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L’addio a Chiara Ziami, la ragazza di 21 anni morta nel terribile incidente dello scorso lunedì in Viale Regione, a Palermo.  La funzione religiosa si è tenuta nella parrocchia Sacra Famiglia in via Gaspare Mignosi, non lontano dalla Stazione Centrale. Molti palloncini bianchi hanno accolto la bara portata in chiesa dagli amici.

Chiara lavorava in un negozio di detersivi in Corso dei Mille dove abitava con la sua famiglia e dove il suo papà gestisce un autolavaggio.  La mattina dell’incidente era andata a scegliere il vestito del suo matrimonio che stava organizzando.

A salutarla in tanti fra familiari, amici, conoscenti e commercianti del quartiere che conoscevano la ragazza ma in chiesa, per via delle restrizioni legate al Covid, sono entrati soltanto i parenti più stretti. Un lungo applauso ha accompagnato l’arrivo della bara di Chiara.

“Guardate quanta gente per Chiara – ha detto il parroco rivolgendosi ai familiari – e quanti altri sono rimasti fuori. Siamo uniti nel dolore ma il dolore va affrontato con l’amore”.

Nel terribile incidente sulla circonvallazione ha perso la vita anche Alessia Bommarito, 20 anni, deceduta poche ore dopo in ospedale, dove era stata trasportata in condizioni gravissime per le ferite riportate. Lei era tesserata nella squadra di calcio Don Carlo Misilmeri. “La società di calcio – si legge in una nota – si unisce al grande dolore per la scomparsa di Chiara Ziami e della nostra ex tesserata Alessia Bommarito. Da parte nostra vanno le più sentite condoglianze alle famiglie di Chiara e Alessia”.

 

La Polizia, su disposizione della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, ha confiscato beni per un milione di euro a Francesco Antonino Fumuso, 54 anni, ritenuto affiliato alla famiglia mafiosa di Villabate, paese alle porte di Palermo. Con lo stesso provvedimento il Tribunale ha applicato a Fumuso la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per quattro anni. I sigilli sono scattati a una villa con piscina e tre appezzamenti di terreno, tutti nel Comune di Misilmeri. Poi quattro veicoli e rapporti finanziari. Dal 1993 Fumuso ha riportato varie condanne per reati quali associazione per delinquere, ricettazione, favoreggiamento personale e per traffico di droga. Nel 2018 l’imprenditore è stato inquisito nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Cupola 2.0”, per associazione mafiosa nella famiglia di Villabate.

La Sicilia si prepara all’applicazione della legge del Movimento 5 Stelle che incrementa le norme per il contrasto al fenomeno della violenza di genere e prevede misure di solidarietà agli orfani per crimini domestici, oltre che iniziative per l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. “Oggi – spiega Valentina Zafarana, prima firmataria della legge approvata nel luglio 2020 – nell’ambito dell’audizione tenutasi nella neo istituita Commissione ‘monitoraggio delle leggi’ e prontamente calendarizzata dal presidente Carmelo Pullara, abbiamo appreso dell’imminente definizione e pubblicazione da parte dell’amministrazione, del decreto che istituisce la cabina di regia interistituzionale funzionale all’applicazione della legge stessa”.
Nello specifico la Cabina di regia per il contrasto alla violenza di genere si occuperà di coordinare gli interventi in ambito regionale, attività di prevenzione e assistenza. La cabina coinvolge l’Assessore Regionale per la Formazione, quello per la Salute e quello della Famiglia, oltre oltre che i componenti dell’ANCI, ASAEL e un rappresentante del Forum permanente contro le molestie e le violenze di genere e della consigliera regionale di parità.
“Ho inoltre proposto – sottolinea la deputata – al governo regionale, in applicazione dell’articolo 3 del provvedimento, di volere valutare l’inserimento, tra i destinatari degli interventi per i soggetti a rischio di esclusione sociale, all’interno dei bandi regionali del Fondo Sociale Europeo, anche le donne vittime di violenza. Abbiamo riscontrato da parte dell’amministrazione regionale la volontà di prevedere già dalla prossima programmazione interventi mirati di inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro, così come prevede la norma M5S. Oggi infatti il dirigente del dipartimento ha dichiarato come ‘percorribile’ tale soluzione. Attraverso l’azione di controllo esercitata dalla commissione parlamentare sullo stato di attuazione delle leggi, avremo modo di rendicontare quotidianamente ai cittadini cosa fa il parlamento e nel frattempo di incalzare il governo regionale” – conclude Zafarana.

