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I Carabinieri agrigentini, capitanati dal colonnello Giovanni Pellegrino, sono stati impegnati in un maxi servizio di controllo del territorio, nei territori delle cinque Compagnie in provincia, ovvero Agrigento, Licata, Canicattì, Sciacca e Cammarata. Per tutta la sera e fino a notte inoltrata, oltre 50 pattuglie dell’Arma, circa 150 Carabinieri, hanno perlustrato tutto il territorio provinciale, effettuando un centinaio di posti di blocco in tutte le principali arterie. Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza stradale, contro l’abuso di alcol e il consumo di stupefacenti, l’uso del cellulare durante la guida, e il mancato uso delle cinture di sicurezza. A lavoro serrato anche le 45 Stazioni e Tenenze dell’Arma, insieme a motociclisti e autoradio di tutti i Nuclei Radiomobili. I controlli proseguiranno al fine di prevenire accadimenti luttuosi lungo le strade agrigentine.

La Corte d’Appello di Messina ha condannato a 6 anni e 8 mesi di carcere l’ex deputato del Partito Democratico e di Forza Italia, Francantonio Genovese, che in primo grado ha subito la condanna ad 11 anni di reclusione, nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Corsi d’oro 2” sulla formazione professionale. Al cognato di Genovese, Franco Rinaldi, ex deputato regionale anche lui del Pd e poi di Forza Italia, sono stati inflitti 3 anni e 2 mesi a fronte dei 2 anni e mezzo in primo grado. Il processo d’Appello comprende 21 imputati, tra cui le mogli dei due condannati e 7 società. Tra i reati contestati a vario titolo vi sono truffa, riciclaggio e falso in bilancio.

Tre funzionari dell’Anas di Catania, destinati alla manutenzione delle strade della Sicilia Orientale, sono stati arrestati in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza per corruzione. Gli arresti sono stati convalidati dal Tribunale. Si tratta di un’inchiesta della Procura etnea, delegata alla Guardia di Finanza, nel cui ambito sono emersi collaudati circuiti corruttivi tra funzionari responsabili della manutenzione programmata di strade e raccordi della Sicilia Orientale e imprenditori compiacenti.

A Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, la Polizia ha arrestato un incensurato di 24 anni, A L sono le iniziali del nome, sorpreso in casa in possesso di un panetto da 1 chilo di cocaina pura, e quasi mezzo chilo di hashish e marijuana. La droga è stata nascosta dentro una busta da spesa, fiutata dai cani poliziotto “App” e “Sky”. Le sostanze stupefacenti, vendute nel mercato locale della droga, avrebbero fruttato all’incirca 280 mila euro. Il giovane è stato ristretto ai domiciliari.

In territorio di Racalmuto, in contrada Piano Corsa, due incendi in meno di 24 ore nello stesso luogo, il 19 e il 20 luglio scorsi, hanno devastato il bosco. Adesso la Procura della Repubblica di Agrigento, tramite le sostitute procuratore, Gloria Andreoli e Cecilia Baravelli, ha iscritto nel registro degli indagati alcuni dipendenti della Forestale. L’ipotesi di reato contestata è incendio boschivo colposo, allorchè colposamente, e non con dolo, non sarebbero intervenuti adeguatamente per evitare il propagarsi del fuoco. Le indagini sono state delegate alla Squadra Mobile di Agrigento che ha già convocato gli indagati per avvisarli dell’indagine a loro carico e ascoltarli.

L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, rivolge un pubblico ringraziamento alla Capitaneria di Porto Empedocle, capitanata da Gennaro Fusco, per avere provveduto tempestivamente, pur non essendo sua competenza ma dell’ufficio delle Dogane, a rimuovere la barca tunisina giunta il pomeriggio di martedì scorso a San Leone, sulla sesta spiaggia del Viale delle Dune. Claudio Lombardo aggiunge: “Purtroppo, prima della Capitaneria è arrivato uno sciacallo che ha rubato uno dei due motori a bordo del natante”.

