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E’ morto poche ore fa, quasi alla vigilia della festa in onore di San Calogero a Agrigento, monsignor Li Gregni Lucio, rettore della Rettoria del Carmine e per anni Rettore del santuario San Calogero di Agrigento. Direttore di Radio Diocesana Concordia, Direttore Ufficio Scolastico Diocesano, oltre aver svolto diversi incarichi di fondamentale importanza. Nato a Cammarata nel 1931, entra in seminario a soli 12 anni e viene ordinato sacerdote all’età di 26 anni dal Vescovo Mons. Fasola. In tutti questi anni ha svolto instancabilmente il suo ministero sacerdotale a servizio della chiesa agrigentina, ricoprendo anche incarichi molto importanti.
Dopo le prime esperienze in alcune chiese della Diocesi, viene nominato Vicario Cooperatore presso la cattedrale di San Gerlando. Nel 1964 riceve l’incarico di ispettore diocesano per l’insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole e nel 1970 viene eletto Presidente della Federazione Italiana delle Scuole Materne. Nel 1978 viene nominato Cappellano del Papa acquisendo il titolo di Monsignore ed in seguito anche Canonico presso il Capitolo della Cattedrale e Vicario Episcopale. Cappellano Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta. Direttore della Radio Diocesana Concordia dal 1989 al 1991. Direttore dell’Ufficio scolastico Catechistico Diocesano e Direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose. Nel 1993 viene nominato Segretario Generale del Comitato di accoglienza in occasione della visita ad Agrigento del Papa Giovanni Paolo II. Nel 1984 gli viene assegnata la Rettoria del Santuario di San Calogero, incarico che ricopre per quasi 30 anni.
Ritirato nel suo paese natio, dal 2013 continua il suo ministero sacerdotale nella chiesa Madonna del Carmelo in San Giovanni Gemini circondato dalla stima e dall’affetto di tanti fedeli.

Importante vittoria dei  consumatori, afferma Manlio Cardella – Unione Nazionale Consumatori di Agrigento –  a seguire l’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia per la politica sui voucher al posto dei rimborsi in denaro in campo turistico. “Era fin troppo evidente fin dall’inizio che la normativa italiana, per quanto ritenuta impropriamente di applicazione necessaria, non poteva derogare a quella europea.

“Ora vanno restituiti i soldi a tutti i consumatori o scatteranno azioni legali a raffica”.

La nostra associazione fin dal 4 marzo scorso, afferma Cardella, su iniziativa del Presidente Nazionale  Massimiliano Dona, aveva chiesto senza esito alcuno,  al Ministro del Turismo  On. Franceschini di rivedere questa assurda regola  dei voucher, controproducente per le stesse agenzie di viaggio, visto che nessuno prenota le vacanze o un viaggio se poi, in caso di annullamento, non può riavere i soldi.

La Commissione Europea, continua Cardella,  ha avviato una doppia procedura di infrazione contro l’Italia per 
i rimborsi ai passeggeri di viaggi cancellati a causa del Coronavirus. La prima è nei confronti di Italia e Grecia perché hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ai sensi dei regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’Ue, tuttavia, questi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso.

Inoltre, Italia e Grecia insieme ad altri otto sono soggetti a un’altra procedura di infrazione per le norme nazionali specifiche sui viaggi “tutto compreso” che consentono agli organizzatori di emettere voucher invece del rimborso in denaro per viaggi annullati, o di posticipare il rimborso ben oltre il periodo di 14 giorni, come stabilito nella direttiva sui viaggi tutto compreso.

Si afferma così, conclude Cardella,  il principio: prima di tutto i  diritti dei viaggiatori.

Nei giorni scorsi a Raffadali le forze di centro sinistra  (Pd, Risorgimento Socialista e Alleanza Civica e Giovani Popolari) -che hanno raggiunto l’intesa con un documento dove si sottolinea la “loro netta distanza politica dalla gestione amministrativa del sindaco uscente”,-  allargano oggi  il tavolo dell’alleanza con la presenza del gruppo “AMA Raffadali” guidato dall’ex sindaco Giuseppe Iacono costituitosi qualche anno fa e di alcuni ex amministratori ed ex consiglieri comunali delle ultime legislature.

