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“Salgono a 181 i positivi al Coronavirus in Sicilia. Un dato che ci impone di fare appello a una maggiore disciplina collettiva. Evitare gli assembramenti, usare la mascherina nei luoghi all’aperto frequentati, usarla sempre nei luoghi chiusi (tranne a casa propria), mantenere la distanza di un metro con persone non conviventi, l’uso di guanti e mascherina per gli operatori commerciali di generi alimentari (anche ambulanti). Tutto questo può costituire un piccolo fastidio, ma ci dà un grande aiuto nel tenere bassa la probabilità del contagio. Confidiamo perciò nel senso di responsabilità di ognuno -soprattutto dei giovani – e nella accurata vigilanza delle Forze dell’ordine. Vorremmo evitare di adottare nei prossimi giorni misure restrittive, ma non ci sentiamo di escluderle”.
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, a proposito degli affollamenti verificatisi negli ultimi giorni in molte città dell’Isola.

“Ci dispiace di aver interrotto i sogni di Alice nel Paese delle meraviglie, riportando certi esponenti del Governo Conte alla dura realtà delle loro inadempienze. Sarebbe bene che giorno 31, prima di andare al viadotto Himera, qualcuno si faccia un giro sui 192 km della Palermo-Catania. Anzi, se riesce, quel qualcuno venga con il ministro De Micheli con cui è notorio non avere particolare feeling. Porti pure il presidente Giuseppe Conte, facendolo atterrare a Fontanarossa per poi raggiungere l’Himera lungo l’A19. Arrossirebbero dalla vergogna, catapultati in un’autostrada che sembra un videogioco, con trappole e tranelli da superare a ogni chilometro”.

L’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone replica così alle parole odierne del viceministro Giancarlo Cancelleri.

“Sulle strade provinciali – prosegue Falcone – vorrei ricordare che il presidente Musumeci ha dato l’ok da oltre 8 mesi alla nomina di Gianluca Ievolella a commissario per la viabilità. Si ricordi, Alice, che ancora l’ingegnere Ievolella aspetta tale nomina per mettere a punto i primi interventi. Tutto ciò malgrado le reiterate richieste del nostro Governo. A proposito, per consentire al commissario di lavorare e in assenza di concreti finanziamenti da Roma, il Governo Musumeci ha messo a disposizione del nominando commissario ben 100 milioni, appunto per dare un senso a questa nomina. Purtroppo non mi pare che si siano fatti passi avanti. E d’altronde, già per sbloccare la Catania-Ragusa, ci sono voluti 620 milioni messi a disposizione dal Governo Musumeci. Anche lì da sei mesi aspettiamo la promessa nomina del commissario”.

“Per quanto riguarda il Cas, Alice cerchi di informarsi meglio. Parli con i direttori generali competenti e si faccia dire se è vera quella cifra di 800 non conformità che i 5 stelle ripetono come pappagalli. In questi due anni, la cifra è stata di gran lunga ridotta ed è sicuramente inferiore a 150. Al contrario, Alice si sbrighi a far nominare le commissioni di gara per espletare strategici lavori come l’intera pavimentazione dell’autostrada Siracusa-Rosolini, in un vergognoso stato di degrado, proprio al fine di ridurre ulteriormente le non conformità e faccia restituire i 90 milioni di credito maturati dal Cas nei confronti del Ministero. Per sua conoscenza, dati alla mano, il Cas in questi primi mesi del 2020 è stata la stazione appaltante di Sicilia che ha immesso più denaro nel settore lavori pubblici dopo RFI. Alice si informi prima di parlare, con gli uffici del suo stesso Ministero. 

“Per concludere, a proposito dell’Himera, se qualcuno fosse meno superficiale, prima di parlare chiederebbe informazioni a Simonini, Mele, Borrella e Colombrita. Forse, finalmente, si renderebbe conto di chi ha davvero sbloccato l’impasse dell’A19 spezzata in due”.

