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“L’assegnazione del carburante agricolo agevolato è la prima attività annuale dell’intero mondo agricolo ma le nuove regole di presentazione delle richieste stanno determinando troppi ritardi”.

Lo scrivono in una lettera a firma congiunta inviata all’assessore regionale all’Agricoltura Toni Scilla e al dirigente generale Dario Cartabellotta, i presidenti regionali di Cia Rosa Giovanna Castagna e Copagri Natale Mascellino.

Nella lettera si chiede che l’assegnazione del carburante agricolo avvenga con le medesime modalità degli anni scorsi, ovvero assegnazione del 50% sul prelevato dell’anno precedente a seguito di autocertificazione del produttore, completamento della richiesta entro il 30 giugno 2022. Questa procedura è possibile poiché fino al 31 marzo è attivo lo stato di emergenza per cui molte procedure possono essere semplificate, rispettando le norme e garantendo i diritti deli agricoltori. 

Nella lettera viene reiterata, inoltre, la richiesta di incontro anche in videoconferenza per affrontare diverse problematiche del mondo agricolo.

 L’Ordine dei medici di Palermo ha sospeso i primi 10 medici che non sono in regola con l’obbligo vaccinale a seguito dell’istruttoria avviata a dicembre scorso.

I provvedimenti sono stati emessi a seguito delle nuove procedure di accertamento dell’inadempienza e sospensione dall’esercizio della professione passati in capo agli Omceo provinciali per il tramite della Federazione nazionale Fnomceo, responsabile del trattamento dei dati personali.

L’istruttoria dei primi 10 iscritti si è conclusa stamattina. Un lavoro in progress che potrà determinare ulteriori sospensioni, efficaci fino alla comunicazione dell’avvenuto adempimento vaccinale.

I medici sospesi non potranno percepire alcuna retribuzione o altro compenso.

In riferimento alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’istruzione, Roberto  Lagalla  l’Anci Sicilia  evidenzia di aver denunciato in una nota ufficiale, inviata stamattina, ai rappresentanti del Governo,  la mancanza di dati certi  e di aver apertamente chiesto il rinvio dell’apertura delle scuole.

La nota aveva espressamente  abbiamo chiesto di conoscere i dati certi relativi al numero dei contagiati comune per comune, all’incidenza degli stessi su 100.000 abitanti, al tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e in aree mediche insieme al numero delle persone vaccinate.

L’ANCI  Sicilia chiama  tutti  alle proprie responsabili e si riserva di comunicare le ulteriori decisioni che scaturiranno dall’assemblea di tutti i sindaci ancora in corso in videoconferenza.

Attribuire all’ANCI Sicilia  posizioni diverse da quelle di una forte preoccupazione per la crescente gravità è privo di ogni fondamento.

“La Regione non può far finta di nulla sulla controversa realizzazione dell’impianto biogas a Montallegro, in provincia di Agrigento” lo dice il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Di Caro, che sul tema ha chiesto un’audizione urgente in commissione Territorio e Ambiente all’Ars, in presenza dell’assessore dell’Energia e Servizi di Pubblica Utilità, del dirigente generale del dipartimento Acque e Rifiuti, dell’assessore Territorio e Ambiente, del dirigente generale del dipartimento Urbanistica e del sindaco di Montallegro.

“Nonostante la contrarietà del Comune – prosegue Di Caro – il governo Musumeci potrebbe autorizzare la  realizzazione, in prossimità del centro abitato di Montallegro, di questo impianto per trasformare i rifiuti in gas. Si tratta di un progetto del 2017, presentato  dalla ditta Catanzaro che è anche la titolare della discarica di Siculiana. L’impianto avrebbe già i pareri autorizzativi regionali, che però sono stati rimessi in discussione dal Comune che teme rischi per gli abitanti. La giunta regionale, cui spetta l’ultima parola, non può decidere di superare il parere del Comune dando un via libera d’imperio al progetto. Il caso rischia di diventare un precedente molto pericoloso. Pensiamo per esempio ai due termovalorizzatori che il governo regionale intende realizzare per smaltire la parte indifferenziata dei rifiuti: ci sarebbe a questo punto il rischio concreto che l’autorizzazione non tenga conto dell’eventuale dissenso da parte delle popolazioni interessate. Sarebbe inammissibile procedere senza confronto e mediazione”, conclude Di Caro.

