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Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppina Ganci, il Tar ha sospeso il provvedimento emesso dalla Prefettura di Agrigento di revoca dell’accoglienza in un Centro per richiedenti asilo di un nucleo familiare di extracomunitari, e ciò a fronte di gravi comportamenti violenti degli stessi all’interno della struttura. L’avvocato Ganci ha eccepito la mancanza di attività istruttoria da parte della Prefettura di Agrigento, e che l’adozione del provvedimento si è basata su una norma che non giustifica nemmeno in casi gravi l’espulsione dalla struttura di accoglienza poiché in contrasto con le normative comunitarie in tema di dignità umana e accoglienza. Da qui la violazione di legge e la sospensione del provvedimento adottato in attesa della pronuncia del merito fissata per il prossimo giugno.

“Avviamo un lavoro itinerante per la Sicilia fatto di incontri, conoscenza e contatto diretto con i territori – dice il presidente della commissione Antonello Cracolici – partiamo da Castelvetrano, a pochi giorni dalla cattura del boss Matteo Messina Denaro, per ribadire la vicinanza delle istituzioni e per comprendere cosa è possibile fare per sostenere il contrasto alla mafia nei luoghi dove questa ha radici più profonde, non solo dal punto di vista amministrativo ma anche sociale e culturale”.

A Licata un uomo di 41 anni è stato denunciato per l’ipotesi di reato di minaccia a pubblico ufficiale allorchè in ospedale, al “San Giacomo d’Altopasso”, si sarebbe scatenato in escandescenze rivolgendo frasi minacciose ad un medico del pronto soccorso. Lui ha accompagnato il padre per accertamenti sanitari, il personale lo ha invitato ad attendere il suo turno, e lui ha iniziato a inveire. Poi si è allontanato ma è stato rintracciato e denunciato.

Prima di parlare di autonomia differenziata dovremmo restituire ai territori del Mezzogiorno quello che hanno perso in termini d’istruzione Pubblica, sanità  e servizi sociali , la vera priorità per fare ripartire il Paese nel segno della coesione è fare ripartire tutti dallo stesso piano.

Lo ha dichiarato il coordinatore di Legacoop Sicilia Agrigento ,Palermo, Trapani , Domenico Pistone che ha poi proseguito ,come associazione di tutela e rappresentanza delle cooperative siciliane  abbiamo sempre espresso la nostra totale contrarietà a quei provvedimenti che rischiano di spaccare il Paese aumentando ancora di più disuguaglianze e disparità soprattutto in settori strategici come trasporti , scuola e servizi sociali dove già maggiore è il gap tra  nord e sud del Paese.

Siamo convinti che le accelerazioni su un tema così delicato siano inopportune e non tengano conto della reale situazione in cui versano le imprese , le famiglie ed i lavoratori del mezzogiorno a causa della pandemia  e delle conseguenze derivanti dalla crisi economica attuale.

E’ , innanzitutto  , necessario sfatare il mito per il quale lo stato drena più risorse al sud rispetto al nord.

Le cifre pubblicate dall’Agenzia per la Coesione territoriale dicono proprio il contrario , la spesa pubblica pro capite è più alta proprio nelle regioni settentrionali.

La vera priorità è  assicurare il rispetto di diritti fondamentali oggi non più garantiti, a partire da quelli sulla istruzione  alla mobilità .

Serve,allora, un progetto unitario di paese, non una presunta autonomia che favorisce solo la secessione delle regioni ricche e accentui le divergenze economiche e territoriali.

Prima ancora di discutere di autonomia differenziata , conclude Pistone , sarebbe opportuno discutere di LEP (LIVELLI ESSENZIALI DI PRESTAZIONI) e dei criteri per una seria introduzione di elementi in grado di garantire  identiche opportunità ad imprese del nord e del sud , ai cittadini di Palermo o di Venezia.

Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello, per la regia di Luca De Fusco, con Lucia Lavia, andrà in scena mercoledì 01 Febbraio (ore 20,30 ) e giovedì 02 febbraio (ore 17:30).
Un capolavoro della maturità di Pirandello, forse in assoluto il meno frequentato, scelto da un regista come Luca De Fusco che ha invece molto frequentato l’autore siciliano e che decide di portarlo ora in scena con una delle stelle nascenti del panorama attoriale italiano, Lucia Lavia, certamente all’altezza della grande interpretazione che pretende un testo tanto aspro, ostico e misterioso.
Come tu mi vuoi si allontana da ogni connotazione caricaturale dei personaggi per lasciare avanzare atmosfere quasi cinematografiche, da noir anni ’40, e sottolineare la drammatica, solitaria chiusura di tutti i personaggi, a cominciare proprio dall’Ignota, con la sua ricerca sull’identità personale.


In una scenografia ispirata alla galleria degli specchi de La signora di Shangai di Orson Welles, i frammenti del proprio riflesso manderanno alla protagonista l’inquietudine fondamentale del suo personaggio: rivedersi le richiamerà all’incubo di non conoscersi.

Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello durata 1 ora e 40 minuti, atto unico regia Luca De Fusco con Lucia Lavia, Francesco Biscione, Alessandra Costanzo, Bruno Torrisi, Pierluigi Corallo, Alessandro Balletta, Isabella Giacobbe, Paride Cicirello, Alessandra Pacifico, Nicola Costa scene e costumi Marta Crisolini Malatesta luci Gigi Saccomandi produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro della Toscana, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Tradizione e Turismo srl – Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro
Prevendita online sul sito ufficiale del Teatro Pirandello.

Furti a Sambuca di Sicilia, Aragona e Licata. A Sambuca due moto da cross, del valore di oltre 5 mila euro, sono state rubate da un garage. Si tratta di una Yamaha YZ250 e una Honda CRF 250.
Ad Aragona ignoti hanno forzato un ingresso del supermercato “Ard Discount” in via La Rosa, e hanno rubato un televisore e diversi generi alimentari. E poi hanno scassinato e depredato due registratori di cassa e due distributori automatici di snack. Prima di tutto ciò hanno disattivato il contatore elettrico che alimenta i sistemi di allarme e di video-sorveglianza.
A Licata, al villaggio dei fiori, allo stadio “Saporito”, seconda struttura sportiva cittadina, sono state rubate porte di ferro, attrezzi, panchine, cavi elettrici e finanche i contatori dell’energia elettrica.

Oggi si incardina la Finanziaria in Assemblea Regionale. Obiettivo: l’approvazione entro l’8 febbraio. Gli interventi di Schifani e Falcone.

Oggi lunedì 30 gennaio la Finanziaria della Regione si incardina in Aula dopo l’ok in Commissione Bilancio, dove è stata appesantita di centinaia di emendamenti. E inizia l’iter di valutazione e approvazione verso il traguardo ambito, ovvero la votazione finale entro l’8 febbraio. E l’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, saluta così l’avvio dei lavori nel cantiere in Assemblea: “Dopo una lunga e proficua sessione di lavoro in Commissione Bilancio, ha preso forma una legge di Stabilità dal valore complessivo di 16,5 miliardi di euro che si poggia su tre pilastri: la certezza dei conti, il sostegno all’economia e allo sviluppo, l’ascolto di tutte le forze politiche e sociali della Sicilia. Non c’è un solo settore che non sia stato toccato dall’intervento della Regione, a dimostrazione dell’attitudine servente che ispira l’azione di governo della giunta Schifani”.

Poi, più nel dettaglio, Falcone aggiunge: “La manovra garantisce l’equilibrio finanziario della Regione, abbracciando diverse iniziative dal chiaro approccio interventista, tese a favorire la ripresa economica. In primo luogo ricordiamo le misure per potenziare l’azione dell’Irfis e un utilizzo finalmente compiuto dei fondi extraregionali a nostra disposizione per avere ricadute certe nel tessuto produttivo e occupazionale dell’Isola. In un contesto di forte inflazione, la Regione ha voluto mandare un segnale anche al mondo dei dipendenti e del precariato che vede contrarsi il proprio potere d’acquisto. Per i lavoratori forestali, i Pip e i lavoratori Rmi abbiamo formalizzato l’adeguamento Istat e l’aumento dei salari, mentre introdurre le 36 ore settimanali per i lavoratori Asu significa dare dignità a una categoria bistrattata da anni, come da impegno che lo stesso presidente Schifani aveva assunto. Inoltre – conclude Falcone – una spinta decisiva arriva dalla nostra Finanziaria ai Comuni siciliani: alla certezza dei trasferimenti ordinari, di cui anticiperemo a maggio le prime tre trimestralità, affianchiamo la misura straordinaria del Fondo di progettazione da 200 milioni di euro. Le amministrazioni locali potranno così avvalersi di risorse e professionalità aggiuntive per cogliere tutte le opportunità di finanziamento che si prospettano nell’attuale congiuntura”.

E il presidente della Regione, Renato Schifani, rilancia: “Siamo chiamati a coniugare l’esigenza di garantire l’equilibrio dei conti con il dovere di far fronte alle conseguenze di una congiuntura economica e sociale particolarmente difficile a causa degli effetti della pandemia e della guerra. Questo deve richiamare tutti noi a un maggiore senso di responsabilità. Il governo regionale con questa manovra finanziaria sta facendo la propria parte. Ringrazio la Commissione Bilancio per il lavoro svolto e auspico che in Aula, con tutte le forze politiche anche di opposizione, si instauri un clima costruttivo, pur nella differenza naturale di posizioni, che miri all’esclusivo interesse dei siciliani”.

Giuliana Miccichè

Indagini in corso sulle 5 carte d’identità trovate nel covo di Matteo Messina Denaro. Il procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, replica alle speculazioni sulla cattura del boss.