“Il racconto che l’assessore regionale siciliano Marco Falcone si ostina a sostenere riguardo la ricostruzione del viadotto Himera è oltremodo stucchevole. Riconsegnarlo dopo 5 anni sicuramente non è un vanto, purtroppo è la realtà dettata dai tempi delle procedure e della burocrazia sulla quale sono intervenuto personalmente e con un risultato tangibile: lo sblocco e la riapertura”. A dichiararlo è il vice Ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri replicando alle dichiarazioni dell’assessore regionale Falcone a proposito della imminente riapertura del viadotto Himera sull’autostrada A19 Palermo-Catania.
“Io per primo, con l’articolo 2 inserito nel dl semplificazioni – spiega Cancelleri – voglio cambiare il passo degli affidamenti e delle esecuzioni delle opere nel nostro Paese. Consentitemi però di dire che da un governo regionale che in più di due anni non ha prodotto nessuna riforma, che si vanta dei tempi e del lavoro del Consorzio Autostrade Siciliane (che ricordo registra più di 800 non conformità sul piano della concessione) e che si convince che la minaccia delle dimissioni di un assessore sia stato lo stimolo per accelerare i lavori, perdonatemi, ma da questo governo regionale io lezioni non ne accetto. Il signor Pungolo, è lo stesso che in questi lunghi 5 anni non ha mosso un dito per mettere in sicurezza la frana che, ancora, insiste sull’Himera; sempre lo stesso, da mesi ormai, deve semplicemente comunicare la lista delle strade provinciali per cui il governo, già nel Conte 1, ha predisposto un commissario straordinario per intervenire e spendere velocemente i fondi messi a disposizione della regione per la manutenzione; sempre da Mr Pungolo ci si aspetta la stessa pressione e delegittimazione che ha nei confronti di Anas magari per il Cas, protagonista di cantieri dormienti e sordo ai richiami del ministero delle infrastrutture in materia di non conformità nei tratti a lui concessi”.
“Infine – sottolinea ancora Cancelleri – invito l’assessore, ormai a meno di una settimana della riapertura dell’Himera, a dare un taglio alle polemiche, ammettere che minacciare le sue dimissione se il viadotto fosse stato pronto il 31 non è stata una bella uscita e nemmeno un bel messaggio per tutti i siciliani per cui la sfida deve essere sempre il raggiungimento di un risultato, un dovere soprattutto per la politica che governa la Regione. Ci vediamo il 31, perché l’Himera riaprirà, non perché qualcuno ha minacciato di dimettersi, ma perché qualcun altro ha lavorato senza sosta, con sacrificio e massimo impegno, perché la Sicilia merita di vincere tutte le sfide per un vero rilancio” – conclude il vice ministro Cancelleri.

Sono giorni di attesa in assessorato alla Salute, ma anche a Palazzo d’Orleans, sede del Governo regionale. L’assessore alla Salute Ruggero Razza e il presidente della Regione, Nello Musumeci, sono perennemente in contatto e seguono con attenzione i monitoraggi. Per il momento, fortunatamente, non ci sono dati superino i parametri prestabiliti per far scattare misure speciali di contenimento del virus.

A preoccupare sono, però, i focolai emersi nel catanese, nel messinese, nel ragusano. Focolai sono stati individuati in tempo – secondo l’assessorato alla Sanità – per evitare il dilagare del contagio. A rassicurare è soprattutto il fatto che non sia necessario il ricorso alle terapie intensive e nella maggior parte dei casi neppure al semplice ricovero.

“La situazione è sotto controllo”, per l’assessorato alla Salute. Ma i numeri sono in crescita e anche l’identikit dei contagiati: sempre più giovani. Ciò porta il Governo regionale a un’altra riflessione sulle mosse da pianificare in queste fase.

Nelle spiagge e nelle località turistiche in genere le regole anti-contagio, a cominciare dalla distanza di sicurezza, non vengono rispettate con la dovuta attenzione. È da lì che alla Regione temono possano iniziare nuovi focolai. E per questo motivo Razza e Musumeci stanno preparando una direttiva ai sindaci: «Li inviteremo ad aumentare i controlli nei luoghi sensibili, quelli in cui è più facile che si formino assembramenti. La guardia deve restare alta».

Spiagge, locali limitrofi, strade della movida: la Regione chiede ai sindaci di aumentare la vigilanza. Un appello che l’Anci coglie a patto che vengano stanziate risorse per finanziare questa operazione.

