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La Regione Siciliana ha pubblicato il primo bando per attingere ai fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta di 233 milioni di euro dei fondi destinati al programma di riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica intitolato “Sicuro, verde e sociale”. Il bando, pubblicato dal dipartimento regionale delle Infrastrutture, prevede il finanziamento di proposte progettuali presentate dagli Iacp e dai Comuni proprietari di patrimonio abitativo pubblico. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “Con questo intervento il nostro governo intende rispondere alle necessità abitative delle fasce di popolazione più svantaggiate migliorando l’efficienza energetica e la sicurezza degli immobili esistenti, e aumentando il numero di edifici destinati a questo scopo. Affermiamo ancora una volta l’importanza di un utilizzo razionale e responsabile delle risorse del Pnrr, indispensabili per sostenere il percorso di recupero del divario fra Nord e Sud del Paese”.

Le domande di partecipazione devono essere inviate all’indirizzo pec del Dipartimento regionale alle Infrastrutture entro il prossimo 26 dicembre.

“Le perduranti avverse condizioni meteorologiche stanno mettendo in ginocchio tutto il sistema agricolo regionale, oltre le problematiche legate agli effetti alluvionali sui frutteti e gli ortaggi, la situazione è critica anche negli altri comparti produttivi. In questo contesto non possiamo pensare al futuro e alle nuove generazioni che desiderano intraprendere l’attività agricola”.  Lo afferma Carmelo Allegra presidente di AGIA Sicilia, l’associazione dei giovani agricoltori della CIA. “Le piogge cadute in questi ultimi mesi stanno impedendo di procedere con le semine, in molti areali la quasi totalità dei terreni investiti a seminativo è ancora non seminata, la raccolta delle olive procede a rilento rischiando la compromissione del raccolto, le attività zootecniche sono in forte sofferenza”. “Se a tutto questo sommiamo l’eccessivo aumento dei prezzi dei mezzi tecnici di produzione come carburanti, concimi etc – aggiunge Rosa Giovanna Castagna, Presidente regionale Cia Sicilia – si comprende il disagio e la situazione drammatica che vivono molte aziende agricole”. “L’agricoltura deve contribuire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico – aggiunge Allegra – ed i giovani devono sviluppare tecniche produttive che vadano nella direzione del Green Deal, della biodiversità, ma per fare questo vi deve essere la certezza del reddito agricolo che possa incentivare i giovani a restare ed investire in agricoltura”.

“Pertanto – conclude Castagna – chiediamo al governo regionale di attivare tutte le misure utili a fronteggiare l’attuale situazione dei vari comparti agricoli da un lato e di intervenire sui danni strutturali ed infrastrutturali dall’altro, dalla misura 5.2 del PSR alle misure di protezione civile, provvedendo al ristoro per coloro i quali hanno avuto danni dagli incendi”. “Il governo presti attenzione al settore agricolo che è trainante dell’intera economia, come è stato dimostrato durante la pandemia da COVID ed attivi quanto di competenza per ridare dignità e prospettiva di futuro al settore”.

Queste le principali novità introdotte:

Obbligo di tampone in porti e aeroporti siciliani per i passeggeri provenienti da 15 Stati esteri. La nuova ordinanza estende l’obbligo di tampone nei porti e aeroporti siciliani ai passeggeri che arrivano dalla Repubblica del Sudafrica, Botswana, Hong Kong, Stato d’Israele, Repubblica Araba di Egitto e Repubblica di Turchia. Attualmente il controllo è già previsto per chi proviene, o nei 14 giorni precedenti alla partenza ha soggiornato o transitato, da Gran Bretagna, Germania, Stati Uniti, Malta, Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Paesi Bassi.

