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Il Tribunale di Sciacca ha assolto, con la formula “perché il fatto non sussiste”, C V sono le iniziali del nome, 58 anni, residente a Salaparuta, imputato di calunnie e maltrattamenti in famiglia. Lui, difeso dall’avvocato Giuseppe Incandela di Castelvetrano, avrebbe indotto, con violenza e minacce, la figlia C L, di 13 anni all’epoca delle ipotesi di reato, ad accusare un uomo, G C, 42 anni, convivente della madre, di violenza sessuale nei suoi confronti. G C ha subito un processo ed è stato assolto. La ragazzina, 3 anni dopo la denuncia sporta ai Carabinieri di Salaparuta contro il compagno della propria madre, ha ritrattato, riferendo agli stessi Carabinieri che a costringerla a denunciare il convivente di sua madre era stato suo padre C V, sotto minacce e maltrattamenti, per ritorsione contro l’uomo con il quale la propria madre conviveva dopo che era stata scoperta la loro relazione sentimentale. Ebbene, il Tribunale di Sciacca, dopo avere ascoltato tutte le parti in causa, ha assolto il padre della ragazzina accogliendo la tesi dell’avvocato Candela, ovvero che le accuse da parte della ragazzina sono state frutto del racconto spontaneo della minore, mossa da evidente rancore inizialmente contro la propria madre che l’aveva abbandonata, e poi contro il compagno di sua madre visto come colui che le aveva portato via la madre.

La terza sezione penale della Corte d’Appello di Palermo ha condannato l’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Arnone, al risarcimento del danno patito dalle parte civili, ovvero Rosa Aura Severino, vedova dell’ex sindaco di Agrigento, professor Angelo Scifo, e Pietro Tornabene, già in servizio alla Soprintendenza di Agrigento. Arnone è stato condannato a pagare 10mila euro ciascuno alle due parti civili oltre le spese processuali. Il contenzioso si riferisce al contenuto di un video pubblicato su Youtube da Arnone per il quale Angelo Scifo nel 2012 presentò una querela dettagliata ritenendone il contenuto gravemente diffamatorio nell’ambito di presunti abusi edilizi in località Montegrande per i quali lo stesso Scifo era stato ampiamente assolto. Nel video Arnone affermò inoltre che, per sanare gli abusi, Scifo aveva corrotto il funzionario della Soprintendenza, Pietro Tornabene, quando invece nel 2010 Scifo e Tornabene erano stati assolti con sentenza definitiva in Appello dall’accusa di corruzione con la formula “perché il fatto non sussiste”.

Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, a fronte della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura, ha invece disposto il non luogo a procedere, con la formula “perchè il fatto non sussiste”, a favore di cinque medici in servizio all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, imputati di omicidio colposo in concorso a seguito della morte di Marianna Bellia, 63 anni, di Palma di Montechiaro, deceduta il 24 luglio del 2018. L’inchiesta è stata avviata a seguito di un esposto presentato dai figli della vittima.

Michele Ruoppolo

Alla luce di una nuova consulenza tecnico-peritale, lo stesso pubblico ministero, e poi il giudice, hanno condiviso le conclusioni della perizia stessa riconoscendo l’assoluta insussistenza di qualunque addebito a carico degli imputati, e hanno ritenuto di non dovere ulteriormente procedere nei confronti dei medici: Gabriele Iacona, 41 anni, urologo, Valeria Vinci, 43 anni, rianimatrice, Salvatore Butticè, 35 anni, urologo, Angelo Pizzo, 43 anni, urologo, e Michele Ruoppolo, 66 anni, primario di Urologia, difeso dall’avvocato Salvatore Pennica. Pertanto si conclude l’iter giudiziario, protrattosi dal 2018, che ha sancito la piena correttezza professionale e l’esenzione da ogni responsabilità dei sanitari coinvolti.

Una bella notizia per il quartiere di Villaseta. È infatti del 24 novembre la notizia dello stanziamento, da parte del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali della Regione Siciliana, del finanziamento per i lavori di realizzazione del centro aggregativo giovanile nei locali comunali di Piazza Concordia.

L’intervento, per il quale è previsto un investimento di 400mila euro, prevede la realizzazione di un nuovo centro aggregativo nei locali comunali precedentemente occupati dalla Polizia Locale e nei sottostanti locali dove verrà allestita una biblioteca digitale, in cui verranno conservati e resi disponibili esclusivamente documenti digitali, gestiti e catalogati elettronicamente ed il cui accesso potrà essere effettuato telematicamente.

