Home / 2022 / Settembre (Pagina 24)

Il Tribunale di Caltanissetta ha riunito in un solo processo i due ordinari sul cosiddetto “Sistema Montante”. Gli imputati complessivamente sono 30. I dettagli.

E’ stato già battezzato il maxi processo di Caltanissetta sul cosiddetto “Sistema Montante”. Infatti, il presidente del Tribunale nisseno, Francesco D’Arrigo, nonostante il parere contrario della Procura e dei difensori degli imputati, ha riunito in un unico processo i due tronconi dell’inchiesta imperniata sull’ex presidente di ConfIndustria Sicilia, Antonello Montante, ovvero il filone del presunto dossieraggio e della rivelazione di notizie riservate con accessi abusivi ai sistemi informatici di polizia, tramite scambi di favori ad elevatissimo livello tra le forze dell’ordine e non solo, e il filone politico, ovvero l’intreccio di interessi ruotanti intorno al governo Crocetta, in carica tra il 2012 e il 2017. Si tratta dei due processi ordinari, con 17 e 13 imputati. Nel processo bis vi sono 17 imputati tra cui l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, gli ex assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, l’ex commissario Irsap Maria Grazia Brandara, gli imprenditori Giuseppe Catanzaro, Rosario Amarù e Carmelo Turco, poi Vincenzo Savastano, vice questore aggiunto, Gaetano Scillia, capocentro Dia di Caltanissetta dal 2010 al 2014, d Arturo De Felice, direttore della Dia dal 2012 al 2014. Nel processo ordinario, adesso unificato con l’ordinario bis, vi sono 13 imputati tra cui l’ex direttore dell’Aisi Servizi segreti, Arturo Esposito, il caporeparto dell’Aisi Andrea Cavacece, il “re dei supermercati” Massimo Romano, il tributarista Massimo Cuva, il colonnello dei Carabinieri Giuseppe D’Agata, il sindacalista Maurizio Bernava, gli imprenditori del settore sicurezza Andrea e Salvatore Calì, poi tre dipendenti di Montante: Rosetta Cangialosi, Carmela Giardina e Vincenzo Mistretta, e poi il poliziotto Salvatore Graceffa, il dirigente di Confindustria Carlo La Rotonda, il maggiore della Guardia di Finanza Ettore Orfanello, il luogotenente Mario Sanfilippo e il colonnello dei Carabinieri Letterio Romeo. E poi, per una ipotesi di rivelazione di notizie riservate, è imputato l’ex presidente del Senato e candidato presidente della Regione, Renato Schifani. Andrea Cavacece avrebbe comunicato all’ex direttore dell’Aisi, Arturo Esposito, notizie sull’indagine a carico del colonnello Giuseppe D’Agata. E tali notizie sarebbero poi giunte all’ex presidente del Senato, Renato Schifani, al tributarista Angelo Cuva, fino allo stesso colonnello D’Agata. Ed ecco perché Schifani, Esposito, Cuva e D’Agata sono sotto processo. La prossima udienza è in calendario lunedì 26 settembre, l’indomani dell’election day. Al processo in abbreviato lo scorso 8 luglio la Corte d’Appello di Caltanissetta, presieduta da Andreina Occhipinti, dopo 8 ore di Camera di consiglio ha ridotto ad Antonello Montante la condanna da 14 a 8 anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo al sistema informatico E poi sono stati condannati anche altri due presunti componenti del “cerchio magico”: 5 anni per Diego Di Simone, l’ex ispettore della Squadra mobile di Palermo poi capo della security di ConfIndustria, e 3 anni e 3 mesi per Marco De Angelis, sostituto commissario della Questura di Palermo. E’ stato assolto il questore Andrea Grassi, imputato di una presunta fuga di notizie. E da due dei tre capi d’imputazione è stato assolto il generale Gianfranco Ardizzone, ex comandante provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta. Per il terzo capo d’imputazione, legato all’assunzione presunta pilotata della figlia, è scattata la prescrizione. Sono attese le motivazioni della sentenza. Le parole usate dal sostituto procuratore generale, Giuseppe Lombardo, nel corso della requisitoria d’Appello, rendono alquanto bene, e in estrema sintesi, la genesi del “Sistema Montante”. Eccole : “Quella di Montante è stata una catena di montaggio nella quale ognuno aveva il suo ruolo. Tutti sapevano che facevano un favore a Montante e in cambio avevano dei vantaggi”.

