Inchiesta sul “postificio” Cefpas, un fiume di soldi per assumere amici e congiunti di politici, di impiegati, di tutto e di più. Ed in questo contesto il Cefpass “risparmia” su un ex impiegato: “Crea danno erariale…”

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Le attenzioni sul Cefpas, colosso della formazione sanitaria in Sicilia con sede a Caltanissetta, al momento sono state puntate dai sindacalisti Rosanna Moncada e Angelo Polizzi.

Non più di un paio di mesi addietro questo giornale aveva anticipato su quanto oggi in un memorabile articolo su La Sicilia a firma di Mario Barresi, emerge in modo inequivocabile come il potente ente di formazione possa assumere i connotati di un postificio bello e buono. Reati: nessuno.

E non nascondiamo nemmeno che dopo l’uscita del nostro articolo non pochi problemi assalirono la nostra redazione. Tentativi di frenate, licenziamenti, tragedie e telefonate lunghissime per farci desistere.

Sembra che stessa sorte abbia avuto il deputato regionale dei 5Stelle Giovanni Di Caro il quale, dopo avere chiesto ufficialmente l’accesso agli atti relativi agli ultimi mesi delle assunzioni al Cefpas, qualche strattonata la ricevette anche lui.

Nella stessa pagina, Barresi, incontra il direttore generale del Cefpas Roberto Sanfilippo il quale, senza mezzi termini, sostiene che “le denunce dei due sindacalisti sono una serie innumerevole di sciocchezze”.

Il pupillo di Raffaele Stancanelli, ma anche dell’assessore regionale Ruggero Razza, potrebbe anche avere ragione, e ribadiamo potrebbe, ma sarebbe un gravissimo errore non ricordare allo stesso Sanfilippo che fra le menti brillantissime assunte nel centro che dirige, vuoi a tempo determinato che indeterminato, vuoi con questa postilla o con l’altra, i maggiori beneficiari sono amici e congiunti di politici, amici degli amici, figli e parenti di già assunti al Cefpas, fidanzati di figli e così via dicendo.

Sanfilippo non può non fare i conti con questa straordinaria coincidenza che vede tra i protagonisti proprio quella gente, alla quale, per carità, nessuno vuol togliere i meriti. Ma non si può non sottolineare come ad avere la meglio su tutti sono parenti fino alle settime generazioni prossime di impiegati già al Cefpas.

Menti illuminate che brillano da Destra a Sinistra; non c’è un partito che non faccia parte di questa benedizione sanitaria. O forse, qualcuno è rimasto fuori. Ma proprio qualcuno.

La Regione, dal canto suo, non lesina di inviare fiumi di soldi per potenziare tutti i servizi e le opportunità che possano scaturire dall’ente di formazione. Pensate che il costo del personale, secondo uno studio, è salito negli ultimi tempi da 1,8 milioni a 3 milioni di euro.

Questo dato, si legge nell’articolo de La Sicilia, sarebbe legato anche alla crescita delle attività, con l’aiuto di aziende specializzate; e quindi: 55 mila euro alla Engineering per le risorse umane; 74 mila euro alla PWC , 134 mila euro alla Link Audit per il personale economico-finanziario e 110 mila euro in tre anni riservati ad un consulente del lavoro.

Non c’è una città siciliana che non ha messo lo zampino all’interno dell’ente. Da Vittora a Palermo, da Palma di Montechiaro a Caltanissetta, da Messina a San Giuseppe Jato, da Serradifalco a Ragusa.

C’è un plafond iniziale di 740.478,58 euro, si legge nell’articolo, dove entrano i contratti di personaggi non proprio anonimi: la moglie dell’onorevole Riccardo Gallo la quale dovrà ascuttare il duro lavoro con un contratto di collaborazione di tredici mesi per compensare la somma di 23.800 euro. La stessa moglie dell’on. Gallo, già abbastanza chiacchierato nella vicenda di Girgenti Acque dove, secondo le indagini, molti posti di lavoro sono andati proprio a lui (sarà certamente una coincidenza…) ha ricevuto un incarico a titolo gratuito nella qualità di consulente in ordine alle problematiche tecnico-giuridiche afferenti le attività degli organismi e dei comparti dell’Assessorato alle Infrastrutture e della Mobilità. Gratuito si, ma curriculum a tutto spiano per un futuro migliore. L’assessorato, guarda caso, è guidato da Marco Falcone, il primo dei dissidenti forzisti insieme a Gallo che un mesetto addietro cercarono di affossare e mettere all’angolo definitivamente di Gianfranco Miccichè.

E poi ancora: la nipote di Angela Candura, ex assessore regionale; Andrea Nicosia, vicinissimo alle posizioni di Razza; Fabiano Lo Monaco e Damiano Lauretta per conto di Fratelli D’Italia. Anche la compagna del sindaco di Caltanissetta ha beneficiato più o meno 10 mila euro per un “laboratorio di Arti e Terapie” e per il progetto “FormalInfortunio“.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti, per tutti i colori e per tutte le necessità.

Ed in questo contesto, non si può non sottolineare come il direttore generale Roberto Sanfilippo abbia avuto nei mesi scorsi una accurata prevenzione e oculatezza verso i fiumi, fiumi e fiumi di miliardi delle vecchie lire che entrano all’ente da lui diretto “accorgendosi” che un impiegato, assunto per un anno assieme ad altre 22 persone, “gravava” sulle spese del Cefpas e che il suo lavoro poteva farlo un’altra persona. Di fatto, a 21 persone il contratto è stato rinnovato. Colui il quale procurava danno economico all’ente è stato licenziato! Il tutto mentre l’ente Cefpas ha continuato in lungo ed in largo a fare assunzioni. Ma si può?

Ed anche in questo caso l’uscita del nostro articolo che preannunciava ciò che ho ha scritto oggi La Sicilia, diede molto fastidio a tanti, politici e non.

E se qualcuno ci chiama, riferiremo chi e perchè.

 

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2 Thoughts to “Inchiesta sul “postificio” Cefpas, un fiume di soldi per assumere amici e congiunti di politici, di impiegati, di tutto e di più. Ed in questo contesto il Cefpass “risparmia” su un ex impiegato: “Crea danno erariale…””

  1. Pino

    Per entrare in questo mondo dorato di privilegiati che devo fare l’amante di un potente. E la chiamano buona sanità, una sola parola ai vertici di questo ente nominati intuutu personae, Direttore DEL Centro, Amministrativo e della Formazione provo solo vergogna, ma la commissione trasparenza e antimafia quando convoca questi signori. O ci si limita solo ad informazioni giornalistiche, il popolo siciliano che paga le tasse vuole capire questi soldi pubblici che fine fanno e come si investono.

  2. Philips

    Ma quando finiranno queste vergogne anche se forse non si fanno reati. Dico semplicemente che di questo passo la sicilia non vedrà mai la luce dell’onestà e della trasparenza. Come sempre, ed in tutti i campi sono sempre i previligiati figli, mogli, e parenti dei pezzi da 90, come gli altri pezzi da 90. Uno schifo.

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