In Sicilia 181 positivi al coronavirus, 13 in piu’ rispetto a ieri. Si tratta di nove persone individuate nel Catanese grazie alle azioni di conctat tracing condotte dai sanitari dell’Asp: otto sono riconducibili al cluster dell’hinterland etneo, mentre uno e’ un cittadino che ha manifestato una leggera perdita dell’olfatto ed ha, giustamente, ritenuto di farsi visitare. E’ l’unico soggetto (tra i 13 dell’intero territorio siciliano) che presenta dei sintomi lievi. Gli altri casi sono stati riscontrati nel Messinese, con un paziente che rientra nel cluster – gia’ circoscritto ed isolato – dell’ Istituto ortopedico, e nel Nisseno, dove un cittadino e’ stato trovato positivo al test del tampone che, da protocollo, viene effettuato in caso di pre-ricovero per altre patologie. In provincia di Ragusa, invece, sono stati individuati due casi positivi: si tratta di un marittimo straniero ed un migrante del gruppo di provenienza asiatica di stanza in un centro della provincia iblea.

“Salgono a 181 i positivi. Un dato che ci impone di fare appello a una maggiore disciplina collettiva. Evitare gli assembramenti, usare la mascherina nei luoghi all’aperto frequentati, usarla sempre nei luoghi chiusi (tranne a casa propria), mantenere la distanza di un metro con persone non conviventi, l’uso di guanti e mascherina per gli operatori commerciali di generi alimentari (anche ambulanti). Tutto questo può costituire un piccolo fastidio, ma ci dà un grande aiuto nel tenere bassa la probabilità del contagio. Confidiamo perciò nel senso di responsabilità di ognuno – soprattutto dei giovani – e nella accurata vigilanza delle Forze dell’ordine. Vorremmo evitare di adottare nei prossimi giorni misure restrittive, ma non ci sentiamo di escluderle”, ha dichiarato il presidente Nello Musumeci.

Dunque complessivamente 15 sono ricoverati con sintomi, 2 in terapia intensiva e 164 in isolamento domiciliare. In totale i contagiati sono stati 3.179. Si registra, inoltre, un incremento di 2.208 tamponi effettuati. Sono 283 i deceduti.

Con la legge Madia voluta dal governo Renzi il Corpo Forestale dello Stato è stato di fatto cancellato ed il suo personale irregimentato nell’Arma dei Carabinieri e militarizzato.

Si sono salvate da questo assurdo provvedimento soltanto le regioni a statuto speciale che hanno mantenuto la competenza sui rispettivi Corpi forestali regionali.

Mentre non si è prodotto nessun risparmio tangibile in termini di spesa si sono perse fondamentali competenze in materia di anti incendio boschivo e manutenzione del territorio.

Il Partito della Rifondazione Comunista sostiene con convinzione la necessità della ricostituzione del Corpo Forestale dello Stato come Corpo di polizia ambientale e paesaggistico a ordinamento civile e del ripristino dei molti diritti sindacali che una sciagurata legge ha cancellato.

E’ necessario fare pressione affinché Il Parlamento colmi questa voragine nel più breve tempo possibile e restituisca al Paese tutte le competenze in materia di salvaguardia di flora e fauna contro gli incendi, il dissesto idro-geologico, il bracconaggio e i tanti reati ambientali che i sostenitori del capitalismo all’italiana hanno per anni causato con conseguenze dirette sulla salute del territorio e dei cittadini!

Gli enti locali, su cui sono state scaricate irresponsabilmente le conseguenze della legge Madia, sono i protagonisti della campagna “Restituiteci il Corpo Forestale!”.

Rifondazione Comunista impegna tutti i suoi eletti nei consigli comunali e regionali a proporre risoluzioni che chiedano al Parlamento un intervento tempestivo sulla questione. Chiediamo di fare altrettanto a tutti i consiglieri comunali e regionali che condividono l’obiettivo.

La campagna nazionale ha preso il via dal comune di Firenze lo scorso 23 luglio con una risoluzione che può essere scaricata e utilizzata come modello per altrettante analoghe iniziative (https://www.comune.fi.it/system/files/2020-07/Risoluzione%20SPC.pdf).

Invitiamo quindi tutti gli amministratori locali ad unirsi a questa campagna di pressione dal basso affinché al parlamento arrivi un messaggio forte e chiaro: “Restituiteci il Corpo Forestale!”.

