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A Patti, in provincia di Messina, nove persone sono state denunciate dai Carabinieri alla Procura allorchè avrebbero percepito indebitamente il reddito di cittadinanza. Il giudice per le indagini preliminari ha anche disposto il sequestro delle somme incassate per un totale di 31mila e 767 euro. Ben 6 delle 9 persone (una donna e cinque uomini) denunciate, sono soggetti che hanno omesso di comunicare all’Inps misure cautelari personali sopravvenute per reati di vario genere: dalla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti allo stalking. Tra i soggetti denunciati vi è anche un uomo di 53 anni che ha omesso di comunicare l’avvio di un’autonoma attività lavorativa, e due cittadine straniere (una rumena e una polacca, rispettivamente di 38 e 21 anni), che avrebbero falsamente dichiarato di risiedere da più di 10 anni in Italia.

A Catania i Carabinieri hanno arrestato Mikael Kevin Cambria, 18 anni, allorchè, credendo che la fidanzata avesse creato e utilizzato un falso profilo di Facebook con un’amica, per rimanere in contatto con altri ragazzi del quartiere, ha chiesto un incontro chiarificatore al padre della ragazza, ferendolo con un colpo di pistola a una gamba.

Il ragazzo è stato arrestato per lesioni personali aggravate e porto illegale di armi e munizioni. L’indagine è stata avviata dopo che un quarantenne la notte del 20 agosto scorso si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi Centro con una ferita di arma da fuoco alla gamba sinistra, con foro d’entrata e d’uscita. Ai Carabinieri l’uomo ha raccontato di aver avuto una discussione a causa di un tamponamento fra scooter con uno sconosciuto il quale, sceso dal mezzo, gli aveva puntato una pistola alle gambe per poi sparargli a bruciapelo e fuggire via.

I successivi accertamenti dei Carabinieri hanno permesso di collegare il ferito e lo sparatore, e di ricostruire dinamica e movente dell’accaduto, scaturito per motivi sentimentali, di gelosia e di orgoglio tra giovani del quartiere San Cristoforo.

Nella giornata di ieri, 30 settembre 2021, il Questore di Agrigento Dottoressa Rosa Maria IRACI ha consegnato prestigiosi riconoscimenti premiali a nove poliziotti distintisi per particolari meriti di servizio.
I premiati sono stati:
SQUADRA MOBILE:
• Vice Ispettore FABIANO Fabio Maria ENCOMIO SOLENNE
• Vice Ispettore GENTILE Anselmo ENCOMIO SOLENNE
• Sovrintendente ARGENTO Giuseppe ENCOMIO
• Assistente Capo Coord. CASTALDO Raffaele ENCOMIO SOLENNE
• Assistente Capo Coord. LA MONICA Salvatore ENCOMIO SOLENNE
COMMISSARIATO LICATA:
• Ispettore Superiore VELLA Giovanbattista ENCOMIO
• Vice Ispettore INCORVAIA Marco ENCOMIO
• Vice Ispettore PROFETA Fabio ENCOMIO SOLENNE
COMMISSARIATO PORTO EMPEDOCLE:
• Assistente CROCE Giovanni ENCOMIO

Già nel recente passato il locale molto conosciuto della movida agrigentina, il Mojo, situato in piazza San Francesco, era stato oggetto da controlli per il rispetto delle normative anti covid ed era stato pizzicato.

Ieri sera di nuovo. Una nuova visita da parte dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Agrigento che hanno notificato il provvedimento di chiusura del locale dopo avere constatato numerosi assembramenti non controllati. Dopo l’accertamento è scattata la chiusura.