I sindaci siciliani chiedono dati certi sulla diffusione dell’epidemia da COVID – 19 in Sicilia nei singoli Comuni, sull’attivazione delle USCA  e sulla disponibilità di mezzi di aerazione e delle mascherine FFP2. Questa la richiesta  emersa, ieri sera, dall’assemblea di tutti i sindaci siciliani, svoltasi in modalità digitale, nel corso dalla quale un gran numero di primi cittadini hanno espresso  preoccupazione per l’evoluzione del quadro epidemiologico in Sicilia e per la grande difficoltà nel reperimento di dati certi e attendibili sul tracciamento del contagio nelle proprie comunità.

“In una nota, inviata  stamattina al presidente Musumeci e all’assessore  Razza- ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia – abbiamo chiesto di conoscere i dati certi relativi al numero  dei contagiati comune per comune, all’incidenza degli stessi su 100.000 abitanti, al tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e in aree mediche  insieme  al numero delle persone vaccinate”.

“Considerata la gravità della situazione sulla quale si è già espresso anche il Comitato Tecnico Scientifico della Sicilia auspicando una eventuale zona arancione o addirittura rossa per l’intera Isola – continua Orlando – essere informati, in tempo reale, sull’andamento dei contagi nei nostri territori rappresenta un elemento fondamentale per consentire l’adozione di eventuali misure di contenimento urgenti e necessarie”.

In Sicilia, per incrementare la campagna di vaccinazione obbligatoria per gli over 50, gli hub delle tre città metropolitane, ovvero Palermo, Catania e Messina, sono attivi fino alla mezzanotte. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha aderito ad un’apposita proposta del generale Figliuolo. Lo stesso Musumeci afferma: “Faccio appello ancora una volta a tutti. La situazione ospedaliera dimostra sempre di più come lo status vaccinale faccia la differenza, essendo tantissime le complicanze su tutti i pazienti non vaccinati. Mi aspetto, alla pari di questi ultimi giorni, un’adesione convinta”.

L’assessore regionale alla Funzione pubblica, Marco Zambuto, emanerà una circolare per regolamentare la prosecuzione dello smart working per i dipendenti della Regione. E’ quanto emerso a conclusione di un incontro in videoconferenza tra l’assessore e i sindacati dei regionali.

«Abbiamo sollecitato questo incontro e siamo soddisfatti del risultato perché è necessario intervenire al più presto per mettere in sicurezza tutti i dipendenti dell’amministrazione regionale, soprattutto i più fragili», spiegano Gaetano Agliozzo e Franco Campagna della Fp Cgil, Paolo Montera e Fabrizio Lercara della Cisl Fp, Enzo Tango e Luca Crimi della Uil Fpl. «In ambito nazionale – proseguono i sindacalisti – sono già stati forniti tutti gli strumenti utili per far fronte all’emergenza, quindi l’impegno preso dall’Assessorato è ora quello di intervenire con un proprio provvedimento, ricalcando e adattando all’amministrazione regionale i contenuti della recente circolare dei ministri della Funzione pubblica e del Lavoro, Renato Brunetta e Andrea Orlando, in merito alle linee guida in materia di lavoro agile nelle Pubbliche Amministrazioni. L’assessore Zambuto e il capo di gabinetto Silvio Cuffaro hanno garantito che procederanno tempestivamente in questa direzione». «Da parte nostra – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – non mancheranno confronto e collaborazione per ottenere il miglior risultato possibile a tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini. E vigileremo affinché vengano potenziate e rispettate tutte le condizioni di sicurezza necessarie».

A Palermo i Carabinieri della stazione di Brancaccio hanno arrestato marito e moglie perchè, in una stanza della loro abitazione, hanno allestito una piantagione di marijuana con oltre 70 piante di 60 centimetri di altezza. E’ stata scoperta dai militari grazie anche ai cani antidroga del nucleo di Villagrazia. E’ dotata di condizionatori, lampade alogene, fertilizzanti, in uno spazio della casa facilmente accessibile sia ai coniugi che ai loro figli minori. L’impianto è stato alimentato, come accertato dai tecnici dell’Enel, con un allaccio abusivo alla rete elettrica. L’arresto della coppia è stato convalidato dal gip del Tribunale di Palermo. Le piante sono state campionate e saranno analizzate dal Laboratorio analisi stupefacenti del Comando provinciale Carabinieri di Palermo.

