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Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Sidoti, nell’ambito dell’inchiesta, sostenuta dai Carabinieri, cosiddetta “Isola Verde”, su un presunto ‘sacco edilizio’ in due Comuni dell’Isola di Salina, Santa Marina e Malfa, nell’arcipelago delle Eolie, ha disposto l’archiviazione per 70 imputati e ne ha rinviati a giudizio altri 13 cancellando, però, l’imputazione di associazione per delinquere. Prima udienza il 16 dicembre. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono falsità materiale in atti pubblici commessa da pubblico ufficiale, corruzione per atti contrari ai propri doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreti d’ufficio e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici. Tra i tredici imputati del processo vi sono anche l’ex sindaco di Santa Marina, Massimo Lo Schiavo, l’ex vice sindaco Domenico Arabia, e il capo dell’ufficio tecnico dello stesso Comune, Giuseppe Caravaglio. I restanti sono dipendenti comunali e privati cittadini.

Ricordate il sospetto che le assenze di 174 tra presidenti e scrutatori di seggio elettorale a Palermo per le Amministrative lo scorso 12 giugno fossero state provocate dalla concomitante partita di calcio del Palermo contro Padova per la promozione in serie B? Ebbene, tale sospetto appare fondato. Infatti, dall’esame dei biglietti della partita di calcio Palermo-Padova è già emerso che una decina di biglietti, tutti nominativi, sono intestati ai presidenti e agli scrutatori rinunciatari che, invece, di presentarsi al seggio sarebbero andati allo stadio. La Procura attende l’informativa della Digos per formalizzare l’iscrizione nel registro degli indagati per le ipotesi di rifiuto di atti d’ufficio e violazione della legge elettorale.

A Palermo la Polizia ha eseguito 11 misure cautelari, a carico di 6 maggiorenni e 5 minorenni, tutti stranieri magrebini tranne un italiano, ritenuti i componenti di una pericolosa “banda criminale giovanile” denominata “Arab Zone 90133”, autori di molteplici aggressioni, alcune con particolare violenza, attraverso l’utilizzo di bottiglie di vetro rotte e bastoni, ai danni di frequentatori del centro cittadino, tra cui molti minorenni, perpetrate tra il 7 gennaio e il 15 giugno. La banda, che ha alimentato paura e insicurezza tra i palermitani, si è avvalsa di profili social, per diffondere messaggi e video sulle proprie prodezze. Tra i 6 maggiorenni, 5 sono in carcere e uno ai domiciliari con braccialetto elettronico. Poi al “Malaspina” 2 minorenni, e gli altri 3 in una comunità.

Le due intense e prolungate ondate di caldo torrido del mese non hanno prodotto dati anomali dal punto di vista degli estremi di temperatura.

Nessuna stazione delle serie SIAS 2002-2022 ha visto superate le proprie massime assolute del mese di giugno, così come anche le minime giornaliere non hanno mai superato i valori massimi del mese registrati in passato. Come mostra il grafico, restano insuperate le medie regionali delle massime assolute registrate negli anni 2006, 2007 e 2021. Grazie all’anomala persistenza della circolazione anticiclonica sono stati invece superati tutti gli altri valori sintetici precedenti:

– media mensile delle massime giornaliere

– media mensile

– media mensile delle minime giornaliere

– media mensile delle minime assolute

La temperatura massima assoluta del mese della rete SIAS è stata registrata il 29/06 dalla stazione Siracusa C.da Monasteri con 43,6 °C.

Un 43enne è evaso dagli arresti domiciliari per recarsi al commissariato Zisa-Borgo Nuovo aPalermo per chiedere di essere trasferito in carcere.

“Non ce la faccio più con mia moglie – ha detto ai poliziotti – preferisco andare in cella”. Una richiesta che non poteva essere esaudita visto che non era possibile convertire la misura.

L’uomo è stato denunciato per evasione e riaccompagnato dagli agenti a casa.

