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A Lampedusa, nel Centro d’accoglienza per migranti, in contrada Imbriacola, un ispettore e un assistente capo della Polizia hanno soccorso e salvato la vita ad un bambino di 2 anni che ha rischiato di morire soffocato a causa di una crisi epilettica. Un migrante, in francese, ha lanciato l’allarme: “Venite, un bimbo rischia di morire”. Quattro poliziotti sono corsi al primo piano di uno dei padiglioni, e in una delle stanze hanno trovato una donna con in braccio un bimbo di 2 anni. La madre aveva con forza infilato un dito nella bocca serrata del bimbo. Un poliziotto ha tolto il dito della madre, ormai sanguinante, e ha infilato il suo. E poi ha sollecitato un collega a procurargli subito un pettine di plastica. E così è stato. Il pettine è stato piegato e inserito fra le arcate dentarie del piccolo, evitando così la chiusura della bocca e consentendogli di respirare. Parlando in francese, uno dei due poliziotti ha tranquillizzato la madre. Nel frattempo gli altri due agenti hanno allertato un’ambulanza, giunta dopo nemmeno 5 minuti. Il medico ha sostituito il pettine con una cannula chirurgica. Al Poliambulatorio è stato dichiarato fuori pericolo di vita.

E’ stato dimesso il bambino del Burundi operato in Sicilia. L’ex presidente della Regione e commissario regionale della Democrazia Cristiana, Totò Cuffaro, da tempo impegnato in iniziative di solidarietà nello Stato africano, racconta: “Elky, il nostro piccolo amico del Burundi che aveva una grave malformazione al cuore inter-ventricolare, che l’Onlus ‘Aiutiamo il Burundi’ ha permesso di far giungere in Sicilia, insieme alla sua mamma, e che è stato operato dall’équipe del professor Agati presso il Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina, è stato dimesso dall’ospedale. E grazie all’intervento eseguito, sarà un bimbo normale, avrà una vita simile a tanti suoi coetanei, tornerà a giocare e a correre”. E poi Cuffaro aggiunge: “Siamo andati a prendere Elky dall’ospedale e lo abbiamo affidato alle cure della Casa famiglia Regina Elena di Messina, affinché possa trascorrere la convalescenza, accudito dai sanitari, per poi tornare in Burundi il prossimo 21 gennaio”. E poi conclude: “Elky ha avuto la fortuna di poter essere operato, noi vorremmo che tanti altri bambini potessero avere la sua stessa fortuna. Stiamo lavorando perché ciò avvenga e abbiamo infatti presentato un disegno di legge all’Assemblea Regionale affinché i medici possano recarsi in Burundi per prestare la loro azione di volontariato, e vorremmo inserire la possibilità, per le persone che porteremo in Sicilia per essere curate, che possano essere ricoverate nei nostri ospedali senza trafile burocratiche”.

Il film racconta la vita di Biagio Conte, un giovane che viveva nella città di Palermo insanguinata dalla violenza mafiosa e che lasciò la famiglia, gli agi e le ricchezze per dedicare la sua vita ai poveri. Per anni visse alla stazione con gli homeless, condividendo la loro esistenza di emarginati in un vagone. Poi, decise di occupare un edificio abbandonato di proprietà del Comune. Nacque così la Missione Speranza e Carità, una delle più rivoluzionarie esperienze di vita e di accoglienza nella città di Palermo.

“Il cammino di fratel Biagio – spiega il regista Pasquale Scimeca – è sempre stato controvento. Mentre tutti quelli della sua generazione pensavano solo ad arricchirsi e consumare, lui si è spogliato delle ricchezze ed è andato a vivere nei boschi a cibarsi di bacche e frutti selvatici. Mentre tutti quelli della sua generazione gridavano “Dio è morto”, lui guardava verso il cielo per cercare Dio, quel Dio misericordioso e compassionevole, che alla fine ha trovato nei poveri, nei migranti, in chi ha perso tutto, persino la speranza. Ha camminato, fratello Biagio, ha gioito, ha cantato, ha sofferto, come San Francesco, ci ha indicato la strada, che poi è sempre quella, che tutti noi, persi come siamo nel buio di una notte che non vuol saperne di finire, abbiamo smarrito”. (ANSA).

Come Presidente della II commissione consiliare ho fatto trattare l’annoso problema del parcheggio pluripiano. Ho voluto sentire telefonicamente il Dirigente compente, il quale mi ha illustrato il punto della situazione. Giorno 29/12/2022 è stata inoltrata la richiesta di sopralluogo ai Vigili del Fuoco in quando i lavori di manutenzione propedeutici alla riapertura sono stati ultimati e la scia è già stata effettuata, quindi manca solamente la sistemazione e il rassetto dello stabile. Finalmente la previsione di apertura è contenuta in pochi giorni lavorativi. Concludo dicendo che continuerò ad essere sempre vigile al bene della città e che oggi mi sento contento e rassicurato.