La piena intesa c’è: «Un Polo per la ricerca e l’innovazione con le università siciliane per poter utilizzare al meglio le risorse comunitarie e offrire nuove opportunità di lavoro ai neolaureati».
Ad annunciarlo è il presidente della Regione Nello Musumeci, che nel pomeriggio ha incontrato a Palazzo Orléans i rettori dei quattro Atenei dell’Isola: Palermo (Massimo Midiri), Catania (Francesco Priolo), Messina (Salvatore Cuzzocrea) ed Enna (Giovanni Puglisi), con i quali è stato sottoscritto un apposito protocollo d’intesa. All’incontro erano presenti anche gli assessori regionali all’Istruzione, Roberto Lagalla, alle Attività produttive, Mimmo Turano, e all’Energia, Daniela Baglieri.
 
«Un momento di confronto – evidenzia Musumeci – per definire un percorso comune, alla luce soprattutto della molteplicità di risorse che saranno disponibili a breve per l’Isola. Regione e Atenei, infatti, siamo chiamati ad affrontare insieme, nei prossimi mesi, sfide vecchie e nuove: dall’energia rinnovabile alla sismicità, dalla desertificazione al cambiamento climatico, dal digitale all’idrogeno, solo per fare alcuni esempi. Ecco perché con i quattro rettori firmiamo un Protocollo d’intesa per la creazione di un Tavolo partenariale da attivare fin da subito. Servirà ad una strategia comune per le procedure di candidatura nell’ambito delle risorse del Pnrr e per ogni altro settore di intervento in seno al nuovo ciclo di programmazione dei Fondi delle politiche di coesione».
 
Il “Coordinamento della ricerca in Sicilia”, così come verrà chiamato, intende promuovere «una forma di collaborazione stabile e organizzata fra i diversi attori della ricerca e innovazione operanti in Sicilia». Si punta insomma alla «costituzione di un coeso e armonico sistema regionale della ricerca e dell’innovazione, attraverso la creazione di alleanze e la definizione di rapporti di collaborazione e cooperazione interregionali, nazionali e internazionali a supporto delle progettualità delle università siciliane».
 Gli ambiti interessati dall’accordo riguardano, tra gli altri: la doppia transizione green & digital; la valorizzazione delle tecnologie chiave abilitanti (Kets); la collaborazione su progetti di produzione di idrogeno low-carbon, la diffusione dell’idrogeno pulito negli usi industriali; la promozione di iniziative e progetti di ricerca e sviluppo per accelerare la transizione verso forme di produzione a minore impatto energetico e ambientale; l’attivazione di interventi di ricerca di base e applicata nei settori propri delle aree di sviluppo strategico della Regione (agroalimentare, digitale, scienza della vita, beni culturali, energia, turismo, economia del mare, etc.).
Da tutti i rettori è stata condivisa la proposta del governo regionale di avviare l’iter per la costituzione di un’Agenzia regionale della ricerca. «In questi quattro anni la politica della Regione verso le Università è stata costante e molto attenta – ha sottolineato il presidente della Conferenza dei rettori delle Università siciliane, Giovanni Puglisi – Concordo con l’importanza di un’Agenzia regionale che parta dagli Atenei e raccolga tutti gli enti pubblici e privati che si occupano di ricerca. Il sistema universitario è pronto a fare la sua parte».
Fondamentale la necessità di fare sistema per utilizzare al meglio le risorse messe in campo dal Pnrr. «È un’occasione unica per ridurre il gap infrastrutturale che ancora esiste tra Nord e Sud» ha osservato Priolo. «Questo protocollo d’intesa è un atto di riconoscimento del ruolo svolto dalle Università siciliane nel campo dell’innovazione e della ricerca» ha aggiunto Cuzzocrea. Per Midiri «le risorse ci sono, bisogna saperle spendere bene. Noi dobbiamo investire per fare in modo che l’Università sia l’anticamera del lavoro per i nostri studenti».

“La scomparsa del presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli,  è per me un grandissimo dolore e una grandissima perdita per tutti noi. Il suo stile esemplare, la sua coerenza e il suo impegno nella difesa dei diritti e della dignità umana hanno fatto di lui un  importante punto di riferimento istituzionale per l’Italia e per l’Europa”. Ha dichiarato Leoluca Orlando , presidente di ANCI Sicilia.

“Egli è stato protagonista del nuovo ruolo e del nuovo volto dell’Europa in tempi di pandemia,  ponendo una particolare attenzione alla cultura dell’accoglienza e al Mediterraneo, tristemente noto per i fatti di cronaca e per il continuo olocausto dei migranti.

Nel corso della sua lunga carriera, prima giornalistica e poi politica e istituzionale – conclude il presidente Orlando- ha sempre dimostrato un grande impegno per il riconoscimento dei diritti individuali e collettivi e affrontato il tema dei diritti umani come laboratorio politico e culturale per la costruzione di una nuova Europa, coesa e solidale”.