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Il vaccino residui a fine giornata, se non è possibile conservarli vanno somministrati, per evitare ogni spreco.
E così ieri a Palermo, erano rimaste circa 10 dosi e si è provveduto ad avvisare le persone in target con prenotazione o ritenute fragili, per somministrare loro il vaccino, a patto però che potessero raggiungere il centro vaccinale entro mezz’ora.

Fino a tarda sera si sono utilizzate tutte le dosi a disposizione.

Il personale sanitario in queste ore è impegnato anche a contattare i cittadini in vista della ripartenza della somministrazione dei vaccini AstraZeneca dopo i giorni di stasi. Come ha annunciato il premier Draghi dopo il via libera dell’Ema, in Italia dalle 15 di oggi si tornerà ad utilizzare anche il vaccino finito nei giorni scorsi nell’occhio del ciclone per le morti sospette.

Gli uffici dell’assessorato regionale alla Salute stanno riprogrammando gli appuntamenti, inviando dei messaggi sms ai cittadini che hanno diritto alla vaccinazione AstraZeneca e che avevano effettuato la prenotazione per i giorni 15, 16, 17, 18 marzo e fino alle ore 15 del 19 marzo. Si tratta di tutte quelle persone che non hanno potuto vaccinarsi per la sospensione disposta in via precauzionale. Intanto, saranno inoculate le dosi ai cittadini che risultano già prenotati per le ore 15 di oggi, negli stessi punti vaccinali precedentemente prescelti.

A Palermo la Guardia di Finanza ha arrestato Ivana Lo Re, 56 anni, ex dipendente amministrativa di un Confidi, indagata di furto, e del successivo auto-riciclaggio e re-impiego di denaro in attività di impresa. Lei si sarebbe impossessata dei finanziamenti erogati da Confidi e li avrebbe girati sul suo conto e su quello dei parenti che gestiscono alcuni locali della movida a Palermo. I finanzieri avrebbero accertato che avendo la donna la disponibilità delle password di accesso ai conti correnti on-line del consorzio, avrebbe eseguito illegittime disposizioni di bonifici per oltre 200mila euro, adesso oggetto di un sequestro preventivo. Dalla denuncia di un destinatario di un rimborso mai pervenuto sono scattate le indagini delegate dalla Procura alle Fiamme Gialle.

Gli ispettori del ministero della Salute saranno oggi in Sicilia per le verifiche sulla morte del sottufficiale della Marina militare Stefano Paternò, 43 anni, deceduto a Misterbianco (Ct). Il giorno prima si era sottoposto alla prima dose di vaccino AstraZeneca.

Gli ispettori si recheranno – si apprende – prima al 118 di Catania, poi alla Asp di Siracusa, quindi alla base di Augusta. In valutazione altre possibili tappe.

Nonostante nel 2020 quello dell’agroalimentare sia stato uno dei pochi settori italiani a reggere l’urto delle conseguenze economiche della pandemia e, anzi, ad aumentare il fatturato, l’agricoltura ha perso ben 4.258 imprese rispetto al 2019, risultato del saldo fra nuove iscrizioni e cessazioni registrate dalle Camere di commercio.

Secondo l’ultimo Rapporto InfoCamere-Movimprese di Unioncamere, le perdite più forti hanno colpito il Nord-Est (-1.996 imprese), il Nord-Ovest (-1.573) e il Centro (-771), mentre il Sud ha chiuso il bilancio in attivo con 52 ditte in più. Eppure anche il Mezzogiorno ha subito i colpi della crisi, anche se in maniera non uniforme: -373 aziende in Campania, -282 in Molise, -80 in Basilicata, -18 in Abruzzo, compensate da +465 in Sardegna, +203 in Calabria, +70 in Sicilia e +67 in Puglia. E’ l’effetto di diverse politiche agricole che legano alternativamente le sorti delle coltivazioni zonali al km zero, alla Gdo, all’export o alla trasformazione industriale.