I passeggeri in arrivo da Paesi per i quali non è previsto il tampone obbligatorio potranno comunque richiedere di essere sottoposti al test direttamente presso lo scalo e a titolo gratuito.
I soggetti giunti in Sicilia nei dieci giorni precedenti all’entrata in vigore dell’ordinanza devono contattare il Dipartimento di prevenzione dell’Asp territorialmente competente e il proprio medico di Medicina generale per essere sottoposti a tampone molecolare.
Obbligo della mascherina anche all’aperto. Per i cittadini con un’età superiore a 12 anni viene introdotto l’obbligo di indossare la mascherina in tutti i luoghi pubblici e aperti al pubblico. Le autorità competenti al mantenimento dell’ordine pubblico si occuperanno di far rispettare la norma, anche attraverso l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.Monitoraggio dell’attività dei laboratori regionali per aumentare il sequenziamento delle varianti del virus. L’ordinanza punta ad assicurare un’adeguata sorveglianza epidemiologica in tutte le province dell’Isola. Per farlo, il Dipartimento per la pianificazione strategica e il Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) dell’assessorato della Salute eseguiranno una ricognizione dei laboratori siciliani in grado di sequenziare le varianti del virus e ne coordineranno l’attività, con l’obiettivo di aumentare progressivamente il numero dei tamponi sequenziati in Sicilia.

Nuove disposizioni per i migranti. I migranti che raggiungono il territorio siciliano, al termine del periodo di quarantena saranno sottoposti all’obbligo del tampone molecolare

La Commissione europea ha visitato oggi alcuni progetti significativi finanziati dal Po Fesr Sicilia 2014-2020. La delegazione dell’esecutivo comunitario, assieme ai rappresentanti dell’Agenzia nazionale per la Coesione territoriale e all’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano, ha potuto osservare i nuovi laboratori con le attrezzature per la medicina di precisione realizzati all’Ismett di Palermo, nell’ambito di un intervento da 16,4 milioni di euro cofinanziato dal Po Fesr. Il progetto, realizzato con la Fondazione RiMed e l’Upcm di Pittsburgh, prevede il potenziamento dell’infrastruttura “GMP Facility”, che rientra tra quelle ritenute prioritarie dal Ministero della Ricerca. Sono stati realizzati laboratori di diagnostica per immagini e per lo sviluppo di terapie avanzate basate sull’uso delle cellule. Tra gli obiettivi, l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per cure personalizzate a misura dei singoli pazienti. Il progetto è considerato tra i più significativi del Sud Italia dall’Agenzia per la Coesione Territoriale.

La visita della Commissione Ue è proseguita su un treno Pop brandizzato “EuropeLoveSicily”, acquistato dall’Assessorato Infrastrutture della Regione Siciliana nell’ambito di una fornitura di 21 convogli finanziata dal Po Fesr con più di 165 milioni di euro. Le moderne vetture di Trenitalia sono già operative sulle tratte Palermo-Messina e Messina-Catania. La Sicilia è stata la prima regione del Sud a utilizzarle. E la quarta in tutta la Penisola. I convogli che viaggiano nell’Isola hanno il marchio EuropeLoveSicily per dare visibilità al buon utilizzo dei fondi Ue in Sicilia. Al Comitato di sorveglianza di ieri è emersa la proposta della Regione di ampliare la fornitura di treni Pop acquistando altre quattro vetture da destinare alle linee con maggiore possibilità di sviluppo.

L’ultima tappa della visita è stata alla ditta Melcal di Alcamo, nel Trapanese, specializzata nella produzione di mezzi di sollevamento per il settore marino e le aree portuali di tutto il mondo. L’azienda ha realizzato un progetto da 700mila euro, sostenuto dal Po Fesr con 245 mila euro, per rendere più efficiente il processo produttivo con l’acquisizione di nuovi macchinari. Un finanziamento mirato a incrementare la velocità e l’efficienza di un’azienda dell’Isola che produce ed esporta gru sofisticate e altre attrezzature meccaniche ed idrauliche da installare a bordo di navi e piattaforme di vario genere, per aumentare la competitività in un mercato ampio (oil&gas, offshore, pesca, energie rinnovabili), che presenta continuamente nuove sfide tecnologiche.

