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L’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, si è impegnato a riassegnare le Usca nei distretti in cui erano prima della decisione del commissario per l’emergenza Covid, Renato Costa, di centralizzarle all’Hub della Fiera del Mediterraneo di Palermo. Lo rende noto il segretario aziendale della Cisl Fp Palermo Trapani all’Asp di Palermo, Gaetano Mazzola, che aveva pesantemente stigmatizzato la disposizione di Costa, ritenendola rischiosa in un momento di ripresa dei contagi da Covid19”. “L’assessore Razza, nella seduta della VI commissione all’Ars, svoltasi lo scorso 28 luglio – aggiunge Mazzola – ha archiviato una scelta presa unilateralmente dal commissario Costa, dando di fatto ragione a quanto noi avevamo detto”. Abbiamo sempre sostenuto che il modo più efficace per contrastare l’evoluzione pandemica – continua Mazzola – sia quello di fornire assistenza immediata sul territorio e che a questo devono essere deputate le Usca, fondamentale presidio nei distretti. Con l’impegno dell’assessore Razza, oggi finalmente viene superata un’anomalia solo palermitana”. 

“Gli incendi stanno distruggendo la Sicilia e la Regione non si muove”. La deputata del Movimento 5 Stelle, Rosalba Cimino interviene dopo la settimana di fiamme che hanno colpito le province di Catania, Palermo, Enna e Caltanissetta, devastando il territorio. “Ogni anno la situazione è la stessa, e la Regione addossa le colpe anche ai cittadini ma sappiamo che dietro agli incendi di questi giorni ci sono altri interessi, come pensa la commissione regionale Antimafia, che parla di un piano criminale sul quale aleggia l’ombra degli impianti fotovoltaici. La campagna di prevenzione è durata fino a giugno – ha aggiunto Rosalba Cimino – dei 134 milioni sono stati spesi circa metà dei soldi e adesso è di nuovo emergenza”. Il deputato del Movimento 5 Stelle auspica un intervento deciso da parte della Regione: “Bisogna pensare a trovare una soluzione piuttosto che addossare la colpa ai cittadini, bisogna comprendere e scovare gli interessi dietro questi incendi. Se si guarda ai cittadini bisogna intervenire con campagne di sensibilizzazione sul tema dei rifiuti, sul cambiamento climatico e in generale su quei comportamenti che possono arrecare dei danni all’ambiente.

La storia è sempre la stessa, ogni anno – conclude Cimino – è impensabile farsi trovare impreparati”.

Una sparatoria in un residence di via dell’Airone, nel quartiere di Falsomiele, alla periferia di Palermo, ha provocato il ferimento di due persone. Una terza persona è stata ferita in una rissa che è seguita alla sparatoria. I tre feriti – che non sarebbero in pericolo di vita – sono stati trasportati nei reparti di pronto soccorso dell’ospedale Civico e del Policlinico. Ancora da accertare la dinamica esatta della sparatoria, che si è verificata poco dopo le 20. Sul posto sono accorse le volanti della questura e i sanitari del 118.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, un uomo di cinquant’anni ha sparato diversi colpi a una donna e al cugino di lei per un tentato femminicidio: in passato la donna avrebbe avuto una relazione con lui. In difesa della donna è intervenuto il cugino, che è stato colpito a sua volta.

L’uomo che ha sparato è in prognosi riservata dopo essere stato aggredito da diverse persone che si sono presentate sul posto dopo avere sentito gli spari. L’uomo è piantonato al Civico, dove il dispositivo della polizia è stato rafforzato per evitare spedizioni punitive.

L’assessore regionale al Turismo Sport e Spettacolo Manlio Messina posta sul suo profilo personale su Fb un messaggio sui vaccini. L’assessore di Fratelli d’Italia dice che non vaccinerà le sue figlie proprio nel giorno in cui l’assessore Razza presenta il report sui dati siciliani. “Continuo a non capire perché si debba vaccinare un bambino di 12 anni o un giovane di 20 anni”. E prosegue: “Ovviamente le mie figlie non le vaccinerò finché  qualcuno non mi spiega, anche con un disegnino, a cosa serva tutto ciò”.

