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Ieri il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, on. Giancarlo Cancelleri, dopo avere preso parte al Tavolo permanente che si è tenuto a Enna, si è spostato ad Agrigento per partecipare al Tavolo permanente che ha istituito mesi addietro con il cartello sociale, coordinato dalla prefetta, Maria Rita Cocciufa, guidato da don Mario e composto dai sindaci della provincia e dai sindacati, con l’obbiettivo di dare maggiore spinta ai lavori in corso e in programma su tutto il territorio agrigentino.

Un incontro, quello che si è svolto in Prefettura ad Agrigento, esclusivamente operativo e che ha visto la costituzione di quattro distinti gruppi di lavoro: ZONA EST – Comune capofila Licata e composto dai comuni di Campobello di Licata, Camastra, Grotte, Palma di Montechiaro, Recalmuto, Naro, Canicattì, Castrofilippo e Ravanusa; ZONA NORD – Comune capofila Cammarata e composto dai comuni di San Giovanni Gemini, Casteltermini, Alessandria della Rocca, Cianciana, Santo Stefano Quisquina, Bivona e San Biagio Platani; ZONA CENTRO – Comune capofila Agrigento di cui fanno parte Aragona, Siculiana, Favara, Comitini, Raffadali, Realmonte, Joppolo Giancaxio, Sant’Angelo, Porto Empedocle, Santa Elisabetta; ZONA OVEST – Comune capofila Sciacca e composto da Lucca Sicula, Santa Margherita di Belice, Montevago, Montallegro, Burgio, Caltabellotta, Villafranca Sicula, Menfi, Sambuca di Sicilia, Ribera, Cattolica Eraclea e Calamonaci.

Subito dopo la costituzione dei quattro gruppi di lavoro – ZONA EST, ZONA NORD, ZONA CENTRO e ZONA OVEST – i rappresentanti delle amministrazioni locali si sono subito messi all’opera per definire le criticità infrastrutturali e le priorità da affrontare a breve a medio e a lungo periodo.

“Quello di oggi (ieri per chi legge, ndr) è un metodo innovativo che vede il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i rappresentanti istituzionali del territorio agrigentino – ha commentato il vice ministro Cancelleri a margine dell’incontro. Una collaborazione che servirà a dare maggiore impulso ai lavori in corso e a programmare direttamente con i territori interessati i lavori necessari e urgenti, nonché a definire una pianificazione infrastrutturale strategica in armonia con le varie esigenze dei singoli comuni”.

Parlando dei lavori in corso di realizzazione, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Conte ha dichiarato: “c’è ancora un bel po’ di lavoro da fare sia sulla Agrigento-Caltanissetta che sulla Agrigento-Palermo, dove ci sono dei cantieri aperti, ma sottodimensionati rispetto al lavoro che vorrei venisse effettuato. Queste sono opere di importanza primaria – ha continuato Cancelleri – e pretendo che i lavori procedano con intensità e regolarità. Non è né serio né corretto che i soldi che lo Stato (perciò i cittadini), tramite l’Anas, sta investendo per queste opere vengano gestiti dal general contractor in questo modo. Oggi ho parlato con l’Amministratore delegato di Anas, domani verrà formalizzata alla Cmc la proposta di una perizia di variante – ha aggiunto il Vice Ministro del Mit – ora basta, o dentro o fuori. Se la Cmc accetterà la proposta bene, in tal caso continuerà i lavori, diversamente – ha concluso Cancelleri – procederemo spediti alla rescissione del contratto e, con il Dl semplificazione, andremo ad affidare ad altra impresa la prosecuzione dei lavori”.

“Una nuova ‘perla’ nella ricchissima collezione di nomine sbagliate del governo Musumeci: Giuseppe Catania è l’uomo sbagliato al posto sbagliato, considerato che l’Esa, come diceva lo stesso Musumeci  qualche tempo fa, andava abolito”.

