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Ancora una inspiegabile morte improvvisa accaduta ad una giovanissima di 24 anni della provincia di Messina la quale si era trasferita a Torino per motivi di studio.

Si tratta di Elisabeth Sophie Stima, originaria di Santa teresa di Riva. Mentre si trovava in casa che condivideva con una coinquilina Elisabeth ha avvertito un forte mal di testa. L’amica ha subito chiamato il 118 che ha provveduto al trasferimento in ospedale della sventurata 24enne.

Appena giunta in ospedale Elisabeth è morta per un arresto cardiaco.

La notizia della morte di Elisabeth ha lasciato sgomenta la piccola comunità di Santa Teresa Riva, dove il sindaco ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali per onorare la memoria della giovane compaesana: «Siamo vicini alla famiglia – ha scritto Danilo Do Giudice su Facebook – conosciuta e apprezzata nella comunità per la grande umiltà e discrezione, in questo momento di sconforto in cui purtroppo nessuno di noi può fare nulla per alleviare un dolore immenso».

L’Ordine degli architetti promuove il convegno “PNRR e rigenerazione urbana”

Pubblicati i progetti acquisiti dal Libero Consorzio Comunale e dai Comuni di Grotte, Montevago, Racalmuto e Raffadali grazie ai concorsi di progettazione banditi con la collaborazione tecnica e logistica dell’Ordine degli architetti. I progetti saranno presentati nel corso di un convegno che si terrà venerdì 31 marzo, dalle 15 alle 18, nella sala Zeus del museo archeologico Pietro Griffo.  Nel corso dell’evento, si discuterà anche di rigenerazione urbana con gli interventi di illustri relatori: Giuseppe Cappochin, Consiglio nazionale degli architetti; Gianluca Peluffo, noto interprete di un’architettura contemporanea che privilegia il linguaggio e la poesia.

“Il Convegno – afferma il presidente dell’Ordine degli architetti, Rino La Mendola – è finalizzato da un lato  alla promozione del concorso di progettazione quale strumento ideale per valorizzare il talento dei professionisti e, dall’altro, a descrivere i cinque progetti di fattibilità tecnica ed economica, di qualità, acquisiti dal Libero Consorzio Comunale e dai Comuni di Montevago, Grotte, Racalmuto e Raffadali grazie ai concorsi di progettazione banditi la scorsa estate, con la collaborazione tecnico-logistica dell’Ordine agrigentino. Grazie a queste sinergie, i suddetti Enti sono riusciti, entro i termini prescritti, a fruire delle risorse stanziate dallo Stato, per bandire i concorsi e acquisire i progetti preliminari che potranno essere utilizzati per accedere alle risorse del PNRR e realizzare così cinque interventi di rigenerazione urbana, per un importo complessivo di circa 24 milioni di euro. In particolare, i progetti riguardano la realizzazione di una scuola a Canicattì e la riqualificazione dell’Antica Montevago, distrutta dal terremoto del ’68; della zona del Calvario di Grotte; delle strade principali del centro storico di Racalmuto e del Villaggio della Gioventù a Raffadali. A tutto questo – continua La Mendola – si aggiungono gli altri due prestigiosi concorsi appena banditi, in collaborazione con il nostro Ordine, dal Comune di Santa Margherita Belice e dal Parco della Valle dei Templi, rispettivamente, per la riqualificazione della parte della città Belicina distrutta dal sisma del ‘68 e per la valorizzazione e protezione dell’antico Teatro greco di Eraclea Minoa”.

