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Ad Agrigento è morto, e sono stati celebrati i funerali oggi sabato, Gualtiero Lo Iacono, insegnante e musicista, molto conosciuto in città, padre del chitarrista Osvaldo Lo Iacono. Gualtiero Lo Iacono ha collaborato parecchio tempo con Teleacras, curando un programma di sottile umorismo ispirato ai più noti autori nazionali dello spettacolo leggero. Mario Gaziano, che lo ha conosciuto bene, lo ricorda così: “Simpatico, sempre effervescente, il professor Lo Iacono si appassionò alle vicende del calcio nazionale diventandone principale interlocutore e riferimento in città. Docente appassionato, segnò la sua esistenza con il dono della simpatia e dell’intelligente arguzia”. Alla famiglia Lo Iacono le condoglianze da parte degli editori e dello staff di sicilia24h.it.

A rafforzare le fila del partito della Meloni è la volta dell’ex assessore provinciale, Salvatore Sciumè, e di Marcella Lauretta, già impegnata nel sociale e che assumerà la carica di responsabile provinciale del dipartimento sanità.

Entro in Fratelli d’Italia – afferma Salvatore Sciumè – con la convinzione che nello scenario politico nazionale la storia dei valori di questo partito e della sua leader Giorgia Meloni sono percepiti con grande intereresse dall’elettorato, che ne apprezza il progetto politico solido, chiaro e coerente, che si contrappone in maniera netta alla politica dell’incertezza e dell’irrazionalità di chi oggi governa il nostro Paese.

Grazie al commissario provinciale, Calogero Pisano, per l’accoglienza”.

Questo invece il commento di Marcella Lauretta: “Ho deciso di aderire con grande entusiasmo a Fratelli d’Italia, metterò a disposizione del partito e della collettività la mia esperienza nel campo sanitario.

Oggi le donne in politica hanno bisogno di avere le giuste opportunità ed un efficace canale di comunicazione, in Italia solo Giorgia Meloni ha una grande e forte presenza a difesa delle tematiche sociali, culturali e professionali che riguardano le donne.

Voglio ringraziare i dirigenti provinciali del partito per il caloroso benvenuto riservatomi”.

A Salvatore Sciumè e a Marcella Lauretta vanno gli auguri di buon lavoro da parte di tutto il gruppo dirigente provinciale.

Elezione unanime. Per acclamazione è stato confermato presidente provinciale della CNA di Agrigento. Francesco Di Natale ha incassato la fiducia dell’assemblea che si è riunita per rinnovare gli organismi statutari. L’imprenditore canicattinese potrà così continuare il suo mandato, iniziato nell’aprile 2019 quando venne chiamato a condurre la struttura a scadenza di quadriennio, fissata appunto per il 2021.

“Non posso che esprimere il mio sentito e sincero ringraziamento a tutti i delegati che hanno voluto manifestarmi la loro stima e il loro apprezzamento anche attraverso il voto – afferma Di Natale – consenso diffuso e capillare che ovviamente mi responsabilizza ulteriormente rispetto al nuovo percorso che è appena cominciato.  E’ stata un’assemblea molto partecipata, impreziosita dalla presenza del nostro Segretario Generale, Sergio Silvestrini, durante la quale è emerso un clima di rinnovato entusiasmo ed una decisa volontà da parte di tutti a volere dare il proprio contributo affinché questa nostra Confederazione sia, sempre più, qualificato punto di riferimento per gli artigiani e gli imprenditori e per l’intero territorio”.

Ed è stato confermato, nel ruolo di segretario provinciale, Claudio Spoto, a cui sono stati riconosciuti il valore umano e la proficua attività professionale, svolta al servizio della struttura amministrativa. Faranno parte dell’Ufficio di presidenza: Roberta Tuttolomondo, Filippo Inglima, Elio D’Orsi, Gero Nobile, Salvatore D’Amico, Giuseppe Picarella, Francesca Alferi e Daniela Salemi. “Questa è la squadra a cui è affidato il compito, con il supporto del segretario Spoto, di guidare la nostra Organizzazione nel territorio, secondo le linee programmatiche condivise e gli obiettivi fissati in sede di direzione e assemblea – sottolinea Di Natale – confido nell’impegno e nella disponibilità di tutti, anche degli oltre 30 presidenti dei mestieri e dei presidenti dei raggruppamenti di interesse, dei professionisti e dei pensionati,  per raggiungere nuovi e importanti risultati nell’interesse degli associati e dell’Organizzazione”.

All’assemblea, caratterizzata da significati contributi istituzionali e dalla partecipazione dei vertici regionali della Confederazione, il presidente Battiato e il segretario Giglione, è stato particolarmente gradito e applaudito l’intervento del Segretario Generale della CNA, Sergio Silvestrini, al quale sono state affidate le conclusioni dei lavori.

Per il leader nazionale della Confederazione “il nostro Paese farà un salto di qualità quando riuscirà a essere unito, da nord a sud”. Altro passaggio significativo toccato da Silvestrini ha riguardato il ruolo cruciale che l’Associazione ha svolto sui territori per stare accanto alle imprese in questo periodo di emergenza dovuto alla pandemia. Ricordando gli sforzi fatti, ha sottolineato come ci siano “fasi nella vita associativa in cui bisogna dare il meglio di sé e assumere decisioni per il bene comune, riconoscendo il grande valore dimostrato dal tessuto produttivo del Paese, che ha reagito, pur se paralizzato dal lockdown e da una crisi senza precedenti: “dovremmo brevettare il modello artigiano, la capacità di lavoro che hanno dimostrato gli artigiani in quei momenti”.