Il “Recovery Plan” è, quindi, l’occasione per investire in programmi utili a dotare tutte le aree geografiche del Paese di sistemi agricoli in rete capaci di adattarsi rapidamente e di reagire ai cambiamenti.

Frattanto, però, le imprese agricole chiedono sin da subito di potere disporre di liquidità immediata per mettere a frutto i raccolti di primavera-estate e, soprattutto, di sostenere progetti di investimento in nuove reti d’impresa e filiere competitive e sostenibili.

Una richiesta che trova risposta immediata nell’accordo sottoscritto da Fabio Montesano, A.d. di Fidimed, intermediario finanziario 106 vigilato da Bankitalia con rete nazionale e facoltà di erogazione diretta, e da Mario Caligiuri, presidente di Agrifidi, Confidi minore del Mezzogiorno specializzato nel credito alle imprese agricole.

L’obiettivo dell’accordo è, in generale, quello di offrire alle imprese agricole italiane finanziamenti rapidi e diretti, di importo fino a 300mila euro, garantiti fino al 90% dal Fondo centrale di Garanzia di Mediocredito Centrale e contro-garantiti dai Confidi, oltre a fidejussioni commerciali, attestazioni di capacità finanziaria e finanziamento di programmi di investimento asseverati da Business plan.

In particolare, poi, i due Confidi offrono assistenza tecnica e sostegno finanziario alla creazione, organizzazione e sviluppo di filiere specializzate. Se ne è parlato, ad esempio, in una riunione online fra tre progetti di Reti d’Impresa al Sud, “Sicilia in Guscio” rappresentato da Riccardo Ricciardello di Brolo (Messina), “Calabria in Guscio” rappresentato dallo stesso Caligiuri, e “Basilicata in Guscio” rappresentato da Donato Lisanti, che raccolgono decine di imprese decise ad impiantare dei nuovi noccioleti in adesione ad un Progetto già avviato di filiera italiana della nocciola. Si tratta di riconvertire ettari di terra a noccioleti e fare crescere una filiera per riaffermare l’identità e la tipicità del made in Italy e per garantire la fornitura di prodotti autoctoni, di qualità e tracciabili, con adeguate quantità e a prezzi competitivi, al settore della trasformazione industriale nazionale, come valida alternativa all’import dall’estero.

“Bisogna investire sulla diversificazione e modernizzazione dell’agricoltura – spiega Fabio Montesano – per rendere le imprese più resilienti alle crisi e raggiungere in rete dimensioni tali da stringere accordi vantaggiosi con le grandi committenze. Fidimed può finanziare tutto questo, velocemente ed a costi competitivi”.

“La leva finanziaria – conclude Mario Caligiuri – è fondamentale per cogliere tutte le opportunità offerte dall’evoluzione del mercato e della logistica che la pandemia ha scatenato nel mondo. La qualità italiana ha bisogno di essere promossa e valorizzata su larga scala e l’aiuto dei Consorzi Fidi può essere fondamentale nel determinare il successo di una visione imprenditoriale”.

“Metto a disposizione della Sanità regionale la mia ‘Clinica Hermes’ a Castelvetrano per poter vaccinare tutti e il primo possibile”. Lo dice l’imprenditrice antiracket Elena Ferraro, che oggi ha formalizzato ufficialmente, con una lettera inviata all’Asp Trapani, la disponibilità della sua clinica a rientrare tra i luoghi dove poter somministrare il vaccino.

“Sono pronta a contribuire al potenziamento quantitativo della somministrazione dei vaccini in maniera totalmente gratuita e invito tutte le strutture private convenzionate dell’isola a fare lo stesso. Abbiamo locali idonei, medici e professionalità a disposizione e dobbiamo dedicare una parte del nostro tempo per effettuare i vaccini e aiutare così il sistema sanitario regionale. Penso sia un dovere civile”.