 

 

Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione R M, sono le iniziali del nome, 42 anni, di Agrigento, per i reati di violazione di domicilio, minacce e lesioni. Il giudice ha disposto altresì il pagamento di una provvisionale di 1.000 euro nei confronti di due donne, madre e figlia, costituite in giudizio come parte civile. Il 19 novembre del 2018, lui avrebbe minacciato le due donne, tentando di introdursi nella loro abitazione, dopo essersi arrampicato su uno dei balconi, e infranto un vetro della finestra con una scopa. E poi avrebbe urlato: “Ti ammazzo e faccio abortire tua figlia”. Provvidenziale e tempestivo si è rivelato l’intervento dei poliziotti, allarmati subito dalle due. L’imputato è difeso dagli avvocati Daniele Re e Agnesa Neculai. Le donne dall’avvocato Fabio Inglima Modica.

I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato, hanno inflitto quattro condanne nell’ambito dell’inchiesta, cosiddetta “Semiramide”, su un presunto business legato allo sfruttamento della prostituzione di ragazze romene tra Reggio Calabria e Licata. Dunque, 4 anni di reclusione per Gicu Radu, 42 anni, 3 anni e 6 mesi ciascuno per Julian Bobeica, 33 anni, e Alessandru Hornet Razvan, 34 anni, e per Alessandro Polimeni, 42 anni, di Reggio Calabria. L’operazione, condotta dai carabinieri di Reggio Calabria, è scattata nel 2011, dopo due anni di indagini. Un filone dell’inchiesta è approdato al Tribunale di Agrigento.

Legacoop Sicilia e Legacoop sociali Sicilia,  apprendono  con dolore dei tragici fatti di Castelvetrano, con l’incendio che ha distrutto il ghetto dell’ex “Calcestruzzi Selinunte”, provocando la morte di un giovane lavoratore “invisibile”, arso vivo all’interno dell’insediamento.

Ancora una volta una vittima dello sfruttamento e della mala accoglienza che nel nostro Paese lucra sulla vita di migliaia di persone in cerca di un futuro dignitoso.

Per questo motivo noi denunciamo le modalità disumane in cui vengono trattati i lavoratori stranieri, senza diritti e tutele, con alloggiamenti di fortuna ed estremamente pericolosi per la salute e per la vita stessa delle persone.

Invitiamo, pertanto, le Prefetture, i Comuni le Asp competenti e tutti gli organi di controllo a vigilare ed intervenire tempestivamente per prevenire queste disgrazie.

Già da subito Legacoop  Sicilia si sta attivando per la raccolta di beni di prima necessità (anche in accordo con altre organizzazioni) per fronteggiare l’emergenza, a partire dalle cooperative del territorio

Filippo Parrino Presidente di Legacoop Sicilia

Pippo Fiolo Presidente di Legacoop sociali Sicilia

Alle prime luci dell’alba della giornata odierna, la Polizia penitenziaria del Nucleo Investigativo Regionale della Sicilia, unitamente ad alcune unità del Nucleo Traduzione e Piantonamenti e del P.R.A.P di Palermo, nonché del Reparto della Casa di Reclusione di San Cataldo, coordinati dal Nucleo Investigativo Centrale di Roma, ha dato esecuzione, su richiesta della Procura della Repubblica di Caltanissetta, all’ordinanza, emessa dal GIP, della misura cautelare in carcere nei confronti di Z.S. e degli arresti domiciliari per altre 4 persone, tra cui un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio e commercio di sostanze stupefacenti, corruzione e utilizzo illecito di telefoni cellulari all’interno del carcere.

Le complesse attività di indagini, che hanno avuto inizio dalla segnalazione del Comandante del Reparto di Polizia penitenziaria della Casa di Reclusione di San Cataldo, e condotte con la collaborazione dello stesso, hanno permesso di accertare che l’Assistente Capo S.C.M., in forza nella struttura penitenziaria, dietro compenso in denaro, provvedeva a introdurre illecitamente sostanze stupefacenti all’interno del Penitenziario e che il detenuto Z.S., a cui lo stupefacente veniva recapitato, si occupava della commercializzazione tra i detenuti e delle richieste dei successivi rifornimenti.

La sostanza stupefacente veniva consegnata dalla moglie e dai due figli del ristretto, tutti residenti nel comune del Palermitano, al poliziotto infedele che approfittando delle sue funzioni la consegnava al detenuto.

