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A Palermo si sta impedendo il libero esercizio del diritto al voto costituzionalmente garantito.
Decine di sezioni non riescono ad aprire agli elettori per mancanza di presidenti o per ritardo nella consegna del materiale elettorale. Tutto ciò era davvero imprevedibile? È mai possibile che non ci sia stato e non c’è un intervento immediato degli organi preposti per consentire ai cittadini di votare, magari accorpando le sezioni? Questa è la nostra democrazia popolare?
Ogni passo necessario per fare chiarezza su questa ennesima triste pagina palermitana verrà fatto senza limitazione di sorta. Il voto di oggi, compreso il referendum, viene di fatto alterato anche qual ora si provvedesse ad iniziare in ritardo visto che molti elettori hanno avuto conferma delle proprie delusioni e certamente non ritorneranno al seggio. Senza dimenticare i criteri di scelta operati nel limitare ad un giorno la votazione in una domenica di feste familiari, mare e la finale del Palermo calcio.
Davvero non si poteva evitare e fare in modo di rispettare il diritto al voto? Il danno di immagine ed economico è certamente rilevante per tutti dopo la chiara lesione del già citato diritto al voto. Il presidente Mattarella, la ministra Lamorgese, il prefetto non possono stare inerti e devono intervenire subito per ripristinare la legalità a Palermo”.
Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale di Prima l’Italia.

“Ho chiesto al Ministro dell’Interno di valutare l’opportunità di autorizzare il prolungamento dell’apertura dei seggi elettorali, nella sola città di Palermo, fino alle ore 14 di domani, lunedì 13 giugno. Una misura straordinaria a seguito dell’altrettanto straordinaria situazione che si è venuta a creare in città per la mancata costituzione di decine di sezioni elettorali.

È un provvedimento che avrei adottato autonomamente, se non si votasse anche per i referendum. Al tempo stesso, ho manifestato apprezzamento al ministro Lamorgese per la disponibilità all’accorpamento delle sezioni elettorali non costituite con quelle già operanti”.

E sulla vicenda è intervenuta il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che dichiara: ”

“E’ gravissimo che a Palermo, senza alcun preavviso, un elevato numero di presidenti di seggio non si sia presentato per l’insediamento, ritardando l’avvio delle operazioni di voto. Un tale atteggiamento esprime una assoluta mancanza di rispetto per le Istituzioni e per i cittadini chiamati in questa giornata elettorale e referendaria ad esercitare un diritto costituzionale fondamentale per la vita democratica del Paese. La Procura di Palermo valuterà gli eventuali profili di responsabilità conseguenti alle segnalazioni inviate dal Comune, competente per le procedure di insediamento dei seggi e di sostituzione dei presidenti”.

Dopo un’intera giornata di lavoro alla ricerca dei presidenti di seggio mancanti, al momento sono solo 30 le sezioni del Comune di Palermo in cui non sono ancora iniziate le operazioni di voto. A dirlo ad Italpress è il segretario comunale del capoluogo siciliano, Antonio Le Donne, il quale garantisce che, insieme al suo ufficio, “da 28 ore consecutive stiamo facendo il massimo possibile per ovviare al problema dei presidenti di seggio”. Le Donne ha chiarito che inizialmente erano addirittura 174 i presidenti di seggio mancanti, che con un’opera certosina, fatta in alcuni casi ricorrendo al passaparola, sono quasi completamente rimpiazzati. “Al momento sono 570 le sezioni che funzionano e stiamo prodigandoci nel massimo sforzo possibile nel tentativo di trovare gli ultimi presidenti di seggio, in alcuni casi, convincendo i semplici scrutatori ad assumere il ruolo di presidente in altre sezioni. Purtroppo non sempre abbiamo trovato la giusta collaborazione da parte dei cittadini contattati, dai quali siamo stati anche trattati a male parole. Confido nel senso civico e nel buonsenso dei palermitani affinché si possa in breve tempo coprire anche la quota di sezioni mancanti, ma al momento non me la sento di fare previsioni su quando questo potrà accadere”. Nel frattempo, da quanto si apprende, in alcune sezioni della città di Palermo, le schede per i referendum non sarebbero state date agli elettori, se non su esplicita richiesta. Sull’argomento è intervenuto anche il leader della Lega Matteo Salvini, che ad Affaritaliani.it ha definito “Pazzesco che, a due ore dall’inizio del voto decine di seggi ancora chiusi, e in altri si può votare solo per il Comune, ma non per i Referendum. Il ministro Lamorgese, il presidente Draghi e il presidente Mattarella ritengono che tutto ciò sia normale?”. “A fronte di quanto sta accadendo in molte sezioni elettorali, dove mancano addirittura i presidenti di seggio e le operazioni di voto non sono ancora state avviate, chiediamo un intervento deciso e immediato da parte del governo nazionale, affinché garantisca l’effettiva regolarità delle elezioni amministrative di Palermo” ha invece detto il candidato sindaco di Palermo del centrodestra Roberto Lagalla. Mentre per Francesco Scoma, deputato della Lega-Prima l’Italia e componente dell’Ufficio di presidenza della Camera “E’ inaccettabile che migliaia di palermitani questa mattina non possano esprimere il proprio voto per le amministrative e per il referendum a causa dell’inefficienza della macchina amministrativa del Comune. Dopo il caos nei seggi elettorali, denunciato peraltro da giorni, ci attendiamo un provvedimento urgente del Ministro dell’Interno che
proroghi le operazioni di voto almeno fino domani alle ore 15. C’è da chiedersi se a causare questo disastro sia stata solo l’incompetenza o una manovra studiata ad arte da qualcuno per generare confusione e boicottare il voto”.

