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Nessun caso di vaiolo delle scimmie fra i migranti giunti a Lampedusa. L’esito degli esami a cui è stato sottoposto un quindicenne, arrivato nei giorni scorsi sulla più grande delle isole Pelagie e trasferito in elisoccorso al reparto di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, è stato comunicato in queste ore al sindaco delle Pelagie, Filippo Mannino, che è anche la massima autorità sanitaria delle due isole.
Il minorenne era stato trasferito, con una struttura di biocontenimento, perché aveva delle lesioni compatibili con la malattia. Per fortuna però, anche perché il quindicenne era stato inizialmente alloggiato all’hotspot, l’esito degli esami è risultato essere negativo.

I Carabinieri della Compagnia di Castelvetrano hanno arrestato una donna di 42 anni. Lei ha molestato e accoltellato l’ex convivente. L’ordine di carcerazione è stato emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Trapani. Sconterà una pena residua di sei mesi. E’ stata denunciata dai Carabinieri ben sei volte solo nel corso di quest’anno, per rapina aggravata, lesioni personali e indebito utilizzo di carta di credito a danno dell’ex compagno a cui avrebbe prima sottratto la carta minacciandolo e ferendolo con un coltello, e poi avrebbe eseguito diversi prelievi e pagamenti per un totale di 250 euro. La donna è stata ristretta ai domiciliari, ma è evasa violando le prescrizioni imposte dal giudice. E’ stata così disposta la carcerazione al Pagliarelli di Palermo.

Un ingegnere marchigiano di 76 anni morto di legionella dopo una vacanza in Sicilia tra Palermo, San Vito Lo Capo, Agrigento e Siracusa.

Un pensionato di 76 anni di Fano, nelle Marche, Ciro Cozzolino, ingegnere, è morto di legionella dopo una vacanza in Sicilia. Ha soggiornato a Palermo, all’Hotel Politeama, dove si assicura: “Tutto sanificato, abbiamo seguito la procedura dell’Azienda sanitaria”. Cozzolino è morto nonostante le cure dei medici dell’ospedale “Maggiore” di Bologna che hanno diagnosticato il contagio. Anche la moglie si è ammalata ma è guarita. Il figlio Daniele racconta al “Resto del Carlino”: “Papà era partito in vacanza con mamma il 24 agosto scorso. Sono arrivati a Palermo e hanno pernottato all’Hotel Politeama fino al 29 agosto. Poi si sono trasferiti da Palermo a San Vito Lo Capo, e da lì sono stati due giorni ad Agrigento e poi a Siracusa. Lui e mia madre da Agrigento hanno iniziato ad accusare dei malori, ma li hanno attribuiti ad una intossicazione alimentare. Il 4 settembre, invece, mio padre ha iniziato ad avere difficoltà a parlare, dei momenti di appannamento alternati a lucidità. E qui abbiamo iniziato ad allarmarci. Lo sentivo telefonicamente e capivamo che la situazione anziché migliorare peggiorava. Così noi figli gli abbiamo organizzato il rientro anticipato a Bologna, il 7 settembre. A Bologna la diagnosi: polmonite da legionella. Papà è risultato subito positivo al covid, ma dagli accertamenti è emerso che la polmonite non era attribuibile al Covid ma alla legionella. La legionella è un batterio che si prende per inalazione, puoi inalarlo mentre ti lavi oppure dai climatizzatori. Mamma e papà hanno iniziato a sentirsi deboli nello stesso periodo. Lei ora sta bene. Il problema di mio padre invece è che questa legionella gli ha scatenato una reazione auto-immune contro i globuli rossi. E’ andato in arresto cardiaco e non c’è stato più nulla da fare” – conclude. Il batterio della legionella, che si annida soprattutto nelle cisterne e nelle condotte idriche, provoca una grave forma di polmonite dagli esiti a volte nefasti. La famiglia Cozzolino ha incaricato un legale di tutelarli. L’Hotel Politeama replica: “Bisogna accertare i fatti, da parte nostra siamo sereni perché abbiamo agito nel migliore dei modi seguendo le disposizioni dell’Azienda sanitaria e facendo tutto ciò che ci ha imposto la legge per garantire la salubrità dell’acqua. Cozzolino ha soggiornato in diverse strutture ricettive siciliane dove avrebbe facilmente potuto contrarre l’infezione”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ad Agrigento nella sala “Giovanni Paolo II” del Palazzo arcivescovile al mattino di oggi è stato presentato il documento dei vescovi siciliani in occasione delle elezioni del 25 settembre. Dopo il saluto del direttore diocesano dell’ufficio di Pastorale Sociale e Lavoro Don Mario Sorce, il professor Giuseppe Savagnone è intervenuto sul documento. Il dibattito è stato coordinato da Salvatore Pezzino. Ha concluso i lavori l’arcivescovo di Agrigento Monsignor Alessandro Damiano.

