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Si riunisce la terza commissione Attività Produttiva all’Ars, ove è stato messo sul piatto il sistema del riordino del settore agricolo e forestale . – «Ottimo risultato raggiunto, approvato e trasmesso per esame dell’aula il disegno di legge di riforma dei Consorzi di bonifica – dice l’assessore regionale dell’Agricoltura Toni Scilla. – Nella stessa seduta è stato anche esitato positivamente, e trasmesso in commissione Bilancio, il disegno di legge sui forestali, che incrementerà le garanzie occupazionali a 180 giornate lavorative annue. Particolarmente significativi sono i due articoli che riguardano gli interventi per l’ampliamento della superficie da rimboschire, in linea con le indicazioni dell’Unione europea, e soprattutto la previsione di nuovi ingressi di lavoratori. È la conclusione del processo di razionalizzazione dei contingenti previsto dal disegno di legge del governo Musumeci, che consentirà un ricambio generazionale del bacino dei lavoratori forestali».

Da qui, ora la palla passa al voto e gli operai forestali devono attendere ancora per capire se il tutto sarà messo nero su bianco e magari toccare la realtà che tanto si aspetta. “Purtroppo siamo diventati tutti San Tommaso, per non dire personalmente, voglio toccare con mano una realtà che tanti aspettiamo da tanto tempo – dice Antonio David, operaio e responsabile del sito di ForestaliNews – Voglio capire se tutto ciò corrisponde ad una realtà che tanti operai attendono, cioè quello di non elemosinare le 101 o 78 giornate annue. Tutti sanno che con queste giornate non si può mantenere una famiglia e sfido chiunque a dire al contrario. Purtroppo sappiamo che ormai la parola stabilizzazione deve essere cancellata dai vocabolari, inutile continuare a prenderci in giro, ma quella di arrivare a 180 giorni per tutti gli operi sarebbe un’ottima vittoria non solo da parte nostra, ma di un governo che potrebbe mettere una “pezza” ad anni di precariato totale”.

L’Assemblea dei sindaci siciliani, svoltasi oggi pomeriggio in videoconferenza, per valutare l’evoluzione della pandemia sui territori ha ribadito la necessità di chiarezza sul  rapporto esistente fra la normativa nazionale e quella regionale  con riferimento alle conseguenze derivanti dalla istituzione di zone gialle, arancioni e rosse e alle condizioni giuridiche per emanare le eventuali ordinanze sindacali.

Ha inoltre ribadito la necessità di avere a disposizione, Comune per Comune, dati certi e aggiornati sul numero dei contagiati  e dei vaccinati  e sulla eventuale incidenza dei ricoveri sulle strutture sanitarie  per evitare il ripetersi dello stato di incertezza e di preoccupazione dei giorni scorsi.

“In tale incerto contesto, come amministratori   abbiamo assistito alla crescente preoccupazione da parte del mondo scolastico e dei nostri concittadini per l’incremento esponenziale dei contagi ed abbiamo evidenziato con forza  in una nota ufficiale e nel corso dell’ultima riunione della   task force sulla scuola, l’assenza dei dati sull’andamento epidemiologico  e l’inadeguatezza degli strumenti disponibili nelle  strutture scolastiche, come la mancanza di mascherine FFP2 e dei  necessari impianti di areazione nelle aule”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“La posizione assunta da numerosi amministratori che hanno deciso di emanare le ordinanze (ex art. 50 del TUEL) tenendo conto dell’aumento esponenziale dei contagi – continua Orlando – è nata dalla necessità di  scongiurare una reale condizione di pericolo che di fatto è poi stata  confermata dalle ultime ordinanze del presidente della Regione, Nello Musumeci, che hanno sottoposto a provvedimenti restrittivi anti COVID – 19  e dichiarato in zona arancione, ben 149 comuni siciliani”.

“Chiediamo – conclude il presidente Orlando – inoltre  che le altre istituzioni competenti e le autorità sanitarie   si attivino per prevenire eventuali situazioni di pericolo rilevando e soprattutto arginando,  in tempi rapidi, eventuali focolai”.

Nel corso dell’assemblea è emersa, infine,  anche la criticità relativa alla circostanza che alcune ASP, a causa dell’incremento dei contagi, non hanno più provveduto a svolgere il servizio di ritiro dei rifiuti domestici dei cittadini in quarantena. A tal proposito è stato sollecitato  il ripristino del servizio di pertinenza delle ASP che, solo in qualche caso, potrà essere svolto dal Comune, previa intesa con l’ASP.