Le attività tecniche hanno consentito di acquisire ulteriori elementi di prova in ordine agli episodi corruttivi e di individuare tutti i soggetti che hanno preso parte all’attività illecita tra cui anche altri 4 soggetti: 3 detenuti, attualmente reclusi presso l’istituto di San Cataldo, (G.G.; V.R.; A.M.) e un palermitano (R.S.) tutti indagati a piede libero nell’ambito del procedimento penale.

Le indagini hanno dimostrato come la disponibilità di un telefono cellulare durante il periodo di detenzione oltre a permettere il perseguimento di obiettivi criminali consente di mantenere continui rapporti con l’esterno, consolidando posizioni di leadership all’interno del carcere.

gionalenisseno.com

434 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.945 tamponi processati. L’incidenza sale al 3,1% ieri era al 2,4%. L’isola torna al primo posto nei nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 14.301, i guariti sono 529 mentre si registrano altre 13 vittime che portano il totale dei decessi a 6.832. La Regione Sicilia comunica che i 13 decessi sono avvenuti nei giorni scorsi. Sul fronte ospedaliero sono adesso 524 i ricoverati, 21 in meno rispetto a ieri mentre in terapia intensiva sono 61.

Questa la situazione nei Comuni capoluogo: Palermo 55 casi, Catania 172, Messina 41, Siracusa 78, Ragusa 36, Trapani 21, Caltanissetta 19, Agrigento 12, Enna 0.

”Ringrazio  singolarmente  tutte le candidate ed i candidati  per il lavoro che stanno facendo  in questa campagna elettorale a sostegno di Rino Lattuca, persona straordinaria, che incarna i valori della politica della concretezza, serietà, buon senso e responsabilità; valori cardine del nostro partito di centro, l’UDC, che, oggi guarda a ricomporre  le forze di centro, mirando ad azioni di politica costruttiva. Basta con la politica urlata, bisogna tornare alla politica del buon senso,che abbia delle regole, della serietà e della responsabilità, che unisca persone  che vogliono difendere  i valori che stanno dietro allo scudo crociato, difendere il paese, la vita, rimettere al centro della politica la persona, l’identità cristiana di un paese, sostenere e proteggere la famiglia. Una politica costruttiva che dia risposte concrete alle comunità  e, che abbia capacità progettuale” . E’ quanto ha dichiarato il segretario nazionale dell’Udc,l’on. Leonardo Cesa, ieri pomeriggio a Porto Empedocle, durante l’incontro con  il candidato sindaco alle prossime amministrative del 10 e 11 ottobre, Calogero Lattuca (detto Rino), i candidati al consiglio comunale della lista UDC, una delle quattro a  sostegno di Rino Lattuca  e numerosi simpatizzanti.  Il segretario Cesa, accompagnato dal segretario regionale del partito,Decio Terrana, dal coordinatore provinciale, Silvio Alessi,dal coordinatore politico del collegio di Agrigento Francesco Messina e dalla  coordinatrice donne del collegio di Agrigento, Mariangela Cacciatore.  Grande partecipazione da parte dei presenti che sostengono Rino Lattuca, animati dall’intervento del candidato Lattuca . “ Vedo amore nei vostri occhi ed è ciò che dobbiamo donare a questa città- afferma Rino Lattuca- se vogliamo la crescita di questo paese, dobbiamo metterci in prima fila ed attuare un cambiamento. Sono orgoglioso di avere in squadra il partito dell’UDC,perché crede nei giovani, che rappresentano il nostro  futuro, alla tutela della famiglia,fulcro della società ed alla salvaguardia del territorio. Bisogna valorizzare la nostra città e ricostruire ciò che oggi è ridotto in macerie a causa della precedente amministrazione fallimentare ed è alla vista di tutti. Oggi noi, vogliamo crescere. Dare vita a Porto Empedocle impegnandoci tutti insieme!