Sono 367 i nuovi  casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia fronte di 5.003 tamponi processati.

Ieri i positivi erano 707. Il tasso di positività è al 7,3% in calo rispetto al 8,3% di ieri. La Sicilia è al settimo posto per contagi.

 

Sei rifugiati siriani, fra cui due bambini di uno e due anni, un adolescente e tre adulti, sono morti su un barcone presumibilmente “di fame e di sete”.

Lo afferma l’Unhcr sottolineando che l’Agenzia sta assistendo i 26 sopravvissuti sbarcati a Pozzallo, molti dei quali “presentano condizioni estremamente gravi, tra cui ustioni”.

“E’ inaccettabile – aggiunge Cardoletti – Rafforzare il soccorso in mare è l’unico modo per evitare queste tragedie”. Le vittime e i sopravvissuti, spiega l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati, si trovavano su un barcone alla deriva da diversi giorni nel Mediterraneo centrale, prima che a soccorrerli arrivasse una nave della Guardia Costiera italiana

Si è conclusa con un enorme successo la due giorni della fiera Hymera Comics presso il Palacongressi di Agrigento, due giorni piene di attività,ospiti e quant’altro per gli appassionati di fumetti, videogiochi, giochi da tavolo, spade, spade medioevali, Cosplay, appassionati di Retrogaming e giocattoli vintage. Ospite d’onore di Sabato è stato il cantante di sigle animate Giorgio Vanni, famoso per le sigle tra i quali i Pokemon,Dragon Ball,Naruto, Detective Conan e tante altre che fa da oltre 30 anni insieme a Cristina D’Avena.

Tanti ospiti e attività

Il foyer del teatro del Palcongressi ha fatto registrare il quasi tutto esaurito, con gente sia grandi che piccoli venuti da tutta la Sicilia, oltre un ora e mezza di sigle e anche di canzoni dei suoi inediti con l’uscita del suo nuovo disco che ha firmato a tutti i fan che eravano venuti per acquistare il suo cd e Lp. Presenti vari stand di vendita di prodotti per nerd, dalle magliette ai fumetti fino ai Videogiochi,action figures e tanto altro. Tra le attrazioni Vr lab, Star Wars, la zona videogiochi con le console di ultima generazione fino ad arrivare alle vecchie console e cabinati arcade con flipper. Gli ospiti presenti per la due giorni contavano su artisti e fumettisti di grosso spessore tra cui Ester Cardella famosa per i suoi fumetti a sfondo eros, Pietro Di Ganci noto illustratore, Emiliano Santalucia Toy designer, creatore di una sua linea di giocattoli oltre a vantare, collaborazioni con grosse case produttrici di giocattoli, che ha tenuto pure una conferenza a tema. Salvo Di Paola tra gli organizzatori di Etna Comics sabato ha tenuto una conferenza a tema Star Wars, Sergio Criminisi disegnatore e fumettista che ha creato la locandina della fiera e che con i suoi disegni dal vivo ha fatto disegni per tutti. Gli ospiti di Domenica sono stati i famosi Youtuber PlayerInside (Gianluca Verri in arte Raiden e sua moglie Maria Elisa Calvagna in arte Midna) che vantano milioni di iscritti nel loro canale e durante la conferenza seguita dai tanti fan, hanno intrattenuto e fatto contenti gli appassionati. Presente inoltre il famoso doppiatore Ivo De Palma, famoso per essere la voce di importanti personaggi dei cartoni animati e videogiochi, tra cui Pegasus dei Cavalieri dello Zodiaco o MirKo di Kiss Me Licia e che ha tenuto oltre la conferenza, una lezione di doppiaggio dal vivo. I vari Cosplayer ospiti presenti. Soddisfatti gli organizzatori della fiera con il Gruppo WeareComics  (Francesco Barbata, Alfonso Di Leo, Liborio Bongiovanni,Eleonora la Cascia ) e Luca Castronovo e la Mario Pardo eventi, che pur essendo una prima edizione non si sono risparmiati a rendere questa fiera, rispetto a quelle già tenute in passato un punto di riferimento per gli appassionati del genere. Prossimi appuntamenti in Sicilia il Comicon di Palermo e l’Etna Comics di Catania.