Il Segretario Generale ha inoltre ricordato come il turismo esperienziale “sia un marchio di fabbrica della CNA Agrigentina, lanciato in occasione della precedenza assemblea elettiva”.  L’Assemblea della CNA ha vissuto altri significati momenti con la consegna di attestati e riconoscimenti ad artigiani, imprenditori e personale amministrativo e con le performance artistiche del tenore Andrea Donzella, che ha regalato forti emozioni, accompagnato dal musicista Ugo Adamo. Apprezzata anche l’esibizione dell’Inno Europeo attraverso il suggestivo suono delle campane, realizzate da Luigi Mulè Cascio, titolare della fonderia Virgadamo, l’unica ad operare nel Mezzogiorno. Infine uno “spazio dolce”: protagonista una grande torta per celebrare i 50 anni di vita della CNA Agrigentina.

Alcuni mesi addietro, il vice presidente provinciale del Codacons di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, ha segnalato agli organi preposti che l’allocazione dell’opera Dandelion in piazza don Minzoni, ai piedi della Cattedrale, fosse abusiva. Ebbene, oggi, lo stesso Di Rosa annuncia che in piazza don Minzoni è stata rimossa l’opera d’arte. Di Rosa commenta: “Auspichiamo che adesso la scultura possa tornare fruibile alla città dopo avere regolarizzato gli atti”.

A Lampedusa i Vigili del fuoco hanno recuperato, a Cala Spugne, due cadaveri. Si tratterebbe di un uomo e una donna, come testimoniato dalla biancheria intima, in avanzato stato di decomposizione. E sarebbero due dei nove dispersi del naufragio del 30 giugno quando un barchino si capovolse fra Lampedusa e l’isolotto di Lampione. Lo scorso 8 luglio, la nave Dattilo della Guardia costiera, con un robot sottomarino, ha localizzato l’imbarcazione e i corpi dei 9 immigrati dispersi. Un corpo è stato rinvenuto adagiato all’interno dello scafo, mentre altri otto erano sul fondale adiacente.

Ad Augusta, in provincia di Siracusa, la Polizia ha denunciato 21 migranti che lo scorso 26 agosto dovevano essere imbarcati per effettuare la quarantena a bordo della nave Azzurra. I 21 migranti, che sono parte di un gruppo di 77, hanno protestato in maniera violenta per non sottoporsi al periodo di quarantena. All’autorità giudiziaria risponderanno di danneggiamento aggravato, violenza privata aggravata, e resistenza a pubblico ufficiale aggravata. Gli agenti dei commissariati di Augusta e Pachino hanno tentato di calmare i migranti e limitare i disordini. E hanno identificato e isolato i più facinorosi.

Un “voto di compiacimento”, atto che precede la richiesta di alta onorificenza alla Prefettura, per il capo reparto dei vigili del fuoco Antonio Piazza. Lo ha firmato il comandante provinciale dei vigili del fuoco Giuseppe Merendino “per lo straordinario comportamento nel salvataggio di un uomo in procinto di affogare, assieme all’immigrato del Camerun Ebai Chu Benjamin Ebaijuyuk, davanti la spiaggia di San Leone”. L’episodio è avvenuto lo scorso 18 agosto quando Piazza, libero dal servizio, si trovava in spiaggia ed è intervenuto prontamente insieme al giovane africano per raggiungere e portare in salvo l’uomo in difficoltà. Testimone del salvataggio un carabiniere che ha fornito propria relazione di servizio.

Per il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Giuseppe Merendino, il capo reparto Antonio Piazza ha dimostrato “un encomiabile professionalità nelle operazioni di soccorso, sapendo coordinare e portare a miglior frutto l’azione di squadra con il giovane straniero e utilizzare al meglio le attrezzature a disposizione”.

Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, il Tar di Palermo ha ordinato al Ministero della Salute di pagare agli eredi, tra moglie e due figli, di un agrigentino morto a 65 anni, 1 milione e 400mila euro. Lui è deceduto a causa di un tumore al fegato provocato da trasfusioni di sangue infetto da HCV praticate all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento nel lontano 1984. Nonostante la sentenza, esauriti i gradi di giudizio, fosse divenuta definitiva, il Ministero della Salute non ha pagato. Ecco perché Farruggia e Russello si sono rivolti al Tar che ha nominato un apposito Commissario ad Acta per eseguire la sentenza, ordinando al Ministero di pagare entro il termine di 60 giorni dalla notificazione della sentenza.

Via Atenea e via Pirandello, ovvero i luoghi della movida agrigentina. Frequentate soprattutto dai giovani, rappresentano un punto di aggregazione specie nelle giornate di venerdi, sabato e domenica.

E così ieri sera Carabinieri e Guardia di Finanza hanno effettuato un “sopralluogo” in quei posti per verificare se i giovani presenti rispettassero le normative anticovid alla luce del fatto che la Sicilia adesso è in zona gialla.

Non sono mancati, ovviamente, una serie di giovani indisciplinati che non hanno rispettato nessuna normativa e, quindi, sono stati beccati prevalentemente senza mascherina. Per ognuno di loro è scattata la sanzione di 400 euro.

Allo stesso modo i militari hanno beccato 6 locali che non rispettavano le normative anticovid. Immediatamente è scattata la denuncia e la conseguente chiusura.

 

 

 

A Licata i poliziotti del locale Commissariato, coordinati da Cesare Castelli, hanno rintracciato e denunciato a piede libero un “pirata della strada”, un uomo di 40 anni che alla guida di un’automobile ha investito un motociclista, di 50 anni, e non ha prestato soccorso allontanandosi. L’investitore risponderà all’autorità giudiziaria di lesioni colpose aggravate, omissione di soccorso, e guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti, come emerso dagli esami alcolemici e tossicologici. Il ferito è stato trasportato in ospedale dove gli sono state diagnosticate ferite giudicate guaribili in 25 giorni.