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A Pasqua e Pasquetta potremmo ritrovarci all’interno di un paradosso folle, insensato e pericoloso. L’Italia in zona rossa, con sindaci e prefetti che si affrettano a chiudere piazze e parchi pubblici mentre la normativa vigente consentirebbe alle attività commerciali: negozi, discount, supermercati e ipermercati del settore alimentare (anche all’interno dei centri commerciali), catene dell’elettronica, ferramenta, negozi di abbigliamento per bambini, articoli sportivi ecc di rimanere aperti in quanto “essenziali” e grazie anche alla liberalizzazione delle aperture nei giorni festivi.

Non c’è alcuna ragione per cui le attività commerciali rimangano aperte a Pasqua e Pasquetta, persino durante una pandemia che  in Italia uccide ancora oggi 300 persone al giorno.
Chiediamo, come avvenuto lo scorso anno, che i Presidenti delle Regioni con propria ordinanza decretino la chiusura di tutte le attività commerciali a Pasqua e Pasquetta su tutto il territorio regionale.
Insieme ai sanitari, le lavoratrici e i lavoratori del commercio in particolare del settore alimentare dopo un anno di emergenza non si sono mai fermati. Il paese intero dovrebbe essere riconoscente a chi pur con contratti precari, con ridotte tutele, sottoposto a iper-sfruttamento non ha fatto mai mancare la propria abnegazione per mantenere aperti negozi e supermercati. Una categoria, quella delle commesse e dei commessi, a stretto contatto con il pubblico che vergognosamente tutti i piani vaccinali, regionali e nazionale, hanno dimenticato.
Rifondazione Comunista si è sempre battuta contro il far west delle aperture e degli orari. La totale liberalizzazione è stata votata da centrodestra e centrosinistra durante il governo Monti. Anche durante questa emergenza abbiamo rilanciato più volte le preoccupazioni e le richieste dei lavoratori del commercio.
Rifondazione chiede al Parlamento di cancellare la norma che consente alle catene commerciali, ipermercati e supermercati mano libera sulle aperture domenicali e festive.

E’ di oggi la notizia di un’indagine avviata presso la Procura di Trapani, sui dati dei contagi da Covid in Sicilia, che ha condotto all’arresto di soggetti apicali dell’Assessorato regionale alla Salute.

Negli ultimi mesi, la Sicilia avrebbe visto crescere esponenzialmente i contagi, ma i numeri sarebbero stati alterati per mantenere l’indice sotto i livelli di guardia, e quindi per evitare il passaggio in zona rossa e le relative limitazioni.

L’inchiesta getta un’ombra pesantissima sui vertici della sanità siciliana, poiché, laddove le accuse fossero confermate, si sarebbe trattato di un vero e proprio attentato alla salute della collettività.

Così Alfio La Rosa, Presidente di Federconsumatori Sicilia: “La notizia ci lascia sgomenti: nel caso in cui tali condotte fossero realmente state perpetrate, saremmo davanti ad uno stratagemma che si riflette sulla salute dei cittadini siciliani.  Federconsumatori, quale associazione che promuove e tutela il diritto alla salute, nonché da sempre presidio della legalità e della correttezza nelle relazioni tra cittadini e pubblica amministrazione, segue la vicenda con grande partecipazione ed apprensione”.

L’avv. Gaia Matteini, Responsabile della Consulta Giuridica di Federconsumatori Sicilia: “Stiamo valutando la presentazione di un esposto, come Associazione rappresentativa degli interessi della collettività, e ci costituiremo parte civile nell’eventuale processo che dovesse avviarsi: se le accuse dovessero essere confermate, sarebbero lesi non solo i diritti di ogni singolo cittadino siciliano, ma anche gli interessi delle tante attività le cui sorti dipendono proprio dai dati sui contagi”.

