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Partono questa mattina anche ad Aragona le Giornate FAI d’Autunno 2020. Un’occasione per visitare le bellezze artistiche ed architettoniche del territorio e riscoprire i sapori autentici della cucina siciliana che, spesso, ritroviamo nei piccoli borghi.

Aragona, per esempio, è nota per la salsiccia intagliata ancora a mano. Una tradizione che conservano ancora le antiche macellerie del centro storico. La salsiccia è anche l’ingrediente principale delle “imbriulate”, un piatto salato che troviamo nei panifici. Con l’avvicinarsi del mese di novembre, inoltre, le pasticcerie preparano i dolci della tradizione: tarallucci, frutti martorana, rami di miele etc. I Volontari del FAI sapranno indicare i posti migliori dove poter assaggiare queste prelibatezze per un tour gastronomico e sicuramente soddisferà i palati più raffinati.

Di seguito riportiamo i luoghi aperti oggi e domani 18 ottobre ed il prossimo 24 e 25 ottobre ad Aragona dal Gruppo Giovani Fai, con orario dalle ore 09,00 alle 13,30 e dalle ore 15,30 alle 18,00.

Aragona, Museo Diocesano Chiesa Madre e Cripta Madonna del Rosario: 

Il Musei Diocesani di Aragona costituiscono il polo distaccato in territorio aragonese del MUDIA agrigentino. Nascono come frutto della sinergia tra la Soprintendenza per i Beni Culturali di Agrigento, che ne ha la cura scientifica, e l’Ufficio BBCCEE della Curia di Agrigento, nonché la Parrocchia con la comunità ecclesiale.

Essi si compongono di due sedi che conservano ed espongono, sotto forma di mostra permanente, beni ed opere d’arte la cui storia si radica nel comune di Aragona.

I primi due secoli della storia di Aragona sono legati alla signoria della nobile famiglia Naselli; da tale legame è segnata la nascita ed evoluzione della Chiesa Madre del paese. La costruzione della Chiesa Madre ebbe inizio nei primi decenni del Seicento, subito dopo la fondazione del borgo: nel 1606, infatti, Baldassarre III Naselli, conte di Comiso, aveva ottenuto la licentia populandi per la creazione di un piccolo villaggio. Dedicata alla Madonna dei Tre Re Magi, la Chiesa Madre costituisce il primo storico luogo di culto edificato ad Aragona, sul sito inizialmente scelto dal fondatore per una piccola cappella familiare, anch’essa dedicata ai tre Re Magi. Le opere pittoriche sono attribuite tradizionalmente a fra’ Felice da Sambuca, monaco cappuccino e pittore, operante nell’agrigentino proprio in quel periodo. A lui è attribuito il corredo delle pale d’altare ed altre tele appartenenti alla chiesa, come il Martirio di S. Fortunato, e una Trasfigurazione del messinese Crestadoro. Alla scuola manierista dello Zoppo di Ganci è attribuito il dipinto più antico, l’Adorazione dei Magi del 1607, in collaborazione con Pietro D’Asaro; non mancano opere più tarde realizzate da Domenico Provenzani, il principale pittore dei Liguorini di Agrigento.

Nella Chiesa della Madonna del Rosario sono contenuti due nuclei espositivi. Il primo è collocato nella cripta, restaurata e convertita in vano ospitante il Tesoro della Chiesa. Tale restauro nacque dall’esigenza di fornire una dimensione museale al tempio, dopo che i lavori di restauro compiuto negli anni Novanta avevano consentito il recupero dei dipinti originari del soffitto, risalenti al 1689.

Elemento peculiare della collezione è il reliquiario destinato a contenere due brandelli della Sacra Sindone. Uno sfarzoso reliquiario a pendente accoglie oggi la rara reliquia, custodita entro un’urna argentea datata 1684, realizzata dall’argentiere palermitano Giacinto Omodei e commissionata dal principe Baldassarre Naselli IV quando l’allora vescovo di Agrigento Rhini autorizzò l’esposizione pubblica di tali reliquie nei giorni di festa. Si tratta di un vero e proprio gioiello, realizzato da maestranze siciliane dell’inizio del XVII secolo, secondo modelli circolanti nell’area mediterranea di influenza spagnola.

