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“Il faccio il tassista per vivere, ho effettuato due trasferte, per accompagnare due donne sudamericane, che mi avevano chiesto di essere portate a Caltagirone, in un indirizzo a me sconosciuto. Mi hanno pagato il viaggio e sono andato via”. Si è difeso, e ha respinto le accuse, Salvatore Di Caro, il quarantanovenne di Favara, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Sex indoor”, effettuata dai poliziotti del Commissariato di Caltagirone, e dalle Squadre Mobili di Agrigento e Catania, che ha portato anche alla chiusura di 4 case di appuntamento, in cui si esercitava la prostituzione, e bloccato un “giro d’affari” illegale stimato dagli investigatori in circa 130 mila euro l’anno.

Il favarese, durante l’interrogatorio, ha provato a chiarire la sua posizione, ribadendo la sua estraneità alla contestata organizzazione, dedita allo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Il legale difensore dell’indagato, l’avvocato Monica Malogioglio, ha ribadito che Di Caro ha effettuato quei viaggi senza sapere, e conoscere nulla della presunta organizzazione, e dei presunti promotori, ed ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari. Il Gip del Tribunale di Caltagirone, preso atto della richiesta dell’avvocato Malogioglio, deciderà nelle prossime ore.

Otto le misure cautelari (due in carcere e gli altri ai domiciliari) emesse dal Gip, su un presunto gruppo criminale che sfruttava la prostituzione di giovane donne, e transessuali, prevalentemente straniere. Di Caro – secondo l’accusa – aveva il compito di reclutare le prostitute, introdurle nel florido mercato Calatino, e occupandosi di accompagnarle in alcuni dei quattro immobili, dove si sarebbero svolti gli incontri a pagamento.

E’ stato un altro fine settimana rovente e di fuoco, nel senso letterale del termine, nell’Agrigentino. Numerosi sono stati gli incendi insorti tra sabato e domenica, molti dei quali sarebbero dolosi. Lavoro incessante per i Vigili del fuoco e per le Guardie forestali in terreni e boschi. E’ carbonizzata un’ampia area tra i territori di Canicattì e Castrofilippo. Ad Aragona le fiamme hanno coinvolto finanche il parco minerario, ed è stato necessario l’intervento degli elicotteri antincendio. A Favara in contrada “Caltafaraci” un incendio di sterpaglie si è esteso pericolosamente a ridosso di abitazioni di campagna, ed è stato fronteggiato e respinto in tempo dai Vigili del fuoco. Allo stesso modo in contrada “San Benedetto” i Vigili hanno evitato che un incendio, ancora divampato in un terreno di sterpaglie, provocasse un disastro ad una concessionaria bruciando capannone e automobili.

