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A Mineo, in provincia di Catania, 34 persone sono state denunciate dai Carabinieri per avere incassato dal Comune, senza averne diritto, dei ‘buoni spesa’, assegnati nell’ambito di misure di sostegno legate all’emergenza socio-sanitaria determinata dalla pandemia covid, e finanziati da Governo e Regione. Il reato ipotizzato a carico di 18 uomini e 16 donne, di età compresa tra i 28 e i 61 anni, è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Gli accertamenti da parte dei Carabinieri si sono basati anche sul riscontro tra i dati presenti sulle istanze presentate e le dichiarazioni dei redditi. Infatti, la percezione dei ‘buoni spesa’ presuppone la sussistenza di precisi requisiti come il non essere percettori di altri redditi e versare in stato di indigenza. Invece i 34 indagati sono già destinatari, a vario titolo, di alcuni sussidi pubblici come il reddito di cittadinanza, la Naspi, ovvero la Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego, e il Rem, il Reddito di emergenza. La somma complessiva percepita indebitamente da tutti gli indagati, da luglio a ottobre 2020, è stata di oltre 11 mila euro.

Come già pubblicato, il Partito Democratico siciliano ha deciso di intraprendere la strada delle “Primarie” per le scelte dei candidati sia per le Amministrative a Palermo, nella primavera del 2022, sia per la presidenza della Regione alle Regionali dell’autunno 2022. In proposito interviene il deputato regionale e leader del movimento “I cento passi”, Claudio Fava, intenzionato a candidarsi a Presidente della Regione, che afferma: “L’apertura del Partito Democratico alle Primarie è una buona notizia. Adesso occorre mettersi subito al lavoro per dare la parola ai siciliani e alle siciliane rompendo una inutile melina. Si individui rapidamente una data, non oltre quest’autunno, e diamoci delle regole certe. Io ci sono. Già nei prossimi giorni comincerà il lavoro per la costituzione dei primi comitati per Fava Presidente”.

Pensate ad un territorio colpito dal terremoto con la Protezione civile che si ferma la domenica nel rispetto del riposo settimanale e adesso pensate alla gravissima emergenza di Favara con i cittadini e, di più, i bambini costretti a vivere tra i rifiuti in piena estate con il fetore che toglie il respiro e provate a trovare la differenza tra il terremoto e il caso Favara, che io non trovo.  Oggi è domenica anche davanti ad una situazione insostenibile e drammatica su tanti aspetti.

Alla sindaca e ai favaresi è stato detto “pensateci voi”, scusatemi ma così rende poco il concetto, meglio ricorrere alle nostre colorite forme dialettali “futtitivilla vandri”. E la sindaca ha fatto quello che doveva fare: l’ordinanza urgente e contingente, ha raschiato il barile e ha pagato acconti al gestore del servizio di igiene ambientale e alla discarica Traina.

Intanto dell’emergenza Favara ne hanno parlato la stampa locale, regionale e nazionale. Non credo ne abbiamo discusso all’Ars, nelle Commissioni regionali e nel Governo regionale come di una pericolosa situazione da risolvere con immediatezza.  Musumeci non doveva e non deve attivare la macchina della Protezione civile o chiedere aiuto all’esercito, dovrebbe, almeno, fare arrivare prima di subito i fondi previsti per i Comuni e altri speciali per pagare i netturbini che’ a Favara è accaduto un bordello di enormi proporzioni.

Superata la crisi, spetterà ai favaresi evitarne il ripetersi, semplicemente pagando il servizio dopo che quest’ultimo sarà reso davvero a regola d’arte, che’ la Tari non è stata pagata, anche, per la scarsa qualità della pulizia, dai costi elevatissimi. Scarsa qualità del servizio che l’amministrazione comunale ha, recentemente, più volte denunciato… Doveva farlo prima.

Insomma, i favaresi, dal canto loro, hanno capito come funziona il “gioco” e sanno che dall’emergenza di esce con l’aiuto della Regione, caro presidente Musumeci. Del resto un po’ di responsabilità appartiene al Governo regionale e al suo piano rifiuti.

Oggi, intanto, è domenica…

Un incendio di vastissime proporzioni, di cui abbiamo dato notizia in un articolo a parte, sta distruggendo una delle aree boscate più belle del nostro territorio agrigentino: Monte Cavallo. Si trova nel territorio ciancianese e le fiamme stanno proseguendo fino a interessare l’area boscata del Monte Lupo che arriva fino a Sant’Angelo Muxaro.