Aragona, Chiesa di Santa Maria della Provvidenza e Cristo Nero:

Le prime fonti della presenza di una chiesa rurale dedicata alla Vergine della Provvidenza, già sono presenti negli Atti del notaio Pietro Chiarelli, in data 22 maggio 1626, il quale parla della Cappellania dell’omonima chiesa, sita sull’eminente collina detta Belvedere.

All’ingresso della chiesa vi è un soppalco sorretto da due colonne in gesso con stile ionico, al di sopra una cantoria, dove è possibile ammirare un gioiello d’arte organaria siciliana. Questo è un organo positivo a trasmissione meccanica (mantice), legato ad un manuale (tastiera) con ottava corta della prestigiosa ditta palermitana Laudani e Giudici. L’opera più importante, però, è senza dubbio, il particolare crocefisso ligneo deposto nella parte destra della chiesa. Il “Cristo nero” come viene denominato dal popolo aragonese è un’opera lignea di scultore ignoto. Esso diversamente dai migliaia di crocefissi riprodotti in tutte le chiese ha delle particolarità. Anzi tutto viene rappresentato un Cristo ancora vivo esalante gli ultimi respiri.

Atelier casa dell’artista  

Tipica abitazione della cultura siciliana è, sicuramente, quelle del contadino agiato o ‘burgisi’.

La casa dell’artista ricalca la tipologia costruttiva elevandosi su due piani, o comunque a più vani che tenevano divisi l’ambiente pubblico da quello privato, la zona giorno dalla zona notte. Al pian terreno si trova ad esempio la stalla, la cucina e i magazzini, e al piano superiore, al quale si accede tramite una scala interna, la camera.
L’arredamento interno, che originariamente, variava a seconda della zona e delle condizioni economiche del contadino, oggi è composto da circa 300 tele del pittore Salvatore Bellanca  che recentemente ha acquistato la casa e l’ha ristrutturata facendone un atelier per realizzare le sue opere ispirandosi all’espressionismo astratto. Nel suo laboratorio -museo l’artista ha anche allestito un’ interessante mostra permanente che è un tripudio di emozioni. Le vivacissime tele, infatti, inneggiano ad “una nuova comprensione della vita” e rimandano allo stile denominato “Action paiting” diffuso negli anni quaranta e sessanta del Novecento soprattutto negli Stati Uniti d’America.

“Ricongiungiamoci con i luoghi della natura e della storia del Paese, uniti insieme, iscrivendoci al FAI”.

Lo ha detto il presidente del FAI –Fondo Ambiente Italiano, Andrea Carandini, a margine della conferenza stampa di lancio delle Giornate FAI d’Autunno che si è svolta stamani a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero dei beni e delle attività culturali e per il turismo.

 

Tra fortificazioni monumentali e ruderi scenografici di antichi santuari, il tutto immerso nella macchia mediterranea che lambisce la città contemporanea. E’ un nuovo percorso quello che si scoprirà oggi e domani alle 16,30 con la visita specialistica gratuita che CoopCulture ha preparato. Si potrà accedere, solo se accompagnati da un operatore, al settore orientale dell’antica Akràgas e all’area archeologica dal Tempio di Demetra a San Biagio. Sarà un vero viaggio immersivo nel paesaggio, ai margini dell’insediamento urbano moderno; ma sarà anche un modo per ricordare la presenza dei coloni greci nell’antica Akràgas sin dalla prima metà del VI secolo a.C., pochissimo tempo dopo la fondazione della città. Il percorso si svilupperà come una piccola scalata con partenza dal parcheggio del cimitero di Bonamorone e arrivo al Tempio C “di Demetra”. Si seguirà l’antica via greca, che si snoda tra le aree archeologiche del Baluardo a Tenaglia e del Santuario Arcaico presso Porta I (scavi Fiorentini), e si chiude alla Chiesa di San Biagio.

Il nuovo percorso di visita è gratuito. È consigliata la prenotazione, fino ad esaurimento dei 15 posti disponibili.

L’ing. D.F. S., dipendente del Comune di Agrigento con la qualifica di funzionario dell’U.T.C., era stato nominato ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria dello stesso Comune; a seguito di tale nomina, era stata disposta, in suo favore, la liquidazione del relativo onorario del quale, tuttavia, successivamente, l’Amministrazione comunale richiedeva la restituzione.
Ed allora, con ricorso patrocinato dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Mario La Loggia, l’ing. D.F. ha adito il Tribunale di Agrigento, Sezione Lavoro, al fine di ottenere l’annullamento e/o la disapplicazione della determinazione dirigenziale a mezzo della quale era stata richiesta la restituzione della predetta somma, pari a 22.642.790 lire (oggi pari a 11.694,00 euro), corrisposta a titolo di onorario per la nomina di ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria del Comune di Agrigento; nonché, la declaratoria del proprio diritto a trattenere la suindicata somma di cui era stata chiesta la restituzione.
In particolare, gli avv.ti Rubino e La Loggia, richiamando l’ampia giurisprudenza consolidatasi in materia, hanno ribadito come, nel caso di specie, non operasse il principio di onnicomprensività del trattamento economico, sancito dall’art. 31 del D.P.R. n. 347/1983, sulla scorta del quale era stata adottata la determinazione dirigenziale impugnata con la richiesta di restituzione delle somme.
Secondo tale disposizione, è fatto divieto alla pubblica amministrazione di remunerare un proprio dipendente con compensi ulteriori per lo svolgimento di compiti rientranti nelle mansioni dell’ufficio.
Tuttavia, nel caso di specie, la nomina ad ingegnere capo disposta dal Sindaco e lo svolgimento, da parte del ricorrente, delle relative mansioni esulavano dalle ordinarie mansioni di ufficio attribuite al ricorrente in base alla categoria di inquadramento, rappresentando piuttosto l’adempimento di un ulteriore (e superiore) incarico conferito espressamente dall’Amministrazione comunale resistente.
Per tali ragioni, i legali Rubino e La Loggia ribadivano il diritto del proprio assistito a trattenere il compenso aggiuntivo per le funzioni di ingegnere capo dei lavori espletate, non potendo trovare applicazione al caso di specie il principio di onnicomprensività della retribuzione.
Il Tribunale di Agrigento, Sezione Lavoro, condividendo le tesi difensive articolate dagli avvocati Girolamo Rubino e Mario La Loggia, ha accolto il ricorso, riconoscendo il diritto del ricorrente a trattenere il compenso aggiuntivo corrisposto a seguito della suddetta nomina ad ingegnere capo, in ragione del fatto che lo stesso era stato, per l’appunto, chiamato a svolgere compiti, mansioni e funzioni istituzionali diverse da quelle ordinariamente assegnategli, con conseguente inapplicabilità del principio di onnicomprensività della retribuzione
Per effetto della superiore pronuncia, pertanto, l’ing. D.F. S., funzionario dell’U.T.C. del Comune di Agrigento, non dovrà restituire all’Amministrazione comunale la somma, pari a 22.642.790 lire (oggi pari a 11.694,00 euro), per l’espletamento dell’incarico dallo stesso svolto quale ingegnere capo dei lavori di completamento e separazione della rete fognaria del Comune di Agrigento.

Un agrigentino di 23 anni è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale in concorso, lesioni personali, danneggiamento, furto, spendita e introduzione di monete falsificate. M. G., aveva un ordine di carcerazione. Ordine che era stato sospeso ma che, lo scorso giovedì, è stato ripristinato. Il ventitreenne è stato, infatti, arrestato dai poliziotti della Squadra Mobile, che sono coordinati dal vice questore aggiunto Giovanni Minardi, ed è stato portato alla casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di contrada Petrusa.

