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E così anche l’assessore ai Lavori Pubblici, Nicola Miceli, lascia la Giunta guidata dalla sindaca Anna Alba e lo fa senza velare alcun mistero con una nota inviata anche alla stampa; chiara e senza possibilità di essere fraintesa: “Comunico le proprie dimissioni da Assessore Comunale; tale scelta, sofferente, è scaturita da chi credeva di poter contribuire con maggiore incisività alla crescita della propria città. Le dimissioni che evidenzio non sono a titolo personale ma di carattere puramente politico.

Ho sempre creduto che un nuovo “input” per la Nostra Città deve partire da nuove idee e con il costante impegno sul territorio di ognuno di Noi, ma purtroppo così non è stato, e non può essere con questa Amministrazione.

Capisco bene che dimettersi e farsi da parte non è la soluzione, ma voglio che comprendiate che continuare a fare Politica in queste condizioni è al di fuori di ogni ragionamento logico. Non si può continuare a cercare quotidianamente di lottare contro un muro di gomma, sordo ed ostinato. Vorrei semplicemente ricordare alcune cose del mio operato svolto in questi pochi mesi, nonostante il vento contrario ed a volte il “fuoco amico”, tra le quali: il protocollo d’intesa sottoscritto con la YOUNG ARTS ACADEMY DI HONG KONG, la manutenzione ed i ripristini delle scale nei loculi cimiteriali di piana traversa, la manutenzione ordinaria di entrambi i cimiteri con il rispristino dei servizi igienici, la costante presenza sul territorio e il contatto diretto con i concittadini per la sistemazione della viabilità stradale, gli studi effettuati con tutto l’ufficio tecnico per il miglioramento, efficientamento ed economicizzazione del servizio energetico comunale, la presentazione di 3 progetti al bando del Ministero degli Interni per la richiesta di contributi per la copertura delle spese di progettazione definitiva ed esecutiva per gli enti locali.

Altri obiettivi che mi ero posto – continua Miceli – di raggiungere ed in parte iniziati, che lascio in dote al futuro Assessore e alla Cittadinanza sono: quello del circuito dei castelli chiaramontani Siciliani, la partecipazione al Bando per l’adeguamento antincendio delle Scuole Comunali in collaborazione con la Collega al ramo. Ed ancora la firma di una lettera d’intendi tra il Comune e l’Associazione Polacca “SOLIDARNOSC’” per un progetto Europeo per lo scambio di competenze professionali e tanto altro ancora. Infine – conclude Miceli – voglia il Sindaco scusarmi se non sono stato presente alle dirette “social”, ma ricordo che le stesse non sono utili a risolvere le problematiche sul territorio e negli uffici Comunali, e a prova del vero, tale presenza costante mi è riconosciuta dalla reciproca stima dei dipendenti e da tutta la Cittadinanza”.

Nota del Direttore Lelio Castaldo:

“Sindaco, ma picchì scappanu tutti e chiddri ca restanu fannu buon viso e cattivo gioco?”

La Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo diciotto persone tra medici e infermiericoinvolti a vario titolo nel caso della morte di Sophie, la neonata deceduta giovedì scorso 11 giugno durante il trasferimento in ambulanza dall’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì, dove è nata con un parto cesareo, verso il “San Giovanni di Dio” di Agrigento, dotato dell’Utin, l’Unità di terapia intensiva neonatale. La sostituto procuratore, Chiara Bisso, titolare delle indagini, ha disposto l’autopsia che sarà eseguita giovedì dal medico legale Antonina Argo. I genitori della piccola, assistiti dall’avvocato Calogero Li Calzi, hanno presentato un esposto per fare chiarezza sui fatti. I medici indagati, assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Luigi Ciotta, Antonio Bordonaro, Daniela Cannarozzo, Calogero Lo Giudice e Calogero Meli, potranno farsi assistere da un consulente di parte per l’autopsia.