L’area boscata di Monte Cavallo è di circa 800 ettari. Il bosco nasce negli anni sessanta. Man mano, l’area boschiva si estende sempre più tanto che in alcuni tratti raggiunge la S. S 118. E’ fonte di ricchezza per Cianciana. Il bosco ospita eucalipti, pini comuni, carrubi, pioppi, cipressi e tante palme nane. Il sottobosco offre erbe medicinali e aromatiche, verdure varie come il finocchio selvatico e l’asparago che integrano la nostra alimentazione. Rupi, balzi ripidi e scoscesi, su cui crescono ” disi ” e fiori da bulbo, spazi verdi, specchi d’acqua naturali, grotte, antiche case creano all’interno del bosco un ambiente ricco di fascino.

L’Area attrezzata. La sua apertura dà impulso all’economia del paese. E il posto ideale dove trascorrere una tranquilla giornata a stretto contatto con la natura e nel contempo visitare le suggestive grotte del “cavallo” , dello “zubbio” e del “sindaco” nelle cui viscere si trovano bellissimi laghi sotterranei di acque limpide e cristalline, ricche di cavità interessantissime, estese anche centinaia di metri che durante il periodo invernale si trasformano in veri e propri corsi d’acqua sotterranei, per l’affioramento della falda acquifera. L’area attrezzata è stata realizzata in una spianata tra gli alberi del bosco Cavallo. Dove l’ombra degli alberi è più fitta in mezzo al verde spiccano dei grandi tavoli e delle sedie realizzati con lastre di pietra levigate dal tempo.

Le Grotte Nel monte Cavallo  c’è un’area carsica, parzialmente esplorate da esperti subacquei dell’archeoclub, interessante sia dal punto di vista archeologico che naturalistico. Lì si trovano diverse grotte: del Cavallo, del Sindaco, dello Zubbio e un’altra particolare grotta detta “la Ghiaccera”, che presenta un’apertura nella roccia dove per un gioco di correnti d’aria, di pressione differente e per la presenza di acqua, si registra un’escursione termica di diversi gradi.

L’ “Ambrosini” continua ad essere un punto di riferimento tra gli  alberghieri della provincia. Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, lo storico istituto, ha “sfornato” , è il caso di dirlo, altre nuove eccellenze. Freschi di pubblicazione all’albo dell’IPSSEOA “G.Ambrosini” i risultati degli Esami di Stato 2020-2021. Tutti gli alunni hanno superato questa importante prova e molti hanno ottenuto soddisfacenti votazioni.

Ad ottenere 100/100esimi

  • ARGENTO FRANCESCO GIOACCHINO (5° B)
  • DI BONA MARZIA PIA (5° B)
  • PECORARO GEMMA (5° B)
  • QUARANTA FEDERICA (5° B)
  • CAPIZZI GERLANDO (5° C)
  • DI MARCO ZINGARELLO  MARCELLA (5° C)
  • GIARDINA DARIO (5° C)
  • MORREALE GIADA (5° C)
  • BELLO IRENE (5° DG)
  • TERMINI FABIO (5° DG)
  • MONCADA SABRINA (5° EF)
  • PRESTI GIUSEPPE PIO (5° EF)
  • ARCADIPANE ANTONIA (5° S)
  • FOULADI KATAYOON (5° S)
  • NOBILE SONIA (5° S)
  • PARISI ANTONELLA (5° S)
  • TAGLIALEGAMI EMANUELE (5° S)
  • LUCIA GAETANO (5° T)

Mentre ad ottenere il massimo dei voti “cum Laude”

BELLAVIA PAOLA (5° B)

D’ANNA LUANA(5° C)

MORREALE SELENE (5° C)

DI CARO ALISSA (5° DG)

LO DICO SEFORA MARIA (5° DG)

BENNARDO MYRIAM (5° EF)

A congratularsi con gli eccellenti studenti, il dirigente scolastico Milena Siracusa:

