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Carola Rackete, la comandante della nave Sea watch, andava arrestata perché “i titoli di reato consentivano l’arresto, esisteva lo stato di flagranza e venivano rispettati i termini di legge”. Non solo. Nel provvedimento del gip che ha scarcerato la giovane capitana “si rileva il vizio di violazione di legge e la mancanza di motivazione, in quanto l’ordinanza impugnata non ha valutato correttamente i presupposti della misura pre-cautelare adottata nelle forme con le quali è chiamata a farlo, procedendo all’erronea non convalida dell’arresto in questione”.

Parole dure, quelle usate dai magistrati della Procura di Agrigento nel ricorso per Cassazione alla scarcerazione della capitana tedesca, che di recente ha lasciato l’Italia per tornate in Germania. Lo scorso 29 giugno Carola Rackete era stata arrestata per resistenza e violenza contro nave da guerra, che prevede una pena dai 3 ai 10 anni di reclusione, dopo avere disobbedito agli ordini della Guardia di Finanza di attraccare al porto di Lampedusa. Dopo tre giorni il Gip di Agrigento Alessandra Vella aveva deciso la scarcerazione della giovane donna. Una decisione duramente criticata anche dal vicepremier Matteo Salvini che sui social l’aveva attaccata. Il Procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio nel ricorso per Cassazione, di cui è in possesso l’Adnkronos, non risparmia le critiche sul provvedimento del gip.

I pm parlano di una “conclusione contraddittoria, errata e non adeguatamente motivata”. Secondo i pm, il gip nella sua ordinanza del 2 luglio “avrebbe dovuto verificare se rispetto alla condotta contestata” alla comandante “il dovere di soccorso invocato potesse avere efficacia scriminante”. Il gip, per la Procura, “si è limitato ad affermare tout court che legittimamente Carola Rackete avesse agito poiché spinta dal dovere di soccorrere i migranti. L’impostazione offerta dl gip – scrivono i pm – sembra banalizzare gli interessi giuridici coinvolti nella vicenda e non appare condivisibile la valutazione semplicistica offerta dal giudicante”. Per la Procura la scarcerazione “è errata in ragione della tipologia di controllo che egli è chiamato ad effettuare in sede di valutazione di legittimità dell’arresto in flagranza operato dalla Polizia giudiziaria”.Nel corpo motivazionale dell’ordinanza impugnata – dice la Procura – il Giudice ha ritenuto di non convalidare l’arresto, senza però nulla argomentare né sulla ragionevolezza dello stesso né sulla manifesta configurabilità della causa di giustificazione invocata, giungendo ad emettere un provvedimento di non convalida di arresto del tutto assente di motivazione sul punto”.

La Procura torna anche sul punto della motovedetta della Guardia di Finanza con cui c’è stato un contatto sulla banchina. La questione è se l’imbarcazione si possa considerare ‘nave da guerra’ o no. Secondo il gip Vella non è una nave da guerra. Diversa l’interpretazione della Procura di Agrigento.

“Nel caso di specie – scrive il Procuratore di Agrigento – la motovedetta V808 della Gdf è iscritta nel naviglio militare dello Stato, reca le insegne militari e del Corpo di appartenenza, il comandante è un maresciallo ordinario della Gdf e riveste lo status militare al pari di tutti gli appartenenti al corpo, è armata con dispositivi di armamenti individuali e di reparto di tipo militare”. Ecco perché “si ritiene, contrariamente a quanto affermato dal gip, che la motovedetta si da qualificare come nave da guerra”. 

