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Incidente sul lavoro a Catania, in via Acquicella, dove un uomo di 38 anni, Francesco Castiglione, padre di famiglia, intento a ristrutturare la propria abitazione, è precipitato da un’impalcatura al secondo piano ed è morto. Castiglione è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Marco dove però è deceduto poco dopo a causa delle gravi ferite. Numerosi sono i messaggi di dolore e cordoglio che hanno affollato la sua bacheca Facebook.

Ad Agrigento si sollecitano non solo controlli a carico di soggetti privati ma anche di ciò che è compiuto dal pubblico. I dettagli.

Ad Agrigento ci si accanisce contro il titolare di un locale nel centro storico perché, per sbarcare il lunario e non avendo stipendio mensile fisso e premi di produttività, 14esima e buoni pasto pagati dai cittadini tartassati, ha somministrato cibo e bevande ai tavoli senza autorizzazione. Lui, infatti, è autorizzato solo per vendere cibo e bevande da asporto. Che delinquente. Tanto delinquente che, nonostante lui abbia rimosso tavoli e sedie, gli è stata notificata un’ordinanza di divieto di prosecuzione delle attività di vendita. Adesso è in fase di valutazione se esporre il commerciante al pubblico ludibrio, alla gogna, ovvero, come accadeva nel medioevo, legarlo in piazza, a Porta di Ponte, come bersaglio di frutta e verdura marce lanciate dal popolo festante. Caspita che goduria. E poi ad Agrigento è accaduto che, meritoriamente, un assessore, accompagnato da personale in divisa e della nettezza urbana, ha spulciato tra i sacchi dei rifiuti di altri commercianti del centro cittadino, hanno trovato rifiuti indifferenziati, e li hanno multati. Attenzione, non scherzo, è giusto, più che giusto, applausi, “chapeau” alla francese, tanto di cappello. Anzi bisogna intensificare tali controlli. Però perché ciò che è privato lo si cerca, lo si scopre e lo si sanziona, e di tutto ciò che è pubblico invece non fotte nulla. In via San Vito da tempo sono stati conclusi dei lavori di scavo, e sicuramente non è stato il commerciante della via Atenea. Ebbene: l’assessore, con personale in divisa, percorra la via San Vito, proprio all’inizio, dietro al Genio civile, e si accorgerà del tratto di strada ancora devastato, non ripristinato, non asfaltato. Non è difficile: la via San Vito si dirama da piazza Vittorio Emanuele e sale verso l’ex carcere. Chissà quante e quante volte l’avete percorsa ma (in buona fede, s’intende) non ve ne siete accorti. La via San Vito è nel centro cittadino, come la via Atenea, mica è dove ha perso le scarpe il Signore, a Fondacazzo. E poi, se vi avanza del tempo, da via San Vito proseguite in via Picone dove vi attende un’altra, peggiore, devastazione. Sì, nella zona dell’ex ufficio di collocamento, in fondo, hanno effettuato delle trivellazioni. Forse sono stati scoperti giacimenti di petrolio o di gas. Insomma: la trivella ha concluso la sua opera, è rientrata a casa da parecchio tempo, e nella zona vi sono: tanta terra, macerie, pietre, mattoni spaccati gettati sulla strada ad impedire il transito. E poi tanta terra, macerie, pietre, mattoni spaccati gettati sulla scala verso via Giovanni 23esimo pulita un mese addietro dai residenti esasperati che non fosse pulita e fossero rimosse le sterpaglie sugli scalini. E anche la scala è impraticabile. Poi i segnali stradali “lavori in corso” sono stati buttati “ad organo genitale di cane” (per parlare pulito) a lato della strada, dove si parcheggia, impedendo il posteggio. Poi hanno rotto la coppa dell’olio di un mezzo durante la devastazione, e chiazze d’olio sono ancora ovunque. Ipotesi: se dovete ritornare a trivellare, e quindi tutto è ancora devastato in attesa di altre trivellazioni, quanto meno avreste dovuto, o dovreste, rendere nel frattempo transitabile la carreggiata, la scala, raccogliere i segnali stradali gettati “ad organo genitale di cane”, e pulire le distese di olio. No: è caccia ad un altro tavolino con una sedia e un bicchiere di Amaro Averna. Sì, ho capito: il delinquente e brigante non paga la tassa di occupazione del suolo pubblico. Altri commercianti invece la pagano, e si rompono la sacca scrotale (per parlare pulito) se altri non la pagano. Però come si controlla la pagliuzza perché non si controlla e si sanziona anche la trave?

