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Il prossimo 21 gennaio la sala del teatro Pirandello verrà intitolata a Pippo Flora, scomparso il 20 gennaio del 2022. Il Comune di Agrigento e la Fondazione Teatro Pirandello, in occasione della cerimonia di intitolazione, hanno organizzato “Canto della vallata”, una serata in onore del Maestro: alle 20.30 al Teatro Pirandello con la partecipazione di Gio’ Di Tonno, Graziano Galatone, Noemi Smorra, Cristian Gravina e il Coro Magnificat di Agrigento. Presenta Marcella Lattuca. Ingresso libero, previa prenotazione nel botteghino del Teatro (0922-590220). Sovrintendente per dodici anni del teatro di Agrigento, Flora ha allevato intere generazioni di artisti ed ha stretto un sodalizio artistico e umano con numerosi personaggi del mondo dello spettacolo. Il Maestro era considerato l’anima musicale e culturale della città. Fino all’ultimo aveva voluto rimanere a vivere, nella sua grande casa alla Rupe Atenea, “il posto più bello di Agrigento” diceva, con vista sulla Valle dei templi e sul mare. Qui traeva ispirazione per le sue celebri composizioni musicali tra cui “Il canto dell’alba” in omaggio al sorgere del sole, che in un certo senso è diventato “l’inno ufficiale” della Valle dei templi.

La vicenda della famiglia Mattson è quasi incredibile: padre e madre sono due professionisti finlandesi con 4 figli che, grazie al loro lavoro, possono spostarsi cercando di andare ad abitare in luoghi climaticamente e culturalmente attraenti.

Nell’agosto scorso – come racconta Siracusa News – si trasferiscono a Siracusa e iscrivono i loro figli a scuola.
Ma non passa molto tempo che si presentano i primi problemi, soprattutto per i due figli di 14 e 6 anni.

Loro cercano di “sopportare” la situazione e pensano che forse si tratti solo di ambientarsi, ma dopo un paio di mesi decidono di “fuggire” dalla Sicilia e di tornare in Spagna dove avevano già vissuto in precedenza.
E con una lettera aperta la signora Mattson spiega le ragioni della loro decisione.

Seduti tutto il giorno con piccole pause

Quando scopre che “la giornata scolastica si trascorre sulla stessa sedia dalla mattina fino a quando non si ritorna a casa” chiede ai figli: “Cioè non esistono pause dov’è permesso muoversi?”
“Solo piccole pause nella stessa classe” le rispondono i figli.
Ma lei scrive: “In Finlandia, gli studenti hanno una pausa di 15 minuti tra una lezione e l’altra, e lasciano l’aula per giocare insieme nel giardino/patio. Uno o due insegnanti li tengono d’occhio mentre sono fuori. La Finlandia si rende conto dei benefici di bambini che si muovono, giocano, urlano e corrono liberamente all’aperto per liberarsi delle energie in eccesso e prendere aria fresca, così da ottenere migliori risultati a scuola”.
E aggiunge ancora: “Un altro problema che ho notato: com’è possibile pensare che possano essere funzionali gli innumerevoli adulti che corrono a scuola ogni mattina e ogni pomeriggio? Il caos totale del traffico è pratico per le famiglie? In Finlandia i bambini (7-12 anni) vanno a scuola da soli; usano la bicicletta o vanno a piedi e se abitano a più di 5 km dalla scuola possono andare con il taxi/bus della scuola. Pranzano a scuola, poi tornano a casa da soli quando la giornata scolastica è finita. Volendo, il bambino può andare in un altro posto (come un club pomeridiano) fino a quando i genitori non lasciano il lavoro”.

fonte: la tecnica della scuola

Reginaldo Palermo

 

A Francofonte, in provincia di Siracusa, i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 42 anni ritenuto responsabile del tentato omicidio di un uomo di 47 anni avvenuto lo scorso 30 dicembre. Lui avrebbe sparato per vendicare l’aggressione subita dal figlio di 13 anni quattro giorni prima da parte di un coetaneo, figlio del 47enne, che lo avrebbe colpito alla testa con un sasso procurandogli una ferita alla nuca medicata al pronto soccorso. Come emerso anche dai video delle telecamere di sorveglianza nella zona, i due genitori avrebbero poi discusso tra di loro. Poi il 42enne avrebbe sparato due colpi che hanno raggiunto la vittima all’addome e alla schiena.