Pubblicato nel sito della Regione il decreto n. 164  del 12 giugno dell’Assessorato per le Autonomie Locali e la Funzione Pubblica con il quale è stato approvato il riparto delle risorse stanziate nel bilancio regionale per l’anno 2020, pari a € 44.102.747,65, destinato ai Liberi Consorzi comunali della Sicilia.

Il riparto è stato concesso in base al decreto interassessoriale n. 162 del 12 Giugno 2020 emanato dall’Assessore regionale per le Autonomie Locali e la Funzione Pubblica, di concerto con l’Assessore regionale per l’Economia con il quale è stata disposta l’assegnazione delle risorse stanziate nel bilancio regionale per l’anno 2020, pari a complessivi € 100.000.000,00 da destinare ai Liberi Consorzi comunali ed alle Città metropolitane. Il finanziamento servirà a titolo di contributo alle spese di funzionamento per l’anno 2020.

Al Libero Consorzio Comunale di Agrigento sono stati assegnati complessivamente 9.720.549,62 euro, frutto del riparto stabilito dalla Regione in base ad una serie di parametri fissati ai sensi del comma l dell’articolo 2 della L. r. n. 8/2017 e sue modifiche e integrazioni.

Il finanziamento regionale alle spese di funzionamento del Libero Consorzio di Agrigento viene attribuito tenendo conto di diversi indicatori tra cui, in primo luogo, quello che riguarda la popolazione residente. Una quota riguarda, invece, le sezioni delle scuole medie superiore di competenza del Libero Consorzio. Tra gli altri parametri utilizzati vi sono quelli relativi alla superficie territoriale (3.053 mq) ed una parte viene assegnata in base ai 1.345 Km delle strade provinciali.

Sarà presentata giovedì (18 giugno) alle 11, in piazza Marconi ad Agrigento (di fronte alla stazione centrale), le prima palina intelligente installata dalla TUA ad Agrigento. Al termine della presentazione inizierà la sperimentazione di questo nuovo pannello elettronico al servizio dei passeggeri.

Parteciperanno all’incontro il sindaco Lillo Firetto, l’assessore comunale alla Mobilità, Gabriella Battaglia e il presidente della TUA e amministratore delegato di SAIS Trasporti, Samuela Scelfo.

Sono stati sospesi dal servizio 10 funzionari pubblici regionali assenteisti a Caltanissetta, dipendenti dell’Urega, l’Ufficio regionale gare di appalto, denunciati per truffa aggravata a danno dello Stato e false attestazioni. E’ l’esito dell’operazione “Ghost” (ovvero fantasma), condotta dalla Guardia di Finanza nissena e coordinata dalla locale Procura. Appostamenti, pedinamenti, video, foto e riscontri documentali hanno consentito di accertare che gli indagati, dopo aver timbrato loro il tesserino di presenza o altri colleghi compiacenti al posto loro, si sono allontanati in modo sistematico e consuetudinario dal posto di lavoro per girovagare per le vie cittadine, recarsi in banca, nei supermercati, o per altre esigenze personali. L’assenza dagli uffici si è protratta anche per 4 – 5 ore, su un turno di servizio della durata di 6 ore. A conclusione dell’indagine, durata circa un anno, seguirà ora la quantificazione delle retribuzioni percepite indebitamente dai funzionari, la cui posizione sarà segnalata alla Corte dei Conti per il conseguente recupero.

Ieri i Consiglieri Comunali di Favara hanno risposto positivamente al nostro appello di “prendere atto della situazioni” che i Cittadini stanno attraversando ed hanno detto no all’aumento della Tari per l’anno 2019.
Un atto di estremo coraggio, vista la difficile situazione economico-finanziaria dell’Ente che non può essere ripianata solo con i soldi risparmiati dai Cittadini.
Oggi occorrono altri strumenti.
Non è più pensabile che “alcuni” sperperano i soldi pubblici e i Cittadini paghino le spese, ove e quando possibile.
Dalla Conferenza Stampa programmata per questo pomeriggio  dall’assessore al bilancio del comune di Favara ci aspettiamo di conoscere il piano b se c’è, e se non c’è occorre predisporlo immediatamente senza far versare lacrime di sangue ai Cittadini.
In merito proponiamo l’azzeramento dello stipendio e del gettone di presenza delle cariche pubbliche locali, così per come da sempre enunciato ma mai, ad oggi, effettivamente applicato.

di Giuseppe Moscato

Il Consiglio Comunale di Favara ha bocciato il Piano economico finanziario del servizio raccolta rifiuti solidi urbani, ovvero la TARI 2019. Troppo alto il costo che lievita inesorabilmente anno dopo anno a fronte di un servizio pessimo e che stenta a decollare nonostante il nuovo appalto plurimilionario.

