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Con ordinanza emessa l’11/01/2021 il TAR Sicilia Palermo, Sezione II, ha accolto la sospensione cautelare richiesta con ricorso proposto avverso un provvedimento di annullamento di interventi edilizi compiuti in virtù della SCIA in un immobile sito in Viale delle Dune della città.

La ricorrente S.D., con segnalazione certificata di inizio attività, aveva comunicato l’inizio dell’attività di alcuni interventi minori in un immobile di sua proprietà.

Poiché l’immobile ricadeva nella sottozona G2 del PRG vigente il Comune di Agrigento malgrado fossero decorsi i termini di cui al combinato disposto degli artt. 19, comma 6 bis della Legge 241/1990 e 23, comma 6 del D.P.R. 380/2001, così come recepito in via dinamica dall’art. 1 dalla L.R. n. 16/2016 disponeva l’inefficacia della predetta SCIA in quanto a suo dire gli interventi indicati non sarebbero stati assentibili essendo la zona G2 oggetto del futuro “Piano Quadro”.

Avverso tale provvedimento ha proposto ricorso la predetta S.D. con il patrocinio dell’avv. Vincenzo Caponnetto deducendo intanto l’illegittimità dell’asserito vincolo del citato “Piano Quadro” non essendo lo stesso uno strumento ostativo allo jus edificandi specie in relazione alla natura degli interventi compiuti che ai sensi dell’art. 33 delle norme di attuazione dello strumento urbanistico non sono assolutamente vietati.

Nel citato ricorso il difensore si è soffermato sulla inefficacia del “Piano Quadro” che non può essere considerato né vincolo conformativo né vincolo di localizzazione e che in ogni caso tale “Piano Quadro”, fino a quando non è compiuto, non vieta le attività espressamente consentite dall’art. 33 delle norme di attuazione del P.R.G. vigente.

Il Tribunale Amministrativo aveva richiesto al Comune chiarimenti sulla disciplina di cui all’art. 33 delle norme di attuazione del PRG, che però non sono stati rimessi. E pertanto, attesi i profili di fondatezza dedotti sulla tardività di dichiarazione di inefficacia della SCIA di cui all’art. 19, comma 6 bis Legge 241/90 in tema di attività edilizia ha accolto la sospensione cautelare richiesta, rinviando ogni deduzione sulla legittimità ed efficacia del Piano Quadro, alla decisione di merito.

Agrigento, 16 gennaio 2021

L’emergenza economica che sta colpendo in modo drammatico la nostra piccola e media impresa, ci ha visto obbligati a proporre al Governo regionale alcuni suggerimenti che, a nostro avviso, possono dare un poco di ossigeno alle imprese siciliane.

A fare eco a Confcommercio è il presidente Alfonso Valenza che ricorda le parole del Papa come monito per tutti.

Dalla pandemia si esce con la “vicinanza“, con il “saper ascoltare” gli altri e mettere da parte “l’io” e lasciando così spazio al “noi“. In questi mesi di emergenza – dice Valenza –  abbiamo sentito tanti messaggi, ma il messaggio di grande valore è quello che Papa Francesco rivolge al mondo attraverso una intervista esclusiva rilasciata al nostro validissimo conterraneo Fabio Marchese Ragona, giornalista Mediaset, e andata in onda domenica sera, 10 gennaio, al termine del Tg5.

Come è noto – ricorda il presidente di Confcommercio – in seguito alle misure emanate per fronteggiare la diffusione del Coronavirus in Sicilia, si sta generando un rischio chiusura di tante imprese, che non possono e non potranno far fronte agli impegni presi con fornitori, con i dipendenti e con la tassazione.

Siamo convinti che alcune di queste nostre proposte potranno creare un effetto domino su tutta la filiera commerciale e su tutto il comparto Turismo, oggi bloccato del tutto.

Occorre far rinascere in tutti i sensi la piccola e media impresa, vero motore dell’Italia e della nostra Regione.

