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A Caltanissetta i poliziotti della Squadra Volanti hanno arrestato ai domiciliari Marco D’Antoni, 24 anni, gravato da precedenti giudiziari e già avvisato oralmente dal Questore di Caltanissetta, nella flagranza di reato di detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. D’Antoni è stato sorpreso nel centro storico in possesso di due involucri contenenti circa 6 grammi di marijuana e la somma in contanti di 330 euro, probabile provento dell’attività di spaccio. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare sono stati rivenuti altri 60 grammi di marijuana nascosti in un cassetto dell’armadio della camera del giovane, due bilancini di precisione e uno strumento per triturare l’erba.

Un cucciolo di una settimana circa, ancora con gli occhi chiusi, è stato abbandonato dopo essere stato lanciato da un auto in corsa a Menfi, in una stradina di campagna. A ritrovarlo è stato un passante, Giacomo Oro, che ha subito contattato l’Oasi Ohana, rifugio per cani abbandonati che sorge a Santa Margherita di Belice.

A confermare l’agghiacciante dinamica è stata una prima visita veterinaria effettuata d’urgenza: il cucciolo, ritrovato questa mattina immobile in mezzo alla carreggiata, manifestava dolore in ogni parte del corpo, una situazione perfettamente compatibile con un lancio mentre ancora l’auto era in marcia e confermata anche da qualche escoriazione.

Al piccolissimo cucciolo è stato somministrato un antidolorifico per permettergli di ritrovare l’appetito e di essere allattato, cosa essenziale per provare in ogni modo a salvargli la vita. Per pura fortuna non sembra aver riportato fratture.

“Ho ormai terminato le parole per descrivere quello che sta accadendo in Sicilia in questi mesi – spiega Chiara Calasanzio, fondatrice dell’Oasi Ohana – La gente non si macchia solo della vergogna e dell’infamia, morale e penale, di abbandonare a morte sicura un povero cucciolo innocente nato per l’ostinazione di non sterilizzare le femmine, ma cerca costantemente di infliggere più dolore possibile prima di dare la morte. Che senso aveva, in una strada di campagna isolata, lanciarlo in corsa? Io non so cosa stia succedendo alle persone, ma è assai pericoloso e preoccupante, ed è obbligo dei Comuni e delle Regioni intervenire, perché quando Ohana non avrà più spazio, o quando peggio ancora dovrà chiudere perché dipende esclusivamente dalle donazioni dei privati, cosa accadrà?” conclude Calasanzio.

Un Assistente Capo Coordinatore del Corpo di Polizia Penitenziaria, di 56 anni, originario di Sambuca di Sicilia e da molti anni in servizio nella Casa circondariale di Pagliarelli a Palermo, si è suicidato. Così annuncia il sindacato di categoria Sappe, che, tramite il segretario generale, Donato Capece, dichiara: “E’ una notizia agghiacciante, che sconvolge tutti noi: dall’inizio dell’anno è il terzo suicidio che contiamo nelle fila del Corpo di Polizia Penitenziaria, uno dei quattro Corpi di Polizia dello Stato italiano”.

Il recovery Fund: un’occasione da non perdere per la Sicilia. Il recovery è un’occasione per ridurre il gap con il Nord. Troppe volte in Sicilia si sono perse occasioni importanti per creare sviluppo e di conseguenza lavoro. Classi politiche inadeguate, mancanza di spirito di impresa, corruzione, mafie hanno impedito l’avvio a realizzazione di un nuovo modello di sviluppo che porti ad una decisa azione innovativa in campo sociale ed economico con l’obiettivo di uscire dalla logica dello Stato assistenziale. creando posti di lavoro.

Non vi possono essere più alibi da parte di nessuno: il Ponte sullo Stretto, i cui costi ed il cui impatto ambientale e la sicurezza sono aumentati rispetto a venti anni fa, la creazione di un hub nel Porto di Augusta per le merci provenienti dall’Africa o dall’Asia minore, la ferrovia ad alta capacità e velocità sono solo alcune delle opere necessarie per una terra, come la Sicilia, che ha tutte le caratteristiche per essere trainante per l’economia italiana ed europea. Inoltre tali opere sarebbero volano per ulteriori investimenti pubblici e privati.

Utopia? No certezze. Insieme, il nuovo partito nato il 4 ottobre del 2020 basato sulle idee espresse dalla dottrina sociale della chiesa, sulle encicliche Laudato Sii e Fratelli Tutti, lavorerà perché questa non sia l’ennesima occasione sprecata dalla politica. I siciliani hanno il diritto a non vedere andare via i propri figli

A Licata, nel quartiere Bronx, una mano ignota avrebbe appiccato il fuoco ad uno scooter di proprietà di un disoccupato di 36 anni del luogo. Le fiamme hanno coinvolto anche il prospetto di una palazzina costringendo alcune famiglie a uscire dalle proprie abitazioni a causa dell’intenso fumo sprigionato. Sono state rinvenute tracce di liquido infiammabile. Indagano i Carabinieri.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha convalidato l’arresto di Agatino Gemma, 50 anni, eseguito dalla Squadra Mobile per l’omicidio del pensionato Nunzio Nicotra, 80 anni, vedovo, il cui corpo con diverse coltellate è stato trovato il 7 aprile scorso nel monolocale dove ha abitato, non lontano dall’ospedale Garibaldi centro. Agatino Gemma innanzi al giudice non ha reso confessione, ma in una precedente dichiarazione al sostituto procuratore ha invece ammesso il delitto e anche il movente: la vittima non gli avrebbe restituito dei soldi che gli ha prestato. Gemma, ex agente di polizia penitenziaria, è stato già arrestato nel 2006 per il delitto di una prostituta nigeriana, anche lei ferita mortalmente con delle coltellate. E’ stato ritenuto non in grado di intendere e volere, e recluso nell’istituto penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto, e poi, a scadenza dei termini, è stato scarcerato.

La Corte d’Appello di Palermo ha assolto nel merito l’ex Sovrintendente ai Beni culturali di Palermo, Adele Mormino, che ha rinunciato alla prescrizione. E’ stato ribaltato il verdetto di primo grado, allorchè il Tribunale ha condannato l’imputata ad 1 anno e 4 mesi di reclusione per il reato di falso, in riferimento a presunte irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni per la costruzione di un impianto fotovoltaico a Monreale.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, è intervenuto ancora nel merito del caso “Ruggero Razza e i dati falsi covid”, ed ha affermato: “L’assessore Razza è stato fra i migliori assessori che la Regione siciliana abbia avuto in 70 anni. Le responsabilità politiche sono del Presidente e quelle penali di chi le commette. Lasciamo lavorare i magistrati, ho grande fiducia nella magistratura. Se qualcuno ha sbagliato pagherà e se qualcuno non ha sbagliato in tanti dovranno chiedere scusa. L’assessore per un avviso di garanzia si è dimesso. E’ una grande lezione istituzionale”.