I progetti saranno oggetto di una mostra che sarà inaugurata durante l’evento e rimarrà a disposizione dei visitatori, nella sala Zeus, sino al prossimo 7 aprile e saranno descritti da relatori prestigiosi come Renata Prescia, docente di Restauro e coordinatrice del corso di laurea in Architettura di Agrigento; Michele Sbacchi, professore di Progettazione architettonica all’Università di Palermo; dai presidenti degli Ordini siciliani: Sonia Di Giacomo (Siracusa), Piero Campa (Caltanissetta), Giuseppe Falzea (Messina), Sebastiano Fazzi (Enna) e Salvo Scollo (Ragusa). Previsti anche gli interventi del direttore del Parco della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta; del presidente del Polo Universitario di Agrigento, Gianfranco Tuzzolino; del commissario del Libero Consorzio Comunale, Raffaele Sanzo e dei sindaci Margherita La Rocca Ruvolo (Montevago), Silvio Cuffaro (Raffadali), Vincenzo Maniglia (Racalmuto) e Alfonso Provvidenza (Grotte), che hanno patrocinato l’evento, unitamente al Consiglio nazionale, alla Consulta regionale degli architetti ed alla Rete Civica della Salute di Agrigento.

Nel corso dell’evento ci sarà spazio anche per un momento musicale a cura della Soprano Valentina Capraro e del Duo pianistico Marisa Bonfiglio – Alfonso Lo Presti.

Come è noto all’esito dell’ultima tornata elettorale per l’elezione dell’amministrazione comunale di Sciacca, svoltesi nel mese di giugno del corrente anno, il candidato alla carica di sindaco non eletto – Ignazio Messina – ha proposto un ricorso giurisdizionale, innanzi il TAR Palermo, contestando presunte irregolarità delle operazioni elettorali e chiedendo la correzione del risultato elettorale e l’accertamento della propria vittoria al primo turno.

Il sindaco di Sciacca Fabio Termine frattanto si costituiva in giudizio, affidando la propria difesa agli avvocati amministrativisti Girolamo Rubino Calogero Marino, e Giuseppe Impiduglia e depositando  apposita memoria volta a rilevare l’inammissibilità del ricorso stante la sua natura esplorativa, nonchè a confutare, punto per punto, le motivazioni contenute nel ricorso proposto dal candidato sindaco sconfitto al ballottaggio.

Inoltre anche l’intera squadra assessoriale è intervenuta in giudizio a sostegno del sindaco Termine, proponendo ricorso incidentale sempre con il patrocinio degli avvocati Rubino,Marino, e Impiduglia.

All’esito della udienza di trattazione del ricorso il Tar Palermo disponeva la verificazione su 9 delle 27 sezioni oggetto del ricorso di Ignazio Messina.

A seguito della verificazione , la difesa di Messina proponeva motivi aggiunti di ricorso volti a contestare  l’annullamento di ulteriori 11 schede  che il verificatore aveva inteso di non trasmettere al Tar in quanto non rispondenti ai quesiti sottoposti al verificatore.

In vista dell’udienza di decisione del ricorso e dei successivi motivi aggiunti i difensori di del sindaco Termine, gli Avv.ti Rubino, Marino e Impiduglia, deducevano l’inammissibilità dei motivi aggiunti proposti dalla difesa di Ignazio Messina perché volti a contestare vizi ulteriori rispetto a quelli rilevati con il ricorso introduttivo.

Ebbene , il Tar Palermo, condividendo le argomentazioni degli Avv.ti Rubino, Marino e Impiduglia , ha dichiarato inammissibile il ricorso per motivi  aggiunti proposto dalla difesa di Ignazio Messina nella parte in cui ha contestato la mancata trasmissione di schede non riconducibili ad alcuna delle fattispecie oggetto dell’ordinanza istruttoria.

Al contempo, il Tar ha dichiarato il ricorso introduttivo in parte inammissibile, rigettandolo nel resto , avendo accertato il mancato superamento della c.d. prova di resistenza – posto che i voti trasmessi a seguito della verificazione, ove anche fossero stati tutti convalidati dal Tar, non avrebbero consentito a Ignazio Messina di raggiungere la soglia del 40 % necessaria per la vittoria al primo turno.

Pertanto la superiore pronuncia conferma Fabio Termine sindaco di Sciacca.

Gabriele Aserio, 18enne, ha perso la vita in un incidente in viale Strasburgo. Un altro giovane di 17 anni è stato trasportato a Villa Sofia in codice rosso: i due erano a bordo di un ciclomotore e sarebbero finiti contro un albero. Lo scontro si è verificato intorno alle 4,30. I due amici stavano rientrando da una festa di compleanno alla discoteca “Country”. Lo schianto è avvenuto poco distante dalla polisportiva “Belgio”. Sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno constatato la morte del ragazzo e trasportato il ferito in ospedale. Nell’incidente potrebbe essere coinvolta un’auto che avrebbe tagliato la strada al ciclomotore sul quale viaggiavano i due ragazzi. Indagini sono in corso da parte da parte dell’infortunistica della polizia locale.