Il gran caldo di questi giorni dovrebbe durare almeno fino a martedì prossimo, con temperature fino a 42-43 gradi nelle Isole maggiori: sarà seguito da un ‘meteo-ribaltone’ che porterà temporali pomeridiani e nel fine settimana un abbassamento della colonnina di mercurio.

La previsione è di Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it.

“E’ in corso – sottolinea – una fase rovente su tutta l’Italia Caldo fino a martedi, poi piogge pomeridiane e aria più frescacon le temperature che toccheranno punte massime ben oltre i 35 gradi, soprattutto in Val Padana, sulle zone interne delle due Isole maggiori (qui addirittura si potrebbero toccare i 42-43 gradi) e su parte del Centro (39 a Firenze e Roma)”. Dopo martedì, secondo Gussoni, c’è un’elevata possibilità di temporali pomeridiani a causa delle infiltrazioni, soprattutto alle quote medie, di correnti più fresche e umide da Ovest-Nord Ovest. “Per il prossimo fine settimana, invece – conclude il meteorologo – è possibile un ridimensionamento delle temperature, con un caldo senza eccessi, grazie al ritorno in grande stile dell’anticiclone delle Azzorre che di fatto si sostituirebbe al più rovente africano”.

(ANSA).

7.097 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 27.923 tamponi processati in Sicilia secondo il bollettino odierno. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 6.306. Il tasso di positività scende al 25,4% il giorno precedente era al 28%. La Sicilia è al quinto posto per contagi fra le regioni italiane.

Gli attuali positivi sono 92.411 con un aumento di 6.451 casi. I guariti sono 1.887 mentre 7 sono le vittime che portano il totale dei decessi a 11.211. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 855, in terapia intensiva sono 32, 5.

Non pervenuti i dati relativi ai Comuni capoluogo.

Poteva finire in tragedia, ma per fortuna, tre vigili del fuoco se la sono cavata alla fine con ferite lievi. Sono in forza al Comando provinciale di Agrigento e sono rimasti feriti dopo essere stati quasi investiti dalla deflagrazione di una bombola, mentre erano impegnati nell’opera di spegnimento di un incendio di sterpaglia e canneto, lungo la strada statale 640, precisamente in contrada “San Benedetto”, tra i territori di Agrigento e Favara. I tre sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”.
La bombola del gas era vuota (che è altrettanto pericolosa) gettata come rifiuto in mezzo al canneto. All’improvviso è esplosa durante le operazioni di spegnimento delle fiamme.

