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Un uomo ha ucciso la moglie a coltellate a Marinella di Selinunte. Secondo una prima ricostruzione il delitto sarebbe avvenuto nella loro abitazione. Al momento non si conosce il movente dell’omicido. Sul posto è intervenuto personale del 118 con un’ambulanza, ma i soccorsi si sono rivelati inutili. Indagano i carabinieri. La donna si chiamava Maria Amatuzzo e aveva 29 anni.

Il delitto è avvenuto nella sua abitazione, in via Cassiopea nella borgata marinara di Marinella di Selinunte. I carabinieri del comando provinciale di Trapani hanno bloccato il marito che si trova in caserma per essere interrogato.

(ANSA)

Ha vissuto la sua vita da non protagonista ma soltanto in silenzio. Ed in silenzio se n’è andato l’artista agrigentino Rino Pony, pittore e musicista molto conosciuto nella città di Agrigento. Di fatto se n’è andato un altro pezzo di storia agrigentia.

Amante della musica blues, accompagnava i suoi pezzi con la sua intramontabile voce roca che davano un tocco particolare alle sue iniziative musicali. Pony ha vissuto una vita quasi tormentata, tra stenti e sacrifici, nonostante molte delle sue opere artistiche siano state riconosciute anche a livelli di un certo valore. L’artista agrigentino lascia due figli, Giada e Cristian.
Negli ultimi anni ha vissuto, quasi dimenticato dai suoi concittadini, in cattive condizioni di salute in una modesta abitazione sita nei pressi della cattedrale. Prima abitava al Villaggio Mosè, fra stenti. Molti concittadini erano vicini a lui per aiutarlo a superare i suoi stenti.

A Porto Empedocle, nell’ambito del contrasto all’illecita attività inerente la vendita di materiale pirotecnico di genere vietato, che desta particolare allarme sociale soprattutto nel periodo delle festività natalizie, grazie all’azione sinergica e all’impegno profuso dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri sono stati ritirati dalla circolazione circa 18 kg di esplosivo dall’elevato potenziale detonante, tanto da indicare la distanza minima di sicurezza in ben 60 metri, e due soggetti sono stati tratti in arresto con l’accusa di detenere illegalmente l’esplosivo.

Contestualmente, personale del Commissariato Porto Empedocle rinveniva, all’interno di una rivendita di piante, 93 candelotti con etichettatura indicante l’appartenenza alla categoria F4 ed un candelotto artigianale privo di classificazione, etichetta e tipologia, del peso complessivo di kg. 6,584, anch’essi sottoposti a sequestro penale in quanto tutti costituenti materiale esplosivo altamente pericoloso.

Il titolare della rivendita, S.F., 33anni, residente a Favara ma domiciliato a Porto Empedocle, veniva tratto in arresto.

A Canicattì, in via San Vincenzo, ad un posto di blocco, i poliziotti del locale Commissariato hanno sorpreso un uomo di 29 anni di Canicattì alla guida della sua auto, una Volkswagen Golf, senza patente, assicurazione e carta di circolazione, e con la revisione scaduta. Lui si è scatenato in escandescenze, minacciando gli agenti, e poi ha tentato la fuga con l’auto. Ecco perché risponderà del reato anche di minacce e resistenza a Pubblico ufficiale.

I poliziotti del Commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle hanno arrestato un commerciante di Favara di 33 anni, domiciliato a Porto Empedocle, perché sorpreso in possesso, nel corso di un controllo nella sua rivendita di piante, di 6 chili e mezzo di materiale esplosivo, di cui sono vietate la fabbricazione, la detenzione e la vendita. All’autorità giudiziaria risponderà del reato di detenzione illegale di materiale esplosivo. Sequestrati anche dei candelotti ritenuti pericolosi. Su disposizione della Procura è stato ristretto ai domiciliari.

In via Atenea cambiano gli orari della zona a traffico limitato. Con apposita ordinanza sono state decise tutte le modifiche riguardanti il periodo delle festività natalizie che saranno in vigore con decorrenza immediata e fino a domenica 8 gennaio.

Dal lunedì al giovedì la Ztl in via Atenea, con divieto di transito veicolare ad eccezione dei mezzi consentiti, sarà in vigore dalle 9,30 alle 13 e dalle 17 a mezzanotte.

Il venerdì, il sabato e nei prefestivi dalle 9,30 alle 13 e dalle 17 fino alle 2 di notte.

La domenica e i festivi soltanto dalle 17 a mezzanotte.

Come sempre gli accessi risulteranno monitorati attraverso il sistema di controllo elettronico autorizzato mediante videocamere capaci di “fotografare” le targhe dei trasgressori. Inoltre, nella Ztl, è consentita esclusivamente la sosta breve per un massimo di 30 minuti. Tale limitazione non si applica negli stalli riservati e per i mezzi delle forze dell’ordine e di soccorso.