 

Sono 534 i migranti ospiti dell’hotspot di Lampedusa da dove sabato sono stati trasferiti, con il traghetto di linea a Porto Empedocle, 425 persone.

Per oggi è previsto lo spostamento di 40 ospiti che verranno imbarcati sulla motonave che in serata giungerà Porto Empedocle.Intanto sono 93 i migranti che, con tre diversi barconi, hanno raggiunto durante la notte l’isola. Sul primo, intercettato dalla Guardia di finanza nei pressi di Lampione, c’erano 6 tunisini.

Sul secondo, bloccato a 18 miglia, altri 23, fra cui 13 donne e 3 minori. Hanno dichiarato di essere originari di Guinea, Burkina Faso, Costa d’Avorio e Mali ed infine, a 8 miglia, e’ stato agganciato un altro gruppo da 65, fra cui 1 donna e 1 minore. Hanno riferito di essere scappati da Siria, Palestina, Egitto, Sudan

Licata baciata dalla fortuna.
Nell’estrazione di sabato 10 settembre, sono stati vinti 13.446,66 euro, centrando il “cinque”, mentre il jackpot continua a crescere superando i 27o milioni di euro, una cifra da record e da capogiro.

La schedina vincitrice è stata giocata nella ricevitoria di via Principe di Napoli.

Una vincita in Sicilia mancava dall’aprile 2018, quando furono vinti 130 milioni a Caltanissetta.

 

L’aumento vertiginoso dell’energia sta mettendo in ginocchio l’intero comparto della panificazione. “Abbiamo non più di sessanta giorni davanti – afferma il Presidente Nazionale Assipan Confcommercio Antonio Tassone – il rischio, dobbiamo dircelo, è che tra un paio di mesi il pane artigianale possa sparire dalle tavole degli italiani. Le piccole e medie imprese di questo passo scompariranno lasciando spazio ai grandi operatori industriali”. Con un aumento dei costi così devastanti, purtroppo il mondo della panificazione artigianale fatta di piccole e medie imprese dovrà fare delle scelte drastiche.

L’aumento dei prezzi, probabilmente, sarà la scelta che non verrà fatta, in quanto in un contesto come quello attuale dove il potere d’acquisto del consumatore finale è sempre più ridotto ci potremmo trovare da qui a breve ad una sostanziale riduzione dei consumi.

Questa grave situazione comporterà in prima battuta un taglio delle materie prime e purtroppo un taglio del personale fino ad arrivare alla scelta più dolorosa che è quella della chiusura definitiva. 1350 le imprese potrebbero chiudere con una perdita di circa 5300 occupati, da qui a pochi mesi. Assipan Confcommercio lancia il grido di allarme e chiede al Governo un adeguato e tempestivo credito d’imposta che compensi l’incremento del costo energetico, nonché un tetto massimo per questi costi già applicato con successo in altri paesi europei. Assipan Confcommercio pertanto ritiene indispensabile l’immediato inserimento delle imprese della panificazione fra quelle Energivore alla luce soprattutto dell’impatto che tale voce di costo ha sul valore della produzione e, in linea generale chiede di procedere alla revisione della fissazione dei prezzi del gas.