Erano sistemati nell’hotspot di Lampedusa e ieri sono stati trasferiti a Porto Empedocle per essere oggi smistati, una parte di migranti, nel centro di accoglienza di Augusta mentre un altro gruppo verrà trasferito sulla nave quarantena Azzurra.

In prima linea la Prefettura di Agrigento che ha coordinato tutte le operazioni. Si svuota, di conseguenza, l’hotspot di Lampedusa di contrada Imbriacola dove attualmente vi sono circa duecento migranti.

 

Non sarebbero stati coinvolti altri veicoli nell’incidente autonomo verificatosi ieri che ha visto uno scooter guidato da un 38enne agrigentino che si è andato a schiantare contro un palo della illuminazione pubblica.

L’uomo è stato trasportato in codice “rosso”, con un’ambulanza, al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”, dove attualmente si trova ricoverato con gravi traumi sparsi sul corpo. Il sinistro sarebbe avvenuto in via Esseneto, nel rione del Campo sportivo.

Il ferito, da lì a pochi minuti, è stato preso in consegna dal personale sanitario del 118, che gli hanno prestato le prime cure direttamente sul posto. Poi trasferito al presidio ospedaliero di contrada “Consolida”.

Mancano poche ore all’apertura delle Giornate Fai d’autunno 2020.

L’evento nazionale promosso dal FAI-Fondo Ambiente Italiano partirà domani, sabato 17 e domenica 18 e sabato 24 e domenica 25 ottobre in 400 città italiane.

È possibile partecipare iscrivendosi in loco. La sicurezza di tutti è al primo posto: mascherine, sanificazione, contingentamento e distanziamento.

Per l’occasione, il Gruppo FAI Giovani di Agrigento, guidato da Ruben Russo, aprirà La Biblioteca Lucchesiana e la Casa Museo dei Padri Liguorini ad Agrigento, Il Museo Diocesano della Chiesa Madre e della Chiesa del Rosario, la Chiesa della Provvidenza e la Casa dell’artista atelier Bellanca ad Aragona. Grazie ai tanti giovani volontari gli orari delle visite nei due weekend  saranno: dalle 9.00 alle 13.30  e dalla 15.30 alle 18.00.

Aperto, anche,  il bene FAI Giardino della   Kolymbethra che partirà domani con il laboratorio creativo: “Folia et Natura” a cura di Maria Ala. Si tratta di una visita guidata alla scoperta degli alberi del paesaggio storico del Giardino della Kolymbethra. Segue un laboratorio creativo dove si potranno realizzare originali creazioni con foglie di diversi tipi, colori, forme e dimensioni (orario delle visite alla Kolymbethra 10.15 – 18).

Per partecipare alle Giornate FAI d’Autunno è preferibile prenotare la visita sul sito www.giornatefai.it, ma è anche possibile recarsi sul posto, registrasi e godere in tutta sicurezza (saranno rispettate tutte le norme anti Covid) delle bellezze artistiche ed architettoniche del territorio.

A tal proposito la Delegazione FAI ed il Gruppo FAI Giovani ringraziano, per l’apertura straordinaria dei siti, l’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Agrigento, diretto da don Giuseppe Pontillo, l’artista Salvatore Bellanca per l’atelier e l’arciprete di Aragona e Direttore della Lucchesiana, don Angelo Chillura che afferma: “Aragona è una comunità che custodisce un prezioso patrimonio storico, artistico ed architettonico. Ci sono le chiese che conservano statue e dipinti di grande valore. Ma anche argenteria: calici, ostensori ed ex voto che sono esposti nei musei diocesani della chiesa Madre e della chiesa del Rosario. Le stesse chiese serbano pregevoli tele di Fra Felice da Sambuca e statue del Bagnasco. Segnalo, poi, la Chiesa della Provvidenza che custodisce il cosiddetto Cristo Nero. Si tratta di una scultura lignea del 1600, tra le più belle conservate ad  Aragona. La scelta che il FAI ha fatto ad Aragona contribuirà, sicuramente, a far conoscere questo immenso patrimonio. Inoltre, in occasione dell’evento, ho disposto l’apertura della monumentale Biblioteca Lucchesiana di Agrigento, che invito a visitare ed a votare nel censimento del FAI “I Luoghi del Cuore”. Come sacerdote oltre ad appezzare l’iniziativa, volta a far conoscere le cose belle del territorio, guardo alla manifestazione da un punto di vista religioso. Sono sempre convinto che la bellezza artistica, architettonica, musicale e paesaggistica è sempre riflesso della bellezza assoluta che è Dio. Tutto questo – conclude don Angelo – non solo diletta l’animo umano, ma porta ad elevarlo a Dio. Sono momenti, dunque, che arricchiscono umanamente e spiritualmente l’uomo e che troveranno  in me un appoggio incondizionato.  Un plauso al FAI per questa iniziativa di grande spessore che coinvolge tutta l’Italia”.

In occasione delle Giornate FAI d’Autunno è possibile usufruire di alcune agevolazioni per iscriversi al FAI.

Ci sarà, infatti, la Delegazione FAI di Agrigento, guidata ad interim dal Presidente FAI Sicilia, Giuseppe Taibi, che illustrerà le tante iniziative che il FAI ha posto in essere per la salvaguardia e la tutela del patrimonio artistico e paesaggistico del territorio. Un esempio, la salvaguardia della Scala dei Turchi.

Negli anni Ottanta, infatti,  un piano di lottizzazione permise l’avvio di un cantiere per la costruzione di un complesso alberghiero proprio sulla spiaggia ai piedi della Scala dei Turchi.
I lavori, però, vennero bloccati nel 1992 ed il luogo fu vincolato perché riconosciuto “di particolare pregio”.
Nel 2013 l’ecomostro è stato abbattuto, dopo una lunga battaglia giudiziaria che ha visto le associazioni ambientaliste,  Legambiente e FAI, a fianco del Comune di Realmonte.
Nell’ottobre 2015, grazie alla sinergia tra FAI e Comune, è stato abbattuto un altro ecomostro che sorgeva su un piccolo terrazzo roccioso e da tempo deturpava significativamente la scogliera.
Alla demolizione, resa possibile dal contributo di 20.000 euro de “I Luoghi del Cuore” e all’azione del Comune, è seguita la riqualificazione dell’area, trasformata in belvedere pubblico.
La Scala dei Turchi oggi è un esempio dell’impegno del Fondo Ambiente Italiano per il territorio agrigentino.

La provincia di Agrigento sembra essere una delle zone più colpite negli ultimi giorni dal coronavirus. Oltre ai casi già noti, con il triste dato di Sambuca di Sicilia, il sindaco di Palma di Montechiaro ha comunicato che nella sua città ci sono tre nuovi casi positivi facendo salire a otto il numero complessivo degli ultimi giorni.

A Favara c’è un nuovo caso. Anche questa circostanza è stata comunicata dal primo cittadino Anna Alba. Ovviamente sono stati già attivati tutti i protocolli necessari che necessitano i casi.

 

 

 

Continuano a salire i casi positivi al Covid-19 anche in Sicilia,come in tutta Italia. Nelle ultime 24 ore, secondo i dati comunicati dal ministero della Salute, i nuovi contagiati sono stati 578. Dato che scaturisce da oltre 7.700 tamponi effettuati. È aumentato anche il numero di decessi, che oggi sono stati 10. Nove le persone ricoverate, 6 delle quali in Terapia intensiva. Sono stati comunque 121 i guariti.

A livello nazionale la situazione dei contagi continua a salire, oggi sono stati più di diecimila.