(ITALPRESS).

Giulia e Federica Lombardo le figlie di Francesco Lombardo candidato di FdI al Consiglio comunale arrestato insieme boss Vincenzo Vella, ieri, per scambio elettorale politico-mafioso scrivono: “Volevo comunicarvi che mio padre è ancora candidato al Consiglio comunale di Palermo e che il 12 Giugno potete andare tutti a votarlo per dimostrare realmente che persona è e che non è come l’hanno definito. Papà siamo con te, ti vogliamo bene”.

“Sapete che persona è nostro padre però meglio rinfrescare le menti, noi non saremo mai e poi mai delle persone così per come avete presentato e definito lui, da sempre persone leali, buone e tutti gli aggettivi positivi che si possano attribuire, e la gente che ci conosce sa che siamo persone oneste – aggiungono – Nostro padre ha sempre lavorato in maniera onestà, sta a contatto con tantissime persone perchè fa parte del suo lavoro ma ha sempre condiviso e lottato per avere un mondo pulito”. “Tutti i commenti visti fino ad ora si possono anche risparmiare perchè si parla sempre senza sapere e conoscere ma basandosi su quel che si legge senza accertarsi se è verità o no come una massa di pecore. Mio padre e di conseguenza la mia famiglia è stata, è e sarà, sempre onesta, leale e sincera. Non affiancateci a qualcosa che non siamo e mai saremo. Prima di parlare e scrivere bisogna pensare e contare tante volte”, concludono.

«In Sicilia il nuovo anno scolastico inizierà lunedì 19 settembre e si concluderà sabato 10 giugno 2023, per un totale di 204 giorni di scuola». Lo annuncia il neo assessore regionale all’Istruzione Alessandro Aricò, che stamattina, come primo atto del suo mandato, ha firmato il decreto predisposto dal competente dipartimento.

«Mi sembra doveroso, oggi che è l’ultimo giorno di scuola – aggiunge l’esponente del governo Musumeci – comunicare ai presidi delle istituzioni dell’Isola e alle famiglie il nuovo calendario scolastico. Nella scelta delle date abbiamo valutato le peculiarità della Sicilia e le sue condizioni climatiche. Negli ultimi anni infatti – continua Aricò – l’anno scolastico è partito tra il 12 e il 14 settembre, totalizzando circa 207 giorni di scuola. Quest’anno abbiamo voluto posticipare l’inizio, visto che la Sicilia a settembre è ancora in piena stagione estiva, anche per favorire le famiglie che volessero con i propri ragazzi sfruttare qualche momento in più di serenità e condivisione prima dell’inizio dell’anno scolastico che solitamente coincide con la fine della pausa estiva e la ripresa delle attività lavorative».

Tra le regioni che hanno già fissato il calendario scolastico, a iniziare il 19 settembre è anche la Valle d’Aosta.

«Nel giorno in cui suona la campanella l’ultima volta per quest’anno – conclude Aricò – mi fa piacere ringraziare gli insegnanti, il personale amministrativo e tutti i collaboratori per il lavoro svolto, ma anche i genitori e gli alunni ai quali auguro un periodo di riposo e di condivisione in famiglia e con gli affetti più cari». L’attività scolastica, nelle scuole di ogni ordine e grado, è sospesa per le vacanze di Natale dal 23 dicembre 2022 al 7 gennaio 2023, e in quelle di Pasqua dal 6 aprile 2023 al 11 aprile 2023. In Sicilia, nello scorso quinquennio, l’anno scolastico è sempre iniziato tra il 12 e il 14 settembre, eccezion fatta per il 2021 quando la prima campanella è suonata, invece, il 16 settembre.