Lo affermano i deputati M5S, componenti della commissione Affari Istituzionali dell’Ars, commentando  la ratifica da parte della Prima commissione di palazzo dei Normanni della nomina di Catania ai vertici dell’Esa, che aveva già avuto il via libera dalla giunta di governo.

“Quella di Catania – dicono Ciancio e Siragusa – è una nomina certamente inopportuna, considerato anche il fatto che il nuovo presidente dell’Esa non è nemmeno laureato. Questa nomina è perfettamente in linea con le altre fatte dal governo, che non guarda al merito dei candidati, ma esclusivamente alla vicinanza all’esecutivo dei soggetti da nominare”.

“Inaccettabile e vergognoso. Sono i primi due aggettivi che mi vengono in mente per qualificare il comportamento del governo Musumeci, ieri ingiustificatamente assente  ad un incontro col prefetto, col viceministro Cancelleri e con i sindaci della provincia per fare il punto sulle criticità della viabilità nell’Agrigentino. Musumeci ha pensato bene di non mandare nemmeno un usciere a rappresentare la Regione. E questo appena qualche giorno dopo l’imperdonabile assenza all’inaugurazione del viadotto Himera. Qualcuno dica a Musumeci , visto che sembra non capirlo,  che mettersi di traverso sempre e comunque non è un danno per il governo Conte, ma per tutti i siciliani che sta rappresentando nel peggiore di modi possibili”.

Lo afferma il deputato regionale M5S Giovanni Di Caro, a commento delle riunione tenutasi ieri  in prefettura ad Agrigento per fare un focus sulla disastrosa situazione delle strade dell’Agrigentino.

 “Oltre al prefetto e al viceministro delle infrastrutture – dice Di Caro – c’erano tutti i sindaci. Del resto era una grande opportunità per fare un focus sulle principali criticità delle strade, ponti viadotti  e gallerie della provincia.  Le lamentele sull’assenza del governo regionale sono state praticamente unanimi e trasversali, senza distinzioni di casacche e schieramenti. Agli agrigentini e ai siciliani in genere pesa come un macigno la disastrosa condizione della viabilità nell’Isola, ma evidentemente non è un problema di Musumeci, lui viaggia in corsie preferenziali e con tutti i comforts”

Verrà presentato mercoledì 5 agosto, durante una conferenza stampa a Palazzo Orleans, il bando predisposto dalla Regione Siciliana per mettere a disposizione dei giovani dell’Isola 430 ettari di terreni, attraverso la “Banca della terra”. Alle ore 10.30, nella Sala stampa “Beppe Alfano”, saranno presenti il governatore Nello Musumeci e l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera.

“Lampedusa sta di nuovo scoppiando. Al nostro grido d’allarme si aggiunge oggi quello del sindaco. Mi spiace che in una lunga intervista al Corriere il ministro non abbia neppure pronunciato la parola Lampedusa. Eppure è luogo-simbolo in Europa e nel mondo. Quanto ancora si deve attendere per la proclamazione dello “stato di emergenza” su quell’Isola da parte del governo centrale, richiesto da oltre un mese dal Comune e dalla Regione?”.
Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

