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Ad Agrigento, domani, martedì 12 ottobre, al Monastero di Santo Spirito, alle ore 10:30, sarà presentato in conferenza il progetto intitolato “Sicurezza vera”, ideato da Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici Esercizi, in collaborazione con il Gruppo Donne Imprenditrici della Fipe, e Polizia di Stato. Il progetto “Sicurezza vera” ha il fine di incrementare i livelli di sicurezza delle donne, individuando strategie e modalità sempre più efficaci e nuove per diffondere la cultura di genere, coinvolgendo la rete dei Pubblici Esercizi,
realtà capillari e luci sul territorio, per far sì che ne ne diventino i principali divulgatori e promotori.

“Quanto successo a Roma durante la protesta, legittima, di migliaia di lavoratori che non hanno più fiducia nell’attuale classe politica al governo è da condannare senza se e senza ma.

Il Sinalp ha da subito denunciato e condannato le violenze di alcuni delinquenti che hanno approfittato di una legittima e pacifica protesta per scatenarsi nella devastazione.

Fin dall’inizio di questa pandemia come sindacato siamo sempre stati favorevoli alla vaccinazione degli italiani e vogliamo che questo percorso porti il prima possibile alla ormai tanto agognata “normalità” della nostra società.

Purtroppo il Governo, nei fatti, invece di dare sicurezza e certezze agli italiani, ha fatto di tutto per infondere dubbi e paure.

Il Governo Draghi, ma anche il precedente, ha imbarcato, come esperti, tutto quello che poteva, creando un cortocircuito mediale che ha dato vita ed alimentato un fronte civile, che cresce giornalmente di numero, che non ha più alcuna fiducia nelle scelte e nei provvedimenti imposti.

Purtroppo quanto è successo a Roma non è stato capito a fondo o non si è voluto capire, ed alcune forze politiche, che sostengono il Governo Draghi, invece di chiedersi perchè milioni di italiani, sono apertamente contrari a come è stata gestita questa pandemia e per ultimo, all’imposizione del green pass come certificazione obbligatoria per vivere e lavorare, fanno dichiarazioni buone solo ad infiammare ancora di più gli animi.

Dichiarare che gli oltre 10.000 italiani che si erano riuniti pacificamente a Roma sono tutti fascisti o inneggianti a tale dittatura è da incoscienti, accusare tutti i manifestanti di voler destabilizzare le regole democratiche alla base della nostra democrazia è da mentitori consapevoli di mentire.

Dal 15 ottobre entrerà in vigore il DECRETO-LEGGE 21 settembre 2021, n. 127 che imporrà a circa 23 milioni di lavoratori, sia  nel settore pubblico che in quello privato, l’obbligo del Green Pass per poter lavorare.

Chi non accetta questa imposizione, sicuramente poco democratica per non dire dittatoriale, sarà escluso dal lavoro e quindi dal sistema produttivo della Nazione.

Ma non soddisfatti di questa aperta violazione dei diritti basilari di ogni Nazione che si dichiari democratica, si impone anche, che questo lavoratore “reprobo” rimanga senza stipendio condannando alla disperazione anche la sua famiglia.

Come Sindacato non possiamo assolutamente permettere che una legge liberticida condanni alla “morte sociale” tutti quei cittadini che non hanno il Green Pass.

Se ciò avverrà il sindacato sarà in prima linea nella difesa del diritto al lavoro e del diritto alla libertà dei lavoratori.

Tra l’altro ricordiamo a tutti noi che se ciò avvenisse tutto il sistema economico che regge la nostra Nazione, collasserebbe, distruggendo quanto di buono fatto dal dopoguerra ad oggi.

Basti pensare che se si bloccasse la filiera distributiva dei beni e dei servizi assisteremo ad una crisi spaventosa che metterà in ginocchio l’Italia e sarà probabilmente una crisi irreversibile.

