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512 persone controllate, 101 treni ispezionati, 95 agenti impegnati in 80 scali ferroviari della Sicilia: questo è il bilancio della RAILPOL Rail Action Day ACTIVE SHIELD, del Compartimento Polfer per la Sicilia, l’operazione straordinaria che si è svolta  nelle giornate del 10 e 11 gennaio, organizzata nell’ambito della collaborazione internazionale di Polizia, dall’Associazione di Polizie Ferroviarie e dei trasporti Europee  RAILPOL, durante la quale i Paesi aderenti all’iniziativa hanno effettuato controlli contro i fenomeni criminosi maggiormente diffusi in ambito ferroviario.

Gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno effettuato nell’ambito dell’intera regione, servizi di pattuglia lungo le tratte ferroviarie, controlli preventivi ai viaggiatori e ai relativi bagagli sia in stazione che a bordo treno, utilizzando metal detector e smartphone per l’accesso diretto alle banche dati di Polizia per controlli più rapidi ed efficaci. Hanno proceduto, inoltre, all’ispezione di un deposito bagagli verificando la correttezza delle procedure di ricezione e custodia.

Durante le verifiche gli agenti della Sezione Polfer di Messina hanno rintracciato, a bordo di un treno, un minore egiziano allontanatosi arbitrariamente da una comunità di Catania e intenzionato a raggiungere la capitale. Il giovane è stato successivamente affidato ad un centro di Messina.

La Provincia Religiosa di San Pietro – Fatebenefratelli – titolare dell’Ospedale Buccheri La Ferla visto il regolamento approvato da ultimo con D.D. Min. della salute dell’1 dicembre 2004 e il D.D. Min. salute del 21 dicembre 1998 riguardante il recepimento dei DD.PP.RR. nn. 483 e 487 del 10 dicembre 199, ha indetto un concorso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 14 del 28 ottobre 2022 per Nr. uno (1) posto di Dirigente Medico  Disciplina di Pronto Soccorso e Medicina d’Emergenza e per due (2) posti di Dirigente Medico  Disciplina anestesia e rianimazione.
I Medici in formazione specialistica sono ammessi a partecipare, ferma la necessità che sussistano gli ulteriori requisiti, generali e specifici, previsti dal bando di concorso.  L’eventuale assunzione a tempo indeterminato dei medici in formazione specialistica e utilmente collocati nelle relative graduatorie, è subordinata al conseguimento del titolo di specializzazione e all’esaurimento della graduatoria dei medici già specialisti alla data di scadenza del bando.

La domanda di partecipazione al concorso pubblico deve essere inoltrata entro la data di scadenza del 22 gennaio 2023 a mezzo del servizio postale.

La data di spedizione è comprovata dal timbro a data dell’ufficio postale accettante. Non saranno comunque accettate le domande pervenute all’Amministrazione oltre 15 giorni dalla data di scadenza anche se inoltrate nei termini a mezzo del servizio postale. L’Ente non assume responsabilità in caso di eventuali disguidi postali o telegrafici non imputabili all’Ente stesso.

Come Presidente della II commissione consiliare ho fatto trattare l’annoso problema del parcheggio pluripiano. Ho voluto sentire telefonicamente il Dirigente compente, il quale mi ha illustrato il punto della situazione. Giorno 29/12/2022 è stata inoltrata la richiesta di sopralluogo ai Vigili del Fuoco in quando i lavori di manutenzione propedeutici alla riapertura sono stati ultimati e la scia è già stata effettuata, quindi manca solamente la sistemazione e il rassetto dello stabile. Finalmente la previsione di apertura è contenuta in pochi giorni lavorativi. Concludo dicendo che continuerò ad essere sempre vigile al bene della città e che oggi mi sento contento e rassicurato.

Riapre a tutta l’utenza il pronto soccorso di Ribera, che era stato convertito in reparto Covid. Oggi, l’assessore alla Salute, Giovanna Volo, ha firmato il provvedimento. Ad annunciarlo il capogruppo della Dc all’Ars, Carmelo Pace, che nelle scorse settimane ha più volte incontrato l’assessore, gli amministratori del territorio e il dirigente dell’Asp di Agrigento.
“Siamo soddisfatti della riapertura e ringraziamo l’assessore Giovanna Volo per la sensibilità mostrata sulla vicenda – dichiara il capogruppo della Dc all’Ars, Carmelo Pace -. Restituiamo al territorio un presidio generalista che può rispondere ai bisogni della cittadinanza. Abbiamo combattuto questa battaglia e finalmente abbiamo ottenuto un risultato molto importante nell’esclusivo interesse della popolazione”.

A Lampedusa, al mattino di oggi, nel Centro d’accoglienza per migranti in contrada Imbriacola, è morto un migrante trentenne. Sarebbe deceduto per un arresto cardiocircolatorio. Sono intervenuti i medici del Poliambulatorio ma ogni tentativo di strapparlo alla morte si è rivelato inutile. Indaga la Polizia. Al mattino di oggi nella struttura si contano 912 persone a fronte di una capienza di 390 posti.

