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Presunte tangenti pagate per ottenere una sepoltura al cimitero “dei Rotoli” di Palermo: il Tribunale ha condannato l’ex direttore per corruzione. I dettagli.

Il cimitero di Santa Maria dei Rotoli, nel quartiere Vergine Maria a Palermo, è il più ampio della città. E’ stato costruito a ridosso di Monte Pellegrino nel 1837 quando, a seguito dell’epidemia di colera, il cimitero di Sant’Orsola non fu più sufficiente ad accogliere le salme. Adesso, ironia della sorte, non vi è alcuna epidemia di colera, ed è il cimitero “dei Rotoli” non più sufficiente ad accogliere le spoglie mortali dei palermitani tanto che centinaia di bare sono da tempo ammassate ovunque. Tuttavia se si avesse pagata una tangente allora il posto dove seppellire il caro estinto sarebbe saltato fuori. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Lirio Conti, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 5 anni e 10 mesi di reclusione l’ex direttore dei cimiteri del Comune di Palermo, Cosimo De Roberto, e ha assolto i titolari delle agenzie funebri Nunzio Trinca, Giulio Bonanno e Natale Roberto Catalano della San Michele, difeso dagli avvocati Giovanni Castronovo e Silvana Tortorici, il fioraio Rosolino Lo Cicero, l’impiegato addetto alle tumulazioni Andrea Senapa, e il collaboratore amministrativo del cimitero, Rodolfo Zanardi. Sono stati tutti imputati di corruzione. L’inchiesta ruota intorno ad un presunto giro di mazzette pagate per accelerare le sepolture al camposanto di Palermo, da anni in emergenza per la carenza di posti. La Procura della Repubblica ha proposto in requisitoria tre condanne e tre assoluzioni. I Carabinieri avrebbero ricostruito il percorso di alcune tangenti, ognuna da 800 euro, grazie a cui, anche se ai “Rotoli” vi è cronica mancanza di spazio, parecchi cittadini sarebbero riusciti ad evitare che i loro cari defunti fossero custoditi nel deposito del cimitero. All’ex direttore De Roberto è stato contestato anche il reato di peculato perché avrebbe utilizzato il furgone del Comune, destinato al cimitero dei “Rotoli”, per il trasloco della figlia.

Luigi Genovese – inizialmente tra gli 8 deputati regionali eletti nel collegio di Messina, e poi invece, a seguito del riconteggio, superato dalla Lega per un margine di 30 voti, con il relativo seggio assegnato all’uscente Pippo Laccoto – presenterà ricorso al Tar, assistito dagli avvocati Marcello Scurria e Francesca Andò che spiegano: “Abbiamo seguito tutta la vicenda. Il risultato elettorale era basato su verbali pieni zeppi di errori. A Messina non abbiamo trovato un ufficio centrale in grado di voler controllare questi documenti, ci siamo scontrati con un muro di gomma. Abbiamo chiesto una verifica ma l’ufficio centrale si è chiuso dietro un formalismo inspiegabile. Si è falsato un risultato chiaro, c’è qualcosa che non va. La richiesta era semplice, bastava confrontare i verbali e la tabella di scrutinio. I verbali dovrebbero essere lo specchio della tabella ma ci hanno detto che non possono guardare. E’ come chiedere di tradurre dal cinese con il vocabolario accanto e non usarlo. Non chiediamo voti in più ma vogliamo che sia accertato la genuinità del voto”.

A Palermo, al cimitero di Sant’Orsola, una donna è caduta dentro una tomba, sprofondando per tre metri, a causa del cedimento della lastra di marmo su cui era salita. Dell’incidente si sono accorte alcune persone in visita al cimitero, che hanno telefonato ai Vigili del fuoco. La donna, rimasta sempre cosciente, è stata imbracata e messa in salvo. E’ stata soccorsa dai sanitari del 118. Ha subito delle fratture.

Intercettato da alcuni giornalisti a conclusione del giuramento da neo Ministro delle Politiche del Mare e del Sud, Nello Musumeci avrebbe confermato che al momento non gli è stata assegnata la delega ai Porti. Sarebbe in bilico tra lo stesso Musumeci e il ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini. L’ex presidente della Regione avrebbe dichiarato: “Avremo tempo per parlare anche di questo. Ma al momento non c’è”.