A sollecitare e coinvolgere la loro partecipazione, ma non solo, è stato il segretario regionale di Risorgimento Socialista, Nino Randisi,  il quale si dice fiducioso”che solo chiamando a raccolta in questa fase tutti i progressisti si possono creare le condizioni per vincere le elezioni e si possa evitare, nel nostro campo di azione, il  deprimente mercato delle vacche degli arrivi dell’ultimo istante, che rispondono soltanto a logiche che abbiamo sempre avversato“.”  Randisi inoltre- si rammarica  intanto dell’assenza del Movimento 5 Stelle che per la verità ha raccolto enormi consensi nelle elezioni nazionali ed europee  ( a Raffadali è diventata la prima forza politica in queste due  tornate di votazioni ) ma che in sede locale non è organizzato e strutturato, nonostante il movimento grillino fosse stato invitato ufficialmente a partecipare al tavolo del centro sinistra”. Ho cercato, nelle mia qualità di segretario regionale di RS riferimenti nella deputazione agrigentina e precisamente l’on. Giovanni Di Caro – prosegue Randisi- il quale pur condividendo il documento sottoscritto ha preso atto anche lui della refrattarietà degli esponenti locali a partecipare attivamente alla campagna elettorale per il rinnovo delle istituzioni cittadine”. Pur tuttavia– conclude Randisi- siamo aperti al contributo di idee e proposte di quanti intendono dare un apporto fattivo alla redazione del programma della coalizione. Lasciamo, per quello che mi riguarda, la porta aperta, in caso di un ripensamento a qualche candidatura di M5S nella lista civica che stiamo allestendo“.

Lo aveva richiesto il procuratore Giuseppe Fici e così è stato. La Corte di Appello di Palermo ha accolto la richiesta relativa alla audizione di tre collaboratori di giustizia nell’ambito del processo che si sta celebrando e che vede coinvolto l’ex sindaco di Agrigento Calogero Sodano, già pluripregiudicato per una serie di condanne passate in giudicato.

Sodano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa era stato assolto in primo grado dalla pesantissima accusa.

Adesso, ribadiamo per volontà del procuratore Fici, dovranno essere ascoltati l’ex capo do Cosa Nostra agrigentina Maurizio Di Gati, l’empedoclino Luigi Putrone e Franco Cacciatore, boss di Villaseta.

Tutti e tre i pezzi da novanta dovranno comparire il prossimo 10 settembre.

Nell’ambito del procedimento contro Sodano verrà ascoltato anche Giuseppe Tuzzolino, architetto, presunto pentito.

Tutto l’impianto accusatorio verte sulla elezione a sindaco di Sodano nel 1993 la quale, sarebbe stata condizionata da un accordo tra le cosche mafiose agrigentine proprio per far eleggere l’ex senatore della Repubblica.

In esito alla competizione elettorale del giugno 2018, la sig.ra Genco risultava eletta alla carica di consigliere comunale di Trapani, avendo conseguito complessive 375 preferenze a fronte delle 371 preferenze conseguito dal sig. Ferrante.
Il Sig. Ferrante, pertanto, proponeva ricorso innanzi al TAR Sicilia Palermo, sostenendo che – per effetto di taluni errori commessi in sede di trascrizione dei dati contenuti nelle tabelle di scrutinio – i Seggi delle sezioni nn. 19 e 61 avrebbero erroneamente riportato nei verbali sezionali i voti dei vari candidati.
Il TAR Sicilia, Palermo, Sez. I annullava, parzialmente, i risultati elettorali – ritenendo che alla signora Genco andassero attribuiti  372 voti mentre al signor Ferrante andassero, invece, attribuiti 373 voti – e proclamava quest’ultimo alla carica di Consigliere Comunale.
La sig.ra Genco, con il patrocinio dell’avv. Girolamo Rubino ha contestato la suddetta sentenza deducendone l’erroneità.
 Il CGA, con sentenza parziale, ha disposto un supplemento di istruttoria con riferimento alle tabelle di scrutinio della sezione n. 19
Nel frattanto, il dott. Giuseppe Pellegrino, eletto nella lista  “Demos”, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere comunale, essendo stato nominato assessore del Comune di Trapani.
Conseguentemente, il Consiglio Comunale di Trapani – con Deliberazione n. 3/20 del 23.01.20 – ha disposto la  “ surroga del consigliere comunale dimissionario sig. Pellegrino Giuseppe con il primo dei candidati non eletti sig.ra Laura Genco” – e ha convalidato l’elezione della sig.ra Genco.
Pertanto, l’avv. Girolamo Rubino – nell’interesse della sig. Genco – ha chiesto che venisse dichiarata l’improcedibilità del giudizio, avendo l’appellante conseguito il  “bene della vita” che l’aveva indotta a proporre il ricorso in appello.
Il Presidente del CGA, con Decreto del 22.06.20, prendendo atto dell’istanza dell’Avv. Rubino, ha dichiarato improcedibile il giudizio e compensato tra le parti le spese processuali.
Per effetto di tale Decreto, la vicenda relativa ai suddetti seggi si è definitivamente conclusa e i consiglieri Ferrante e Genco restano entrambi in carica quali Consiglieri Comunali di Trapani.