Il Piano Finanziario TARI 2019 ammonta, infatti, a €. 7.099.242,72 ovvero circa 219.000,000 euro in più rispetto all’anno precedente, ha spiegato l’ing. Alberto Avenia leggendo la proposta di deliverazione. Aumento dei costi e servizio ritenuto pessimo che, uniti anche all’avversione politica dei consiglieri di apposizione e dall’assenza  dei consiglieri di maggioranza   (alcuni sono usciti proprio al momento del voto) ha causato una vera debàcle per la sindaca Anna Alba e la sua amministrazione comunale.

L’ing. Avenia espone il Piano Finanziario TARI 2019

Mancata approvazione del Piano TARI2019 che di fatto pone un ostacolo, forse insormontabile, alla chiusura del Bilancio stabilmente riequilibrato poiché, non approvando la tariffa si dovrebbe calcolare in base a quella dell’anno precedente. Ma siccome siamo già a consuntivo essendo già il servizio svolto e praticamente pagato( tranne la mensilità di dicembre 2019) si avrebbe uno sbilanciamento di circa 219 mila euro che andrebbero a configurarsi come debiti fuori bilancio, “voce non prevista” in un bilancio stabilmente riequilibrato per un Comune di dissesto finanziario qual è Favara.

Come anche i lettori meno avvezzi alle tematiche finanziarie avranno sicuramente capito la matassa non è facile da dipanare. Bastava guardare i volti dell’assessore al bilancio Maria Laura Maggiore, o quello della stessa dirigente Carmela Russello, non citiamo quello di Anna Alba che stranamente ci è sembrata più rilassata, per capire che  la strada è tutta in salita.

Un momento della seduta del Consiglio comunale

I consiglieri di opposizione, Marilì Chiapparo che ha parlato un po’ per tutti, spalleggiata da un Tonino Scalia scatenato (?) hanno spiegato il perchè del loro voto negativo e non si sono fatti “intimidire” (termine usato dagli stessi) dai presagi di sciagura rimarcati dall’assessore quando ha affermato che la mancata approvazione dalla TARI 2019 non avrebbe consentito al comune di pagare la mensilità arretrata alla Ditta , con ripercussione sugli stipendi dei netturbini, e la stabilizzazione dei precari per la probabile mancata approvazione del bilancio. “Noi stiamo dicendo No ad un Piano Finanziario dei rifiuti che non ci convince – hanno detto nella dichiarazione di voto i consiglieri – ad un servizio che non rispecchia il capitolato, a mezzi che non sono impiegati, a benefici sulla differenziata che non arrivano. Ad un costo del servizio che dal 2016 ad oggi è aumentato di oltre un milione di euro”.

Un momento della seduta consiliare

Questo il risultato della votazione: 10 NO – Maglio, Scalia, Caramazza Sergio, Chiapparo, Sorce, Sanfratello, Costa, Liotta, Castronovo Rossana e Baio. 7 SI – Castronovo Calogero, Fanara, Nobile, Cusumano, Lentini, Bellavia e Di Naro,  (alcuni dei quali usciti all’atto della votazione) –  Mossuto, Giudice, Pirrera, Failla, Sciara, Fallea, Caramazza Leonardo.

C’è stato anche il tempo di proseguire l’ordine del giorno con la trattazione del secondo punto ovvero  L’Istituzione di una Commissione di studio (art. 18, comma 1, del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale) per valutare l’incidenza dei tumori nel territorio di Favara, commissione fortemente voluta dal consigliere Scalia. Ma anche in quest’occasione non ha avuto fortuna.

