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Si è arrampicato su un balcone in una casa in fiamme e ha salvato quattro bambini intrappolati nell’incendio. E’ accaduto a Isnello, piccolo paese delle Madonie. Protagonista dell’acrobatico salvataggio Nunzio Mogavero, un operaio forestale di 49 anni, richiamato dalle grida disperate provenienti da un appartamento del centro storico vicino a una chiesa dove si stava celebrando un funerale.
Dopo l’intervento è stato portato in ospedale per una ferita alla gamba. Le fiamme sono divampate al piano terra e si sono propagate al primo piano dove si trovavano tre sorelline e un loro cuginetto. La madre delle bambine si era allontanata per fare la spesa poco prima che divampasse un incendio provocato, a quanto pare, da un corto circuito all’impianto elettrico.
Mogavero ha tentato di entrare nell’edificio ma il portone d’ingresso era bloccato. Con l’aiuto di due carabinieri che stavano partecipando al funerale è riuscito a raggiungere, inerpicandosi sulla parete, il balcone al primo piano. Ha quindi afferrato i piccoli e a uno a uno li ha calati dall’alto porgendoli alle persone che si erano radunate sulla strada. Nunzio Mogavero è conosciuto per altri episodi di generosità. L’anno scorso ha tratto in salvo un turista che si era perso nei boschi e in precedenza aveva salvato un daino intrappolato in una rete metallica.

Nella serata del 1 agosto u.s., personale della Polizia di Stato, nel corso di un’attività di Polizia rivolta alla prevenzione ed alla repressione dei reati, procedeva all’arresto in flagranza di reato per resistenza minaccia e oltraggio a Pubblico Ufficiale nonché  lesioni personali e Atti persecutori nei confronti di una donna del cinquantasettenne licatese G.A. soggetto pluripregiudicato.

Gli uomini del Commissariato di P.S.   di Licata,  in servizio di volante, nel percorrere una centrale strada cittadina, venivano attirati dalla richiesta d’aiuto di una donna, fortemente intimorita dall’atteggiamento persecutorio di un uomo, con il quale poco prima aveva avuto un’accesa discussione.

Gli operatori cercavano di comprendere l’accaduto, ascoltando le parti, ma l’uomo prima inveiva con minacce ed epiteti ingiuriosi e diffamatori successivamente aggrediva fisicamente la donna con schiaffi al volto e gli stessi agenti.

Gli operatori di Polizia, pertanto, deferivano l’uomo all’A.G. e procedevano all’arresto flagranza di reato.  

 “Ho appreso che altri cinque migranti sono fuggiti dall’hotspot di Bisconte, gli stessi del gruppo dei trenta che qualche notte fa è arrivato in città. Tutto ciò mi amareggia perché ho dato la mia disponibilità al Prefetto di Messina affinché si potesse continuare a utilizzare la struttura in sicurezza, nelle more che venga chiusa. Avevo infatti preteso che tutto ciò andava bene a patto che non si verificassero più situazioni incresciose come quella di qualche settimana fa. Ricordo che ancora ci sono una ventina di migranti a piede libero, di cui non si ha nessuna traccia. A questi si aggiungono gli altri cinque. A questo punto dico basta perché la pazienza ha un limite. Invito il Prefetto ad alzare la voce per non consentire più che i migranti siano dirottati all’interno dell’hotspot di Bisconte, il quale ribadisco essere abusivo e inadeguato. La invito anche a sollecitare chi di dovere per giungere alla conclusione dell’istruttoria e mettere un punto su questa spiacevole vicenda. Darò una settimana di tempo, oltre la quale non sopporterò più tali soprusi. Se le cose non cambieranno, lunedì ci sarò io all’interno dell’hotspot e non mi muoverò fino a quando non raggiungerò l’obiettivo: la chiusura definitiva”. Lo riferisce il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere dinanzi al Gip del Tribunale di Agrigento i nove componenti della famiglia Sferrazza – accusati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio, posti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Malebranche”.