“Distorcere la realtà consapevolmente per allontanare l’attenzione dei cittadini da ritardi e insufficienze della macchina organizzativa anti-Covid è un fatto grave. Non è un esercizio che appartiene ai medici di medicina generale”. Replica così il segretario della Fimmg Sicilia Luigi Galvano alle dichiarazioni del presidente della Regione Musumeci rilasciate ieri durante una conferenza stampa: “Dai medici di medicina generale ci aspettiamo molto di più”. E ancora “Finora sono troppo pochi quelli che  hanno accettato di somministrare i vaccini anti-Covid”.
“Probabilmente – puntualizza Galvano –  il presidente della Regione Musumeci non sa che la medicina generale è stata coinvolta dall’assessorato della Salute con decreto solo il 26 marzo 2021, eludendo palesemente la disponibilità immediata dei medici di famiglia nella campagna vaccinale. Temporeggiando poi ancora nell’inviare la circolare applicativa alle Asp, arrivata alle Aziende solo a fronte di un sollecito della Fimmg attraverso i media. Nonostante la grave estromissione, è stato accolto l’accordo regionale dalla categoria in tutte le sue articolazioni, e le adesioni oggi continuano a crescere nonostante in alcune Asp non se ne tenga conto”.
“Una volta operativi, per i medici ogni giorno è una corsa ad ostacoli”, dice Galvano. Che elenca alcune delle inefficienze del sistema: “Ad oggi i medici continuano a vaccinare i soggetti fragili il più delle volte con le dosi residuali dei grandi centri. Vaccini prenotati anche oltre 48 ore prima e appuntamenti fissati con i pazienti, ma spesso i medici vanno su e giù per le farmacie aziendali, lontane dal loro studio anche 30-40 chilometri, tornando indietro a mani vuote”.
“Un sistema che funziona – rimarca il segretario regionale – consegna vaccini che possono stare in frigo almeno 30 giorni e non quelli che scadono nella migliore delle situazioni dopo solo 5 giorni. Un sistema che funziona stabilisce la consegna delle dosi in via prioritaria ai medici di famiglia e ai centri periferici più prossimi ai cittadini, poi ai grandi hub”.
“Alla disorganizzazione della macchina vaccinale – continua Galvano – ricordiamo il fallimento del tracciamento dei positivi Covid e dei loro contatti stretti che ha determinato la privazione della libertà ben oltre il tempo necessario di soggetti in quarantena e in isolamento,  aspettando un provvedimento di liberazione che non arrivava.  Negli ultimi 4 mesi (da dicembre 2020), gli stessi medici oggetto delle delazioni del Presidente della Regione, investiti di un ruolo non negoziato, con grande impegno hanno risolto il citato grave problema sociale, istruendo le pratiche di contumacia e rilasciando i relativi provvedimenti di liberazione. La critica ad una categoria sul loro ruolo di soggetti vaccinatori viene smentita dai numeri (messi nelle condizioni si potere operare).  Segnalo che da ottobre a dicembre 2020, grazie alla loro capillarità e lavoro, hanno somministrato vaccini contro l’influenza e la polmonite a 1.200.000 siciliani”.

“Piuttosto che attaccare una categoria di professionisti, prima estromessa per non avere accolto immediatamente il contributo importante che avrebbe potuto offrire già dall’insorgenza dell’emergenza sanitaria, e poi parzialmente utilizzata in maniera incomprensibile” la Fimmg invita il presidente Musumeci “ad una azione comune contro la pandemia Covid nell’esclusivo interesse della salute di ogni singolo siciliano”.

Ieri sera un incidente drammatico in cui hanno perso la vita Chiara Ziami e Alessia Bommarito.

Le due ragazze viaggiavano a bordo di una Fiat panda insieme ad un minorenne di 17 anni,  procedendo in direzione Trapani, nella corsia centrale della carreggiata, quando per scansare un mezzo che viaggiava più lento, chi era alla guida ha sterzato bruscamente, perdendo il controllo del mezzo, ha saltato lo spartitraffico e si è schiantata contro la fiancata sinistra di un furgone che viaggiava nella corsia di sorpasso nella carreggiata in direzione Catania. L’auto poi si ribalta ed è finita sulla sua corsa nell’aiuola in mezzo ai due sensi di marcia.