Le accuse mosse dalla magistratura trapanese a Razza e ai funzionari dell’assessorato regionale siciliano alla sanità, di falsificazione dei dati sui contagi, al fine di evitare la zona rossa all’isola, e addirittura di occultamento del numero dei morti, sono gravissime. Siamo in presenza di un uso disonesto del ruolo governativo ricoperto e delle cariche amministrative per un cinico calcolo di rincorsa del consenso elettorale giocato sulla vita delle e dei cittadine/i.
Le dimissioni di Razza debbono essere immediate e, a questo punto, vanno verificate in modo approfondito e senza sconti le responsabilità di Musumeci, verso il quale i magistrati spendono generosamente una nota di credito ritenendolo “ingannato”. Tutti sappiamo infatti il ​​fortissimo rapporto di fiducia e di connubio che lega Musumeci a Razza.
La gestione della campagna di vaccinazione in Sicilia ha rivelato anomalie e percorsi inaccettabili, in quanto i vertici politici regionali hanno voluto privilegiare, rispetto alle precedenti per gli anziani e per i soggetti fragili, corporazioni e professioni economicamente ed elettoralmente più pesanti.
Auguriamo che gli sviluppi dell’inchiesta offrano un quadro esaustivo della gestione sanitaria in Sicilia, dove la chiusura della medicina territoriale, le convenzioni sanitarie, le privatizzazioni e le esternalizzazioni dei servizi pubblici sono state gli strumenti dell’arricchimento speculativo delle aziende del settore a scapito del diritto alla salute delle e dei cittadine/i.

“Le dimissioni di Razza non bastano, lo scandalo sui dati dei contagiati dal Covid, che secondo la magistratura sarebbero stati taroccati per evitare la zona rossa, travolge i vertici dell’assessorato alla Sanità: i siciliani pretendono chiarezza, Musumeci venga a riferire al Parlamento prima possibile”.
Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars, Giovanni Di Caro.
“Mentre la Regione viene investita da uno scandalo di una portata incredibile come quello svelato dai magistrati – afferma Di Caro – ci sembra assurdo che l’Aula vada avanti su una finanziaria per tantissimi versi inutile e sganciata dai bisogni dei siciliani  senza fare quasi riferimento alle vicende terribili svelate dalle intercettazioni, che parlano di alterazioni dei dati che potrebbero aver provocato gravissimi danni sulla salute dei siciliani. Anche Musumeci faccia mea culpa, visto che è lui il commissario per l’emergenza Covid in Sicilia”.

Altre intercettazioni tra Letizia Di Liberti ed Emilio Madonia:
Di Liberti: Come sono i dati oggi?
Madonia: Mille positivi.
Di Liberti: Mii assai …Lo sai che farei? Che ne metterei… che ne metterei…qualcuno domani che poi ne abbiamo pochi…Toglici un poco su Catania, un poco su Palermo…Sopra i mille non dobbiamo più salire.
Di Liberti: Il problema… sai qual è?..volevo.. arrivare … sotto i 900! …895, qualcosa di questo.
Madonia: Magari abbasso un po’ Trapani.
E poi sui tamponi la Di Liberti conversa così con Salvatore Cusimano:
Cusimano: 7500 ti vanno bene tamponi?
Di Liberti: Fai a 8100, per lo meno abbiamo il 10%, cerchiamo di evitare di andare troppo sopra il 10.

“Piena fiducia sull’operato della magistratura a cui chiediamo tuttavia di chiudere le fasi dell’indagine nel più breve tempo possibile. È opportuno che in questo momento storico si faccia la massima chiarezza sulla gestione della sanità in Sicilia e che il Parlamento regionale e i siciliani tutti siano messi al corrente di ogni dettaglio affinché non si perda la fiducia nelle azioni di contrasto alla pandemia”.

La nota del gruppo all’Ars di Attiva Sicilia.

Inevitabili e puntuali giungono, come non sempre avviene in queste circostanze, le dimissioni dell’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza, indagato nell’inchiesta che ruota attorno alla falsificazione dei dati Covid 19 e che lo vede indagato.