Infatti dopo una breve pausa per formulare un emendamento per una piccola variazione, al prosieguo della discussione è venuto a mancare il numero legale. Solo 12 i consiglieri presenti in aula: Maglio, Scalia, Castronovo Calogero, Caramazza Sergio, Chiapparo, Sorce, Sanfratello, Costa, Liotta, Castronovo Rossana, baio e Di Naro. All’aggiornamento ad un ora nessuno era presente. Seduta aggiornata alle 19,30 di stasera.

Giuseppe Moscato

In merito alla notizia del duplice omicidio di due imprenditori agricoli apparsa tra il 14 e il 15 giugno, su alcuni media, il sindaco di Delia Gianfilippo Bancheri precisa quanto segue:
“Duole rilevare come nella titolazione di alcuni articoli, relativi alla vicenda di ieri, il nome del paese dove sono stati ritrovati i due corpi sia quello di Delia mentre invece si tratta della contrada Deliella, territorio di Caltanissetta. Aggiungo che le due vittime non sono originarie di Delia. Pertanto per non creare apprensione ed evitare danni all’immagine della nostra cittadina, invito gli organi di stampa ad una maggiore attenzione,  evitando di indicare il territorio di Delia quando risulti estraneo ai fatti”.

ADESSO BASTA!!

Siamo dei militanti della Provincia di Agrigento, da alcuni anni impegnati nel Partito Democratico.

Ci siamo ritrovati nel PD perché credevamo (e ancora crediamo) che questo partito possa offrire una casa comune a quanti, come noi, hanno l’ambizione di superare vecchi steccati, appartenenze ed ideologie del passato, per ritrovarsi dentro un nuovo spazio politico, uniti da una nuova identità; non più ex, ma finalmente e solo DEMOCRATICI.

Invece, ci siamo trovati prigionieri di un partito lontano anni luce dalla nostra idea, dilaniato da fratture e incomprensioni di ogni genere e sorta; un partito prigioniero della cultura del rancore; un partito dove la logica del “meno siamo e meglio stiamo” domina incontrastata da anni; il partito del “Capo” e del suo “cerchio magico”.

Il risultato di questa gestione è una Federazione Provinciale del PD della Provincia di Agrigento ormai ridotta al lumicino, scomparsa ormai da anni dai radar del dibattito politico, incapace di prendere di petto una delle tante questioni aperte sul nostro territorio e farne oggetto di una battaglia aperta e coraggiosa, condannata alla residualità, alla marginalità, alla totale inconsistenza.

Così, quando si è avviata la fase congressuale, aprendo, dopo anni di attesa, ad una fase finalmente nuova e libera del tesseramento, abbiamo sperato che fosse finalmente venuto il momento di conquistarci democraticamente il nostro bisogno di cambiamento.

Ci siamo attrezzati, coinvolgendo amici e compagni, invitandoli ad iscriversi ed a condividere con noi un cammino di cambiamento, ma sempre nel più rigoroso rispetto delle regole.

Ed invece, mentre noi giravamo (ed ancora giriamo) i circoli e le città della provincia per spiegare con entusiasmo la nostra idea di partito e ricercando con ostinazione una rinnovata unità, altri hanno voluto trasformare il congresso in una sorta di disputa fra burocrati, vuota e pretestuosa.

Avevamo immaginato questo congresso come un momento di gioia e di libertà; avevamo sperato che potesse essere la prima occasione di libero scambio di idee, fra persone che condividono comunque la stessa identità e la stessa appartenenza…

Evidentemente eravamo da soli a volerlo!

Già, perché mentre noi cerchiamo di far valere la nostra idea di impegno e militanza, altri ci stanno impedendo di esercitare il nostro sacrosanto diritto di far sentire la nostra voce, nell’unica sede che riconosciamo e che vogliamo: il congresso!

Abbiamo sopportato, in silenzio, che il clima potesse cambiare e che si potesse tornare alla politica…oggi alziamo la voce per dire che NON CI STIAMO PIU’!