Al Comune di Agrigento si è riunita la Commissione consiliare d’indagine sui debiti fuori bilancio per l’elezione del Presidente e del Vice. La Commissione ha eletto il Presidente nella persona del consigliere comunale Pasquale Spataro. Lo stesso Spataro afferma: “Ringrazio i componenti della commissione che mi hanno affidato la guida dell’organo consiliare. Si tratta di un onore ma, soprattutto, di un grande onere in ragione delle grandi aspettative che si ripongono sui lavori di questa commissione, malgrado i tempi siano assai stretti, appena due mesi dall’insediamento. Con la mia guida la commissione non punterà il dito nei confronti di nessuno, ma si aprirà un’indagine rigorosa in ordine alle ragioni che alimentano l’istituto dei debiti fuori bilancio. L’obiettivo primario sarà quello di confrontarsi con gli uffici ed individuare delle valide soluzioni che possano produrre la contrazione dei debiti fuori bilancio al fine di evitare pericolosi squilibri di bilancio, ed investire i risparmi di spesa nella manutenzione straordinaria del manto stradale comunale anziché pagare migliaia di euro di spese legali. Si potrebbe ipotizzare un ufficio di conciliazione costituito da diverse unità degli uffici comunali, con il chiaro intento di prevenire contenziosi ed arrivare a possibili transazioni con i cittadini, previa una valutazione oggettiva dei fatti contestati. Le considerazioni diverse da quelle fin qui fatte risultano stucchevoli e frutto dell’incapacità di confrontarsi in un clima sereno per il raggiungimento di un interesse comune e collettivo. Anche queste persone avranno le risposte che la città chiede a gran voce, ma senza strillare, ponendo invece l’attenzione sul merito delle questioni, sullo studio analitico dei problemi e sull’individuazione di soluzioni compatibili con il tessuto normativo, regolamentare e contabile”.

E’ già attivo il servizio di vigilanza antincendio lungo alcune strade provinciali ed ex consortili di competenza del Libero Consorzio Comunale di Agrigento e limitrofe ad aree boscate, un’attività avviata da diversi anni in estate dall’Ufficio Provinciale di Protezione Civile in  sinergia con le istituzioni competenti in prevenzione e contrasto degli incendi boschivi. L’Ufficio di Protezione Civile, sotto la guida del funzionario responsabile dr. Marzio Tuttolomondo, ha attivato tre associazioni di volontariato, iscritte nel registro di Protezione Civile e coordinate dallo stesso Ufficio, con due volontari per ciascuna postazione dinamica a garantire, per otto ore giornaliere (dalle ore 12.00 alle ore 20.00),  la vigilanza e l’avvistamento dei focolai di incendio in seguito all’emissione del bollettino di allerta incendi “alta” del Centro Funzionale della Regione Siciliana.

Il servizio, la cui attivazione è stata comunicata alla Prefettura, al Comando dei Vigili del Fuoco, all’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, al Dipartimento Regionale della Protezione Civile ed ai Sindaci dei Comuni interessati. si concluderà il 31 agosto prossimo.

Le associazioni coinvolte sono:  I Falchi di Palma di Montechiaro (territori di Licata, Palma di Montechiaro, Campobello di Licata, Ravanusa e Camastra), Sicilia Soccorso di San Giovanni Gemini (Cammarata e S.Stefano di Quisquina) e Vigili del Fuoco in congedo di Sciacca (Sambuca di Sicilia, S. Margherita Belice e Montevago).

L’attività di vigilanza è invece effettuata direttamente dal personale del Libero Consorzio sulle strade provinciali nei Comuni di Grotte, Racalmuto, Casteltermini, Calamonaci, Lucca Sicula, Ribera, Cattolica Eraclea, Siculiana e Montallegro.

    

L’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Aragona, Stefania Di Giacomo Pepe, rende partecipe la cittadinanza dell’iniziativa “UNA SPIAGGIA PER TUTTI” promossa dal Rotary Club Agrigento, nella persona del suo presidente Tommaso Scribani. L’assessore Di Giacomo afferma: “L’iniziativa “Una spiaggia per tutti” mi è stata comunicata dall’Avvocato Fabrizio Caltagirone, fresco di nomina quale Presidente Rotary Club Aragona Colli Sicani, al quale va il mio augurio di un Anno Rotariano ricco di soddisfazioni e successi così come l’uscente Avvocato Vincenzo Mula, che ringrazio per il grande lavoro profuso e per la grande collaborazione avuta con la nostra Amministrazione Comunale, presieduta dal Sindaco Giuseppe Pendolino”. Si tratta senza dubbio di un’iniziativa lodevole, volta a garantire alle persone con disabilità la possibilità di fruire di una spiaggia libera in località San Leone. Grazie a questa iniziativa, le persone con disabiltà avranno la possibilità, non solo di poter frequentare la spiaggia, ma di poter godere di una attività natatoria a mare con un’assistenza specializzata grazie all’accordo con la Federazione Italiana Nuoto Paraolimpico e di usufruire di tutti i servizi messi a disposizione del lido balneare Holiday Park. Il Rotary Club Agrigento e l’Associazione delle famiglie disabili Nuove Ali di Agrigento sono gli esclusivi finanziatori del progetto. Il Presidente del Club Tommaso Scribani afferma: “I nostri concittadini con disabilità a causa della loro condizione non devono vedere limitata la possibilità di disporre in piena autonomia e libertà del loro tempo libero e del loro diritto allo svolgimento delle attività ludiche e ricreative. Questa iniziativa si prefigge di garantire ai disabili la possibilità di trascorrere a titolo gratuito le giornate a mare in pieno relax e di svolgere attività ricreative con un servizio svolto da tecnici indicati dalla Federazione. Verranno forniti gratuitamente, oltre l’assistenza specializzata, anche ombrelloni e sdraio riservati alle famiglie dei soggetti disabili. La speciale sedia a rotelle “Jobs” permetterà ai soggetti fruitori del servizio di entrare direttamente in acqua comodamente seduti. La finalità di tale progetto è quella di migliorare la fruibilità, l’autonomia, l’integrazione e la partecipazione sociale dei soggetti con disabilità, nonché quella di migliorare sia il benessere bio-psico-sociale che l’autostima”.