A far luce sulla dinamica, le immagini delle telecamere del traffico posizionate in quel tratto di viale Regione Siciliana hanno chiarito ogni dubbio

 

A Palermo un uomo di 83 anni è ricoverato in ospedale perché ha contratto la variante brasiliana del covid nonostante sia stato vaccinato anche con la seconda dose di Pfizer. Gli addetti ai lavori non sono preoccupati più di tanto. Il professor Francesco Vitale, direttore del laboratorio di riferimento regionale del Policlinico di Palermo, rassicura: “Nessun allarme e nessuna stranezza. Parliamo di una persona anziana e immunodepressa, può succedere. Abbiamo diversi casi di persone anziane che non si immunizzano. Ricordo che il vaccino Pfizer ha una rilevantissima efficacia del 95 per cento. Come dire: tantissimi sono protetti, non tutti”.

La Corte d’Appello di Palermo ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Anna Messana, 59 anni, di Ravanusa, imputata, e già condannata in primo grado dal Tribunale di Agrigento a due mesi di reclusione, di oltraggio a pubblico ufficiale allorchè il 9 maggio del 2017 avrebbe insultato e minacciato di morte i Carabinieri innanzi ai quali il marito era intento a firmare il registro delle persone sottoposte a libertà vigilata. In primo grado il reato di minacce di morte non fu riconosciuto dai giudici del Tribunale di Agrigento. La donna è stata difesa dall’avvocato Davide Casà.

I Carabinieri del gruppo ‘Tutela lavoro’ di Palermo, in collaborazione con i colleghi di Agrigento, hanno notificato la misura interdittiva del divieto di esercitare attività professionale per un anno a carico di un ingegnere di Cammarata, indagato, insieme ad altre cinque persone, di, a vario titolo, truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo della professione medica e falso. La titolare dell’inchiesta è la sostituto procuratore di Agrigento, Alessandra Russo. Dalle indagini è emerso che l’ingegnere, in rapporto di lavoro con un ente di formazione professionale, avrebbe omesso di svolgere alcuni corsi concedendo tuttavia gli attestati di frequenza ai corsisti. E poi avrebbe prodotto e consegnato falsi attestati di formazione professionali. E poi, nonostante non fosse medico, ha diretto dei corsi di pronto soccorso. Si sarebbe dunque procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale consistente tra i 150 e i 200 euro a corso. E provocato un danno sia all’ente di formazione, che ha pagato i corsi, sia ai corsisti per attestati senza alcuna validità.

I poliziotti della Squadra Mobile e della Squadra Volanti di Palermo hanno arrestato un tunisino di 28 anni per detenzione di 30 chili di hashish. L’indagato è stato sorpreso appena giunto alla stazione con un pullman proveniente da Messina. I poliziotti hanno notato che il giovane, dopo avere recuperato un trolley dalla stiva dell’autobus, ha indugiato guardandosi più volte attorno prima di allontanarsi a piedi. E così è scattato un controllo di polizia. Lui ha spintonato gli agenti ed ha tentato una improbabile fuga ma è stato subito raggiunto e bloccato. Risponderà all’autorità giudiziaria anche di resistenza a pubblico ufficiale.

A Palermo, al palazzo di Giustizia, a conclusione dell’udienza preliminare, il giudice per le udienze preliminari ha rinviato a giudizio per il reato di corruzione elettorale il deputato regionale di Forza Italia, Stefano Pellegrino. Il parlamentare, che è presidente della commissione Affari istituzionali dell’Assemblea, è stato indagato nell’ambito dell’inchiesta dei Carabinieri di Trapani cosiddetta “Mafia Bet”, che ha determinato l’arresto di tre imprenditori indagati, tra l’altro, di avere finanziato la famiglia del boss latitante Matteo Messina Denaro. Stefano Pellegrino, 61 anni, uno dei più noti avvocati penalisti del foro di Marsala, è stato eletto con 7670 preferenze alle Regionali del 2017. Lui ha sempre negato di avere pagato il consenso elettorale.