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La Consip chiude i rubinetti d’oro. Niente più soldi alle Cooperative. Chiude anche l’esperimento “scuole belle” che ha visto un fiume di miliardi pubblici destinati alle scuole, tra manutenzioni e aule colorate a secondo dei desideri dei dirigenti scolastici. Sulla scia di pareti colorate con disegni di rondini proiettate verso il sole o sole al tramonto,rimangono i lavoratori delle Cooperative. Cooperative che nel frattempo hanno messo in sospensione tutti i lavoratori del settore,gli ex LSUA ATA. Il contratto lo prevede: niente soldi e appalti da parte di Consip? …io ti butto fuori !. Per loro,avere presentato al MISE l’elenco dei lavoratori da porre in mobilità è l’ultimo atto di questa triste storia del “bellissimo” a detta di qualche politico “Progetto scuole belle” Una scelta politica scellerata dove l’unico obbiettivo era quello di spendere centinaia di milioni di euro per rinfrescare le scuole del Paese. Scuole che nel frattempo cadono a pezzi. E’ “come caricare di trucco una bella signora ottantenne, cercando di farla apparire molto più giovane negli anni”. Il contratto tra Consip e Cooperative prevedeva questo. Gli attori di questa vertenza sono stati tanti,tra questi l ’Autorità Nazionale Anticorruzione che si occupò del caso, dopo una personale denuncia, con le conseguenze giudiziarie che tutti conosciamo. Seguirono anni di lotte e sofferenze,anni di incontri politici  a tutti  i livelli, anni di “velate “ minacce, comprese quelle all’indirizzo del sottoscritto.
La precarietà,quella che si tocca con mano, quella che vivi tutti i giorni, rimane una perfetta sconosciuta, invisibile agli occhi di chi governa questo Paese. Una precarietà fatta di contratti a termine, senza ulteriore sostegno al reddito, (vedi lavoratori addetti alla pulizia delle scuole) una precarietà travestita da procacciatori di bambini disabili (vedi gli operatori assistenti disabili nelle scuole). Ci salveremo con  il PNRR per il Sud? che prevede : Piano asili  e tempo pieno,incremento infrastrutture sociali, ed ancora: Politiche per il lavoro, inclusione e Coesione. In attesa,forse, del PNRR scenderemo ancora una volta nelle piazze per rivendicare lavoro e dignità.

Due morti sul lavoro in poche ore in Sicilia: a Randazzo e a Termini Imerese. Un operaio di 57 anni, di Misilmeri, Francesco Corso, è morto folgorato a Termini Imerese in contrada Dragone durante i lavori per la costruzione di una villetta. L’operaio in manovra con una pala meccanica ha toccato i fili dell’alta tensione. E’ rimasto folgorato. La Procura ha disposto l’autopsia. Indagano i Carabinieri. E poi: un operaio della Forestale di 61 anni, Salvatore Franco, è morto in contrada Carbonara a Randazzo. Lui, secondo i primi accertamenti ad opera dei Carabinieri, sarebbe scivolato forse per il cedimento di una zona di terreno scoscesa durante dei lavori di riparazione di un’apparecchiatura.

Il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha risposto no alla proposta di patteggiamento ad 1 anno e 10 mesi di reclusione da parte di Alfonso Cumella, 35 anni, di Porto Empedocle, il quale, alla guida di un suv, la notte fra il 3 e il 4 settembre del 2020, ha investito e ucciso lungo la strada statale 115 il ventenne migrante eritreo Sied Anwar, fuggito dal centro di accoglienza “Villa Sikania” a Siculiana. Il giudice ha ritenuto la pena non congrua rispetto alla gravità di quanto accaduto. Cumella è imputato di omicidio stradale, con l’aggravante della fuga, e lesioni colpose. L’automobilista ha sempre negato di essere fuggito all’alt dei poliziotti. Anche tre agenti, intenti a recuperare il migrante, sono stati feriti nell’incidente.

Tragedia a Bagheria dove un operaio di 47 anni, di Bagheria, Ivan Cristofalo, è morto travolto dal treno regionale Messina – Palermo mentre è stato intento ad attraversare a piedi il passaggio a livello in Corso Filangeri lungo il tratto tra Santa Flavia e Bagheria. L’uomo sarebbe passato sotto le barriere non accorgendosi dell’arrivo del treno. Non è esclusa l’ipotesi del suicidio. Inutile si è rivelato l’intervento del 118. Le indagini sono condotte dagli agenti della Polizia ferroviaria.