Sono 5 le carte d’identità contraffatte trovate nel covo di Matteo Messina Denaro in vicolo San Vito 4 a Campobello di Mazara, dove si è nascosto dal giugno 2022 alla mattina di lunedì 16 gennaio scorso. I documenti, tutti con la foto tessera del capomafia, sono intestati ad altrettante persone in vita e incensurate, delle quali il boss ha usato le identità per un periodo di almeno 15 anni. E dunque, a garantire al boss latitanza e libertà, sfruttando altre generalità, non è stato solo il geometra campobellese Andrea Bonafede, già arrestato. Indagini sono in corso per accertare se gli altri “Messina Denaro” (tra virgolette) siano stati a conoscenza della contraffazione delle proprie carte d’identità. E non solo: alcune persone si sono presentate ai Carabinieri sostenendo di essersi incontrate con Messina Denaro, ad esempio nella clinica “La Maddalena”, ignorando che si trattasse del boss. Anche una donna ha raccontato di una relazione con lui, ignara della sua reale identità.

Nel frattempo il procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, ha colto l’occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in Sicilia per replicare alle speculazioni sull’arresto di Matteo Messina Denaro, tra congetture e illazioni su trattative e consegne. De Lucia ha affermato: “Facciamo i processi e poi la gente potrà giudicare cosa è accaduto il 16 gennaio, quando è stato raggiunto un risultato storico, un successo che lo Stato ha il dovere di rivendicare senza dietrologie e speculazioni. Ho sentito voci cominciate subito dopo la notizia dell’arresto di Messina Denaro. Non c’è stato nemmeno il tempo di ringraziare le forze dell’ordine che già sentivamo di ombre sull’attività investigativa condotta. Ciascuno può fare i commenti che vuole, ma le speculazioni devono fermarsi davanti ai fatti. L’indagine che ha portato alla cattura di Matteo Messina Denaro è stata impeccabile, svolta con strumenti tecnici, e non c’è elemento di fatto che dica il contrario. Negli atti ci sono i fatti, e i fatti sono duri da contestare con le opinioni. Tutti possono esprimerne, d’altronde esistono anche i ‘terrapiattisti’, ma restano i fatti”.

E poi, in analisi e prospettive, Maurizio De Lucia ha aggiunto: “Cosa Nostra è in un’oggettiva e profonda difficoltà che deriva anche dalle indagini che hanno portato all’arresto del boss Messina Denaro. Ma la mafia è tutt’altro che sconfitta. Le evidenze investigative ci raccontano dell’esistenza di una grossa tensione tra le cosche che vorrebbero tentare l’ennesima ricostituzione della sua struttura centrale, la ‘Cupola’, per usare un termine entrato nel linguaggio comune. I processi e le indagini dimostrano l’impegno delle forze e dell’ordine e dei magistrati che hanno tamponato finora questi tentativi. Ma oggi la mafia cerca di colmare i vuoti lasciati dal latitante e dai suoi affiliati. Stiamo attenti a non far passare un messaggio sbagliato” – conclude. Ed ancora in riferimento alla rete di protezione che è stata cucita per 30 anni intorno a Messina Denaro, il presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca, nel corso della sua relazione ha sottolineato: “L’inquietante rete di protezione a diversi livelli di cui ha beneficiato il latitante Matteo Messina Denaro, senza la quale non avrebbe potuto sottrarsi per così lungo tempo alla cattura, impone seri interrogativi e apre scenari per certi versi inesplorati sul grado di penetrazione di Cosa Nostra nel tessuto sociale e istituzionale”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Bocche cucite e nessuna notizia che trapela. Eppure sembra che qualche giorno addietro la Guardia di Finanza abbia fatto una “visita” presso il Libero Consorzio (ex Provincia Regionale di Agrigento) per sequestrare una serie di faldoni.

I faldoni riguarderebbero con molto probabilità (i Liberi Consorzi Comunali ricordiamo che sono commissariati dal lontano 2013 quando una volgarissima legge Crocetta fece sparire dalla circolazione le Provincie Regionali) a delle procedure concorsuali che secondo alcuni presenterebbero probabili anomalie. Il sequestro effettuato dalle Fiamme Gialle dovrebbe riguardare alcuni avvisi pubblici pubblicati nel sito istituzionale ad inizio di anno, in primis di un incarico di dirigente a tempo determinato e di altri avvisi sulla progressione verticale del personale interno. Alcuni ritirati in auto tutela, altri molto chiacchierati sulla stabilizzazione del personale proveniente del bacino ASU, che attraverso una selezione pubblica e velocissima, sono stati trasformati in contratti a tempo indeterminato.

Vedremo adesso gli sviluppi di questa vicenda che era passata in sordina ma con un mormorio incessante all’interno dell’Ente da parte degli altri dipendenti rimasti fuori da questo Bengodi.

Si attendono risvolti nelle prossime ore.