Un altro autobus dell’Amat, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Palermo, è stato danneggiato. Una mano al momento ignota ha lanciato una pietra contro il mezzo della linea 107 in via Leonardo da Vinci. Il sasso ha spaccato il vetro posteriore del mezzo diretto al rientro in deposito. Nessun ferito. L’autista ha telefonato alle forze dell’ordine e ha denunciato quanto accaduto.

A Misilmeri, in provincia di Palermo, i Carabinieri hanno arrestato 6 indagati di associazione di tipo mafioso ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso. Dall’inchiesta sarebbe emerso il persistente condizionamento del tessuto socio-economico attraverso il potere mafioso della famiglia di Misilmeri, espresso principalmente attraverso l’imposizione del pizzo. Elemento di spicco della famiglia di Cosa Nostra sarebbero Michele Sciarabba, ritenuto il capo della famiglia, e Alessandro Ravesi, suo presunto collaboratore. Tra l’altro sono state documentate le estorsioni ad un imprenditore del settore edile impegnato nella costruzione di un impianto di rifornimento di carburanti, poi ad un altro, proprietario di diversi supermercati, poi ad un altro imprenditore proprietario di un’azienda avicola del territorio, e finanche alle attività di trasporto di malati e di servizi funebri. Gli affiliati sarebbero stati impegnati inoltre nella risoluzione di controversie locali.

“Siamo stati tra i primi a proporre l’istituzione di un ministero per l’Economia del mare e siamo, quindi, soddisfatti doppiamente: perché la premier Giorgia Meloni lo ha istituito e, logicamente, lo ha inserito come naturale complemento all’interno dell’esistente ministero per il Sud, e perché ha avuto la sensibilità di affidarne la guida al senatore Nello Musumeci, che da presidente della Regione siciliana si è battuto col suo governo per ottenere da Roma la giusta attenzione allo sviluppo delle infrastrutture, della logistica e dei livelli di assistenza al Sud e in Sicilia”.
Lo afferma Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia, che aggiunge: “Siamo fiduciosi che Musumeci, al quale vanno i nostri complimenti e auguri di buon lavoro, riesca a ‘contaminare’ il nuovo governo di un sano meridionalismo che si traduca in una azione rispondente alle mutate esigenze della geopolitica e della logistica internazionale. Occorre rispondere velocemente alle richieste dei sistemi economici europei e varare una programmazione che trasformi il Sud e la Sicilia in un Hub produttivo, logistico, commerciale ed energetico del Mediterraneo, realizzando le necessarie infrastrutture e connessioni stradali, ferroviarie e portuali, modernizzando i servizi e completando la transizione ecologica, attraverso le risorse del ‘Pnrr’ e di tutte le altre fonti attivabili”.

La Corte d’Assise ha condannato all’ergastolo Salvatore Baglione, l’assassino reo confesso della moglie, la cantante neomelodica palermitana Piera Napoli.

La Corte d’Assise di Palermo, presieduta da Sergio Gulotta, dopo 4 ore di Camera di consiglio, ha condannato all’ergastolo Salvatore Baglione, imputato di avere ucciso sferrandole decine di coltellate la moglie Piera Napoli, giovane cantante neomelodica, il 7 febbraio del 2021. Lui si è costituito ai Carabinieri e ha confessato il delitto: “Mi tradiva da qualche mese e questa mattina mi ha detto di non amarmi più. Ho perso la testa per gelosia, l’ho accoltellata mentre era seduta sul water”. I giudici hanno condiviso la tesi della Procura secondo cui Baglione è stato capace di intendere e di volere quando ha commesso l’efferato assassinio, nel bagno di casa, in via Vanvitelli, nel quartiere Cruillas, a Palermo. Lui subito dopo l’omicidio si è ripulito, ha lavato il coltello, ha accompagnato i figli dalla nonna perché non assistessero alla scena, e ha postato su Facebook una frase inneggiante al “rispetto” corredata con una foto di Robert De Niro. La famiglia di Piera Napoli si è costituita parte civile in giudizio. Baglione è stato dichiarato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale per la durata della condanna. E tra le pene accessorie gli è stata inflitta anche la decadenza della responsabilità genitoriale. Lui risarcirà le parti civili. Sono state riconosciute provvisionali ai due genitori della donna per 100mila euro ciascuno, alle due sorelle per 40mila euro, e ad una delle due, in quanto tutrice dei tre figli della coppia, 450mila euro. A cinque associazioni impegnate nel contrastare la violenza sulle donne sono stati assegnati 5mila euro. Il femmincidio di Piera Napoli è avvenuto a poche centinaia di metri dalla sede centrale dell’Agenzia dell’Entrate, dove, su iniziativa del direttore, Pasquale Stellacci, è stato piantato un albero di mimose in memoria della vittima in occasione della festa della donna dell’8 marzo 2021, un mese dopo la morte, quando lei avrebbe compiuto 33 anni. Ai piedi dell’albero è stato scritto: “A Piera Napoli e alle donne che sanno cantare la vita”.