Il momento è drammatico, simile ad una guerra e dunque occorre un intervento economico importante, un intervento straordinario.

Valenza ha sottoscritto le richieste che Confcommercio Sicilia ha inviato al governo regionale siciliano.

  • Defiscalizzazione e decontribuzione dei dipendenti;
  • Riprendere la spesa dei fondi europei per le aziende che aspettano ancora di ricevere i finanziamenti europei;
  • Recuperare i fondi europei ancora NON SPESI e rimetterli nel mercato in favore delle imprese;
  • Prevedere un piano di ristori tempestivi e adeguati non più basato sui codici ateco ma sulle cadute di fatturato. Prevedere moratorie fiscali più ampie e più inclusive fino all’esonero totale, per le imprese più penalizzate, come già deciso nell’ultimo Ristori Quater del governo durante il precedente lockdown.
  • E’ necessario e urgente prevedere ed aprire una nuova e più concreta fase di confronto tra il Governo regionale e la Confcommercio Sicilia, una nuova fase che si sviluppi con continuità e secondo modalità strutturate.
  • Prevedere un calendario vaccinale garantito a tutti ma che dia priorità all’età avanzata e non più basate sulle categorie da vaccinare in via prioritaria

Ponteggi vestiti a festa, nel segno del tricolore, e liturgia del taglio del nastro per l’avvio degli interventi, a costo zero, in quattro immobili: tutto pronto a Canicattì per la cerimonia di inaugurazione dei primi cantieri Superbonus 110% inseriti nella Piattaforma targata CNA. Ma è sonoramente scattato il semaforo…rosso. L’atteso e solenne “battesimo”, organizzato per sottolineare la portata e la bontà della misura agevolativa fiscale, non è stato possibile celebrarlo per le limitazioni, sempre più restrittive, adottate dal Governo nei confronti della Sicilia, chiamata a fronteggiare la ripresa della diffusione del Coronavirus.
“La macchina era stata messa a punto nei minimi dettagli, ma il momento è delicato e occorre agire con prudenza e grande senso di responsabilità – affermano i vertici provinciali della CNA di Agrigento – non appena torneremo in una delle fasce cromatiche meno rigide – assicurano il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto –  sarà nostra cura riprogrammare l’evento per dare giusto risalto all’iniziativa e per manifestare apprezzamento e gratitudine all’impegno dei progettisti, gli architetti Curreri e Rubino, al loro staff di tecnici e alla supervisione dei fratelli Alfonso e Filippo Miccichè, e alla disponibilità delle imprese e dei condomini che hanno posto fiducia nella nostra struttura e nella nostra Organizzazione. Stiamo parlando di una grande opportunità, i cui effetti positivi andranno ad incidere significativamente nel tessuto sociale, occupazionale ed economico, ma anche sotto il profilo della riqualificazione urbana”. Erano previsti una serie di autorevoli presenze e di importanti contributi da parte delle autorità e degli esponenti delle istituzioni, ma anche rappresentanti di vari enti e soggetti che fanno parte del progetto “Riqualifichiamo l’Italia-Cappotto Mio” che si avvale di prestigiosi partners come Eni Gas e Luce e Harley & Dikkinson e della collaborazione del sistema bancario e di due consorzi di imprese edili: Caec e Cipae. Ad ospitare la cerimonia sarebbe stato il giardino privato di uno degli edifici destinatari dello straordinario strumento che lo Stato ha messo in campo, al termine della prima fase della pandemia, per ridare slancio al settore delle costruzioni, ritenuto nevralgico per l’economia del Paese. Ma anche per avviare un percorso virtuoso finalizzato sia alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, riferito ai condomini e alle singole unità abitative, sia al consolidamento strutturale mediante la realizzazione di opere antisismiche. “A Canicattì, uno dei pochi Comuni dell’agrigentino che non corre rischi in ordine ai movimenti tellurici, i progetti sono tutti a marchio ecobonus – spiega il presidente della locale sede CNA, Giuseppe Scibetta – con interventi destinati ad efficientare gli immobili sotto l’aspetto energetico, con particolare attenzione al sistema di isolamento a cappotto termico. Ovviamente non dovrà pagare nulla il committente, a cui diamo la possibilità, senza correre alcun rischio, di cedere immediatamente il credito d’imposta per le spese sostenute”.
Le palazzine interessate dai lavori si trovano in via Fasci Siciliani, via Nola, via Germania e via Gucciardini: l’importo complessivo degli interventi, che finanziariamente hanno trovato il supporto di Unicredit,  ammonta a quasi 2milioni di euro. Ad eseguire le opere, attraverso il Consorzio Caec, saranno le ditte: “Costruzioni Sud”, “Edilsun” e “Lo Giudice Bruno Vincenzo”, mentre l’intera progettazione è stata effettuata dallo studio CR degli architetti Salvo Curreri e Luigi Rubino. “I grandi obiettivi si raggiungono solo e soltanto se si fa squadra – affermano i vertici provinciali della Confederazione – ed in questa ottica la CNA sta svolgendo un ruolo essenziale nel territorio, offrendo puntuale informazione, supporto e consulenza ai professionisti, agli amministratori di condominio, alle imprese e ai cittadini. I nostri punti di forza sono la credibilità, la competenza, la trasparenza, l’inclusione e l’esperienza. Basti pensare che la Piattaforma CNA – concludono Di Natale e Spoto – è operativa dal 2018 e nell’agrigentino i primi cantieri Superbonus sono stati già avviati lo scorso mese di dicembre, e altri sono sul punto di partire a Licata e nella città capoluogo”.