“Progetti Utili alla collettività (PUC): quadro normativo e competenze dei Comuni”. Questo il titolo del  Webinar in programma per il prossimo 28 luglio 2020 alle ore 12, organizzato dall’ANCI Sicilia   in collaborazione con la Regione Siciliana e la Banca Mondiale.

“Si tratta del primo evento in Italia che vede un ampio coinvolgimento degli enti locali su come avviare la fase 2 e su come costruire i PUC partendo dalle esigenze dei territori e utilizzando la recente modulistica messa a disposizione dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali”. Hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI Sicilia.

“L’iniziativa sarà un’importante opportunità di confronto tra amministratori locali dirigenti e funzionari dei comuni – aggiunge Alvano – e consentirà di approfondire gli aspetti legati al contesto normativo e soprattutto agli atti amministrativi, che vanno posti in essere nella consapevolezza che l’impegno dei cittadini, percettori del reddito di cittadinanza, deve essere legato alle effettive esigenze dei territori”.

Nell’ambito dei Patti per il lavoro e/o per l’inclusione sociale i beneficiari del reddito di cittadinanza sono tenuti, infatti, a svolgere i Progetti Utili alla collettività (PUC) nel comune di residenza e i Comuni, singoli o associati avranno la responsabilità dell’approvazione, attuazione, coordinamento e monitoraggio dei progetti posti in essere in ambito sociale, culturale, artistico, ambientale, formativo e per la tutela dei beni comuni.

“C’è, da tempo, grande attesa  sull’avvio di questi progetti – continua il presidente Orlando – e finalmente i comuni avranno la possibilità di diventare protagonisti potendo, all’interno dei limiti dettati dalla normativa nazionale, scegliere in quali ambiti coinvolgere i percettori di reddito di cittadinanza”.

L’ANCI Sicilia ha già registrato circa 300 richieste di partecipazione da 250 comuni siciliani che probabilmente non potranno essere tutte soddisfatte, ma visto il grande interesse suscitato dall’evento, sarà certamente necessario programmare un successivo incontro.

Interverranno, fra gli altri, Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia e  Rosolino Greco, dirigente generale del Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali  che porteranno i saluti istituzionali. Sono previste le relazioni di  Ettore Vittorio Uccellini e Carlos Chiatti, collaboratori di Banca Mondiale, che descriveranno il quadro normativo, gli indirizzi e le procedure relativi all’attuazione dei PUC e Giuseppe Mattina, assessore alla Cittadinanza Sociale del comune di Palermo che porterà l’esperienza del proprio comune. Modererà i lavori Mario Emanuele Alvano, segretario generale ANCI Sicilia.

“Vergognosamente avventate e false. Servono solo a nascondere i limiti dell’azione di Governo”. Il Segretario Generale della Fp Cgil Sicilia, Gaetano Agliozzo, nella relazione introduttiva in occasione del Direttivo Regionale del comparto,  svoltosi in videoconferenza, si è soffermato sulle violente polemiche innescate dalle dichiarazioni del Presidente della Regione, secondo cui l’80%  dei regionali si “gratta la pancia”.  “Tutti adesso – ha sottolineato Agliozzo – colgono la contraddizione esistente tra tale giudizio, tranciante e denigratorio sui dipendenti,  e la distribuzione dei premi di risultato operata ad appannaggio dei Dirigenti Generali dei vari Dipartimenti”.

La relazione ha toccato diversi temi e questioni che vedono impegnata, in prima linea, la FP CGIL in tutta la Sicilia: partendo da un’analisi dalla fine del “lockdown” alla gestione del lavoro “da remoto”, con i problemi connessi al “rientro in sicurezza” negli uffici. “Durante tutta la fase acuta dell’emergenza – ha evidenziato Agliozzo – è stato possibile apprezzare e rivalutare il ruolo del lavoro pubblico. Dall’impegno delle professioni sanitarie di Medici e Infermieri,  all’igiene ambientale, dai Lavoratori dei Centri per l’Impiego a quelli dell’INPS, al Terzo settore, alla Sanità privata. Tanti lavoratori  “essenziali” che hanno consentito al Paese di non affondare e di uscire dalla crisi”.