Il candidato presidente della Regione, Renato Schifani, al fianco di Musumeci ad una convention politica organizzata dall’assessore Razza. Gli interventi.

Tra le tante convention elettorali in corso in Sicilia ad una settimana esatta dal voto del 25 settembre, e in presenza anche dei leader nazionali di riferimento delle forze politiche in competizione, come Conte, Meloni e Salvini, il candidato presidente della Regione del centrodestra, Renato Schifani, è stato appena al fianco del presidente della Regione dimissionario, Nello Musumeci, in occasione della manifestazione a Catania intitolata “Il diritto alla salute dei siciliani”, organizzata dall’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. E Schifani si è espresso nel solco della prosecuzione del governo trascorso. E ha affermato: “Erediterò un buon governo e non avrei mai accettato questo incarico se non avessi avuto la certezza di trovare la condivisione interiore da parte del presidente Nello Musumeci, perché quando si ama la propria terra non ci si può dividere, e se la politica paralizza la propria terra, allora sbaglia”. Poi, in riferimento al tema dell’iniziativa, Schifani ha aggiunto: “Proseguiremo l’azione del governo Musumeci, questa sarà la mia linea, anche nella sanità, settore in cui l’assessore Razza ha fatto benissimo. In Sicilia è stato fatto tanto e con il presidente Musumeci abbiamo gestito una fase difficile come la pandemia. Nel doveroso silenzio istituzionale che mi impone la mia figura di presidente emerito del Senato, sono stato vicino in quella fase difficile sentendo spesso sia il presidente Musumeci che l’assessore Razza”. E poi, rivolgendosi a Razza, Schifani ha prospettato: “Se sarò eletto la prima persona che chiamerò sarai tu, Ruggero, per comprendere meglio ed avere un quadro sui temi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, una scommessa che non possiamo perdere. Con quei fondi, per curare meglio i pazienti non gravi, dobbiamo potenziare la medicina del territorio, che non era abbastanza attrezzata per una emergenza di questo tipo”. Poi ha sottolineato: “Erogare sanità significa esercitare una funzione pubblica, sia se la esercita il pubblico che il privato convenzionato. Bisogna dare efficienza ai cittadini-utenti”. In conclusione, Renato Schifani ha riservato attenzione alla futura giunta di governo, e ha ribadito: “Se vinceremo voglio che la giunta sia composta da assessori politici che siano competenti nel settore che dovranno governare. Anche i direttori generali devono essere competenti, bravi e devono conoscere i temi di cui si andranno ad occupare”. Nello Musumeci applaude: “Il passato e il presente del presidente Schifani costituiscono una garanzia per il futuro”.

Il commiato di Nello Musumeci da Palazzo d’Orleans: “Rifiuti e turismo tra le priorità della prossima legislatura”. Il rilancio dei termovalorizzatori condiviso da Baglieri.