Nel 2013 Elena Ferraro fece arrestare Mario Messina Denaro (cugino del superlatitante Matteo), perché era andato a trovarla per chiederle alcune «cortesie» con lo scopo di riciclare denaro

La dottoressa R.F. – giovane praticante della provincia di Agrigento  – ha partecipato, presso la Corte di Appello di Palermo, all’Esame di Stato per abilitazione all’esercizio della professione di avvocato.
La Commissione esaminatrice ha, tuttavia, espresso nei confronti della giovane un giudizio negativo, attribuendole un punteggio insufficiente nelle materie oggetto di esame.
Pertanto, la giovane – con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha impugnato innanzi al TAR Sicilia Palermo gli atti della Commissione di Esame
In particolare, a mezzo del ricorso, è stato sostenuto come, nella riunione di determinazione dei criteri di valutazione e di individuazione dei quesiti da sottoporre ai candidati, non fossero presenti commissari appartenenti a tutte le categorie professionali indicate dall’art. 47 della legge n. 247/2012 (ossia avvocati, magistrati e professori universitari). In particolare, tra i presenti non figurava nessun componente di provenienza dal mondo accademico.
Con il ricorso è stato, altresì, sostenuto che la presenza di commissari appartenenti a tutte le suddette categorie professionali fosse necessaria non solo in sede di correzione degli elaborati ma anche in sede di individuazione e specificazione dei criteri di valutazione della prova orale.
Il TAR Sicilia Palermo Sez. III – Presidente dott.ssa Maria Cristina Quiligotti, Relatore dott. Roberto Valenti- condividendo le censure degli avv.ti Rubino e Impiduglia, ha accolto il ricorso della giovane praticante, rilevando che “in sede di riunione plenaria, tra i componenti presenti della I sottocommissione figuravano solo avvocati ed un magistrato, con conseguente mancanza di una delle tre categorie previste dalla norma ai fini della stessa composizione: segnatamente, tra i presenti non figurava alcuno dei componenti (nominati) di provenienza dal mondo accademico (Professore universitario o Ricercatore)”.
Per effetto della suddetta pronuncia del TAR Palermo la giovane praticante sarà sottoposta a “un nuovo esame orale innanzi una sottocommissione diversa da quella presso la quale ha precedentemente sostenuto la prova, previo preavviso non inferiore a 30 giorni”.

L’Ismett di Palermo raggiunge quota 200 trapianti di cuore dall’avvio del programma di trapianto, 17 anni fa. Il duecentesimo trapiantato e’ una donna della provincia di Agrigento, che era in lista d’attesa da poco piu’ di un anno.

La donna ha lasciato l’ospedale nei giorni scorsi. “Ringrazio tutti gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri, gli anestesisti e tutti quelli che si sono presi cura di me in queste settimane – ha affermato -. Inizio finalmente a star bene e spero di stare sempre meglio. Il mio sogno? Tornare a ballare e godermi tante attivita’ con la mia famiglia”.

Quello di Ismett “e’ un risultato ancora piu’ straordinario – si legge in una nota – perche’ ottenuto in questo periodo di emergenza sanitaria”.

Emergenza che vede l’Istituto mediterraneo impegnato direttamente: nella struttura, al momento, circa il 50% dei posti letto sono di terapia intensiva, 30 dedicati al Covid-19 e 20 ai pazienti non Covid. Sono 18, inoltre, i pazienti con Covid in ‘Ecmo’, ovvero collegati a circolazione extra corporea. Ismett e’ comunque riuscito a mantenere lo stesso volume di trapianti dell’anno precedente: sono 11, infatti, i trapianti di cuore eseguiti lo scorso anno, su un totale di 167 trapianti.

“Il traguardo dei 200 trapianti – sottolinea Michele Pilato, direttore del programma di trapianto di cuore di Ismett -, ottenuto fra l’altro in un periodo storico cosi’ particolare, e’ il risultato degli sforzi e dell’impegno di tutto il team che lavora presso il nostro istituto, un team multidisciplinare composto da chirurghi, cardiologi, anestesisti, infermieri ed altro personale sanitario.