“Una giornata indimenticabile”. Questo lo slogan coniato per la festa dell’Accoglienza al plesso “De Cosmi” dell’istituto comprensivo Rita Levi Montalcini di Agrigento diretto da Luigi Costanza. Questo evento ha rappresentato, dopo anni di sospensione per via del Covid, un rituale festoso per bambini, insegnanti e personale scolastico, condiviso con i genitori.
“Il primo giorno di scuola – si legge in una nota – deve riempire la mente e il cuore del bambino, sono state proposte delle testimonianze dirette che hanno avuto l’obiettivo di raccontare le esperienze di vita di alunni, affinché non si disperda il prezioso patrimonio di vissuti e di speranze proprie di ogni allievo, che devono servire da incoraggiamento, e deve rimanere un tesoro che non va sminuito, ma al contrario riconosciuto, rivalutato, anzi per usare un linguaggio più appropriato al mondo della scuola “promosso”. La rappresentazione dell’anima del plesso De Cosmi è stata rivissuta grazie a Gabriel, Michel e Samuel, hanno interpretato un viaggio nel passato e nel presente della scuola lanciando messaggi di incoraggiamento , di serenità e di allegria proiettando in una nuova fase della vita i nuovi alunni: il futuro del De Cosmi. L’iniziativa è stata arricchita con canti mimati, poesie e balli a tema e tutti i bambini hanno espresso la loro gioia e felicità, contagiando gli adulti con il loro brio”.

Accoglienza serena, partecipata ed ordinata per questo primo giorno di scuola all’Istituto comprensivo Esseneto di Agrigento. Bambini e ragazzi trepidanti e genitori emozionati. Il Preside, Francesco Catalano, ha incontrato tutti e ha manifestato la sua personale gioia per la nuova dirigenza, accogliendo affettuosamente la scolaresca dei tre ordini. Nelle classi e nei corridoi sono risuonate festose le voci degli alunni tra addobbi, lustrini e cartelloni che davano loro il benvenuto. Tanti sorrisi, qualche piccola lacrima dei piccoletti e tanta allegria dei ragazzi più grandi.
“Vogliamo suscitare emozioni – dice Francesco Catalano – ed oggi inizia un viaggio, ricco di saperi e sentimenti, per una crescita globale dei nostri meravigliosi scolari”.

La Giunta Comunale di Santo Stefano Quisquina, presieduta dal sindaco, Francesco Cacciatore, già lo scorso anno aveva deliberato e inoltrato l’atto alla Prefettura in merito alla denominazione di nuove vie dove negli ultimi anni si è verificata una forte espansione urbanistica ed edilizia e sono sorte nuove lottizzazioni e nuove vie al servizio di esse.
“Adesso – dice il primo cittadino – si è proceduto alla predisposizione di quanto necessario per la realizzazione e l’intestazione delle relative targhe assegnando nomi di illustri personaggi che si sono contraddistinti nella vita sociale e culturale del nostro paese”.
Vie prima anonime ora hanno un nome e un cartello che le rendono visibili e facilmente individuabili e specificatamente: Via Andrea Camilleri (incrocio tra le Vie Giotto e Boito), via Leonardo Sciascia (incrocio fine via L.Attardi), via Rita Levi Montalcini (tratto a partire dalla fine via G. Falcone).