La Procura di Siracusa ha disposto il giudizio immediato a carico di Pippo Gianni, 77 anni, ex parlamentare regionale, sindaco di Priolo, nel Siracusano, dal 3 ottobre scorso agli arresti domiciliari per le ipotesi di reato di istigazione alla corruzione, tentata concussione, concussione, falsità materiale ed ideologica in atti pubblici. Gianni, sospeso dalla carica per effetto della legge Severino, avrebbe esercitato pressioni nei confronti di due aziende del Polo petrolchimico per assunzioni. L’ex assessore regionale, che si presenterà in tribunale il 10 marzo, ha sempre negato le accuse ricostruendo ai magistrati il contesto nel quale sono avvenuti i singoli episodi, e delineando i suoi rapporti con le aziende del Polo petrolchimico, imprenditori e funzionari comunali che sarebbero stati oggetto di “pressioni e minacce”.

Dallo scorso 29 dicembre a Sortino, in provincia di Siracusa, non vi è stata più traccia di un ex Carabiniere in pensione, Luigi Di Pietro, 58 anni. Il figlio Giuseppe ha lanciato l’allarme su Facebook: “Urgente. Stiamo cercando mio padre… Se qualcuno ha qualsiasi informazione mi faccia sapere per favore! E’ stato visto l’ultima volta giovedì 29 alle 13. Grazie”. Adesso Luigi Di Pietro è stato ritrovato cadavere. I Vigili del fuoco di Siracusa, che, insieme a forze dell’ordine e Protezione civile sono stati a lavoro nelle ricerche, hanno trovato il corpo in una zona impervia, poco distante dal centro abitato. Sono al vaglio diverse ipotesi: è stato vittima di un malore, oppure è scivolato, oppure si è suicidato.

Un sub palermitano di 65 anni, Fernando Scalici, è morto durante un’immersione nel tratto di mare antistante la costa di Bonagia, frazione di Valderice, in provincia di Trapani. A lanciare l’allarme sono stati altri sub insieme a lui, a circa un miglio dal porticciolo di Bonagia. Lo hanno sollevato a galla e poi issato sulla loro imbarcazione. Immediato è stato l’intervento del 118 ma Scalici è giunto morto a terra. La Procura della Repubblica ha avviato un’inchiesta, delegando gli accertamenti alla Guardia Costiera.

Minacce, insulti e vere e proprie aggressioni fisiche, messi in atto dall’ottobre scorso, per costringere la famiglia affittuaria a lasciare l’abitazione prima della fine del contratto di locazione, in scadenza a fine febbraio del 2023. Protagonista una 34enne di Canicattì, che voleva liberata la residenza prima del tempo. Dopo alcuni episodi di violenza, la locataria, una quarantaduenne di Canicattì, s’è rivolta ai poliziotti del Commissariato cittadino, per denunciare quanto è stata costretta a vivere lei e la sua famiglia.

Le ipotesi di reato configurate sono: minacce, lesioni personali, violenza privata e violazione di domicilio. In un’occasione la proprietaria dell’abitazione, attraverso il balcone, sarebbe entrata nella residenza data in affitto e ha iniziato a spintonare, facendola finire per terra, la quarantaduenne. Sarebbe stata, inoltre, bloccata da due operai perché la donna pare che abbia anche cercato di scagliare contro l’affittuaria il televisore, dopo averle lanciato addosso un tavolino, per fortuna senza colpirla.

Ancora cadaveri affiorano nel mare a ridosso di Lampedusa. Dopo il corpo di un migrante ripescato giovedì scorso 5 gennaio, adesso è emerso a galla, ed è stato recuperato al largo da un peschereccio italiano, il cadavere di una donna. La salma è saponificata e manca di mani e piedi. Sarebbe stata in mare da parecchio tempo. E’ stata trasportata al porto di Lampedusa e poi trasferita alla camera mortuaria dove vi sono i tre cadaveri recuperati venerdì scorso dopo il naufragio avvenuto a oltre 30 miglia dall’Isola.