Ad Agrigento al Monastero Santo Spirito oggi una giornata multi-disciplinare di studi intitolata “Architettura e ambiente costruito”. Partecipano, tra gli altri, diversi docenti molti dei quali saranno impegnati il prossimo anno accademico 2019/2020 ad Agrigento nel nuovo Corso di laurea in Architettura e ambiente costruito. L’iscrizione alla prova di ammissione al Corso di laurea in Architettura e ambiente costruito con sede ad Agrigento scade domani giovedì 25 luglio. Il bando è scaricabile dal sito internet Unipa, dell’Università di Palermo.

A Licata i Carabinieri della locale Compagnia, a seguito di numerose segnalazioni da parte di genitori allarmati, hanno indagato e hanno sgominato una presunto pericolosa banda a lavoro in città nel vendere droga tra giovani e giovanissimi. Sono 6 le misure cautelari a carico di un gruppo di italiani ed extracomunitari. La droga sarebbe stata in viaggio in autobus, da Palermo fino a Licata, il “Capolinea”, e “Capolinea” è stata intitolata l’operazione dei Carabinieri. Lo stupefacente, soprattutto hashish, è stato trasportato tra i bagagli da corrieri compiacenti, e poi smerciato nei pressi di scuole e luoghi di aggregazione. E’ stato utilizzato, come luogo di spaccio, anche il centro di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo. Il giro d’affari è stato stimato in oltre 500 mila euro.

Ieri , nella seduta del Consiglio comunale, riunito dopo oltre 10 giorni per parlare esclusivamente di PRG, c’è stata la richiesta, da parte di un assessore, di rinviare la seduta di una settimana per permettere la riflessione sulle direttive generali.  Nella votazione del rinvio è caduto, però, il numero legale e quindi la seduta verrà riconvocata oggi: si presenterà qualcuno?

La seduta veniva da altri rinvii, sedute cadute, rimproveri della maggioranza all’opposizione che DEVE mantenere il numero legale con la palesata possibilità per la maggioranza  di chiudere gli interventi in mancanza del numero legale per passare direttamente al voto e mettere l’opposizione alle corde nella seduta di prosecuzione.

Ieri sera, dopo l’esposizione delle direttive da parte dell’assessore al ramo, sono apparsi i primi timidi segnali di perplessità, in particolare sulla parte della proposta che modifica la zona di viale delle Dune. Così, dopo avere cercato il voto, ora, anche e soprattutto da parte di chi DEVE votare, si cerca di capirne di più. Era possibilità del Consiglio aprirsi alla condivisione confrontandosi con associazioni e professionisti sugli argomenti del PRG, possibilità che non è stata colta e ieri, tanto per cambiare, sembrava che la presidenza mi desse la colpa, di non averlo detto prima in consiglio (e che me li leggo solo io gli atti?).

Quindi se fino a qualche giorno fa sembrava tutto bellissimo e si era pronti per il voto, ora spuntano le perplessità e non si può nemmeno dire che esistono, negli step della procedura di approvazione, occasioni di confronto.

Come al solito il consiglio non è mai coinvolto dall’amministrazione ma deve solo ratificare quanto deciso. A mio avviso il lavoro sull’approvazione delle direttive generali doveva coinvolgere i consiglieri anche fuori dall’aula ma, fin dall’inizio, è stato caratterizzato da un “al voto, al voto”.