Bisogna, senza ombra di dubbio, partire dal valore che si intende dare al pane, – dichiara Giacomo Zimbardo Vice Presidente Naz.le di Assipan – che deve essere visto come patrimonio identitario di ogni singola comunità e quindi da non disperdere ma bensì tutelare”. I panificatori, strozzati dagli aumenti fuori controllo dei costi dell’energia, elettrica, gas, metano, legna etc etc. ed il conseguente aumento di tutta la materia prima hanno bisogno di immediati strumenti di sostegno e di una politica lungimirante che guardi al futuro. “Per garantire la migliore collocazione possibile del pane nel mondo produttivo, serve dare anche uno sguardo al futuro e puntare alla cosiddetta filiera corta, – continua Zimbardo – solo così si potrà garantire la cosiddetta autosussistenza alimentare”. L’obiettivo deve essere quello di puntare all’indipendenza di materie prime e consentire l’abbattimento dei prezzi e l’aumento qualitativo del prodotto finale e per far ciò serve promuovere la produzione di grani antichi che costituiscono un patrimonio unico per la Sicilia. È certamente una sfida importante quella del recupero e della valorizzazione in quanto deve trovare connessione lungo tutta la filiera, dal seme fino al prodotto finito, ma oggi più che mai si deve perorare tale sfida. “Ogni singolo fornaio deve essere sostenuto nel percorso di riqualificazione e di rilancio di un settore che vuole investire in innovazione e contestualmente desidera garantire quel legame indissolubile con le peculiari tradizioni artigianali di ogni singolo territorio. Purtroppo, – dichiara Enzo Gaziano Presidente Provinciale di Assipan Confcommercio Agrigento – viviamo un momento storico nel quale si è superata la fase di allarme e si è già raggiunto un livello insostenibile per tutti, bisogna scongiurare il paventato e imminente trend negativo della chiusura delle attività, in ogni modo possibile”. Senza interventi immediati, il pane artigianale, bene primario per eccellenza, potrebbe presto mancare sulle tavole di ognuno di noi.”

L’aumento vertiginoso dell’energia sta mettendo in ginocchio l’intero comparto della panificazione. “Abbiamo non più di sessanta giorni davanti – afferma il Presidente Nazionale Assipan Confcommercio Antonio Tassone – il rischio, dobbiamo dircelo, è che tra un paio di mesi il pane artigianale possa sparire dalle tavole degli italiani. Le piccole e medie imprese di questo passo scompariranno lasciando spazio ai grandi operatori industriali”. Con un aumento dei costi così devastanti, purtroppo il mondo della panificazione artigianale fatta di piccole e medie imprese dovrà fare delle scelte drastiche.

L’aumento dei prezzi, probabilmente, sarà la scelta che non verrà fatta, in quanto in un contesto come quello attuale dove il potere d’acquisto del consumatore finale è sempre più ridotto ci potremmo trovare da qui a breve ad una sostanziale riduzione dei consumi.

Questa grave situazione comporterà in prima battuta un taglio delle materie prime e purtroppo un taglio del personale fino ad arrivare alla scelta più dolorosa che è quella della chiusura definitiva. 1350 le imprese potrebbero chiudere con una perdita di circa 5300 occupati, da qui a pochi mesi. Assipan Confcommercio lancia il grido di allarme e chiede al Governo un adeguato e tempestivo credito d’imposta che compensi l’incremento del costo energetico, nonché un tetto massimo per questi costi già applicato con successo in altri paesi europei. Assipan Confcommercio pertanto ritiene indispensabile l’immediato inserimento delle imprese della panificazione fra quelle Energivore alla luce soprattutto dell’impatto che tale voce di costo ha sul valore della produzione e, in linea generale chiede di procedere alla revisione della fissazione dei prezzi del gas.

