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Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 24 giugno, su proposta del Presidente Castaldi ed a parziale modifica di una proposta di atto di indirizzo già presentata, ha deliberato di manifestare alla Curatela Fallimentare l’interesse di AICA ad acquistare per intero il ramo di azienda riconducibile al precedente gestore Girgenti Acque ed alla società Hydrotecne, chiedendo alla Curatela stessa di formulare al riguardo una propria offerta, non vincolante per AICA.

AICA naviga nel mare tempestoso delle difficoltà ma pensa anche a obiettivi molto impegnativi.  “Si tratta di una manifestazione di disponibilità”, spiega il Presidente Castaldi, “che se accolta consentirebbe  di chiudere con soddisfazione di tutti, una vicenda estremamente complessa,  anche per i risvolti legati alla gestione del personale e per i condizionamenti alla gestione finanziaria della società. Inoltre, verrebbe così accolto l’invito dell’Assemblea dei Soci di chiudere il contratto di affitto.

Occorre precisare che le norme di settore consentirebbero  ad AICA, in qualità di gestore subentrante,  di decidere quali beni funzionali al servizio idrico Integrato  sia economicamente più vantaggioso accettare dalla precedente gestione.

Il Consiglio ha deciso di manifestare l’interesse ad acquistare per intero il  ramo di azienda, costituito dal personale, dai  beni materiali ed immateriali infungibili appartenenti alla proprietà pubblica indisponibile (impianti, reti,  data base utenti, ecc.) altri beni funzionali al Servizio idrico ma non infungibili  (infrastruttura informatica,  software ed hardware, arredi, parco auto, materiali in magazzino,  ecc. nelle condizioni di vetustà ed utilizzabilità in cui si trovano ecc.), e ciò per accelerare i tempi di uscita da un contratto di affitto che è fonte di oneri,  di incertezze, di vincoli gestionali per AICA.

“Ci aspettiamo un riscontro positivo nel più breve tempo possibile, tenuto conto della prossima scadenza del contratto di affitto (31 luglio) ed un’offerta accoglibile per AICA in quanto rispettosa anche degli interessi degli utenti del Servizio Idrico Integrato”, comunica AICA.

Nuova ondata di contagi, nelle ultime 24 ore in Sicilia, con 4.142 nuovi casi di Covid 19, a fronte di 18.268. Ieri i nuovi postivi erano 4.436. Il tasso di positività sale al 22,6% contro il 21,3% del giorno precedente. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Emerge dal bollettino del Ministero della Salute di sabato 25 giugno.

Gli attuali positivi sono 62.909, con un aumento di 915 casi. I guariti sono 3.716, mentre le vittime sono 5, e portano il totale dei decessi a 11.159. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 710, in terapia intensiva sono 25.

Questi i numeri nei Comuni capoluogo: Palermo 1.491, Catania 905, Messina 484, Siracusa 436, Trapani 322, Ragusa 340, Caltanissetta 137, Agrigento 322, Enna 190.

Tutti i progetti presentati dalla Soprintendenza di Agrigento, guidata dall’architetto saccense Michele Benfari, sono stati approvati nell’ambito dei fondi Pnrr, intervento 2.4 per la sicurezza sismica dei luoghi di culto, restauro del patrimonio culturale del Fondo Edifici di Culto (FEC) e siti di ricovero per le opere d’arte (Recovery art).

A comunicare la buona notizia che offre l’opportunità di recuperare importanti e belli edifici monumentali di culto è il Soprintendente del Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, il saccense Michele Benfari, ovviamente felice “per i risultati raggiunti con i fondi stanziati nel Pnrr. Le opere che sono state individuate nelle schede che abbiamo presentato consentiranno il recupero di importarti luoghi di culto, ma anche siti di grande interesse architettonico, storico e soprattutto emotivo”.

Si tratta di splendide chiese la maggior parte delle quali abbandonate. “Se non ci fossero stati i fondi Pnrr- aggiunge Benfari- non avrebbero mai avuto un finanziamento di questa portata. Un prosit al nostro ufficio tecnico, con la nostra architetta Mangiapane e tutti gli altri colleghi che hanno lavorato alacremente alla stesura delle schede: gli architetti Licata, De Vecchi, Ferlisi, Cucchiara e tutti gli altri”.

Adesso si passerà alla progettazione esecutiva. “Da qui a 5 anni si completeranno i lavori- continua Benfari- io non ci sarò perché andrò in pensione, ma sono felice di avere dato il mio modesto contributo a questa bella opportunità che c’è stata data dall’Europa, che rappresenta anche una opportunità di ripresa del comparto edile”.

Ecco i progetti finanziati nei singoli comuni.

Sciacca: lavori di recupero e restauro dei prospetti della chiesa Santa Maria di Valverde, detta della Giummare (€ 293.500), di San Francesco di Paola (€ 1.000.000) e di Santa Maria dello Spasimo (€ 1.500.000).