Ieri mattina, davanti al gip Luisa Turco che ha firmato l’ordinanza su richiesta del procuratore Luigi Patronaggio e dei pm Paola Vetro e Alessandra Russo, sono comparsi tutti per l’interrogatorio di garanzia. Tecnicamente si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il principale indagato è Gioacchino Sferrazza, insieme a lui sono finiti ai domiciliari anche il padre Gaetano, la moglie Maria Teresa Cani, i figli Fabiana e Gaetano, il fratello Diego, la moglie Giovanna Lalicata e i figli Gaetano e Clelia. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Daniela Posante, Giovanni Castronovo, Chiara Proietto, Antonella Arcieri e Giacinto Paci. La decima indagata finta agli arresti domiciliari è la commercialista Graziella Falzone, 53 anni, assistita dagli avvocati Santo Lucia e Salvatore Falzone, che sarà interrogata stamattina, insieme ai tre indagati (in tutto sono 22 le persone sotto inchiesta) destinatari di un provvedimento che impone loro l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Si tratta di Francesco Maraventano, 38 anni, anche lui in passato ex presidente dell’Akragas; Vincenzo Lo Cicero, 36 anni e Assuntina Lupo, 55 anni.

Dopo le prime verifiche e i primi controlli avvenuti nella giornata di ieri, la nave quarantena “Azzurra”, della Grandi Navi Veloci, è partita ieri sera da Porto Empedocle ed ha raggiunto Lampedusa questa mattina alle 07,00.

Adesso la nave accoglierà i migranti provenienti dall’hotspot che sono arrivati negli ultimi giorni per far effettuare loro la quarantena. Già un primo gruppo è salito a bordo ed altri sono in attesa di essere chiamati; si va a rilento vista la massiccia presenza di migranti, più di mille, all’interno del centro. La nave è ormeggiata nelle acque antistanti il porto lampedusano.

Non è escluso che nei prossimi giorni possa arrivare una nuova nave. La situazione è di piena emergenza.

 

Il vice ministro alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri ieri pomeriggio è ritornato ad Agrigento ed ha incontrato presso la Prefettura i sindaci della provincia, i vertici Anas, i responsabili del Cartello sociale per discutere della viabilità principale e secondaria della provincia.

Durante la riunione sono state affrontate varie tematiche tra le quali l’apertura a settembre della galleria Spinasanta che collega Agrigento con Raffadali, i lavori di manutenzione del viadotto Akragas I e II con possibile riapertura entro la fine dell’anno per il passaggio ai mezzi leggeri, e uno sguardo anche ai lavori di completamento della Palermo-Agrigento e Agrigento -Caltanissetta.

“Per quanto riguarda la Palermo-Agrigento e l’Agrigento- Caltanissetta il governo non intende più aspettare, dichiara Cancelleri, in caso di ulteriori ritardi nel completamento dei lavori passeremo alla rescissione contrattuale per le ditte. Momenti come questi sono importanti per un confronto con il territorio e sono propedeutici per dare il giusto impulso direttamente ad Anas e all’andamento dei lavori nei cantieri. Sono certo, ha concluso Cancelleri, che se continuiamo a fare un bel lavoro tutti insieme otterremo tanti risultati per migliorare la viabilita’ di questo territorio e la qualita’ della vita dei cittadini”.

Arresti domiciliari per motivi di salute, con l’applicazione del braccialetto elettronico. La gip Alessandra Vella ha dunque accolto le istanze dell’avvocato Luigi Troia disponendo la scarcerazione del fornaio Vincenzo Filippazzo, 46 anni, accusato di avere cercato di uccidere uno dei titolari di un’attività commerciale a Porto Empedocle. All’origine della decisione, ci sono le condizioni di salute dell’indagato, al quale si contesta di avere cercato di vendicare il pestaggio subito nei giorni del lockdown per vendicare un messaggio audio, diffuso dalla moglie, con cui diffondeva una fake news sul rischio di contagio del Covid nell’attività commerciale della famiglia. “Non voleva uccidere il macellaio – ha spiegato l’avvocato – ma solo intimorirlo, l’arma aveva la sicura”.