Lombardo è stato condannato a risarcire 52 mila euro. Per questa vicenda la procura della Corte dei conti aveva disposto la citazione in giudizio per 14 ex amministratori regionali per un danno erariale di 893.942 euro. Con Lombardo erano stati citati in giudizio gli ex assessori Alessandro Aricò, Accursio Gallo, Beppe Spampinato, Daniele Tranchida, Amleto Trigilio, Marco Venturi; con Rosario Crocetta anche Mariella Lo Bello, Vania Contrafatto, Giovanni Pistorio, Bruno Marziano, Baldo Gucciardi e Luisa Lantieri.

Parte della richiesta è andata in prescrizione, circa 576 mila euro. Oltre a Lombardo i giudici della Corte d’appello avevano condannato l’ex presidente Rosario Crocetta a risarcire 106 mila euro. Gli ex assessori della giunta Lombardo (Aricò, Gallo, Spampinato, Tranchida, Trigilio, Venturi) dovranno pagare a testa 8 mila e 600 mila euro. Gli ex assessori di Crocetta (Lo Bello, Contrafatto, Pistorio, Marziano, Gucciardi e Lantieri) 17.750 euro ciascuno. Il procedimento ha origine da «varie segnalazioni» e soprattutto da una denuncia del Dirsi, il sindacato dei dirigenti regional

Il Consiglio regionale dell’ANCI Sicilia torna a ribadire la forte preoccupazione per i gravissimi effetti che si stanno determinando a causa  dei rincari del costo dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua e chiede un intervento urgente al Governo  nazionale  e regionale affinché si eviti il default di imprese e istituzioni che renderebbe impossibile fornire servizi adeguati ai cittadini.

Questo è emerso nella seduta di stamattina, svoltasi a Palermo nei locali dell’Associazione e convocata specificatamente per affrontare il tema del caro bollette e della crisi strutturale dei comuni siciliani.

“Il  caro bollette, oltre ad essere  causa  della chiusura di un gran numero di imprese che si vedono costrette a licenziare i propri dipendenti con inevitabili e gravissime ricadute sul territorio e sulle famiglie siciliane già in difficoltà,  mette in pericolo l’erogazione di servizi fondamentali come l’illuminazione pubblica, il  trasporto locale o il riscaldamento delle scuole e l’esorbitante aumento  dei costi dell’energia  graverà sulle casse dei Comuni  per almeno 1 miliardo di euro,  una condizione che, senza un adeguato intervento normativo  ed economico da parte del Governo, sarebbe assolutamente insostenibile e si sommerebbe, purtroppo, in Sicilia,  alle gravi criticità di carattere strutturale dei Comuni siciliani, i quali, come più volte denunciato dall’ANCI Sicilia, vivono una difficilissima condizione finanziaria e organizzativa che ha già costretto numerosi  Enti a dichiarare il dissesto finanziario e a predisporre piani di riequilibrio finanziario”.

Lo hanno dichiarato i componenti del Consiglio regionale dell’Associazione dei Comuni siciliani che aggiungono: “L’aumento esponenziale del costo delle bollette, impoverendo le famiglie, renderà ancora più grave il tasso di mancato pagamento della fiscalità locale da parte dei cittadini con un ulteriore effetto domino. Si tratta di dati che ci preoccupano fortemente e che necessitano di un significativo e  improcrastinabile intervento anche a livello regionale a tutela delle istituzioni locali in uno stato di grave sofferenza,  che devono fare i conti, con enormi difficoltà sul piano demografico, sociale e della crescita economica quasi del tutto sconosciute in altre parti del Paese. Su questi temi, sulla necessità di un incremento delle risorse  per gli Enti locali dell’Isola e per sfruttare in maniera adeguata le opportunità di sviluppo offerte dal PNRR, chiederemo   un confronto con il neopresidente della Regione Siciliana, Renato Schifani subito dopo la formazione della Giunta. Chiediamo, infine, al Governo nazionale un intervento straordinario, anche con il coinvolgimento della Commissione europea,  tanto per la riduzione del costo della energia quanto per il ristoro immediato dell’aumento dello stesso”.