Agrigento: restauro della chiesa di Calogero (570.mila euro), ristrutturazione Santo Spirito (2.100.000). Alessandria della Rocca : Chiesa dei Riformati ed ex Convento (1.145.000); Burgio: chiesa di San Vito (1.580.000); Caltabellotta: chiesa del Collegio di Maria (800.000), chiesa del Carmelo (995.000); Cammarata: restauro della chiesa Santa Maria del Gesù (1.100.000); Canicattì: impermeabilizzazione delle cupole, consolidamento volta e recupero del prospetto laterale della chiesa dello Spirito Santo (420.000), copertura, restauro conservativo e rifacimento impianti della Chiesa Santi Filippo e Giacomo (2.857.000); Licata: restauro della Chiesa del Carmelo (810.000), chiesa di San Francesco (1.400.000; Naro: restauro e risanamento conservativo chiesa Madre (951.550); restauro della chiesa Conventuale Santa Maria del Monte Carmelo (1.880.000); chiesa Sant’Agostino (1.347.000), chiesa San Salvatore (1.880.000); Palma di Montechiaro: risanamento conservativo della chiesa delle Scuole Pie (465.000); restauro monastero Benedettine(2.380.000); Racalmuto: valorizzazione chiesa Santa Maria del Gesù (1.300.000); Ravanusa: consolidamento strutturale, manutenzione, copertura e restauro decorazioni della chiesa dell’Assunta(1.560.000).

Un lavoro straordinario che consentirà il ritorno allo splendore di antiche chiese, belle e importanti. Un lavoro che arricchirà il patrimonio culturale-monumentale della nostra provincia a beneficio anche del turismo.

Con il caschetto protettivo alla scoperta del luogo deputato all’acqua, una vera cattedrale immemore al tempo, dove ci si troverà catapultati all’indietro ai tempi dell’antica Akragas. Riapre infatti al pubblico l’antico ipogeo Giacatello, chiuso da otto lunghi anni, il luogo da cui si dipartono gli antichi acquedotti. Si potrà scendere in profondità con l’aiuto degli speleologi di Agrigento Sotterranea e seguendo gli archeologi di CoopCulture: per ritrovarsi in un ambiente perfettamente conservato, una vera opera di ingegneria idraulica totalmente scavata nel banco di roccia; un esempio antico di sostenibilità e di rispetto dei popoli del passato verso la terra e le sue risorse visto che da qui sotto si diramano i diversi acquedotti in uso all’epoca di Akràgas e Agrigentum. E’ un vasto ambiente quadrangolare, alto poco più di 2 metri, puntellato da 49 pilastri disposti su più file.  Dalle dodici aperture del tetto, funzionavano i pozzi per prelevare l’acqua. Al suo interno confluisce, da nord ovest, un acquedotto, mentre dall’angolo di sud-est parte un cunicolo tortuoso che sfocia nel vicino torrente San Leone. Originariamente l’ipogeo Giacatello era una cisterna che apparteneva alla complessa rete di acquedotti di Akràgas che, secondo la tradizione, fu progettata dall’architetto Feace e realizzata sfruttando la manodopera dei prigionieri cartaginesi dopo la sconfitta di Himera (480 a.C.); con i romani, divenne un deposito di grano.

Dopo il grande successo delle Giornate dell’Archeologia – sottolinea l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – ecco un nuovo appuntamento per scoprire uno dei segreti meglio conservati della Valle dei Templi. Un luogo fra i più interessanti per la sua unicità: un nuovo percorso di visita che permetterà di scoprire la zona di Colle San Nicola, vero cuore pulsante delle attività religiose e civili della greca Akràgas e della romana Agrigentum. Un impegno mantenuto”. Pronto infatti il nuovo percorso di visita: per la sua inaugurazione, è stata organizzata domani (domenica 26 giugno) alle 17, una visita gratuita condotta dagli operatori archeologi di CoopCulture, che coinvolgerà gli speleologi dell’associazione Agrigento Sotterranea, giovani professionisti che dal 2014 si occupano della valorizzazione del patrimonio ipogeo.

“Aggiungiamo un nuovo tassello alle visite al Parco archeologico della Valle dei Templi – interviene il direttore Roberto Sciarratta – riconsegnando alla comunità agrigentina e ai turisti, un luogo straordinario chiuso da troppo tempo, che permette di raccontare il rapporto di grande rispetto che gli antichi avevano nei confronti della natura”. Ma non sarà l’unico, presto renderemo fruibili altre aree uniche”.