Con una nota ufficiale indirizzata al direttore del progetto, dr. Alessandro Lucchetti del CNR-ISMAR (ente capofila) la Commissione Europea ha approvato il rendiconto del  progetto UE LIFE+ “Tartalife – Riduzione della mortalità della tartaruga marina nelle attività di pesca professionale” (LIFE12 NAT/IT/000937), concluso nel 2019, che ha avuto tra i suoi partner anche il Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Nella nota, a firma del direttore dell’unità LIFE dr. Jean Claude Merciol, è stata espressa grande soddisfazione per i brillanti risultati raggiunti dalle varie azioni finalizzate alla salvaguardia della popolazione di Tartaruga marina Caretta caretta e alla riduzione della mortalità nelle catture accidentali che purtroppo ogni anno interessano, secondo cifre probabilmente sottostimate, oltre 130.000 esemplari in tutto il Mediterraneo. “L’adozione di un approccio globale per ridurre la mortalità della Tartaruga marina – si legge tra l’altro nella nota – ha  contribuito alla conservazione delle specie bersaglio (comprendendo anche altre specie che hanno indirettamente beneficiato del progetto, n.d.r.). Gli attrezzi da pesca sono stati migliorati per diminuire efficacemente le catture accidentali, pur mantenendo un livello ottimale di catture commerciali, e sono stati ampiamente distribuiti tra i pescatori in diversi porti in Italia aumentando l’interesse per il loro uso”.

La Commissione Europea ha valutato positivamente tutte le azioni, comprese quelle che hanno visto direttamente impegnato lo staff del Settore Ambiente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento sia nelle attività di informazione e consulenza agli operatori professionali della pesca sulle opportunità offerte dai fondi FEAMP (azione E2), sia nelle attività di informazione e sensibilizzazione a docenti e studenti delle scuole di tutta la Sicilia, ai turisti e alle popolazioni locali (azione E3). Tra le altre attività sostenute dal Libero Consorzio di Agrigento anche il potenziamento del Centro di Recupero Tartarughe Marine e Fauna Selvatica di Cattolica Eraclea (azione C5), nel quale sono stati curati diversi esemplari di questa specie a serio rischio di estinzione in tutto il suo areale di distribuzione.

Grazie all’impegno di tutti i partner di progetto (CNR-ISMAR, Ente Parco Nazionale dell’Asinara, Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Fondazione Cetacea AMP Isole Egadi, Legambiente, AMP Isole Pelagie e Consorzio UNIMAR) il progetto Tartalife ha permesso la creazione della prima etichetta di qualità “Turtle Safe” per le imbarcazioni che aderiscono ai principi previsti dal regolamento dell’ONG “Friends of the Sea“. “Il marchio – scrive la Commissione Europea – è un valore aggiunto di questo progetto perché permette di riconoscere le attività di pesca a basso impatto per la biodiversità e per le tartarughe marine in tutta l’area del Mediterraneo.

Un’ulteriore conferma dell’eccellente lavoro svolto da tutti i partner di progetto e che aggiunge un ulteriore tassello alla già notevole esperienza dell’ex Provincia Regionale di Agrigento nei vari progetti per la tutela della biodiversità e in particolare nei vari progetti finanziati dallo strumento LIFE+ dell’Unione Europea.

Perdonato prima del processo per minacce, testate e calci all’ex fidanzata incinta: la donna ritira la querela oltre a rinunciare alla costituzione di parte civile. Il processo nei confronti del ventunenne Giuseppe Camilleri, dopo il rinvio a giudizio deciso dal gup Francesco Provenzano lo scorso 15 novembre, è iniziato davanti al giudice monocratico Antonio Genna e dovrebbe proseguire anche dopo il perdono della donna perchè le accuse, allo stato attuale della contestazione, sono perseguibili di ufficio. Camilleri, difeso dall’avvocato Serena Gramaglia, sarà giudicato per le accuse di stalking, lesioni ed evasione dagli arresti domiciliari. Il giudice, ieri, ha disposto un rinvio al 28 gennaio.

La prima accusa scaturisce dalle persecuzioni che per due mesi, da gennaio a febbraio dell’anno scorso, la ragazza avrebbe dovuto subire. Il giovane, nonostante si trovasse agli arresti domiciliari, avrebbe ripetutamente telefonato alla ragazza, peraltro incinta e in una fase delicata della gravidanza, per minacciarla che l’avrebbe uccisa sparandole o dandole fuoco. Analoghi messaggi sarebbero stati indirizzati alla madre della presunta vittima invitata a non affacciarsi perché, in caso contrario, le avrebbe sparato.