Riapre a tutta l’utenza il pronto soccorso di Ribera, che era stato convertito in reparto Covid. Oggi, l’assessore alla Salute, Giovanna Volo, ha firmato il provvedimento. Ad annunciarlo il capogruppo della Dc all’Ars, Carmelo Pace, che nelle scorse settimane ha più volte incontrato l’assessore, gli amministratori del territorio e il dirigente dell’Asp di Agrigento.
“Siamo soddisfatti della riapertura e ringraziamo l’assessore Giovanna Volo per la sensibilità mostrata sulla vicenda – dichiara il capogruppo della Dc all’Ars, Carmelo Pace -. Restituiamo al territorio un presidio generalista che può rispondere ai bisogni della cittadinanza. Abbiamo combattuto questa battaglia e finalmente abbiamo ottenuto un risultato molto importante nell’esclusivo interesse della popolazione”.

La Cassazione ha confermato in toto la sentenza emessa l’11 dicembre del 2020 dalla Corte d’Appello di Palermo nell’ambito dell’inchiesta antimafia a Camastra cosiddetta “Vultur”, e ha inflitto 17 anni e 6 mesi di carcere al presunto capomafia del paese, Rosario Meli, 72 anni, e poi 14 anni e 6 mesi al figlio, Vincenzo Meli, 50 anni, e 13 anni e 6 mesi a Calogero Piombo, 69 anni, di Camastra, tabaccaio. E poi al boss di Canicattì Calogero Di Caro, 74 anni, sono stati inflitti 22 anni che assorbono comprendendoli i precedenti 14 anni subiti al processo “Alta Mafia”. Il Tribunale di Agrigento ha già confiscato l’agenzia di onoranze funebri che sarebbe stata gestita con metodi mafiosi dalla famiglia Meli.

A Racalmuto, in zona rurale, in contrada Largo Azzarola, ignoti sono entrati furtivamente, forzando l’ingresso, nel magazzino di un’abitazione di campagna. Hanno rubato una motozappa, una zappatrice, un taglia-erba e una tanica di 10 litri di gasolio. Il proprietario, un imbianchino di 44 anni, ha sporto denuncia ai Carabinieri della locale stazione. Danni per oltre 2mila euro non coperti da assicurazione. Indagini in corso.

A Palma di Montechiaro, in via Fiorentino, due malviventi, in atteggiamento da clienti, sono entrati in un’agenzia di scommesse, e minacciandolo con un coltello hanno rapinato il titolare. Bottino: 200 euro. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del locale Commissariato che, avvalendosi dei video registrati dalle telecamere di sorveglianza, hanno identificato i due furfanti, di 18 e 28 anni, entrambi palmesi. Sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per rapina aggravata.

Intervento dei Vigili del fuoco in via Bengasi, una traversa di via Cronio nel centro di Sciacca, dove un’anziana saccense di 98 anni aveva dimenticato un pentolino acceso sul fornello e si era addormentata.

La segnalazione di un vicino di casa ha allertato i Vigili del fuoco del distaccamento saccense. Dalla casa usciva fumo e dopo avere forzato la porta d’ingresso è stato possibile portare in salvo l’anziana, che altrimenti sarebbe morta intossicata nel sonno.

Il presidente della Regione ha ottenuto – come richiesto in seguito a un parere dell’Avvocatura generale – lo stop al decreto che assegna 3,7 milioni alla società lussemburghese Absolute Blu.
Il presidente Schifani Spera in un atto di responsabilità da parte di Fratelli d’Italia, tanto più che nessuno a Palermo e a Roma ha difeso l’assessore. Nemmeno la corrente che fa capo a Manlio Messina (predecessore di Scarpinato e firmatario del primo accordo con la Absolute Blu che nel 2022 è già costato poco più di 2 milioni) ha avuto contatti con Schifani per ricomporre il rapporto.

Il parere dell’Avvocatura generale della Regione aveva evidenziato l’irritualità della procedura seguita per assegnare la gara, ricostruendo un iter iniziato il 22 ottobre nel quale l’assessorato si era accontentato di una semplice lettera della stessa Absolute Blu che dichiarava di avere i requisiti necessari a chiudere con essa un accordo con trattativa privata. E anche l’Avvocatura della Regione segnala che «l’assessore era a conoscenza di tutto ciò».
Schifani contesta anche all’assessore che per via di ciò che è successo «purtroppo quelle risorse sono state perse perché erano fondi europei e andavano utilizzati entro l’anno. Quello che mi dispiace è che questi provvedimenti siano intervenuti il 30 dicembre, sostanzialmente senza concertazione all’interno della giunta».