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3.131 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia (ieri 4.615) a fronte di 23.880 tamponi effettuati, su un totale di 12.668.936 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 20 decessi (ieri 21) che portano il numero delle vittime complessive, sull’Isola, a 10.646. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 116.194 (-570), mentre le persone ricoverate con sintomi sono 761, di cui 42 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 115.391 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 998.906 (+4.492).

Questi i dati nei Comuni capoluogo: Palermo 1037, Catania 755, Messina 386, Siracusa 353, Ragusa 262, Trapani 372, Agrigento 325, Caltanissetta 202 e Enna 50.

“Il grido di allarme di ristoratori e albergatori per il degrado della città se da un lato preoccupa e non poco per le ricadute economiche negative nei confronti di una categoria duramente colpita dal lockdown, dall’altro riapre la questione dell’inadeguatezza di una classe politica, Galanti, oggi sindaco di Licata, la sua giunta ed i consiglieri a sostegno. Situazione che oggi è ancora più alla ribalta e sotto gli occhi di tutti, non solo per il problema degrado urbano ed immondizia ma anche per le mille inefficienze con perdite di occasioni per accedere a finanziamenti.
Lo afferma l’Onorevole di “Prima l’Italia Carmelo Pullara
“Quando parlavo, e su questo Galanti è diventato sindaco, per risollevare Licata con il progetto la Regione in comune, mi riferivo a tutte le possibilità che si sarebbero potute cogliere. Ma Galanti con un manipolo di politici e ballerini vari ha traditi quel progetto dopo solo 10 mesi senza curarsi della fiducia ricevuta e del perché di quella fiducia.
Da allora -aggiunge Pullara-solo il perseguimento dell’apparenza e del mantenimento della poltrona. A gennaio io con un piccolo numero di consiglieri, di cui è giusto fare i nomi: Angelo Iacona, Martina Farruggia, Piera di Franco, Francesco Moscato e Mimmo Sambito, abbiamo proposto la sfiducia per avere un nuovo sindaco e giunta a giugno e iniziare così la risalita. Ebbene la storia vuole che siamo rimasti voce inascoltata e quasi tutti addetti ai lavori o meno di oggi o di ieri a girarsi dall’altra parte. Politicamente non sarebbe convenuto nemmeno a me ma per Licata ero pronto anche a perderci. Invece il silenzio di tutti. Salvo poi criticare a più riprese sui social o comunicati stampa. Leoni da tastiera o di penna.
Per fare l’interesse collettivo ci vuole più coraggio meno ipocrisia e sapere vivere nel presente.
Io -conclude Pullara-non mi arrenderò mai a questo stato di cose perche’ a Licata ci vivo da sempre e così continuerò a fare e vorrò sopra tutto e tutti il bene della città e dei licatesi. D’altronde come può o possono coloro che non hanno risolto i loro di problemi risolvere quello degli altri?!.”

La nuova Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro ha presentato a Palermo, a Villa Zito, la candidatura della dottoressa Nuccia Albano al Consiglio Comunale, in presenza dello stesso Cuffaro e del candidato sindaco Roberto Lagalla. L’ex presidente della Regione afferma: “Nuccia Albano è una delle nostre donne candidate per il Comune di Palermo, ed insieme a lei ci sono altre rappresentanti femminili candidate con le quali incontreremo gli elettori di questa città per illustrare il programma della Democrazia Cristiana, i motivi di un impegno e le ragioni del ritorno di un grande partito”. E Nuccia Albano commenta: “L’amore per la città di Palermo e la voglia di cambiamento mi hanno spinto a candidarmi con la DC Nuova, partito che incarna valori e ideali da me portati sempre avanti. I cittadini devono tornare a fidarsi della classe politica, e per questo occorre tornare ad ascoltare le esigenze che provengono dal territorio. Il mio slogan è ‘Palermo si cura e si deve curare’ grazie all’impegno di donne e giovani, e amando la città. Lavoreremo per migliorare la viabilità, rilanciare le periferie, e mettere in campo nuove strategie per il lavoro. Palermo deve tornare ad essere vissuta da tutti i cittadini”.