La sig.ra C.M, insegnante trentaseienne, partecipava alla procedura per l‘inserimento nella seconda fascia delle graduatorie provinciali e di istituto ( GPS).
Nel presentare la domanda, tuttavia, l’insegnante per mero errore barrava la casella  relativa allo svolgimento di servizi per i quali era previsto un dimezzamento di punteggi.
A seguito di tale mero errore materiale, facilmente emendabile dall’amministrazione resistente alla luce delle esperienze lavorative dichiarate nella domanda di partecipazione dalla insegnante, a quest’ultima in sede di pubblicazione della graduatoria veniva riconosciuto inopinatamente un punteggio dimezzato.
Preso atto di tale circostanza, l’insegnante presentava al Provveditorato di Agrigento apposita istanza di reclamo, a mezzo del quale contestava il dimezzamento, reclamo che però veniva respinto dall’amministrazione scolastica.
Nel frattempo, per effetto di tale erroneo dimezzamento del punteggio spettante che ne ha pregiudicato il corretto posizionamento in graduatoria, l’insegnante veniva assegnata alla sede di Lampedusa.
Pertanto l’insegnante si vedeva costretta ad agire innanzi agli organi della Giustizia amministrativa, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino, Calogero Marino e Giuseppe Impiduglia, al fine di far valere l’illegittimità della decurtazione del punteggio alla stessa attribuito in sede di graduatoria GPS.
In particolare gli Avv.ti Rubino, Marino ed Impiduglia deducevano la violazione dei principi generali in materia di soccorso istruttorio e leale collaborazione tra cittadino e p.a., considerato che la ricorrente aveva chiaramente specificato le esperienze lavorative svolte, per le quali non era previsto alcun dimezzamento del punteggio, e che dunque la relativa casella era stata barrata per una mera svista facilmente emendabile dall’amministrazione scolastica alla luce del chiaro contenuto delle esperienze dichiarate dall’Insegnate nella propria domanda di partecipazione al concorso.
Ebbene al termine della fase cautelare, il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, condividendo le tesi degli Avv.ti Rubino, Marino ed Impiduglia, accoglieva l’appello cautelare osservando come nella domanda di partecipazione la ricorrente avesse distintamente indicato i servizi, precisandone anno e tipologia di istituto, e che solo per mera svista avesse barrato la relativa al dimezzamento del punteggio; pertanto non si versava in una situazione di incompletezza della domanda (come eccepito dall’Amministrazione), ma di indicazioni contraddittorie dovute ad errore nella compilazione, agevolmente risolvibile attraverso l’esame dell’intero contesto delle dichiarazioni.
Per effetto della superiore pronuncia il Provveditorato di Agrigento dovrà riesaminare in aumento il punteggio precedentemente attributo all’insegnante in sede di graduatorie GPS, che potrà pertanto ottenere una sede ben più vicina rispetto a quella attuale in Lampedusa.