A Palermo la Digos ha arrestato una infermiera in servizio nell’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo. E’ indagata di falso ideologico e peculato. Durante un turno di servizio avrebbe finto di somministrare il vaccino anti-covid a due coniugi no vax. Si tratta di Giorgia Camarda, 58 anni, e lavora come infermiera anche nel Reparto malattie infettive dell’ospedale “Civico” a Palermo. Secondo gli investigatori, oltre a fingere di vaccinare la coppia no vax, adesso indagata per concorso in falso e peculato, avrebbe finto di avere ricevuto la dose booster del vaccino grazie alla complicità della collega già arrestata a dicembre, Anna Maria Lo Brano. La Lo Brano, in cambio di denaro, avrebbe finto di vaccinare 11 persone. Il sistema usato dalla Camarda è lo stesso della collega: versava la dose vaccinale in un quadrato di garza e simulava l’iniezione. Le indagini della Digos proseguono.

“Il presidente Miccichè sbaglia i conti o qualcuno che vuole seminare zizzania lo vuole portare fuori strada. A noi, come del resto a lui, piace essere schietti e diretti: gli abbiamo dato quattro voti così come annunciato. Attiva Sicilia ha manifestato apertamente la sua contrarietà per quanto accaduto in Aula e anche prima del voto ha sottolineato la priorità del rispetto istituzionale. Miccichè sbaglia bersaglio, abbiamo votato senza trucco e senza inganno e non capisco da cosa possa nascere il suo sospetto”, lo afferma il deputato regionale di Attiva Sicilia, Sergio Tancredi.

La vicepresidente dell’Ars, Angela Foti, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e al presidente della Regione, Nello Musumeci, sulla questione dell’obbligo del super green pass sui mezzi di trasporto come aerei e navi. Obbligo che, in particolare, limita la libera circolazione di chi vive su un’Isola, come la Sicilia o la Sardegna. Chi, infatti, abita nel resto della Penisola, può spostarsi con un mezzo proprio tra le regioni senza limitazioni, anche senza essere in possesso di Super Green pass semplice. Chi, invece, vive su un’Isola non ha la stessa libertà perché per uscire dalla propria regione è condizionato all’uso di un mezzo pubblico e quindi obbligato ad avere il green pass rafforzato. “La deroga per per i soli motivi di salute e di studio, da e per isole minori con green pass base e non rafforzato fino al 10 febbraio è un pannicello caldo e sta mettendo a disagio decine di migliaia di siciliani sequestrati da un provvedimento ingiusto”, dice Foti.

“Il trasporto marittimo, necessario per gli spostamenti da e per la Sicilia, la Sardegna e le isole minori – aggiunge la vicepresidente dell’Ars – è affidato a compagnie di navigazione che operano su concessioni pubbliche e che dunque sono tenute a non consentire l’imbarco ai passeggeri che non hanno il super green pass. Tale scenario sta penalizzando territori già svantaggiati dalla riconosciuta condizione di insularità, determinando una palese discriminazione fra regioni e fra cittadini. Il presidente della Regione Siciliana e il sindaco di Messina hanno già chiesto un correttivo a questa norma ma evidentemente il governo Draghi se ne infischia. Quante umiliazioni dobbiamo ancora subire prima che qualcuno si accorga di noi? A parte la senatrice Drago e l’europarlamentare Donato, le posizioni dei nostri rappresentanti eletti a Roma e Bruxelles rimangono tiepide se non impalpabili e tutto ciò è inaccettabile”.

“La libertà di circolazione e soggiorno delle persone all’interno dell’Unione europea – conclude Foti – costituisce la pietra angolare della cittadinanza dell’UE. Per questo chiedo di adottare urgentemente le opportune misure correttive, prevedendo disposizioni specifiche per le Isole del territorio nazionale, garantendo, così, almeno la continuità territoriale, nonché la dovuta equità fra le regioni del Paese rispetto all’adozione dei provvedimenti volti al contenimento della pandemia in corso”.