Il governo regionale predispone un’ordinanza d’emergenza per l’invio dei rifiuti fuori Sicilia. Stop alle discariche di Catania e Trapani. E’ il collasso.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha inviato oggi a Roma un’ordinanza rivolta all’attenzione del governo nazionale, tramite cui si intende predisporre l’invio dei rifiuti siciliani fuori Sicilia. Da Palermo ad Agrigento, da Messina a Trapani fino al Ragusano, in Sicilia è emergenza rifiuti. Il collasso è provocato dallo stop alla discarica di Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania, avvenuta a metà dello scorso mese di giugno a seguito di un pronunciamento del Tar che ha innescato una reazione a catena. I rifiuti respinti a Motta Sant’Anastasia sono stati trasportati nell’impianto di contrada Borranea a Trapani che adesso, di conseguenza, è a rischio saturazione. I sindaci dei Comuni dell’ex Ato Trapani hanno inviato a governo e deputati regionali una lettera che denuncia la grave condizione igienica e ambientale scatenata dall’impossibilità di conferire i rifiuti solidi urbani nella discarica Borranea di Trapani. E i sindaci tra l’altro hanno scritto: “Siamo profondamente preoccupati per l’attuale emergenza. Con un afflusso di turisti ritornato ai numeri degli anni pre-covid, non poter assicurare il normale svolgimento della raccolta dei rifiuti sta provocando allarme nei cittadini ed un enorme danno economico e di immagine per l’intera provincia. Sappiamo che le cause dell’ennesima emergenza sono dovute alla fragilità del sistema regionale del ciclo dei rifiuti, privo di impianti di trattamento finale idonei. Ad oggi nella discarica trapanese conferiscono 85 Comuni, 60 delle province di Palermo, Agrigento e Messina e 25 della provincia di Trapani. Su 370 tonnellate al giorno che sono conferite, solo 170 provengono dai Comuni trapanesi, le altre 200 sono di Comuni fuori provincia. Data la drammaticità della situazione riteniamo urgente e non differibile un incontro con il presidente della Regione, Nello Musumeci, per prospettare e adottare tutti i provvedimenti necessari finalizzati a superare una ormai prossima emergenza sanitaria. Contestualmente chiederemo un incontro al prefetto di Trapani, Filippina Cocuzza, per informarla della crisi riguardante la raccolta dei rifiuti, e per concertare le possibili soluzioni anche al fine di prevenire eventuali problemi di ordine pubblico”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“Bloccare urgentemente i prezzi di luce, gas e carburanti perché siamo in presenza di una vera e propria emergenza nazionale che avrà effetti pesanti sull’economia e sulle condizioni economiche delle famiglie. I prezzi al dettaglio, tuttavia, sono destinati a salire ancora nelle prossime settimane, come conseguenza dell’escalation dei carburanti che registrano livelli altissimi alla pompa e delle evidenti speculazioni sui listini, e l’inflazione è destinata a raggiungere quota 10%”. Lo afferma il prof. Francesco Tanasi docente dell’Università San Raffaele Roma e Segretario Nazionale Codacons.

L’attuale  tasso di inflazione all’8% si traduce a parità di consumi in una maggiore spesa pari a +2.457 euro annui per la famiglia “tipo”, che raggiungono +3.192 euro annui per un nucleo con due figli, considerata la totalità dei consumi di una famiglia – calcola il Codacons.

“Di fronte a tali numeri il Governo non ha più alibi, e deve intervenire con urgenza per salvare le tasche di famiglie e imprese bloccando da subito i prezzi di energia e carburanti” – conclude  il professore Tanasi.

Stava festeggiando il suo compleanno a Erice, nel Trapanese, con amici e parenti, quando si è rotta una lastra che copriva un pozzo artesiano profondo 25 metri e l’uomo che compiva 40 anni ci è finito dentro, morendo.

La vittima è Antonio Andreani, di Molfetta.

L’incidente mortale è avvenuto poco dopo la mezzanotte, in contrada Pegno, dove il quarantenne aveva preso in affitto una villetta. Andreani stava ballando sulla copertura del pozzo, quando la struttura che lo copriva ha ceduto.

(ANSA).

5.668 i nuovi casi di Covid19 registrati a fronte di 23.086 tamponi processati in Sicilia secondo il bollettino odierno. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 7.097. Il tasso di positività scende al 24,5% il giorno precedente era al 25,4%. La Sicilia è al quinto posto per contagi fra le regioni italiane. Gli attuali positivi sono 96.783 con un aumento di 4.372 casi. I guariti sono 2.256, 15 le vittime che portano il totale dei decessi a 11.226. Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 865, 10 in piu’ rispetto al giorno precedente, in terapia intensiva sono 31, uno in meno rispetto al giorno prima.

Anche oggi i dati dei Comuni capoluogo non sono pervenuti.

L’auto era parcheggiata in via Pietro Nenni. Ad un certo punto è andata a fuoco la Ford Fiesta di un 45enne del luogo, impiegato al Comune di Favara. Subito avvertiti i Vigili del Fuoco a nulla è valsa la loro velocitàò per raggiungere il luogo dell’incendio: la Ford è andata completamente distrutta.

Da un primo sopralluogo sommario effettuato dagli stessi Vigili del Fuoco non sembrerebbe esserci una matrice dolosa in quanto non sono stati rinvenuti elementi riconducibili ad un attentato.

Ovviamente nessuna pista viene esclusa e i Carabinieri della locale Tenenza stanno indagando sull’accaduto.