I numeri, almeno quelli, tendono a rassicurare. Cala infatti ancora il numero di nuovi positivi in Sicilia: tre i contagiati nelle ultime 24 ore. Nessuno riguarda Palermo: dei tre, infatti, due sono della provincia di Catania e uno di Siracusa. Pochi i tamponi effettuati in un giorno: 823. E’ quanto si legge nel bollettino del ministero della Salute. Rimangono 39 i ricoverati in ospedale, di cui 3 in terapia intensiva; mentre 249 sono in isolamento domiciliare.

Gli attuali positivi al Coronavirus sono 288. Sono 3.308 le persone che dall’inizio della pandemia hanno avuto il Covid; rimane fermo, fortunatamente ormai da due settimane, il numero dei morti: 283. I tamponi effettuati da ieri ad oggi sono stati 1600 (281 mila in totale).

Troppi bagni per rimanere assente e lontano dai meandri politico-amministrativi che stanno caratterizzando l’estate agrigentina in vista delle amministrative del 4 ottobre prossimo.

E’ bastata una sua decisa scesa in campo (e noi l’abbiamo spronata abbastanza) per comprendere (e darle atto) che la situazione nella Città dei Templi è assai delicata. Tra la Lega e Fratelli d’Italia nasce l’accordo: “Guardiamo, osserviamo e agiamo di conseguenza”.

Annalisa Tardino, commissario della lega ad Agrigento, individua in Daniela Catalano, attuale presidente del Consiglio comunale come possibile soluzione per andare da soli. Fratelli d’Italia, storce il naso, e propone il consigliere comunale Gerlando Gibilaro.

Quello si, quello no, forse, non so, vediamo, meglio una donna…

Qualcuno tenta ancora di tirare fuori la più becera opposizione politica e infila sulla vicenda l’ex ministro Alfano. Idiozie pure, quando il nulla prende il sopravvento.

La Tardino capisce e su La Sicilia tuona: “Basta con falso civismo e candidati già apertamente schierati anche in coalizioni apparentemente opposte; sulla Catalano può ritrovarsi non solo la Lega, ma anche altre forze politiche di centrodestra; la Lega cerca di dare ai territori i candidati più spendibili. Non ci lasciamo condizionare dai giochi dei potentati di turno, e nemmeno ci piace dar credito a personaggi da spettacolo di varietà. Quindi bando all’ipocrisia”.

Parole forti, quelle della Tardino, che sgama inesorabilmente la grande incertezza dentro Fratelli d’Italia, subissata da polemiche non di poco conto. Pisano, mentre prima barcollava, dopo il veto romano e palermitano sugli ex pidiessini non ha dubbi: “Valutiamo i candidati, se è il caso proponiamo Gerlando Gibilaro”.

Caos. Su Gibilaro ecco un altro veto (interno). Il “solito” (a sua insaputa…) preferisce il vecchio amore, tanto accarezzato ma mai consumato.

Del resto, da noi interpellato Gibilaro, testualmente ha detto: “Grato e lusingato per la proposta ma al posto di fare il sindaco preferisco pascolare le pecore…”

Alla Tardino i nostri complimenti; ha scardinato un bunker. Il Re è nudo. L’eurodeputata Annalisa può ritornare a mare e noi la premiamo con una bella foto.

Nel contesto agrigentino si inserisce l’on. Carmelo Pullara che non ha tanto “amore” per questa testata giornalistica. Ma tant’è, ce ne siamo fatti una ragione. Lo facciamo parlare anche se lui…non ci parla.

La sua “Onda”, più che anomala, sembra essere uno tsunami. “E’ pronta una seconda lista – ha dichiarato Pullara su agrigentoggi.it – dopo avere chiuso la prima con nominativi da big. Non a caso, fra i big, spicca l’oncologa Linda Librici”.

