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A Canicattì i poliziotti della Squadra Volanti del locale Commissariato hanno sorpreso due ladri intenti a rubare attrezzature utilizzate per le opere edilizie all’interno di un cantiere per la costruzione di due fabbricati bi-familiari in via San Pio di Pietralcina. Parecchi oggetti già rubati sono stati rinvenuti su un’Alfa Romeo 159 station wagon. Loro, due fratelli di 33 e 36 anni, di Canicattì, dopo la perquisizione personale e veicolare, sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per furto in concorso. La refurtiva, tra puntelli metallici e altra attrezzatura, è stata recuperata e restituita al titolare dell’impresa edile. L’automobile è stata sequestrata perché senza assicurazione.

Come di recente nel Canicattinese, prosegue l’onda lunga degli attentati a danno di vigneti. Adesso è stata la volta di Naro dove, in contrada Grazia, ignoti hanno tagliato i tiranti in ferro abbattendo 5mila piante di vite in un appezzamento di terreno. Il danno è stato stimato in almeno 20mila euro. Il proprietario ha sporto denuncia ai Carabinieri della locale stazione. E’ un uomo di 46 anni, agricoltore, di Campobello di Licata. Inchiesta avviata dalla Procura di Agrigento.

Ad Aragona è accaduto che, all’esterno di un centro d’accoglienza per minori non accompagnati, due ospiti si sono azzuffati tra di loro. E un terzo ragazzo, intervenuto a difesa di uno dei due contendenti, è stato ferito da una coltellata in faccia. Lui, 17 anni, emigrato dalla Tunisia, è stato soccorso in ospedale, al “San Giovanni di Dio”, ad Agrigento. Il metronotte in servizio notturno ha telefonato al 112. Indagano i poliziotti della Squadra Volanti.

Maxi operazione antimafia dei Carabinieri. Oltre 70 gli indagati, e 35 gli arresti. L’inchiesta a cavallo delle province di Trapani, Palermo e Agrigento.

All’alba di oggi, martedì 6 settembre, a nord della Sicilia occidentale si è scatenato un putiferio. I Carabinieri hanno imperversato alla ricerca di circa 70 persone, anche Matteo Messina Denaro, a cui notificare provvedimenti giudiziari firmati dalla Procura antimafia di Palermo. A lavoro i militari del Ros e del comando provinciale di Trapani, e poi i comandi provinciali di Palermo e Catania, gli elicotteri dei “Cacciatori Sicilia” e “Cacciatori Calabria”, e il 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia”. L’esercito rossonero ha arrestato 35 indagati, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, estorsione, turbata libertà degli incanti, droga, armi, gioco d’azzardo e altro, tutte ipotesi di reato aggravate dal metodo e dalle modalità mafiose. Poi perquisizioni e sequestri a raffica. L’obiettivo primo dell’operazione, come tante altre in precedenza, è stato la cattura del superlatitante di Castelvetrano. L’inchiesta ruota intorno a boss e gregari dei mandamenti mafiosi di Cosa Nostra trapanese. Confermato il ruolo di capo di Messina Denaro, il quale sarebbe ancora in grado di impartire direttive funzionali alla riorganizzazione degli assetti nella provincia mafiosa. Dal monitoraggio delle famiglie mafiose di Campobello di Mazara, Mazara del Vallo e Marsala sono emerse le dinamiche interne ai clan per designare le cariche ai vertici e per coltivare rapporti interprovinciali con Cosa Nostra palermitana, agrigentina e catanese, nel cui ambito i trapanesi sono stati indicati come “quelli che appartengono a Matteo Messina Denaro”. Ancora dalle indagini sono affiorate a galla le attività di infiltrazione di Cosa Nostra trapanese nel tessuto economico e sociale, condizionando le gare d’appalto, e poi tramite la gestione, in forma pressoché monopolistica, del settore della sicurezza nei locali notturni e del recupero crediti. E poi alterando le procedure di aggiudicazione di immobili venduti all’asta giudiziaria. E poi con estorsioni a danno di aziende locali nel settore eno-gastronomico, tra cui una cantina vinicola, e turistico, ovvero le strutture ricettive. Di rilievo sarebbe stata la disponibilità di armi da fuoco. Nel corso del blitz sono state effettuate numerose perquisizioni su siti ritenuti di interesse operativo anche al fine della ricerca di Matteo Messina Denaro.