Il giovane ferito sarebbe rimasto a dormire a casa dell’amico, mancavano poche centinaia di metri all’arrivo a casa.  Gabriele frequentava il quarto anno del liceo scientifico all’istituto  “Don Bosco”.

Giuseppe Pippo Grassonelli “rivede” la libertà per 12 ore.

Condannaro all’ergastolo, l’empedoclino dopo 31 anni tornerà a rivedere la luce all’esterno della mura carcerarie.

Laureatosi nel 2013 in Lettere Moderne ha ottenuto il massimo dei voti: 110 e lode. Grassonelli, all’epoca 48 anni di età, avrebbe desiderato presentarsi personalmente innanzi alla Commissione di laurea, a Napoli, all’ Università “L’ Orientale”, discutere la tesi e poi rientrare in carcere. E invece no. Il suo è un ergastolo ostativo, ossia un fine pena mai, che non consente alcuna misura alternativa al carcere. Ebbene adesso Grassonelli ha 58 anni e per la prima volta ha ottenuto un permesso premio di 12 ore dal Tribunale di Sorveglianza che ha accolto le istanze dei difensori, gli avvocati Olindo Di Francesco, agrigentino, e Valentina Alberti, di Milano. I due si sono soffermati su un tema particolarmente attuale: il contrasto tra la rieducazione del condannato e l’ergastolo ostativo. Il Tribunale di Sorveglianza ha scritto in proposito: “Il percorso carcerario più che trentennale del condannato assume oggi un completo e radicale distacco dalle vicende criminali”.

Figlio amato di questa Italia, Enrico Olivanti vive e lavora ormai da diversi anni in Germania, dove la sua arte è stata ospitata e dove lui stesso ha trovato un luogo che potesse accogliere non solo il suo talento indiscusso ma anche il suo modo unico di fare musica.
Un tutt’uno con la sua chitarra, che utilizza per creare musica, dando vita ad innumerevoli progetti artistici che nel corso del tempo gli  hanno permesso di avere un suo tratto distintivo, in un mondo di musica spesso tutta uguale. Enrico Olivanti non è uguale a nessun altro, è un “pezzo unico” come il suo nuovo album “Love letters beneath the doric tomb“, scritto e realizzato in un periodo in cui era tutto fermo, immobile.

Ma i periodi di stasi possono essere per gli artisti proficui tanto quanto i periodi pieni di stimoli, ed è così che uno degli artisti più eclettici e più raffinati del panorama jazzistico e non, ha realizzato uno dei lavori più suggestivi che si possano trovare in questo periodo in circolazione.

Un disco, questo, uscito lo scorso 22 ottobre, che si può ascoltare su tutte le piattaforme digitali e che si trova in versione fisica anche in tutti gli store di musica, e che è stato scritto durante la pandemia. Un disco “letteralmente” ricamato intorno alle sensazioni vissute e sulle mancanze alle quali si è stati costretti ad abituarsi.

I gesti ripetuti, una finta normalità, la morte all’improvviso, una ciclicità di intenti, la paura.

Così nasce il disco, che prende in prestito le emozioni e le sensazioni provate e si trasforma in una esperienza sensoriale pazzesca.
Una suggestione che ti rapisce, che ti ipnotizza e ti conduce dentro un mondo fatto di suoni che non sono a caso, come non sono a caso i titoli del brani. In ognuno di essi si ritrova una parte sé, di ciò che è stato, di ciò che si è perduto. Ma anche la speranza che ci attendeva “oltre la curva”, attraverso “lo sguardo introverso” di chi c’era anche dentro una lettera d’amore, quando con impazienza  si godeva dell’incanto di parole attese, provando una immensa gratitudine verso un dono che non solo potesse rendere più dolce un sacrificio, ma che alla fine risultava essere una vera e propria benedizione.