Il presidente della Regione dimissionario, adesso candidato al Senato con Fratelli d’Italia, interviene nel merito di due ambiti di intervento cruciali in Sicilia, e che saranno ereditati, con il dovere di impegno, dal prossimo presidente della Regione. Si tratta di rifiuti e turismo. E sui rifiuti Musumeci ribadisce l’indispensabilità dei termovalorizzatori, per i quali il suo governo ha già pubblicato un apposito bando. E afferma: “Sui rifiuti è merito del mio governo di avere indicato la strada: dopo 40 anni la Sicilia è stata liberata dalla schiavitù di 511 discariche, sia autorizzate che abusive. Il percorso da seguire è quello dei termovalorizzatori: uno per la Sicilia occidentale, uno per quella orientale, fondamentali per assorbire la parte di rifiuti che non è possibile differenziare. Chi è contrario ai termovalorizzatori, senza saperlo è complice di una logica speculativa delle discariche che a volte appare offuscata e contigua ad ambienti non improntati alla correttezza”. E in riferimento alla raccolta differenziata Musumeci aggiunge: “Abbiamo portato la differenziata dal 19% al 48%. E’ un risultato che è merito dell’attività dei Comuni siciliani e della responsabilità dei cittadini”. Poi il turismo, e Musumeci rivendica: “Ricordo i traguardi ottenuti dagli scali siciliani. A partire da quello catanese di Fontanarossa che ha superato, in termini di traffico nazionale, l’aeroporto di Roma-Fiumicino, arrivando ai numeri positivi dell’aeroporto di Palermo, senza dimenticare i risultati di Comiso e di Trapani Birgi. Oggi la Sicilia è la meta preferita tra le regioni italiane. E’ il frutto di una campagna promozionale portata avanti dall’assessorato al Turismo guidato da Manlio Messina, e che guarda al settore come motore di crescita insieme alla cultura” – conclude. E l’obiettivo dei termovalorizzatori in Sicilia, come priorità dell’agenda amministrativa nella prossima legislatura, è condiviso e rilanciato dall’assessore regionale ai Servizi primari, Daniela Baglieri, anche lei candidata, con Forza Italia, all’Assemblea Regionale. La Baglieri afferma: “Spero che la scelta di realizzare due termovalorizzatori in Sicilia sia definitiva. Questa scelta dipende dal fatto che l’Europa ha dettato un obiettivo: entro il 2035 potrà andare in discarica al massimo il 10% dei rifiuti. Attualmente in Sicilia ne portiamo circa il 50%. E’ chiaro che, facendo una simulazione degli scenari futuri, non possiamo raggiungere quell’obiettivo. Ciò che stiamo cercando di fare è aumentare la raccolta differenziata, che dal 18% del 2017 è passata al 47% nel 2021. Inoltre, con i termovalorizzatori, da ciò che non riusciamo a differenziare, possiamo recuperare energia, e di questi tempi, con il caro bollette, è chiaro che la termovalorizzazione rappresenta un modo per essere nell’ambito dell’economia circolare e, al contempo, ridurre il fabbisogno energetico delle città”.

di Berta Ceglie

All’inizio è il Caos, non la confusione senza regole come lo s’intende oggi. Nella mitologia greca, il caos era il principio della creazione e non un’accozzaglia di elementi sfuggenti che non trovavano una collocazione nell’insieme del meraviglioso apparato che sarebbe dopo scaturito, Il Caos era una bocca spalancata da cui poi la meraviglia scaturiva. Poi nasce l’idea, l’intuizione, la forza, il progetto, il sentiero da seguire, il disegno, la traccia abbozzata su un foglio di carta che supporta le ossa, i tendini, i muscoli, le diverse sostanze fondamentali, i gas, l’acqua, i minerali, le proteine, il sangue e tutto il resto, che daranno forma, consistenza, energia, slancio, pulsione a quello che sarà, dopo l’alchimia degli elementi, alla creatura viva, scalpitante, ansiosa di vivere, che gioisce e fa gioire. Ma senza l’idea, fondamentale appiglio, tutto il resto cade e non ha senso. Così nasce un’opera da d’arte  dalla magia di un artista che intuisce il senso di qualcosa di grande, d’irripetibile che deve essere colta al volo. Dopo c’è la costruzione, la fatica, il sudore, la scrittura poetica, l’ordine dettato dalle regole dell’estetica inequivocabile che permette a cose diverse di trovare armonia, eleganza, essenzialità, essenzialità, significati e significanti, questo è il processo creativo che precede qualsiasi stupore dell’arte. E la parola è la prima cosa che nasce, fermenta, costruisce, sgorga, edifica, portandosi dentro la forza della poesia: la poesia! La poesia la vera magia che unisce, equilibra e dà vita a qualcosa di speciale e irripetibile. Va bene la musica, nessuno lo nega, ma senza questi fatti innegabili, procedurali, il musicista dove appende le sue note? Nel nulla! Tutto nasce da un idea che un artista coglie al volo e tutto il resto diventa elemento collaterale, senza voler negare la sua necessità d’essere energia costruttiva. Un chimico queste cose li sa bene, avendo sviscerato la materia nei suoi elementi basi e sa pure ch’esistono sostanze collaterali che si chiamano catalizzatori che pur non determinando il fenomeno lo favoriscono. Nel calderone di una strega che opera un incantesimo, anche un’ala di farfalla e il fegato di un rospo contribuiscono alla sua realizzazione e quindi perché far cadere il silenzio su un lavoro d’insieme che concorre a realizzare il miracolo? “Falcone e Borsellino: ovvero il Muro dei Martiri”, è per davvero un’opera magnifica, ma poi alla fine dello spettacolo, un discutibile presentatore, annichilisce l’esistenza del librettista (non un banale paroliere che mette in riga quattro parole che si adattano alla musica), ma il vero creatore di un’idea acchiappata dal mondo dell’idee, affinché possano essere enucleate le emozioni, organizzata la metrica del verso, nella sua precipua originalità che non può e non deve mai essere sottovalutata, nel ritmo (ora intenso, ora lento ora intenso) nella drammaturgia ben distribuita, nel loro naturale decorso logico che determina, insieme alla musica (e chi lo nega) la nascita di un capolavoro o meno d’applaudire. L’opera d’arte è un luogo di emozioni e senza la poesia l’emozione, la sentimentalità, non nasce: non può nascere. E questo alla nascita del melodramma nella “Camerata fiorentina dei Baldi” (14 gennaio 1573), quando fu fatto lo sposalizio tra poesia e musica, questo lo avevano capito e da quel giorno in giusto ordine si metteva prima il nome di chi aveva ideato il dramma (la favola, la storia, il verso) e poi il musicista che seguire un’idea preesistente e mai viceversa. Certo in un’opera lirica la musica è importante, ma la poesia è fondamentale. Questo è il senso di questo lavoro. Mettiamo pure in secondo piano il librettista (un signor drammaturgo, un organizzatore che riduce all’essenza una tragedia, una commedia, uno scherzo, affinché il musicista vi possa lavorare, ma non può essere escluso, emarginato, negato, cancellata con evidente disonestà intellettuale. E questo è avvenuto nella giornata del 15 settembre del 2022, in piazza Dante a Catania, ci si è dimenticati dell’autore, il librettista, il primo che ha avuto l’idea, lo si è negato come se lo sforzo intellettuale di un artista, di un poeta non avesse significato. Perché questo sfregio alla poesia? Eppure è avvenuto nel contesto di una bella opera. E peggio alla fine, il presentatore, ha parlato solo di se stesso del coro e del musicista, senza neanche spendere una sola parola per gli artisti in scena che hanno dato tutto di loro stessi, per gli attori e per tutti gli altri. A questo punto ditemi, non si può chiamare questo crollo di stile disonesta intellettuale? Io penso di si. P.s.: il poeta devo dire ch’è veramente un artista sensibili e i cantanti e attori sono stati magnifici.