Nei i giorni ed orari in cui è vigente la zona a traffico limitato, ad eccezione del sabato nella fascia oraria compresa dalle18 alle 21, le interdizioni non trovano applicazione per i residenti, persone diversamente abili, taxi, autovetture NCC, autobus urbani e a tutte le altre categorie che, a vario titolo, risultano munite di pass.

Nella giornata di sabato, nella fascia oraria compresa dalle 18 alle 21, il transito viene inibito anche ai residenti, diversamente abili, taxi, autovetture NCC, autobus urbani e a tutte le altre categorie che, a vario titolo, risultano munite di pass.

Le attività commerciali e di ristorazione, autorizzati all’uso degli spazi pubblici, devono permanentemente garantire che non risulti ostacolo o restrizione della sede stradale naturale, da mantenere idoneamente sgombra per consentire, in qualunque momento, il transito degli automezzi autorizzati e di quelli di sicurezza e soccorso.

Il capo della chiesa agrigentina, Monsignor Damiano, ha fatto riferimento all’immagine di Gesù bambino adagiato su una croce e ha ricordato le tragedie dell’immigrazione e della guerra in Ucraina: “Tanta sofferenza ma anche segnali di speranza”. Un pensiero ai drammi dell’immigrazione ma anche ai messaggi di speranza attraverso l’immagine di Gesù bambino.

“L’immagine che ho voluto scegliere è presa da un quadro che si trova qui nel museo diocesano di Agrigento. È inusuale come immagine. Il bambino Gesù si presenta adagiato su una croce”, ha aggiunto l’arcivescovo di Agrigento in occasione del tradizionale incontro di fine anno con i giornalisti per gli auguri di Natale.

L’arcivescovo aggiunge: “Ritroviamo nella forza del bambino il superamento della croce. Questo diventa impegno per tutti noi al di là delle fedi. Saper vedere nel bambino la presenza di oggi e la speranza di domani. Questo vale per tutti, per voi operatori dell’informazione e per gli amministratori”.

L’uomo di 52 anni arrestato in Germania per l’omicidio di Christian Zoda sarebbe Michele, lo zio di Sandra Quarta, di origini pugliesi, la ragazza scomparsa tra il 18 e il 19 dicembre e il cui cadavere sarebbe stato trovato nel giardino dello stesso Michele. Viveva in Germania dall’età di 12 anni e stava col padre, perché i suoi sono separati. Non era il fidanzato ma a quanto ne so era un amico molto stretto di Sandra. Ancora sappiamo molto poco sulla dinamica dell’omicidio”, dice all’ANSA Lizzy Cannarozzo cugina di Christian Zoda, 23 anni ferito a colpi di pistola ad Albstadt in Germania e poi morto in ospedale.

Il giovane è stato ferito proprio davanti alla pizzeria gestita dal padre. “Mio cugino – aggiunge Cannarozzo – non veniva a Messina dal 2018 ma ci sentivamo. Era un giovane molto perbene e un gran lavoratore. Sappiamo solo che nell’omicidio c’entra lo zio di Sandra. Non sappiamo altro. Le indagini sono ancora in corso spero sia fatta giustizia”.

Due giorni fa Christian Zoda aveva postato sul proprio profilo Facebook un annuncio con le foto di Sandra Quarta in cui si denunciava la scomparsa della ragazza dicendo che l’ultimo segno di vita risaliva alla domenica precedente e che la ragazza aveva lasciato “borsa, scarpe, giacca, occhiali, e cellulare a casa”.

Sandra “non ha contattato nessuno non è andata al lavoro” è scritto nel post e chiunque abbia notizie avverta subito la polizia. Su Facebook nel profilo della ventenne si vedono solo alcune foto di lei con gli occhiali e diverse acconciature.

Ha resistito finchè ha potuto. Poi il male lo ha stroncato, dopo averlo lottato con tutte le forze.

Ci lascia così Salvatore Mutolo, 41 anni, chef di primo ordine molto conosciuto nella città di Agrigento. E infatti appena si è sparsa la notizia sgomento e incredulità hanno colpito chi lo conosceva. E dire che già la prima volta aveva sconfitto all’età di 19 anni questo male assassino.

Da tempo a Lampedusa, era riuscito negli ultimi tempi a realizzare un lavoro proprio aprendo un locale che si chiama “Lamperitivo”.

Amante del mare, Totò Mutolo lo ricordano in tanti come una persona affettuosa e sempre disponibile. Era pronto a trovare soluzioni per chiunque, anche nelle situazioni più complesse; difficile che si arrendesse.

Domenica proprio, proprio il giorno di Natale, Totò verrà ricordato a San Leone alle ore 9 al piazzale Luigi Giglia allorquando riceverà i saluti dal mare in surf, in barca e dal molo.

La redazione di sicilia24h.it è vicina alla famiglia.