Primo Levi, Italo Calvino, Umberto Eco, leggevamo i classici, leggevamo anche Pinocchio; ma lei lo sa che gran capolavoro è, Pinocchio?

Ma la colpa non è sua, cara De Lellis, è del circuito che ormai sta triturando la cultura facendone coriandoli che si bagnano alla prima pioggia e diventano poltiglia informe e sgradevole. Perché il suo libro è solo uno degli ingranaggi di un sistema che da qualche parte si sarà impigliato e che dovremmo correre a riparare.

Sabato sera ho scoperto che esiste un programma Tv (figli di Maria)  chiamato “Amici celebrities” (che già sul sostantivo avrei da ridire considerato che per me le celebrità sono attori da Oscar, geniali registi, fotografi talentuosi, cantautori sopraffini e raffinati che con la loro arte sono diventati celebri ossia “degni di essere conosciuti, riconosciuti e ricordati e amati”) ma a parte questo, sono contenta di sapere che, malgrado il tentativo, non è riuscito a battere la CULTURA del programma Rai di Alberto Angela, “Ulisse”, che parlava di Leonardo Da Vinci.

Lei sa chi è Leonando Da Vinci, De Lellis? Magari un giorno se ci sidovesse incontrare io e lei, potremmo parlare di questo e tanto altro … ah no, forse tanto altro non sarà possibile ma potremo sempre farci un selfie, tanto uno più uno meno, penso che non le faccia differenza. Insomma sabato sera la Cultura ha battuto la fetenzìa 1 a 0.

Dunque, possiamo ancora sperare.

Non so se va proprio tutto bene, ma ho imparato negli anni, che “lasciar correre” non è mai una soluzione e che molte soluzioni si trovano nei libri … quelli veri.

 

Simona Stammelluti 

 

L’ex presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, è stato condannato dal Tribunale di Catania per avere diffamato il giornalista Gregorio Arena, già in servizio a Bruxelles, tacciandolo di “assenteismo” durante la sua partecipazione alla trasmissione L’Arena, su Rai 1, il 18 novembre del 2012. La difesa di Rosario Crocetta commenta: “Le dichiarazioni di Crocetta erano basate su una nota della dottoressa Stimolo, dirigente degli uffici di Bruxelles, che rappresentava l’assenza del giornalista. Vedremo cosa ne penserà la Corte d’Appello di Catania”. Gregorio Arena afferma: “Nessun assenteismo, nessun favoritismo quindi. Solo accuse che hanno segnato la mia vita e quella della mia famiglia. Crocetta è stato condannato ad una multa di 800 euro e ad un risarcimento dei danni che saranno liquidati in sede civile. A titolo di provvisionale pagherà 20mila euro, oltre tutte le spese processuali nonché gli onorari della parte civile”.

E’ morta, a 57 anni di età, l’ex assessore regionale ai Beni Culturali, Mariarita Sgarlata. Nelle ultime settimane ha combattuto contro un tumore. Professoressa associata di archeologia cristiana e medievale, già ispettrice della pontificia commissione di archeologia sacra, più di recente ha ricoperto l’incarico di consulente del ministro Bonisoli ed è stata consigliere delegato della Fondazione Inda.

Da assessore, e poi successivamente, Mariarita Sgarlata è stata protagonista di una battaglia a difesa del paesaggio, con la consapevolezza della necessità di recuperare la vocazione turistico-culturale del territorio attraverso scelte sostenibili. Non a caso ha condiviso le linee guida del piano paesaggistico della provincia di Siracusa. Ha scritto “L’eradicazione degli artropodi. La politica dei beni culturali in Sicilia”, un libro-denuncia sui siti storici in Sicilia.