La Guardia di Finanza, su disposizione del Tribunale di Palermo, ha sequestrato ben per 1 milione e 371mila euro ad un avvocato di Palermo, già presidente del Consiglio di amministrazione di una fondazione di Bagheria, attiva nel settore dei corsi di formazione e di aggiornamento professionale, con fondi della Regione Siciliana. In particolare, il professionista, tra il 2017 ed il 2019 avrebbe trasferito parte dei fondi ricevuti dalla Regione su conti correnti personali o intestati ad altre fondazioni sempre a lui riconducibili, per poi utilizzarli per scopi strettamente personali. L’avvocato è stato denunciato alla Procura per i reati di peculato ed autoriciclaggio. Il sequestro per equivalente, ovvero nella stessa misura e a garanzia della restituzione del profitto del reato, ammonta a complessivi 1 milione e 371mila euro, tra disponibilità finanziarie, conti correnti, polizze e fondi di investimento, una villa ad Ustica e due unità immobiliari a Palermo.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, rinvia la resa dei conti. All’azzeramento della giunta si procederà solo dopo l’approvazione dell’esercizio provvisorio del Bilancio, proposto dal governo fino al termine massimo consentito, ovvero il prossimo 30 aprile, quindi 4 mesi dal primo gennaio. Il voto sull’esercizio provvisorio è in calendario martedì prossimo. Secondo i beni informati, gli assessori hanno convinto Musumeci che non è opportuno che la Sicilia incorra in una situazione di mancanza di un governo e contemporaneamente senza un bilancio. Inoltre, alcune forze politiche sarebbero scettiche sulla formazione di una nuova giunta come strumento per risolvere la crisi. Il dibattito è quindi rinviato alla prossima settimana.

A Palermo oltre 5,5 tonnellate di gas in bombole, stipate all’interno di 2 container provenienti dalla Cina e destinate ad una società di Marsala, sono state sequestrate dai funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli al porto, in collaborazione con la Guardia di Finanza, quotidianamente impegnati nei controlli dei flussi merce in import ed export. In particolare, da accertamenti è emerso che si tratta di un tipo di miscela artificiale e, nello specifico, di gas fluorurati a effetto serra, prodotti in laboratorio dall’americana “The Chemours Company”. Il riscontro sull’effettiva titolarità americana dell’eco-brevetto, ha permesso di appurare l’effettiva violazione del diritto di proprietà intellettuale per la realizzazione della particolare miscelazione di gas importata in Italia. Il rappresentante legale dell’importatrice marsalese è indagato per contraffazione e ricettazione.

Si è svolta la prima sessione di vaccinazione dei bambini sopra i 5 anni al Policlinico di Palermo, con un bilancio positivo, secondo il responsabile delle vaccinazioni, Claudio Costantino, che afferma: “Siamo riusciti a fare più dei 15 vaccini che avevamo previsto con le prenotazioni. E’ un’ottima risposta da parte dei genitori, ma abbiamo visto anche i bambini felici. Con la variante Omicron abbiamo capito che il virus ormai circola in modo incontrollato. E’ fondamentale, dunque, vaccinare i nostri bambini perché, anche se sviluppano forme di infezione più lievi, ad alcuni può capitare il ‘lungo covid’, con conseguenze a lungo termine. Dobbiamo proteggerli”.

Non accenna ad attenuarsi, anzi il contrario, lo scandalo del cimitero dei Rotoli a Palermo dove attualmente giacciono non sepolte circa 940 bare. Non è stata ancora avviata la trasformazione della sezione 473 in campo di inumazione per ospitare quasi 400 defunti. Il progetto è stato già fornito all’amministrazione comunale lo scorso anno dal professore Nunzio Scibilia, e prevede una serie di terrazzamenti dove posizionare le diverse file delle sepolture nella nuda terra a prezzi popolari, 160 euro con concessione decennale. Inoltre, la riparazione del forno crematorio, che dopo alcuni rinvii avrebbe dovuto concludersi lo scorso 5 gennaio, slitta di altri sei mesi. Il consigliere comunale di Palermo del Movimento 5 Stelle, Antonino Randazzo, interviene così: “Per le cremazioni occorre recarsi a Misterbianco, a Messina, o addirittura in Calabria. Speravamo che entro gennaio il forno tornasse in funzione, ma abbiamo ricevuto la notizia che si è ancora in fase di aggiudicazione del progetto e che serviranno altri sei mesi”.