La Sicilia conta altri 1954 positivi nelle ultime 24 ore su 25097 tamponi processati. I decessi sono 38. !509 i guariti.

Questi dati portano la Sicilia ad essere la seconda regione italiana che conta maggior numero di tamponi giornalieri positivi. Questi i dati nei Comuni capoluogo: Catania 443, Messina 434, Palermo 423, Trapani 189, Siracusa 154, Caltanissetta 120, Ragusa 51, Agrigento 76, Enna 64

A propositi della attuale situazione in Sicilia, il presidente della Regione ha dichiarato: “Se fra due settimane i dati non ci dovessero convincere, stabiliremo misure maggiormente restrittive e chiuderò le scuole primarie e le prime classi della media. E questo nessuno potrà impedircelo. Allo stato non sono le scuole il focolaio però se il dato non cala tutto quello che sarà necessario sarà fatto”.

 

Rendere disponibili per la collettività gli spazi di proprietà del Gruppo FS Italiane, valorizzando aree e fabbricati esistenti verso nuove funzioni di carattere sociale, culturale, educativo e turistico.

Questi gli obiettivi del Protocollo d’Intesa fra Comune di Licata e Ferrovie dello Stato Italiane, Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani (società del Gruppo FS Italiane), sottoscritto oggi, per la valorizzazione delle aree adiacenti la stazione ferroviaria di Licata.
Un tavolo tecnico, composto da rappresentanti delle parti firmatarie, predisporrà le linee guida progettuali per la successiva stesura di un Masterplan contenente le indicazioni e le strategie per la valorizzazione e la rigenerazione delle aree oggetto del Protocollo.

In una visione unitaria e integrata, il Masterplan sarà finalizzato alla predisposizione di un Piano Attuativo Convenzionato per la realizzazione degli obiettivi condivisi, tra cui l’inserimento di nuove funzioni e servizi utili alla collettività, nonché al miglioramento complessivo del sistema di accessibilità alla stazione.

Questi, in sintesi, i principali punti del documento firmato oggi dal Sindaco di Licata Giuseppe Galanti e dall’Amministratore Delegato di FS Sistemi Urbani Umberto Lebruto, alla presenza del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Giancarlo Cancelleri.

A causa dell’emergenza sanitaria e delle misure restrittive, gli Open Day, ovvero la presentazione dell’offerta formativa delle scuole ai genitori ed ai potenziali alunni, non avviene in presenza ma tramite internet. Dunque, l’Open Day dell’Istituto comprensivo Agrigento Centro, presieduto da Anna Gangarossa, si svolgerà lunedì prossimo 18 gennaio, alle ore 15:30, accedendo al sito dell’istituto, all’indirizzo www.icagrigentocentro.edu.it, dove sono contenute poi tutte le informazioni su iscrizioni, modalità e prenotazioni di incontri. La preside Anna Gangarossa afferma: “Sapendo bene quanto sia importante scegliere la scuola giusta per il futuro scolastico dei propri figli, l’Istituto Agrigento Centro ha anche creato il sito dell’open day, per consentire alle famiglie di fare un giro virtuale tra gli ambienti di apprendimento e tra alcune delle tante attività svolte, ma anche di conoscere in qualsiasi momento l’offerta formativa del prossimo anno scolastico”.