In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, oggi, sabato 21 settembre, ad Agrigento, l’associazione di volontariato “Alzheimer Agrigento”, presieduta da Angela Parisi, ha organizzato uno stand al Centro commerciale Città dei Templi dalle ore 16 alle 20. Saranno fornire informazioni sulla patologia, le possibilità di prevenzione e le modalità di assistenza. All’esterno sarà esposto il pulmino attrezzato per il trasporto dei disabili recentemente acquisito grazie al contributo degli sponsor. L’associazione Alzheimer ringrazia la direzione del Centro commerciale Città dei Templi per la concessione gratuita dello spazio espositivo.

Ad Agrigento all’Hotel della Valle si è svolto un incontro formativo e informativo intitolato “Noi ci vacciniamo – Esperti a confronto – Influenza e pneumococco”, con il patrocinio dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento e dell’assessorato regionale alla Sanità. I partecipanti sono stati aggiornati sulle ultime e innovative strategie di prevenzione dell’influenza e dello pneumococco, al fine, tra l’altro, di incrementare le coperture vaccinali attuali.

Conflitto istituzionale alla Regione. Gianfranco Miccichè rispedisce al mittente le accuse sul collegato e lo stallo parlamentare: “Il governo chieda scusa all’Assemblea”.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha appena imposto lo stop all’esame del collegato all’Assemblea Regionale, e ha bloccato la spesa fino al prossimo giudizio di parifica della Corte dei Conti. Perché? “Perché – come già pubblicato – mancano all’appello 400 milioni di euro. In cassa non vi è un euro. E la colpa è del governo precedente di Rosario Crocetta” – ha sottolineato Nello Musumeci, che poi ha puntato il dito contro la condizione di stallo, se non di ostacolo, in cui versa l’Assemblea Regionale. Ecco perché adesso reagisce il presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè, che rispedisce al mittente le accuse e, innanzitutto, a scanso di fraintendimenti, premette: “Non è vero che ho pronti dei dossier su errori dell’assessore all’Economia Gaetano Armao nella gestione dei conti pubblici. Non ho nessun dossier nei confronti di Armao. Non mi sono mai piaciuti, figuriamoci se posso iniziare a stilarne uno. Non ho intenzione nemmeno di chiedere le sue dimissioni”. E poi, in prospettiva, Gianfranco Miccichè annuncia: “Martedì prossimo, 24 settembre, durante i lavori d’Aula, davanti al presidente Musumeci, qualora sarà presente, leggerò la cronistoria di questi mesi, di ciò che è successo in merito ai collegati e alle responsabilità oggettive di ogni personaggio coinvolto in questa legislatura. Musumeci o chi per lui doveva assumersi la responsabilità di ciò che è la condizione economica della Regione Siciliana. Invece ha tentato di far cadere la colpa sul Parlamento siciliano. Non vorrei pensare che ci sia stata malafede. Il dissesto finanziario della Regione Siciliana risale al 1992, questo governo non c’entra nulla. Peraltro l’Assemblea Regionale non ha saputo nulla della crisi economica: a differenza della Corte dei Conti che avvisa l’Assemblea sul suo operato, il governo regionale non ci ha mai avvisato di nulla. A Palazzo dei Normanni abbiamo intuito che la situazione finanziaria era pessima. Proprio per questo, ho inviato una lettera al Presidente Musumeci qualche giorno fa per sapere oggettivamente quale è lo stato di salute economica della Regione. La risposta la conoscete tutti…” Poi Gianfranco Miccichè interviene a seguito delle polemiche sui collegati, ovvero la Finanziaria “a puntate”, così come sono stati definiti, escogitati per evitare l’esercizio provvisorio a gennaio, e che poi si sono impantanati a Sala d’Ercole. E il presidente dell’Ars ribatte: “I collegati non sono un’invenzione dell’Assemblea Regionale. Il collegato è una possibilità voluta dal governo. Tutti gli assessorati hanno chiesto il collegato. I collegati sono stati fatti da loro. Se nessuno mi imponeva questa questione, entro un mese avevamo finito tutto attraverso un esercizio provvisorio. Questa polemica poteva essere fatta se al mio posto ci stava un cretino. Ma sin quando sono a Palazzo dei Normanni certe cose non possono esistere. Io credo che il governo dovrebbe chiedere scusa al Parlamento siciliano. A me no, perché non interessa”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)