Chiediamo al Governo Draghi ed ai partiti che lo sostengono, di riflettere su tutto quanto sta accadendo e di agire di conseguenza senza pregiudizi, ma con la mente libera da preconcetti ideologici che ormai non esistono più se non in piccolissime sacche di nostalgici.

Ci auguriamo che il nostro Presidente, On. Mattarella, si faccia promotore, per il bene della Nazione, di nuove soluzioni condivise tra l’intero popolo italiano ed il Governo Draghi.

Siamo certi che prevarrà il buon senso delle Istituzioni e che non sarà cavalcata l’arroganza ideologica tanto cara ad alcuni partiti di governo.

In ogni caso come Sinalp abbiamo già organizzato il nostro ufficio legale di via G. Serpotta 53 Palermo tel. 091333195, per affrontare e difendere al meglio i lavoratori ed i loro datori di lavoro, che saranno costretti a subire questa legge liberticida”.

Tutto quanto è in un comunicato ufficiale del Sinalp.

A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza, nel corso di mirati servizi di pattugliamenti antidroga, hanno arrestato un uomo di 24 anni immigrato dall’Algeria sorpreso in possesso di un panetto di hashish del peso di 95 grammi. I militari sono stati insospettiti dall’atteggiamento guardingo dell’africano, e lo hanno sottoposto a perquisizione personale. Ed è stato rinvenuto il panetto di hashish occultato tra gli indumenti. All’interno di un suo zaino sono state trovate due confezioni di medicinali antiepilettici/ansiolitici contenenti 112 pasticche, detenute senza alcuna prescrizione medica. Tali farmaci solitamente sono assunti per il loro effetto stupefacente agendo sul sistema nervoso centrale. Lui è stato trasferito nel carcere di Ragusa. La droga e i medicinali sono stati sequestrati per essere sottoposti alle analisi di laboratorio.

Partita a senso unico al Palamoncada, la Fortitudo vince e convince contro Formia vincendo con il punteggio di 101-43. I ragazzi di coach Catalani sin da subito mettono il match in una sola direzione conducendo il primo parziale per 23-15 ed il secondo con un perentorio 29-4. Molti cambi hanno permesso una rotazione di tutti i giocatori ed i giovani hanno avuto spazio per provare nuovi schemi ed avere un minutaggio maggiore. Un gradito ritorno sul parquet di Santiago Bruno e Nicolas Mayer ha permesso di recuperare energie e gli acciacchi reduci da due infortuni. Rimane combattuto il terzo quarto, Formia tira fuori l’orgoglio e cerca di rientrare in partita ma ormai è troppi tardi e la Fortitudo prende ulteriormente il largo. Il quarto parziale di gioco è una partita a senso unico ed i giovani della prima squadra conducono con convinzione e fanno divertire i tifosi presenti. Finisce 101-43 e primi due punti del campionato.

Ad Agrigento i Carabinieri del Nucleo radiomobile, impegnati in mirati servizi antidroga nel territorio cittadino, hanno sottoposto a ispezione, in via Imera, un’automobile Mercedes. Il conducente è risultato positivo all’accertamento con l’etilometro. Dal test è emerso un tasso alcolemico nel sangue pari a 1,03 grammi per ogni litro di sangue, ovvero il doppio della soglia consentita. Lui, 26 anni, di Porto Empedocle, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza, e gli è stata ritirata la patente. Lo stesso è avvenuto in piazza Stazione, dove è stato sorpreso un uomo di 28 anni di Agrigento alla guida di una Fiat Panda con un tasso alcolemico di 0,80 grammi per litro di sangue.

Al confine tra Agrigento e Favara, lungo la strada statale 122, è accaduto che un’automobile Audi A4, per cause in corso di accertamento, si è ribaltata. Il conducente, illeso, ha ritenuto di allontanarsi dal luogo del sinistro e tornarsene a casa come se nulla fosse. E’ stato successivamente rintracciato dai Carabinieri, accorsi sul posto, insieme ai Vigili del fuoco, dopo alcune segnalazioni al 112. Lui, l’uomo alla guida, 34 anni, di Favara, sottoposto all’etilometro è risultato sobrio. Ha spiegato di avere intenzione di recarsi a prelevare l’automobile l’indomani mattina con un carro attrezzi.