“Sono felice di sapere che così tanti studenti si siano distinti ottenendo dei risultati eccellenti quale degno risultato di un percorso di studi, portato avanti con impegno e serietà,. Ci complimentiamo con ciascuno dei diplomati e  siamo orgogliosi degli studenti e delle studentesse che hanno raggiunto la valutazione eccellente di 100 o 100 e lode.” Continua la dirigente  “Il mio pensiero va a tutti i neo diplomati. Hanno dato il meglio di loro all’esame; L’augurio per tutti i diplomati, giovani e corsisti è fatto con il cuore: Sappiate guardare avanti, oltre la crisi pandemica, e saprete “venire fuori” nella vostra pienezza esistenziale, oltre che negli apprendimenti; recuperate la socialità con comportamenti corretti e rispettosi delle regole sanitarie e godetevi un momento irripetibile del vostro percorso di vita; guardate al futuro con ottimismo, con fiducia e con consapevolezza. Si conclude il percorso della scuola secondaria di 2°grado e si aprono strade di vita differenziate per ciascuno. Concentratevi sul cammino e non solo sulla destinazione e assaporate ogni attimo. Il nostro Paese ha bisogno di voi, noi abbiamo bisogno di voi, delle vostre voci autentiche e del vostro punto di vista reale e concreto, direi quasi tangibile. Ricordate sempre una cosa: il lavoro, alla lunga, paga sempre.” Conclude il dirigente Milena Siracusa.

Oltre a questo importante traguardo, un altro è stato raggiunto nonostante le non poche difficoltà legate alla pandemia: l’IPSSEOA “Gaspare Ambrosini” è riuscito a dare continuità ad uno dei progetti fra i più radicati nella cultura e nella tradizione della scuola. Si tratta del Progetto DELF, dedicato alla certificazione esterna di Lingua Francese; una certificazione estremamente prestigiosa, rilasciata dal Ministero dell’Educazione Francese e riconosciuta a livello internazionale.

Durante la sessione speciale di esami, conclusasi il 2 luglio, sono state infatti portate a termine sia la fase di preparazione che quella delle prove finali previste per rilascio del diploma, che quest’anno ha visto impegnati ben 21 studenti dei corsi diurni e (novità assoluta!) 11 corsisti delle sezioni serali per adulti.

Un primato per l’Istituto “Gaspare Ambrosini” (unico nella provincia di Agrigento) che è stato sede di esami per 16 anni consecutivi. Il traguardo attualmente raggiunto in questi anni di attività è di oltre 400 certificazioni rilasciate! Per tale ragione l’Institut Français di Palermo è diventato il partner istituzionale per la conduzione degli esami finali ed il rilascio del titolo. Grandi soddisfazioni anche per la conclusione dei percorsi di apprendistato

L’alunno Pagliaro Alfredo della classe V C enogastronomia, neo diplomato, ha infatti avuto l’opportunità, durante il percorso scolastico, di assumere la veste di studente duale grazie al contratto di lavoro di apprendistato di primo livello, Avviso 1796 e seguenti della Regione Sicilia,  che gli ha consentito di conseguire il diploma seguendo una formazione sia a scuola che presso il ristorante “Lo Zenzero” di Racalmuto. L’alunno al completamento dell’apprendistato per il conseguimento del diploma, è stato assunto dal datore di lavoro con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato raggiungendo pienamente quanto auspicato da questa tipologia di contratto. L’alunno durante il percorso biennale è stato seguito dal Tutor formativo Prof.ssa Maria Arnone in collaborazione con la prof.ssa Rosa Jlenia Romano e dal Tutor aziendale Chef Giuseppe Fabbella ed il supporto del Tutor Anpal Signor Vincenzo Carroccio. Grande soddisfazione è stata espressa dalla DS Milena Siracusa che ha creduto fortemente al percorso di Apprendistato di primo livello quale strumento per consentire ai giovani di entrare nel mondo del lavoro.

 

Stiamo preparando la conferenza stampa nella quale carte alla mano, torneremo a richiedere le sue dimissioni, dimissioni che alla luce della odierna ammissione di colpa(chi ha approvato lo statuto e il piano d’ambito?), con un sussulto di dignità, dovrebbe presentare da solo per “manifesta incapacità”.

IL VICE SINDACO DI AGRIGENTO, HA CAPITO CHE GLI STIAMO ADDOSSO, E PER PRIMO STA’ METTENDO LE MANI AVANTI….

Abbiamo già chiesto le sue dimissioni per lo stato igienico sanitario della città mai stata in queste condizioni, il sistema della raccolta differenziata e delle DISCARICHE CITTADINE travestite da “isole ecologiche” è fallito e lo hanno certificato loro stessi con la chiusura(dopo la nostra ennesima richiesta), di quella dello spiazzo ex saiseb, le torneremo a richiedere NON SOLO PER LUI MA PER TUTTI GLI AMMINISTRATORI che hanno tacitamente approvato lo statuto ed il piano d’ambito della appena nata AICA che allo stato attuale senza le dovute revisioni, è una grande “accozzaglia” pronta all’ennesimo fallimento.

