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Asp brava, Asp cattiva.

Sostanzialmente questa è la fine di chi, avendo grossi poteri in mano, prima nomina una persona a capo di un dipartimento e poi, magari, dopo due anni la sostituisce più per il fatto che è stata individuata una figura assolutamente professionale che non faccia rimpiangere il predecessore, che per quel senso di rotazione previsto dopo l’espletamento per alcuni anni.

La dottoressa Rosetta Vaccaro è molto incazzata con i vertici dell’Asp agrigentina. Dapprima nominata Direttore ff dell’Area delle Tossicodipendenze Dirigente del Sert in attesa che venisse espletato il concorso per ricoprire questo incarico; prima nove mesi e poi prorogata per ulteriori 9 mesi. Si ricordano diverse situazioni spiacevoli, una serie di contensiosi e nedici che da quel settore sanitario volevano scappare via a gambe levate. Passati  i 18 mesi, il suo ruolto è stato ricoperto da un’altra persona.

Apriti cielo! Le sue guerre contro l’Asp si sono acuite in modo esponenziale. La sindacalista, che ama di più la tuta che camice e fonendo, non ci sta arriva anche a disconoscere i suoi superiori.

Beh, contenta lei, contenta lei…

Durante il Covid è nominata coordinatore delle Usca aziendali; di lei, medici ed infermieri in prima linea, conoscono il cognome e, forse, il nome. Mai una riunione, mai un incontro, mai una conoscenza con i propri lavoratori. Precisa di non voler essere disturbata da nessuno, se non per quesiti di natura esclusivamente tecnico scientifica.

Ha puntato le armi contro l’Asp e l’Ordine dei Medici di Agrigento, forse sfruculiata da qualcuno. Probabilmente. Con qualche certezza. Più si che no. Anzi, certo! Sfruculiata da qualcuno.

Ieri l’hanno fatta incazzare di nuovo; alla Vaccaro non le è stato consentire di paertecipare all’assemblea degli iscritti Cimo dell’Asp di Agrigento. Bonsignore e Spampinato lanciano strali ed hanno anche minacciato di ricorrere alle vie legali.

Ma tutte a lei capitano?

 

 

 

Sono 809 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 8.488 tamponi processati. Ieri i positivi erano 791.

Il tasso di positività è al 9,5%, in aumento rispetto all’8,5% di ieri. La Sicilia è al sesto posto per contagi. Gli attuali positivi sono 38.049 con un aumento di 111 casi. Sono 696 i nuovi guariti mentre sono 2 le vittime. Il totale dei decessi sale a 12.179. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 220, 8 in meno rispetto a ieri e in terapia intensiva sono 16, uno in meno rispetto al giorno prima.

A livello provinciale si registrano a Palermo 207 casi, Catania 156, Messina 155, Siracusa 78, Trapani 52, Ragusa 57, Caltanissetta 21, Agrigento 54, Enna 29

La Regione Siciliana dopo numerosi anni ha bandito un importante concorso per il potenziamento dei centri per l’impiego dell’isola, prevedendo l’assunzione di ben 537 unità di personale a tempo pieno e indeterminato.
Il bando di concorso, in particolare, ha previsto una prima preselezione dei candidati sulla base dei titoli posseduti, ed una successiva prova scritta per la quale è stata prevista, ai fini del superamento, una soglia minima di punteggio pari a 21 punti. ​ ​ ​ ​
La dott.ssa G.I., residente ad Agrigento di 48 anni, essendo in possesso di tutti i requisiti e i titoli richiesti, ha presentato la propria domanda di partecipazione al concorso in parola.
Dopo aver superato la preselezione grazie ad una pronuncia cautelare del Giudice Amministrativo, la succitata dott.ssa agrigentina, veniva esclusa dall’elenco degli idonei per aver conseguito un punteggio pari a 20,45, a fronte dei 21 punti richiesti per il superamento della prova scritta.
Convinta della correttezza di alcune risposte erroneamente valutate dalla Commissione di concorso, la dott.ssa G.I., con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha proposto nell’ambito del giudizio già pendente innanzi al T.A.R. Sicilia – Palermo (riguardante il succitato superamento della prova preselettiva) un ulteriore ricorso per motivi aggiunti.
Con il suddetto ricorso per motivi aggiunti, gli Avv.ti Rubino e Impiduglia, rilevando l’erroneità dalla valutazione data dalla Commissione di concorso ad alcune risposte fornite dalla candidata, hanno richiesto al Giudice l’emanazione di un provvedimento cautelare volto a sospendere gli effetti degli atti impugnati.
Con ordinanza del 28.07.2022, il T.A.R. di Palermo rigettava l’istanza cautelare proposta dalla dott.ssa G.I., denegando pertanto la sospensione dei provvedimenti impugnati.
Alla luce di tale pronuncia la candidata ha deciso di ricorrere in appello, avverso l’ordinanza emessa dal Giudice di prime cure, innanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa.
In particolare, i difensori della dott.sa G.I., hanno insistito sulla correttezza delle risposte date dalla candidata; ed altresì hanno rilevato che all’esito della procedura selettiva in oggetto sono rimasti non assegnati ben 211 posti. Pertanto l’Assessorato Regionale starebbe valutando l’indizione di una nuova procedura concorsuale per addivenire ad una totale copertura delle posizioni rimaste scoperte; alla luce di tale evenienza, l’accoglimento della domanda cautelare avrebbe garantito alla candidata la salvaguardia medio tempore dei propri diritti evitando che il posto al quale la stessa ambisce venga coperto tramite un nuovo concorso.
Con ordinanza pubblicata in data 12.09.2022, il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, condividendo le tesi sostenute dagli Avv.ti Rubino e Impiduglia, ha accolto l’istanza cautelare, ritenendo il ricorso in appello proposto dalla dott.ssa G.I “assistito da sufficiente fumus boni juris”, e in quanto, l’esecuzione del provvedimento impugnato potrebbe cagionare alla candidata un pregiudizio grave ed irreparabile.
Pertanto, in esecuzione della superiore ordinanza del C.G.A., la ricorrente è stata ammessa alla successiva fase di valutazione dei titoli di servizio e dell’esperienza professionale, mentre l’Amministrazione Regionale si vedrà costretta a riservare alla dott.ssa G.I., fino alla definitiva decisione di merito, uno dei posti rimasti scoperti per il profilo concorsuale a cui la medesima ha partecipato.