Agliozzo ha, poi, passato in rassegna le tante vertenze aperte, dalle vicende contrattuali in corso di definizione, ma anche gli importanti obiettivi raggiunti in questi mesi: la sottoscrizione del CCNL della Sanità Privata, l’accordo sulla premialità di quella Pubblica Siciliana, la vicenda dei catalogatori e dei BB.CC.. Ed ancora: la questione dei rifiuti, gli accordi nella Cooperazione Sociale e nel Terzo Settore, il dibattito sul rinnovo del CCNL delle Funzioni

Centrali e quello per cambiare l’assetto delle qualifiche di quello dei Regionali, la “vertenza” dei Precari, degli ASU, dei Lavoratori delle IPAB. Per non parlare della questione dell’ordinamento della Polizia Locale, dei servizi educativi e degli Assistenti Sociali e  della vertenza relativa al piano straordinario assunzionale.

La FP CGIL annuncia alcune iniziative, già in cantiere, che si terranno a settembre: in particolare un evento sulla sanità ed uno sulla riforma della Regione. Così come saranno riavviati una serie di  momenti di confronto  ed una vertenzialità per riproporre il tema dello stato “di decomposizione” delle ex Province. Nelle prossime settimane verranno promossi, inoltre, dei focus per  rilanciare i coordinamenti regionali della Polizia Penitenziaria e dei Vigili del Fuoco. “Questa ripresa di iniziative – ha sottolineato Agliozzo –  servirà ad irrobustire ed estendere il tesseramento alla FP e a preparare, con maggiore attenzione,  il rinnovo delle RSU, cominciando ad individuare i percorsi per  la predisposizione delle liste e l’impostazione complessiva della “campagna elettorale”. Sarà necessario allestire dei veri e propri  “comitati elettorali”, a sostegno dei nostri candidati e delle nostre idee, che intercetti anche il sostegno della CGIL, variamente intesa, che ha dichiarato di volersi mobilitare al fianco della Categoria”.

Dopo la relazione di Agliozzo, è seguito un appassionato e costruttivo dibattito che ha visto intervenire i rappresentati di vari comparti e territori, i quali  hanno arricchito di spunti il proficuo incontro.

“La FP CGIL è in perfetta salute e pienamente attrezzata ad affrontare le sfide contenute nella relazione – ha concluso Gaetano Agliozzo – ed è  fortemente motivata a centrare gli obiettivi indicati. In queste settimane abbiamo puntato accrescere i servizi offerti, sia quelli propri (formativi ed informativi legati alla “piattaforma” corsi e concorsi), sia quelli assicurativi (con polizze per tutti gli Iscritti) ma anche quelli del “Sistema Servizi CGIL” di Patronato e Fiscali.

 

“Esprimo la mia incondizionata stima e solidarietà all’amico Salvo Pogliese, che in momento cruciale per la città, in cui si stava spendendo al massimo delle sue energie, a causa della legge Severino che condanna in primo grado di giudizio chi, per come sancisce la Costituzione, dovrebbe invece avvalersi della presunzione di innocenza sino al terzo grado giudiziario, è stato coinvolto in una bufera senza precedenti. Ricordo a me stesso che Salvo Pogliese, per amore di Catania, si era anche dimesso dalla carica di Parlamentare europeo, la quale gli garantiva l’immunità oltre ad altre garanzie. Fino ad oggi, con i mezzi a sua disposizione è riuscito ad amministrare la città nell’ottica del risanamento, con coraggio e buongoverno. A lui la mia vicinanza per una vicenda dalla quale, sono sicuro saprà uscirne a testa alta”.
Lo afferma il deputato di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, on. Alfio Papale.

“La sentenza del Tribunale di Palermo è greve. Mi sorprende e mi colpisce come giurista ed operatore del diritto, non certo come ex politico che si è mosso secondo il principio di legalità spendendo risorse destinate al gruppo parlamentare e per il ruolo ricoperto in linea con le regole, anche non scritte, vigenti durante il mio mandato e nelle precedenti legislature. Confido, avendo la coscienza serena, nel giudizio di merito che arriverà”. Lo affema Rudy Maira, ex parlamentare regionale e capogruppo all’Assemblea regionale siciliana.