Con fuochi d’artificio, palloncini in cielo e un volo di colombe bianche sono stati celebrati i funerali a Termini Imerese di Patrizia Rio, la bambina di 4 anni travolta e uccisa da un’automobile venerdì scorso 6 gennaio lungo via Manzoni, in contrada Chiarera. Ad investire la bimba è stata una donna di 51 anni alla guida di una Fiat 600, adesso indagata per omicidio colposo. La bara, seguita dal sindaco Maria Terranova, dalla giunta e dall’intera cittadinanza, è stata prima condotta a Termini bassa, in piazza Marina, dove la piccola Patrizia è stata solita giocare ogni giorno. Poi il carro funebre è ritornato per i funerali a Termini alta, nella Chiesa Madre. Ad officiare la messa è stato padre Antonio Todaro. Patrizia è stata sepolta nel cimitero della città, al fianco della nonna, anche lei Patrizia.

Finanziaria e Bilancio prossimi all’esame all’Assemblea Regionale ma ancora non approvato il preliminare Documento di economia e finanza. De Luca: “Inevitabile l’esercizio provvisorio fino a marzo”.

Il leader di “Sicilia Vera – Sud chiama Nord”, Cateno De Luca, non usa mezzi termini: “Tra le fila del governo regionale vi sono dilettanti alla sbaraglio. Hanno trasmesso Finanziaria e Bilancio all’Assemblea Regionale ma prima si sarebbe dovuto approvare l’essenziale Documento di economia e finanza regionale. Dall’inizio della legislatura questo Governo le ha sbagliate tutte!”. E più nel dettaglio il già candidato presidente della Regione spiega: “Ancora una volta il Governo regionale dimostra di non avere le conoscenze basilari per poter amministrare la Sicilia. Ho invitato il presidente del Parlamento siciliano, l’onorevole Gaetano Galvagno, a restituire al Governo Schifani i disegni di legge recentemente trasmessi all’Assemblea Regionale, ovvero la Finanziaria 2023-2025 ed il Bilancio di previsione della Regione per il triennio 2023-2025. Infatti, il Parlamento non ha ancora proceduto all’esame e all’approvazione del Documento di economia e finanza regionale per gli anni 2023-2025, fondamentale documento di programmazione legalmente necessario per la predisposizione dei disegni di legge della Finanziaria e del Bilancio” – conclude. Il Documento è stato approvato dalla Giunta Musumeci a giugno ma, nonostante sia giunto in Assemblea, non si è ancora proceduto alla relativa assegnazione e trattazione nelle Commissioni parlamentari competenti. E De Luca ribadisce: “Eppure questo Governo e la presidenza dell’Assemblea dovrebbero sapere che l’approvazione del Documento da parte del Parlamento siciliano è tappa imprescindibile del percorso di programmazione economico-finanziaria della Regione. Adesso il presidente Galvagno, in quanto garante del rispetto delle norme e del Regolamento interno dell’Assemblea Regionale, solleciti il Governo Schifani ad aggiornare il Documento approvato dal Governo Musumeci, e poi ad assegnare alle Commissioni parlamentari il relativo testo così da proseguire con il dibattito e l’approvazione in Aula prima che nelle stesse Commissioni inizi l’esame della Finanziaria e del Bilancio, del quale ho già chiesto la sospensione”. Poi, in prospettiva, Cateno De Luca, per adempiere a tutto ciò ritiene insufficiente un solo mese di esercizio provvisorio già deliberato fino al 31 gennaio, e afferma: “E’ chiaro che a questo punto l’esercizio provvisorio dovrà essere approvato con termine fissato al 31 marzo. Non riteniamo infatti soddisfacente il termine del 31 gennaio che aveva già previsto il Governo Schifani. Non consentiremo nessun balzo in avanti. Pretendiamo chiarezza e rispetto delle regole”.

Giuliana Miccichè