La Cassazione ha confermato in toto la sentenza emessa l’11 dicembre del 2020 dalla Corte d’Appello di Palermo nell’ambito dell’inchiesta antimafia a Camastra cosiddetta “Vultur”, e ha inflitto 17 anni e 6 mesi di carcere al presunto capomafia del paese, Rosario Meli, 72 anni, e poi 14 anni e 6 mesi al figlio, Vincenzo Meli, 50 anni, e 13 anni e 6 mesi a Calogero Piombo, 69 anni, di Camastra, tabaccaio. E poi al boss di Canicattì Calogero Di Caro, 74 anni, sono stati inflitti 22 anni che assorbono comprendendoli i precedenti 14 anni subiti al processo “Alta Mafia”. Il Tribunale di Agrigento ha già confiscato l’agenzia di onoranze funebri che sarebbe stata gestita con metodi mafiosi dalla famiglia Meli.

A Licata, in piazzale Enzo Baldoni, la notte di Capodanno del 2021 è accaduto che due incoscienti hanno esploso dei fuochi d’artificio. Ebbene uno dei due, un romeno, “rinunciò” (tra virgolette) ad una mano, e l’altra subì gravi ferite. Adesso sono stati condannati per il reato di “accensioni ed esplosioni pericolose senza licenza di autorizzazione”, in concorso con altre persone non identificate. Si tratta di Vincenzo Sapio Pio Russotto, 21 anni, e Catalin Petru Bonvissuto, 23 anni, nato in Romania ma residente a Licata. A loro carico è stato emesso un decreto penale di condanna ad 1 mese di reclusione ciascuno da convertire in sanzione pecuniaria. Russotto però ha impugnato il decreto e sarà sottoposto al processo. Ha spiegato: “Io non ho sparato nulla. Mi sono solo avvicinato al mio amico perché era rimasto ferito da un candelotto”.

A Racalmuto, in zona rurale, in contrada Largo Azzarola, ignoti sono entrati furtivamente, forzando l’ingresso, nel magazzino di un’abitazione di campagna. Hanno rubato una motozappa, una zappatrice, un taglia-erba e una tanica di 10 litri di gasolio. Il proprietario, un imbianchino di 44 anni, ha sporto denuncia ai Carabinieri della locale stazione. Danni per oltre 2mila euro non coperti da assicurazione. Indagini in corso.

A Palma di Montechiaro, in via Fiorentino, due malviventi, in atteggiamento da clienti, sono entrati in un’agenzia di scommesse, e minacciandolo con un coltello hanno rapinato il titolare. Bottino: 200 euro. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del locale Commissariato che, avvalendosi dei video registrati dalle telecamere di sorveglianza, hanno identificato i due furfanti, di 18 e 28 anni, entrambi palmesi. Sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per rapina aggravata.

L’ex assessore regionale e designato Procuratore aggiunto a Caltanissetta, Nicolò Marino, ritira la costituzione di parte civile al processo “Montante”. Si profila lo sblocco del dibattimento.

Nicolò Marino

A seguito della nomina del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, ed ex assessore della Regione Siciliana, Nicolò Marino, a procuratore aggiunto di Caltanissetta, deliberata dal plenum del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, lo scorso 16 novembre, il processo al “Sistema Montante”, in corso a Caltanissetta, sarebbe stato trasferito a Catania. Marino infatti è parte civile per una delle imputazioni contestate. Poi, invece, il 6 dicembre la nomina di Marino è stata sospesa e il processo “Montante” è stato trattenuto a Caltanissetta perché il Tar del Lazio ha accolto un’apposita richiesta di sospensiva presentata dal sostituto procuratore della Procura antimafia di Caltanissetta, Pasquale Pacifico, anche lui candidato all’incarico di procuratore aggiunto a Caltanissetta, e che ha ottenuto 9 voti dal Csm contro i 13 di Marino. Poi lo scorso 27 dicembre Nicolò Marino, ex assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità del governo Crocetta, ha impugnato innanzi al Consiglio di Stato la decisione del Tar del Lazio a favore di Pasquale Pacifico. Ebbene, adesso – poiché l’incompatibilità della permanenza del processo a Caltanissetta e lo stallo della nomina di Marino a Procuratore aggiunto a Caltanissetta sono legati alla costituzione di Marino, parte offesa, come parte civile al processo Montante – Nicolò Marino ha ritirato la costituzione di parte civile. Pertanto a breve, forse già alla prossima udienza del maxi processo al “Sistema Montante” il 30 gennaio, sulla scacchiera si profilerà la soluzione della controversia, non ricorrendo più la causa degli effetti, ovvero Marino parte civile e Marino Procuratore aggiunto nello stesso palazzo di Giustizia. Nel frattempo, dopo la sospensiva, il Tar del Lazio ha fissato l’udienza di merito il 10 maggio sul ricorso di Pacifico. Il Consiglio di Stato invece discuterà il ricorso di Marino il 17 gennaio.

Antonello Montante

E’ dunque in bilico tra Tar e Consiglio di Stato, e tra Caltanissetta e Catania, il maxi processo sul presunto “cerchio magico” di Antonello Montante. Ed è stato ribattezzato “maxi” perchè il presidente del Tribunale nisseno, Francesco D’Arrigo, nonostante il parere contrario della Procura e dei difensori degli imputati, ha riunito in un unico processo i due tronconi, con 13 e 17 imputati, dell’inchiesta imperniata sull’ex presidente di ConfIndustria Sicilia, Antonello Montante, ovvero il filone del presunto dossieraggio e della rivelazione di notizie riservate con accessi abusivi ai sistemi informatici di polizia, tramite scambi di favori ad elevatissimo livello tra le forze dell’ordine e non solo, e il filone politico, ovvero l’intreccio di interessi ruotanti intorno al governo Crocetta, in carica tra il 2012 e il 2017.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)