“Ho chiesto al presidente Musumeci di accettare le mie dimissioni” – dichiara Razza che continua -: Alla luce della indagine della Procura di Trapani che mi vede indagato, nel confermare il massimo rispetto per la magistratura, desidero ribadire che in Sicilia l’epidemia è sempre stata monitorata con cura, come evidenzia ogni elemento oggettivo, a partire dalla occupazione ospedaliera e dalla tempestività di decisioni che, nella nostra Regione, sono sempre state anticipatorie. Non avevamo bisogno di nascondere contagiati o di abbassare l’impatto epidemiologico, perché proprio noi abbiamo spesso anticipato le decisioni di Roma e adottato provvedimenti più severi”.

Razza ha concluso: “I fatti che vengono individuati si riferiscono essenzialmente al trasferimento materiale dei dati sulla piattaforma che sono stati riportati in coerenza con l’andamento reale dell’epidemia, tenuto conto della circostanza che sovente essi si riferivano a più giorni e non al solo giorno di comunicazione. Quando si leggeranno le carte durante la fase processuale si potrà chiarire una diversa ipotesi.

 

“Le dimissioni di un assessore alla salute che falsifica e fa “spalmare” i dati sul Covid non vanno chieste dall’opposizione: vanno pretese dal presidente della Regione. Stamattina. Come primo atto di decenza morale. Quanto a Musumeci, se davvero non sapeva, l’inettitudine di un Presidente incapace di controllare la gestione dell’emergenza è colpa grave e imperdonabile.
Una colpa che non gli permetteremo di nascondere lanciando la palla in tribuna, come è uso fare da tre anni a questa parte”
Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione Antimafia regionale siciliana Claudio Fava in riferimento all’inchiesta sulla falsificazione dei dati Covid-19 condotta dalla Procura di Trapani.

“La Sicilia è scossa dalle notizie che arrivano dalla Procura di Trapani che ha avviato una indagine sui dati relativi all’andamento del contagio da Covid – 19, che la Regione inviava all’Istituto Superiore di Sanità.

Secondo quanto sostengono gli inquirenti, i vertici dell’Assessorato alla Sanità avrebbero alterato questi numeri, diminuendo il numero di positivi e alzando quello dei tamponi, condizionando così i provvedimenti che arrivavano da Roma nella definizione delle fasce e delle conseguenti restrizioni.

Le intercettazioni che, in queste ore, stanno trapelando sono inquietanti e preoccupanti e vedono protagonista anche l’Assessore alla Sanità Ruggero Razza, che risulta fra gli indagati.

Aspettiamo l’evoluzione di questa inchiesta giudiziaria e, mi auguro, che si faccia al più presto chiarezza. Tutto questo, se confermato, sarebbe di una gravità inaudita. Auspico l’arrivo di soluzioni drastiche e si valuti anche l’immediato commissariamento della sanità in Sicilia”, così in una nota la deputata catanese Maria Laura Paxia (Misto – L’Alternativa c’è).

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, è intervenuto così nel merito dell’inchiesta sui dati covid che coinvolge anche l’assessore Razza: “Ho letto le agenzie, inutile dire che in questi casi si resta sorpresi. Noi le zone rosse le abbiamo anticipate non nascoste: è storia. Ma bisogna avere rispetto per la magistratura, ho fiducia nell’assessore Ruggero Razza, se fosse responsabile da solo adotterebbe le decisioni consequenziali. Bisogna essere sereni e fiduciosi, sono convinto che la verità emergerà prestissimo.

“Leggo dichiarazioni di rappresentanti politici che fanno accapponare la pelle – dichiara Musumeci su La 7 -, questa è una terra di giustizialisti: è una vergogna. Abbiamo visto quanti indagati poi sono usciti dalle inchieste. Quindi, calma calma… calma”.