Il proprietario della quasi totalità di Scala dei Turchi a Realmonte, il pensionato di 72 anni Ferdinando Sciabarrà, è pronto a vendere la sua parte di scogliera di marna bianca, e ha lanciato un appello all’acquisto ad Elon Musk. Così è scritto oggi sul Corriere della Sera, a cui Sciabarrà ha dichiarato: “Non è bastato dire alla Regione, al Comune di Realmonte e agli enti pubblici interessati: ‘Ve la regaliamo’. Perché sono arrivate solo promesse. Senza nulla fare. E, dopo un anno, preoccupati da una stagione che si annuncia come un assalto ai gradoni della Scala, la mettiamo all’asta, facendo appello per primo a Elon Musk perché se la compri lui, la protegga e la usi al meglio… Volevo donarla alla pubblica amministrazione ma il ‘pubblico’ è sordo. Volevamo affidarla ad una associazione ambientalista e ci è stato impedito… E’ necessario consentire visite in sicurezza dei turisti con accessi controllati, non solo con staccionate facilmente aggirabili. Bisogna bloccare gli smottamenti della roccia che si sfalda. Non abbiamo la forza di gestire il flusso in sicurezza perché nessuno si faccia male. Se le istituzioni siciliane non sono capaci, ben venga qualcuno come Musk. Purché la renda fruibile gratis come abbiamo fatto noi da sempre. Musk o altri possono guadagnare in immagine. Cedendo il sito per pubblicità o altro ai grandi della moda, per esempio. Certo, non per costruirci sopra un chiosco o un albergo”.

I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Trapani hanno arrestato un uomo di 21 anni per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di una perquisizione domiciliare, indotta da sospetti investigativi, i militari hanno sorpreso il giovane intento a disfarsi di un involucro di stoffa gettandolo nel gabinetto. All’interno sono stati trovati due panetti di hashish del peso complessivo di circa 200 grammi. Nell’abitazione sono stati anche rinvenuti 2 bilancini di precisione, materiale vario utile al confezionamento delle dosi e la somma di 120 euro, verosimilmente provento dell’attività di spaccio. L’indagato, che ha già precedenti, così come disposto dal Gip, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora con divieto di allontanarsi tra le ore 20 e le 7 del giorno successivo.

Secondo l’odierno bollettino dell’Asp c’è una nuova vittima dovuta al virus. Si tratta di un residente a Racalmuto. Sono due i nuovi ricoveri e 321 i guariti. 536 i nuovi positivi.

Sono 38 le persone ricoverate. Di questi, 20 si trovano al “San Giovanni di Dio”, 17  al “Fratelli Parlapiano” di Ribera e uno in un ospedale fuori provincia. Sono 3 gli agrigentini ricoverati al nosocomio di Ribera in terapia intensiva.

Questi i dati Comune per Comune: Agrigento 1.241; Alessandria della Rocca 42; Aragona 276; Bivona 94; Burgio 77; Calamonaci 15; Caltabellotta 51; Camastra 45; Cammarata 107; Campobello di Licata 205; Canicattì 733; Casteltermini 185; Castrofilippo 66; Cattolica Eraclea 70; Cianciana 57; Comitini 10; Favara 986; Grotte 73; Joppolo Giancaxio 41; Licata 830; Lucca Sicula 34; Menfi 264; Montallegro 55; Montevago 61; Naro 105; Palma di Montechiaro 251; Porto Empedocle 346; Racalmuto 164; Raffadali 294;  Ravanusa 127; Realmonte 89; Ribera 253; Sambuca di Sicilia 123; San Biagio Platani 121; San Giovanni Gemini 137; Sant’Angelo Muxaro 75; Santa Elisabetta 43; Santa Margherita Belice 101; Santo Stefano Quisquina 84; Sciacca 930; Siculiana 90; Villafranca Sicula 35; Nave accoglienza migranti 10.

