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Habemus praeses et Miriam Mignemi.

Dopo le scaramuccie di ieri, che ha cristallizzato una maggioranza spaccata, oggi la fumata bianca, il civico consenso di Favara ha un presidente.

Miriam Mignemi già ex  assessore della giunta Alba e consigliere eletta nel partito Diventerà Bellissima è la prima donna presidente del civico consesso di Favara.

La sua elezione è stata sancita da una scheda bianca, che ha fatto la differenza: Mignemi 12 voti, Montaperto 11 voti e 1 scheda bianca.

Nella seduta di ieri il risultato della votazione era un netto pareggio tra i contendenti – entrambi della stessa maggioranza. Seduta poi caduta per la mancanza del numero legale e rinviata ad oggi.

Il dato di ieri, confluito a quello di oggi lascia pensare a una maggioranza consigliare alquanto traballante, nessun accordo e/o equilibrio.

Dopo l’elezione del presidente è stato eletto il vice-presidente Ignazio Sorce.

 

Le urne si sono chiuse alle 14.00.  Ecco i comuni agrigentini che sono stati chiamati a rinnovare le cariche degli amministratori locali: Canicattì, Favara, Montallegro, Montevago, Porto Empedocle e San Biagio Platani.

Cominciano ad arrivare i primi dati:

Favara: dalle prime operazioni di spoglio, alla sezione 1 è in netto vantaggio il candidato sindaco Antonio Palumbo, seguito da Giuseppe Infurna ed infine da Salvatore Montaperto.

 

notizia in aggiornamento

 

Il Codacons di Agrigento, nella persona del suo Vice-Presidente Giuseppe Di Rosa, questa volta si rivolge direttamente ai NAS, AL NOE dei Carabinieri, agli uffici dell’ASP di Agrigento, all’Arpa , al Comando di Polizia Provinciale Settore Tutela Ambientale ed al Sindaco in quanto responsabile della salute pubblica, ha chiesto un immediato controllo sanitario della città, lanciando un forte allarme SANITARIO per la tutela della salute pubblica.

Nella lunga nota, Di Rosa, evidenza i grave stato igienico sanitaria del territorio del Comune di Agrigento che oramai perdura da troppo tempo.

“La salute e il benessere delle persone sono strettamente legati allo stato dell’ambiente. Un ambiente naturale di buona qualità risponde alle esigenze di base, allo stesso tempo, l’ambiente rappresenta un percorso importante per l’esposizione umana all’aria inquinata, al rumore e alle sostanze chimiche pericolose. Nella sua relazione sulla prevenzione delle malattie mediante ambienti sani, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che i fattori di stress ambientali siano responsabili per il 12-18 % di tutti i decessi nei 53 paesi della regione Europa dell’OMS. Il miglioramento della qualità dell’ambiente in settori chiave come l’aria, l’acqua e il rumore può contribuire a prevenire le malattie e a migliorare la qualità della salute umana.

Agrigento, oramai da troppo tempo è UNA DISCARICA A CIELO APERTO, non viene più effettuata la scerbatura e il sistema della raccolta differenziata crea giornalmente delle discariche in ogni zona della città, discariche che grazie anche al grande numero di animali abbandonati, diventano punto di ristoro per gli stessi.

Pertanto, anche in considerazione del prolungarsi della situazione creata dalla diffusione del Covid-19, abbiamo chiesto agli uffici sopra menzionati, ognuno per la propria competenza, di volere provvedere con assoluta immediatezza onde prevenire eventuali infezioni e proliferarsi di malattie trasmesse da animali all’uomo, e di volere sollecitare l’amministrazione in carica, nell’interesse per la salute pubblica visto che il primo cittadino è anche “responsabile della salute pubblica” del comune che amministra.”