La Polizia, su proposta del Questore di Agrigento, Maria Rosa Iraci, al Tribunale di Palermo, ha eseguito un decreto di confisca dei beni di Giuseppe Vincenzo Terrazzino, 56 anni, di Raffadali, per un valore di circa un milione e mezzo di euro. Le approfondite indagini patrimoniali svolte dall’Ufficio Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine di Agrigento hanno svelato la presunta sproporzione tra il rilevante patrimonio immobiliare e mobiliare posseduto da Terrazzino e la sua capacità di reddito, dimostrando che i beni raggiunti dal provvedimento di confisca sarebbero scaturiti da attività illecite. Sono stati confiscati 9 immobili siti a Raffadali e ad Agrigento, 23 rapporti bancari, polizze assicurative e rapporti di investimento, 3 tra auto e moto, 4 impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ubicati a Raffadali. Terrazzino nel 2006 è stato condannato per usura, e nel 2013 è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta anti-truffe all’Inail e all’Inps cosiddetta “Demetra”.

“Piuttosto che inseguire la parabola pandemica attraverso la curva dell’incoerenza delle scelte amministrative, occorrerebbe adottare una strategia di prevenzione chiara, netta e lineare”. Il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, rileva gravi incongruenze che stanno caratterizzando la linea dell’amministrazione di Palazzo dei Giganti nell’azione di contrasto all’emergenza Coronavirus. “Io non sono un esperto in materia sanitaria – afferma Spataro – ma in questi casi servono soprattutto senso di responsabilità e prudenza che io avevo espressamente richiamato rispetto, ad esempio, alla gestione dei mercati rionali e all’opportunità di sospenderli. L’assessore allo sviluppo economico ha risposto che tutto andava bene, dovevano restare aperti perché erano sicuri, salvo essere clamorosamente smentito, a distanza di 24 ore, dalla decisione del sindaco che li ha chiusi. Ecco, questi incomprensibili corti circuiti istituzionali producono ulteriori danni, disagi e disorientamento nella comunità. E chi guida oggi questo assessorato – aggiunge Spataro – è lo stesso che, ad inizio pandemia, affermava, in altre vesti, che la scelta di sospendere la festa del mandorlo in fiore fosse eccessiva. Sappiamo poi come sono andate le cose. Andiamo sul terreno della scuola, a mio avviso il provvedimento di chiusura di ogni ordine e grado da parte di Miccichè è arrivato sì prima della zona rossa, ma certamente troppo in ritardo. Andava ponderato e calibrato in modo tempestivo. Un altro tema che merita grande attenzione e una profonda riflessione – osserva ancora Pasquale Spataro – è la vicenda che riguarda l’imposizione dell’utilizzo dei mastelli. Questa decisione dell’amministrazione, in piena terza ondata, risulta quanto meno inopportuna, se non addirittura azzardata. E la ragione è semplice: si alimenta il rischio di trasmissione del contagio con più facilità. Per di più c’è un aggravante di non poco conto – evidenzia il consigliere comunale – quello di avere ordinato ai vigili urbani di piazzarsi davanti alle porte di ingresso delle abitazioni degli agrigentini contribuenti, per multarli pesantemente, piuttosto che svolgere un ruolo di informazione capillare finalizzate ad evitare le sanzioni, specie in questo particolare momento storico, in piena crisi e difficoltà economica. Il sindaco torni ragionevolmente sui propri passi – conclude Spataro – faccia annullare le sanzioni irrogate e utilizzi il personale della polizia municipale per individuare e punire gli sporcaccioni, invece di accanirsi ingiustamente contro chi paga regolarmente i tributi che tengono in vita il Comune di Agrigento”.

l sindaco di Agrigento, Franco Miccichè ha deciso: tutte le scuole, pubbliche e private, di ogni ordine e grado rimangono chiuse, almeno fino al 30 gennaio. L’ ordinanza del presidente della Regione , Musumeci, prevede l’apertura ma i numeri di casi Covid ad Agrigento (174 fino a ieri sera) hanno portato il primo  cittadino di Agrigento a  chiudere le scuole, pare, per due settimane, fino alla fine della dichiarata zona rossa. Dunque, si continuerà con la didattica a distanza.