Probabilmente qualcuno, per compiacere l’amministrazione, ormai anche abbastanza “spregiudicamente”, da questa impronta alle sedute, convocate solo al fine di approvare gli atti indispensabili per l’ente e/o che vengono dalla giunta. Gli ordini del giorno languono e non si allungano solo perché, ormai, si è capito che è inutile aggiungere atti che, probabilmente, non verranno mai votati.

A proposito di votazioni, ieri per la commissione sui debiti fuori bilancio, che si avvia ad essere una mera “contatrice” di debiti per indicare la proporzione fra le varie tipologie, si è votata presidenza e vice presidenza. Hanno  fatto saltare, la settimana scorsa, la prima votazione, invocando la democrazia perché eravamo solo 3 su 5, ma in realtà dovevano semplicemente trovare il tempo  di mettersi d’accordo. 

E così ho saputo del risultato della votazione prima della votazione, perché hanno anche fatto circolare la notizia. I nuovi presidente e vice presidente, hanno grossissime difficoltà a partecipare alle sedute (uno vive addirittura a 1000 km di distanza), però, dopo essersi proposti per l’elezione come membri ora sono “stati proposti” anche per “guidare” i lavori, come al solito si guarda all’onore piuttosto che all’onere che dovrebbe garantire un risultato.

Tanto sono tranquilli per la segretezza dei lavori che non permetterà nemmeno le sostituzioni .

Attenzione: il contenuto sarà secretato ma non lo sarà la mancanza di contenuto.

Ad Agrigento alla fermata degli autobus in Piazzale Rosselli, una coppia di romeni, un uomo di 28anni e una donna di 22 anni avrebbero picchiato una loro connazionale di 29 anni.

Finita in ospedale per le varie lesioni la giovane ha denunciato tutta alla Polizia di Agrigento, raccontando dell’aggressione ai poliziotti che hanno subito acquisito le immagini di video sorveglianza e sono riusciti ad individuare i due aggressori.

A quanto pare – stando alle investigazioni realizzate dai poliziotti della sezione Volanti – la ventinovenne romena sarebbe stata picchiata perché aveva chiesto loro di restituirgli i soldi, qualche centinaio di euro, che gli aveva prestato in precedenza.

La coppia è stata denunciata, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica, e dovranno rispondere, adesso, dell’accusa d’aver provocato lesioni lievi.

 
I carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento hanno arrestato un 17enne perché trovato, in seguito a perquisizione, in possesso di ben 77 dosi di hashish pronte per essere spacciate.
 
I carabinieri lo hanno sorpreso all’interno di uno stabile di sua pertinenza.

Il diciassettenne è stato così posto agli arresti e trasferito al carcere minorile Malaspina di Palermo. L’accusa a suo carico è di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

 

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, con decreto del 18 aprile scorso, ha sciolto il Consiglio comunale di Sommatino, in provincia di Caltanissetta, e ha nominato Giovanni Cocco quale Commissario Straordinario fino alla scadenza naturale del Consiglio, nel 2022. E ciò per la mancata e tempestiva approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato. Contro tale provvedimento di scioglimento hanno proposto ricorso, tramite gli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, i consiglieri Angela Cocita, Simona Bennici, Salvatore Letizia, Giuseppe Cigna, Daniele Pirrello e Nicola Scarlata. Gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno censurato il Decreto di scioglimento perché adottato (a differenza di quanto avvenuto in casi analoghi per i Comuni di Aragona e Giarre) senza osservare le modalità delle norme dell’Ordinamento degli Enti locali secondo cui lo scioglimento del Consiglio comunale – per mancata adozione del bilancio di previsione o di atti equiparabili come il bilancio stabilmente riequilibrato – è solo eventuale ed è, comunque, preceduto dalla convocazione, da parte di un Commissario appositamente nominato, di una seduta consiliare e dall’assegnazione di un termine ai consiglieri “per la necessaria approvazione che deve avvenire entro il termine massimo di 30 giorni dalla convocazione”. Gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno inoltre rilevato l’illegittimità del provvedimento di scioglimento in quanto adottato in assenza delle opportune garanzie procedimentali e nonostante il ritardo nell’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato fosse giustificato da specifiche esigenze. Il Tar Sicilia, ritenendo fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Impiduglia, ha sospeso l’esecuzione del provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale di Sommatino. Pertanto i Consiglieri comunali di Sommatino potranno subito reinsediarsi nelle loro cariche.