A seguito dell’incendio divampato all’alba di domenica 11/9/2022 nel centro storico di Agrigento che ha devastato completamente l’appartamento a piano terra, le fiamme si sono propagate al piano superiore, ove dormiva un agrigentino, con difficoltà a deambulare.

Grazie al tempestivo intervento della pattuglia della Guardia di Finanza, arrivata immediatamente sul posto ed in attesa dei Vigili del Fuoco, hanno salvato la vita del sessantaduenne.

Gli uomini della GdF appreso che nel piano superiore vi era una persona che dormiva, non curanti di mettere in pericolo la propria vita con straordinario coraggio e professionalità, non hanno esitato ad entrare nel palazzo al fine di svegliare e salvare la vita umana evitando che la situazione potesse trasformarsi in una inevitabile tragedia.

Oggi i familiari hanno voluto ringraziare personalmente le Forze dell’Ordine inviando una missiva al Comando della Guardia di Finanza.

“Non è facile trovare le parole più adatte per ringraziare questi angeli della legalità  che con grande senso del dovere, straordinario coraggio, professionalità e competenza, mettendo a repentaglio anche la loro vita, sono intervenuti immediatamente, senza attendere l’arrivo dei Vigili del Fuoco, mettendo in salvo la vita di una persona umana.

Comprendiamo anche che per chi indossa una divisa una situazione del genere viene identificata semplicemente come aver compiuto il proprio dovere. Ma crediamo che salvare materialmente una vita umana rappresenta, non solo per i familiari ma anche per l’intera società un atto eroico degno di doverosa ammirazione.

Siamo convinti che l’apprezzamento di un comune cittadino conta poco ma speriamo di risvegliare gli animi della gente e che tale atto eroico possa essere preso da esempio da tutti i cittadini”.

500 mila euro sono stati chiesti da Giuseppe Arnone, ex consigliere comunale al processo di appello a carico di Calogero Sodano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

La prima elezione diretta per il sindaco di Agrigento, nel 1993, la seconda del 1997 nonchè le Europee del 1999 e le elezioni del 2001 per il parlamento, secondo il pg di Palermo Giuseppe Fici, furono condizionate dalla mafia che votò e fece eleggere (tranne in un caso, nel 1999) Calogero Sodano.

Il magistrato che rappresenta l’accusa al processo di appello, all’udienza precedente, ha chiesto di ribaltare la sentenza di primo grado, che lo assolveva, e condannarlo a 6 anni di reclusione per l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

L’ultima udienza è stata, invece, dedicata all’arringa di parte civile dell’avvocato Giulia Gaipa che ha illustrato il suo intervento in difesa di Arnone che sarebbe stato danneggiato in quanto quell’elezione, che perse per una manciata di voti, con tanto di beffa di brindisi in piena notte per un exit poll errato che lo dava per vincitore, sarebbe stata condizionata da un accordo fra Sodano e i clan.