Ho trovato questa idea geniale, ricercata, originale che segue questa nuova necessità di scavare nel mondo della musica che ricerca suoni e da loro un senso. E in questo Enrico Olivanti è un vero mestro. Questo disco è una dimensione che ricorda una sorta di rito meditativo, e in alcuni pezzi la chitarra ti conduce, ti tiene per mano mentre si attraversano atmosfere ancestrali.
Un disco che a tratti ti scuote e a tratti ti ipnotizza e tu che ascolti devi per forza assecondare le note e i suoni. Devi “sentire” e goderne.
Voci, suoni, sensazioni, un mix incredibile, che esce dal range canonico di fare musica e consegna una dimensione che incanta.
Alcune note che a loop fanno da tappeto sono come un gancio, che ti tiene saldo, mentre ti lasci andare al richiamo del tema di alcuni pezzi.
È un disco con un carattere, e con delle caratteristiche affascinanti; il linguaggio della chitarra è il mezzo per comprendere.
I suoni orientali rivelano il senso di tutto, e nel finale la risoluzione, la rivincita, la rinascita dopo il sacrificio.
E come sempre quando si ascolta un disco e se ne cerca un senso, proprio dentro una sensazione provata, ci si affeziona ad un brano in particolare. Anche questa volta mi è successo; il brano che più ho amato dell’album è “Abbraccio”, nel quale Enrico Olivanti allunga le sue mani che oltre le corde, che vibrano e suonano sotto il suo tocco, avvolgono l’ascoltatore. È un pezzo puro, nel quale la musica scritta è piena di armonia, di spazi nei quali nascondersi per sentirsi al sicuro.

“Love letters beneath the doric tomb” è un disco per ricordare, amare, sentirsi grati.
Un disco per immergersi in una dimensione altra, accogliente e appagante.
Ed Enrico Olivanti non è solo un virtuoso della chitarra, ma è colui che è capace di trasformare una indiscussa abilità tecnica in finezza e raffinatezza. L’opera è stata interamente composta, realizzata e prodotta da Enrico Olivanti che ha suonato chitarre elettriche, classiche, slide, bouzouki, sintetizzatori, piano, percussioni, campane tibetane oltre alla sua voce.

In attesa che Enrico Olivanti arrivi in Italia con i suoi concerti, potete godere del suo album e di un assaggio nel video qui sotto

 

 

 

 

Nel corso delle ultime ore 966 migranti partiti dalla Tunisia sono approdati a Lampedusa, dove si sono contati 20 sbarchi. E la nave ong Geo Barents, di “Medici senza frontiere”, ha recuperato altri 190 rifugiati nel Mediterraneo.

Il governo ha assegnato Bari come porto di sbarco. Per la traversata sarebbero stati pagati ai trafficanti 3000 dinari tunisini ciascuno. I migranti, tra cui diverse donne e minori, sono originari di Congo, Camerun, Nigeria, Costa d’Avorio, Guinea, Sierra Leone, Siria, Tunisia, Marocco e Burkina Faso.

La Prefettura di Agrigento è impegnata ad organizzare i trasferimenti dal Centro d’accoglienza sovraffollato.

A Grotte un anziano di 75 anni, Calogero Busuito, si sarebbe accanito, per ragioni ancora ignote, su una donna di 32 anni tanto da rendersi presunto responsabile di stalking a suo danno. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, lo ha rinviato a giudizio. La presunta vittima si è costituita parte civile tramite l’avvocato Gianfranco Pilato. Lui, difeso dall’avvocato Giovanni Salvaggio, avrebbe pedinato e si sarebbe appostato innanzi alle abitazioni di lei a Racalmuto e a Comitini.

Ad Agrigento nel centro cittadino un ignoto malvivente si è intrufolato in un panificio e ha rubato nella cassa circa 400 euro e tre assegni. Ha danneggiato anche l’insegna esterna del locale. Il personale di vigilanza notturna si è insospettito e ha telefonato al 112. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Volanti. Il proprietario, di 53 anni, ha annullato gli assegni, e ha sporto denuncia.