Il percorso inizierà dal chiostro del Museo archeologico Pietro Griffo: sarà possibile osservare da vicino l’area dell’Ekklesiasterion (il luogo in cui si riunivano in assemblea i cittadini che avevano diritto al voto) e del cosiddetto Oratorio di Falaride, il piccolo edificio religioso posto su un vero e proprio podio con tanto di scala. I visitatori poi raggiungeranno l’Agorà superiore dove gli archeologi parleranno di questi antichissimi luoghi di culto, e mostreranno  il Bouleuterion ellenistico (poi trasformato in Odeon), indicando le trasformazioni a cui fu sottoposto il santuario ellenistico-romano. Il momento più suggestivo dell’esperienza sarà di certo scendere nell’ipogeo Giacatello, dotati di protezioni adeguate per svolgere la visita in completa sicurezza. Dopo l’inaugurazione, la visita all’ipogeo Giacatello sarà a disposizione su prenotazione.

“Le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea Regionale siciliana e per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione alle quali saremo chiamati in autunno rappresentano un nodo cruciale per il futuro della Sicilia e dei siciliani. Dalle scelte che faremo dipenderà parte di quel riscatto che ci deve portare a una visione del futuro che non sia fondata sulla gestione del bisogno e della miseria ma sulla creazione di reali opportunità di crescita e sviluppo.

La fine ingloriosa dell’esperienza di governo del centro destra targata Musumeci lascia in eredità una Sicilia più povera economicamente, con tante emergenze irrisolte, con riforme naufragate e impugnate,  con i comparti agricoli e della pesca in ginocchio, una sanità allo sbando, una disoccupazione galoppante e una condizione di fragilità infrastrutturale –  imputabile essenzialmente a ritardi, incapacità e inefficienze – che rappresenta un ostacolo alla crescita e alla sostenibilità delle piccole e medie imprese.

Di fronte alla straordinaria crisi economica e alle ripercussioni della pandemia che ha tagliato le gambe all’intero assetto socio-economico della Sicilia, in particolare a quello della provincia di Agrigento che più di altre avverte la condizione di marginalità geografica ed economica, è venuto il tempo delle scelte e di guardare avanti con senso di responsabilità.

Tornare ai valori, alla forza delle idee, al confronto, alla partecipazione, alle pari opportunità non è un auspicio ma un incombente necessità per non rimanere ancora ostaggio di opportunisti, voltagabbana e di personaggi furbi e senza scrupoli che ignorano le istanze dei territori e i problemi reali dei cittadini.

“Servire Agrigento” è una voce libera e alternativa rispetto ad un modo di fare politica sempre più proteso agli interessi di bottega che dimentica i territori, gli ultimi, i più deboli e mortifica aspettative e speranze. In questi due anni stiamo mettendo testa e cuore per difendere la provincia di Agrigento da malefatte, negligenze e ingiustizie rilanciando la necessità che abbiamo bisogno di infrastrutture, scuole, strade, ferrovie e posti di lavori come premessa per qualsiasi modello di sviluppo.

In questa ottica gli amministratori, i professionisti, i giovani che si riconoscono nel Movimento politico “Servire Agrigento” hanno ritenuto di sposare con convinzione la candidatura alle Presidenziali del centro sinistra del magistrato ed europarlamentare del Partito Democratico, on. Caterina Chinnici.

Una candidatura autorevole e credibile che rappresenta il passo iniziale di un nuovo percorso che deve portare il centro sinistra a vincere le elezioni regionali. Le macerie lasciate dal governo Musumeci impongono un cambio di passo netto, forte e deciso per affrontare le tante sfide che ci attendono e restituire speranze e attese al popolo siciliano guardando con rinnovato slancio progettuale alle opportunità di sviluppo offerte dai fondi del PNRR ed europei.

In una terra straordinariamente bella e incredibilmente smemorata, dove i diritti sono sempre più violati, dove si assiste ad una inarrestabile fuga di giovani siamo pronti ad impegnarci e a fare la nostra parte con coraggio e determinazione per riprenderci ciò che è nostro ma che ci è stato negato da governi non sempre all’altezza e da un ceto politico che in provincia di Agrigento si è rivelato al di sotto di qualsiasi aspettativa”.

Lo dichiara il coordinatore provinciale di Servire Agrigento Raoul Passarello.

Non solo il pesce ma anche 4 kg di carne e verdure.

E’ questo il prodotto sequestrato da parte dei Carabinieri del nucleo Tutela per la salute ad un noto stabilimento situato nel viale delle Dune a San Leone nel corso di un controllo che fa parte di una serie di ispezioni che i militari del Nas stanno effettuando a tappeto in tutta la provincia denominata “Estate tranquilla”.

Dopo l’ispezione igienico-sanitaria che ha portato al sequestro del cibo, i militari hanno anche elevato una multa al proprietario dello stabilimento di 1500 euro.

 

 

Lavori di manutenzione straordinaria nella galleria Lercara, sulla linea Palermo-Agrigento. Sono previsti da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) dalle 22 di oggi fino alle 5 di lunedì 27 giugno.