Sodano, dopo essere stato eletto sindaco, avrebbe ricambiato il favore indirizzando a imprese legate alla mafia gli appalti per la costruzione del depuratore del Villaggio Peruzzo, per i lavori di urbanizzazione di Favara ovest e per la gestione dei rifiuti. Gli accordi per farsi eleggere sindaco per la seconda volta nel 1997, per candidarsi alle Europee nel 1999 e per approdare al Senato nel 2001 avrebbero avuto come contropartita l’affidamento dei lavori di riqualificazione di Villaseta e Monserrato al consorzio Ecoter, ritenuto vicino al boss Cesare Lombardozzi morto nel 2017.

Il legale di Arnone ha ricostruito tutti i passaggi probatori chiedendo di ribaltare il verdetto di primo grado che scagionava Sodano dalle accuse.

Il processo continua il 13 ottobre e il 10 novembre con le arringhe difensive degli avvocati Salvatore Pennica e Salvatore Mormino.

La notte tra il 15 e il 16 settembre del 2002 affondò un’imbarcazione a circa mezzo miglio da Capo Rossello, vicino alla Rocca Gucciarda, sul litorale di Realmonte. Furono restituiti dal mare e recuperati i corpi di 37 immigrati di nazionalità liberiana, e 92 invece sono sopravvissuti. Il sindaco di Realmonte, Sabrina Lattuca, il vicario generale dell’arcidiocesi di Agrigento, don Giuseppe Cumbo, e don Fabio Maiorana, parroco di Realmonte, hanno deposto una corona di fiori sulla lapide collocata sullo scoglio in cui si consumò la tragedia.

Davanti alla Corte di Assise presieduta da Wilma Angela Mazzara, i testimoni convocati dal pubblico ministero, che videro Gaetano Rampello, 57 anni, poliziotto in servizio presso la questura di Catania, sparare a suo figlio Vincenzo Gabriele, in Piazza Progresso a Raffadali, in provincia di Agrigento. L’uomo fu poi arrestato il 1 febbraio dopo aver confessato l’omicidio, avvenuto con l’arma di servizio e a seguito di presunte e continue richieste di denaro da parte del giovane vittima – per come dice l’imputato – di problemi psichici.

In aula Vincenzo La Porta, figlio di un commercialista di Raffadali – il primo a chiamare i carabinieri dopo aver assistito all’omicidio – ha dichiarato di aver sentito gli spari, aver aperto la finestra e aver visto il giovane riverso a terra con del sangue accanto e un uomo incappucciato poco distante che si allontanava.

È stata ascoltata anche Carmelina Margutti, impiegata in una banca, che ha dichiarato di aver sentito gli spari, di essersi affacciata e di aver visto un uomo che sparava ad un altro, confermando così di aver assistito all’omicidio.

Nell’udienza precedente era stata ascoltata la mamma della vittima – che insieme allo zio e alla nonna del ragazzo si è costituita parte civile – dichiarando che i problemi psichici  e l’aggressività del figlio non erano così accentuati.

La prossima udienza si terrà il 21 ottobre

 

 

 

 

Non è in pericolo di vita il turista di Aosta, vittima di un incidente stradale a Lampedusa, che non ha fortunatamente coinvolto nessun altro veicolo. Le dinamiche non sono ancora chiare, fatto sta che l’uomo è stato soccorso e portato prima al Poliambulatorio di Lampedusa dove poi i sanitari hanno disposto il trasferimento all’ospedale agrigentino San Giovanni di Dio dove il paziente è stato trasportato con l’elisoccorso.

Nel nosocomio, i medici dopo aver riscontrato nel paziente una importante difficoltà respiratoria e un ematoma sottocapsulare renale, hanno disposto il ricoveri con prognosi da sciogliere nei prossimi giorni.

 

Oggi inizia il Campionato regionale di serie C2.
L’AGRIGENTO FUTSAL giocherà la prima in casa contro il Città di Marsala squadra che anche lo scorso anno era in C2. Si giocherà solo per domani al Villaggio Peruzzo alle ore 17:00. Ma da martedì L’AGRIGENTO Futsal sarà ospitata in una nuova grande casa, il PalaMoncada.
“Ringraziamo – dicono i dirigenti – il presidente Gabriele Moncada che ha creduto nel nostro progetto”.

Ecco i convocati per la sfida di domani:
Ercole Graceffo
Pietro Giovannelli
Raffaele Spinelli
Antonio Nobile
Marcello Catanese
Giuseppe Francolino
Angelo Sanzo
Simone Spataro
Daniel Danile
Gaetano Sferrazza
Mauro Catalano
Salvatore Macaluso

Squalificato: Andrea Franco (1).

Indisponibili: Ernesto Natalello, Davide Palillo, Fabio Lo Santo, Marco Lo Brutto, Nicola Lombardo.