L’assessore del Comune di Palagonia, Antonino Ardizzone, è stato arrestato dai Carabinieri per concorso nell’omicidio di Francesco Calcagno, assassinato nel paese della Piana di Catania il 23 agosto del 2017. Secondo la Procura antimafia etnea il delitto sarebbe stato commesso per agevolare un gruppo mafioso legato alla Stidda e avrebbe collegamenti con l’uccisione, il 5 agosto del 2016, del consigliere comunale Marco Leonardo, autore dell’omicidio di Calcagno. Per l’uccisione di Calcagno, assassinato per vendicare la morte di Leonardo con cinque colpi di pistola in un fondo agricolo, i Carabinieri il 7 settembre del 2017 hanno arrestato il presunto autore materiale del delitto, Luigi Cassaro, 54 anni, incastrato da un video della sorveglianza che lo ha ritratto armato di pistola all’inseguimento della vittima. Calcagno nell’ottobre del 2016 uccise a colpi di pistola in un bar, Marco Leonardo, un consigliere comunale eletto in una lista civica, anche lui armato. Dopo si costituì ai Carabinieri confessando l’omicidio, sostenendo di avere agito per legittima difesa e raccontando di un credito vantato verso la vittima. Anche in quel caso la dinamica del delitto fu ricostruita grazie a un video della sorveglianza.

Una giovane maestra di sostegno è stata trovata morta in casa sua a Osnago in Lombardia. Si tratta di Vanessa Lisitano che aveva solo 27 anni. Era originaria di Augusta, provincia di Siracusa, in Sicilia, ma abitava in centro a Osnago in via Roma e insegnava alle elementari di Cernusco Lombardone.

Aveva preso servizio a inizio anno scolastico come docente di sostegno alla primaria. E’ stata uccisa probabilmente da un infarto o comunque da un improvviso malore fulminante, nonostante la giovane età. L’hanno trovata ormai esanime durante la notte i carabinieri con i vigili del fuoco, allertati dal compagno Mario che è un poliziotto, sempre più preoccupato perché non riusciva a contattarla al telefonino nonostante si sentissero parecchie volte al giorno, e dai genitori che hanno presentato formale denuncia di scomparsa.

Il suo smartphone continuava a squillare e vibrare a vuoto senza che nessuno rispondesse, lo si sentiva anche da fuori l’appartamento, per questo i soccorritori hanno deciso di sfondare la porta dell’abitazione. Purtroppo però ormai per Vanessa era tardi. E’ mancata, durante il sonno, poiché è stata rinvenuta composta in pigiama a letto, come se stesse ancora dormendo invece di essere morta. Per la mamma e il papà, i fratelli Francesco e Pietro, il suo fidanzato, i parenti, gli amici, i colleghi e i suoi alunni la scomparsa della maestra Vanessa è un vero shock. Il magistrato di turno non ha ritenuto opportuno svolgere ulteriori accertamenti e ha restituito subito il feretro ai familiari. E’ stata già fissata la data del funerale: si svolgerà sabato 22 gennaio alle 11 nella chiesa di Cristo Re di Augusta. 

Da quasi due anni la pandemia ha cambiato radicalmente le nostre vite modificando le abitudini, il modo di lavorare, di stare con la gente e ogni aspetto della vita sociale, culturale ed economica. La sanità è diventata uno dei temi più importanti nell’agenda politica del nostro Paese e abbiamo capito il ruolo indispensabile degli operatori sanitari sia negli ospedali e nelle terapie intensive che nella somministrazione dei vaccini per contrastare il Covid-19. Alla sanità è dedicata la missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che stanzia risorse pari a 15,63 miliardi di euro divisi in due obiettivi principali: il primo riguarda le reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale (7 miliardi di euro) e il secondo relativo all’innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale (8 miliardi e 63 milioni di euro).
L’investimento mira a rafforzare la formazione in medicina di base sviluppando le competenze tecniche, professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario. L’importanza dell’aggiornamento del personale sanitario è evidenziata dall’articolo 38 bis del decreto legge 6 novembre 2021, n. 152, nel quale si sottolinea che “al fine di attuare le azioni previste dalla missione 6 del PNRR, relative al potenziamento e allo sviluppo delle competenze tecniche, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario, a decorrere dal triennio formativo 2023-2025, per poter godere della copertura assicurativa delle polizze di rischio professionale, i sanitari dovranno essere in regola con almeno il 70% degli obblighi formativi previsti dal piano di formazione continua dell’ultimo triennio”.
Una delle eccellenze in ambito sanitario, non solo nel panorama siciliano ma di tutto il bacino euromediterraneo, autorizzata a erogare corsi accreditati ECM (Educazione Continua in Medicina), è il CEFPAS, il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario della Regione siciliana. “La sfida imposta dalla pandemia ha chiesto di rafforzare le competenze del personale sanitario. L’opportunità delle missioni previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di salute possono contribuire a riorganizzare e potenziare il nostro Servizio sanitario, a beneficio della qualità delle prestazioni garantite ai cittadini e dell’accesso alle cure – afferma Roberto Sanfilippo, Direttore Generale del Cefpas -. Da oltre 25 anni, la Regione siciliana affida al Centro il prezioso compito della formazione di operatori socio-sanitari, infermieri, medici, personale amministrativo e manager – spiega -. Si tratta di una struttura d’eccellenza, l’unica in Sicilia, autorizzata a erogare il corso di specializzazione per i medici di famiglia e il corso che forma i direttori generali delle Aziende sanitarie. Da tempo l’offerta formativa del CEFPAS guarda alla sostenibilità e, quindi, ai cambiamenti climatici che ci hanno spinto ad adottare un approccio etico nella nostra progettazione, proiettata a generare adeguare conoscenze e competenze sul diritto sanitario e ambientale, in linea con il target della transizione ecologica previsto dal PNRR”.
Nel 2021 al Cefpas sono stati oltre 90 i corsi accreditati ECM, sia in presenza sia a distanza che medici, infermieri e in generale tutti i professionisti della sanità possono frequentare per ottenere i 150 crediti formativi necessari nel triennio. “Le nuove emergenze sanitarie legate alla pandemia hanno comportato un coinvolgimento del personale sanitario come mai era accaduto negli anni passati. In tal senso, anche la programmazione della formazione ha subìto dei cambiamenti nella definizione delle competenze professionali – dichiara Pier Sergio Caltabiano, Direttore della Formazione -. Nell’ottica di un approccio “One-Health”, gli obiettivi previsti dalla Missione 6 del PNRR richiedono nuovi setting assistenziali e una visione innovativa della digitalizzazione dei servizi per scopi clinici, gestionali e di programmazione. I professionisti sanitari – prosegue – hanno l’obbligo deontologico dell’aggiornamento professionale non soltanto per tenersi sempre al passo con i progressi della medicina e con le innovazioni tecnologiche, ma anche per garantire a tutti i cittadini cure di qualità e una sistematica assistenza. Il sistema di Educazione Continua in Medicina è, quindi, lo strumento chiave per garantire la formazione continua finalizzata a migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali e a supportare i comportamenti dei partecipanti alle attività formative, con l’obiettivo di assicurare efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all’assistenza prestata dal Servizio Sanitario Nazionale in favore dei cittadini”.