Aggiornamento sull’affluenza alle urne nella prima giornata di voto nei sei comuni della provincia di Agrigento. Il dato fa riferimento alle ore 22 del 10 ottobre.  Le urne si riapriranno domani dalle 7 alle 14.

A Canicattì ha votato il 41,88 % pari a 13729 elettori. Rispetto alle scorse elezioni si registra un calo del  22,07%.

A Favara – alle ore 22– sono stati 16586 i cittadini a recarsi alle urne pari al 46,56 %. Anche in questo caso, rispetto alle passate elezioni, si registra un calo del 14,75%.

A Montallegro sono state 1501  le persone che hanno già votato pari al 40,51% (-7,59% rispetto alla scorsa tornata).

A Montevago  con 1661 che si sono recati alle urne pari al 54,21% (-14,60% rispetto alle passate elezioni).

A San Biagio Platani 1.696 persone si sono recate alle urne pari al 29,80% (-12,33%).

In totale su 97 319 elettori, nella giornata di oggi si sono recate alle urne 42546 gli agrigentini che hanno già votato 43,72%.

Più risorse per le future mamme delle isole minori siciliane. L’assessorato regionale alla Salute, con il decreto 1022/21, ha rifinanziato e incrementato il fondo grazie al quale potrà essere richiesto il bonus per partorire nelle strutture del Sistema sanitario regionale.
Un contributo che da un massimo di tremila euro, come previsto precedentemente, passa adesso a cinquemila euro.
La misura rientra in una più ampia azione del governo Musumeci per la tutela e il sostegno degli arcipelaghi siciliani e ha l’obiettivo di assicurare parità di diritti alle donne che vivono nelle isole minori e che per partorire, in caso di assenza di un punto nascita nel comune di residenza, sono costrette a trasferirsi e a sostenere costi extra.
Per accedere al contributo occorre avere due requisiti: essere residenti in un Comune di un’isola minore siciliana in cui è assente, anche temporaneamente, un punto nascita e avere partorito in una struttura autorizzata del Servizio sanitario regionale. Quest’ultimo requisito ricorre anche in caso di interruzione di gravidanza verificatasi dopo il centottantesimo giorno dall’inizio della gestazione e nell’ipotesi di bambino nato morto o deceduto dopo un breve lasso di tempo.
Il contributo può essere richiesto entro 60 giorni dal parto, compilando l’apposito modello e l’autocertificazione da inviare, tramite Pec, al protocollo generale del Comune di residenza. Il beneficio economico è esteso anche alle mamme che hanno partorito nel periodo tra l’1 gennaio 2019 e il 31 dicembre 2020. Nel dettaglio, chi ha partorito dal 1 gennaio 2021 può presentare l’istanza entro 60 giorni dalla pubblicazione del Decreto, mentre è da considerarsi valida, in sanatoria per l’anno 2021, l’istanza presentata in data antecedente la pubblicazione nel caso sia stata già acquisita al protocollo del Comune.

E’ fissata per il prossimo 10 novembre, al tribunale fallimentare di Palermo, l’udienza dei creditori delle società Girgenti Acque e Hydortecne per l’esame dello stato passivo. Il giudice delegato in quella sede deve decidere su ciascuna domanda, nei limiti delle conclusioni formulate ed avuto riguardo alle eccezioni del curatore, a quelle rilevabili d’ufficio ed a quelle formulate dagli altri interessati. Si tratta del primo passaggio tecnico dopo la dichiarazione dello stato di fallimento avvenuta lo scorso mese di giugno per le società che erano state colpite entrambe da interdittiva antimafia nel 2018.