Bisogna, senza ombra di dubbio, partire dal valore che si intende dare al pane, – dichiara Giacomo Zimbardo Vice Presidente Naz.le di Assipan – che deve essere visto come patrimonio identitario di ogni singola comunità e quindi da non disperdere ma bensì tutelare”. I panificatori, strozzati dagli aumenti fuori controllo dei costi dell’energia, elettrica, gas, metano, legna etc etc. ed il conseguente aumento di tutta la materia prima hanno bisogno di immediati strumenti di sostegno e di una politica lungimirante che guardi al futuro. “Per garantire la migliore collocazione possibile del pane nel mondo produttivo, serve dare anche uno sguardo al futuro e puntare alla cosiddetta filiera corta, – continua Zimbardo – solo così si potrà garantire la cosiddetta autosussistenza alimentare”. L’obiettivo deve essere quello di puntare all’indipendenza di materie prime e consentire l’abbattimento dei prezzi e l’aumento qualitativo del prodotto finale e per far ciò serve promuovere la produzione di grani antichi che costituiscono un patrimonio unico per la Sicilia. È certamente una sfida importante quella del recupero e della valorizzazione in quanto deve trovare connessione lungo tutta la filiera, dal seme fino al prodotto finito, ma oggi più che mai si deve perorare tale sfida. “Ogni singolo fornaio deve essere sostenuto nel percorso di riqualificazione e di rilancio di un settore che vuole investire in innovazione e contestualmente desidera garantire quel legame indissolubile con le peculiari tradizioni artigianali di ogni singolo territorio. Purtroppo, – dichiara Enzo Gaziano Presidente Provinciale di Assipan Confcommercio Agrigento – viviamo un momento storico nel quale si è superata la fase di allarme e si è già raggiunto un livello insostenibile per tutti, bisogna scongiurare il paventato e imminente trend negativo della chiusura delle attività, in ogni modo possibile”. Senza interventi immediati, il pane artigianale, bene primario per eccellenza, potrebbe presto mancare sulle tavole di ognuno di noi.”

L’aumento vertiginoso dell’energia sta mettendo in ginocchio l’intero comparto della panificazione. “Abbiamo non più di sessanta giorni davanti – afferma il Presidente Nazionale Assipan Confcommercio Antonio Tassone – il rischio, dobbiamo dircelo, è che tra un paio di mesi il pane artigianale possa sparire dalle tavole degli italiani. Le piccole e medie imprese di questo passo scompariranno lasciando spazio ai grandi operatori industriali”. Con un aumento dei costi così devastanti, purtroppo il mondo della panificazione artigianale fatta di piccole e medie imprese dovrà fare delle scelte drastiche.

L’aumento dei prezzi, probabilmente, sarà la scelta che non verrà fatta, in quanto in un contesto come quello attuale dove il potere d’acquisto del consumatore finale è sempre più ridotto ci potremmo trovare da qui a breve ad una sostanziale riduzione dei consumi.

Questa grave situazione comporterà in prima battuta un taglio delle materie prime e purtroppo un taglio del personale fino ad arrivare alla scelta più dolorosa che è quella della chiusura definitiva. 1350 le imprese potrebbero chiudere con una perdita di circa 5300 occupati, da qui a pochi mesi. Assipan Confcommercio lancia il grido di allarme e chiede al Governo un adeguato e tempestivo credito d’imposta che compensi l’incremento del costo energetico, nonché un tetto massimo per questi costi già applicato con successo in altri paesi europei. Assipan Confcommercio pertanto ritiene indispensabile l’immediato inserimento delle imprese della panificazione fra quelle Energivore alla luce soprattutto dell’impatto che tale voce di costo ha sul valore della produzione e, in linea generale chiede di procedere alla revisione della fissazione dei prezzi del gas.

Bisogna, senza ombra di dubbio, partire dal valore che si intende dare al pane, – dichiara Giacomo Zimbardo Vice Presidente Naz.le di Assipan – che deve essere visto come patrimonio identitario di ogni singola comunità e quindi da non disperdere ma bensì tutelare”. I panificatori, strozzati dagli aumenti fuori controllo dei costi dell’energia, elettrica, gas, metano, legna etc etc. ed il conseguente aumento di tutta la materia prima hanno bisogno di immediati strumenti di sostegno e di una politica lungimirante che guardi al futuro. “Per garantire la migliore collocazione possibile del pane nel mondo produttivo, serve dare anche uno sguardo al futuro e puntare alla cosiddetta filiera corta, – continua Zimbardo – solo così si potrà garantire la cosiddetta autosussistenza alimentare”. L’obiettivo deve essere quello di puntare all’indipendenza di materie prime e consentire l’abbattimento dei prezzi e l’aumento qualitativo del prodotto finale e per far ciò serve promuovere la produzione di grani antichi che costituiscono un patrimonio unico per la Sicilia. È certamente una sfida importante quella del recupero e della valorizzazione in quanto deve trovare connessione lungo tutta la filiera, dal seme fino al prodotto finito, ma oggi più che mai si deve perorare tale sfida. “Ogni singolo fornaio deve essere sostenuto nel percorso di riqualificazione e di rilancio di un settore che vuole investire in innovazione e contestualmente desidera garantire quel legame indissolubile con le peculiari tradizioni artigianali di ogni singolo territorio. Purtroppo, – dichiara Enzo Gaziano Presidente Provinciale di Assipan Confcommercio Agrigento – viviamo un momento storico nel quale si è superata la fase di allarme e si è già raggiunto un livello insostenibile per tutti, bisogna scongiurare il paventato e imminente trend negativo della chiusura delle attività, in ogni modo possibile”. Senza interventi immediati, il pane artigianale, bene primario per eccellenza, potrebbe presto mancare sulle tavole di ognuno di noi.”