E tra gli arrestati oggi spicca Franco Luppino, presunto boss di Campobello di Mazara. Il pentito Andrea Bonaccorso ha raccontato: “Il 5 novembre del 2007, giorno dell’arresto di Salvatore e Sandro Lo Piccolo, Matteo Messina Denaro stava raggiungendo a bordo di un’automobile Fiat Panda di colore verde Salvatore Lo Piccolo a Giardinello, dove furono arrestati i Lo Piccolo. Non era da solo Messina Denaro, ma in compagnia di Franco Luppino, uno dei suoi uomini più fidati, e di Ferdinando Gallina, giovane e rampante boss della famiglia di Carini, alleata fedele di Lo Piccolo. Videro l’elicottero che seguiva dal cielo le fasi della cattura del boss di San Lorenzo che in quell’immobile fu sorpreso assieme al figlio Sandro e ad altri due ricercati: Gaspare Pulizzi e Andrea Adamo. Nei giorni precedenti Adamo avrebbe rivelato a Bonaccorso che doveva esserci un incontro con ‘un trapanese’ senza specificarne l’identità, e che bisognava ‘tenere gli occhi aperti’. Quando si accorsero che sul cielo di Giardinello c’era un elicottero, Matteo Messina Denaro, Luppino e Gallina decisero di fare marcia indietro. Successivamente Pino Scaduto, boss di Bagheria legato a Messina Denaro, mi ha svelato l’identità del misterioso ‘trapanese’. Era Matteo Messina Denaro. Se i poliziotti avessero aspettato al massimo un’ora, in quella casa sarebbe successo il 48”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il ministero dello Sport ha concesso un finanziamento di 2 milioni e 500mila euro del Pnrr al Comune di Agrigento per la costruzione di un impianto sportivo polivalente di calcio a cinque, pallacanestro, pallavolo, danza e pattinaggio al Villaggio Mosè. Il progetto è stato proposto dal Comune. Il sindaco Franco Miccichè e l’assessore ai Lavori pubblici, Gerlando Principato, commentano: “Gli agrigentini avranno una palestra polifunzionale a servizio dei giovani atleti a costo zero per il bilancio. La superficie del lotto di pertinenza della nuova palestra polivalente interesserà una porzione di circa 3.450 metri quadri. La struttura polivalente rispetterà i principi della progettazione sostenibile e bioclimatica, integrata nel contesto, costituita da un involucro con ottime prestazioni termiche, alimentata ad energia rinnovabile e dotata di impianti tecnologicamente avanzati. Previsto anche un adiacente parcheggio. Il tutto a misura anche dei diversamente abili”.

A Porto Empedocle, domani, martedì 6 settembre, alle ore 11, sarà inaugurato un Centro culturale di informazione e accoglienza turistica intitolato ad Andrea Camilleri, del quale domani si celebra l’anniversario della nascita. Il Centro è ubicato al piano terra del Municipio, in piazzetta Vecchia 2/4. La struttura è stata realizzata riqualificando e attrezzando l’immobile concesso in comodato d’uso gratuito dal Comune di Porto Empedocle nell’ambito del progetto “Sistema Natura&Cultura: dalla Valle dei Templi ai Monti Sicani”, coordinato da Unpli Unione Pro Loco Sicilia, attuato da Unione Pro Loco di Agrigento, e finanziato dall’assessorato regionale all’Agricoltura. Alla cerimonia parteciperanno, tra gli altri, il Presidente dell’UNPLI, Antonino La Spina, di UNPLI Agrigento, Paolo Savatteri, e il sindaco di Porto Empedocle, Calogero Martello.

Un Carabiniere in pensione, Bruno Barbagiovanni, 58 anni, originario di Tortorici, in provincia di Messina, è morto vittima di un incendio divampato in un deposito a Torrenova, nelle adiacenze della propria abitazione. Le fiamme hanno divorato la piccola struttura in lamiera. I Vigili del Fuoco di Sant’Agata Militello, una volta domate le fiamme, hanno rinvenuto il cadavere dell’uomo carbonizzato.
Sul posto anche i Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata Militello a cui sono affidate le indagini. La salma è stata sequestrata dall’autorità giudiziaria di Patti per l’autopsia e trasferita al Policlinico di Messina.

Secondo l’ultimo bollettino, valido fino alle ore 18 di oggi, sono 820 i nuovi casi di covid in Sicilia a fronte di 8.495 tamponi analizzati. Il tasso di positività è al 9,6%. La regione è al sesto posto per nuovi contagi giornalieri in Italia. Gli attuali positivi sono 68.291 con un aumento di 225 casi. I guariti sono 1592. Le vittime sono state 3, per un totale dei decessi a 12.125. Negli ospedali i ricoverati ordinari sono 403, 21 in meno, e quelli in terapia intensiva sono 24, 2 in più. Ecco la distribuzione dei nuovi contagiati tra le province: Palermo 182 casi, Catania 135, Messina 183, Siracusa 72, Trapani 78, Ragusa 49, Caltanissetta 35, Agrigento 72, Enna 14.

La Lega – Prima l’Italia ha presentato la lista dei candidati agrigentini alle elezioni del 25 settembre. In particolare, i sei candidati alle Regionali sono: Carmelo Pullara, Carmelo D’Angelo, Sabrina Lattuca, Paola Sacco, Cesare Sciabarrà e Antonino Lauricella. Il commissario regionale, Nino Minardo, e provinciale, Annalisa Tardino, affermano: “Abbiamo definito una lista che riteniamo molto competitiva e rappresentativa del territorio agrigentino e dei suoi bisogni e peculiarità. Contiamo sulla presenza di un parlamentare regionale uscente, di sindaci, amministratori ed esponenti politici importanti della provincia agrigentina”….

I funzionari dell’Ufficio dogane di Porto Empedocle hanno ispezionato una società di autotrasporto a Licata. E’ stato in particolare un controllo qualitativo sul gasolio contenuto nel serbatoio del distributore di carburanti per uso privato, utilizzato dalla società per il rifornimento dei propri mezzi di trasporto. Dalle analisi chimiche effettuate sul campione di gasolio prelevato è emersa la non conformità del prodotto, non avente caratteristiche tipiche del gasolio per auto-trazione bensì del cosiddetto gasolio “motopesca, riscaldamento o marino”, assoggettato ad un’accisa agevolata. E’ stata informata l’Autorità giudiziaria. Il rappresentante legale è stato denunciato per il reato di sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici, in quanto il prodotto detenuto dalla società di autotrasporto è stato oggetto di miscelazione non autorizzata ovvero clandestina. Su disposizione del Tribunale di Agrigento, l’Ufficio delle Dogane di Porto Empedocle ha eseguito il sequestro preventivo del distributore di carburante ad uso privato della società, e il sequestro preventivo della somma di 4.524 euro, ovvero l’equivalente dell’imposta evasa su complessivi 7.328 litri di gasolio.