La Regione Siciliana, tramite l’assessorato dei Beni culturali ha apposto il vincolo al marchio “Targa Florio”, dichiarandolo bene di interesse culturale particolarmente importante. A essere vincolate anche le testimonianze materiali costituite da ventidue targhe premio in bronzo e trecento fotografie storiche depositate presso l’Aci di Palermo. La Targa Florio, proprio per l’alto valore storico riconosciuto, dal 26 giugno 2009 è già iscritta nel registro delle Eredità immateriali della Regione al n. 129 del libro delle celebrazioni. Un risultato raggiunto in tempi celeri e in assenza di precedenti a livello nazionale, che ha potuto contare sull’azione rapida e coordinata della sovrintendente di Palermo, Lina Bellanca, della direttrice del Centro regionale catalogo, Selima Giuliano e del loro staff. “Il marchio Targa Florio appartiene alla Sicilia – dichiara con orgoglio l’assessore Alberto Samonà – ed è profondamente radicato nella memoria di tutti, tanto da essere diventato elemento fortemente identitario dell’Isola. Il “Brand Targa Florio” rimane in Sicilia. Da oggi e per il futuro, quindi, l’uso del marchio Targa Florio rimarrà strettamente connesso al territorio siciliano, subordinando eventuali utilizzazioni alla portata culturale e storico-sportiva del suo prestigioso nome. Un provvedimento importante che il governo Musumeci ha ritenuto di dover assumere proprio per sottolineare come il marchio Targa Florio sia connesso inscindibilmente alla Sicilia”. Il “brand” e i beni materiali ad esso collegati saranno, pertanto, sottoposti a precise prescrizioni che ne vincoleranno l’uso. Per quanto riguarda le manifestazioni sportive denominate “Targa Florio” queste dovranno essere disputate esclusivamente sul territorio siciliano sotto l’egida organizzativa dell’Automobile club Palermo. Possibili gare sul territorio nazionale o estero potranno essere consentite solamente dietro autorizzazione del dipartimento dei Beni culturali e dell’identità siciliana e, in ogni caso, essere presentate come “Tributo alla Targa Florio”, quale forma esclusivamente celebrativa della storica gara.

La morte di Refka Dridi, 27 anni tunisina, avvenuta a Palermo ha lasciato tutti sotto choc. La causa della sua morte sarebbe uno choc anafilattico che l’ha tenuta in coma per due giorni dopo che la ragazza aveva mangiato un piatto a base di gamberi di cui era allergica. Una grande perdita per lo chef titolare del ristoranti “I Pupi” di Bagheria Tony Lo Coco che con la moglie ha lasciato un ricordo della ragazza attraverso un lungo post pubblicato su Facebook: “Ogni parola che scriviamo pesa come un macigno dinnanzi un destino talmente beffardo che nel volgere di pochissimo tempo l’ha strappata alla vita. Rimarranno sempre nel nostro cuore il suo sorriso, la sua discreta eleganza, la sua bellezza mediterranea, la solarità dei suoi occhi, la fiducia che il suo sguardo trasmetteva, la voglia di essere brava nello svolgere la sua attività, sempre con precisione e garbo. Noi eravamo legati a lei e lei a noi. Lei continuerà a far parte della famiglia de I Pupi e noi custodiremo la sua presenza nei nostri. Grazie Refka per aver fatto un percorso della tua breve vita accanto a noi. Laura e Tony”. Refka Dridi lascia il compagno e un figlio di soli 8 mesi.

“Non va escluso l’intervento dell’Esercito per prevenire gli incendi in Sicilia. Piangiamo anche un morto tra gli operai forestali impegnati nello spegnimento dei roghi ed ancora in queste ultime ore devastazioni hanno interessato Piazza Armerina dopo i disastri dei giorni scorsi di monte Cofano e della Montagna Grande nel territorio trapanese. E’ il momento di compiere scelte forti. L’origine dolosa dei roghi ormai non viene messa in dubbio dagli inquirenti. Ci troviamo davanti a criminali professionisti che appiccano il fuoco sottovento e la sera ben sapendo che nelle ore notturne non possono volare i canadair. I nostri boschi vanno presidiati perché rappresentano una grande risorsa ambientale ed economica. Occorre ripensare l’intero sistema di gestione boschiva e delle riserve naturali, ponendo l’accento anche sulla vigilanza che non può essere relegata solo agli Enti gestori. Dal depauperamento, per le fiamme, del patrimonio boschivo si creano le condizioni per un aggravamento del dissesto idrogeologico. Per questa ragione credo sia utile chiedere al governo nazionale lo stato di emergenza per aumentare immediatamente la vigilanza con i militari”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, che annuncia una mozione a Sala d’Ercole sul disastro ambientale provocato dai roghi.