Con cadenza quotidiana, inoltre, sarebbe andato a casa sua per minacciarla. Il 28 febbraio l’episodio più grave: Camilleri, sostiene l’accusa, avrebbe seguito la ragazza fino all’abitazione della madre e l’avrebbe colpita con una violenta testata in fronte e un pugno sulle spalle. La donna incinta crollò a terra ma l’ex fidanzato avrebbe continuato a colpirla con calci. “Ora ti faccio abortire… putt.. mi hai mandato la volante a casa ma tanto mi hanno già controllato e sono venuto per ammazzarti”, le avrebbe detto svelando il movente della brutale aggressione. La donna, che riportò un trauma cranico e vari traumi articolari, fu medicata in ospedale dove fu giudicata guaribile in quindici giorni.

Non è preoccupato per lo stato di salute dei colleghi ma è consapevole che qualcosa nella gestione dello sbarco dei 43 migranti ieri ad Augusta non abbia funzionato. Tommaso Bellavia, segretario provinciale del Siulp è stato rassicurato dal medico della Polizia di Stato sulla salute dei colleghi attualmente in isolamento fiduciario dopo la scoperta di 8 casi positivi al Covid tra i migranti. Si tratta di quegli agenti che sono stati a stretto contatto con i 43, vale a dire gli agenti della Scientifica impegnati nel fotosegnalamento e quelli dell’ufficio immigrazione. “La misura è stata presa in via precauzionale – precisa Bellavia- visto che tutti gli agenti erano muniti di tutto punto dei vari dispositivi di prevenzione individuale.”

Ma per il segretario del sindacato italiano dei lavoratori della Polizia di Stato qualcosa ieri non sarebbe andata per il verso giusto. “Non mi spiego perchè non siano state rispettate le direttive imposte dal presidente della Regione – chiosa Bellavia – così come credo sia stato un grave errore consentire lo sbarco e solo successivamente effettuare il tampone conoscendone gli esiti. Sono convinto – conclude – che in una procedura ideale tutte queste operazioni dovessero essere svolte prima.”

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti ricordando come la Prefettura abbia collocato in una struttura adeguata allo scopo, ubicata in una contrada urbanizzata a circa 20 km dal centro abitato i 43 migranti. “Dalle verifiche sanitarie (tamponi Covid19) sono emersi 8 casi di soggetti asintomatici che sono stati posti in ulteriore isolamento. Entrambi i gruppi, gli 8 asintomatici e gli altri 35 soggetti, sono presidiati a vista giorno e notteNon ci deve essere nessuna preoccupazione per la nostra comunità – prosegue Bonfanti – perché non sarà consentita nessuna possibilità di contatto: in questo momento in Prefettura si sta svolgendo una riunione operativa di tutte le Forze dell’Ordine per adottare i necessari ed opportuni provvedimenti. Qualcosa, però, nella gestione strategica dello sbarco non ha funzionato e in una situazione, come l’attuale, in cui esperienza e mezzi ci consentono di lavorare in sicurezza, quello che è accaduto non sarebbe dovuto accadere”.
siracusanews.it

La situazione a bordo della Ocean Viking è sempre più tesa. A bordo della nave di Sos Mediterranee ci sono 180 migranti, salvati nei giorni scorsi nel Mediterraneo, e nessun Paese dà l’ok allo sbarco. Due dei naufraghi, ha fatto sapere giovedì con un tweet la ong, si sono buttati in mare e sono stati subito soccorsi dall’equipaggio. Frédéric Penard, direttore operativo di Sos Mediterranee, denuncia: “Il nostro team in cinque giorni, ha salvato 180 persone in quattro diverse operazioni nelle regioni di ricerca e soccorso maltese e italiana. I primi due salvataggi sono avvenuti una settimana fa. Abbiamo inviato cinque richieste alle autorità marittime italiane e maltesi per l’assegnazione di un porto di sbarco: finora non abbiamo ricevuto risposte eccetto due, negative. Questa situazione è inaccettabile”.

Non è solo il caldo a rendere incandescente l’aria che si respira ma anche il fuoco e le fiamme che sono tornate di notte a divorare auto nella provincia agrigentina.

A Canicattì è stata distrutta dalle fiamme una Alfa Romeo di proprietà di un rivenditore di automobili; a Ravanusa, invece, in fiamme è andata una Fiat Uno di proprietà di operaio.

Dei due casi si stanno occupando i Carabinieri delle locali stazioni. Nessuna pista viene esclusa, anche quella dolosa.