Il centro aggregativo sarà luogo di incontro, di attività educative, formative, ricreative, didattiche e di socializzazione offrendo servizi informativi e percorsi formativi e ricreativi volti a sostenerne il percorso di crescita. Previste nel rispetto dell’ambiente, numerose soluzioni derivanti dalla green technology, quali il ricorso a fonti di energia rinnovabili ed a sistemi attivi e passivi di contenimento dei consumi energetici, in attuazione delle linee programmatiche del PAESC del Comune di Agrigento. «Siamo in linea con i tempi che ci eravamo prefissati per avviare le procedure di gara per l’affidamento dei lavori entro il 2022 – commenta l’assessore Gerlando Principato – . Villaseta ed i ragazzi del quartiere avranno finalmente un centro aggregativo comunale, dopo la scuola e la parrocchia, nel quale avranno la possibilità di svolgere attività formative, educative e didattiche».

 

Nonostante i progressi sperimentati negli ultimi anni, le discriminazioni contro le donne e il divario di genere nel mondo del lavoro persistono ancora.  Le donne sono ancora lontane dal raggiungimento dell’uguaglianza di genere nel mondo del lavoro, intrappolate in lavori poco qualificati e retribuite in maniera inferiore rispetto agli uomini. La discriminazione delle lavoratrici sui luoghi di lavoro è un problema che penalizza ed offende la dignità di milioni di donne anche in Italia. Ogni giorno, nel mondo del lavoro, le donne subiscono gli effetti della discriminazione di genere. Una disuguaglianza che penalizza la posizione della donna in tutti gli ambiti, economico, sociale e politico e le distanze tra uomo e donna continuano ad essere sempre più profonde. SGB ha deciso di realizzare un intervento specifico su questi temi. A partire dal 1 dicembre 2022, verrà attivato uno sportello di ascolto dedicato alle donne che subiscono discriminazione e/o mobbing (molestie/violenza, disparità salariale e di carriera, maternità, tutela salute/sicurezza sul lavoro). L’obiettivo è avviare iniziative, proprio a partire dalle denunce di lavoratrici discriminate, che possano tradursi anche in vertenze ai vari livelli,sindacali e giudiziarie, e garantire una valida e specifica assistenza legale alle stesse. Nella sede SGB di Viale Leonardo Sciascia 58,saranno presenti le nostre referenti (previo appuntamento telefonico al n° 3297237522) per raccogliere le testimonianze e le denunce delle lavoratici, offrendo loro un supporto eventualmente anche in sede giudiziari

Il Dipartimento regionale della Protezione Civile ha diramato un nuovo avviso per il rischio meteo idrogeologico e idraulico ALLERTA GIALLA con condizioni meteo avverse in provincia di Agrigento e in tutta la Sicilia Occidentale dalle ore 16 alla mezzanotte di domani 27 novembre.

Si prevede il persistere di precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento. Si prevedono inoltre, venti da forti a burrasca a prevalente componente settentrionale o orientale. Mareggiate lungo le coste esposte.

Valgono le raccomandazioni note:

– Non spostarsi o comunque limitare gli spostamenti;

– Non sostare su passerelle o ponti o nei pressi degli argini dei torrenti e dei corpi idrici in genere;

– Evitare di occupare la carreggiata di strade che devono essere lasciate libere per il passaggio di eventuali soccorritori;

– Allontanarsi dai locali seminterrati ove è noto il rischio di allagamento;

– Non sostare sui ponti o lungo gli argini o le rive di un corso d’acqua in piena;

– Non sostare in aree soggette ad esondazioni o allagamento anche in ambito urbano;

– Non tentare di arginare la massa d’acqua – spostarsi ai piani superiori;

– Non percorrere un passaggio a guado o sottopassaggio durante e dopo un evento piovoso;

– Allontanarsi dalle spiagge, dalle coste e dai moli;

– Non sostare, non curiosare in aree dove vi è stata una frana o un’alluvione;

– Evitare, al verificarsi di precipitazioni intense, il transito veicolare e pedonale al Villaggio Mosè, San Leone, Fiume Naro, Fiume Ipsas, Fiume Drago.

Condi-meteo avverse
SI PREVEDE IL PERSISTERE DI PRECIPITAZIONI DA SPARSE A DIFFUSE, ANCHE A CARATTERE DI ROVESCIO O TEMPORALE. I FENOMENI SARANNO ACCOMPAGNATI DA ROVESCI DI FORTE INTENSITÀ, ATTIVITÀ ELETTRICA E FORTI RAFFICHE DI VENTO. SI PREVEDONO INOLTRE, VENTI DA FORTI A BURRASCA A PREVALENTE COMPONENTE SETTENTRIONALE O ORIENTALE. MAREGGIATE LUNGO LE COSTE ESPOSTE

Il sostituto procuratore Gloria Andreoli, ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari ad un ventitreenne, originario del Gambia, ma da anni residente a Canicattì. Il giovane, difeso dall’avvocato Calogero Meli, è accusato di estorsione e tentata estorsione.