La Regione Siciliana dà vita al più imponente investimento in tecnologie sanitarie degli ultimi dieci anni. A disposizione per gli ospedali dell’Isola ci sono 85 milioni di euro. Su input del presidente Nello Musumeci, l’assessore alla Salute Ruggero Razza ha siglato il decreto che di fatto avvia un radicale processo di innovazione e ammodernamento delle apparecchiature di ‘media tecnologia’ (ecografi, microscopi, tavoli operatori, elettrobisturi, laser chirurgici, angiografi, colonne laparoscopiche, defibrillatori, etc.) in uso quotidianamente negli ospedali siciliani.

Si tratta di risorse destinate a tutte le aziende del Sistema sanitario dell’Isola che permetteranno di sostituire quelle strumentazioni ritenute obsolete e che, soprattutto in alcuni ambiti, consentiranno il prosieguo di una innovazione dell’attività clinica già in atto.

«Questo investimento nelle tecnologie – evidenzia il governatore Musumeci – rientra in un più ampio processo di riqualificazione dell’intero comparto sanitario regionale. Un’azione che, come si ricorderà, abbiamo avviato da subito, ristrutturando moltissime infrastrutture, completandole o addirittura realizzandole ex novo. E’ un ammodernamento complessivo a cui, ovviamente, vanno associate le migliaia di assunzioni con contratto a tempo indeterminato e i tanti concorsi ancora in atto. Sono certo che, al termine della nostra esperienza amministrativa, consegneremo ai siciliani una sanità migliore rispetto a come ci era stata affidata».

L’assessore Razza ha seguito le varie fasi del procedimento amministrative a partire dalla ricognizione condotta nelle varie strutture che ha poi determinato i fabbisogni tecnologici.

«La nostra sanità – dice l’esponente del governo Musumeci -deve fare rima con futuro. L’investimento in tecnologia, assieme allo sviluppo digitale, sono alcune delle componenti di un percorso di rigenerazione che è sotto gli occhi di tutti. Le risorse che abbiamo stanziato sono nella disponibilità delle Aziende. E’ chiaro che vigileremo affinché ciò che è stato immaginato diventi realtà in ogni parte della Sicilia».

Ecco la ripartizione dei fondi in 18 strutture dell’Isola: Asp Agrigento, 3,7 milioni di euro; Asp Caltanissetta, 2,9 milioni di euro; Asp Catania, 5,7 milioni di euro; Asp Enna, 1,9 milioni di euro; Asp Messina, 4 milioni di euro; Asp Palermo, 9,1 milioni di euro; Asp Ragusa, un milione di euro; Asp Siracusa, 2,9 milioni di euro; Asp Trapani, 4,6 milioni di euro; Policlinico Rodolico San Marco di Catania, 3,1 milioni di euro; Policlinico Martino di Messina, 3,3 milioni di euro; Policlinico Giaccone di Palermo, 6,6 milioni di euro; Cefpas di Caltanissetta, 4 milioni di euro; Ospedale Garibaldi di Catania, 6,9 milioni di euro; Ospedale Cannizzaro di Catania, 3,2 milioni di euro; Ospedale Papardo di Messina, 7,7 milioni di euro; Ospedale Villa Sofia-Cervello di Palermo, 6,4 milioni di euro; Ospedale Civico di Palermo, 8 milioni di euro.

Troppe chiacchiere con il Governo centrale e soprattutto con i 5Stelle.

Sul piatto della bilancia le infrastrutture siciliane al centro di ritardi e meriti che hanno acceso violente discussioni tra l’assessore regionale ai Trasporti Marco Falcone e, appunto, rappresentanti dei 5Stelle.

Falcone, lo scorso 29 luglio ha rassegnato le dimissioni nelle mani del presidente della Regione, Nello Musumeci che adesso dovrà valutare se accettarle o respingerle.

“Ieri siamo andati in piazza a Messina, per il Ponte e per il futuro della Sicilia – ha dichiarato Falcone – . Altrove, invece, si è consumato uno spettacolo surreale: il tentativo mal riuscito del Governo Conte di deviare l’opinione pubblica dalla Palermo-Catania disastrata, dai cantieri abbandonati come la Palermo-Agrigento e la Caltanissetta-Agrigento. Adesso, però, non hanno più alibi”.