Saranno risarciti dal ministero della Salute i familiari di una donna di San Biagio Platani, in provincia di Agrigento, morta a soli 46 anni il 12 gennaio del 2018 a causa di un’epatopatia cronica provocata dalle trasfusioni.

Già dall’età di 7 anni, sin dal 1978, era stata sottoposta a trasfusioni. Dopo un anno le era stata diagnosticata un’epatite virale acuta. Da allora era stata più volte ricoverata. La commissione medica ospedaliera aveva inizialmente sostenuto che non sussistessero i presupposti per il riconoscimento dei benefici richiesti così come il ministero.

 

I familiari, assistiti dagli avvocati avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, hanno proposto un ricorso amministrativo al Ministero della Salute chiedendo l’annullamento del provvedimento con cui erano stati negati i benefici richiesti ed il conseguente riconoscimento dell’assegno reversibile per 15 anni.

Nel ricorso era stata prodotta anche una corposa documentazione sanitaria. Il Ministero della Salute, preso atto della documentazione e del parere reso dalla commissione medica ospedaliera di Messina ha accolto il ricorso proposto, riconoscendo i benefici richiesti.

A fronte di 380 strutture ricettive presenti sui portali specializzati (Booking, Airbnb e altri), a versare regolarmente l’imposta di soggiorno al comune è soltanto il 47%. Succede a Sciacca (Agrigento), dove alla crescita del settore turistico-alberghiero non si è associato l’atteso aumento delle riscossioni da parte dell’ente locale.

A confermare questo dato sono stati gli stessi uffici finanziari del comune di Sciacca dove, al momento, le entrate derivanti specificamente dall’imposta di soggiorno si fermano ad un milione di euro circa. Si tratta di un gettito che in massima parte viene garantito dagli ospiti di Sciaccamare (i 4 alberghi del gruppo Mangia’s) e da quelli del Verdura Resort di Rocco Forte. Mancano all’appello adesso centinaia di posti letto (hotel, bed and breakfast, case vacanza e affittacamere) che, pur presenti sulle piattaforme che mettono d’accordo domanda e offerta, non hanno mai comunicato la loro attività.

 

Se ne è accorta la stessa Corte dei Conti, che ha formalmente richiamato il comune di Sciacca ad intervenire al più presto, affinché gli introiti dell’imposta di soggiorno vengano ricalcolati e pretesi, scovando gli evasori. Ma il comune di Sciacca, e non solo nel settore dei servizi finanziari, ha carenze di personale. “Siamo già pronti – dice l’assessore ai Tributi Francesco Sabella – a incaricare una società specializzata nel settore degli accertamenti fiscali per far pagare anche chi fino ad oggi non lo ha fatto”

Scommessa vinta e brindisi per l’amministrazione comunale di Aragona, guidata dal sindaco Giuseppe Pendolino. Grazie al lavoro anche del vicesindaco, Nino Contino, esperto nell’organizzare eventi, sostenuto dagli assessori Renata Micciché e Raimondo Chiara, la cittadina ieri sera ha fatto registrare il boom di presenze con il concerto dei Matia Bazar, gruppo storico del panorama musicale italiano. Oltre seimila persone hanno cantato per oltre due ore. Si sono conclusi così i festeggiamenti in onore del Patrono San Vincenzo.