La vicenda risale all’estate del 2019. Secondo l’accusa, il 23enne avrebbe chiesto il pagamento di 1.000 euro, in due tranche, per evitare di pubblicare foto delle parti intime di un amico.

Soldi che quest’ultimo ha effettivamente pagato. L’indagato avrebbe poi proseguito con ulteriori richieste di denaro, da qui l’ipotesi di reato di tentata estorsione, che non hanno portato a nulla di concreto, poiché la vittima lo ha denunciato, non evitando però la diffusione delle foto.

Nella giornata di ieri, 25 novembre, in Licata, la Polizia di Stato ha eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Agrigento, a carico di I.S., pregiudicato palmese, classe 1988, già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G. presso il Commissariato di P.S. di Licata nonché del divieto di dimora nel comune di Palma di Montechiaro e del divieto di espatrio.

In particolare, il predetto provvedimento giudiziario, con la quale viene disposta l’esecuzione della pena carceraria, in sostituzione delle predette precedenti misure a cui l’indagato era sottoposto per il medesimo procedimento penale, è susseguente alla condanna emessa nel 2017 dal Tribunale di Agrigento, successivamente riformata dalla sentenza emessa nel 2021 dalla Corte di Appello di Palermo e divenuta definitiva il 23.11.2022 a seguito di sentenza della Corte Suprema di Cassazione, che lo ha riconosciuto colpevole dei reati di tentato omicidio e porto abusivo di armi, con irrogazione di pena complessiva di anni 7 e mesi 8 di reclusione.

L’uomo condannato era stato tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Agrigento, per i predetti reati commessi, in concorso con altro soggetto, ai danni di un palmese (fatti commessi a Palma di Montechiaro in data 13.12.2015).

Pertanto, dopo le formalità di rito, il personale della Sezione Anticrimine del Commissariato licatese ha immediatamente eseguito il predetto ordine di carcerazione e, su disposizione della A.G., il condannato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Agrigento ove dovrà scontare il residuo di pena di anni 5, mesi 11 e giorni 16 di reclusione.

‘Siamo fortemente preoccupati ed allarmati , come Legacoop Sicilia coordinamento Agrigento, Palermo e Trapani, per il recente rapporto OCSE che mette in evidenza l’aumento vertiginoso delle disuguaglianze nel nostro Paese.

L’OCSE  con il rapporto “regions and cities” illustra un quadro desolante soprattutto in termini di divario tra il nord ed il sud del Paese che sarebbe cresciuto  con la drammatica conseguenza dell’aumento delle fasce di povertà nel Mezzogiorno del Paese.

Questi dati sono ancora più preoccupanti alla luce della proposta del Governo Nazionale per l’introduzione dell’autonomia differenziata’ ha dichiarato Mimmo Pistone Coordinatore Legacoop Agrigento, Palermo, Trapani.

Non siamo pregiudizialmente contrari all’autonomia differenziata per partito preso ma certamente prima di discutere di affidare alle regioni, in maniera esclusiva, materie come la scuola, la sanità ed i trasporti è necessario affrontare in modo risoluto il tema dei livelli essenziali di prestazioni che vadano nella direzione dell’equità e della corretta distribuzione delle risorse tenendo conto delle condizioni della Sicilia e del Mezzogiorno.

La Sicilia oggi rileva un dato di disoccupazione intorno al 17% contro il 4% rilevato nel Veneto, il dato di per se preoccupante fa emergere quanto sia necessario investire di più e meglio in settori strategici come l’istruzione, le politiche per il lavoro, il welfare e le infrastrutture strategiche necessarie per favorire lo sviluppo e la crescita dell’occupazione.

Per questi motivi siamo convinti, ha proseguito Pistone, in coerenza con quanto affermato, di recente, da Alleanza cooperative  che la spesa del Pnrr  deve essere orientata in modo prioritario alla   riduzione delle disuguaglianze e dei divari territoriali, rispettando “prima e dopo” l’attuazione della clausola del 40% di spesa, e coordinando in maniera complementare l’attuazione della programmazione 2021/2027, al fine di tutelare efficacia degli interventi soprattutto nelle Regioni del Mezzogiorno e meno sviluppate, dove rilevante è il tema delle infrastrutture .

Riteniamo, altresì, che siano necessari nuovi meccanismi che rendano possibile una maggiore concertazione delle Istituzioni con le parti sociali da un lato e  più fluidi i bandi  in maniera tale da costruire nei territori e soprattutto in Sicilia percorsi di animazione dal basso coinvolgendo-  in primo luogo – gli  enti locali e le  amministrazioni nazionali che gestiscono le risorse.

In questo, le parti sociali e la cooperazione, in primo luogo,  possono essere protagoniste di questo percorso di facilitazione e accelerazione.