Un pensiero ed un ringraziamento va alle famiglie dei donatori siciliani e non che con il loro gesto di puro altruismo hanno permesso a 200 pazienti di tornare ad avere aspettative di vita”. Dopo cinque anni dall’intervento, la curva di sopravvivenza dei pazienti trapiantati di cuore all’Ismett si attesta al 75 per cento, “una percentuale paragonabile a quella dei migliori centri trapianti di Europa – spiegano dall’istituto – e piu’ alta rispetto alla media italiana”.

Il programma di trapianto di cuore e’ stato avviato nel 2004 ed e’ affiancato gia’ da alcuni anni da un programma di Assistenza meccanica ventricolare (Vad), concepita soprattutto per far fronte al grosso numero di pazienti in lista di attesa per trapianto che non possono aspettare piu’ a causa del peggioramento della malattia.

I Vad di ultima generazione sono dispositivi costituiti da pompe centrifughe miniaturizzate, totalmente impiantabili all’interno della gabbia toracica del paziente. Sono 19 i trapianti di cuore eseguiti ad Ismett dopo un impianto Vad

Il Presidente di Confasi Sicilia Davide Lercara ha nominato Rosalia Spataro responsabile per la provincia di Palermo del comparto Sport e Spettacolo. ” Confasi– dichiara il presidente regionale Davide Lercara- ritiene di estrema importanza tutalare i lavoratori dipendenti del settore e per tali ragioni ha inteso creare all’interno del sindacato un comparto dedicato”. In Sicilia a causa della pandemia in corso sono rimasti senza lavoro centinaia tra attori, musicisti, comici, operatori e costumisti. Analoga situazione si è verificato per quanti sono impegnati nel mondo dello spor,  soprattutto quello dilettantistico. Numerosi sono gli impianti e le strutture sportive in Sicilia che, non riuscendo a contrastare le perdite dovute alle mancate attività hanno chiuso i battenti.  ” Il nostro sindacato– conclude Lercara- intende dare voce e sostegno a questi settori ben sapendo che tante sono le problematiche da affrontare“.

Passa l’emendamento presentato dal deputato del Movimento 5 Stelle Rosalba Cimino contenuto all’interno del decreto “Milleproroghe” approvato alla Camera. La deputata, è autrice del testo che proroga di un ulteriore anno la disciplina transitoria utile all’iscrizione all’albo per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori a coloro in possesso dei requisiti previsti prima dell’entrata in vigore della riforma forense. Questa proroga consente l’iscrizione all’albo speciale che abilita gli avvocati al patrocinio dinanzi alla Corte di cassazione, al Consiglio di Stato, alla Corte dei Conti, alla Corte costituzionale e al Tribunale superiore delle acque pubbliche, agli avvocati che maturino i requisiti previsti prima della riforma, entro 9 anni (in luogo degli attuali 8 anni) dall’entrata in vigore della riforma stessa, e dunque entro il 2 febbraio 2022. “Siamo molto soddisfatti di questo risultato – spiega Cimino, componente della Commissione Cultura – ottenuto dopo aver lavorato a stretto contatto con l’Agius, l’associazione giuristi siciliani di Palermo. È un grande obiettivo che permette l’iscrizione all’albo speciale a coloro che ne hanno i requisiti”.

“Desta molto allarme cio’ che accade al largo della Sicilia. Ogni giorno decine e decine di migranti vengono accompagnati a riva, molti di loro risultano positivi al Covid-19 e si rende necessaria la quarantena a bordo della nave a cio’ preposta. L’hotspot di Lampedusa e’ sempre al collasso con presenze per cinque volte superiori alla capienza regolamentare. La variegata composizione della maggioranza che sostiene il governo Draghi non ha mutato di una virgola l’indirizzo del Viminale cosi’ che le nostre coste sono prese d’assalto. Chiederemo conto con interrogazione alla Lamorgese di tutti i soldi pubblici sperperati per l’accoglienza indiscriminata. Fratelli d’Italia unico partito a rimanere fermo sulla propria posizione: il blocco navale e’ l’unico rimedio possibile e va attuato prima che sia troppo tardi per la salute e la sicurezza pubblica”. Cosi’ Carolina Varchi, deputata di Fratelli d’Italia.