 

 

 

Sorpresi alticci alla guida dei propri mezzi. Gli agenti della Polizia Stradale di Agrigento, hanno denunciato quattro persone, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica, per guida in stato di ebbrezza alcolica. Si tratta di due uomini, di 45 e 36 anni, rispettivamente di Canicattì e Naro, essendo stati trovati con valori rispettivamente quattro, e tre volte superiori al limite consentito per legge, e due donne, di 22 e 17 anni, di Favara e Agrigento, trovate con valori rispettivamente due volte, e tre volte oltre i limiti consentiti per legge. La minore era a bordo di uno scooter.  Nello specifico, il servizio è stato effettuato a San Leone, unitamente alle Volanti, e al medico della Polizia di Stato della Questura. Nel corso dei controlli, in totale, sono state accertate 46 infrazioni del Codice della Strada, sono state ritirate 4 patenti di guida, e 5 carta di circolazione, sequestrato 1 veicolo, decurtati 135 punti-patente, ed è stato rilevato un incidente stradale.So

Brucia una vasta area di terreni incolti, e le fiamme hanno raggiunto anche l’area boschiva. E’ successo in contrada “Firrio”, in territorio di Grotte. L’allarme è scattato verso mezzogiorno, quando alcuni automobilisti di passaggio hanno notato le fiamme altissime.

Sul posto sono intervenuti gli uomini della Forestale con più mezzi, supportati dall’alto da un canadair, e da un elicottero, che hanno fatto la spola con il mare di San Leone per rifornirsi di acqua.
Stando alle prime ricostruzioni, il fuoco si sarebbe sviluppato dalla sterpaglia di alcuni terreni incolti, per poi propagarsi. Quasi sicuramente appiccato in più punti da qualche piromane.

Il bollettino Covid di oggi segna un ulteriore calo dei contagi in Sicilia: dai 959 registrati ieri su 10.578 tamponi processati, si passa ai 791 di oggi su 9.340 test effettuati. Anche il tasso di positività dunque è in diminuzione e oggi si abbassa di mezzo punto e tocca l’8,5%. La Sicilia oggi scende all’ottavo posto per numero di nuovi casi registrati.

Gli attuali positivi sono 37.938, non si registrano nuovi guariti mentre sono 3 le vittime riportate nel report di oggi. A livello provinciale si registrano a Palermo 209 casi, a Catania 180, a Messina 138, a Siracusa 74, a Trapani 42, a Ragusa 50, a Caltanissetta 20, ad Agrigento 53, a Enna 25.

Sul fronte ospedaliero i ricoverati in Sicilia sono 211, 13 in meno rispetto a ieri e in terapia intensiva sono 17, due in meno rispetto al giorno prima.