Nel luglio del 2000, a Lampedusa, il Comune ha rilasciato una concessione edilizia al signor S. F., per la costruzione di un immobile a piano terra e piano seminterrato su un terreno di sua proprietà.
Dopo oltre 14 anni, il Comune, su esposto della proprietaria del terreno confinante, ha annullato in autotutela la concessione edilizia rilasciata nel 2000, ritenendo che la stessa fosse stata rilasciata in violazione delle distanze dal confine previsto dallo strumento urbanistico ed  ha ordinato la demolizione dell’immobile.
 Il signor S F, ha presentato un ricorso al TAR Palermo che tuttavia, conclusa in senso negativo la fase cautelare, lo rigettava dichiarandolo inammissibile in accoglimento dell’eccezione della vicina di casa C.M. intervenuta nel giudizio.
A questo punto il sig. S.F. si rivolgeva agli avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’ e Mario Fallica per promuovere appello e chiedere la sospensione della sentenza del TAR Palermo.
In particolare, il collegio difensivo guidato dall’Avv. Rubino, in grado di appello, ha ribadito l’ammissibilità del ricorso introduttivo del giudizio ed  han censurato l’illegittimità dell’operato del Comune di Lampedusa sia sotto il profilo della violazione di legge, avendo il Comune adottato il provvedimento di annullamento in contrasto con i principi che regolano il potere di autotutela ed in contrasto con l’interpretazione delle norme che regolano le distanze dei confini seguita anche in casi analoghi.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, ritenendo fondate le tesi formulate dagli avvocati del sig. S.F., in prima istanza ha accolto la domanda di sospensione della sentenza appellata e dell’ordine di demolizione.
In sede di merito, il CGA ha poi accolto l’appello ritenendo, tuttavia, al fine di non saltare un grado di giudizio, di rinviare gli atti nuovamente al TAR Palermo, il quale si era limitato ad una pronuncia di rito e non era mai entrato nel merito della vicenda.
Il TAR Palermo, superate le questioni sull’ammissibilità del ricorso, per effetto del pronunciamento del CGA, esaminando per la prima volta il ricorso nel merito lo ha respinto ritenendolo infondato.
A questo punto il sig. S.F. rivolgendosi nuovamente ai propri avvocati Rubino, Airo’ e Fallica ha proposto un nuovo appello innanzi al CGA ribadendo l’illegittimità e l’erroneità dell’operato del Comune di Lampedusa sotto diversi profili.
Il  CGA, presieduto dal Presidente Rosanna De Nictolis e relatore della causa il Consigliere Antonio Caleca, nuovamente pronunciandosi in sede cautelare, ha accolto la domanda di sospensione della sentenza appellata.
Inoltre con il predetto pronunciamento il CGA ha ritenuto indispensabile chiedere al Comune di Lampedusa e Linosa ulteriori chiarimenti in ordine al proprio operato ed alla prassi amministrativa seguita per casi analoghi a quello per il quale è controversia.
Tuttavia, nel corso del giudizio il Comune di Lampedusa e Linosa non ha fornito i chiarimenti richiesti.
Pertanto, in vista della trattazione del merito, i legali del sig. S.F. hanno chiesto che ai fini del decidere fosse tenuto conto della condotta processuale del Comune di Lampedusa e Linosa, ritenendo provato l’assunto secondo il quale vi sarebbero stati diversi altri casi di titoli edilizi rilasciati secondo l’interpretazione del norme sulle distanze in senso favorevole all’appellante.
Il CGA, in accoglimento delle tesi dei legali Rubino, Airo’ e Fallica, ha accolto l’appello del sig. S.F. ritenendo illegittimo l’atto di annullamento del titolo edilizio poiché una difforme interpretazione delle norme sulle distanze, rispetto a quella seguita in occasione del rilascio titolo edilizio, avrebbe dovuto essere assistita da una motivazione particolarmente rafforzata, mentre nel caso di specie l’atto impugnato non consente di dedurre una “leggibile e comprensibile motivazione”.
Con la pronuncia del CGA sono stati annullati anche l’ordine di demolizione ed il provvedimento di acquisizione gratuita al patrimonio del Comune dell’immobile, intervenuti nel corso del giudizio.
Per effetto della decisione del CGA il sig. S.F. ritorna ad essere il legittimo proprietario del fabbricato che risulta legittimato dalla concessione edilizia rilasciata nel 2000.

A Licata un giovane è stato controllato in automobile in strada dalla Polizia. Lui: “Non ho con me il contratto d’assicurazione”. Loro: “Lo porti in Commissariato al più presto”. Così è stato. Lui: “Eccolo”. La Polizia: “E’ falso”. Lui: “Ma come, l’ho pagato su internet. Mi hanno truffato. Mi ha telefonato un uomo. Mi ha mandato una email. Ho pagato, come abbiamo concordato, con una ricarica su una carta pre-pagata. E ho ricevuto il contratto tramite email”. La Polizia, anche con accertamenti informatici, è risalita al truffatore, un napoletano di 40 anni già con precedenti dello stesso genere. E’ stato denunciato dal commissario Cesare Castelli. Allo stesso modo un altro licatese ha pagato con un bonifico bancario ma non ha ricevuto l’assicurazione. Allo stesso modo i poliziotti hanno indagato. E hanno scoperto gli autori della truffa: un altro napoletano di 40 anni e un extracomunitario anche lui residente nel Napoletano. Entrambi con precedenti dello stesso genere. Denunciati per truffa aggravata.