8.606 nuovi contagiati Covid in Sicilia a fronte di 42.698 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore; i casi totali salgono a 184.138. Il bollettino del Ministero della Sanità registra anche  72 vittime. I guariti sono 1.150. Sono 1.559 i ricoverati con sintomi, 170 in terapia intensiva. Tasso di positivita’ al 20,16%.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Catania 1.990; Palermo 1.688; Siracusa 996; Agrigento 961; Ragusa 852; Caltanissetta 735; Trapani 601; Messina 583; Enna 198.

234 casi in provincia di Agrigento nelle ultime 24 ore su 3.363 tamponi processati.  I morti sono 2, Camastra e Porto Empedocle. 4 i nuovi ricoverati; i guariti sono 286.

In ospedale ci sono 58 persone. In 32  si trovano al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e 26  al San Giovanni di Dio di Agrigento. Un solo ricovero in una struttura lowcare fuori provincia. Sono 5 i pazienti in terapia intensiva ricoverati: 2 si trovano al presidio ospedaliero riberese  e 3 al San Giovanni di Dio.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1.876 ; Alessandria della Rocca 92; Aragona 212; Bivona 82; Burgio 39; Calamonaci 66; Caltabellotta 97; Camastra 92; Cammarata 239 ; Campobello di Licata 326; Canicattì 1.528; Casteltermini 277; Castrofilippo 147;  Cattolica Eraclea 68; Cianciana 145; Comitini 44; Favara 1.536; Grotte 222; Joppolo Giancaxio 61; Licata 1.030; Lucca Sicula 61; Menfi 261; Montallegro 43; Montevago 26; Naro 217; Palma di Montechiaro 1.189; Porto Empedocle 634; Racalmuto 229; Raffadali 432;  Ravanusa 256; Realmonte 186; Ribera 450; Sambuca di Sicilia 111; San Biagio Platani 38; San Giovanni Gemini 281; Sant’Angelo Muxaro 17; Santa Elisabetta 39; Santa Margherita Belice 203; Santo Stefano Quisquina 197; Sciacca 1.064; Siculiana 237.

Ci sono 26 migranti in quarantena sulle navi di accoglienza.

“Quanto accaduto oggi all’istituto scolastico Filippo Re Capriata di Licata è un gesto ignobile che va stigmatizzato”. La deputata del Movimento 5 Stelle, Rosalba Cimino, evidenzia la gravità di quanto accaduto nella notte a Licata, dove ignoti hanno incendiato e vandalizzato una scuola, appiccando il fuoco in 4 diversi punti. Un’azione criminale volta contro la dirigente scolastica, oggetto di offese in alcune scritte sui muri: «Incendiare una scuola è un atto criminale, non un atto da sottovalutare, ma un disegno di violenza che ci fa comprendere di come bisogna ancora lavorare per evitare che eventi del genere accadano ancora e come manchi ancora la concezione di bene comune». La deputata, componente della commissione Cultura esprime solidarietà al dirigente scolastico oggetto delle ingiurie: «In un momento già difficile per la scuola, un gesto del genere rende ancora più complicato il lavoro del personale scolastico che ha tutta la mia solidarietà per quanto accaduto. Sono al fianco della dirigente Cinzia Montana per quanto accaduto e spero che vengano individuati i responsabili di questo gesto».