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Elena Pagana è la nuova capogruppo all’Assemblea Regionale Siciliana di Attiva Sicilia, il progetto civico nato lo scorso maggio. Prende il posto di Matteo Mangiacavallo per un avvicendamento ampiamente programmato.

Pagana, 29 anni di Troina, laureata in Giurisprudenza, è al primo mandato all’Ars. È vicepresidente delle Commissioni parlamentari “Statuto” e “Affari istituzionali” e componente della Commissione “Regolamento”.

“Ringrazio i deputati del mio gruppo – afferma Pagana – per avermi affidato questa responsabilità. Si apre un anno importante nel quale il Parlamento siciliano può essere centrale per dare adeguate risposte ai cittadini siciliani che si aspettano molto da chi li rappresenta. Nello spirito di Attiva Sicilia lavoreremo alacremente con proposte che partano dal rilancio economico e che diano segnali di attenzione ai più deboli, a coloro che più di tutti hanno pagato la crisi economica che si è collegata all’emergenza sanitaria. A loro dobbiamo risposte certe, superando ogni pregiudizio ideologico e guardando al bene comune”.

“Per Attiva Sicilia il 2021 sarà un anno importante – afferma il capogruppo uscente, Matteo Mangiacavallo – abbiamo un programma ben chiaro che vogliamo perseguire, a partire dalla piena attuazione dello Statuto Siciliano: una battaglia sulla quale non arretriamo e alla quale Elena Pagana darà ulteriore slancio. Il mio impegno si sposta ora sull’organizzazione territoriale del progetto di Attiva Sicilia che in questi pochi mesi ha già ottenuto consensi inaspettati: evidentemente la gente riconosce il buon lavoro che stiamo facendo”.

“Dal leghista Figuccia un linguaggio volgare, non giustificabile per un rappresentante delle istituzioni democratiche. Me ne dispiaccio per lui. Certamente non sentivamo il bisogno di una metafora di così cattivo gusto. C’è da chiedersi se le tante donne che lo avranno votato sentano di avere il cervello al posto giusto. Nella Lega, Figuccia, da neofita si scopre Enea che anziché Anchise riprende sulle spalle quel Bossi del celodurismo. Non ricordo mai di aver sentito pronunciare volgarità al collega Figuccia che probabilmente nell’abbracciare la fede leghista ha mutuato il linguaggio scurrile del Bossi della prima ora”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

“Con estremo dispiacere apprendiamo delle dimissioni irrevocabili di Vincenzo Giambrone da commissario provinciale del partito ad Agrigento. Gli rinnovo i sentimenti di stima e amicizia che ci hanno accompagnato in questi anni. Forza Italia avrà una nuova guida nella provincia agrigentina avvalendosi di Margherita La Rocca Ruvolo, valida parlamentare e presidente della Commissione Sanità dell’Ars”.

Lo scrive in una nota il coordinatore regionale, Gianfranco Miccichè.

“Assistiamo in queste ore ad una polemica del tutto sterile e pretestuosa sulla composizione del governo regionale e sulla presenza di donne nel Governo.

Ciò che conta non è ciò che gli assessori hanno in mezzo alle gambe ma ciò che hanno in mezzo alle orecchie. E soprattutto come lo usano per il bene dei siciliani”.
Lo ha dichiarato il deputato regionale della Lega Vincenzo Figuccia.

“Finalmente la  fumata bianca tanto attesa nei palazzi del potere è arrivata, il rimpasto è fatto e le poltrone sono state aggiudicate, Musumeci può stare tranquillo, gli appetiti dei suoi compagni di maggioranza sono stati saziati, quelli dei siciliani no. E purtroppo non è un modo di dire, alcune categorie  rischiano veramente la fame”.
Lo affermano i deputati del M5S all’Ars in relazione al rinvio dell’approvazione del ddl  sull’esercizio provvisorio.
“Non solo – dicono i deputati – non possiamo permetterci il lusso di avere un bilancio di previsione, questa maggioranza non è stata in grado di partorire nemmeno uno straccio di esercizio provvisorio. Governo e maggioranza hanno cincischiato fino all’ultimo, impegnati a risolvere il risiko delle poltrone  piuttosto che pensare ai veri problemi della Sicilia. Se nessuno poteva prevedere che arrivasse il Covid, quantomeno tra i guru di Musumeci qualcuno poteva pronosticare  l’arrivo della fine dell’anno e con essa le importantissime scadenze che questa  si porta dietro”.

“Condividendo appieno l’iniziativa di alcuni sindaci siciliani, che in una nota, il cui primo firmatario è il sindaco di Militello in Val di Catania, Giovanni Burtone  chiediamo che, fra le categorie a rischio da inserire, prioritariamente, nella campagna vaccinale, in corso, contro il Covid-19, siano considerate anche le persone con disabilità e  in particolare  coloro che hanno problemi psichici, che mostrano, purtroppo, notevoli difficoltà nell’applicare le prescrizioni restrittive, quali distanziamento e uso della mascherina”. Ha dichiarato il presidente dell’ANCI Sicilia, Leoluca Orlando.

“Sollecitiamo, quindi il Presidente del Consiglio,  Giuseppe Conte, il Ministro della Salute, Roberto Speranza e la Ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo nonché il Commissario per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19, Domenico Arcuri, a farsi carico della problematica  che coinvolge un gran numero di persone particolarmente fragili che quotidianamente vengono assistite da famiglie in  seria  difficoltà  a causa della pandemia in corso”.