I tre curatori fallimentari nominati dal tribunale hanno fin qui lavorato e lavoreranno ancora per predisporre il piano di liquidazione, la formazione del progetto di stato passivo, le comunicazioni ai creditori ed ai titolari di diritti sui beni del fallito. Una prima udienza, poi differita, era stata programmata lo scorso 8 settembre. Sono state calendarizzate anche le udienze di verifica, programmate per il 22 dicembre 2021 e il 9 febbraio 2022. Previste anche le tre date per la prosecuzione della verifica delle domande tempestive, il 23 marzo, il 4 maggio e il 22 giugno.

“Ad oggi – ci riferisce uno dei tre curatori fallimentari Vittorio Viviani (gli altri due sono Giovanni Battista Coa e Filippo Lo Franco) – i creditori che hanno presentato domanda con cui si chiede di ammettere il proprio credito al passivo, sono 415 per Girgenti Acque e 198 per Hydortecne. Dal 10 novembre cominceremo l’esame dello stato passivo attraverso un programma di 50 creditori alla volta”. Il debito complessivo non è al momento esattamente quantificabile: “Lo sapremo con esattezza dopo le verifiche – aggiunge Viviani – le indicazioni secondo i bilanci com’è ormai noto superano comunque i 100 milioni di euro”.

Il legale che fa parte del gruppo dei tre curatori fallimentari ci conferma ciò che ieri abbiamo scritto in un precedente articolo in relazione agli utenti del servizio idrico che hanno ricevuto bollette a credito nell’ultimo conteggio della gestione commissariale prima dell’insediamento dell’Azienda Idrica Comuni Agrigentini. I tantissimi piccoli creditori (con la restituzioni del deposito cauzionale tante famiglie si sono visti recapitare una bolletta con importo a credito che in gran parte è di poche decine di euro) finiranno nel corposo elenco dei creditori. Per richiedere i rimborsi dovranno presentare anche loro domanda di ammissione al passivo. Purtroppo molti dovranno dire addio a quanto loro dovuto: le domande di ammissione al passivo in una procedura di fallimento si deve fare con ricorso da depositare presso la cancelleria del Tribunale competente almeno 30 giorni prima dell’udienza fissata per l’esame dello stato passivo. Ciò vuol dire che si deve fare entro l’11 ottobre, cioè domani, tempi dunque impossibili da rispettare.

Le bollette sono arrivate pochi giorni fa e chissà chi avrà la voglia di impegnarsi in questa corsa contro il tempo. E non finisce qui: “Anche gli utenti che faranno domanda saranno sottoposti a verifica – ci dice ancora l’avvocato Viviani – dobbiamo accertare se non ci sono morosi”.

 “Il mio plauso all’assessore regionale del Turismo, Manlio Messina, e al capo della segreteria particolare, Raoul Russo che, con il loro operato, hanno dimostrato come la correttezza sia un elemento imprescindibile della politica di Fratelli d’Italia”.

Così Rossana Cannata, deputata regionale di Fratelli d’Italia, che aggiunge: “Da vicepresidente della commissione Antimafia e anticorruzione, inoltre, sostengo appieno la scelta di denunciare perché, nella politica come in qualsiasi altro ambito, il coraggio e la schiena dritta sono la bussola del giusto modo di agire”.

“È questa la Sicilia che ci piace. È questa la classe politica che vogliamo. Coerente, determinata, coraggiosa, onesta. Dopo anni in cui tangenti e corruzione sono state al centro della cronaca – aggiunge la parlamentare – oggi è la denuncia del malaffare a essere notizia. E non possiamo che essere fieri ed orgogliosi dell’assessore di Fratelli d’Italia che, con il suo gesto, ha lanciato un monito inequivocabile: non si torna indietro, non c’è più spazio per equivoci, non è più tempo di lusinghe. È il momento di lavorare per la Sicilia – conclude l’on. Rossana Cannata – e per i siciliani, come ha dimostrato con i fatti l’assessore Messina”.