Con riferimento al comunicato stampa del Comune di Agrigento del 14 gennaio scorso, trasmesso agli organi d’informazione in risposta alle dichiarazione del Presidente del Santa Cecilia il quale denuncia il mancato sostegno del Comune di Agrigento a favore dell’Associazione, avendo allontanato da Santo Spirito i Piccoli Cantori e il Coro di Santa Cecilia, questa Associazione torna a riaffermare tutto quanto prima dichiarato e contesta alcune notizie inesatte ed approssimate riportate nel comunicato stampa in questione.
Al solo fine di riportare a verità i fatti accaduti e a beneficio della corretta informazione che, altrimenti, risulterebbe falsata, si precisa:
-L’Associazione non ha stipulato in precedenza alcuna convenzione con il Comune di Agrigento per l’utilizzo dell’Aula Capitolare del Monastero di Santo Spirito, bensì per l’utilizzo dell’ex Refettorio, all’interno dello stesso Monastero (convenzione del 15 dicembre 2009, agli del Comune).
Allo stesso modo, l’Associazione non ha chiesto al Comune di Agrigento il rinnovo della convenzione per l’utilizzo dell’Aula Capitolare del Monastero di Santo Spirito, bensì per l’utilizzo dell’ex Refettorio, all’interno dello stesso Monastero (istanza prot. 88779 del 30.11.2015 agli atti del Comune, diretta al Sindaco e all’Assessore Biondi).
Alla luce di quanto opportunamente chiarito, tutte le considerazioni pur magistralmente esposte nel comunicato, circa l’opportunità o meno di riaffidare all’Associazione la prestigiosa Aula Capitolare, appaiono palesemente prive di ogni fondamento e, pertanto, inutili e fuori luogo.
-Quanto agli apprezzamenti e alle espressioni di benevolenza del Comune nei confronti dell’Associazione Filarmonica Santa Cecilia, meritevole di proiettare in Italia e all’estero l’immagine positiva della nostra Città e altre belle storie, appaiono complimenti affabili e consolatori. Peccato che questi siano stati sistematicamente smentite dai fatti
Uno dei tanti:
Il 14 ottobre il Signor Sindaco, incontrando in Comune i responsabile dell’Associazione, ha comunicato agli stessi l’intenzione dell’Amministrazione di destinare l’intero complesso monumentale di Santo Spirito ad area museale e che, pertanto, l’Associazione avrebbe dovuto trovare una collocazione alternativa dove potere svolgere la propria attività. Lo stesso Sindaco, comunque, ribadendo la necessità di dare continuità alla collaborazione tra il Comune e l’Associazione, si impegnò a reperire locali comunali idonei da destinare all’Associazione, assicurando più volte che i coristi della stessa Associazione , anche in vista degli imminenti impegni musicali in Sicilia, avrebbero potuto tranquillamente continuare ad utilizzare Santo Spirito fino al trasferimento in altra sede.
Ma alcuni giorni dopo le solenni promesse del Sindaco, è arrivato improvviso l’ordine di sospendere tutte le attività e di abbandonare Santo Spirito fino a nuove disposizioni, perché gli spazi dell’ex Refettorio e pure della prestigiosa Aula Capitolare avrebbero ospitato nei giorni seguenti un torneo di scacchi, patrocinato dallo stesso Comune…
Si chiede all’Ufficio Stampa del Comune: si tratta per caso delle stesse aule sottratte con zelo ammirevole all’uso improprio che ne aveva fatto il Santa Cecilia attraverso lo studio e la pratica del canto corale e della musica sacra?
Terminato il torneo, l’Associazione è rimasta invano ad attendere con trepidazione l’invito del Sindaco a ritornare a Santo Spirito, nelle more di un prossimo trasferimento presso la sede dallo stesso solennemente promesso.
Ma la risposta del Comune alla continue sollecitazione dell’Associazione e stato soltanto il silenzio più ostinato, mentre cento coristi dell’Associazione, alla vigilia di Natale, andavano alla ricerca disperata di una sede.
Solo lo straordinario impegno profuso da tutta l’Associazione, l’appoggio morale della Città e la generosa ospitalità concessa dalle Parrocchie, hanno permesso ai Piccoli Cantori e al Coro di Santa Cecilia di completare in tempo il programma musicale dei Concerti natalizi e di poterli eseguire con pieno e meritato successo di pubblico, coronato dal plauso del Presidente della Repubblica.
Dal Comune di Agrigento solo comportamenti minuscoli e promesse. Ma le promesse non accompagnate dai fatti restano chiacchiere. E delle chiacchiere del Comune di Agrigento, Associazione Filarmonica Santa Cecilia non sa proprio più cosa farsene.

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Ad Agrigento il PalaCongressi rientra nelle mani del Comune. La struttura, in condizioni di degrado e abbandono al Villaggio Mosè, è riassunta nella gestione ad opera del Municipio, così come è sempre stato nel corso degli anni fin quando è stata chiusa nel settembre 2012. La Regione decise di vendere il PalaCongressi inserendolo in un’apposita lista del patrimonio regionale in vendita per ottenere liquidità in cassa. Non vi sono state però delle offerte adeguate, probabilmente perché l’edificio è stato ritenuto poco appetibile dagli acquirenti privati. Durante il commissariamento ad Agrigento di Luciana Giammanco è stata avviata con la Regione una interlocuzione per consegnare il bene dal Demanio, quindi dal Comune, all’Assessorato regionale ai Beni Culturali, affinchè potesse poi contare su introiti diretti come, ad esempio, quelli provenienti dal Parco archeologico della Valle dei Templi. La Regione ha avviato tale trasferimento, e tra febbraio e marzo del 2015 ha comunicato al Comune di Agrigento che si sarebbe dovuto attivare per prepararsi alla redazione del verbale di consegna del PalaCongressi all’ Assessorato ai Beni Culturali. Nel frattempo però ad Agrigento è iniziata la campagna elettorale primaverile fino al voto di fine maggio, e il procedimento si è arenato. Dunque, adesso il sindaco Firetto ha subito disposto la negazione della consegna. L’ Assessorato ai Beni culturali non si è opposto e, di conseguenza, il PalaCongressi è stato mantenuto in uso al Comune. Lo stesso Firetto commenta in prospettiva : “Stiamo ragionando con l’assessorato regionale all’Economia su possibili forme di utilizzazione del bene, perché di certo non è nostra intenzione tenerlo in uso in modo improduttivo”. E con lo stesso modo dinamico e produttivo, l’ Amministrazione comunale volge attenzione verso il patrimonio comunale, da anni fonte più di debiti che di guadagni. “Al momento – spiega l’assessore al Bilancio, Giovanni Amico – il nostro patrimonio non solo è improduttivo, ma è anche gravido di costi e contenziosi. Una cospicua somma è spesa ogni anno per manutenzioni e cause legali connessi a crolli e danneggiamenti provocati da edifici comunali ormai in abbandono. Esiste un piano di acquisizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare improduttivo statale al quale vogliamo tentare di aderire. Questo liberebbe l’Ente di beni attualmente inutilizzati e privi di prospettive di sfruttamento, e darebbe una iniezione indispensabile di liquidità”.