“Abbiamo avuto un’ottima impressione su tutti i progetti visti oggi – ha detto Willibrordus Sluijters, capo unità per l’Italia e Malta della Commissione europea – Abbiamo cominciato dall’Ismett che ha mostrato un intervento di ricerca davvero all’avanguardia. E poi un progetto industriale molto interessante, in un mercato altamente specializzato, realizzato da un’impresa siciliana che riesce ad esportare in tutto il mondo. Con un investimento comunitario limitato si è potuto avere un beneficio enorme sul funzionamento e la possibilità di commercializzazione dei prodotti dell’azienda. Abbiamo potuto constatare l’impatto sul territorio e i posti di lavoro creati in questa zona dell’Isola, esempio di internazionalizzazione che ci rende particolarmente soddisfatti”.

Al termine della visita alla ditta Melcal, l’assessore Turano, ha spiegato che “solo 12 anni fa di questa azienda non esisteva niente, mentre ora è una realtà imprenditoriale che opera nel mondo con novanta dipendenti ed è sostenuta dalla Regione Siciliana e dall’Unione europea”. Oggi, ha aggiunto Turano, “la Commissione Ue è venuta qui a visitare i progetti per rendersi conto di ciò che è stato fatto e di come sono stati spesi i fondi comunitari”. L’assessore si è detto “molto soddisfatto, perché con l’Asse 1 ‘Innovazione e ricerca’ e l’Asse 3 ‘Competitività delle Pmi’ abbiamo sostenuto le imprese e centrato tutti i target di spesa, e adesso, a fine programmazione, sappiamo di avere speso bene e di avere finanziato anche progetti d’eccellenza”.

Lo dicono i deputati regionali del PD Giuseppe Lupo, Michele Catanzaro ed Antonello Cracolici a conclusione dell’incontro con i rappresentanti sindacali dei lavoratori forestali che si è svolto ieri all’Ars.

La Fp Cgil Sicilia bollava pochi giorni fa come “scellerata la soluzione” trovata dal governo per sopperire al gap numerico esistente tra il personale in divisa in servizio e gli 800 agenti previsti in pianta organica.

“Ci faremo carico anche delle loro istanze, visto che chi di dovere, ancora una volta – dicono gli esponenti PD – non mantiene gli impegni assunti”.

«Sono profondamente rattristato per la scomparsa di Salvatore Laudani, volontario del Soccorso alpino e speleologico siciliano, morto la notte scorsa al termine di un intervento di salvataggio sull’Etna. Le fasi difficilissime del soccorso ad un escursionista, mentre sul vulcano infuriava la tempesta, la volontà tenace di portare a termine l’intervento a dispetto del pericolo, gli sforzi – e pare che purtroppo, stavolta, gli siano stati fatali – sono l’ennesima testimonianza dell’impegno e della abnegazione con cui i volontari che operano sul territorio siciliano lavorano ogni giorno. Alla famiglia di Laudani, ai colleghi del Soccorso alpino, a tutte le donne e gli uomini impegnati quotidianamente nella Protezione civile regionale, il cordoglio mio e del governo regionale». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Oltre 4.400 progetti finanziati, tre miliardi e quattrocento milioni di euro di impegni di spesa, dei quali due miliardi e trecento milioni già pagati e un miliardo e seicento milioni certificati a Bruxelles, con previsioni che superano il target previsto per il 2021. Sono alcuni tra i dati emersi al Comitato di sorveglianza del Po Fesr Sicilia 2014-2020, che si è tenuto a Palermo al Real Albergo delle Povere. «I dati ci dicono – ha sottolineato il capo di gabinetto vicario della presidenza della Regione, Eugenio Ceglia – che gli obiettivi di spesa di dicembre sono a portata di mano, ma siamo consapevoli che per la chiusura prevista nel 2023 sarà necessaria un’ulteriore attività di riprogrammazione e stiamo lavorando per non perdere neanche un euro. Nel frattempo – ha continuato – siamo impegnati anche nella nuova programmazione dei fondi Ue 2021-2027, che metterà a disposizione 7,4 miliardi di euro di risorse per il Fesr e 1,9 miliardi per il Fse». L’Autorità di coordinamento dell’Autorità di gestione del Po Fesr, Federico Lasco, ha quindi illustrato ai partecipanti lo stato di attuazione del Programma operativo. Per fine anno si prevede di certificare gli ultimi 93,5 milioni di euro per raggiungere il target di spesa prevista al 31 dicembre 2021. «Abbiamo piena coscienza dello sforzo che ci troviamo davanti – ha sottolineato Lasco -. Per fine anno i dati ci dicono che andremo oltre i target previsti, ma la vera sfida oggi è la chiusura al 2023». Si è poi passati alla rimodulazione delle risorse già proposta alla giunta regionale, per un importo complessivo di oltre 154,5 milioni di euro. L’Autorità di gestione sta inoltre predisponendo una più ampia riprogrammazione in previsione della chiusura del Programma. «Con il monitoraggio rafforzato verificheremo ogni due, tre mesi le singole linee di intervento», ha detto Willibrordus Sluijters, della Commissione europea. Secondo Riccardo Monaco, dell’Agenzia di Coesione, «la Regione sta facendo uno sforzo incredibile per spendere tutte le risorse a disposizione, e faremo di tutto per stare accanto agli uffici siciliani».

