I giudici di secondo grado hanno confermato le condanne del processo sulla rete di rapporti tra mafia e apparati dello Stato. Resta invariata anche la pena per il boss Giuseppe Falsone: 22 anni di carcere.
Sette condanne confermate in appello nell’ambito del processo Xydi, nato dall’inchiesta sui presunti intrecci tra Cosa nostra, Stidda e apparati dello Stato nell’Agrigentino. Al centro della vicenda la rete di relazioni riconducibile al boss Giancarlo Buggea e all’ex compagna Angela Porcello, all’epoca avvocato penalista.
La conferma più significativa riguarda Filippo Pitruzzella, ex ispettore di polizia in servizio al commissariato di Canicattì, condannato a 12 anni e un mese di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l’accusa, avrebbe passato informazioni riservate a Buggea e Porcello, arrivando anche a favorire l’orientamento di alcune indagini contro soggetti ritenuti rivali della coppia.
Una ricostruzione sempre contestata dalla difesa, che ha sostenuto come Pitruzzella avrebbe simulato una collaborazione con i due per raccogliere informazioni utili alla cattura di Matteo Messina Denaro.
Nel processo d’appello era stato ascoltato anche un agente dei servizi segreti, entrato in aula attraverso un accesso riservato e sentito dietro un paravento. Il testimone aveva confermato che il numero telefonico al quale l’ex ispettore aveva inviato messaggi WhatsApp relativi ad attività investigative e ricerche del latitante apparteneva effettivamente a lui.
La procura generale aveva chiesto una riduzione della pena per Pitruzzella a otto anni, riconoscendo la possibilità di iniziative investigative autonome e non autorizzate. I giudici, tuttavia, hanno confermato integralmente la condanna di primo grado.
Confermate anche le altre pesanti pene: 22 anni al boss Giuseppe Falsone, 29 anni ad Antonino Chiazza, 18 anni a Pietro Fazio, 28 anni a Santo Gioacchino Rinallo e 22 anni ad Antonio Gallea. Resta invariata anche la condanna a un anno e sei mesi per Stefano Saccomando, produttore agricolo accusato di false dichiarazioni agli investigatori.
La decisione arriva dopo un altro passaggio giudiziario importante: lo scorso primo ottobre la Cassazione ha reso definitiva la condanna di Angela Porcello a nove anni, un mese e 23 giorni per associazione mafiosa. Definitiva anche la pena di vent’anni inflitta a Giancarlo Buggea.