Gli imprenditori del settore dell’edilizia, dalle Associazioni costruttori edili di Agrigento, Trapani, Caltanissetta, Palermo e Messina, e dalla Cna Costruzioni Sicilia, annunciano: “O dalla Regione ci pagano le fatture oppure attueremo lo sciopero fiscale. Se tu non paghi le fatture, perché devo pagare le tasse?”. E spiegano: “La situazione è stata più volte denunciata dagli organi di stampa: le imprese edili che svolgono lavori per conto della committenza pubblica oggi si trovano a non ricevere il regolare pagamento delle fatture, con ritardi che sono ormai consolidati nell’ordine degli 11 mesi. Stiamo subendo una vera e propria vessazione da parte della Regione, che, senza fornire alcuna giustificazione, ha ritardato in modo intollerabile il pagamento delle somme dovute per i cantieri in corso. Si tratta di opere la cui inaugurazione è divenuta spesso ‘merce’ da annuncio politico, con tanto di tagli del nastro e conferenze stampa. Noi nel frattempo ci indebitiamo con le banche, licenziamo personale, non possiamo acquistare le sempre più costose materie prima, chiudiamo le imprese, emigriamo altrove, e vi è il rischio che alcuni ricorrano, loro malgrado, ai prestiti ad usura”.

A breve verranno istallati in vari punti della città di Canicattì dei Dispositivi Eco Compattatori ovvero le cosiddette macchine mangia plastica. Lo ha reso noto il sindaco, Vincenzo Corbo.
“Il conferimento delle bottiglie di plastica – continua Corbo – permetterà di fruire di buoni spesa alimentare o buoni per acquisto libri o buoni per biglietti cinema e altro, maggiori dettagli verranno comunicati nei prossimi giorni. Ringrazio l’assessore alle politiche ambientali, Lillo Ferrante Bannera, per questa bellissima iniziativa, mirata per il rispetto e la tutela dell’ambiente”.

Il direttore del Parco della Valle dei Templi, Roberto Sciarratta, ha incontrato i rappresentanti di Confagricoltura, Confesercenti, Confcommercio/Fipe, Cna, Adiconsum, Cittadinanza attiva, Unione Nazionale Consumatori, tutti autori del progetto intitolato “Obiettivo comune”. In sintesi: è stato concordato che bisogna rimediare all’evidente scollamento tra la città di Agrigento, con poca affluenza turistica e poco indotto economico, e la Valle dei Templi, musei e siti archeologici inclusi, meta invece di un elevato numero di turisti. Quindi serve un piano di mobilità urbana, con la dotazione di una flotta di mini-ecobus per consentire, ultimata la visita alla Valle dei Templi, di recarsi nel centro città. Poi bisogna migliorare la viabilità e accrescere il superamento delle barriere architettoniche. Poi occorre valorizzare la promozione dei prodotti del Parco dei Templi a marchio “Diodoros”, d’intesa con le associazioni di categoria dei settori agricoltura, artigianato e commercio. Poi realizzare all’interno del Parco della Valle un importante laboratorio di restauro. Attivato un tavolo di confronto permanente”.

Letture in riva al mare. Un pomeriggio in spiaggia insieme ai bambini delle nostre scuole dell’infanzia promosso dall’amministrazione comunale e in particolare dall’Assessore alla Cultura Marilù Caci per rilanciare la biblioteca comunale di Porto Empedocle.
“L’iniziativa – dice l’assessore Caci – parte dalla volontà di creare un dialogo tra le famiglie e la nostra biblioteca, al fine di divulgare l’educazione alla lettura già dalla prima infanzia. La biblioteca incontra i bambini, esce fuori dalle mura e si sposta in spiaggia con letture animate e una golosa merenda. Siamo molto soddisfatti di questa esperienza e la riproporremo sicuramente”.
Hanno partecipato tanti bambini entusiasti e genitori soddisfatti dell’evento. Si tratta di un’occasione per portare i servizi bibliotecari fuori dai classici contenitori e di avvicinare i bambini alla bellezza della lettura.
“Colgo l’occasione – conclude Caci – per ringraziare l’associazione Mariterra per la collaborazione e l’educatrice Eleonora Clio di Girgenti – Ohana il giardino dell’infanzia -, ha realizzato non solo una selezione attenta e accurata di differenti testi ma ha anche catalizzato l’attenzione di tutti i presenti con una lettura suggestiva e coinvolgente”.