«È con vero rammarico che apprendo la notizia dell’esclusione della Fondazione The Brass Group dal Fondo unico per lo spettacolo del ministero della Cultura. Il Brass Group è indubbiamente una delle maggiori eccellenze della nostra Isola che da mezzo secolo opera per la produzione e la divulgazione della musica jazz principalmente attraverso la sua Orchestra Jazz Siciliana, voluta dal Parlamento regionale, a partecipazione pubblica grazie alla legge 5 del 2006». Lo dichiara l’assessore regionale allo Spettacolo, Manlio Messina.
«Non dobbiamo dimenticare – aggiunge l’assessore – che la Fondazione The Brass Group vanta innumerevoli produzioni con artisti internazionali ad alto valore culturale, vanto per la nostra terra. Un’istituzione di tale prestigio non può e non deve subire una mortificazione come questa. Pertanto, lancio un appello come rappresentante del governo Musumeci affinché l’Orchestra Jazz Siciliana–The Brass Group sia riconosciuta dallo Stato al pari delle altre eccellenze musicali siciliane, affermazione delle nostre secolari tradizioni culturali».

La Cappella Santa Venera, all’interno della Cattedrale di Acireale, tornerà presto all’antico splendore. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha consegnato stamane alla ditta aggiudicataria i lavori di restauro degli stucchi finanziati dalla Regione. L’intervento sarà realizzato dalla ditta Calvagna Restauri di San Gregorio di Catania e prevede la pulitura, la rimozione delle ridipinture, il consolidamento delle lesioni, l’integrazione delle lacune e la reintegrazione cromatica delle stuccature e delle dorature. I lavori dureranno cinque mesi, la conclusione è prevista per la metà di aprile. Alla cerimonia erano presenti anche il sindaco Stefano Alì, il vescovo di Acireale Antonino Raspanti, la soprintendente per i Beni culturali, Donatella Aprile e la presidente della Real Cappella Santa Venera, Simona Postiglione. «È uno dei tanti interventi – ha sottolineato Musumeci – per il recupero di beni culturali in generale e del patrimonio ecclesiastico in particolare. Acireale può vantare una condizione privilegiata non solo per la bellezza straordinaria delle sue chiese e del tesoro che esse conservano. Ma anche perché qui si può seguire il segmento del turismo culturale e quello del turismo balneare, con un’ottima cucina ancora legata alla migliore tradizione. Io credo che Acireale e tutto l’Acese possano giocare tutte le chances possibili perché, superata la pandemia, si possa guardare al futuro con rinnovato ottimismo. La Regione è accanto alle comunità che hanno concrete potenzialità turistiche. Avevo assunto l’impegno, durante una visita qui ad Acireale, con la presidente della Real Cappella che saremmo intervenuti per il recupero e lo abbiamo fatto, come siamo abituati a fare». «Con il restauro della Cappella di Santa Venera, l’amministrazione regionale – sottolinea l’assessore dei Beni culturali, Alberto Samonà – restituisce il decoro, la sicurezza e il pieno godimento di un prezioso bene monumentale della Sicilia orientale. Le opere di recupero, oltre a mantenere il nostro patrimonio culturale, rappresentano un momento di grande attenzione verso la comunità acese che nella preziosa Cappella si riconosce devozionalmente». «In un contesto così ricco in cui oggi risplendono le pitture della volta appena restaurate – precisa la soprintendente Donatella Aprile – disturbava lo stato di conservazione degli stucchi, anneriti e appesantiti dalle vernici sovrapposte nel tempo. L’intervento restituirà oltre che sicurezza, anche la propria bellezza e integrità all’intero manufatto». I lavori saranno seguiti dalla soprintendenza dei Beni Culturali di Catania attraverso il responsabile unico del procedimento Giuseppe Marano, la direttrice dei lavori e storica dell’arte Roberta Carchiolo, l’assistente alla direzione Carmela Maria Di Blasi e i tecnici Carlo Catalano e Sebastiano Costanzo. CENNI STORICI SULLA CAPPELLA La Cappella dedicata a Santa Venera venne realizzata tra il 1683 e il 1721 nel fastoso contesto della Cattedrale. I suoi affreschi e gli stucchi la rendono uno degli esempi più interessanti di quello straordinario linguaggio artistico che si formò nella Sicilia orientale negli anni a ridosso del sisma del 1693, linguaggio che sarà la cifra stilistica del Barocco nella Val di Noto. La vivace decorazione si deve ad artisti come lo scultore romano Girolamo Baragioli, autore degli stucchi delle pareti laterali (1697), e a siciliani come Giuseppe D’Amico che nel 1729 modellò le statue di Santa Tecla e di Santa Rosalia, parte dell’altare monumentale che custodisce il Busto reliquiario di Santa Venera opera dell’argentiere messinese Mario D’Angelo (1654). Del pittore messinese Antonio Filocamo sono, invece, gli affreschi delle pareti che raffigurano la Predicazione e il Martirio di Santa Venera e la Gloria di Santa Venera tra angeli musicanti (1712) che decora la volta.