“La feccia mafiosa che vuole potere e punta a servirsi della politica è un fenomeno transpartitico, non predilige la destra piuttosto che la sinistra, ma fa affari con chi si mette a disposizione. Occorre la schiena dritta per opporsi a cosa nostra. Vanno ripudiati e cancellati dalle liste coloro i quali scendono a patto con cosa nostra e grazie a Dio la magistratura e le forze dell’ordine non mollano mai la presa: a volte la politica è colpevolmente distratta. Diceva bene Paolo Borsellino quando sosteneva che mafia e politica solo due poteri che quando non si combattono, si mettono d’accordo. Abbiamo fatto uno sforzo enorme per avere liste con persone perbene, ma siamo i primi a condannare coloro i quali cercano consenso laddove invece non andrebbe chiesto ma ripudiato denunciando anche le indebite richieste”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo regionale dell’Udc in alla Regione Siciliana.

“Mentre la Procura continua ad arrestare i suoi candidati genuflessi di fronte ai boss, Lagalla attacca un nostro candidato che ha apertamente sconfessato il padre arrestato per mafia.
Evidentemente il candidato della destra non conosce la differenza fra sconfessare il padre mafioso e leccare il c… ai padrini.”
Lo scrive sui social network Mariangela Di Gangi commentando l’ennesimo arresto di un candidato di Roberto Lagalla arrestato per voto di scambio politico-mafioso e dopo le parole di Roberto Lagalla che in oggi ha attaccato un candidato del centrosinistra che ha rinnegato il padre arrestato per mafia.

La polizia ha arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso il candidato al Consiglio comunale di Palermo di Fratelli d’Italia, Francesco Lombardo, e il mafioso Vincenzo Vella, boss di Brancaccio, già condannato tre volte per associazione mafiosa.

L’aspirante consigliere comunale, il 28 maggio, avrebbe incontrato il mafioso e gli avrebbe chiesto il sostegno alle elezioni di domenica prossima.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Due giorni fa per lo stesso reato erano finiti in cella un candidato al consiglio comunale di Forza Italia e un costruttore mafioso.

Lombardo è ex consigliere comunale di Villabate. Nelle elezioni di domenica si era candidato al Consiglio comunale di Palermo. Vella ha scontato due condanne definitive per associazione mafiosa. Recentemente era stato condannato a 20 anni, ma la corte d’appello un anno fa aveva annullato la sentenza per un vizio di forma: per questo era stato scarcerato ed era libero. Anche in questo caso, come è accaduto per il consigliere di Forza Italia arrestato mercoledì, decisiva è stata una intercettazione ambientale. I due si sarebbero incontrati il 28 maggio scorso e nel corso dell’incontro il politico avrebbe chiesto l’appoggio elettorale al boss.

(ANSA)

In occasione dell’interrogatorio di garanzia, innanzi al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, non si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Piero Polizzi e Agostino Sansone, arrestati per presunto voto di scambio politico – mafioso. In sintesi Polizzi, che nel frattempo ha ritirato la candidatura al Consiglio comunale, ha affermato: “Non esiste alcun patto elettorale illecito. La trascrizione dell’intercettazione non è del tutto fedele al contenuto della conversazione. La frase incriminata: ‘se sono potente io, siete potenti anche voi’, è stata solo un modo per millantare potere. E’ un mio modo di parlare. Con Sansone ci conosciamo e ci frequentiamo da molto tempo”.

E’ indagato di peculato Carmine Canonico, 75 anni, già in servizio nella Guardia di Finanza, ex amministratore di una società interamente partecipata dalla Regione Siciliana. Lui, rappresentante legale pro-tempore, tra il 2019 e il 2021, di Sicilia Digitale, avrebbe liquidato a proprio favore rimborsi spese non dovuti. La Guardia di Finanza gli ha sequestrato preventivamente 43.259 euro, frutto della presunta commissione del reato. Dalle indagini delle Fiamme Gialle, coordinate dalla Procura di Palermo, sarebbe emerso che Canonico si sarebbe appropriato di rimborsi per spese relative a trasferte mai effettuate o effettuate solo in parte, poi pranzi e cene eccedenti l’importo massimo previsto, peraltro sostenute anche a beneficio di terzi, e l’acquisto di beni non rimborsabili.