Siamo stufi dei soliti giochetti e delle solite logiche dei soliti “vecchi”, i quali evidentemente si sono convinti che questo partito sia loro proprietà privata, non riescono ad accettare che si possa cambiare con il voto libero e democratico degli iscritti e se ne inventano una al giorno pur di non far celebrare il congresso.

Ci chiediamo quanto ancora il nostro territorio e la nostra Federazione dovranno subire in silenzio queste logiche, che hanno distrutto l’immagine dei democratici in questa nostra provincia, per tornare ad essere inclusivi ed accoglienti, per tornare ad essere, finalmente “padroni del nostro destino!”

FIRMATO

Ignazio Mortillaro (Lucca Sicula)

Luciano Piazza (Lucca Sicula)

Roberto Ciulla (Lucca Sicula)

Salvatore Manganello (Palma di Montechiaro)

Ugo Farulla (Palma di Montechiaro)

Mario Castronovo (Palma di Montechiaro)

Leonardo Aucello (Realmonte)

Carmelo Bennardo (Sciacca)

Marinella Piazza (Sciacca)

Barbara Collura (Sciacca)

Michele Marino (Sciacca)

Antonino Giaimo (Sciacca)

Tonino Giglione (Raffadali)

Salvatore Scavuzzo (Ribera)

Tommaso Aloisi (Ribera)

Rito Compilato (San Giovanni Gemini)

Liborio Giracello (San Giovanni Gemini)

Decimo Agnello (Licata)

Filippo Antonio Di Mino (Licata)

Francesca Graci (Licata)

Adele Pumilia (Sambuca di Sicilia)

Lillo Destro (Naro)

Giuseppe Licata (Naro)

Giovanni Gurreri (Naro)

Calogero Destro (Naro)

Wendalina Licata (Naro)

Vincenzo Galifi (Burgio)

Maria Corrao (Burgio)

Sonia Sala (Burgio)

Tommaso Mancuso (Canicattì)

Antonio Migliorini (Canicattì)

Calogero Puleri (Canicattì)

Saverio Di Caro (Canicattì)

Norma Paci (Canicattì)

Ilenia Giardina (Canicattì)

Loredana Mongitore (Canicattì)

Isabella Sutti (Agrigento)

Rosalia Vinti (Agrigento)

Giorgio Gennusa (Santa Margherita)

Massimiliano Abruzzo (Santa Margherita)

Giuseppe Guagliano (Racalmuto)

Valerio Canicattì (Racalmuto)

Lucia Cardillo (Racalmuto)

Salvatore Palilla (Siculiana)

Lia Levita (Siculiana)

Bertolino Oriana (Siculiana)

Silvana La Rocca (Montevago)

Paolo Rosalia (Montevago)

 

 

 

 

Il  Settore “Solidarietà Sociale e Politiche della Famiglia” del Libero Consorzio di Agrigento sarà al fianco degli studenti delle Scuole medie superiori, affetti da grave disabilità, che dovranno sostenere gli esami di stato 2020 a partire dal 17 giugno.

Il Libero Consorzio, infatti, provvederà ad assicurare agli studenti con grave disabilità degli Istituti Superiori della provincia di Agrigento sia i servizi specialistici che quelli denominati “igenico personali”, garantendo la presenza di operatori specializzati durante gli esami. L’iniziativa è stata avviata in sintonia con il Commissario Straordinario dell’Ente Girolamo Alberto Di Pisa

A seguito dell’emergenza da Covid-19 erano già stati attivati i servizi per seguire a distanza gli studenti con grave disabilità degli Istituti Superiori  per coloro che fruivano dei servizi specialistici da parte del Libero Consorzio.

Il servizio realizzato era stato predisposto dal dirigente del Settore Amelia Scibetta   attraverso una fattiva collaborazione con alcuni Dirigenti Scolastici della provincia di Agrigento.

L’assistenza specialistica da remoto è stata fornita a 17 studenti delle scuole medie superiori della provincia di Agrigento.