“Come sempre avviene, quando c’è qualcosa che non va, è ahimè, in Sicilia questo accade troppo spesso, il presidente della Regione Musumeci chiama sempre in causa gli altri: il caldo anomalo, i piromani, perfino i cittadini che non hanno realizzato i viali tagliafuoco. Ma la Regione cosa ha fatto? Le sue responsabilità sono enormi, lo stesso capo della Protezione Civile, Curcio, gli ha ricordato che le norme prevedono che la lotta attiva agli incendi sia di competenza delle Regioni, e la lotta attiva non è solo spegnimento, ma anche sorveglianza, avvistamento. Ebbene, in questo ambito cosa ha fatto la Regione? Non stiamo parlando di eventi improvvisi e inattesi, qui la pianificazione è inesistente. A giugno ci hanno fatto vedere una macchina organizzativa che non c’è,con tanto di droni ed effetti speciali. Ma gli incendi, purtroppo, non si spengono con le chiacchiere”.

«Apprendo di danneggiamenti che ignoti hanno arrecato alla abitazione di Caltagirone del procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino. Le indagini in corso devono ancora chiarire i contorni dell’episodio ma, in ogni caso, sono certo che nulla e nessuno potrà fermare l’operato del procuratore alla quale esprimo vicinanza».

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha chiesto al capo del governo nazionale, Mario Draghi, la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale di Protezione Civile.

La richiesta si è resa necessaria di fronte al grave rischio di incendi dovuto alla eccezionale situazione meteoclimatica che interessa l’Isola. L’eventuale riconoscimento dello stato di mobilitazione determinerebbe un concorso straordinario di risorse extra-regionali sia in termini di uomini sia di mezzi appartenenti ai vigili del fuoco e al volontariato.
Nella mattinata Il presidente Musumeci è stato in contatto con il capo della Protezione Civile nazionale, Fabrizio Curcio, per sollecitare l’adozione del provvedimento.
Poco prima, assieme al capo della Protezione Civile regionale Salvo Cocina e al responsabile provinciale Giovanni Spampinato, il governatore ha fatto un sopralluogo nell’area della Plaia in cui ieri pomeriggio, come è noto, le fiamme partite da terreni incolti hanno distrutto alcuni stabilimenti balneari.

“In questo momento in Sicilia, in degenza ordinaria, ci sono oltre 200 persone, di queste l’80,4% non è vaccinato, in terapia sub intensiva, oltre 50 persone, di queste l’82% non è vaccinato. In terapia intensiva ci sono 34 persone, di queste l’88,5% non è vaccinato. Complessivamente oltre l’80% della popolazione ospedalizzata non si è sottoposta nemmeno a un ciclo di vaccinazione”.

Lo ha reso noto l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

Anche il personale della SAS impegnato in servizi sanitari ausiliari a pazienti e in strutture Covid potrà ricevere il bonus straordinario, come già avvenuto per il personale medico sanitario. Un risultato importante, considerato che la vicenda era finita sotto la lente attenta della Commissione speciale Monitoraggio e attuazione delle leggi che mi onoro di presiedere.

Nell’audizione del 20 luglio scorso avevamo parlato del bonus covid agli operatori sanitari Seus/118 e Sas impegnati durante la pandemia Covid-19.

Ricorda il presidente della Commissione speciale Monitoraggio e attuazione delle leggi On. Carmelo Pullara.

Durante l’audizione – continua Pullara – abbiamo ricevuto le rassicurazioni dall’Assessorato alla economia  e dall’Assessorato alla Salute che ringrazino per aver mantenuto fede agli impegni assunti.

Il contributo, che sarà di circa 1.000 euro procapite, è stato deciso dall’Assemblea regionale Siciliana, che ha approvato un emendamento di Marianna Caronia al disegno di legge stralcio con diverse norme di carattere finanziario, spinto fortemente dalla commissione speciale e monitoraggio.

Lo afferma Carmelo Pullara, presidente Commissione speciale all’ARS.