Prima hanno approvato lo statuto e tutto ciò che c’era da approvare, adesso siccome a molti non gli sono riusciti i giochi di piazzare i loro uomini al potere, mettono le mani avanti avendo intuito che diremo alla gente ed ai dipendenti ex Girgenti Acque, come stanno le cose, sul futuro della gestione, e sulla situazione dei posti di lavoro.

Dove sono gli atti conseguenziali dei comuni specie di quello di Agrigento(maggiore azionista) per evitare che siano le casse comunali a ripianare eventuali perdite?

Dove sono le proposte di modifica al piano d’ambito da parte dei comuni per scongiurare questo pericolo.

Non c’è nessuna traccia, facile mettere le mani avanti adesso che avete capito che vi abbiamo scoperto le carte.

Il comune di Agrigento aveva mosso dei rilievi irricevibili sullo statuto e non ha mai detto nulla sul piano d’ambito, che è, il vero nodo della questione, votandolo passivamente così come tutti gli altri comuni.

Tutto ciò, oggi, più che mai, appare come una polemica strumentale che non ha voluto e non vuole risolvere i veri problemi ma solamente agitare le acque della propaganda politica che è stata propedeutica alla nomina dei vertici, prima, e che oggi(prima ancora di partire il servizio) appare chiaramente come un volere iniziare a scaricare sugli altri eventuali problemi(che ci sia sotto l’inizio della campagna elettorale per le regionali?)

Sono 183 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 7.322 tamponi processati. L’incidenza sale a 2,5% ieri era 1,9%. La Sicilia è al secondo posto per i nuovi contagi giornalieri in Italia, dietro la Lombardia. Gli attuali positivi sono 3.650 con più 103 casi rispetto a ieri. I guariti sono 78. Si registrano 2 nuove vittime che portano il totale dei decessi a 5.992. Sul fronte ospedaliero sono 146 i ricoverati, tre in meno rispetto a ieri, e 17 in terapia intensiva, uno in meno rispetto a ieri

I contagi per province:

Caltanissetta 46

Messina 15

Agrigento 7

Enna 21

Trapani 12

Palermo 12

Catania 19

Ragusa 36

Siracusa 15

 

Causa variante Delta i contagi sono di nuovo in crescita e per alcune Regioni c’è il rischio concreto di tornare presto in zona gialla. Un passaggio che di fatto non comporterebbe grandi variazioni, visto che comunque le differenze tra zona bianca e gialla sono ormai minime: il coprifuoco, ad esempio, è stato eliminato anche in zona gialla, così come l’obbligo di utilizzare le mascherine all’aperto.

Un ritorno adesso in zona gialla, con la tendenza dei contagi in crescita, non è comunque una buona notizia, anche perché basterebbe poco per tornare in zona arancione e assistere a un ripristino delle restrizioni.

Ragion per cui le Regioni chiedono alla Cabina di regia di ripensare nuovamente ai criteri per il cambio dei colori, guardando esclusivamente alla situazione negli ospedali che – nonostante una repentina crescita dei contagiati – è assolutamente sotto controllo.

In Italia aumentano ogni giorno i focolai causati dalla variante Delta. Siamo lontani da quanto sta succedendo nel resto d’Europa, specialmente in Paesi come Gran Bretagna, Spagna e Portogallo, ma la curva dei contagi è ormai tornata a crescere e si prevede che continuerà a farlo in maniera esponenziale nelle prossime settimane.

Nell’ultima settimana abbiamo assistito a una crescita, seppur minima, del valore dell’indice Rt, passato da 0.63 a 0.66. Anche l’incidenza dei casi è in aumento, in quanto rispetto ai 9 casi ogni 100.000 abitanti della settimana prima, siamo arrivato a 11 ogni 100.000.

Dati che – se si guarda anche a quelli relativi a ricoveri e decessi che nel frattempo sono in netto calo – non destano allarme. Tuttavia, l’esperienza insegna che quanto solitamente succede negli altri Paesi d’Europa potrebbe ripetersi anche da noi.

Ed è per questo che c’è un atteggiamento prudente da parte del Governo che in questi giorni non ha assolutamente intenzione di rinunciare ad alcune importanti restrizioni, come ad esempio all’obbligo d’indossare la mascherina al chiuso oppure alla riapertura delle discoteche per tutti (senza quindi necessità del green pass).

Anche perché nel frattempo in Gran Bretagna, dove per settimane la variante Delta (prevalente) ha causato una crescita dei contagi ma senza alcun impatto sul sistema sanitario, si segnala una prima crescita del dato sulle ospedalizzazioni (anche se qui il Premier Johnson ha deciso in favore del “libera tutti”).