Se ne parlerà l’anno prossimo, stante ad alcune voci apprese, effettuare il rimpastino all’interno della Giunta regionale guidata da Nello Musumeci che avrebbe dovuto questa mattina consentire il giuramento di Marco Zambuto e Toni Scilla.

Lo stesso Musumeci avrebbe preso 48 ore di tempo per prendere una decisione definitiva dopo aver avuto un colloquio telefonico con tutti i leader siciliani del gruppo di maggioranza.

Sembra, ma non è accertato, che le nomine di ieri avrebbero creato qualche problema.

Ribadiamo nulla di certo; di sicuro c’è che il giuramento di stamattina previsto per le 11.00 è saltato.

 

 

“Quando si sceglie di dedicare la propria vita alla cura e alla tutela degli altri, bisogna poi fare scelte conseguenti. Per il personale sanitario, in piena pandemia, il vaccino è quindi un obbligo morale, che spero diventi presto anche giuridico”. È il commento di Francesco Ruggeri, presidente della sezione Strutture socio-sanitarie di Sicindustria, che spiega: “L’interesse collettivo viene sempre prima di quello del singolo. Per quanto riguarda, in particolare, le strutture socio-sanitarie, l’avere visto tante persone fragili morire per la diffusione del Covid dovrebbe già di per sé essere una motivazione adeguata a spingere il personale a vaccinarsi per proteggere coloro che hanno affidato loro il bene più prezioso, ossia la salute, la cui tutela non può essere seconda neanche alla libera scelta di non curarsi. Per questo considero il vaccino un prerequisito indispensabile a svolgere attività sanitarie e auspico una risposta collettiva positiva da parte di tutto il nostro personale”.

“Nel pacchetto di misure da circa 40 miliardi di euro della Legge di bilancio 2021 trovano spazio diversi interventi a favore del comparto primario, che da una prima lettura del testo appaiono positivi e assolutamente condivisibili, anche se sembra mancare un reale e organico disegno complessivo finalizzato al rilancio strutturato del settore; ricordiamo che l’agricoltura sconta ancora i pesanti effetti delle misure messe in campo per contenere la pandemia del Coronavirus, quali il blocco delle frontiere e la chiusura e le limitazioni al canale HoReCa”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo il via libera definitivo alla manovra recante il bilancio di previsione dello Stato per il 2021 e il bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023, arrivato al fotofinish con la fiducia approvata dal Senato, con la quale sembra essere scongiurato l’esercizio provvisorio, che sarebbe scattato a partire da domani.

“Pur apprezzando, infatti, misure quali l’esonero contributivo per i giovani coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli per un periodo massimo di due anni, così come l’esenzione Irpef 2021 dei redditi dominicali e agrari dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, interventi ripetutamente caldeggiati dalla Confederazione, non possiamo mancare di sottolineare nuovamente l’esiguità delle risorse messe in campo a favore del settore, che ammontano a circa 400 milioni di euro, ovvero appena l’1% dell’intero pacchetto, e rappresentano una boccata d’ossigeno importante, ma di certo non sufficiente; il Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, ad esempio, può contare su 150 milioni di euro per il 2021, che vanno a sommarsi ai circa 70 milioni di euro con i quali è stato rifinanziato il Fondo di solidarietà nazionale e ai 10 milioni di euro che confluiranno nel Fondo per le cosiddette ‘filiere minori’”, osserva il presidente.

“Nel testo trovano poi posto interventi in favore del comparto suinicolo, quali il rifinanziamento del Fondo di settore, e per quello vitivinicolo, per cui viene istituito un Fondo per lo stoccaggio privato dei vini di qualità, con una dotazione di 10 milioni di euro, e viene introdotto un credito d’imposta per la vendita online, per un totale di circa 15 milioni per il triennio 2021-23; a queste misure ‘settoriali’ se ne aggiungono poi altre che trasversalmente andranno a incidere sul primario, quali ad esempio gli interventi sul credito, il potenziamento degli strumenti per l’internazionalizzazione delle imprese italiane e la proroga del cosiddetto bonus verde per tutto il 2021”, continua Verrascina.

“Continuiamo però a chiedere un ulteriore sforzo al Governo affinché abolisca la sugar tax e la plastic tax, che anche con i correttivi apportati in sede parlamentare, con i quali è stato sancito un doppio slittamento rispettivamente di un anno e di sei mesi, rischiano di far calare i consumi e di creare a cascata ripercussioni negative sui produttori”, conclude il presidente della Copagri.

“Con l’esercizio provvisorio in alto mare e la Sicilia a rischio di default finanziario, l’unico pensiero del Presidente Musumeci in queste settimane è stato il rimpastino della Giunta, condizione necessaria per portare a casa l’approvazione della manovra di fine anno.
In un grottesco travisamento delle forme politiche e della sostanza democratica, Musumeci inaugura la prima giunta integralmente al maschile, virile rimembranza del ventennio fascista in cui alle donne non era neppure concesso di votare.
Sarà il caso che di questa offesa giuridica e culturale si occupi anche il Presidente Mattarella, a meno che l’Autonomia siciliana debba essere intesa anche come extraterritorialità rispetto alla civiltà del diritto e della storia”
Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava.