Home / Articoli pubblicati daRedazione Ag (Pagina 22)

“A nome di tutta l’amministrazione mi devo complimentare con ognuno di voi per l’impegno e il grande senso di responsabilità verso l’ambiente”. Lo dice il sindaco di Aragona, Peppe Pendolino dopo avere constatato che il centro agrigentino ha chiuso il primo semestre 2021 con la media del 71,5 % di rifiuti differenziati. Possiamo ancora migliorare – continua Pendolino – e sono sicuro che sarà così visto il vostro impegno.
Un ringraziamento va anche agli operatori ecologici che svolgono servizio ad Aragona e bacchettano senza indugio chi non rispetta le regole.
Sul fronte dei rifiuti anche come Amministrazione di concerto con gli uffici competenti è stato fatto davvero un lavoro importante, noterete che da circa due anni infatti non si registrano scioperi o interruzioni del servizio (salvo cause di forza maggiore)”.

LegaCoop Sicilia coordinamento Agrigento – Palermo – Trapani, interviene, tramite il coordinatore, Domenico Pistone, nel merito dell’utilizzo in Sicilia e nel Sud Italia dei fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e afferma: “Il Piano rappresenta certamente, attraverso le ingenti risorse messe a disposizione dall’Europa, una straordinaria occasione per fare dell’Italia un paese autenticamente moderno, capace di affrontare la sfida della transizione ecologica, per ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche e soprattutto per eliminare il gap infrastrutturale, economico e sociale tra il nord ed il sud del Paese. Ebbene, molti Comuni del sud, siciliani compresi, sono in grave crisi finanziaria e dispongono di poco personale per provvedere a redigere i necessari progetti per sfruttare i fondi. Vi è il rischio, come appena evidenziato dallo Svimez, di essere tagliati fuori dai finanziamenti del Pnrr, a danno di 14 milioni di cittadini del Mezzogiorno che vivono già in contesti di pessima qualità della vita. Chiederemo ai Comuni un confronto per capire su quali progetti puntare, favorendo una proficua collaborazione tra associazioni di categoria ed Enti locali”.

A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato un romeno di 22 anni, S D sono le iniziali del nome, residente a Ribera, inseguito dal maggio scorso da un ordine di arresto per scontare la pena di 5 anni e 1 mese di reclusione a seguito di gravi reati contro il patrimonio commessi a Sciacca e Ribera tra il 2017 e il 2019. E’ stato un carabiniere libero dal servizio a riconoscere il ricercato, intento a rientrare nel suo domicilio. Ha telefonato ai colleghi che hanno circondato l’abitazione, per evitare la fuga, e lo hanno arrestato e trasferito nel carcere di Sciacca.

La Polizia Ferroviaria è stata impegnata in accurati controlli in tutta la Sicilia. Sono stati interessati dall’operazione 11 treni, con 3.268 persone controllate. Ad Agrigento la Polfer ha denunciato, per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, un immigrato dal Gambia giunto in città a bordo di un treno proveniente da Palermo nonostante gli fosse già stato applicato dal Tribunale di Agrigento il divieto di dimora nella provincia agrigentina. E a Palermo è stato denunciato un italiano per il furto aggravato di un sanificatore contenuto nello zainetto di un addetto alle pulizie, colto in un momento di distrazione. Il ladro è stato incastrato dalla visione immediata delle immagini della video-sorveglianza. La refurtiva è stata restituita. E ancora a Palermo un giovane immigrato dalla Guinea è stato ricondotto in un Centro d’accoglienza da cui si era allontanato.

I Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, della Tenenza di Ribera e della Compagnia di Sciacca sono stati impegnati in un serrato controllo del territorio a Ribera. E’ stato arrestato ai domiciliari un uomo di 26 anni incensurato, di Ribera, sorpreso in località Seccagrande in possesso di 2 grammi di cocaina e 1 grammo di hashish. A casa sua sono stati rinvenuti e sequestrati altri 15 grammi di cocaina, 2 bilancini di precisione, e 2 proiettili. Poi, sono state elevate sanzioni amministrative per oltre mille euro a carico di diversi automobilisti, per varie violazioni al Codice della Strada. Quattro di loro sono stati sorpresi ubriachi alla guida, e due, una donna di 28 anni e un uomo di 19 anni, di Ribera, sono stati anche denunciati.

Ad Agrigento un incendio di origine accidentale, ovvero un mozzicone di sigaretta ancora acceso, è insorto in via Pirandello a danno di un ristorante, il “Terracotta”, nei pressi della chiesa di San Pietro. Nottetempo, intorno alle ore 4, Gianni Dalli Cardillo, gestore nella zona del bar “Portapò”, allarmato da un botto e accorgendosi delle fiamme all’interno del ristorante, ha telefonato al 112. Il tempestivo intervento dei Vigili del fuoco del Comando provinciale ha scongiurato il peggio. I danni sono limitati. L’esplosione ha frantumato i vetri di una finestra, e ha bruciato un tavolo, delle sedie e una tenda.

A Licata una pesante intimidazione è stata perpetrata tra le vie Roma e Filippo Re Capriata a danno di un’agenzia di onoranze funebri. Contro una vetrata esterna sono stati sparati due colpi di pistola. Il titolare si é accorto dei fori e ha telefonato ai Carabinieri, adesso impegnati nelle indagini, coordinati dalla Procura di Agrigento. Il personale della Scientifica ha acquisito diversi reperti, che, tra l’altro, saranno sottoposti agli esami balistici in laboratorio. Al setaccio, inoltre, sono i filmati di alcuni impianti di video sorveglianza presenti nella zona.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, Sara Varazi, ha concluso la requisitoria nell’ambito dell’inchiesta anti-prostituzione cosiddetta “Semiramide”, che avrebbe sgominato un’associazione a delinquere dedita allo sfruttamento della prostituzione tra Romania, Reggio Calabria e Licata. Dunque, sono stati chiesti 9 anni e 6 mesi di reclusione per Gicu Radu, 42 anni, originario della Romania, ritenuto il promotore del business, poi 9 anni ciascuno per altri due romeni, Julian Bobeica, 33 anni, e Alessandru Hornet Razvan, 34 anni. Poi 7 anni e 6 mesi per Alessandro Polimeni, 42 anni, di Reggio Calabria, e 3 anni per Valentina Laura Enache, 32 anni, romena.

Le Segreterie Provinciali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, dopo aver esaminato la proposta di riforma del settore forestale, presentata dal Governo regionale, esprimono  forte preoccupazione e contrarietà per il testo approvato dalla giunta.

Dopo più di due anni di confronto con le OO.SS. al fine di arrivare ad un testo condiviso, con l’obiettivo di disegnare la forestale del futuro e dare maggiori certezze e dignità ai lavoratori, la Giunta Regionale approva un disegno di Legge che va’ nella direzione opposta, nessun investimento, nessun progetto, nessuna volontà politica di mettere in sicurezza il territorio e salvaguardare l’ambiente, nessun miglioramento per l’occupazione.

Siamo in presenza di una stagione estiva caldissima, e come Provincia stiamo pagando un prezzo carissimo per la mancata prevenzione nei boschi, o meglio, sui ritardi nell’avvio della campagna di pulizia dei viali parafuoco a causa della mancanza di risorse certe all’interno della Finanziaria, argomento denunciato in occasione dei presidi del 26 e 27 aprile presso gli uffici territoriali e le prefetture.

Quasi giornalmente assistiamo ad incendi che purtroppo si propagano per la mancata pulizia dei viali parafuoco all’interno delle aree boschive di Siculiana, Montallegro, Caltabellotta per infine citare il disastro avvenuto a Cianciana dove lo storico bosco di “Monte Cavallo” è andato distrutto, circa 800 ettaridi superficie boscata!

Di fronte a questa devastazione che ogni anno continua a colpire la nostra Regione, c’è da trovare quali e di chi siano le responsabilità, ma siamo fermamente convinti che l’unica arma per combatterla è quella di  mettere come prioritaria la difesa e la cura dell’ambiente e del territorio, in quanto ad oggi c’è stata una gestione della forestale condotta in assenza di obiettivi e di programmazione, episodica ed emergenziale, legata a dare una risposta occupazionale e disallineata alle reali esigenze colturali del bosco!

Assistiamo, invece, ad un Governo Regionale che con poche righe mette in campo un idea di Riforma che non va’ assolutamente in questa direzione:

1) blocco del turn-over, ossia l’unica possibilità ad oggi per un lavoratore di migliorare la propria posizione lavorativa; con il blocco del turn-over, tra l’altro, si estinguerà il contingente degli operai a tempo indeterminato.

2) Poca chiarezza sul “piano dei fabbisogni lavorativi annuale” che viene legato   all’elaborazione dei contingenti dei lavoratori!

3) Nessuna prospettiva futura per un ricambio generazionale, il che fa’ presupporre che la forestale pubblica va verso la sua morte naturale vista l’età media dei lavoratori.

4) Nessuna certezza né sulle risorse a disposizione, né sui tempi necessari per traguardare l’ipotesi del Governo di due fasce di lavoratori a 120 e 180 giornate.

Infatti si parla di risorse sul consolidato 2021 circa 235 milioni, metà delle quali dovrebbero arrivare da progetti extraregionali, ma soprattutto si parla di un taglio del 10% su queste risorse per rispettare l’Accordo Stato Regione per il ripiano del disavanzo;

Ci poniamo una domanda: ma quali risorse si potranno utilizzare per un aumento delle giornate dei lavoratori?

In quanti anni sarà possibile raggiungere l’obiettivo delle due fasce?

Forse quando i lavoratori forestali saranno tutti in pensione??

Siamo fermamente convinti che in assenza di investimenti una Riforma seria e credibile non sia possibile, e per questo motivo che giorno 23 luglio parteciperemo con una folta delegazione di lavoratori forestali della Provincia alla manifestazione che si terrà a Palermo davanti all’Ars, per sollecitare tutte le forze politiche affinché si possa realizzare un Riforma che faccia fronte in maniera più efficace alle urgenti necessità di tutela e gestione del territorio siciliano, e dare una vera prospettiva, dignità  e certezza economica ai lavoratori forestali siciliani partendo dalle proposte fatte dalle OO.SS. Confederali;

Lungo la strada statale 624, in territorio di Santa Margherita Belice, un poliziotto agrigentino di 33 anni, in servizio in un Commissariato a Palermo, si sarebbe suicidato sparando contro se stesso con la sua pistola d’ordinanza. E’ stato il padre, anche lui poliziotto, a cercarlo perché assente dal lavoro e a trovarlo cadavere all’interno dell’auto. La Procura ha disposto l’esecuzione dell’ispezione cadaverica prima della restituzione della salma ai familiari.