Convegno a Naro sul dialogo tra Ebraismo, Islam e Cattolicesimo

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La mattina del sette marzo, Naro diventa la città del dialogo tra le religioni monoteiste del mediterraneo: ebraismo, islam e cattolicesimo.

Nel corso di un convegno, presso l’Auditorium del Santuario di San Calogero, il rabbino della comunità israelitica di Napoli, Ariel Finzi, l’imam islamico Abdelhafid Kheit (presidente della comunità islamica di Sicilia) e il cardinale della diocesi cattolica agrigentina Francesco Montenegro parleranno del dialogo tra le religioni e tra i popoli.

La scelta di Naro, quale città del dialogo, non è casuale. Sin dal medioevo, infatti, Naro aveva visto la pacifica convivenza di varie  razze (greca, araba, ebraica, normanna), assurgendo a raro esempio di convivenza e di pacifica tolleranza anche tra le diverse religioni.

Giovedì mattina si ritorna a parlare di Naro quale città del dialogo tra le religioni monoteiste dell’area mediterranea.

Parleranno anche il sindaco Lillo Cremona e  il delegato diocesano del dialogo interreligioso, don  Luca Camilleri (originario proprio di Naro), oltre che i Dirigenti Scolastici Roberto Navarra e Vincenzo Fontana, quest’ultimo autore del libro “Critica a Righss of  Man di Thomas Paine“, in cui parla dei diritti dell’uomo.

Ci sarà anche la testimonianza del responsabile per la Sicilia della Comunità di sant’Egidio, Emiliano Abramo, mentre il moderatore sarà don Franco Giordano, parroco di Naro.

Infine, si concluderà con un aperitivo etnico a cura della comunità di accoglienza locale.

DICHIARAZIONE DEL SINDACO:

   “Naro è la città del barocco, ma è anche la città del dialogo. Nel corso dei secoli, ha registrato la presenza delle tre grandi religioni monoteiste, che in alcuni periodi storici hanno anche  convissuto serenamente.

    Giovedì prossimo, Naro torna ad essere protagonista di una giornata del dialogo, mentre il secondo giovedì di aprile ospiterà il “dialogo fest“, con stands allestiti nel chiostro del Municipio, dove i ragazzi indosseranno gli abiti tradizionali delle diverse religioni ed offriranno le specialità gastronomiche delle diverse etnìe”.

 

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