Serve essere prudenti – e non allarmisti – come tra l’altro ribadito dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, nei giorni scorsi.

Il passaggio in zona gialla di una Regione da zona bianca a gialla avviene, secondo le attuali regole, quando l’incidenza dei contagi supera la soglia dei 50 ogni 100.000.

È vero che oggi siamo molto sotto questa soglia, ma se si guarda a quanto sta succedendo in altri Paesi, come in Spagna, si prevede che presto in quasi tutte le aree della penisola ci sarà un superamento dei 50 casi settimanali ogni 100.000 abitanti.

Nel dettaglio, gli esperti ritengono che le prime Regioni che potrebbero superare la suddetta soglia sono:

Sicilia (incidenza a 21);
Campania (incidenza a 19);
Abruzzo (incidenza a 16,6);
Marche (incidenza a 15,3).
Queste le quattro Regioni che nel giro di due o tre settimane potrebbero ritornare in zona gialla, con il rischio che a ridosso dell’autunno ci saranno le condizioni anche per ritorni in zona arancione e rossa, e dunque un ripristino delle restrizioni.

Una situazione che le Regioni vogliono assolutamente evitare ed è per questo che è stato chiesto un urgente incontro con la Cabina di Regia in cui discutere di una nuova modifica dei criteri che determinano il cambio di colore. La richiesta delle Regioni è di guardare solamente all’incidenza negli ospedali, valutando quindi la pressione della crescita dei contagi sul sistema sanitario.

Nell’attesa di capire se queste richieste verranno accolte, e dunque avremo tutta Italia in zona bianca ancora per diverse settimane (in quanto nel breve periodo non sembra esserci pericolo per il sistema sanitario, almeno fino a settembre-ottobre), il Ministero della Salute ha comunque avanzato delle richieste alle Regioni, chiedendo loro un atteggiamento prudente.

Nel documento titolato “Allerta internazionale variante Delta: incremento dei casi Covid-19 in diversi Paesi europei” si legge della necessità di:

rinforzare il tracciamento;
applicare tempestivamente la quarantena in caso di sospetta variante,
sequenziare i campioni, “in modo da garantire strategie vaccinali che tengano conto della possibile minore protezione contro le infezioni da Delta dopo una sola dose”.
Per il momento non servirà altro, ma la situazione è in continua evoluzione.

“Il recesso dal contratto quinquennale del comodato d’uso del chiosco di Porta di Ponte deciso dal Libero Consorzio comunale lascia di stucco.” Per l’ex sindaco di Agrigento e attuale consigliere comunale Lillo Firetto “la riorganizzazione del personale del Libero Consorzio e altre ragioni burocratiche non possono giustificare una scelta che è totalmente priva di visione del futuro della città. Proprio adesso in fase di ripresa del turismo e dell’economia- afferma- ridurre servizi turistici e culturali è un errore imperdonabile. Il sindaco e la Giunta del Comune di Agrigento chiedano il mantenimento in comodato dei beni mobili dell’infopoint e dell’Officina delle tradizioni popolari, divenuto luogo del cuore del Fai. Tutti questi beni, con la supervisione del Fai e della famiglia Casesa, rimangano nella disponibilità del Comune. In quei locali si mantenga il punto informativo a Porta di Ponte, con i suoi 250 utenti di media al giorno, e resti fruibile il museo di cultura popolare intitolato a Gigi Casesa. Se il Comune non è in grado di gestire entrambi- conclude Lillo Firetto- li affidi a terzi con bando che ne ricerchi le necessarie competenze. I soldi per farlo li ha”

Le motivazioni di due diversi collegi del Tribunale del Riesame saranno rese note entro 45 giorni, nell’ambito della maxi inchiesta “Waterloo”, sul cosiddetto sistema “Marco Campione”, e sulla presunta “rete” criminale che, secondo la Procura di Agrigento, sarebbe stata messa in piedi dall’ex presidente di “Girgenti Acque”.

L’ultima decisione adottata dal Riesame, riguarda Pietro Arnone, 58 anni, ex amministratore di “Hydortecne”, e responsabile dell’Ufficio legale di “Girgenti Acque”. Anche lui è stato rimesso in libertà, come gli altri sette fermati.

Adesso gli otto fermati da carabinieri, Dia, e Guardia di finanza, sono tutti liberi. Qualche ora prima era tornato in libertà, sempre per effetto della decisione del Riesame, il personaggio chiave dell’operazione, l’imprenditore agrigentino Marco Campione, 60 anni.