Screening gratuiti sull’Hiv e le malattie sessualmente trasmissibili in tutte le province. Questa mattina al PalaRegione di Catania, l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ha presentato le numerose iniziative che le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere metteranno in campo su tutto il territorio della Sicilia mercoledì primo dicembre, in occasione della “Giornata mondiale contro l’Aids”. 
Per accedere ai test gratuiti non occorrerà prenotarsi né presentare una ricetta medica. Sono previste inoltre attività informative in presenza e on line nelle scuole, camper e gazebo nelle piazze e nelle università e incontri nelle case circondariali. Si tratta di alcune delle tante iniziative di educazione alla salute e screening di popolazione programmate in tutta l’Isola (in allegato link con le attività nelle singole province) .
«Con un grande impegno corale – ha sottolineato l’assessore – tutte le diciotto strutture sanitarie e ospedaliere della nostra Regione, in collaborazione con l’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, hanno predisposto un nutrito calendario di attività per sensibilizzare i siciliani sulle malattie sessualmente trasmissibili e sull’importanza di sottoporsi ad accertamenti preventivi. La Sindrome di immunodeficienza acquisita, come altre malattie quali la sifilide, non è scomparsa: prevenzione e conoscenza rimangono sempre le armi più efficaci per evitarne la diffusione. Saranno giornate intense, durante le quali chiunque vorrà, a titolo assolutamente gratuito, potrà andare a sottoporsi a un test, verificare la presenza di eventuali malattie, essere assistito psicologicamente, ricevere formazione, soprattutto per i più giovani».
Razza, dopo avere effettuato un sopralluogo, ha anche reso noto che «dal prossimo 9 dicembre entrerà in funzione il nuovo Pronto soccorso dell’ospedale San Marco, che servirà la zona sud e parte dell’hinterland di Catania, una vastissima area che attendeva da tempo un punto di primo intervento. La nuova struttura di emergenza/urgenza è la quarta della città, e si aggiungerà alle altre tre già attive nella zona nord (Policlinico Rodolico), centro (Garibaldi) ed est (Cannizzaro). Il governo Musumeci porta così a compimento il progetto del polo sanitario del San marco che al nostro insediamento rischiava di rimanere un’incompiuta».