Per consentire gli interventi sarà sospesa la circolazione ferroviaria fra le stazioni di Roccapalumba e Agrigento, e garantito un servizio sostitutivo con bus.

Informazioni di dettaglio sono consultabili in stazione e sul sito web dell’Impresa ferroviaria.

Sono 4.436 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 20.767 tamponi processati in Sicilia secondo il bollettino di ieri. Adesso si può parlare di vero e proprio allarme in quanto i numeri nelle ultime settimane sono aumentati in modo esponenziale.

Il tasso di positività sale al 21,3%, il giorno precedente era al 18,8%. La Sicilia è al sesto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 61.994 con un aumento di 2.035 casi. I guariti sono 2.978 mentre le vittime sono 8 e portano il totale dei decessi a 11.154.

Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 709, in terapia intensiva sono 26.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 1.391 casi, Catania 1.291, Messina 750, Siracusa 418, Trapani 249, Ragusa 345, Caltanissetta 168, Agrigento 340, Enna 69.

“Nei giorni scorsi -scrive Pullara- lo sceicco ed ex primo ministro del Qatar, Hamad Bin Jassim Bin Jaber Al Thani, è arrivato fino al bagnasciuga a Realmonte con il suo Tender sulla riva della spiaggia delle Pergole. La foto dell’imbarcazione subito postata sui social ha scatenato l’indignazione dell’associazione Mareamico di Agrigento  che, con una battuta rievoca i film di Toto’ e si chiede come mai un miliardario possa infischiarsene delle regole.

Sono le parole dell’onorevole di “Prima l’Italia” Carmelo Pullara.

Ebbene-scrive Pullara- ci sono volte che parlare è più facile che tacere. Occorrerebbe capire che c’è un tempo per ogni cosa. L’associazione Mareamico, che stimo per le diverse battaglie, non deve però esercitare sempre ed a tutti i costi un ruolo.

La promozione del nostro territorio-sottolinea Pullara- seppur nella salvaguardia e nel rispetto delle leggi deve consentire talune eccezioni che siano però rigorosamente gestite.

Come se chiedessimo come mai i magistrati scortati hanno le corsie preferenziali ovvero i rappresentanti delle istituzioni abbiano la precedenza”.

Consiglio all’associazione Mareamico –  conclude Pullara –  non essere a tutti i costi contro per  voler apparire. Gli integralismi, la storia insegna, che sono deleteri. Occorre, dopo le battaglie, evolversi per le progettualità.”

Il 29 maggio si è concluso l’incarico di Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia del dott. Stefano Suraniti.  Come gli addetti ai lavori sanno, i compiti dell’USR sono molto importanti. Vigila sul rispetto delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni, sull’attuazione degli ordinamenti scolastici, sui livelli di efficacia dell’azione formativa e sull’osservanza degli standard programmati; cura l’attuazione delle politiche nazionali per gli studenti; provvede alla gestione amministrativa e contabile delle attività strumentali, contrattuali e convenzionali di carattere generale, comuni agli uffici dell’amministrazione scolastica in ambito regionale; integra la sua azione con quella dei comuni, delle province e della regione e cura i rapporti con questi enti, per quanto di competenza statale, per l’offerta formativa integrata, l’educazione degli adulti, nonché l’istruzione e formazione tecnica superiore e i rapporti scuola-lavoro; vigila sulle scuole non statali paritarie e non paritarie, nonché sulle scuole straniere in Italia; assegna alle istituzioni scolastiche le risorse finanziarie ed umane verifica e vigila al fine di rilevare l’efficienza dell’attività delle istituzioni scolastiche e di valutare il grado di realizzazione del  piano dell’offerta formativa; esercita le attribuzioni in materia di contenzioso del personale della scuola e del personale amministrativo in servizio presso gli uffici scolastici periferici, assumendo legittimazione passiva nei relativi giudizi. Una mole di lavoro e organizzazione non indifferente, legati al buon andamento delle scuole siciliane. Purtroppo dobbiamo rilevare che l’USR Sicilia si ritrova, a distanza di un mese dall’addio del dott. Stefano Suraniti, a dovere “reggere” un vuoto istituzionale che ci auguriamo venga colmato in tempi brevissimi. Dal nostro punto di vista non riteniamo si debba andare alla ricerca di un DG lontano dai confini siciliani. All’ USR Sicilia, vi sono figure professionali, con i quali ci siamo incontrati e “scontrati” più volte, di grande spessore ed esperienza. Dirigenti che hanno vissuto in prima linea le vicissitudini degli ex lsu ata, degli organici Covid, ecc. Basta guardarsi intorno. SGB a questo proposito, ha indirizzato una nota al Ministro della P.I Patrizio Bianchi.