Altra crepa nell’ambito delle trattative in corso per la scelta unitaria del candidato sindaco del centrodestra a Palermo: infatti, se il candidato unitario dovesse essere Roberto Lagalla, allora Italia dei Valori, che al momento sostiene l’ex assessore regionale, non lo sosterrebbe più. Così annuncia il leader nazionale di Italia Viva, Matteo Renzi, che afferma: “Non andremo con il centrodestra: se a Palermo su Lagalla si ricostruisce il centrodestra siciliano, anche intorno a un nome per bene come quello di Lagalla, noi non ci saremo. Rivendico le candidature di Genova e Verona, ma se su Lagalla chiude la destra non è più una candidatura civica. Italia Viva non sosterrà il centrodestra unito”.

La Sezione misure di prevenzione della Corte d’Appello di Palermo ha restituito un fabbricato rurale confiscato dai giudici di primo grado a Giovanni Tarallo, 35 anni, di Agrigento, già condannato a 12 anni e 2 mesi di reclusione nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Nuova Cupola”, e attualmente detenuto al 41 bis. Il fabbricato è stato costruito nel 2001, e all’epoca Tarallo aveva appena 16 anni di età. La data di accatastamento – come ha spiegato il difensore, l’avvocato Giuseppe Barba – è successiva di circa 10 anni solo per ragioni legate ad alcuni abusi edilizi poi sanati. La Corte d’Appello ha inoltre deciso la revoca della confisca di 2 conti correnti intestati al padre di Tarallo, al quale è stata confermata la sorveglianza speciale per 3 anni e la confisca di 3 conti correnti bancari e 2 libretti postali a lui intestati. In primo grado è stata già disposta la restituzione di 2 case, di altri rapporti bancari e delle quote sociali di un’attività imprenditoriale gestita dalla madre di Giovanni Tarallo.

Il Movimento “Servire Agrigento”, a fronte delle gravissime condizioni di dissesto in cui versa la strada della Mosella, dietro il Villaggio Mosè, già teatro di numerosi incidenti, rilancia un intervento già reso pubblico nello scorso febbraio ma rivelatosi, suo malgrado, infruttuoso. Adesso lo stesso intervento lo rivolge al Prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, affinchè si ponga rimedio istituendo un tavolo tecnico di confronto tra le parti in causa. “Servire Agrigento” ritiene necessario che l’Amministrazione comunale trasferisca le competenze all’Anas per la manutenzione. Il coordinatore provinciale, Raoul Passarello, aggiunge: “La strada della Mosella, molto trafficata, che dovrebbe rappresentare il massimo della sicurezza, si presenta, invece, priva di segnaletica, di illuminazione e costellata da buche, avvallamenti e degrado che mettono a repentaglio la sicurezza degli automobilisti e degli autotrasportatori. Il via libera al trasferimento ad Anas – oltre a garantire la continuità territoriale con le statali 640 e 115 – eviterebbe la frammentazione delle competenze con evidenti vantaggi per la viabilità in termini di standard di sicurezza e assicurerebbe più investimenti in manutenzione che per ragioni economiche il Comune di Agrigento non è in grado di garantire”.

A Lampedusa i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 41 anni, G P sono le iniziali del nome, sorpreso in possesso, nel corso di una perquisizione personale e domiciliare, di 83 grammi di hashish, 60 grammi di cocaina, una pistola calibro 7,65 con 2 caricatori, 7 munizioni, e una seconda pistola, dello stesso calibro, con la matricola abrasa, con un caricatore e 5 munizioni. All’autorità giudiziaria risponderà di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio, e per detenzione abusiva di armi e munizioni. Le armi sono adesso sotto esame balistico al Ris di Messina per riscontrare eventuale precedente utilizzo delittuoso.