Ma cu è? Boh…

Rispetto per tutti i candidati; nessuno è big né tantomeno l’uno vale più dell’altro a seconda della professione. Svelo un segreto: voterò per l’imbianchino che da giorni sta pitturando casa. Non sarà un big, ma posso assicurare che ha eguale dignità di tutti gli altri candidati, anche se il suo nome non è preceduto da alcun…dott.

E dopo “Onda” ecco arrivare “Noi” che dovrebbe abbracciare diversi giovani di belle speranze. Non me ne voglia l’on. Pullara ma queste sigle sembrano di più i titoli delle canzoni di Pupo che il nome di un partito (eddai onorè, stia allo scherzo!).

Dunque, per Pullara, due liste pronte per le amministrative agrigentine. Ed ancora siamo ad agosto; chissà se a settembre avrà pronta una terza lista formata da anziani. Non si sa mai, l’esperienza non ha mai fatto male.

Dramma o dilemma nel PD, o di quel che è rimasto. Dovrebbe appoggiare il sindaco uscente ma guai a parlare di simbolo. Dalle nostre parti quel logo con la scritta PD non ha dato mai risultati eccellenti.

Firetto attrae e viene attratto.

Però, sotto il tavolo, qualche scongiuro tradizionale scappa…

I comuni sono Canicattì, Licata, Camastra, Campobello di Licata, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte, Lampedusa e Linosa, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Ravanusa. 

Finanziamento europeo da 1,4 milioni di euro a beneficio delle imprese agricole della provincia di Agrigento per investimenti in servizi di agriturismo, fattorie didattiche e per la vendita di produzioni aziendali. Lo prevede 19.2 “Sostegno all’esecuzione degli interventi nell’ambito della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo” nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Siciliana.

“L’obiettivo della misura – dice Giuseppe Sciarabba, presidente dell’Agenzia di sviluppo del Mezzogiorno, da vent’anni nel settore dell’europrogettazione in Sicilia – è il miglioramento delle prestazioni economiche delle aziende agricole, incoraggiandone la ristrutturazione e l’ammodernamento, puntando all’orientamento al mercato. Verranno sostenute le attività rivolte al completamento di filiere locali ed alla valorizzazione delle specificità culturali ed enogastronomiche connesse alle produzioni agricole ed alimentari di qualità, il rafforzamento dell’offerta turistica con strutture di accoglienza e servizi innovativi. Per ciò che riguarda i servizi, il bando intende promuovere la diffusione di attività di agriturismo, attraverso l’implementazione di servizi informativi, redazione di brochure, investimenti in strutture per attività ricreative, sportive e culturali, per attività di ospitalità e di ristorazione”.

La dotazione finanziaria della misura è di 1,4 milioni di spesa pubblica, di cui 847 mila euro di quota FEASR. I comuni interessati dalla misura sono Camastra, Campobello di Licata, Canicattì, Castrofilippo, Comitini, Favara, Grotte, Lampedusa e Linosa, Licata, Naro, Palma di Montechiaro, Racalmuto, Ravanusa.

“Le spese ammesse al finanziamento – spiega Sciarabba – sono quelle per interventi per agriturismo e per la diversificazione aziendale verso attività extra-agricole tra cui le iniziative riguardanti le fattorie didattiche, e l’attività di ristorazione, purché congiunta a quella di ospitalità. E ancora, la realizzazione nella azienda agrituristica di punti vendita e trasformazione dei prodotti aziendali in prodotti non compresi nell’Allegato 1 del Trattato, tra i quali anche i prodotti artigianali. Infine – conclude Sciarabba – investimenti per l’offerta di servizi per l’agriturismo relativi alla realizzazione di attività informativa, promozione di attività extra-agricole, attività sportive, ricreative e culturali, ivi inclusi interventi per la fruizione di aree naturali quali Natura 2000, parchi o riserve”.